05 aprile 2012

La lettera di un malato di cancro: “Costo troppo, mi scuso”

tumore al polmone


Giuseppe Revelli è malato di cancro e ha scritto un'amarissima lettera al Corriere della Sera:
Caro direttore,
tra qualche giorno compirò 59 anni e da 4 combatto contro un tumore che, partito dai polmoni, è andato in metastasi diffondendosi e colpendo ogni anno un nuovo organo. Grazie ai frequenti e accurati controlli a cui sono periodicamente sottoposto, riesco sempre a individuare sul nascere ogni nuova forma che insorge e quindi a intervenire nel modo migliore. Il 19 marzo scorso, a metà di un ciclo di chemioterapia, era prevista una TAC di controllo; naturalmente sono esente dal ticket per tutte le prestazioni sanitarie inerenti alla mia patologia, e infatti nulla ho dovuto pagare. Questa volta però ho visto che sul foglio per il ritiro del referto era molto ben segnalato quanto costasse in termini economici il mio esame alla Regione Lombardia e dopo averne preso coscienza ho comunque fatto l’esame. Purtroppo l’esito non è stato quello sperato perché la malattia si è propagata anche ad alcune zone del cervello.Ora sono in attesa di essere chiamato per iniziare un ciclo di radioterapia panencefalica che al momento non so ancora quanto costerà alla comunità e di questo e per questo ringrazio e chiedo scusa anticipatamente a tutti. Vorrei però, se possibile, avanzare una piccola proposta: forse è corretto che i cittadini prendano coscienza di quanto ogni prestazione sanitaria venga loro erogata dalla Regione gratuitamente, o a un costo calmierato, pesi in realtà su tutta la comunità, però ritengo che altrettanto e forse ancor più utile sarebbe, sempre nel rispetto e nello spirito di coscienza e consapevolezza, se il Presidente Formigoni, i membri alla giunta e del Consiglio regionale tutto, allegato al cedolino dello stipendio mensile, trovassero l’elenco dei cittadini, nome e cognome, quota parte, che per quel mese con i propri contributi e i loro sacrifici hanno permesso che lo stipendio gli fosse regolarmente dato.Questo certamente non per spirito di vendetta o per generare falsi sensi di colpa, ma semplicemente perché, non dico tutti i mesi, non pretendo nemmeno che venga fatto singolarmente, ma magari a dicembre, dopo la tredicesima, un pensiero e un semplice GRAZIE a tutti noi potrebbero anche dedicarlo. Scusi il disturbo.


Visto su http://www.giornalettismo.com/
Immagine di medicinalive.com

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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Salutava i clienti: "Gesù le vuole bene" Licenziato telefonista in Germania

"Gesù le vuole bene": licenziato, e a ragione secondo la corte tedesca del lavoro di Hamm, in Nordreno-Vestfalia, perché era solito terminare le telefonate di lavoro con quella frase.

Si è conclusa con la conferma della risoluzione del contratto di lavoro la causa d'appello intentata dal gigante delle vendita televisiva al dettaglio Qvc contro un suo ormai ex dipendente. I giudici hanno riconosciuto l'inadeguatezza del commiato dell'operatore telefonico 29enne di Bochum, particolarmente devoto. "Il posto di lavoro non è pensato per diffondere le proprie convinzioni religiose" e "i lavoratori non possono giocare al missionario", ha commentato in proposito il giuslavorista Michael Eckert al sito del quotidiano Die Welt, che racconta la vicenda.

Qvc aveva licenziato l'uomo all'inizio del 2010, proprio perché concludeva le chiamate con la clientela invocando il nome di Gesù. A nulla erano valsi i richiami formali: il giovane lavoratore si era appellato al rispetto della libertà religiosa. In primo grado la corte aveva riconosciuto le sue ragioni, ma i giudici d'appello non hanno ora riscontrato conflitti tra le sue convinzioni religiose e la formula di saluto standard scelta dall'azienda. Evitare di manifestare in maniera evidente la propria fede, se non richiesto, è al contrario dovere di ciascun dipendente rispettoso dei colleghi. E ancor di più dei clienti. Come rappresentante della ditta verso l'esterno è inappropriato salutare un cliente con la frase "Gesù le vuole bene", o "Allah è grande", ha osservato Eckert

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.unionesarda.it/

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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03 aprile 2012

Eurispes: 2.500 euro al mese a famiglia per una vita dignitosa. Metà dei contribuenti sotto i 15.000 euro

(foto rainews24)

L'Eurispes stima che, nella media nazionale, il costo mensile per i beni essenziali di una famiglia composta da quattro persone è di 30.276 euro l'anno cioé di 2.523 euro al mese. E' quanto rileva il rapporto 'L'Italia in nero' di Eurispes e Istituto San Pio V di Roma. Il calcolo si basa su una famiglia tipo (idealmente composta da due adulti e due bambini) "che risparmia su tutto ma non fa mancare nulla ai figli e conduce un'esistenza quasi spartana ma dignitosa". Dal rapporto emerge anche che poco meno della metà dei contribuenti (il 49,1% del totale) nel 2010 ha dichiarato un reddito complessivo inferiore a 15.000 euro. Sempre secondo l'istituto di ricerca almeno il 35% dei lavoratori dipendenti è ormai costretto ad effettuare un doppio lavoro per far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese. Cresce intanto l'economia sommersa passata da 529 miliardi del 2010 alla cifra "monstre" di 540 miliardi nel 2011 equivalenti al 35% del Pil ufficiale.

Spesa alimentare pari a 825 euro - Solo la spesa alimentare per una famiglia tipo è pari a 825 euro (va da un massimo di 950 euro al mese nelle regioni del nord-ovest ad un minimo di 748 euro al mese nel Mezzogiorno). Secondo l'Eurispes, guardando alle diverse voci di spesa, in media per l'abbigliamento un nucleo di quattro persone spenderebbe 240 euro al mese, per la casa 890 euro e per le spese medico-sanitarie 950.

In Italia economia sommersa per 540 miliardi - L'economia sommersa ha raggiunto in Italia nel 2011 la cifra 'monstre' di 540 miliardi, corrispondenti a circa il 35% del Pil ufficiale. Un dato in aumento rispetto al 2010 e che equivale ai Pil di Finlandia, Portogallo, Romania e Ungheria messi insieme. A rilevarlo è sempre l'Eurispes nel Rapporto sull'economia sommersa in Italia. Dallo studio emerge anche che "l'economia sommersa in Italia ha generato nel 2010 almeno 529 miliardi di euro, segnando un consistente aumento rispetto all'anno precedente". Secondo le rilevazioni, il 53% dell'economia non osservata è rappresentato dal lavoro sommerso, il 29,5% dall'evasione fiscale a opera di aziende e imprese ed il 17,6% dalla cosiddetta economia informale.

L'economia sommersa coinvolge anche tanti cittadini comuni - Per l'Eurispes, oltre agli evasori "di professione" che occultano al fisco la maggior parte dei loro proventi, che prendono la residenza all'estero, o che nascondono i loro patrimoni nei cosiddetti paradisi fiscali (550 miliardi su 7.300 miliardi stimati sarebbero riconducibili a cittadini italiani), l'economia sommersa coinvolge anche tanti cittadini comuni che lavorano in nero, magari come secondo lavoro, o che utilizzano l'evasione fiscale come una sorta di ammortizzatore sociale per contrastare gli effetti della crisi oppure considerano eccessivo il carico fiscale imputato loro e decidono, non trovando nemmeno un'adeguata corrispondenza nei servizi offerti.

Le altre categorie prese in esame dall'Eurispes - Altra categoria che sfugge ai dati ufficiali è rappresentata dalle casalinghe che - secondo l'Eurispes - nel nostro Paese sono almeno 8,5 milioni (ulteriori 12,6 miliardi di euro di sommerso). Ai 280 miliardi di euro circa derivanti dal lavoro sommerso si aggiungono 156 miliardi di euro di sommerso generato delle imprese italiane. Esiste inoltre una terza porzione di sommerso che si annida ad esempio nel mercato degli affitti (in particolare immigrati, studenti e lavoratori fuori sede) e che con 93 miliardi di euro rappresenta una fetta consistente dell'"altra economia".

Sei milioni di doppiolavoristi tra i dipendenti - L'Eurispes ipotizza che almeno il 35% dei lavoratori dipendenti "sia ormai costretto ad effettuare un doppio lavoro per far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese". Questo vuol dire che sono almeno sei milioni i doppiolavoristi tra i dipendenti che, lavorando per circa quattro ore al giorno per 250 giorni, producono annualmente un sommerso di 90.956.250.000 euro. Sempre secondo le rilevazioni dell'Eurispes, che stima come l'economia sommersa in Italia abbia generato nel 2010 almeno 529 miliardi di euro, "il 53% dell'economia non osservata è rappresentato dal lavoro sommerso, il 29,5% dall'evasione fiscale ad opera di aziende e di imprese ed il 17,6% dalla cosiddetta economia informale". Secondo l'Eurispes, quindi, per fare fronte alla crisi occorre agire sull'economia sommersa. Soprattutto perché le difficoltà, sottolinea l'Istituto nella presentazione del rapporto, sono sempre più evidenti, visto che, spiega, "solo un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare tranquillamente a fine mese; almeno 500.000 famiglie hanno difficoltà a onorare i mutui per la casa; aumenta il credito al consumo (più del 100% tra 2002 e 2011) e cresce la povertà 'in giacca e cravatta', cioé quella dei lavoratori costretti a usufruire di mense e dormitori per i poveri".

Metà dei contribuenti sotto 15.000 euro annui di reddito - "Poco meno della metà dei contribuenti-persone fisiche (20,3 milioni, 49,1% del totale) ha dichiarato nel 2010 un reddito complessivo inferiore a 15.000 euro (1.250 euro su base mensile)". E' quanto sottolinea il rapporto 'l'Italia in nerò di Eurispes e Istituto Pio V, con riferimento all'anno d'imposta 2009. Si tratta di elaborazioni dell'Eurispes su dati del ministero dell'Economia e delle Finanze, che confermano una realtà ormai nota. Solo lo 0,9% ha, invece, dichiarato, si legge sempre nel rapporto, più di 100.000 euro.

Fonte: Tiscali.it

Visto su http://www.laltranotizia.net/

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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02 aprile 2012

Elezioni in Birmania trionfa Aung San Suu Kyi


I media della Birmania hanno confermato oggi l'elezione della leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Il principale partito di opposizione birmano, la Lega nazionale per la democrazia, di Aung San Suu Kyi, ha ottenuto almeno 40 dei 44 seggi per i quali aveva presentato un candidato. I risultati delle altre cinque circoscrizioni in palio non sono ancora stati annunciati.

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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Cosa significa vedere i numeri maestri o doppi?

Quanto spesso avete notato i numeri 11:11, 12:12, 10:10, 22:22, 12:34, 2:22, 3:33, 4:44 or 5:55 guardando l’orologio o apparirvi nei posti più impensati? Sono sicura molte volte.

C’è una ragione per tutto questo? Sembra proprio di si.

Sempre più persone al mondo concordano sul fatto di vedere sempre più i numeri maestri, ovvero una serie di numeri doppi o tripli. La frequenza con cui questo accade sta accelerando che ormai non si può più parlare di semplice coincidenza.

Il fenomeno sta avendo proporzioni gigantesche e tutti concordano sul fatto che ci sia un più profondo significato, un messaggio in codice per noi dal mondo spirituale.

Questi numeri hanno un grande fascino e molte tradizioni sia antiche che più recenti, dichiarano e assicurano sul loro potere; il potere di attivare in noi codici, memorie e capacità nuove. Questi numeri rappresentano un canale di comunicazione aperto con l’universo.

Tra i numeri maestri il più frequentemente avvistato e’ 11 e in particolar modo nella sua forma di 11:11. Ma cosa significa?

Significa che una Realtà Superiore si è inserita nella nostra vita quotidiana.  Si sta verificando una fusione fra il nostro vasto cosmo e i nostri corpi fisici. Questo trasforma il nostro DNA e ci permette finalmente di diventare vivi e vibranti e totalmente reali.

La prossima volta che vedete l’11:11, fermatevi e sentite le impercettibili energie attorno a voi. L’11:11 è una chiamata al risveglio inviata a voi stessi. Un ricordo del vostro vero scopo qui sulla Terra.

Di solito, durante questi momenti di intensificata energia o cambiamenti personali accelerati, noterete molto più frequentemente l’11:11.

Vedere i Numeri Maestri dell11:11 è SEMPRE una conferma che siete sul giusto percorso.

E che dire degli altri numeri? Ecco a voi il significato degli altri numeri maestri o doppi:

11 = Nascita e ancoraggio del Nuovo.

22 = Costruire sul Nuovo. Costruire Nuove vite e un Nuovo Mondo.

33 = Servizio Universale attraverso l’accelerazione del nostro Essere Unico.

44 = Equilibrio fra spirituale e fisico, la riconfigurazione del nostro labirinto evolutivo. Come Sopra, così Sotto. La creazione delle fondamenta delle nostre Nuove Vite.

55 = Raggiungere la libertà personale liberandosi dal passato ed essere totalmente reali.

66 = Adempiere alle nostre responsabilità in maniera creative e gioiosa.

77 = Profonda introspezione e rivelazione. Affilarci alla nostra più intima essenza.

88 = Conoscenza a fondo dell’abbondanza e dell’integrità in tutti i reami.

99 = Il completamento di un ciclo evolutivo maggiore. Tempo per un altro salto quantico.

I numeri come 111, 222, 333, 444, 555, etc. sono considerati come Numeri Maestri Superiori. Ognuno di questi ha un’unica risonanza che influisce su di noi e ci attiva a livello cellulare profondo.

di Mariu 

Fonte http://animeradianti.com/

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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01 aprile 2012

Comprare un pezzo di terra e ritirarsi

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di Enzo Di Frenna -

La crisi economica è strutturale. E’ una crisi del sistema e della sua struttura. Banche, lobby finanziare e multinazionali governano il mondo e sono drogati di potere. Sono impazziti e fuori controllo. Inseguono il dominio totale che non potranno mai avere. Una parte dell’umanità, il 99 per cento, subisce la crisi. Una piccola parte, l’1 per cento, se ne avvantaggia e concentra nelle proprie mani la ricchezza mondiale. Anche un deficiente si rendere conto che non può continuare a lungo così. E infatti, i Signori della Finanza non sono deficienti, ma peggio, sono corpi senz’anima, scollegati del tutto dalla loro scintilla interiore, in preda alle più tremende forze oscure che governano i loro cervelli. Non si rendono neppure conto che il crollo del sistema significa il crollo anche del loro mondo. Alcuni di loro, ne sono convinto, lo sanno e si sono costruiti bunker segreti dove hanno ammassato le loro ricchezze in caso di collasso della società. Nei ghiacci del polo nord hanno costruito una banca dei semi per affrontare un dopo-catastrofe!

La crisi dei debiti sovrani non si risolverà. La banche hanno costruito il loro business proprio sul debito, che vendono per far soldi. E’ loro interesse indebitare gli Stati. Quindi i cittadini. Può durare a lungo questa follia? Non credo.

Vado scrivendo spesso che bisogna ritirarsi. Comprare un pezzo di terra, abbandonare le città, seminare un orto, essere autonomi con l’energia solare, vivere con poco. Io mi sto muovendo in questa direzione. Vivo già in campagna da dieci anni,ma sto cercando un luogo ancora più isolato a contatto con colline e boschi. Non sono il solo che sta facendo questa scelta. Nel video sopra i GAT (Gruppo acquisti terreni) raccoglie cittadini che si ritirano in campagna, lavorano la terra, si riappropriano della loro sovranità alimentare ed economica, riscoprono i ritmi lenti. Ascoltate le persone intervistate. E fateci un pensierino anche voi, se potete.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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