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10 giugno 2013

Cellulari e rischi per la salute


Negli studi sul rapporto tra cellulari e tumori, il fattore determinante potrebbe essere quello dei condizionamenti economici. Delle grandi aziende su chi fa ricerca.

16 novembre 2011

Quante vite costano i nostri telefoni cellulari a causa del coltan?


PENSARE AI VOSTRI REGALI

Pensate a quante volte dei genitori per far felici e rendere più moderni i loro figli gli hanno regalato telefoni cellulari e video giochi di ultima generazione. Ma qualcuno si è mai fermato a pensare a quanto costa realmente quell’oggetto così normale oggi per noi? Non in termini di denaro, ma in termini di vite umane e distruzione. Uno dei componenti fondamentali di tutti i nostri telefoni, video camere, video giochi è un conduttore chiamato Coltan.

CHE COS’E’ IL COLTAN ?

Molti pensano che molte guerre Africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così.Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso più di 4 milioni di persone in Congo ed è oggi, uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti. Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE la percentuale di quest’ultima appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae la Tantalite , che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici. Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.


MA COME SI LEGA IL PROBLEMA DELLA GUERRA AL COLTAN?

L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda. Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.Il coltan contiene una parte di uranio, quindi è radioattivo, provoca tumori e impotenza sessuale, viene estratto dai minatori a mani nude…Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour la Democrazie ) si divertono a terrorizzare i civili ed i minatori uccidendoli nelle miniere,tanto che racconta un ragazzo i lavoratori hanno dovuto scavare delle buche in cui ripararsi ogni volta che arrivano i ribelli.

QUALCHE ANNO FA IN ITALIA

la gente impazziva per trovare nei negozi la Playstation 2, diventata introvabile, il motivo fu proprio la carenza del Coltan di cui si era fermata l’estrazione per i problemi legati alla guerra.I soldi che le multinazionali spendono per estrarre il Coltan come sempre non servono per alimentare la popolazione, costruire scuole o ospedali, tutt’altro, servono a finanziare la guerra, comprare Armi, dar da mangiare ai soldati. Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale)Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio sono Nokia, Eriksson e Sony,non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.


COME DETTO PRECEDENTEMENTE

il prezzo del Coltan varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg.Recentemente è stato scoperto un nuovo giacimento di Coltan, in Amazzionia, si comincerà a lavorare presto con le conseguenze che tutti possono prevedere, forse altre storie di ribellione degli Indios e morte.nulla cambierà, la fine della guerra del Congo, si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie, e guerra e distruzione si concentreranno in un altro..meraviglioso posto…..da distruggere.

Fonte: ilfattaccio

Letto su http://newapocalypse.altervista.org/

16 giugno 2011

Elettrosmog, cosa dice la scienza in Italia

Che correlazione c'è tra emissioni elettromagnetiche e disfunzioni biologiche? Qual è lo stato della ricerca scientifica? Quali gli strumenti legislativi? Se ne è parlato a un convegno organizzato da A.M.I.C.A.

Roma - Si è svolto presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini a Roma il convegno dal titolo "Telefonia mobile, Wi-Fi e Wi-Max: un pericolo per la salute?", organizzato dall'Associazione malattie da intossicazione cronica e/o ambientale (A.M.I.C.A.). Una giornata di confronto tra scienziati, avvocati, volontari ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sui rischi per la salute connessi ai dispositivi mobili e alle radiofrequenze. Una carrellata di interventi di spessore scientifico e giuridico dai quali sono emerse due conclusioni fondamentali: la necessità di continuare e incrementare gli studi indipendenti, l'urgenza che i soggetti politici affrontino seriamente e concretamente il problema.

La prima sessione di interventi, volta a scandagliare le evidenze scientifiche sul rischio connesso all'esposizione ai campi elettromagnetici delle comunicazioni wireless, ha dato spazio alla presentazione di ricerche di carattere sperimentale ed epidemiologico condotte da scienziati italiani e internazionali.

Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell'Istituto di Genetica Molecolare presso il CNR di Bologna, ha illustrato i risultati degli studi in vitro e in ambiente per evidenziare l'interazione tra WiFi, radar e telefoni mobili con la vitalità cellulare. Gli esperimenti relativi alla rete wireless hanno mostrato che l'irradiamento del sistema cellulare ha provocato la diminuzione delle cellule vitali e l'aumento di quelle cancerose a partire da un'ora di esposizione. Gli effetti biologici documentati relativi alle radiofrequenze e alle microonde hanno segnalato danni al DNA, ai cromosomi, produzione di radicali liberi, l'alterazione dei neurotrasmettitori, invecchiamento precoce, perdita di memoria e la comparsa di alcune allergie. L'indagine epidemiologica condotta nel comune di Potenza Apicena (originata dalla presenza di un'epidemiologia misconosciuta che colpiva le persone esposte a onde elettromagnetiche) ha dimostrato, evidenzia Marinelli, che l'esposizione a radar produce la devitalizzazione cellulare dopo 24-48 ore. Il ricercatore, tuttavia, ha altresì espresso l'esigenza di compiere studi più approfonditi allo scopo di osservare il nesso di causalità tra esposizione e malattie rilevate (tumore al seno, alla tiroide, autismo, leucemie ecc). Secondo Marinelli, inoltre, il Tasso di assorbimento specifico o SAR, vale a dire il sistema di misurazione utilizzato per calcolare la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano in condizioni di esposizione a un campo elettromagnetico a radiofrequenza, risulta di "un'approssimazione estrema".Dal canto suo Settimio Grimaldi, del CNR di Roma, si è impegnato a dimostrare e spiegare le basi teoriche e biologiche del danno da esposizione ai campi elettromagnetici. Secondo il biofisico, gli effetti provocati da questi ultimi sono di tipo biologico oltre che termico; in particolare, si rendono rilevanti le conseguenze nocive sul sistema nervoso centrale, le cui proteine, rese mal funzionanti, si legano al sopraggiungere di patologie quali demenza senile e schizofrenia.

La dottoressa Valeria Pacifico, dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, ha invece analizzato lo stress ossidativo in relazione alle radiazioni non ossidanti. Monitorando un campione di 541 pazienti elettrosensibili, è stato evidenziato che, a oggi, non sono ancora stati identificati i marcatori utili a definire criteri diagnostici, quindi le linee terapeutiche volte alla cura delle disfunzioni. Al momento è soltanto ipotizzato che la vicinanza e l'utilizzo di videoterminali, cellulari, telefoni cordless e altri apparecchi elettromagnetici siano la causa delle disfunzioni a livello chimico e metabolico rilevate. Il paziente, dunque, non ha altra scelta che eliminare ciò che considera essere il fattore scatenante dei propri malesseri, con un peggioramento evidente della qualità di vita.

Una dei richiami più interessanti e incalzanti della giornata è arrivato dal dottor Ernesto Burgio, presidente dell'Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente (ISDE), il quale ha espresso a gran voce la necessità di elaborare modelli biologici, genetici ed epigenetici invece che fisici per lo studio dell'elettrosensibilità, poiché il modello lineare elaborato dai fisici non ha attinenza alcuna con gli studi epidemiologici. In questo modo, sostiene Burgio, da Hiroshima a Chernobyl sarebbero rivalutati in maniera critica i numeri dei contaminati, calcolati, secondo Burgio, in modo "astratto" e "fuorviante". Entrando nel merito dello studio presentato, è stato mostrato come i danni delle radiazioni ionizzanti non si evidenziano immediatamente nel soggetto esposto, ma addirittura nei soggetti di seconda e terza generazione: ciò è indice, secondo Burgio, della necessità di modificare le linee di studio passando dal paradigma fisico a quello epigenetico.

In questo solco si colloca anche la durissima critica rivolta al mega studio Interphone, considerato da alcuni scienziati italiani fuorviante per la scelta dei fattori di rischio. Un apprezzamento, invece, per l'ultima azione della IARC che ha inserito i campi elettromagnetici nella categoria 2B ossia "potenzialmente cancerogeno per gli individui", con l'auspicio, espresso dai medici presenti, che possa presto essere considerato anche il gruppo 2A.

La plausibilità tra l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e l'alterazione del genoma è stata indagata da Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini di Bologna, il quale ha presentato i primi risultati di un grande progetto sperimentale condotto su oltre 18mila ratti e dal quale emerge che l'esposizione a bassa dose di radiazioni gamma procuri un aumento significativo dell'incidenza di tumori mammari sui topi femmina. Inoltre, sostiene Soffritti, i limiti di esposizione al campo magnetico della corrente elettrica nell'ambiente di lavoro stabiliti dall'ICNIRP devono essere rivisti.

Il panel della mattina ha ospitato come ultimo intervento il professor Olle Johansson (dell'Unità di Dermatologia Sperimentale del Karolinksa Institute in Svezia, e membro del Royal Institute of Technology di Stoccolma), considerato uno dei "campioni" della lotta all'elettrosensibilità. Johansson ha ripercorso le tappe mediche e politiche percorse verso l'adozione del principio di precauzione sancito dalla Comunità Europea e in base al quale si chiede, in particolare, di adottare un quadro di linee guida per limitare l'utilizzo di cellulari e cordless da parte dei bambini e dei gruppi vulnerabili. Johansson ha anche polemizzato con i criteri di selezione degli esperti all'interno di organismi di massima rilevanza internazionale come l'OMS, i quali, afferma il medico svedese, spesso si avvalgono di consulenti collusi con le telco.

La sessione del pomeriggio ha ospitato il confronto tra legali e rappresentanti delle istituzioni in merito agli aspetti normativi della tutela dai campi elettromagnetici. Il quadro disegnato non è stato per nulla confortante: alla sostanziale carenza e inadeguatezza della normativa vigente si aggiunge anche una sorta di crisi del diritto penale in toto, alle prese con l'intricato problema dell'accertamento causale del danno e, conseguentemente, con l'emissione del giudizio di colpevolezza.

A Lorenzo Lomabrdi, responsabile della Sezione Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico del Ministero dell'Ambiente, è spettato il compito di illustrare il contento della legge 26 del 2001 volta alla tutela degli effetti dell'esposizione agli impianti radioelettrici e alla telefonia mobile. Pur prevedendo anche degli obiettivi di qualità, si tratta di una legge quadro "monca", almeno secondo l'avvocato Matteo Ceruti, il quale non ha esitato a definire come "allarmante" lo stato delle cose. La legge quadro, infatti, risulta essere secondo l'amministrativista un provvedimento inattuato nei suoi passaggi fondamentali per la clamorosa assenza dei decreti attuativi. Oltre che per non poter irrogare le sanzioni in mancanza dell'indicazione di un'autorità preposta, la legge si presenta fallimentare per quattro motivi fondamentali: la mancata attuazione di molte sue parti, i problemi intrinseci in essa rilevati, il depotenziamento, talvolta rovesciamento dei principi e, infine, l'applicazione giurisprudenziale largamente insufficiente. A questo si aggiunge, secondo Ceruti, la mancanza dell'aggiornamento scientifico previsto dalla stessa legge.

Citando il caso di Radio Vaticana, Maria Cristina Tabano (avvocato del Codacons) prima e Nicola Bramante (penalista) dopo hanno messo in chiara luce un punto fondamentale che attiene al nesso di causalità tra danno e colpa. Data la significativa mancanza di certezze scientifiche in merito, i due legali hanno citato alcune sentenze della Corte di Cassazione secondo cui, perché possano essere determinati danno e colpevolezza sono sufficienti le leggi statistiche, anche con coefficiente medio-basso, purchè siano in grado di spiegare l'evento specifico.

Tale interpretazione riguarda un problema rilevante: è possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che certi eventi lesivi (addirittura omicidi colposi) siano ricollegabili all'elettrosmog? Come evidenziato anche dagli interventi degli esponenti del mondo della medicina, una correlazione esatta non potrà mai essere verificata. In questo senso, dunque, il massimo grado della giustizia italiana non richiede la certezza assoluta, ma una conoscenza probabilistica che, insieme alle circostanze del caso concreto, possa dimostrare l'evento.

Cristina Sciannamblo

Fonte Punto Informatico

Leggi anche:
Sensibilità Chimica Multipla, Resoconto dell'incontro del 13 Maggio 2011 alla sede centrale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di Ginevra (CH)

02 giugno 2011

Wi-fi e cellulari cancerogeni? Facciamo chiarezza



(simbolo cancerogeno)
Wi-fi e cellulari cancerogeni: una preoccupazione di troppo? Report sui presunti danni delle radiazioni a radiofrequenze elettromagnetiche emesse da WiFi e cellulari ne parlava qualche tempo fa. In alto il video. Oggi l’Oms con Iarc, International Agency for Research on Cancer ha annunciato uno studio di prossima pubblicazione sui rischi connessi tra l’uso di cellulari e devices wireless classificati come fonti cancerogene 2B e l’insorgenza del glioma e neurinoma acustico, due forme di cancro.

Le onde elettromagnetiche sono finite in classe 2B che definisce gli agenti che possono essere carcinogeni per gli esseri umani e include moltissime sostanze. Intanto in Italia già da qualche giorno è partita la petizione No WiFi e Totem per evitare che sia adottato nelle scuole il sistema wireless.

Lo studio, dicevo, sembra confermare queste preoccupazioni. Anche se avverte l’Oms che sono necessari approfondimenti in merito e invita comunque alla cautela nell’uso di questi dispositivi elettronici.

Fonte EcoBlog da Iarc