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12 aprile 2012

Paolo Bosusco è libero. Ora aspettiamo la liberazione di Rossella Urru (e di tutti gli altri)

(Paolo Bosusco - repubblica.it)
Finalmente, dopo Claudio Colangelo (liberato il 26 marzo), anche Paolo Bosusco potrà riabbracciare presto la sua famiglia, e tutti i suoi cari. I Maoisti dello Stato Indiano dell'Orissa l'hanno finalmente rilasciato oggi, dopo averlo rapito il 17 marzo scorso. Ora più che mai aspettiamo con ansia la liberazione di Rossella Urru, 30 anni, cooperante italiana nata a Samugheo in provincia di Oristano, rapita nel sud dell’Algeria nell'ottobre scorso.
Paolo Bosusco e Claudio Colangelo
Vi ricordiamo inoltre che oltre a Rossella, mancano all'appello altre otto persone italiane. Tra di esse troviamo Maria Sandra Mariani (nella foto insieme a Rossella Urru), rapita nel febbraio 2011. Maria Sandra è l’ostaggio da più tempo nelle mani dei rapitori, ed è stata rapita nella stessa zona in cui è stata rapita Rossella Urru. Ricordiamo anche il cooperante siciliano Giovanni Lo Porto, rapito lo scorso 19 gennaio insieme ad un collega tedesco in Pakistan nella località di Multan (Punjab). Gli altri italiani prigionieri sono i sei italiani della nave Enrico Ievolì, sequestrata il 27 dicembre scorso al largo delle coste dell’Oman.

Maria Sandra Mariani
Giovanni Lo Porto
Post redatto da Raimondo per Niente Barriere 

19 marzo 2012

Secondo Blogging Day per Rossella Urru e per tutti gli altri sequestrati italiani

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura


Sono 149 giorni che attendiamo con impazienza la liberazione di Rossella Urru, la cooperante italiana nata a Samugheo (in provincia di Oristano) e rapita il 23 ottobre 2011 da un gruppo di persone nel sud dell'Algeria. Alla vigilia del suo 30° compleanno la Rete torna a mobilitarsi, i Blog in particolare, per chiedere a gran voce la liberazione di Rossella. A tal fine è stato organizzato il 2° Blogging Day per chiedere non solo la liberazione di Rossella, ma soprattutto di tutti gli altri ostaggi italiani tenuti prigionieri in varie parti del mondo (gli ultimi in ordine di tempo sono Paolo Bosusco e Claudio Colangeli).

Fonte: "Liberi Tutti" di Ottavio Olita (tg3.rai.it)

Questo post è stato citato su:
La Nuova Sardegna
Rossella Urru 150 giorni prigioniera nel deserto: mobilitazione su internet. Iniziativa su Facebook del sito "Niente barriere". E giovedì la cooperante di Samugheo compie 30 anni.
Ravennatoday
Per il 30° compleanno di Rossella Urru, la rete lancia il "Blogging Day"
Casteddu Online
Rossella Urru 150 giorni prigioniera nel deserto: mobilitazione su internet.

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28 febbraio 2012

Nel mondo sono ancora 10 gli italiani in mano ai terroristi

Rossella Urru, sequestrata nella notte
tra il 22 e 23 febbraio 2011
mentre prestava servizio in un campo
profughi nel sud dell'Algeria,

I connazionali rapiti sono Rossella Urru, Maria Sandra Mariani, Giovanni Lo Porto, Franco Lamolinara e i 6 membri dell'equipaggio della Enrico Ievoli. La Farnesina mantiene il riserbo. Sul web tanti chiedono che il silenzio non diventi oblio

di Pamela Foti

Hanno 29 e 54 anni, una è sarda l'altra toscana. La prima gira il mondo per lavoro, la seconda mossa da spirito di avventura. Hanno vite diverse. Apparentemente nulla in comune. In realtà, non è così. Sono entrambe nelle mani dei rapitori da più di 365 giorni.
I loro nomi sono Rossella Urru, sequestrata nella notte tra il 22 e 23 febbraio 2011 mentre prestava servizio in un campo profughi nel sud dell'Algeria, e Maria Sandra Mariani, scomparsa il 2 febbraio 2011 durante un'escursione nel Sahara algerino. Sarebbero state rapite dalla cellula di Al Qaeda nel Mali (Acmi).
Sono in tutto 10 gli italiani rapiti nel mondo. Oltre a Rossella e Maria Sandra, altri 8 connazionali sono nelle mani di gruppi terroristici o banditi. Si tratta di Giovanni Lo porto, Franco Molinara e dell'equipaggio della nave cargo Enrico Ievoli. C'è poi Bruno Pellizzari, ostaggio dei pirati somali dal 10 ottobre 2010, che però - come spiega a Sky.it l'ufficio stampa del Ministero degli Esteri - non rientra ufficialmente nell'elenco dei connazionali sequestrati. Lo skipper infatti ha la doppia cittadinanza, italiana e sudafricana, e il suo caso è seguito direttamente dal paese africano.

Giovanni Lo Porto, invece, ha 38 anni, è siciliano e lavora per una ong tedesca. E' stato rapito in Pakistan il 19 gennaio scorso. Franco Lamolinara, scomparso nel nord ovest della Nigeria il 12 maggio 2011, ha 47 anni. Si trovava nel paese africano per lavoro. Impiegato come tecnico per la società Stabilini Visinoni Limited, era impegnato nella costruzione di un edificio della Banca centrale a Birnin Kebbi. In un filmato datato agosto 2011, afferma di essere nelle mani di al Qaeda. (IL FIMATO SU YOUTUBE).
Dal 21 aprile, invece, non fanno ritorno a casa i membri dell'equipaggio della nave Enrico Ievoli. Sono vittime di un attacco dei pirati somali avvenuto al largo delle coste dell'Oman. Dei 18 membri dell'equipaggio, sei sono italiani.

Difficile spiegare perché sempre più occidentali diventino obiettivi di gruppi terroristici. "Ogni sequestro è diverso dall'altro" ha affermato in una recente intervista Margherita Boniver, deputato del  Pdl e presidente del comitato Schengen. "Possono volere soldi - ha precisato  - ma anche scambio di prigionieri, o attirare l'attenzione".
La Farnesina mantiene il più stretto riserbo sul lavoro delle diplomazie al fine di non intralciare in alcun modo le operazioni per riportare a casa i connazionali. Oltre il silenzio, però, si leva la voce di parenti, amici, colleghi, gente comune, che attraverso blog in rete, gruppi su Facebook o hashtag dedicate su Twitter cercano di impedire che il silenzio diventi oblio. Esigono che i media non dimentichino le donne e gli uomini strappati alle loro vite quotidiane. E chiedono, come ha fatto la famiglia di Rossella Urru, di non essere lasciati soli.

La versione integrale e originale di questo articolo è presente sul sito