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29 maggio 2016

Il legame genetico tra povertà e depressione.

Uno studio di tre anni su di un panel di adolescenti rivela le ragioni biologiche del rapporto tra povertà e depressione.
La povertà rende più concreto il rischio di incorrere in depressione: il collegamento scientifico (e di conoscenza popolare) tra queste due difficili realtà era noto, ma ora uno studio della Duke University (USA) chiarisce le ragioni biologiche di questo rapporto, e lo fa per una categoria particolarmente "a rischio", quella degli adolescenti.
IMPRONTA INDELEBILE. I ragazzi che provengono da famiglie con uno status socioeconomico basso accumulano maggiori quantità di marcatori chimici in corrispondenza di un gene collegato alla depressione e coinvolto nella regolazione della serotonina, un neurotrasmettitore implicato nella variazione dell'umore. Maggiori sono i marcatori ("tag") su questo gene, maggiori le probabilità che la sua attività risulti alterata, una condizione che porta più facilmente a sviluppare depressione negli anni a venire.

04 maggio 2013

Staminali, 13 grandi scienziati contro l’Italia: “siete irresponsabili”


L’approvazione di un metodo di cura la cui efficacia non e’ stata testata, come sta avvenendo in Italia con il metodo Stamina, e’ ‘irresponsabile’. Lo afferma un nuovo articolo critico nei confronti dell’atteggiamento italiano firmato da 13 scienziati internazionali sulla rivista Embo Journal. Il caso italiano, scrivono gli autori dell’articolo fra cui gli italiani Elena Cattaneo, Paolo Bianco e Michele De Luca, e’ il primo al mondo in cui terapie a base di staminali non provate vengono di fatto rese legali invece di essere stoppate dalle agenzie regolatorie e dal governo, senza trial clinici rigorosi. Quello che e’ successo nel nostro paese, ammoniscono gli esperti, potrebbe avere effetti anche altrove: “Il caso italiano – si legge – potrebbe portare “ad un pericoloso precedente per i pazienti che cercherebbero di essere trattati con altre terapie a base di staminali in Europa o in altri Paesi”.

25 aprile 2013

Arriva la mano bionica! [Video]


La Touch Bionics è un’azienda specializzata in protesi bioniche per persone che hanno perso gli arti. La protesi bionica si chiama i-limb e Patrick Kane che a 9 mesi ha perso una mano causa di una meningite ora può afferrare degli oggetti e tante altre cose, insomma ora Patrick può vivere una vita normale.

26 aprile 2011

Il disordine incrementa i pregiudizi

foto marcianise.info

Lo sapevate che il degrado e il disordine in una città, regione o Stato può far aumentare i pregiudizi e le discriminazioni? Ebbene ora è ufficiale, a dirlo sono due ricercatori olandesi che hanno trovato una semplice ricetta per guarire dai pregiudizi e le discriminazioni: far ordine, pulire tutto e rimettere a posto.

Diederik Stapel e Siegwart Lindenberg (rispettivamente delle Università di Tilburg e Groningen) hanno sperimentato che i rifiuti abbandonati per strada e il degrado in generale sono il terreno più fertile per creare stereotipi e pregiudizi. La spiegazione? Essere circondati dal disordine fa scattare inconsciamente il bisogno di ripristinare una struttura ordinata, giacché la maggior parte di noi tende a classificare cose e persone in categorie possibilmente chiare e semplici. Esiste un bisogno di fare pulizia mentale, e questo processo ha un ruolo chiave nel formarsi di un'opinione verso gli altri, scrivono i ricercatori sulla rivista Science.

In un primo esperimento i due ricercatori hanno sfruttato uno sciopero della raccolta dei rifiuti a Utrecht, in Olanda. Nella stazione ferroviaria, invasa dalla spazzatura, hanno consegnato a quaranta donne e uomini di pelle chiara un questionario in tema di pregiudizi verso gli omosessuali e i musulmani. Per riempirlo i volontari erano invitati a sedersi su una delle sei sedie messe in fila, la prima delle quali era già occupata da un giovane di pelle scura oppure da un coetaneo di pelle bianca. Una settimana dopo hanno ripetuto l'esperimento con altri quaranta volontari nella stazione ripulita. Ebbene, i rifiuti avevano effettivamente rafforzato i pregiudizi degli interpellati. Lo dimostrano non solo le risposte del questionario, ma anche la distanza verso l'uomo di pelle scura, cosa che non si è ripetuta la seconda volta. In un secondo esperimento, questa volta effettuato per strada, da prima in mezzo al degrado e poi in una situazione di normalità e pulizia (usando come scusa un finanziamento per un progetto sociale per minoranze), il risultato è stato chiaro: gli interpellati sono stati meno propensi a dare dei soldi quando la strada era in cattive condizioni.

Infine qual'è la lezione che la politica, specialmente la nostra, dovrebbero trarre da questa ricerca? Sicuramente di evitare il degrado specialmente nei quartieri più vulnerabili e investire massicciamente in riparazioni, pulizia (e non polizia) e rinnovamento. Andate a dirglielo!