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22 aprile 2015

Turismo accessibile, V4A lancia il corso dedicato alle Agenzie di Viaggio


Arriva il corso dedicato alle agenzie di viaggio che vogliono specializzarsi nel turismo accessibile, che da solo riguarda 140 milioni di persone in Europa e 12 milioni in Italia e che si stima possa incrementare i fatturati turistici fino al 20%. L’idea è di V4A, presente sul mercato fin dal 2008 con il primo Marchio di Qualità Internazionale Ospitalità Accessibile, che ha realizzato il primo programma di servizi dedicato alle agenzie di viaggio che vogliono rispondere alle richieste di questo settore.

Village4All Marchio Qualità Ospitalità Accessibile http://www.villageforall.net/
Altre Info su www.sweethive.com/wiredexp/corso-ospitalita-agenzie
Per leggere altre notizie sul Turismo Accessibile CLICCA QUI

23 gennaio 2015

Turismo e disabilità, l'accoglienza paga

Metti un gruppone di 130 disabili, tutti in carrozzella, in un villaggio turistico nelle settimane centrali d’agosto. Una bella sfida alla capacità di accoglienza del territorio e dei turisti “normali”, ma anche un’occasione, per gli stessi ragazzi, di avviarsi lungo la strada dell’autonomia, visto che, per tanti, è la prima volta senza genitori. È ciò che sta accadendo, in questi giorni, all’Hotel Marina Beach di Orosei (Nuoro), scelto dall’associazione “La strada per l’arcobaleno” di Roma (che da vent’anni si occupa di persone con spina bifida e idrocefalo), per la vacanza comunitaria 2013. Per i partecipanti un momento di amicizia e condivisione in uno degli angoli più belli della Sardegna; per l’associazione una nuova occasione per andare “Alla scoperta dell’Italia accessibile”. Si chiama così il progetto che, da sette anni, sta portando avanti la vice-presidente Carla Marinelli, 45 anni, che si propone di tracciare una sorta di mappa dell’accoglienza lungo le spiagge dello Stivale.
«Vogliamo abbattere le barriere architettoniche ma anche culturali, che sono quelle più difficili da superare per pigrizia e ignoranza – racconta –. Anche semplicemente andando in vacanza, come tutti, vogliamo dire che ci siamo, che desideriamo una vita piena e felice. In questi anni abbiamo abbattuto diversi muri e anche chi, all’inizio, ci guardava con diffidenza, ora si sta rendendo conto che i disabili sono una risorsa per la società».
Se ne stanno accorgendo anche le famiglie che, prima timorose, ora vedono nella vacanza un momento forte di crescita dei propri figli. «Con noi abbiamo volontari e professionisti preparati e pronti a intervenire per qualsiasi necessità – spiega Marinelli –. I genitori possono stare tranquilli. In più cerchiamo di spronare i ragazzi ad essere più autonomi, a cavarsela anche da soli».
Proprio ciò che cerca Concetta Giambruno, 27 anni di Torino, alla sua terza vacanza con l’associazione. Impiegata in un call center, Concetta sogna di viaggiare e conoscere posti nuovi, portando la propria esperienza di disabile «in mezzo alla gente». «Aspetto tutto l’anno questa settimana – dice – perché qui ritrovo tanti amici sparsi per l’Italia. Confrontando le nostre esperienze ci accorgiamo che tanto resta da fare per rendere il nostro Paese davvero accessibile a tutti. Non ci accontentiamo di trascorrere una bella vacanza, ma vogliamo che l’attenzione che troviamo qui ci sia anche nelle nostre città».
Concetto efficacemente espresso da Francesca Di Maria, siciliana di 53 anni, mamma di Giuseppe, 24enne con spina bifida e infermiera volontaria al seguito dei ragazzi: «I nostri figli vogliono vivere 365 giorni all’anno». «Questi ragazzi – aggiunge – hanno bisogno di vivere come tutti i loro coetanei, ma spesso le famiglie non ce la fanno. Noi genitori ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, che invece dovrebbero aiutarci ad accompagnare i figli sulla strada dell’autonomia. Non chiediamo soldi ma un po’ di attenzione in più. Non ci arrendiamo ma a volte è dura andare avanti con serenità».
Un appello che, almeno sul versante delle infrastrutture turistiche è stato accolto. Come testimonia Pietro Loi, esponente di una famiglia di imprenditori del turismo tra le più importanti della Sardegna e titolare del Marina Beach di Orosei. «La struttura – sottolinea – è stata progettata e realizzata, una decina di anni fa, escludendo le barriere architettoniche. E questo ci ha permesso, fin da subito, di poter ospitare disabili, trasmettendo questa sensibilità al nostro personale».
Loi non considera «eccezionale», la scelta di ospitare 130 disabili in carrozzina, oltre il 10% della capacità dell’albergo, nelle settimane centrali di agosto, correndo il rischio di urtare la “sensibilità” degli altri turisti. E, assicura, non è “merito” della crisi. «Li abbiamo accolti e basta», taglia corto. «Certo – aggiunge – chi cerca il mercato non deve porsi limiti o creare esclusioni. Ma questo viene dopo. Per noi, prima, c’è il rispetto della persona. Disabile o no».


Autore Paolo Ferrario

Articolo Interamente Tratto da www.avvenire.it

14 gennaio 2012

Francia, Easyjet condannata per aver rifiutato disabili a bordo


Multa di 70.000 euro inflitta da tribunale di Bobigny

Roma, 13 gen. (TMNews) - Il tribunale francese di Bobigny ha condannato la compagnia aerea "low cost" Easyjet a pagare 70.000 euro di multa per non aver fatto salire a bordo di un aereo tre disabili senza accompagnatori. Lo riferisce il sito del quotidiano francese "Le Parisien".

"E' una decisione che farà storia", ha commentato Patrick de la Grange, avvocato dell'Associazione dei disabili di Francia e dei tre querelanti.

I tre passeggeri sono stati costretti a rimanere a terra all'aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle, il 12 gennaio 2009, il 9 e il 19 novembre 2008. Le "ragioni di sicurezza" avanzate dalla compagnia britannica non sono state sufficienti a impedire la condanna di Easyjet inflitta da un giudice di Bobigny (Seine-Saint-Denis).

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.tmnews.it/

09 agosto 2011

Parti, il mondo ti aspetta!


MOVE from Rick Mereki on Vimeo.


EAT from Rick Mereki on Vimeo.


LEARN from Rick Mereki on Vimeo.


Dopo aver visto questi 3 cortometraggi creati da 3 ragazzi australiani (Rick Mereki, Tim White e Andrew Lees) non vi assale la voglia di partire?

20 maggio 2011

Pietro Rosenwirth, un handicappato in moto

(Pietro Rosenwirth foto Repubblica.it)


Quello nella foto è Pietro Rosenwirth "Un handicappato in moto". Pietro ha usato proprio il termine handicappato "perché finché non riconosciamo nei disabili delle persone normali e non gli si dà la possibilità di fare una vita vera, sono proprio handicappati" ha ribato lui stesso. Il centauro, affetto da gravi problemi fisico-motori, ha guidato da solo uno Scooter-Trike a 3 ruote attraversando 6 nazioni, visitando ben 5 Capitali, per abbattere ogni barriera fisica e mentale.

(Pietro Rosenwirth foto Repubblica.it)
Guarda anche:

05 agosto 2008

Viaggiare in aereo nell'UE: pari dignità per i disabili

Le frequenti criticità per i disabili in aeroporto sono purtroppo note, come riportato in degli esempi che che i visitatori del Blog hanno espresso nei loro commenti, così come le violazioni, più o meno esplicite, dei diritti.
Grazie al nuovo Regolamento Europeo CE 1107/06 entrato in vigore dal 26 Luglio 2008 (finalmente un documento ufficiale), le persone con ridotta mobilità possono viaggiare in aereo senza ostacoli e finalmente possono maggiormente vedere garantite i propri diritti e non essere considerati dei “clienti speciali o straordinari”, quando si deve prendere un aereo.

Il documento – circa 9 pagine e scritto con un linguaggio normativo accessibile - affronta questioni di fondamentale importanza per superare atteggiamenti discriminatori, quali il divieto per un vettore, un suo agente o un operatore turistico di rifiutare la prenotazione di un volo o l’imbarco ad una persona con disabilità, o il diritto all’assistenza negli aeroporti, che dovrebbe corrispondere “nella misura del possibile, alle esigenze specifiche del singolo passeggero”.
Sono circa ben 127 milioni (il 10%) in Europa le persone che potranno beneficiare di questo nuovo regolamento e ben 500 gli aeroporti sparsi nell'intera Unione Europea.

Per quanto riguarda la qualità del servizio e la formazione del personale, nell’articolo 11 possiamo leggere: “I vettori aerei ed i gestori aeroportuali dovranno assicurare che tutto il proprio personale, compreso il personale alle dipendenze di un subappaltatore, che fornisce un’assistenza diretta alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta sia in grado di soddisfare le loro necessità, a seconda del tipo di disabilità”.

La nuova normativa è stata di recente illustrata anche al Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino, dove è stata sperimentata la formazione dei 260 addetti, provenienti dal mondo dell’associazionismo, che avranno il compito di fornire assistenza ai passeggeri in partenza e in arrivo dagli scali romani, Fiumicino ma anche Ciampino.
Sempre presso l’aeroporto romano di Fiumicino sono presenti un pannello audiovisivo con scritte in braille - una specie di mappa aeroportuale con tutte le informazioni utili per muoversi agevolmente all’interno dello scalo -, una serie di piste apposite in gomma verso i servizi igienici e una “‘Sala amica” che costituisce un punto di attesa studiato appositamente per le persone con disabilità o con una mobilità ridotta.

Infine ecco il parere di Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione Europea: «La maggior parte delle compagnie aeree e degli aeroporti fanno già sforzi sinceri per offrire l’assistenza necessaria. Tuttavia non tutti provvedono ad un’assistenza completa e garantita».


http://www.disabiliforum.com/prodotti/img/aereo.gif

Finalmente uno stralcio di legge (dopo tante parole e qualche rattoppo frettoloso) che regolamenterà una problematica molto importante e che come abbiamo visto interessa il 10% della popolazione europea.