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24 maggio 2016

4 Mila militari italiani malati di cancro: per il Ministro Pinotti è tutt'a posto!


foto informarexresistere.fr
«Per quanto mi riguarda non esiste nessun problema legato all’uranio impoverito» parole a vanvera di Roberta Pinotti, ministro della difesa bellica che nessuno ha votato. In contemporanea, una quarantina di giorni fa, moriva Gennaro Giordano, 31 anni. Un tumore fulminante lo ha stroncato in pochi mesi. Il militare italiano ha lasciato la moglie e una figlia di pochi anni. Sono circa 4.000 – secondo i dati ufficiali ma segreti del ministero della Difesa – i nostri militari colpiti da patologie oncologiche riconducibili all’esposizione a nanoparticelle di metalli pesanti come l’uranio impoverito, cui sono esposti durante le missioni internazionali di guerra, imposte dalla NATO, cui partecipano e a vaccinazioni selvagge eseguite prima e durante le missioni.

10 luglio 2013

Lo zucchero rende visibili i tumori


Una nuova tecnica per rilevare il cancro attraverso la risonanza magnetica, sviluppata dagli scienziati della university College London tiene conto del consumo di glucosio da parte delle cellule tumorali.

26 giugno 2013

Salute, nuovo studio collega oltre 7.000 tumori ai ripetitori di telefonia cellulare


L’esposizione alle radiazioni dei “ripetitori” (più correttamente Stazione radio base) può essere responsabile di oltre 7.000 decessi a causa di tumori? Secondo una ricerca che arriva dal Brasile, i fatti parlano da soli.

20 giugno 2013

Scienziati canadesi utilizzato la matematica per uccidere le cellule tumorali


I ricercatori del Canada puntano le loro speranze sulla matematica avanzata sul fronte della lotta contro il cancro, grazie all'utilizzo di sofisticati modelli per migliorare i virus ingegnerizzati che sarebbero modificati geneticamente per aggredire le cellule cancerose.

05 giugno 2013

Tumori, tre farmaci 'riattivano' gli anticorpi nuove speranze dal congresso Asco di Chicago


La scoperta dei recettori Pd-1 alla base di nuovi farmaci che stanno ottenendo buoni risultati sperimentali contro il cancro al polmone, al rene e contro il melanoma. Ecco come funzionano.

02 giugno 2013

Tumori: in Italia 175.000 morti nel 2012, ecco i nuovi biosimilari


I farmaci biotech hanno rivoluzionato l’oncologia e l’arrivo, nei prossimi anni, dei biosimilari di anticorpi monoclonali puo’ aprire nuove prospettive, senza trascurare gli interrogativi sulla loro efficacia e sicurezza per i pazienti.

Tumori: controlli ogni 6 mesi, ecco la scelta “Anti-Jolie”


Quella di Angelina Jolie e’ stata una scelta coraggiosa: ma la mastectomia preventiva bilaterale e’ una strada che molte donne, seppure ad alto rischio di insorgenza del tumore del seno, scelgono di non seguire.

06 aprile 2013

Il grido di dolore di una malata di cancro a Radio Salonicco



Fonte e Traduzione di Atene Calling 
“Non mi piegheranno. Non mi faranno morire per 6mg di farmaco che manca dal mercato” dice la signora Paraskevì Iliadou, malata di cancro.
Molti malati di cancro sono costretti a interrompere la loro terapia per la carenza di farmaci. Molti cercano di trovare da soli i farmaci, su internet o girando da una farmacia all’altra. E ovviamente pagano tutto loro, nel caso in cui li trovano.
La signora Paraskevì ha telefonato a Radio Salonicco. E’ malata di cancro. Lunedì scorso aveva programmato un appuntamento per una seduta di chemioterapia all’ospedale Theaghenio di Salonicco, ma non ha potuto farla, perché un farmaco necessario alla sua terapia, il Fluorouracil, non è disponibile. “Se lo trova nelle farmacie lo compri e venga a fare la terapia” le hanno detto i medici.
“Perché non mi hanno detto di non avere il farmaco? Sto cercando di trovarlo ma non c’è. Cosa farò?” si domanda la signora Paraskevì.

15 ottobre 2012

Manca farmaco, malato tumore si incatena

"Produzione interrotta, rimandata la cura chemioterapica"
"Sono un malato di cancro, non c'e' disponibilita' del farmaco per curarmi. Maledetta sanita''. E' lo sfogo di Antonio Favetta,59 anni, che stamani si e' incatenato davanti al reparto di Urologia dell'Umberto I a Roma.
Un anno fa la diagnosi del tumore alla vescica, l'operazione e le cure."Gli e' stato detto che doveva seguire una terapia con il Bcg - dice la figlia -. Ma il farmaco non e' disponibile. Secondo l'Agenzia del farmaco (Aifa), due aziende in Italia hanno interrotto la produzione". (ANSA)


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11 ottobre 2012

Scienziati scoprono gene che inibisce la diffusione del cancro del pancreas

diffusione nel mondo del cancro al pancreas (wikipedia)
Identificato un gene che rallenta la diffusione dei tumori del cancro del pancreas, aprendo la strada per il trattamento mirato di una delle più letali forme della malattia.

Un team internazionale  di scienziati ha condotto una ricerca sul cancro del pancreas dei topi scoprendo un gene che si chiama USP9X  che svolge un ruolo importante anche negli esseri umani. Infatti guardando i campioni tumorali umani, si è scoperto che i pazienti che avevano un basso livello di questa proteina  sono morti più velocemente  dopo l’operazione  sviluppando numerose metastasi.

03 ottobre 2012

Prof Cascinu: "Cancro: 364 mila nuovi casi nel 2012, 6 donne su 10 guariscono"

Il prof. Cascinu dell’Università di Ancona al ministro Balduzzi: “364MILA I NUOVI CASI DI CANCRO NEL 2012, 6 DONNE SU 10 GUARISCONO” Il professore marchigiano protagonista al convegno di Roma.
L’87% delle pazienti con neoplasia al seno è vivo dopo 5 anni dalla scoperta della malattia. +30% diagnosi al Nord, ma è ancora bassa la sopravvivenza nel Sud Roma, 26 settembre 2012 – Ogni giorno in Italia si scoprono 1000 nuovi casi di cancro. I tumori colpiscono di più le Regioni settentrionali (+30%) rispetto al Sud, ma complessivamente nel nostro Paese migliorano le percentuali di guarigione. Il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Particolarmente elevata la sopravvivenza dopo un quinquennio in tumori frequenti come quello del seno (87%) e della prostata (88%). Il merito è da ricondurre alla più alta adesione alle campagne di screening, che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, e alla maggiore efficacia delle terapie. I nuovi casi di cancro nel 2012 saranno 364mila (erano 360mila nel 2011): 202.500 (56%) negli uomini e 162.000 (44%) nelle donne. Il tumore del colon-retto è il più frequente, con oltre 50.000 nuove diagnosi, seguito da quello della mammella (46.000), del polmone (38.000, un quarto nelle donne) e della prostata (36.000). Il cancro del polmone si conferma al primo posto complessivamente per mortalità (34.500 i decessi stimati) ed è il big killer fra gli uomini (27%), quello del seno fra le donne (16%).

23 settembre 2012

Torna «Corriamo insieme a Peter Pan» Una domenica per i bimbi malati di cancro

Torna «Corriamo insieme a Peter Pan» Una domenica per i bimbi malati di cancro
La maratona più divertente che c’è, aperta a tutti senza limiti di età. Roma, Villa Doria Pamphilj, dalle ore 9. Info www.maratonadipeterpan.it
Partecipare organizzandosi in gruppi è la novità della 14a edizione della maratona “Corriamo insieme a Peter Pan”, la maratona più divertente che c’è, aperta a tutti senza limiti di età. L’iniziativa è promossa dall’associazione Peter Pan onlus, l’accoglienza del bambino onco-ematologico, per raccogliere fondi per mantenere aperto il polo “La Grande Casa” operativo a Roma dal 2000, e promuovere la cultura della solidarietà incontrando nuovi amici e nuovi sostenitori (scopri su www.peterpanonlus.it come aiutare).

12 settembre 2012

Tumore del colon-retto. La guarigione è possibile, anche con le metastasi

A Roma, gli esperti discutono del trattamento di uno dei quattro ‘big killer’ dell’oncologia, il cancro al colon-retto. Tra screening sempre più accurati e farmaci biologici ecco tutte le novità, che in alcuni casi possono non fermarsi solo al trattamento, ma portare alla guarigione, anche nelle fasi più avanzate.

Fino a poco tempo fa non lasciava molte speranze ai pazienti cui veniva diagnosticato, spesso perché veniva riconosciuto troppo tardi, a stadio molto avanzato e dopo la comparsa di metastasi: oggi il tumore del colon-retto è ancora uno dei quattro tumori più letali, dopo quello del polmone, della mammella e della prostata, ma grazie agli avanzamenti della ricerca e all’introduzione delle terapie biologiche, oggi migliorano le prospettive in termini di sopravvivenza e qualità di vita, e talvolta è possibile guarire anche le forme più avanzate. Sull’evoluzione delle strategie di trattamento e sulle prospettive future, si è fatto il punto proprio la settimana scorsa a Roma in un evento dal titolo “Strategie terapeutiche per il tumore del colon-retto: scenari attuali e prospettive future”, che ha visto partecipare i massimi esperti italiani della neoplasia.

Cancro. Ecco l’inibitore che funziona contro tumori resistenti e metastasi

Per ora è stata testata solo in vitro e su modello animale, ma la molecola trovata da un team internazionale di ricercatori già promette di poter essere efficace sui tumori più resistenti e sulle metastasi, tra le principali cause di morte per cancro.
Ci sono voluti quasi dieci anni ma sembra che il risultato sia valso l’attesa: un team di ricercatori del Cnrs e dell’Inserm francesi, dell’Istituto Curie, in collaborazione con scienziati australiani e inglesi, potrebbe aver sintetizzato un nuovo farmaco antitumorale capace di agire anche sulle metastasi. La molecola, per ora testata solo in vitro e su modello animale, sarebbe efficace anche sulle cellule che resistono alla normale chemioterapia grazie a un nuovo meccanismo di azione, che ha come target non solo la replicazione cellulare, ma anche la mobilità. La ricerca è stata pubblicata su Cancer Research.

12 maggio 2012

Lacrime e ipocrisia, quelle dieci frasi da non dire a un malato di tumore

immagine di un tumore ai polmoni

Una giornalista del Guardian, appena uscita dalla terapia contro il tumore, affronta il difficile tema dell'empatia con chi è colpito dalla malattia. E consiglia a parenti e amici: "Siate positivi, propositivi, sereni. E non dite mai ti trovo benissimo, né: hai un aspetto orribile"

Qualcuno annuncia di avere un tumore. Cominciano interventi e terapie. E' un processo lungo, doloroso, faticoso. Ma alle sofferenze provocate dalla malattia se ne aggiungono spesse delle altre: i commenti di familiari ed amici, che spesso dicono la cosa sbagliata, sia pure in buona fede e non certo con l'intento di fare del male. Deborah Orr, nota cronista politica del Guardian, non ha smesso di comportarsi da giornalista nemmeno durante la sua lotta con il cancro, prendendo appunti proprio sulle frasi involontariamente nocive dei parenti e delle persone più care che venivan o a farle visita. E ora che la fase più dura della terapia post-operatoria è passata, ha scritto un lungo articolo per il suo quotidiano fornendo una specie di "decalogo" di quello che non si dovrebbe mai dire a chi ha un tumore, perché ha il significato opposto di quello desiderato. Dieci comandamenti da ricordare, per non ripetere gli stessi errori se un congiunto o un amico ne viene colpito.
"Il cancro è una malattia grave, che ti pone al centro di attenzioni affettuose da parte della tua famiglia e dei tuoi amici", racconta la Orr. "Ma sovente si diventa il bersaglio di parole dette con le migliori intenzioni che sortiscono l'effetto di farti sentire peggio". La prima della lista è: "Non sai quanto mi dispiace per te". Una frase, osserva la giornalista, "che ti fa sentire oggetto di pietà e compassione, non è esattamente una bella sensazione ascoltarla". La seconda è: "Se c'è qualcuno che può combattere questa malattia, sei proprio tu!", che in realtà non suona affatto rassicurante, perché "sottintende che solo chi ha un carattere di ferro può farcela, non è di grande conforto, specie se in quel momento ti senti fragile e demoralizzato, come è possibile o normale che sia". Un'altra espressione sotto accusa: "Ti trovo proprio bene". Commenta la Orr: "E' impossibile che non si noti l'affaticamento di qualcuno malato di cancro, dunque è un'uscita stucchevole, ipocrita, che non aiuta per niente". Così come lo è, naturalmente, l'affermazione del contrario: "Hai un pessimo aspetto". Se l'ipocrisia è fuori luogo, l'eccesso di sincerità pure: "Un malato  -  scrive la cronista del Guardian  -  non ha certo bisogno di ricevere una conferma del proprio stato".
La gaffe numero cinque dell'elenco è questa: "Fammi sapere i risultati degli esami". Avverte la reporter: "Nessun malato di tumore ha voglia di diffondere i stile social network i risultati delle analisi, di solito dopo esami lunghi e stressanti, che possono terminare con esiti che nessuno ha voglia di ripetere". Frase sbagliata numero sei: "Qualunque cosa io possa fare per aiutarti, sono a tua disposizione". Molto meglio, nota la Orr, dare direttamente un suggerimento su come aiutare l'amico o il familiare, tipo: che ne dici se vado a prendere io i tuoi bambini a scuola il martedì? Attendere una richiesta specifica di aiuto ricorda al malato che non è più autonomo e in grado di badare a se stesso. Altre parole da evitare: "Le tue preoccupazioni sono infondate". Secondo la giornalista è la tipica frase che si usa quando le preoccupazioni, invece, sono più che fondate, per cui è controproducente. Consiglio numero otto: non dare sfogo alla propria curiosità chiedendo "cosa si sente davvero con la chemioterapia?", a cui potrebbe venire voglia di rispondere: perché non la provi e poi mi dici? Numero nove: "Ho davvero bisogno di vederti", che non tiene conto del fatto che "gli ammalati sono implicati in mille spacevoli impegni, tra esami, analisi e medici, e non è così semplice trovare il tempo per vedere subito tutti". Infine, ultima frase sbagliata del decalogo: "Sono terribilmente sconvolto per la tua condizione". Meglio mordersi la lingua e stare zitti: "L'ammalato di tumore  -  conclude Deborah Orr  -  ha bisogno di spunti positivi e di avvertire una vicinanza serena, meglio regalare fiori e sorrisi che inondarlo di lacrime".

di ENRICO FRANCESCHINI

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.repubblica.it/

A cura di Raimondo per Niente Barriere 
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10 maggio 2012

Integratori alimentari a rischio cancro

Di origine alimentare, contengono sostanza tossica. - Alcuni integratori alimentari di origine vegetale contengono una sostanza tossica in quantita' tale che, come dimostrato da sperimentazioni sugli animali, aumenta i casi di cancro al fegato. La sostanza in questione e' l'alchilbenzene, gia' vietata nell'Unione Europea come aromatizzante per gli alimenti ma non ancora vietata per gli integratori alimentari. Lo dimostra uno studio pubblicato su Food and Nutrition Sciences.(ANSA).
Per Approfondire 

Aggiornamento di Sabato 19 Maggio 2012   In Riferimento a quanto riportato sopra pubblichiamo molto volentieri la risposta al post inviataci gentilmente dalla FederSalus (Associazione rappresentativa delle aziende che operano sul mercato italiano dei prodotti salutistici):

Vorremmo precisare che l'Unione Europea ha vietato l'uso dell'Alchilbenzene come aromatizzante per alimenti e integratori alimentari. Per verificare quanto sopra è sufficiente consultare l’elenco degli aromatizzanti approvati dall’Unione Europea, disponibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/food/food/chemicalsafety/flavouring/database/dsp_search.cfm, che fa fede sia per gli alimenti sia per gli integratori alimentari.

L’assenza dell’Alchilbenzene da tale elenco comporta automaticamente la sua collocazione tra le sostanze vietate. E' giusto, quindi, rassicurare i lettori sulla sicurezza e sulla salubrità degli integratori alimentari prodotti dalle aziende italiane ed europee, le cui formulazioni sono sottoposte a stringenti verifiche di conformità.

Per maggiori informazioni
http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/02/07/visualizza_new.html_75661821.html

FederSalus

Associazione rappresentativa delle aziende che operano sul mercato italiano dei prodotti salutistici 
Sito Web http://www.federsalus.it/

05 aprile 2012

La lettera di un malato di cancro: “Costo troppo, mi scuso”

tumore al polmone


Giuseppe Revelli è malato di cancro e ha scritto un'amarissima lettera al Corriere della Sera:
Caro direttore,
tra qualche giorno compirò 59 anni e da 4 combatto contro un tumore che, partito dai polmoni, è andato in metastasi diffondendosi e colpendo ogni anno un nuovo organo. Grazie ai frequenti e accurati controlli a cui sono periodicamente sottoposto, riesco sempre a individuare sul nascere ogni nuova forma che insorge e quindi a intervenire nel modo migliore. Il 19 marzo scorso, a metà di un ciclo di chemioterapia, era prevista una TAC di controllo; naturalmente sono esente dal ticket per tutte le prestazioni sanitarie inerenti alla mia patologia, e infatti nulla ho dovuto pagare. Questa volta però ho visto che sul foglio per il ritiro del referto era molto ben segnalato quanto costasse in termini economici il mio esame alla Regione Lombardia e dopo averne preso coscienza ho comunque fatto l’esame. Purtroppo l’esito non è stato quello sperato perché la malattia si è propagata anche ad alcune zone del cervello.Ora sono in attesa di essere chiamato per iniziare un ciclo di radioterapia panencefalica che al momento non so ancora quanto costerà alla comunità e di questo e per questo ringrazio e chiedo scusa anticipatamente a tutti. Vorrei però, se possibile, avanzare una piccola proposta: forse è corretto che i cittadini prendano coscienza di quanto ogni prestazione sanitaria venga loro erogata dalla Regione gratuitamente, o a un costo calmierato, pesi in realtà su tutta la comunità, però ritengo che altrettanto e forse ancor più utile sarebbe, sempre nel rispetto e nello spirito di coscienza e consapevolezza, se il Presidente Formigoni, i membri alla giunta e del Consiglio regionale tutto, allegato al cedolino dello stipendio mensile, trovassero l’elenco dei cittadini, nome e cognome, quota parte, che per quel mese con i propri contributi e i loro sacrifici hanno permesso che lo stipendio gli fosse regolarmente dato.Questo certamente non per spirito di vendetta o per generare falsi sensi di colpa, ma semplicemente perché, non dico tutti i mesi, non pretendo nemmeno che venga fatto singolarmente, ma magari a dicembre, dopo la tredicesima, un pensiero e un semplice GRAZIE a tutti noi potrebbero anche dedicarlo. Scusi il disturbo.


Visto su http://www.giornalettismo.com/
Immagine di medicinalive.com

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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18 marzo 2012

Cancro al fegato: scoperto un nuovo composto che lo elimina rapidamente

Scoperto da un team di ricercatori guidato da Devanand Sarkar, MBBS, Ph.D., Harrison Scholar presso la Virginia Commonwealth University (VCU) Massey Cancer Center, Blick Scholar e professore assistente presso il Dipartimento di Genetica Umana e Molecolare e membro del VCU dell’Istituto di Medicina Molecolare presso la Facoltà di Medicina VCU e recentemente pubblicato sulla rivista della National Academy of Sciences, lo studio dimostra che le cellule di HCC hanno un “dipendenza da oncogeni” per il fattore di trascrizione tardiva SV40 Factor (LSF). La dipendenza da oncogeni è un termine utilizzato quando una cellula tumorale si trova a dipendere da un singolo gene per sopravvivere. Utilizzando il composto Factor chinolinone Inhibitor 1 (FQI1), gli scienziati hanno impedito a LSF di legarsi al DNA HCC durante il processo di trascrizione, che è il primo passo di una serie di azioni che portano alla divisione cellulare e alla duplicazione. Questa azione ha causato una rapida morte delle cellule HCC negli esperimenti di laboratorio e una drastica riduzione della crescita tumorale in modelli murini senza tossicità osservabile nelle normali cellule epatiche. “Potremmo essere sul punto di sviluppare un nuovo farmaco efficace per il cancro al fegato”, ha detto Sarkar. “Negli ultimi 2-3 anni, abbiamo analizzato che il ruolo di LSF nel cancro al fegato con screening di oltre 110.000 composti per identificare quelli che inibiscono la funzione LSF. Abbiamo identificato FQI1 come uno di una classe di composti efficaci, ma mai avremmo previsto che avrebbe funzionato bene.” Sarkar ha scoperto che il ruolo di LSF nel cancro del fegato nel 2010, quando ha dimostrato livelli di LSF significativamente più elevati nei pazienti con carcinoma epatocellulare rispetto ai soggetti sani, e ha dimostrato che l’inibizione della LSF ha ridotto la progressione del carcinoma epatocellulare in esperimenti di laboratorio. Questa scoperta ha portato alla collaborazione tra VCU e la Boston University che ha portato alla scoperta di FQI1. Ora che FQI1 è stato identificato, studi farmacocinetici sono stati condotti per determinare come il farmaco si comporterà nel corpo umano. Una volta che gli scienziati determineranno come il farmaco viene assorbito, distribuito, metabolizzato ed eliminato dal corpo, che le loro scoperte verranno tradotte in studi clinici per i pazienti con cancro al fegato. “Abbiamo dimostrato che questo composto è efficace e non tossico negli animali viventi”, ha detto Sarkar. “Anche se non so come reagisce FQI1 negli esseri umani fino alla prima sperimentazione clinica, siamo molto contenti dei nostri risultati e spero che possano portare ad un nuovo farmaco per una malattia che attualmente è molto difficile da trattare.”

fonte http://www.globochannel.com/

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