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13 maggio 2017

Il Centenario di Fatima degli ultimi

'Sbagliano quelli che pensano che il messaggio di Fatima sia già esaurito, è ancora una vera profezia per il cammino del pellegrinaggio della Chiesa nel mondo'.
Benedetto XVI

Foto UnitalsiRoma.it
C’è la sofferenza, non quella “ideologica”, ma quella concreta, incarnata, cioè la vera sofferenza dei veri sofferenti nella Fatima di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco. Il Papa lo ha detto chiaramente durante l’omelia della messa di canonizzazione dei due pastorelli Frascesco e Giacinta stamane a Fatima: “Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i disabili, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati”.

26 maggio 2013

In ospedale si buttano 4 pasti su 10. Perché non darli ai poveri?


Quattro pasti su dieci destinati agli ospedali vanno a finire nella pattumiera. Soldi che sfumano e sprechi che potrebbero essere ridotti, destinando questi pasti a chi da solo non ce la fa più, come i quasi due milioni di poveri assistiti ogni giorno dal Banco Alimentare con le sue 8.600 strutture caritative convenzionate.

23 maggio 2013

Don Gallo, prete di strada "Aiutare gli ultimi è un obbligo"


Prete sulla nave riformatorio, parroco nei quartieri poveri, anima della comunità di San Benedetto nata per accogliere tossicomani e prostitute, fino al G8 del 2001, sempre in prima linea ma mai sospeso a divinis, ha dedicato il suo ultimo libro a Papa Francesco.

25 dicembre 2011

"Con questa crisi il Natale è duro, ma c'è solidarietà"

Ha voluto ricordare i poveri e gli immigrati, il Ministro per la Cooperazione Internazionale e Integrazione, Andrea Riccardi, nel pranzo di Natale di oggi, organizzato presso la Comunità di Sant'Egidio.
Queste le sue parole (fonte http://tg24.sky.it/):
(immagine Wikipedia)
"Gli italiani non sono razzisti, però ci sono dei fatti, dei segnali, che ci preoccupano molto" Noi dobbiamo dire che ci deve essere la sicurezza per tutti, sia per i nati in Italia che per chi non è nato in Italia. Sono qui per la ventinovesima volta è un'esperienza bellissima in cui le persone più disagiate sono al centro. E' la festa della solidarietà quotidiana che non vive solo a Natale, ma c'è ogni giorno. Il momento è difficile per le famiglie e per chi è solo, però a Roma e in Italia ci sono risorse di solidarietà che devono avere spazio. Non è vero che con la crisi la gente è solo presa da se stessa. La gente ha voglia di dare, di apprezzare valori anche immateriali". "L'Italia è un Paese solidale, in questi tempi di esigenze, che aumentano la solidarietà, sta crescendo e se ciò si rafforza ce la possiamo fare"

18 ottobre 2011

Dalla povertà alla sostenibilità: le persone e lo sviluppo inclusivo


di Ban Ki-Moon***

È questo il tema centrale della Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Povertà del 17 ottobre, di fronte alla quale un preoccupato Segretario Generale delle Nazioni Unite dichiara che «solo ascoltando le persone e lottando per le loro speranze e le loro aspirazioni, costruiremo un mondo libero dalla povertà», sottolineando con forza che «in nome dell'austerità fiscale non possiamo ridurre i giusti investimenti sulla popolazione». Questioni fondamentali per l'intera umanità, così come il tentativo - che appare purtroppo difficilmente perseguibile - di raggiungere entro il 2015 gli otto Obiettivi del Millennio, fissati dall'ONU nel 2000, senza mai nemmeno dimenticare che i tanti milioni di persone con disabilità nel mondo sono quasi sempre "i più poveri tra i poveri"

Per decenni le Nazioni Unite hanno lavorato per liberare le persone dalla povertà. Abbiamo ottenuto grandi progressi, ma oggi questi risultati sono messi in dubbio.
Troppe persone, infatti, vivono nella paura: paura di perdere il loro lavoro; paura di non essere in grado di sfamare i propri familiari; paura di rimanere intrappolati per sempre in uno stato di povertà, privati del diritto fondamentale di vivere in buona salute, con dignità e speranza per il futuro.

Possiamo fronteggiare le sfide che incontriamo, dalla crisi economica al cambiamento climatico, dalla crescita dei costi del cibo e dell'energia, sino agli effetti dei disastri naturali.
Possiamo sconfiggerle mettendo le persone al centro del nostro lavoro. Troppo spesso, infatti, nei dibattiti che influenzeranno il nostro futuro, noto che mancano tre "grandi gruppi": i poveri, i giovani e... il pianeta.
Dato che lavoriamo per impedire un crollo finanziario, dobbiamo lavorare anche per impedire il crollo dello sviluppo globale e in nome dell'austerità fiscale non possiamo ridurre i giusti investimenti sulla popolazione.
La malaria può essere fermata, la crescita dell'AIDS può diventare un calo, milioni di madri possono essere salvate dalla mortalità in seguito al parto. Gli investimenti ecologici, infine, possono portare lavoro e crescita.

Queste non sono solo teorie, sta già succedendo e ora non è il momento di fare passi indietro, ora è venuto il momento di cercare ad ogni costo di raggiungere gli Obiettivi del Millennio*. Ora è il momento di prepararsi a sfruttare al massimo la cruciale Conferenza Rio +20** del prossimo anno sullo sviluppo sostenibile.
E insieme dobbiamo ascoltare le persone e lottare per le loro speranze e le loro aspirazioni. Solo così costruiremo un mondo libero dalla povertà.

*Gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) compongono la campagna globale lanciata dall'ONU nel 2000 che ha fissato nel 2015 la fine del suo percorso. Essi sono i seguenti: "Eliminare fame e povertà estrema" - "Istruzione primaria per tutti" - "Pari opportunità fra i sessi" - "Ridurre la mortalità infantile" - "Migliorare la salute materna" - "Combattere HIV/AIDS e malaria" - "Assicurare la sostenibilità ambientale" - "Sviluppare un'alleanza globale per lo sviluppo". Vale poi sempre la pena ricordare come tali Obiettivi siano profondamente connessi alla condizione di milioni di persone con disabilità nel mondo, quasi sempre "i più poveri tra i poveri".

**La Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile si terrà appunto a Rio de Janeiro, in Brasile, dal 4 al 6 giugno 2012.

***Segretario generale delle Nazioni Unite. Messaggio diffuso in occasione della Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Povertà del 17 ottobre 2011. Traduzione e adattamento a cura di Chiara Elsa Odelli del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite (UNRIC) per l'Europa Occidentale - Zona di Italia, San Marino, Malta e Santa Sede. Per approfondire cliccare qui, all'interno del portale ONU (testo in lingua inglese).

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.superando.it/

21 settembre 2011

L’Europa minaccia di tagliare l’aiuto alimentare ai più poveri


I ministri dell’agricoltura dei 27 non sono riusciti a mettersi d’accordo oggi sul mantenimento del Programma europeo di aiuto ai più poveri, che dall’87 interviene con aiuti alle banche alimentari, che servono pasti ai cittadini più poveri dell’Unione. 18 milioni di persone si rivolgono oggi a queste banche per mangiare in 19 paesi della Ue, e tra gli stati dove il programma è più sollecitato ci sono l’Italia, la Polonia e la Francia. La decisione, per il momento, è stata rimandata al prossimo consiglio agricoltura, ad ottobre.
Sei paesi – Germania, Gran Bretagna, Olanda, Repubblica Ceca, Danimarca e Svezia – contestano il Programma. Si sono rivolti alla Corte di giustizia d’Europa per farlo annullare. Nell’aprile scorso, la Corte ha dato loro ragione. E’ quindi in forse l’erogazione di 480 milioni di aiuti, che servono alle associazioni (in Francia, Croix Rouge, Secours catholique, Secours Populaire, Resto du coeur ecc.) per comprare i prodotti alimentari da distribuire. I sei paesi contestano  il meccanismo, che pesa sul bilancio della Pac, la politica agricola comunitaria. Osservano che questo programma non rispetta le regole della Wto. “Non abbiamo nulla contro gli aiuti ai poveri – spiega un diplomatico di uno dei paesi contrari – ma questo dipende dalle politiche sociali, che sono l’appannaggio degli stati” e non dell’Ue.
L’idea di creare questo Programma era venuta nell’87 all’allora presidente della Commissione, Jacques Delors. A quei tempi, la Pac, il più grosso bilancio della Ue, produceva degli “eccedenti”. Per non buttarli via, era stato deciso di devolverli all’aiuto ai poveri. Ma, nel corso degli anni, la Pac è stata riformata. Gli “eccedenti” non ci sono più. Il bilancio della Pac ha cosi’ continuato a finanziare il Programma, versando un contributo. L’Eliseo, con un comunicato, ricorda che la Francia “è molto legata al Programma di aiuto”, “prova tangibile del principio di solidarietà europea”. Sarkozy afferma che sarebbe “inaccettabile che l’Europa abbandoni i più deboli”. Ma mentre si riparla di intervenire per salvare le banche, i 18 milioni di poverissimi (e gli 80 milioni che potrebbero andare ad ingrossare la fila di coloro che si rivolgono alle banche alimentari, perché vivono sotto la soglia della povertà nella ricca Europa) interessano sempre meno. Le banche alimentari potrebbero non riuscire più a servire i milioni di pasti che distribuiscono ogni giorno. Gli stati non hanno nessuna intenzione di sostituirsi al finanziamento proveniente dal bilancio della Pac.

Anna Maria
Da il Manifesto

02 settembre 2011

Dormire in macchina. E morirci.



"A Torino un uomo di 65 anni è morto. Dormiva in macchina, insieme a sua sorella, perché da qualche mese non aveva più una casa. Se n'era andato a 30 chilometri dal suo quartiere per evitare che i conoscenti potessero vederlo in quello stato. Lui, che aveva sempre lavorato e vissuto in modo dignitoso. Invece ultimamente si cibava di scarti. Non aveva più un euro, dopo anni di lavoro. Lo Stato doveva garantirgli una pensione, o quanto meno un sussidio, vista l'età. E invece è morto in macchina, quella macchina che era diventata casa sua. Questa storia di povertà è insopportabile. Sempre più italiani stanno perdendo il lavoro, campando con i risparmi messi da parte per anni. Quando finiranno anche quelli, cosa faranno? Quante altre automobili diventeranno abitazioni? Quante altre storie come questa saremo costretti a sentire?"
Teodoro S.
La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www.beppegrillo.it/

26 agosto 2011

“Ora date quei soldi a chi sta male davvero”


Che cosa c’entrano i falsi invalidi con i finti poveri? Nulla se non che gli “invalidi” e i “poveri” rappresentano due categorie svantaggiate e bistrattate dal bilancio pubblico. I “falsi” e i “finti” sono invece due categorie molto italiane ascrivibili al popolo dei furbi.
Unire le due categorie come ha fatto la Guardia di Finanza che ne ha scovati – dei primi e dei secondi – alcune migliaia suona un po’ male e diciamo che offende qualche sensibilità per chi invalido e povero lo è per davvero.
Ma quel che conta è il risultato, direte voi. Perché no? Avere scoperto 4.400 approfittatori e avere recuperato un patrimonio da 48 milioni di euro può suggerire qualche idea.
Una sola per tutte. Se è vero che un disabile vero non può campare con 268 euro di pensione e che un povero sociale non può con una cifra simile neanche pagarsi l’affitto, istituiamo un fondo esclusivo in cui vanno a confluire i denari recuperati dalla lotta agli abusi.
Poi distribuiamoli ai veri disabili e ai veri poveri magari attraverso i Comuni che in questi anni si sono visti spesso costretti a ridurre i servizi sociali. Potremo allora dire che si sono verificate le parole del ministro Tremonti quando dice che la lotta agli abusi deve essere finalizzata a una distribuzione equa delle risorse a chi ne ha davvero bisogno.
Carlo Chianura
fonte disablog

24 agosto 2011

Sardegna, 2 milioni di euro per disabili e poveri.



Sardegna, soldi per povertà e disabilità. La Giunta stanzia due milioni di euro.
Oltre due milioni di euro a favore delle persone in difficoltà a causa del disagio economico o disabilità sono stati stanziati dalla Giunta regionale con due distinte delibere, approvata oggi dall'esecutivo.

Con il primo provvedimento vengono resi disponibili 1,250 milioni di euro, per finanziare una serie di azioni di contrasto della povertà, con interventi per gestire emergenze umanitarie e servizi di accoglienza e integrazione per le persone senza fissa dimora. Il finanziamento è destinato a progetti di Enti (gestori dei Comuni in ambito Plus) che hanno organizzato servizi di accoglienza (notturna e mensa). Sarà assegnato secondo criteri percentuali che tengono conto della popolazione, della presenza di stranieri e della capacità offerta di servizi rilevati attraverso una scheda di monitoraggio. "Le povertà estreme - osserva l'assessore della Sanità, Simona De Francisci - sono purtroppo in aumento anche in Sardegna e sono sotto gli occhi di tutti nuovi modelli di marginalità sociale ed economica, che coinvolgono gruppi o persone molto fragili,con complesse problematiche come tossicodipendenze, esperienze carcerarie, alcolismo o disoccupazione". La seconda delibera, da un milione di euro, rientra nel programma sperimentale di interventi a favore di persone che si trovano in condizioni di disabilità grave, improvvisa o rapidamente progressiva, a causa di malattie o traumi o si trovano in fase terminale (pazienti in ventilazione assistita, sottoposti a cure palliative per patologie terminali o in stato di improvvisa non autosufficienza).

Giovedì 18 agosto 2011
Fonte Unione Sarda