Per il Comune (ndp Lodi) ciò comporterà una minor entrata fiscale per 200 mila euro, che va a sommarsi alle agevolazioni già concesse a giugno per 330 mila euro, con un totale dunque di 540 mila euro.
di Laura De Benedetti - Sconti sul saldo dell’Imu da pagare entro il 17 dicembre (Ansa). Sconti sul saldo dell’Imu (la scadenza è il 17 dicembre) in arrivo per chi ha in casa disabili gravi, figli in affido, per le seconde case date in comodato a figli (o genitori), per alcuni i magazzini artigianali o commerciali: per il Comune ciò comporterà una minor entrata fiscale per 200 mila euro, che va a sommarsi alle agevolazioni già concesse a giugno per 330 mila euro, con un totale dunque di 540 mila euro.
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20 settembre 2012
28 maggio 2012
Il conflitto della manager Equitalia. La sua società compra case ipotecate - Una vergogna da fare sapere a tutti!!!
La strana situazione di Torino. Ma nelle sedici società satellite dell’agenzia che curano le riscossioni in sede locale, ci sono diversi ex politici. Anche il deputato pdl Marco Milanese, imputato nella storia della P4, vi ha sistemato alcuni suoi amici
Come racconta l’avvocato Alberto Goffi (l’udc piemontese che da tempo denuncia gli abusi dell’agenzia), l’implacabile macchina da guerra Equitalia porta dentro di sé diversi conflitti d’interesse. La presidente di Equitalia Nomos (la struttura sovrintende Torino e provincia, in attesa di essere inglobata in Equitalia Nord) è Matilde Carla Panzeri. Già funzionario della Banca d’Italia, oggi la Panzeri è presidente di una società pubblica che cura il recupero dei crediti dello Stato e degli enti locali. Ha quindi possibilità di accesso alle informazioni sullo stato patrimoniale dei torinesi, sulla solvibilità degli imprenditori della provincia e – tra l’altro – negli ultimi quattro anni la Panzeri attraverso i suoi dirigenti ha firmato 43mila ipoteche sulle case di Torino e il suo hinterland. La manager, però, dal 2008 è anche presidente di una società privata, la Npl spa (sede a Milano), che cura per statuto l’acquisizione di immobili, la riscossione di crediti in sofferenza, il finanziamento terzi, ed è leader nella cartolarizzazione dei crediti bancari. Solo la disponibilità dei dati pubblici, si comprende, è un chiaro vantaggio per una società privata, in questo caso la sua Npl (Non Performing Loans).
Alcune inchieste giornalistiche e di magistratura hanno già messo in evidenza come spesso nei consigli di amministrazione delle sedici società satellite di Equitalia (oggi in via di scioglimento) vi siano ex politici che controllano come nel collegio di riferimento i controlli fiscali non siano troppo serrati. L’inchiesta della Procura di Napoli sulla P4, poi, sta rivelando come il braccio destro di Giulio Tremonti, il deputato pdl Marco Milanese (per il quale il pm John Woodcock ha chiesto l’arresto), ha usato anche la società pubblica di riscossione per sistemare uomini a sè vicini. Tra questi, Guido Marchese, commercialista del sindaco di Voghera Carlo Barbieri (Pdl). Marchese è stato figura di riferimento in Equitalia Esatri (la struttura che cura la riscossione a Milano e provincia). Entrambi, il sindaco di Voghera e il suo commercialista Marchese, oggi sono agli arresti domiciliari per corruzione (l’inchiesta, appunto, su Milanese).
E spulciando negli elenchi del personale di Equitalia, si scopre che dal 2008 vi lavora Flavio Pagnozzi, figlio del segretario generale del Coni, Lello. Più o meno nello stesso periodo, ai servizi legali del Comitato Olimpico è stato contrattualizzato Marco Befera, figlio di Attilio. Potrebbe sembrare un caso di “assunzioni incrociate”
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.nocensura.com/
Redatto da Raimondo per Niente Barriere
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Come racconta l’avvocato Alberto Goffi (l’udc piemontese che da tempo denuncia gli abusi dell’agenzia), l’implacabile macchina da guerra Equitalia porta dentro di sé diversi conflitti d’interesse. La presidente di Equitalia Nomos (la struttura sovrintende Torino e provincia, in attesa di essere inglobata in Equitalia Nord) è Matilde Carla Panzeri. Già funzionario della Banca d’Italia, oggi la Panzeri è presidente di una società pubblica che cura il recupero dei crediti dello Stato e degli enti locali. Ha quindi possibilità di accesso alle informazioni sullo stato patrimoniale dei torinesi, sulla solvibilità degli imprenditori della provincia e – tra l’altro – negli ultimi quattro anni la Panzeri attraverso i suoi dirigenti ha firmato 43mila ipoteche sulle case di Torino e il suo hinterland. La manager, però, dal 2008 è anche presidente di una società privata, la Npl spa (sede a Milano), che cura per statuto l’acquisizione di immobili, la riscossione di crediti in sofferenza, il finanziamento terzi, ed è leader nella cartolarizzazione dei crediti bancari. Solo la disponibilità dei dati pubblici, si comprende, è un chiaro vantaggio per una società privata, in questo caso la sua Npl (Non Performing Loans).
Alcune inchieste giornalistiche e di magistratura hanno già messo in evidenza come spesso nei consigli di amministrazione delle sedici società satellite di Equitalia (oggi in via di scioglimento) vi siano ex politici che controllano come nel collegio di riferimento i controlli fiscali non siano troppo serrati. L’inchiesta della Procura di Napoli sulla P4, poi, sta rivelando come il braccio destro di Giulio Tremonti, il deputato pdl Marco Milanese (per il quale il pm John Woodcock ha chiesto l’arresto), ha usato anche la società pubblica di riscossione per sistemare uomini a sè vicini. Tra questi, Guido Marchese, commercialista del sindaco di Voghera Carlo Barbieri (Pdl). Marchese è stato figura di riferimento in Equitalia Esatri (la struttura che cura la riscossione a Milano e provincia). Entrambi, il sindaco di Voghera e il suo commercialista Marchese, oggi sono agli arresti domiciliari per corruzione (l’inchiesta, appunto, su Milanese).
E spulciando negli elenchi del personale di Equitalia, si scopre che dal 2008 vi lavora Flavio Pagnozzi, figlio del segretario generale del Coni, Lello. Più o meno nello stesso periodo, ai servizi legali del Comitato Olimpico è stato contrattualizzato Marco Befera, figlio di Attilio. Potrebbe sembrare un caso di “assunzioni incrociate”
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27 aprile 2012
L’Imu così è da vigliacchi
Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura
AGGIORNAMENTO: Imu: cornuti e mazziati - Ferruccio Sansa - Una tassa che colpisce i più deboli, mentre i grandi costruttori restano fuori. Per chi ha comprato casa, dopo 30 anni di risparmi, sarà come pagare il fitto per vivere a casa sua. (Fonte: Cado in Piedi)
GUARDA IL VIDEO!
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E’ proprio vero che il diavolo si nasconde nei particolari. Come in quell’articolo 13 della Salva Italia che vorrebbe far pagare agli anziani ricoverati a tempo indeterminato in case di riposo un’Imu pazzesca sulla propria eventuale abitazione in proprietà. L’Imu che si richiede a chi ha una seconda casa: il doppio di quella che si paga per la prima casa.
Una vera e propria patrimoniale occulta. Sono state modificate quelle norme che, fino allo scorso anno, permettevano agli anziani ricoverati a tempo indeterminato ma proprietari di una abitazione, di essere completamente esentati dal pagamento di ogni tributo sulla prima casa. C’è di più. E’ sufficiente ora chiedere la residenza nella casa di cura, passo necessario se il ricovero è a tempo indeterminato, per far scattare la supertassa.di Carlo Chianura
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08 aprile 2012
Imu, nessuno sconto per le famiglie di disabili adulti
Il decreto “Salva Italia” prevede una detrazione di 50 euro per ogni figlio a carico, ma solo fino a 26 anni. La protesta: «I nostri figli disabili li avremo a carico per tutta la vita»
ROMA – Nel passaggio dall’Ici all’Imu, anche le famiglie di persone disabili si troveranno a pagare conti salati. Il decreto Salva Italia, che pure prevede uno sconto di 50 euro per ogni figlio a carico fino a 26 anni, non concede nulla alle famiglie di disabili adulti, spesso gravi e gravissimi, a carico per tutta la vita. La casa, per queste famiglie, non rappresenta una scelta facoltativa, ma spesso un «obbligo sociale», visto che spesso non vengono concessi immobili in affitto alle persone con disabilità scrive Redattore Sociale.

L'ALLARME - A lanciare l’allarme e chiedere provvedimenti al sindaco di Torino, Piero Fassino, è l’associazione Claudia Bottigelli, che si fa portavoce, in questa come in molte altra cause, delle preoccupazione e dei bisogni delle famiglie di persone disabili. «Come associazione, visti gli ultimi avvenimenti che hanno previsto aumenti di tasse e l’introduzione di nuove, vogliamo sottoporre alla sua attenzione una problematica non indifferente che noi e le famiglie della nostra associazione ci troveremo ad affrontare oltre alle spese ingenti che già la gestione delle nostre famiglie comporta – scrive Marina Cometto, presidente dell’associazione - L’Imu , la nuova imposta municipale sulla casa che da giugno causerà un nuovo salasso nelle famiglie italiane per noi sarà un’ulteriore dimostrazione che quando si legifera non si tiene conto di noi , famiglie disabili. Il decreto Salva Italia ha previsto uno sconto di 50 euro per ogni figlio a carico fiscale fino a 26 anni di età. Noi famiglie con figli disabili gravi e gravissimi che avremo a nostro carico i nostri figli per tutta la loro e nostra vita anche ben oltre i 26 anni ci troviamo a non poter usufruire di questo sconto pur avendo a carico figli di 30, 40, 50 anni».
BASTA DISCRIMINAZIONI - L’acquisto della prima casa rappresenta, per queste famiglie, spesso «un obbligo sociale – continua la Cometto – e non una scelta dettata da dover investire del denaro superfluo. Infatti Lei forse non è a conoscenza che non vengono date case in affitto alle famiglie che hanno una persona con disabilità al suo interno, per cui siamo obbligati, per tutelare i nostri figli e assicurare loro un "tetto sopra la testa" anche dopo che noi non ci saremo più, ad acquistare l’alloggio in cui viviamo con loro e facendo sacrifici enormi». L’associazione chiede quindi, anche in vista dei prossimi tagli al sociale e ai servizi, «che per la quota di Imu a favore del Comune sia previsto lo sconto di 50 euro anche per i figli con disabilità di età superiore ai 26 anni. L’handicap è un "lusso" – conclude la Cometto - e noi famiglie ormai lo abbiamo capito molto bene: faccia in modo, signor Sindaco, che non sia ulteriormente discriminatorio l’essere genitore di un figlio non autosufficiente».
Redattore Sociale
Fonte http://www.corriere.it/
Leggi anche
Imu detrazioni disabili: una legge da correggere
Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere
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ROMA – Nel passaggio dall’Ici all’Imu, anche le famiglie di persone disabili si troveranno a pagare conti salati. Il decreto Salva Italia, che pure prevede uno sconto di 50 euro per ogni figlio a carico fino a 26 anni, non concede nulla alle famiglie di disabili adulti, spesso gravi e gravissimi, a carico per tutta la vita. La casa, per queste famiglie, non rappresenta una scelta facoltativa, ma spesso un «obbligo sociale», visto che spesso non vengono concessi immobili in affitto alle persone con disabilità scrive Redattore Sociale.

L'ALLARME - A lanciare l’allarme e chiedere provvedimenti al sindaco di Torino, Piero Fassino, è l’associazione Claudia Bottigelli, che si fa portavoce, in questa come in molte altra cause, delle preoccupazione e dei bisogni delle famiglie di persone disabili. «Come associazione, visti gli ultimi avvenimenti che hanno previsto aumenti di tasse e l’introduzione di nuove, vogliamo sottoporre alla sua attenzione una problematica non indifferente che noi e le famiglie della nostra associazione ci troveremo ad affrontare oltre alle spese ingenti che già la gestione delle nostre famiglie comporta – scrive Marina Cometto, presidente dell’associazione - L’Imu , la nuova imposta municipale sulla casa che da giugno causerà un nuovo salasso nelle famiglie italiane per noi sarà un’ulteriore dimostrazione che quando si legifera non si tiene conto di noi , famiglie disabili. Il decreto Salva Italia ha previsto uno sconto di 50 euro per ogni figlio a carico fiscale fino a 26 anni di età. Noi famiglie con figli disabili gravi e gravissimi che avremo a nostro carico i nostri figli per tutta la loro e nostra vita anche ben oltre i 26 anni ci troviamo a non poter usufruire di questo sconto pur avendo a carico figli di 30, 40, 50 anni».
BASTA DISCRIMINAZIONI - L’acquisto della prima casa rappresenta, per queste famiglie, spesso «un obbligo sociale – continua la Cometto – e non una scelta dettata da dover investire del denaro superfluo. Infatti Lei forse non è a conoscenza che non vengono date case in affitto alle famiglie che hanno una persona con disabilità al suo interno, per cui siamo obbligati, per tutelare i nostri figli e assicurare loro un "tetto sopra la testa" anche dopo che noi non ci saremo più, ad acquistare l’alloggio in cui viviamo con loro e facendo sacrifici enormi». L’associazione chiede quindi, anche in vista dei prossimi tagli al sociale e ai servizi, «che per la quota di Imu a favore del Comune sia previsto lo sconto di 50 euro anche per i figli con disabilità di età superiore ai 26 anni. L’handicap è un "lusso" – conclude la Cometto - e noi famiglie ormai lo abbiamo capito molto bene: faccia in modo, signor Sindaco, che non sia ulteriormente discriminatorio l’essere genitore di un figlio non autosufficiente».
Redattore Sociale
Fonte http://www.corriere.it/
Non so cosa ne pensate voi ma questa cosa qui è davvero vergognosa. Già a nostro parere, la prima casa non si dovrebbe mai tassare, figuriamoci poi prendersela con le famiglie dei disabili e gli anziani per fare cassa. Questo non è da paese civile! Vergogna!! Monti Vergogna!! La politica e i partiti non i vergognano??? Con che coraggio poi chiederanno ancora il voto?
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Imu detrazioni disabili: una legge da correggere
Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere
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24 marzo 2012
Imu detrazioni disabili: una legge da correggere
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IMU DETRAZIONI PREVISTE DAL DECRETO ORIGINARIO
La considerazione di partenza è ovviamente quella che avere persone non autosufficienti in famiglie comporta spesso la scelta obbligata di optare per una casa con spazi più ampi o attrezzati. Questo spesso significa pagare di più: nell’ottica IMU aumenterebbe in percentuale l’importo della tassa. In un’ottica di equità peraltro non si vede come possano essere ammesse detrazioni di 50 euro per ogni figlio al di sotto dei 26 anni (anche nel caso in cui quest’ultimo lavori e produca reddito) e non essere considerate le necessità di nuclei familiari in cui convivano persone con handicap gravi. Il tutto peraltro aggravato dai tagli dei finanziamenti statali per gli enti locali di assistenza e di sostegno ai disabili. Un’altra stangata a carico delle famiglie, soprattutto di quelle con maggiori difficoltà.
LE PROTESTE DELLE FAMIGLIE
Le associazioni a rappresentanza di queste famiglie si sono attivate nel veronese e hanno chiesto ai Comuni competenti territorialmente di farsi carico, nei limiti delle possibilità, di questa ulteriore tassa e quindi di garantire l’esenzione o quantomeno la riduzione dell’IMU. Sarebbe un esempio da seguire anche nel resto d’Italia: l’isolamento economico infatti è prodromico a quello sociale e mina gravemente un percorso di rivalutazione e accettazione del “diverso” portato avanti con impegno da Onlus e Enti che tutelano i disabili e i loro cari. [...]
Alessandra De Angelis
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.investireoggi.it/
Letto su http://www.disablog.it/
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