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12 marzo 2015

"Non è in grado di capirne il significato" Niente Comunione al bambino autistico

Sta scoppiando un putiferio in Veneto per la decisione di un parroco di una località della provincia di Venezia, di escludere dalla Comunione un ragazzino affetto da Autismo. La notizia è stata riportata dal quotidiano locale Il Gazzettino che, per tutelare il minore, non ha voluto diffondere l'identità dei protagonisti (anche del Parroco).
Il bimbo ha frequentato regolarmente il catechismo ma alla vigilia del Sacramento il sacerdote della parrocchia lo ha escluso, ritenendolo "non idoneo", motivando la sua decisione a causa dei suoi gravi "problemi", dunque per lui il bambino non sarebbe in grado di capire il significato della Comunione. 
Sempre dal Gazzettino si è appreso che la madre del bambino si è rivolta ad un'altra parrocchia confinante, la quale ha accolto il bambino e gli farà fare il Sacramento della Comunione.
Al sacerdote veneto, ministro (minuscolo solo per lui) di Cristo, consigliamo di leggere il Vangelo di Matteo al Capitolo 19, versetto 14:  Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». E tanti saluti ... 
NB. Don, non se la prenda. Siamo tutti peccatori, e forse quel passo del Vangelo se lo è dimenticato. Una ripassatina ogni tanto le farà bene.

fonte articolo http://www.ilgazzettino.it/

10 giugno 2013

Fabrizio, 11 anni, il parroco gli nega la prima comunione: "É AUTISTICO"


Fabrizio, 11 anni, affetto da una forma di autismo, voleva fare la comunione con tutti i suoi compagni di classe. Un appuntamento - spiega Elda, la mamma - che aspettava da anni.

03 giugno 2012

Comunione ai divorziati: perchè a lui si e tutti gli altri no?

Un milione di fedeli hanno assistito stamane a Bresso, alla Santa Messa celebrata da Papa Benedetto XVI a conclusione del settimo Incontro mondiale delle Famiglie.
Il Papa ha ribadito che la famiglia è «fondata sul matrimonio tra l'uomo e la donna.» e che «Dio ha creato l'essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche»; chiudendo le porte, di fatto, a tutte le unione civili. Il Papa ha voluto parlare anche ai tanti divorziati che frequentano le parrocchie «Divorziati, la Chiesa vi è accanto». Dunque nessuna apertura alla Comunione ai divorziati e, tanto meno, nessuna parola su alcuni personaggi famosi che, grazie al loro potere, riescono a farsi dare la Comunione da alcuni caritatevoli ministri della Chiesa (e non stiamo parlando solo di Berlusconi, fotografato durante il funerale di Raimondo Vianello intento a prendere la Comunione).

fonte immagine http://ilventunesimosecolo.blogspot.it/
A cura di Raimondo per Niente Barriere 
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11 aprile 2012

Niente comunione a un bambino disabile. Il prete: “E’ incapace di intendere e volere”

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura
di Marco Zavagli -

Porto Garibaldi (Ferrara) - L'episodio è avvenuto nella chiesa di Porto Garibaldi. Il bambino, affetto da gravi disturbi, aveva seguito il catechismo. Il vicario della Diocesi: " Lo stesso papà ha riconosciuto che il figlio è totalmente incapace di intendere e volere e quindi non in grado di distinguere tra un pezzo di pane e un’ostia".

Niente comunione per il bambino disabile. Succede a Porto Garibaldi, uno dei sette lidi di Comacchio, in provincia di Ferrara. Al momento dell’eucarestia don Piergiorgio Zaghi non porge l’ostia a un piccolo affetto da gravi disturbi.
Era il momento propedeutico alla celebrazione della prima comunione. Dopo il percorso di catechismo i giovanissimi frequentatori della parrocchia dell’Immacolata concezione si accingevano a ricevere per la prima volta il “corpo di Cristo”. Era un momento al quale i genitori del piccolo diversamente abilesi erano avvicinati con preoccupazione.
Loro stessi avevano chiesto consiglio su come poter avviare a questo primo percorso spirituale il loro figlio. Il sacerdote avrebbe manifestato immediatamente le proprie perplessità in merito alla possibilità di dare il sacramento al piccolo, essendo incapace – questa la spiegazione riportata dalle cronache cittadine – di intendere e volere.
Di fronte all’insistenza della coppia, però il “don” accetta di occuparsi della giovane anima che gli viene affidata. È lui stesso prete che gli fa seguire una sorta di catechismo a distanza su supporti multimediali, dal momento che padre e madre non riescono ad accompagnarlo tutte le settimane in parrocchia.
Qui forse nasce il fraintendimento. Nelle intenzioni del sacerdote non si poteva andare oltre. E questa risoluzione viene comunicata direttamente ai genitori. Il bimbo viene comunque invitato alla cerimonia. Al termine della messa però, sarà l’unico tra i suoi coetanei a non ricevere l’ostia.
L’esclusione non è passata inosservata ai fedeli. Molti di loro, in particolare la madri dei compagni di classe, hanno scritto a don Piergiorgio chiedendo di tornare sui suoi passi. Il parroco risponderà con un’omelia nella quale spiegherà i motivi – a suo dire indipendenti dalla sua volontà – all’origine di quel “rifiuto”.
I motivi li spiega monsignor Antonio Grandini, vicario della diocesi di Ferrara-Comacchio, che ridimensiona il tutto a “un caso montato dalla famiglia”. “Padre e madre – fa sapere il monsignore – sono stati ricevuti in arcivescovado e ascoltati per più di un’ora. Lo stesso papà ha riconosciuto che il figlio è totalmente incapace di intendere e volere e quindi non in grado di distinguere tra un pezzo di pane e un’ostia. Che valore può avere a questo punto somministrare il sacramento?”.
Un tentativo di mediazione prevedeva che il bimbo ricevesse la “comunione nella fede della famiglia”, ma la mancata celebrazione del matrimonio religioso dei genitori non ha reso praticabile questa strada. “La famiglia – prosegue Grandini – è stata invitata alla messa di Comunione che si terrà a maggio; in quell’occasione il sacerdote potrà fare un segno della croce sulla fronte del piccolo come si fa per i bambini di pochi anni”.
“Nessuna discriminazione” è la conclusione del vicario, che si dice “dispiaciuto per quanto successo, anche se spero che alla fine prevalga la carità e che a maggio, se sarà possibile fargli concludere il suo percorso, il bambino possa anche ricevere il sacramento. Il piccolo ha bisogno di un’attenzione che la Chiesa non vuole negare, ma non possiamo pensare che una persona con disabilità fisica – questa la sua metafora – scali il K2”.
Dal canto suo, don Zaghi, contattato al telefono, non rilascia dichiarazioni. Forse, a chiarire la questione, potrebbe contribuire quanto affermato da Papa Benedetto XVI nell’esortazione apostolica “Sacramentum Caritatis”: “Venga assicurata anche la comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l’Eucaristia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna”.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.ilfattoquotidiano.it/

Questa vicenda è davvero dolorosa. Faccio una fatica pazzesca a non scagliarmi contro questo sacerdote, l'ennesimo, che si è reso protagonista di un atto davvero ingiustificabile. Questa storia della Comunione negata ai disabili deve finire ... con le buone o con le cattive (una denuncia per discriminazione o razzismo). Il fatto che il Papa si è espresso (in modo chiaro e saggio) su queste tematiche, è una colpa ancora più grave per questo sacerdote che dunque ha disatteso nettamente le parole del Santo Padre. Infine fatemi fare un'ultima considerazione: Don Zaghi, settant'anni e chissà quanti anni da parroco ... come faceva a sapere ea non capire che Gesù amava in modo particolare i disabili e le persone sofferenti (Cristo è tra le tante cose soprattutto Amore, Carità e Misericordia)?! Pazzesco, quanta ignoranza ma soprattutto quanta superbia su questa terra ... che tristezza!! (Raimondo)
Per Approfondire leggi anche
Nega la comunione a un bambino disabile: “Non può capire” (da invisibili.corriere.it)

Post redatto da Raimondo per Niente Barriere 

19 gennaio 2012

La chiesa che nega la comunione ad un bimbo down



E’ quella di Leeds. La mamma del piccolo denuncia: “Sono disgustata”.

“Suo figlio ha una concetrazione limitata”. E’ con questa giustificazione che la diocesi di Leeds ha comunicato alla signora Clare Ellarby che suo figlio Denum, 7 anni, affetto dalla sindrome di Down, non avrebbe ricevuto la Prima Comunione. Non è pronto per l’esperienza, è stato spiegato alla donna nella missiva piombata come un fulmine a ciel sereno.

“HA UNA CONCENTRAZIONE LIMITATA” – “E’ semplicemente disgustoso, mi sento veramente delusa dalla fede cattolica”, ha sentenziato la signora Ellarby alla Bbc. La diocesi non ha escluso che il bambino potrebbe ricevere la Comunione in futuro. Ma ha sottolineato come sia impossibile accedere al sacramento senza aver partecipato alla vita della Chiesa e alla preparazione precedente la Comunione e senza comprendere la fede nella Chiesa. “Ci auguriamo un cambiamento di Denum, stiamo lavorando alla con lui e con la sua famiglia per aiutarlo a raggiungere questo obiettivo”, fanno sapere i religiosi.

LA DELUSIONE DELLA MADRE - Denum frequenta la scuola elementare cattolica di Santa Maria, a Betley, citta di oltre 40mila abitanti del West Yorkshire, poco distante da Leeds. Se Denum avesse preso la Comunione si sarebbe arricchita la sua esperienza, denuncia ora la madre insoddisfatta del comportamento della diocesi. “Sono stata in quella chiesa cattolica tutta la mia vita, da bambina andavo lì ogni domenica”, ha detto la donna. “Tutta la mia famiglia è stata battezzata lì – ha continuato la signora Ellerby – lì abbiamo preso la Comunione e ricevuto la benedizione del matrimonio. Ci sentiamo davvero delusi”.

NB. Leggere questa notizia ci ha talmente disgustato che preferiamo non commentare... diremo troppe parolacce e questa volta preferiamo tacere... ci scusiamo con i lettori ...