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20 marzo 2012

Anzianità: anni da vivere con un senso di fiducioso abbandono nelle mani di Dio.


Non mancano, nella cultura dell'umanità, dai tempi più antichi ai nostri giorni, risposte riduttive, che limitano la vita a quella che viviamo su questa terra. Nello stesso Antico Testamento, alcune annotazioni nel Libro di Qoelet fanno pensare alla vecchiaia come ad un edificio in demolizione ed alla morte come alla sua totale e definitiva distruzione (cfr 12, 1-7).

Ma, proprio alla luce di queste risposte pessimistiche, acquista maggior rilievo la prospettiva piena di speranza, che emana dall'insieme della Rivelazione, e specialmente dal Vangelo: " Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi " (Lc 20, 38). Attesta l'apostolo Paolo che il Dio che dà vita ai morti (cfr Rm 4, 17) darà la vita anche ai nostri corpi mortali (cfr ibid., 8, 11). E Gesù afferma di se stesso: " Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno " (Gv 11, 25-26).

Cristo, avendo varcato i confini della morte, ha rivelato la vita che sta oltre questo limite in quel " territorio " inesplorato dall'uomo che è l'eternità. Egli è il primo Testimone della vita immortale; in Lui la speranza umana si rivela piena di immortalità. " Se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consoli la promessa dell'immortalità futura ".(21)

A queste parole, che la Liturgia offre ai credenti come conforto nell'ora del commiato da una persona cara, segue un annuncio di speranza: " Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo ".(22) In Cristo la morte, realtà drammatica e sconvolgente, viene riscattata e trasformata, fino a manifestare il volto di una " sorella " che ci conduce tra le braccia del Padre.(23)

La fede illumina così il mistero della morte e infonde serenità alla vecchiaia, non più considerata e vissuta come attesa passiva di un evento distruttivo, ma come promettente approccio al traguardo della maturità piena. Sono anni da vivere con un senso di fiducioso abbandono nelle mani di Dio, Padre provvidente e misericordioso; un periodo da utilizzare in modo creativo in vista di un approfondimento della vita spirituale, mediante l'intensificazione della preghiera e l'impegno di dedizione ai fratelli nella carità.

Sono perciò da lodare tutte quelle iniziative sociali che permettono agli anziani sia di continuare a coltivarsi fisicamente, intellettualmente e nella vita di relazione, sia di rendersi utili, mettendo a disposizione degli altri il proprio tempo, le proprie capacità e la propria esperienza. In questo modo, si conserva ed accresce il gusto della vita, fondamentale dono di Dio. D'altra parte, con tale gusto della vita non contrasta quel desiderio dell'eternità, che matura in quanti fanno un'esperienza spirituale profonda, come ben testimonia la vita dei Santi.

Il Vangelo ci ricorda in proposito le parole del vecchio Simeone, che si dichiara pronto a morire, dal momento che ha potuto stringere tra le sue braccia il Messia atteso: " Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza " (Lc 2, 29-30). L'apostolo Paolo si sentiva in certo senso combattuto tra il desiderio di continuare a vivere, per annunciare il Vangelo, e il desiderio di " essere sciolto dal corpo per essere con Cristo " (Fil 1, 23).

Sant'Ignazio di Antiochia, mentre andava gioioso a subire il martirio, testimoniava di sentire nell'animo la voce dello Spirito Santo, quasi " acqua " viva che gli sgorgava dentro e gli sussurrava l'invito: " Vieni al Padre ".(24) Gli esempi potrebbero continuare. Essi non gettano alcun'ombra sul valore della vita terrena, che è bella, nonostante limiti e sofferenze, e va vissuta fino in fondo. Ci ricordano però che essa non è il valore ultimo, sicché il tramonto dell'esistenza, nella percezione cristiana, assume i contorni di un " passaggio ", di un ponte gettato dalla vita alla vita, tra la gioia fragile e insicura di questa terra e la gioia piena che il Signore riserva ai suoi servi fedeli: " Entra nella gioia del tuo Signore! " (Mt 25, 21). Un augurio di vita.

Giovanni Paolo II

21 maggio 2011

La vita di Giovanni Paolo II in Streaming (Documentario - 2005)



La vita di Karol Wojtyla dai difficili inizi in Polonia, all’arrivo sulla scena mondiale come il primo Papa non italiano in oltre 400 anni, fino alla sua missione in giro per il mondo come sostenitore dei diritti umani. Un reportage realizzato attraverso materiali d’archivio, interviste agli amici d’infanzia e membri del Vaticano…

La vita di Giovanni Paolo II - Prima Parte
(Megavideo)


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La vita di Giovanni Paolo II - Seconda Parte


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Oppure Guarda il video:
Guida Megavideo Player Streamo.TV


01 maggio 2011

Giovanni Paolo II oggi Beato, ma per i fedeli già in vita è stato un Santo

(Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro. Giovanni Paolo II)

Oggi in Piazza San Pietro Papa Benedetto XVI beatificherà, a soli 6 anni dalla sua scomparsa, l'indimenticabile Giovanni Paolo II. Un uomo umile ed eccezionale conosciuto e ricordato da miliardi di persone in ogni angolo della Terra. Impossibile dimenticare i suoi tanti viaggi. Un Papa Missionario che ha portato la Buona Novella in ogni angolo del mondo. Impossibile dimenticare le sue tante omelie, alcune fatte a braccio, improvvisate, che hanno rotto il rigido cerimoniale vaticano che vuole tutto perfetto.

Impossibile dimenticare le tante carezze donate ai bambini, le tante parole di conforto ai poveri e agli ammalati. Indissolubile, e non si romperà mai, il rapporto speciale tra il Papa e i Giovani di tutto il mondo. Un patto d'amore fortissimo sancito dalle Giornate Mondiali della Gioventù che hanno visto l'affluenza di milioni di giovani accorsi da ogni angolo della Terra.

Da ricordare suoi continui richiami alle autorità civili e ai politici di tutto il mondo, nella ricerca instancabile del bene comune. Proprio per loro il Santo Padre nella preghiera di consacrazione del nuovo millennio alla Madonna, affermò con forza e senza tentennamenti che l’umanità si trova, allora come oggi, ad un bivio. Infatti ora più che mai può ridurre la terra a un cumulo di macerie oppure trasformarla in un giardino di pace.

Da ricordare sono anche le innumerevoli parole rivolte ai popoli che soffrono a causa della guerra, a causa della carestia e dalle persecuzioni dai regimi sanguinari. Lui, polacco, sapeva perfettamente cosa vuol dire essere oppresso da un  regime. Carol Wojtyla, divenuto poi Papa Giovanni Paolo II, soffrì in gioventù pene innumerevoli (come tutti i polacchi di quell'epoca) a causa dei soprusi e delle violenze da prima dell'occupazione nazista tedesca, e poi successivamente da quella del regime di stampo comunista. Fu proprio il Papa ad avere un ruolo rilevante per la fine di quest'incubo, durato oltre 50 anni. La libertà del popolo polacco e l'instaurazione finalmente della democrazia, arrivò grazie ad una rivoluzione pacifica e spontanea che portò al potere, questa volta democraticamente, la prima organizzazione sindacale indipendente del blocco sovietico: Solidarność (il movimento operaio cattolico) con in testa il suo leader, il sindacalista Lech Walesa.

Cari amici, questo post potrebbe durare all'infinito. Potrei scrivere ancora per ore, ricordando il mio Papa. Preferisco terminare qui. Aggiungo solo il mio sentito GRAZIE al Santo Padre per tutto quello che mi ha insegnato, e invoco la sua intercessione per me e per tutte le persone che soffrono.
PREGA PER NOI SANTO PADRE!

Giovanni Paolo II con i Giovani - Giornata Mondiale della Gioventù 
Tor Vergata, Anno 2000


Non ti dimenticherò mai.    

02 aprile 2010

2 Aprile in memoria di Giovanni Paolo II


Oggi 2 Aprile 2010 ricorre il 5° Anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, l'uomo che più di ogni altro ha impresso la sua impronta nella storia del novecento e sui primi anni del nuovo millennio. Non era mai accaduto infatti nella storia, che un Papa sia stato ammirato e rispettato in ogni angolo del Pianeta. Alla sua morte, ma ancora oggi, dopo 5 anni dalla sua scomparsa, innumerevoli sono le persone di ogni razza, ceto sociale, credo politico, religioso e non, che piegano il capo o stanno qualche istante in silenzio per celebrare e ricordare un uomo davvero straordinario.
E' umanamente difficile per me trovare le parole per descrivere quanto abbia stimato e amato quest'uomo. Un Papa pellegrino, sempre desideroso di stare tra la gente. Giovanni Paolo II è sempre stato vicino durante tutta la sua vita, non solo come Vicario di Cristo, ai giovani e agli ammalati. Lui aveva il potere - essendo vissuto in Polonia e avendo toccato di persona gli abominii del Nazismo prima e del Comunismo poi - di capire le sofferenze dei popoli martoriati dalla guerra e dall'oppressione. Lo stesso feeling, Giovanni Paolo II, lo aveva con tutti quei popoli afflitti da enormi disuguaglianze sociali, e dove la povertà e le carestie erano l'unico pane quotidiano. Che dire poi del rapporto indissolubile che aveva con i giovani ... indimenticabile. E' stato lui a cercare i giovani, istituendo le GMG ovvero la Giornate Mondiali della Gioventù, uscendo ancora una volta dal Vaticano, e andandoli ad incontrare personalmente in ogni angolo della Terra. Con la sua semplicità, la sua saggezza e la sua chiarezza è riuscito dove nessun uomo, e figuriamoci un altro Papa, era mai riuscito: portare tanti giovani ad innamorarsi di Cristo, del Vangelo, di Dio.
Ricordo ancora la sua morte, il suo funerale. Quel Vangelo che sventolava sopra la bara è ancora sotto i miei occhi. Ricordo i cartelli e le grida delle persone comuni che ieri come oggi dicevano una sola cosa: "Santo Subito!"
Ebbene quel grido del popolo ancora oggi viene disatteso, perso in mille cavilli burocratici che mi fanno pensare alla similitudine del Vaticano ...col nostro Parlamento .... mi fermo quà, non voglio andare oltre quest'oggi ... per rispetto di un grande uomo e di un grande Papa.