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18 dicembre 2011

Una nazione di privilegiati: ecco chi non paga l'Ici in Italia!

(immagine da oblioilblog.it) 

di Stop Censura -
Avevo trattato l'argomento già ne giorni scorsi, parlando in particolar modo del Vaticano e delle esenzioni di cui gode a danno dei cittadini Italiani ... ma ecco un riassunto di chi paga o non paga l' Ici in Italia, sfatando così anche quel falso tabù (a cui avevo abboccato anche io) sui sindacati che non pagherebbero l'imposta sulla casa (da Repubblica.it):

RELIGIONI
Musulmani e buddisti salvi come i cattolici
Tutti i luoghi di culto non pagano l'Ici. Vale per parrocchie, moschee, sinagoghe, anche per l'unico edificio in mano all'Unione Buddista Italiana. Per tutti vale l'esenzione dei beni utilizzati a fini "non esclusivamente commerciali". Con i Comuni incaricati di valutare eventuali abusi. Una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecco, per dire, ha esentato dall'imposta un ex-opificio trasformato in "luogo di culto dalla locale comunità mussulmana".

CIRCOLI
Biliardini e ristoranti sfuggono alla gabella
I circoli ricreativi che fanno capo a organizzazioni non a fine di lucro non pagano l'Ici. Vale ad esempio per i 5.500 circoli e sodalizi Arci, anche se l'associazione – conferma il presidente Paolo Beni – paga l'imposta sulle parti di edificio legate ad attività commerciali come ristoranti. È forse una delle partite più delicate, visto che in molte di queste realtà operano attività di ristorazione. "Ma sono rette dal volontariato e funzionano solo per i soci", assicura Beni.

ONLUS
Molte cause in tribunale per gli immobili affittati
Tutte le Onlus e le Ong sono esentate dal pagamento dell'Ici, almeno per gli edifici che usano come sedi proprie e non a fine di lucro. Non paga Emergency (*), non paga Medici senza frontiere, non paga l'Associazione per la ricerca sul cancro e la Lega per il filo d'oro. Chi invece dispone di un patrimonio di immobili messi a reddito (cioè affittati) è costretto - almeno in teoria - a onorare con il fisco il pagamento dell'imposta, anche se la materia è ancor oggi oggetto di confronto giuridico.

SCUOLE
Niente tassa agli istituti legati agli enti no-profit
Un altro tema delicato è quello delle strutture sanitarie e scolastiche. Le cliniche private (convenzionate o meno con sistema sanitario nazionale) devono pagare l'Ici. Gli enti non commerciali convenzionati con la sanità pubblica - tra cui diverse istituzioni religiose o Onlus - invece no, almeno sui reparti ospedalieri mentre sul patrimonio immobiliare a reddito si paga tutto. Zero Ici anche per le scuole private che fanno capo a enti non a fine di lucro indipendentemente dal livello delle loro rette.

PARTITI
Pagano tutta l'imposta sulle abitazioni ereditate
I partiti politici non beneficiano di alcuna esenzione Ici. "Noi per la sede di Torre Argentina sborsiamo 2-3mila euro l'anno" mette i puntini sulle "i" Mario Staderini, segretario dei Radicali. Paga il Pd, pagano le fondazioni degli ex-Ds cui è stato dirottato il patrimonio di case (5.800 immobili) girato dai militanti. Fanno la loro parte - perché obbligati dalla legge - pure gli eredi della vecchia Democrazia Cristiana. Anche se durante i burrascosi anni di Tangentopoli e della diaspora della Balena bianca è svanita nel nulla una dote di qualche centinaio di edifici di pregio.

SINDACATI
Patrimonio milionario, non ricevono sconti
I sindacati (come Confindustria) pagano l'Ici. Sia per le loro sedi istituzionali che per gli altri immobili destinati a reddito. Si tratta di un patrimonio importante. Solo la Cgil ha oltre 3mila tra uffici e delegazioni lungo tutta la Penisola. La Cisl ne ha addirittura 5mila. Il mattone nel portafoglio della Uil ha un valore stimato di circa 35 milioni. Un "tesoretto" accumulato grazie a lasciti, donazioni e investimenti nel corso degli anni e cresciuto sullo zoccolo duro dei beni ereditati (esentasse) per legge dalle vecchie rappresentanze sindacali dell'era fascista.


(*) Per dovere di cronaca puntualizzo che nel caso specifico di Emergency, non viene pagato l’Ici, non per le agevolazioni sopra riportate ma perchè semplicemente non possiede proprietà immobiliari. Grazie a Ada Zangara per la puntualizzazione.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.stopcensura.com/

nb. sottolineiamo che sulla leggenda metropolitana secondo il quale i Sindacati non pagano l'ICI ... purtroppo ci siamo cascati anche noi. Quindi con questo post vogliamo in qualche modo rettificare quanto riportato in passato in questo Blog.

06 settembre 2011

Contro i tagli allo Stato Sociale, e tanto altro. Sciopero generale!!



Tutti in piazza contro la manovra, con il governo che ogni ora aggiunge motivi per protestare: al primo posto la norma prevista dall’articolo 8 della manovra, che consente ai contratti aziendali e territoriali di operare in deroga alle disposizioni di legge (Statuto dei Lavoratori).

Sciopero generale di otto ore per ogni turno e manifestazioni in 100 piazze d'Italia.


I disabili e lo sciopero generale del 6 settembre: per rivendicare diritti e dignità
Rivendicare“Diritti e dignità”, una ondata di ingiustizia sociale è in procinto di travolgere le persone con disabilità e le loro famiglie, la manovra finanziaria di luglio 2011 e la manovra bis diagosto, se non modificate, avranno effetti devastanti, con tagli pesanti nella vita quotidiana delle persone disabili, nell'assistenza, nel percorso formativo, nell'inclusione scolastica, nell'inclusione sociale,nell'inserimento lavorativo.
Gli attacchi ultimi del Ministro Calderoli  agli assegni di invalidità, nonché alle indennità di accompagnamento, sono  la prova inconfutabile di come questo Governo voglia trasformare la giustizia sociale in un ibrido di assistenza compassionevole e caritatevole, delegando alla “bontà dei privati”i bisogni dei cittadini.
Il Ministro del Lavoro Sacconi, prosegue, inoltre, lo smantellamento della legge 68/99 (collocamento obbligatorio con le persone con  disabilità), infatti, l'articolo 9della manovra bis, di cui la CGIL con forza ne chiede la soppressione, elimina le autorizzazioni degli uffici preposti del lavoro ad eventuali compensazioni territoriali delle aziende richiedenti.
L'articolo consegna alle imprese pubbliche e private la libertà di agire autonomamente sulle compensazioni territoriali previa semplice comunicazione. Inoltre, questa facoltà viene estesa a tutte le aziende facenti capo  ad una unica società, anche se operanti in regioni e comuni diversi. In questa maniera si perde il controllo della presenza dei disabili all'interno delle grandi aziende rendendo impossibile la rivendicazione di ogni legittimo diritto.
Ed ancora, vengono penalizzate le regioni più povere e con alte percentuali di disoccupati disabili. Gravissimo però resta il rischio che con questo articolo si possa tornare ai“reparti confino”,  ossia luoghi di lavoro con all'interno tutti i lavoratori disabili assunti obbligatoriamente per legge. Con questo articolo si rende impossibile il controllo e la rivendicazione di ogni legittimo diritto per le lavoratrici e i lavoratori con disabilità.
fonte Ufficio delle Politiche per la Disabilità della CGIL Campania - Napoli

28 agosto 2011

La Cgil: 3000 sedi in tutta Italia e neppure un euro di Ici


Altro che Vaticano. I sindacati vantano un patrimonio immobiliare immenso, ma non pagano un solo euro di Ici. Questo grazie ad una legge, la numero 504 del 30 dicembre 1992 (in pieno governo Amato), che di fatto impedisce allo Stato italiano di avanzare richieste ai sindacati. E i soldi sottratti, o meglio non percepiti, dalle casse statali sono davvero tanti: la Cgil, ad esempio, sostiene di avere circa 3mila sedi in tutta Italia, ma si tratta di una specie di autocertificazione, in quanto i sindacati non sono assolutamente tenuti a presentare i loro bilanci. Solo un altro dei tanti privilegi dell’”altra Casta”, come è stata brillantemente definita dal giornalista dell’Espresso Stefano Liviadotti, che con tale formula ha dato il titolo al suo libro/inchiesta sulla Triplice.
Se la Cgil dichiara 3mila sedi, la Cisl addirittura 5mila. E la Uil sarebbe in possesso di immobili per un valore di 35 milioni di euro.
La legge, però, paragona in modo del tutto immotivato i sindacati alle Onlus, ossia alle organizzazioni di utilità sociale senza scopo di lucro.
Senza scopo di lucro? I sindacati? Un paradosso.
Ma c’è di più. Cgil, Cisl, Uil, Cisnal (poi diventata Ugl) e Cida hanno ereditato immobili dai sindacati del Ventennio fascista, senza dover pagare tasse. Tutto secondo legge, in questo caso la 902 del 1977, che con l’articolo 2 disciplina la suddivisione dei patrimoni residui delle organizzazioni sindacali fasciste.
Non c’è da stupirsi: soltanto nella scorsa legislatura, 53 deputati e 27 senatori, quindi 80 parlamentari in totale, provenivano dalla Triplice. Logico che in parlamento si facciano leggi “ad personam”, o meglio ad usum sindacati.
I regali più importanti, inutile dirlo, arrivano però sempre quando al governo c’è una coalizione di centro-sinistra.
Eccone alcuni: nel maggio 1997 il governo Prodi, per iniziativa del ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, ha tirato fuori dal cilindro la legge 127, la quale grazie all’articolo 13 libera le associazioni dall’obbligo di autorizzazione nelle attività e nelle operazioni immobiliari. Con la finanziaria del 2000 vengono invece istituiti fondi per la formazione continua gestiti da sindacati e associazioni degli imprenditori. Ancora con il governo Amato, nel 2001 è fissato l’importo fisso per i patronati calcolato su tutti i contributi obbligatori versati da aziende e lavoratori agli enti.
Attraverso i patronati, i Caf (Centri di assistenza fiscale) e le deleghe sindacali sulle pensioni giungono fiumi di denaro nelle casse dei sindacati. Un meccanismo infallibile: i patronati si occupano di previdenza, richieste di aumento e pratiche di invalidità. E per ogni pratica l’Inps rimborsa. L’assistito del patronato è però logicamente anche un potenziale cliente dei Caf: i Centri di assistenza fiscale, nati ovviamente con la sinistra al governo (Amato, anno 1992), compilano le dichiarazioni dei redditi e le spediscono via internet all’Inps. Ad ogni spedizione corrisponde un rimborso, anche se i costi sono pressoché azzerati.
In soccorso dei Caf è arrivato persino il decreto legislativo 241 del 1997, governo D’Alema, che concedeva loro l’esclusiva sulla verifica dei dati inseriti sui 730. Costringendo il Ministero delle Finanze a elargire un rimborso per ogni 730 inviato dai Caf.
Peccato che tale decreto sia stato “bastonato” nel 2006 dalla Corte di Giustizia Europea, senza che nessun quotidiano nazionale sempre attento alle sanzioni europee ne abbia dato notizia. Ma su internet la notizia si trova.
Alla fine le entrate che derivano dai tesseramenti, la cui revoca è pressoché impossibile, sono quelle meno importanti.
Allora, i sindacati davvero meritano agevolazioni fiscali?

fonte La pulce di Voltaire

01 maggio 2011

1 Maggio Festa dei Lavoratori - La CGIL chiede un Piano Straordinario per il Lavoro per i Disabili

(foto maleoccupati.blogspot.com)

Nella giornata in cui si festeggiano i lavoratori, scende in campo uno dei Sindacati più autorevoli, la CGIL, per lanciare una proposta molto interessante: un Piano Straordinario per il lavoro delle persone con disabilità.

«Per far sì che si operi una svolta nella capacità di trasformare una situazione assai difficile in una straordinaria opportunità, per gettare le basi di un cambiamento che unisca e non divida le persone, la società e il Paese, attraverso una forte spinta al senso della solidarietà umana e del civismo collettivo». Questo è il succo di quanto è emerso da un convegno svoltosi a Roma il 27 aprile promosso dalla CGIL, che ha visto tra l'altro la partecipazione delle principali organizzazioni che si occupano di disabilità. Al termine dei lavori l'Ufficio Politiche per la Disabilità della CGIL ha reso noto le ragioni che hanno contribuito a peggiorare la situazione, in questi ultimi anni, di tutte le persone disabili che si affacciano, o che si vogliono affacciare, nel mondo del lavoro.


  1. Nell'ultima Relazione al Parlamento sull'applicazione della Legge 68/99 (Norme per i diritti al lavoro dei disabili), per la prima volta le assunzioni dei lavoratori disabili con i contratti a tempo determinato hanno superato le assunzioni dei lavoratori disabili con contratti a tempo indeterminato. 
  2. Sempre da quella stessa Relazione emerge un quadro allarmante in tema di occupazione e di applicazione della citata Legge 68. Gli iscritti al collocamento, infatti, sono 768.390 a fronte di 230.000 occupati. Da rilevare inoltre che il maggior numero di avviamenti è avvenuto attraverso lo strumento della convenzione (49%) e che gli avviamenti nominativi rappresentano il 41,9%, vanificando così la quota dell'avvio numerico previsto dalla legge.
  3. I tagli alle politiche sociali, l'assenza di risorse finanziarie e di strumenti incisivi, la mancanza di una politica sul lavoro, fanno ricadere la crisi sulle famiglie e conseguentemente sui sistemi di protezione sociale che hanno sempre meno risorse necessarie per svolgere il loro ruolo di "stabilizzatori" degli effetti della crisi economica e sociale.
  4. Il Governo ha azzerato il Fondo per le Non Autosufficienze.
  5. In una dichiarazione, il ministro dell'Economia Tremonti ha parlato di «lacci e lacciuoli per le imprese» ed è presumibile che tra questi lacci e lacciuoli ci si possa riferire anche alla Legge 68.
  6. In questo contesto si inserisce ad arte la campagna contro i falsi invalidi, con il Governo che cerca consenso nell'opinione pubblica, quasi a voler dire "tagliamo perché questi sono falsi invalidi con poca voglia di lavorare, quasi parassiti dell'assistenzialismo", giustificando così i sacrifici economici richiesti ai più deboli e alle loro famiglie. Si tratta di una campagna mediatica molto rumorosa sui falsi invalidi, rispetto alla quale non si può non ricordare il finto stupore e la finta angoscia del ministro Tremonti nei suoi interventi pubblici e televisivi sul numero enorme di 3 milioni di disabili nel nostro Paese e sulla necessità di "tagliare i rami secchi".
  7. Negli ultimi due anni il Governo ha sfornato un'altra serie di provvedimenti contro le persone con disabilità: l'articolo 14 del primo provvedimento di Sacconi [il riferimento è al Decreto Legge 112/08, convertito nella Legge 133/08, applicativo dell'articolo 14 del Decrto Legislativo 276/03 su "Cooperative sociali e inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati", N.d.R.]; il ministro Brunetta contro i permessi lavorativi fissati dalla Legge 104/92; la revisione delle percentuali di invalidità che ha portato migliaia di persone con disabilità in piazza; i tagli alla riabilitazione e al sostegno scolastico (oramai si va a scuola con le sentenze dei giudici!); i tagli al trasporto locale.
  8. Il Fondo Nazionale per l'Occupazione dei Disabili è stato decurtato di oltre il 40%, passando da 42 milioni di euro a soli 11 milioni.
  9. La politica discriminatoria è fatta anche delle vessazioni e umiliazioni che subiscono le persone con disabilità sottoposte a visite mediche assurde da parte dell'INPS, con l'unico scopo di abbassare la percentuale d'invalidità, facendo decadere il diritto a quella misera provvidenza economica di circa 252 euro mensili, legati a un reddito pro capite di circa 5.000 euro lordi annui, a prescindere dalla gravità della patologia. Dopo la visita medica, dunque, uno può restare invalido, ma "non tanto" da avere diritto alla pensione di invalidità: è facile, infatti, declassare una percentuale dal 74 a 73% e perdere quel diritto. Si rendono perciò "più poveri i già poveri".
  10. Nel novembre del 2010, infine, la Commissione Europea ha presentato il Piano d'Azione dell'Unione Europea per le Persone con Disabilità, che definisce fino al 2020 l'Atto Europeo per l'Accessibilità. Senza poi dimenticare che la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità - già ratificata dall'Europa e dall'Italia -, oltre a ribadire i diritti umani, sociali e legali di questa categoria di persone, impegna tutte le Nazioni ad adottare le misure necessarie per garantire una vita dignitosa alle persone con disabilità e alle loro famiglie. (fonte)

Buon Primo Maggio a Tutti i Lavoratori, disabili e non.

16 ottobre 2010

Si ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune


Il Blog dedica stamane un post alla Manifestazione per il Lavoro, che si svolgerà oggi a Roma.
ps. Alla faccia della politica tutta (maggioranza e opposizione) e di tutte quelle aziende che stanno lucrando e giocando sulla vita di tanti lavoratori in modo vergognoso.
Una Manifestazione per la vita, di Samanta Di Persio
810 morti, 810434 infortuni, 20260 invalidi.
Bisogna essere informati per poter vincere contro questa gentaglia che non ha mai lavorato in vita loro. Anche il nostro Presidente Napolitano ha fatto solo il funzionario di partito, come fa a capire realmente perchè le parole non bastano più che in questo Paese non si arriva più a fine mese? Il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi nasce come imprenditore e ha scambiato il Paese, la Costituzione, il codice di leggi come roba sua da disporre e modificare a piacimento. C’è gente onesta che: lavora,  cerca lavoro, contribuisce all’economia di questo paese. Oltre ai morti sul lavoro, ci sono i morti per il lavoro: lavoratori ed imprenditori che si suicidano perchè non ce la fanno più (Mara Carfagna morirà di non lavoro?).
Tre storie importanti da ricordare a chi governa e anche ai sindacati:
Andrea Gagliardoni: morto sul lavoro a soli 24 anni perchè dalla pressa tampografica con la quale lavorava sono stati tolti tutti i sistemi di sicurezzaper aumentare la produzione. Il progettista della macchina e l’amministratore delegato dell’azineda in cui lavorava condannati a poco più di anno, con lasospensione della pena. Vergogna della vergogna a distanza di 4 anni un sindaco Pd incapace di trovare un loculo dove poter far riposare questo angelo.
Valentina Candela:  ha 23 anni svolge il Servizio Civile presso un Ente accreditato: il Consorzio di Cooperative Icaro a S.maria C.V.(CE). Il 24 gennaio 2006 la gonna della ragazza prende fuoco. Sul posto non ci sono estintori, i suoi colleghi non riescono a prestarle soccorso immediato. Valentina è una torcia umana, viene portata all’ospedale Cardarelli di Napoli col 25% del corpo ustionato. Diciotto operazioni e ancora nessuna giustizia.
Pietro Mirabelli: (rappresentate dei lavoratori per la sicurezza): oltre dodici anni sul cantiere Cavet per i lavori della Tav Bologna Firenze. Raccontava nel mio libro Morti bianche: “Molti uomini e donne saliranno sui treni e non immagineranno quanto sangue è stato versato, quante madri hanno pianto per i loro figli e quante mogli sono rimaste sole” Anche Pietro è morto in un cantiere in Svizzera lo scorso 22 settembre un masso si è staccato  ed un eroe che ha donato la sua vita per la sicurezza degli altri vola via così. fonte: Samantadipersio's Blog

Tante altre storie drammatiche, come quelle che avete letto in questo post, le potrete leggere nel bellissimo libro di Samanta Di Persio "Morti Bianche" che consiglio di acquistare.


Morti Bianche, presentazione del libro di Samanta Di Persio. Durata 1:04:03 - 10 marzo 2009, presentazione del libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio al teatro San Filippo dell'Aquila, con la partecipazione dei Grilli Aquilani. Intervengono Maurizio Aloisio, Samanta Di Persio, Giusi Pitari, Bonifacio Liris e in collegamento telefonico Beppe Grillo.



Per chi volesse saperne di più sulla Manifestazione di oggi, consiglio di cliccare il link fiom.cgil.it

Nel pomeriggio se riuscirò a trovare lo streaming di una web tv, trasmetterò da questo Blog in diretta l'evento. Un saluto da Ray