Visualizzazione post con etichetta Lega Nord. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lega Nord. Mostra tutti i post

21 maggio 2012

Molti sono utili, nessuno è indispensabile...alcuni sinceramente non servono ad un cazzo!!

"Terremoto nel Nord Italia. Ci scusiamo per i disagi, ma la Padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano) ..."  ha scritto su facebook Stefano Venturi della Lega Nord.

“L’Emilia reagirà, non come l’Abruzzo che si piange addosso” ha dichiarato ieri Vittorio Sgarbi.

Su Brindisi il TgCom batte tutti: sciacallaggio allo stato puro e nessun rispetto per i morti.

A cura di Raimondo per Niente Barriere
SEGUICI SU FACEBOOK
SEGUICI SU TWITTER 
SEGUICI SU GOOGLE+

19 ottobre 2011

Morganti, nessuno vieti ai disabili di votare o essere eletti

Bruxelles, 17 ottobre 2011. L'eurodeputato della Lega Nord, Claudio Morganti (nella foto), vicepresidente dell'intergruppo parlamentare sulla disabilità, denuncia una frase «a dir poco spiacevole» contenuta nel "Codice di buona condotta in materia elettorale sulla partecipazione delle persone con disabilità alle elezioni", approvato il 21 ottobre 2010, dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, anche conosciuta come Commissione di Venezia.

La frase sotto accusa è la seguente: "A nessuna persona con disabilità si può impedire di fruire del diritto di voto o di eleggibilità a causa della sua disabilità fisica e/o mentale a meno che la privazione del diritto di voto e di eleggibilità sia imposta da un tribunale per casi valutati individualmente e sulla base di una disabilità mentale comprovata".

«Nessun tribunale - dichiara Morganti - dovrebbe avere la facoltà di decidere se una persona disabile possa votare o meno, in quanto ritengo che il diritto di voto delle persone affette da disabilità non debba, a priori, essere messo in discussione».
«Al Palamento europeo, all'interno dell'intergruppo sulla disabilità - spiega l'eurodeputato leghista - abbiamo deciso di inviare una lettera, firmata da molti europarlamentari e indirizzata alla Commissione di Venezia, in cui preghiamo tale istituzione di eliminare, quanto prima, questa frase dal suddetto Codice di buona condotta».
«Purtroppo, la risposta, giunta oggi, è stata negativa, rispetto alle nostre aspettative, in quanto ci è stato detto che non si tratterà la questione prima di dicembre, quando, in realtà, avevamo chiesto che se ne discutesse questo mese stesso. Di conseguenza - ha concluso Morganti - presenteremo urgentemente una dichiarazione scritta all'Esecutivo UE, chiedendo che esso intervenga immediatamente al fine di sospendere un'eventuale applicazione di un simile provvedimento, assolutamente incivile e antidemocratico».

da  Maria Cristina Coccoluto

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.radiowebitalia.it/

27 agosto 2011

Disabili già colpiti ma alla Lega non basta

large_DSC_7512.jpg

MANOVRA. Il ministro Calderoli propone di modificare le regole per l’accompagnamento e la reversibilità. Ma i portatori di handicap sono già usciti bastonati dall’ultimo decreto di Ferragosto.
«La Lega se la prende con vedove e disabili», non usa mezzi termini Pietro Barbieri, il presidente della Fish, Federazione italiana superamento dell’handicap. L’ultima uscita del ministro Calderoli mostra un’apertura del suo partito alla modifica delle pensioni, ma solo quelle «di chi non ha mai lavorato». Nel mirino del responsabile per la Semplificazione c’è la reversibilità «eccessivamente alta» e chi prende «“accompagnamenti” che oggi vengono dati indistintamente a tutti senza limiti legati al proprio reddito». In entrambi i casi si colpisce i disabili e le loro famiglie. L’accompagnamento, un’indennità di poco meno di 450 euro al mese – che non copre neanche il costo di una badante - viene assicurata nei casi di assoluta incapacità di vivere da soli. Anche la reversibilità viene data al portatore di grave handicap in caso di morte del familiare che lo aveva a carico.
Ma le associazioni di disabili denunciano di essere già state pesantemente toccate da questa manovra. Innanzitutto con i tagli agli enti locali, che incidono sull’assistenza sociale, la sanità e il trasporto pubblico. Poi la manovra-bis (quella di Ferragosto) non fa altro che anticipare le misure punitive già previste nel decreto di luglio. Per recuperare 24 miliardi l’articolo 40 prevede un taglio lineare della quasi totalità delle agevolazioni fiscali per la maggioranza dei contribuenti, che con la nuova manovra viene anticipato di un anno. La diminuzione sarà pari al 5 per cento dal 2012 (prima era 2013) e al 20 per cento dal 2013 (prima era 2014). Ciò significa che le famiglie avranno meno sconti sulle badanti, i veicoli adattati, le spese sanitarie. L’unica “speranza” viene dall’approvazione della riforma del fisco e dell’assistenza entro il 30 settembre 2012.
Il decreto di luglio (rivisto solo per quanto riguarda le date) prevede espressamente che se questa verrà approvata, consentendo così di recuperare quei 24 miliardi, allora sarà possibile annullare le norme sulle detrazioni fiscali. Handilex avvisa che una bozza di legge delega è già pronta e passerà alle Camere in autunno. Sostanzialmente si tratterà di una vera e propria rivoluzione del settore, in cui si modificheranno i parametri per accedere alle prestazioni assistenziali sulla base di “indicatori di bisogno” e della situazione economica del nucleo familiare. Inoltre bisogna considerare che la legge delega contiene solo i principi, su cui poi il governo è libero di legiferare. La Cgil ha inoltre denunciato il rischio di ricreare i vecchi “reparti di confino”, uffici - magari collocati in una sola regione - dove saranno isolate le persone con disabilità. «In questo modo verrà pesantemente colpito il Sud» spiega a Terra Valerio Serino della Cgil «perché con le nuove norme le aziende tenderanno ad assumere persone con handicap solo al Nord, dove hanno un tasso di istruzione più elevato».
Eloisa Covelli
fonte Terra

17 agosto 2011

Pensioni gratis agli stranieri, è boom




Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l'anno. Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all'Inps chiedono il vitalizio. Tredici mensilità da 550,5 euro, mentre un modenese non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni. 

Ci sarebbe una certa preoccupazione anche a Modena per il dilagare di richieste d' assegni sociali da parte di immigrati che, a quanto sembra, stanno mettendo in seria difficoltà l'Inps. Non esistono cifre precise del fenomeno a livello modenese (il fenomeno è nazionale), anche perchè i funzionari dell'ente di viale Reiter - contatti anche ieri - spiegano che dati e informazioni possono essere forniti solo dalla Direzione Generale di Roma. Dalla capitale ci spiegano che i dati, per singole province, possono rilasciarli solo dopo una richiesta scritta all'Inps di Modena, incaricata poi di inoltrarla alla stessa Direzione Generale. Insomma, forse fra qualche mese si potrà sapere qual'è la situazione modenese sul fronte assegni sociali agli immigrati.

Ma in che cosa consiste questa richiesta da parte degli immigrati degli assegni sociali?
Le cose stanno così: gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5mila euro annui, hanno diritto a quella che una volta si chiamava "pensione sociale".
Quando gli extracomunitari regolari residenti in città o in provincia con tanto di carta di soggiorno in regola e residenza, si sono accorti delle normativa di legge - tutto deriva dalla legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001 dell'allora governo Amato) che ha riconosciuto l'assegno sociale anche ai cittadini stranieri - non hanno fatto altro che presentare domanda di ricongiungimento familiare e far arrivare a Modena genitori o parenti anziani. Tra gli immigrati extracomunitari, pare che gli albanesi siano stati gli antesignani e maestri in materia.

Come funzione questa legge varata dal parlamento italiano?
L'extracomunitario regolare, dopo aver fatto venire a Modena i congiunti, manda i familiari o il familiare ultra- 65enne all'Inps. Qui l'interessato autocertifica l'assenza di reddito oppure dichiara la pensione minima nello Stato di provenienza - che deve essere certificata - e il gioco è fatto. L'Inps a quel punto eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale, più 154,9 euro di importo aggiuntivo. In totale 550,5 euro per 13 mensilità quindi 7.156 euro l'anno, esentasse. In sostanza genitori, nonni e parenti tutti over 65 di lavoratori extracomunitari, percepiscono i 7.156 euro all'anno, senza aver mai versato alcun contributo all'Inps.

Tutto questo mentre una buona fetta di pensionati modenesi, percepisce pensioni di 500 euro al mese, meno dell'assegno agli anziani stranieri e tutto questo dopo aver versato contributi e pagato tasse per una vita.
C'è poi un altro particolare che sa tanto di "beffa": se il genitore, il nonno, il parente straniero a Modena non si trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l'assegno continua a decorrere. E nei paesi nordafricani con queste cifre si vive da "nababbi". Ultimamente comunque sono satte adottate restrizioni e gli stranieri che beneficiano dell'assegno sociale non devono lasciare il nostro paese. Le domande degli stranieri per l'assegno sociale sarebbero in costante aumento e vengono quasi sempre accolte dall'Inps, visto che la legge non prevede nè un minimo di versamenti e nemmeno un certo tempo di residenza.

da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pensioni-gratis-agli-stranieri-e-boom/2026432

fonte nocensura

06 agosto 2011

Fanno schifo e non si vergognano


PER DUE ANNI IN SENATO DUEMILA (2.000) EURO DI PENSIONE AL MESE.
Indennità, vitalizi e spiccioli i professionisti pigliatutto.
RINUNCIARE? VIETATO!

Diritti, o forse meglio, privilegi, per molti. Sono ben 2308 gli ex deputati ed ex senatori che prendono il vitalizio, e ogni mese incassano una cifra variabile tra i 1.700 e i 7.000 euro netti, a seconda del tempo trascorso in Parlamento (e del regolamento, che negli anni è cambiato più volte). L’Espresso, in uscita oggi, pubblica la lunghissima lista di tutti coloro che prendono il vitalizio. Un elenco che comprende ex leader precocemente bruciati e industriali, mostri sacri della politica e professionisti prestati al Parlamento. E così c’è Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi che con 5 legislature prende 5.802 euro netti al mese da quando aveva 49 anni o Oliviero Diliberto, segretario Pdci che con 4 legislature a 55 anni si porta a casa 5.303 euro netti. Per soli 2 anni passati in Senato un capitano d’industria come Luciano Benetton prende 2.199 euro netti. Idem per un noto principe del foro come Carlo Taormina. Cinque anni e 2.238 euro per Alberto Asor Rosa e Alberto Arbasino e pure Gino Paoli, 2.384 per Eugenio Scalfari. Vittorio Sgarbi invece di euro ne prende 5.305.

Con il nuovo regolamento varato durante il governo Prodi oggi per arrivare al vitalizio ci vogliono 5 anni in Parlamento e 65 anni di età, limite che diminuisce fino ai 60, a seconda degli anni di mandato svolti. E a loro volta i vitalizi aumentano a seconda degli anni passati in Parlamento: da un minimo di 2.340 euro lordi per i deputati (2.401 per i senatori) a un massimo di 7.022 euro dai 15 anni in su (7.203 per i senatori). I regolamenti precedenti erano addirittura più larghi di maniche. Tanto da dar vita a dei casi che hanno dell’incredibile: per alcuni un giorno in Parlamento può valere 1.733 euro di pensione. Così è per l’avvocato radicale Luca Boneschi, che arrivò in Parlamento il 12 maggio 1982, solo per dimettersi il 13 maggio. Lo stesso vale per Angelo Pezzana (attivista omosessuale), a Montecitorio dal 6 al 14 febbraio del ‘79 e per lo storico Pietro Craveri, sul suo scranno dal 2 al 9 luglio del 1987. Davanti a situazioni come queste fa ancora più effetto sapere che la macchina dei vitalizi costa all’anno 138 milioni e 200 mila euro alla Camera e 81 milioni 250 mila al Senato. E se ogni tanto qualcuno prova ad abolirli per legge, è destinato alla sconfitta. È successo così anche quest’anno dopo mirabolanti dichiarazioni d’intenti. L’odg dell’Idv in tal senso è stato dichiarato inammissibile sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. E allora, la rinuncia alla pensione? Gli uffici della Camera dichiarano che è vietato per legge. Perché il vitalizio è tecnicamente un diritto: si può dare casomai in beneficenza. In realtà però non è chiaro quanti ci abbiano provato davvero. Passati alla storia un paio di casi. Nel 2007 Walter Veltroni, da sindaco di Roma era pure un deputato pensionato (ora non è possibile): all’epoca disse di aver provato a rinunciare e di non esser riuscito a devolvere i suoi 9.014 euro mensili alle popolazioni africane. Stessa impotenza ha confessato Scalfari all’inizio di luglio in un pezzo su Repubblica: “Cinque anni fa inviai una lettera ai questori della Camera chiedendo che mi fosse annullato il vitalizio. La risposta fu che ci voleva una legge, in mancanza della quale l’assegno mi sarebbe stato comunque accreditato”.

A proposito di sprechi, Panorama la scorsa settimana ha fatto un giochino, simulando quanto si risparmierebbe parametrando gli stipendi dei parlamentari alle loro presenze in aula. Ognuno di loro tra quota fissa e diaria si porta a casa circa 12 mila euro. “Non siamo lavoratori a cottimo”, ha tuonato Fini davanti all’ipotesi di Calderoli (ma non solo) di far variare le indennità dei parlamentari con le loro effettive presenze in aula. Secondo Panorama dall’inizio della legislatura, l’indennità per singolo deputato è di 444.638 euro corrispondenti a 8677 votazioni. Ciò vuol dire, per esempio, che Antonio Gaglione, il deputato pidino assente al 93%, avrebbe dovuto ricevere 31.124, 66 euro, o Niccolo Ghedini con il 76% delle assenze 106.713, 12 euro, Mirko Tremaglia con il 75%, 111.159, 60. Così come Antonio Angelucci. E via di questo passo. Con un risparmio complessivo di 12,5 milioni di euro.

Wanda Marra. Fonte: Il Fatto Quotidiano
da Informare ControInformando News 
Noto e con dispiacere che a troppe persone, anche in Internet, è sfuggito il nuovo attacco dell'On. Reguzzoni (LegaNord) ai disabili (nb. è un amico di Niente Barriere) l'altro ieri in Parlamento. Al sottoscritto no, e qui sotto pubblichiamo la parte incriminata del suo discorso, pronunciato durante il dibattito alla Camera del 3 Agosto scorso (in diretta televisiva naturalmente).
Basta spendere per le pensioni di invalidità 7 volte la media Ocse perché in intere Province o Regioni la falsa pensione di invalidità è uno strumento di assistenzialismo… Su 200mila controlli per la prima volta effettuati da questo governo ne abbiamo revocate circa 30mila false, risparmiando quasi un miliardo di euro.
Bisogna proseguire su questa direzione effettuando controlli sui 3 milioni di pensioni di invalidità elargite: colpendo i furbi, avremmo enormi risparmi.
Il discorso integrale lo si può leggere qui

Ancora una volta l'Onorevole omette la parte che dice almeno il 90% di queste pensioni revocate saranno restituite, con tanto d'interessi per lo Stato (lo dicono da tanto tempo le maggiori associazioni di categoria), dunque un aggravio maggiore per i cittadini. E poi l'Onorevole ancora una volta strumentalizza i dati Ocse, dimenticandosi che la maggior parte delle pensioni in Italia sono di ... vecchiaia e che la maggior parte non arrivano neanche a 500 euro. Come abbiamo più volte sottolineato è giusto colpire i furbacchioni, ma criminalizzare i disabili e le loro famiglie (con tutti gli annessi e connessi che più volte segnaliamo in questo blog) è si questo da criminale.

All'Onorevole Reguzzoni consigliamo di intraprendere e al più presto un'altra battaglia (ma se si impegna ne può fare tante altre di utili): falciare le migliaia di pensioni d'oro degli ex parlamentari che prendono diverse migliaia di euro al mese per aver presenziato, magari per un solo giorno, al Parlamento.

Ecco la lista di chi sono e di quanto prendono (al lordo delle tasse) ogni mese. Dopo il nome e il cognome, sono riportati il numero di anni di contributi versati (reali o figurativi). Poi l’importo dell’assegno mensile tuttora percepito e la Camera di provenienza. I dati sono aggiornati al 2007. (Fonte e tutti i diritti riservati a Oggi.it)

 ASCOLTA IL POST

01 luglio 2011

Il pregiudizio della Lega contro i disabili

L'Onorevole Marco Reguzzoni
(Marco Reguzzoni - Lega Nord)

Sapete c'è una domanda che mi frulla nella testa da un pò. Come mai tanto astio contro i disabili, quando proprio nel Governo e nella maggioranza c'è un personaggio carismatico che è senza alcun dubbio disabile (Umberto Bossi)? Come mai Bossi non difende la sua categoria dai continui attacchi di Tremonti e da alcuni esponenti del suo partito? Nutre per caso odio verso di noi? Non accetta la sua malattia? Stamane voglio soffermarmi su queste domande per cercare di capire come e dove nasce questo pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità nel nostro paese: a mio parere tutto è frutto della Lega Nord. Sono loro in questi anni (spalleggiati proprio da Tremonti) i protagonisti di questa assurda caccia alle streghe. Sono loro che hanno scatenato questa assurda e vergognosa campagna mediatica contro di noi. L'assist di quanto descritto sopra mi viene servito dal comportamento dell’Onorevole Reguzzoni (Lega) che qualche tempo fà, presentò una mozione del suo partito apparentemente solo contro i “falsi invalidi” (un nobile intento contro quelli che io stesso, disabile, definisco ladri). Ebbene quella mozione era piena di falsità, condita da frasi violente e volgari contro le vere persone con disabilità e le loro famiglie. Reguzzoni dichiarò davanti alle telecamere e ai taquini dei giornalisti che la spesa per le false invalidità in Italia tocca i 12 miliardi, una cifra talmente insostenibile da coprire di ridicolo lo stesso parlamentare e il suo partito. L'Onorevole poco Onorevole citò in quell'occasione inesistenti dati INPS. 12 miliardi di euro rappresentano la quasi totalità della spesa per le invalidità civili. La ciliegina sulla torta arrivò quando l’onorevole leghista parlò delle nostre pensioni arrivando a definirle “laute", dimenticandosi o meglio dire nascondendo il fatto che i dati dell'Inps ci dicono che troppo spesso la pensione per un invalido totale, arriva a superare e di poco i 250 euro al mese. Per Reguzzoni, la Lega e quindi per Bossi quella spesa è solo un peso che grava sulle spalle dei cittadini nascondendo in modo ignobile cosa significhi essere disabile oggi, o che cosa comporti avere in famiglia una persona disabile e non autosufficiente. In conclusione voglio farvi leggere una bella dichiarazione di Pietro Barbieri, Presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che così commentò quella vicenda: “Le affermazioni, già pesanti se pronunciate in stato di ebbrezza in una qualsiasi bettola, assumono una valenza ancora più grave e razzista provenendo da un parlamentare, in più membro di un partito di Governo. È la riprova che quel pregiudizio contro le persone con disabilità, i più deboli, i diversi, sta permeando pericolosamente i gangli della nostra società. Bisogna agire. Subito!”


ps. Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura

16 luglio 2010

Siamo tutti spiati!!!


Il popolo lo chiede.
Siamo tutti spiati.
Non è vera democrazia.
Lo faccio per voi!

Fonte: Tubal

E la Lega dialogò con un presunto Boss


Gad Lerner lo scrisse subito, martedì scorso: "Amministratori leghisti indagati per ‘ndrangheta: preparatevi perché l’inchiesta sulla penetrazione della ‘ndrangheta nel Nord Italia, cui lavora da anni, tra gli altri, la pm Ilda Boccassini, dopo le centinaia di arresti programmati nella giornata di oggi potrebbe riservarci delle sorprese davvero notevoli".... Dalla Provincia pavese di oggi (via Civati):


L’inchiesta sulla ’ndrangheta a Pavia. Il dialogo tra il presunto boss e il leghista. Agli atti c'è una telefonata tra Ciocca e Neri relativa alla compravendita di un immobile in piazza Petrarca: l'avvocato avrebbe offerto al consigliere regionale leghista (all'epoca ancora assessore provinciale) «l'appartamento di Medagliani» a un prezzo vantaggioso in cambio dell'interessamento a far eleggere un proprio candidato.

30 marzo 2010

La politica italiana spaventata da Grillo


Queste Elezioni Regionali 2010 alla fine dei conti, si sono dimostrate ancora una volta tra le più inutili della storia della nostra Repubblica, senza contare l'ennesimo sperpero inutile di denaro pubblico che graverà per l'ennesima volta nelle tasche, ormai vuote, degli Italiani. Tutto questo lo hanno certamente pensato ben un italiano su 3. Una cifra molto alta che dovrebbe far riflettere la politica, e che invece questa minimizza

La disfatta auspicata da molte persone della Maggioranza, non c'è stata e tutt'al più, nelle prossime settimane, potrebbe esserci un rimpasto di Governo. Rispetto a 5 anni fa il PDL ha guadagnato 4 Regioni (Lazio e Piemonte su tutte), rafforzandosi specialmente al Nord, e conquistando Regioni come la Campania e Calabria (era previsto). Il Partito di Berlusconi ha si diminuito i suoi voti, specie al Nord, ma questi sono andati da un'altro Partito di Maggioranza, ovvero la Lega Nord (anche questo dato era previsto), che è la vera vincitrice di queste elezioni. La quale oramai i confini della Padania stanno decisamente molto stretti.

Il Partito Democratico ha anch'esso perso dei voti, ma almeno questa volta il partito guidato da Bersani, ha evitato e arginato l'emorragia elettorale, causata dal terremoto della guida Veltroni - Franceschini, anche se in tanti non vedono arrestato (io il primo) il pensiero Veltroniano "Veltrusconiano" (Si No Ma), che aleggia ancora tra lo sconcerto degli elettori. E pazienza se il Partito, come ha detto Bossi ieri sera, sia destinato a sparire al nord, dove la Lega ha fatto una scorpacciata di voti. Loro sono contenti e dicono a tutti che hanno vinto le elezioni ...

Inoltre i dati di stanotte promettono di far venire in futuro gli incubi, e un gran mal di pancia, non solo al Partito Democratico ma anche a schieramenti opportunistici come l'UDC. Bersani ha detto chiaro e tondo che la lista di Beppe Grillo (il Movimento a 5 Stelle) ha tolto i voti al Partito Democratico, e proprio loro sarebbero i colpevoli della sconfitta elettorale in Piemonte, dove Cota (PDL) ha sconfitto la Bresso proprio con la percentuale che alla fine ha permesso al Carroccio di aggiungere il Piemonte al Regno Padano (?!) .

In tutto questo marasma di cifre e dati segnalo l'unica vera nota positiva di queste elezioni. La sorpresa viene proprio dal sucitato Movimento a 5 Stelle fondato da Beppe Grillo. Il quale ha ottenuto un risultato straordinario nelle Regioni dove il Movimento si è presentato. Con la spesa di soli 15.000 euro per lista, donati dai cittadini e senza contributi pubblici, e con la censura di tutti i media e i giornali, il movimento ha ottenuto un gran bel risultato, cogliendo oltre il 6% in Emilia Romagna, mentre in Lombardia, Piemonte e Veneto si sono attestati attorno al 3-4%. Solo in Campania il Movimento a 5 Stelle ha ottunuto un voto di gradimento molto basso, intorno all'1%.

Temi importanti come la trasparenza della politica, internet gratuito, l'energia pulita e l'acqua pubblica, presenti nel programma hanno portato alle liste del Movimento 5 Stelle consensi largamente superiori a liste di Partiti radicati nel tempo e nel territorio, come l'Udc, i Radicali, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, Sinistra, Ecologia e Libertà e Verdi.

Il fenomeno è destinato a durare? Difficile dirlo ma comunque ora per il Movimento a 5 Stelle inizia una strada molto interessante che incoraggia ed entusiasma quanti si interessano del bene pubblico e di politica. Potrebbe essere questo il grimaldello che potrebbe far saltare i piani di quanti in questi anni (tutta la politica) ha cercato di mettere il bavaglio all'informazione su internet. Chissà che tra 3 anni alla data delle prossime elezioni non ci siano nuovi e interessanti sviluppi.

Riepilogo Elezioni Regionali


Elaborazione su dati Viminale in tempo reale



























































---

Infine vi comunico i risultati del Sondaggio proposto da Niente Barriere 3 settimane fa, prima delle Elezioni Regionali:

Le ultime polemiche sul Decreto Interpretativo si ripercuoteranno sul voto delle Regionali di fine Marzo?

Votanti 32

Si il PDL perderà tanti voti e potrebbe esserci una crisi di Governo;
Voti 19 (59%)

Assolutamente no, il PDL ha agito bene e non perderà nessun voto, anzi ne acquisterà di nuovi;
Voti 5 (15%)

Non me ne frega niente e non andrò a votare;
Voti 5 (15%)

Rimarrà tutto invariato sia per la maggioranza che per le opposizioni;
Voti 3 (9%)

---


---