Visualizzazione post con etichetta pena di morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pena di morte. Mostra tutti i post

03 ottobre 2012

Un mondo senza pena di morte

di Giovanna Favilla  (Gruppo 11 Amnesty Milano) - Il 10 Ottobre è la Giornata Mondiale contro la pena di morte. Quest’anno ricorre il decimo anniversario della Giornata mondiale contro la pena di morte e sarà l’occasione per fare il punto su dove il movimento abolizionista è arrivato. Inoltre a ottobre verrà presentata alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite la quarta risoluzione per una moratoria sulle esecuzioni.
Amnesty International si oppone incondizionatamente alla pena di morte, ritenendola una punizione crudele, disumana e degradante ormai superata, abolita nella legge o nella pratica (de facto), da più della metà dei paesi nel mondo. La pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti. Non ha effetto deterrente e il suo uso sproporzionato contro poveri ed emarginati è sinonimo di discriminazione e repressione.

05 giugno 2011

Diritti Umani, la Cina sospende la pena di morte

(Hu Jintao e Barack Obama)
La Cina sospende la pena di morte, e nessuno ne parla. La notizia che la Corte suprema cinese abbia dichiarato una moratoria di due anni sulla pena di morte è una splendida ed importantissima novità che meriterebbe la prima pagina sui giornali. Va celebrata come un grandissimo trionfo di chi da sempre si è battuto contro la pena di morte anche in quel grande paese. Tuttavia c’è qualcosa che stride… Come si spiega infatti che, dopo aver dedicato migliaia di articoli a denunciare l’uso della pena di morte in Cina, oggi i nostri media non raccolgano i frutti di un successo che in teoria è anche un po’ loro?

Come mai a parte un buon articolo della “Repubblica” (a pagina 19 del cartaceo, online c’è una breve delle 19 del 25 maggio) nulla si trova sul “Corriere della Sera”? Come mai “La Stampa” preferisce avere tra i titoli degli Esteri un pezzullo sul golf a Cuba (un evergreen) e nulla su un notizia così importante? “Google news”, che in queste cose non mente, ci spiega che in chiave Cina quella sulla moratoria è solo la quinta notizia del giorno, dopo il viaggio della Lagarde in quel paese per perorare la sua causa all’Fmi, l’acquisto cinese di titoli del debito portoghese, la visita del dittatore nordcoreano Kim Jong-il e un attentato terroristico.

Oltre alla “Repubblica” e agli ovvi siti del Partito Radicale non c’è nessun altro grande giornale che si occupi del caso. Sorge spontaneo pertanto un retropensiero. Si occupavano di pena di morte perché erano davvero contro la pena di morte o perché la notizia della pena di morte in Cina era funzionale alla costruzione retorica occidentalista mentre la moratoria non lo è?

fonte Libre

fonte primaria “La Cina, la moratoria sulla pena di morte e quello strano silenzio dei media” di Gennaro Carrotenuto