Visualizzazione post con etichetta Chiesa Cattolica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiesa Cattolica. Mostra tutti i post

26 maggio 2017

Il valore della sofferenza davanti a Dio

Tratto da:
In confidenza con Vicka La Madonna è spesso triste, ma nella speranza.
http://medjugorje.altervista.org/index.php/archivio/articolo/vicka/86/Vicka-Ivankovic-La-Madonna-e-triste-ma-nella-speranza

Immagine da lodeate.it
D. Perché tu parli sempre della Croce?

R. Una volta Maria è venuta col suo Figlio crocefisso. Basta vedere una volta a qual punto ha sofferto per noi! Ma noi non lo vediamo e continuiamo ogni giorno a offenderlo. La Croce è qualcosa di grande anche per noi, se l’accettiamo. Ciascuno ha la sua croce. Quando la si accetta, è come se scomparisse e allora si percepisce fino a che punto Gesù ci ama e quale prezzo ha pagato per noi. Anche la sofferenza è un dono tanto grande, di cui dobbiamo essere grati a Dio. Egli sa il perché ce l’ha data e anche quando ce la toglierà: chiede la nostra pazienza. Non dire: perché proprio a me? Noi non conosciamo il valore della sofferenza davanti a Dio: chiediamo la forza di accettarla con amore. La nostra Madre celeste ci indica una strada materna: la sua scuola è una scuola di Madre, e non si può essere madre che essendo semplice.

Fonte: Eco di Medjugorje 119 aprile/maggio 95

24 maggio 2017

Realizzata la Profezia su Manchester della Madonna di Anguera


Giusto stamattina abbiamo ricordato la terribile tragedia di Manchester ed ecco che girando casualmente su facebook ci siamo imbattuti in una sconvolgente "profezia" che la riguarda (vedi screenshot in alto).
Profezia che il 22/08/2006 la Madonna avrebbe affidato al veggente Pedro Regis (il quale ha almeno tre sue apparizioni a settimana sin dal 1987) ad Anguera in Brasile.
In tempi dove le apparizioni mariane sono spesso discusse e osteggiate, soprattutto quelle di Medjugorje, recentemente bacchettate persino da Papa Francesco in persona, questo fatto legato a questa profezia realizzata, forse riaccenderà il dibattito tra i fedeli e chissà magari forse farà cambiare idea a chi è seduto in qualche sedia più in alto.

Per approfondire
http://www.madonnadianguera.it/
http://www.facebook.com/madonnadianguera/

10 giugno 2013

Fabrizio, 11 anni, il parroco gli nega la prima comunione: "É AUTISTICO"


Fabrizio, 11 anni, affetto da una forma di autismo, voleva fare la comunione con tutti i suoi compagni di classe. Un appuntamento - spiega Elda, la mamma - che aspettava da anni.

28 maggio 2013

Il Vaticano possiede riserve d’oro per 1420 miliardi di dollari


La chiesa cattolica,come tutti sanno già, è uno degli enti più ricchi al mondo ma probabilmente la maggior parte delle persone non è a conoscenza delle ricchissime riserve d’oro possedute dalla Chiesa.

18 aprile 2013

Stamina, "Nature" attacca l'Italia e la Chiesa: "No ai malati usati come cavie e illusi"

No a malati usati come cavie. E' il passaggio più duro dell'editoriale anticipato online con cui la prestigiosa rivista Nature, spesso 'portavoce' della comunità scientifica internazionale, ha preso posizione su ciò che sta accadendo in Italia a proposito del Metodo Stamina, rilanciando l'allarme già lanciato dal mondo italiano della ricerca.

"Molti scienziati in tutto il mondo - si legge nell'articolo - sono scioccati da quello che sta succedendo a Roma, e giustamente. E' sbagliato sfruttare la disperazione di disabili e malati terminali ed alimentare false speranze di rapide guarigioni - si legge ancora - . Ed è sbagliato cercare di usare questi pazienti come animali da laboratorio, bypassando le agenzie regolatorie, come il Parlamento italiano sembra voler fare".

30 aprile 2012

Bagnasco: “La malattia non si risolve eliminando il malato”

«La malattia non si risolve eliminando il malato, ma curandolo e accompagnandolo. La malattia più temuta e il dolore più grande sono la solitudine e l’abbandono», scandisce all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana. Inaugurando lafondazione «Flyings Angels», Bagnasco lancia un pubblico appello contro l’eutanasia.
In privato, a colloquio in una saletta dell’ambasciata con i ministri del Welfare Elsa Fornero e della Salute, Renato Balduzzi, mette in guardia da tagli eccessivamente drastici alla spesa sociale e alla sanità, ribadendo la centralità della persona. A fornire l’occasione per l’incontro «fuori programma» con i due esponenti dell’esecutivo è stata la nascita della fondazione «Flyings Angels», istituita con lo scopo di trasferire rapidamente i bambini malati nei vari ospedali pediatrici, tra i quali l’Istituto «Gaslini» di Genova.
Nel presentare la conferenza, l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco ricorda che la precedente visita del presidente della Cei coincideva con le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità nazionale. «Da allora la crisi economica ha reso ancora più urgente un’etica condivisa», evidenzia Greco. In sala, tra gli altri, ilcardinale Giovanni Battista Re, il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, il direttore di «Avvenire», Marco Tarquinio e i testimonial dell’iniziativa: il presidente dell’associazione italiana calciatori e il campione argentinoHernan Crespo, appena passato dal Parma ad una squadra indiana. «Perché la sofferenza umana, ma soprattuttoperché la sofferenza dei bambini?- si chiede il cardinale Bagnasco-. Entrare con la propria sofferenza nella sofferenza di Cristo, significa dunque partecipare in modo unico alla redenzione dell'universo. Dio è amore, e l'amore genera e chiede libertà, proprio per questa ragione Gesù non ha tolto il dolore e la morte dal mondo, ma l’ha redenta abbracciandola Lui stesso, facendone luogo privilegiato del suo essere sulla terra, del suo incontro con gli uomini, perché il dolore non sia una strada senza uscita, di disperazione, ma diventi spazio di speranza».
E qui entra in campo il ruolo della società che «deve partecipare alla vita dei cittadini con rispetto e responsabilità, sia nelle gioie (ad esempio il matrimonio che fonda una nuova famiglia) come nelle difficoltà e nei dolori (ad esempio il lavoro, la casa, la malattia, la morte). Il rapporto però deve essere reciproco, nel senso che il soggetto ha verso lasocietà dei diritti e dei doveri e così lo Stato. «Non è né coerente né corrispondente alla costituzione dell'uomo avere delle pretese nei confronti della società, e nello stesso tempo tenerla fuori totalmente invocando la privatezza assoluta- ammonisce il porporato-. Una società di individui-monadi è solo un agglomerato, un coacervo di interessi, di sensibilità, di scopi individuali, dove la legge avrà il compito di tenere a bada i privati appetiti, anziché promuovere il bene comune. Questo richiede sempre leggi giuste ed eque, ma esige anche un'anima che non dipende dalla norma, ma dal cuore: l'amore».
Per questa ragione,«nessuna buona legislazione potrà fare a meno della "caritas", di quella legge non scritta che nella storia ha generato forme di dedizione, volontariato, eroismo». La vita di ogni persona è «un bene per il soggetto, ma anche per la società intera, è un tesoro per tutti». La persona non appartiene alla società come la parte al tutto,poiché ognuno, per principio, ha «un valore per se stesso e non può essere strumentalizzato da nessuno», ma nello stesso tempo, di fatto, «ognuno si realizza con e grazie agli altri». Dunque, «la sofferenza di uno tocca tutti, non solo l'interessato e i suoi cari, tocca la società intera nella sua legislazione e nei suoi apparati».
Come a dire, in sintesi, che bisogna portarlo insieme. Si apre l'orizzonte della solidarietà tra uomini, famiglie, società e Stato. Infatti, «il malato, colui che ha bisogno degli altri per uscire dalla difficoltà o semplicemente per portarla, di per sé è una provocazione, è una chiamata affinché la società stessa assuma lui così com'è». Se la società è fatta di persone, e senza di loro non sarebbe nulla, essa «ha il dovere di accogliere se stessa nelle singole persone che la compongono e che la fanno essere, così come le persone sono, senza selezioni di intelligenza, di censo, di salute: in una parola di efficienza». Altrimenti non sarebbe una società umana, ma una struttura che discrimina in base alla legge dei più forti. Questa accoglienza operosa che cura e si prende cura «non è frutto solo della giustizia, ma è animata dall'amore», mette in guardia Bagnasco. La presenza dell'altro che, con la sua indigenza si presenta a noi, è un richiamo, una richiesta di amore: stimola e rende possibile lo sprigionarsi di quella riserva di dedizione e sacrificio, di fedeltà e dono, che (se non ci fosse la sollecitazione concreta e urgente) resterebbe «rinchiusa e forse addirittura sconosciuta a noi stessi». Di fronte alla sofferenza altrui «non dobbiamo avere paura di non essere capaci di risposte»: in ciascuno esistono, a volte latenti, potenzialità inesplorate e sorprendenti di bene.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://vaticaninsider.lastampa.it/

Redatto da Raimondo per Niente Barriere
SEGUICI SU FACEBOOK !!
SEGUICI SU TWITTER !!
SEGUICI SU GOOGLE+ !!

22 aprile 2012

Mons. Echevarria «ll novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio»

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura 

AGGIORNAMENTO - Grazie ad un nostro lettore (Luca M.) siamo venuti a conoscenza che quanto raccontato in questo post è datato 1997. In un articolo del Corriere della Sera (che linkeremo sotto) il Vescovo smentì quell'affermazione riportata dal "Giornale di Sicilia", e dichiarò che quella sua frase era stata detta per commentare i risultati di un sondaggio. Echevarria sottolineò successivamente che la frase incriminata si riferiva in particolare ai figli delle coppie sieropositive. 


---

 
«ll novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio» dice Javier Echevarria, il vescovo responsabile dell'Opus Dei, durante un dibattito. E a Catania esplode la protesta delle associazioni dei genitori di bambini disabili: «Non si possono usare gli handicappati per fare terrorismo religioso».

fonte Incazzati contro la Casta
 
NB. Sono a dir poco indignato. Questo tipo ha dimostrato (lui si) di non essere capace d'intendere e di volere: Un disabile grave di fatto. Ci sono tutti i crismi per denunciarlo e spero si becchi una denuncia. Meriterebbe di essere cacciato dalla Chiesa a calci nel culo, lurido nazista!!

Leggi Il Progetto T4: Lo Sterminio dei Disabili

Redatto da Raimondo per Niente Barriere
SEGUICI SU FACEBOOK !!
SEGUICI SU TWITTER !!
SEGUICI SU GOOGLE+ !!

11 aprile 2012

Niente comunione a un bambino disabile. Il prete: “E’ incapace di intendere e volere”

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura
di Marco Zavagli -

Porto Garibaldi (Ferrara) - L'episodio è avvenuto nella chiesa di Porto Garibaldi. Il bambino, affetto da gravi disturbi, aveva seguito il catechismo. Il vicario della Diocesi: " Lo stesso papà ha riconosciuto che il figlio è totalmente incapace di intendere e volere e quindi non in grado di distinguere tra un pezzo di pane e un’ostia".

Niente comunione per il bambino disabile. Succede a Porto Garibaldi, uno dei sette lidi di Comacchio, in provincia di Ferrara. Al momento dell’eucarestia don Piergiorgio Zaghi non porge l’ostia a un piccolo affetto da gravi disturbi.
Era il momento propedeutico alla celebrazione della prima comunione. Dopo il percorso di catechismo i giovanissimi frequentatori della parrocchia dell’Immacolata concezione si accingevano a ricevere per la prima volta il “corpo di Cristo”. Era un momento al quale i genitori del piccolo diversamente abilesi erano avvicinati con preoccupazione.
Loro stessi avevano chiesto consiglio su come poter avviare a questo primo percorso spirituale il loro figlio. Il sacerdote avrebbe manifestato immediatamente le proprie perplessità in merito alla possibilità di dare il sacramento al piccolo, essendo incapace – questa la spiegazione riportata dalle cronache cittadine – di intendere e volere.
Di fronte all’insistenza della coppia, però il “don” accetta di occuparsi della giovane anima che gli viene affidata. È lui stesso prete che gli fa seguire una sorta di catechismo a distanza su supporti multimediali, dal momento che padre e madre non riescono ad accompagnarlo tutte le settimane in parrocchia.
Qui forse nasce il fraintendimento. Nelle intenzioni del sacerdote non si poteva andare oltre. E questa risoluzione viene comunicata direttamente ai genitori. Il bimbo viene comunque invitato alla cerimonia. Al termine della messa però, sarà l’unico tra i suoi coetanei a non ricevere l’ostia.
L’esclusione non è passata inosservata ai fedeli. Molti di loro, in particolare la madri dei compagni di classe, hanno scritto a don Piergiorgio chiedendo di tornare sui suoi passi. Il parroco risponderà con un’omelia nella quale spiegherà i motivi – a suo dire indipendenti dalla sua volontà – all’origine di quel “rifiuto”.
I motivi li spiega monsignor Antonio Grandini, vicario della diocesi di Ferrara-Comacchio, che ridimensiona il tutto a “un caso montato dalla famiglia”. “Padre e madre – fa sapere il monsignore – sono stati ricevuti in arcivescovado e ascoltati per più di un’ora. Lo stesso papà ha riconosciuto che il figlio è totalmente incapace di intendere e volere e quindi non in grado di distinguere tra un pezzo di pane e un’ostia. Che valore può avere a questo punto somministrare il sacramento?”.
Un tentativo di mediazione prevedeva che il bimbo ricevesse la “comunione nella fede della famiglia”, ma la mancata celebrazione del matrimonio religioso dei genitori non ha reso praticabile questa strada. “La famiglia – prosegue Grandini – è stata invitata alla messa di Comunione che si terrà a maggio; in quell’occasione il sacerdote potrà fare un segno della croce sulla fronte del piccolo come si fa per i bambini di pochi anni”.
“Nessuna discriminazione” è la conclusione del vicario, che si dice “dispiaciuto per quanto successo, anche se spero che alla fine prevalga la carità e che a maggio, se sarà possibile fargli concludere il suo percorso, il bambino possa anche ricevere il sacramento. Il piccolo ha bisogno di un’attenzione che la Chiesa non vuole negare, ma non possiamo pensare che una persona con disabilità fisica – questa la sua metafora – scali il K2”.
Dal canto suo, don Zaghi, contattato al telefono, non rilascia dichiarazioni. Forse, a chiarire la questione, potrebbe contribuire quanto affermato da Papa Benedetto XVI nell’esortazione apostolica “Sacramentum Caritatis”: “Venga assicurata anche la comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l’Eucaristia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna”.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.ilfattoquotidiano.it/

Questa vicenda è davvero dolorosa. Faccio una fatica pazzesca a non scagliarmi contro questo sacerdote, l'ennesimo, che si è reso protagonista di un atto davvero ingiustificabile. Questa storia della Comunione negata ai disabili deve finire ... con le buone o con le cattive (una denuncia per discriminazione o razzismo). Il fatto che il Papa si è espresso (in modo chiaro e saggio) su queste tematiche, è una colpa ancora più grave per questo sacerdote che dunque ha disatteso nettamente le parole del Santo Padre. Infine fatemi fare un'ultima considerazione: Don Zaghi, settant'anni e chissà quanti anni da parroco ... come faceva a sapere ea non capire che Gesù amava in modo particolare i disabili e le persone sofferenti (Cristo è tra le tante cose soprattutto Amore, Carità e Misericordia)?! Pazzesco, quanta ignoranza ma soprattutto quanta superbia su questa terra ... che tristezza!! (Raimondo)
Per Approfondire leggi anche
Nega la comunione a un bambino disabile: “Non può capire” (da invisibili.corriere.it)

Post redatto da Raimondo per Niente Barriere 

20 febbraio 2012

Figlio ha crisi epilettica durante la messa. Il prete la caccia e dopo la aggredisce

Silvana Fattori davanti al Pronto Soccorso dell'ospedale 

Madre e figlio sarebbero stati cacciati dal cappellano del Policlinico di Monserrato durante la messa domenicale: il ragazzo ha avuto una crisi epilettica.

Cacciata dalla messa domenicale nella cappella del Policlinico universitario perché il figlio, in preda a una crisi epilettica, avrebbe disturbato la funzione religiosa. «Non riprendo la celebrazione finché non uscite», ha detto il prete al ragazzo e alla madre. Ma la storia, che già qui potrebbe sembrare surreale, continua: «Il cappellano mi ha aggredito fisicamente al termine della messa, quando ho minacciato di raccontare l'accaduto al vescovo», dice Silvana Fattori.

Cinquantanove anni, casalinga, racconta l'episodio fuori dal pronto soccorso del San Giovanni di Dio. L'anulare della mano destra è gonfio e fasciato: «Il prete ha cercato di strapparmi dalla mano il telefonino, con il quale volevo registrare la nostra conversazione. E l'anello che porto al dito mi si è conficcato nella nocca».

La versione integrale e originale di questo articolo è presente sul sito
http://www.unionesarda.it/

NB. E poi la Chiesa ha il coraggio d'indignarsi per i commenti in diretta televisiva dei Celentano di turno ... sono doppiamente indignato.

19 gennaio 2012

La chiesa che nega la comunione ad un bimbo down



E’ quella di Leeds. La mamma del piccolo denuncia: “Sono disgustata”.

“Suo figlio ha una concetrazione limitata”. E’ con questa giustificazione che la diocesi di Leeds ha comunicato alla signora Clare Ellarby che suo figlio Denum, 7 anni, affetto dalla sindrome di Down, non avrebbe ricevuto la Prima Comunione. Non è pronto per l’esperienza, è stato spiegato alla donna nella missiva piombata come un fulmine a ciel sereno.

“HA UNA CONCENTRAZIONE LIMITATA” – “E’ semplicemente disgustoso, mi sento veramente delusa dalla fede cattolica”, ha sentenziato la signora Ellarby alla Bbc. La diocesi non ha escluso che il bambino potrebbe ricevere la Comunione in futuro. Ma ha sottolineato come sia impossibile accedere al sacramento senza aver partecipato alla vita della Chiesa e alla preparazione precedente la Comunione e senza comprendere la fede nella Chiesa. “Ci auguriamo un cambiamento di Denum, stiamo lavorando alla con lui e con la sua famiglia per aiutarlo a raggiungere questo obiettivo”, fanno sapere i religiosi.

LA DELUSIONE DELLA MADRE - Denum frequenta la scuola elementare cattolica di Santa Maria, a Betley, citta di oltre 40mila abitanti del West Yorkshire, poco distante da Leeds. Se Denum avesse preso la Comunione si sarebbe arricchita la sua esperienza, denuncia ora la madre insoddisfatta del comportamento della diocesi. “Sono stata in quella chiesa cattolica tutta la mia vita, da bambina andavo lì ogni domenica”, ha detto la donna. “Tutta la mia famiglia è stata battezzata lì – ha continuato la signora Ellerby – lì abbiamo preso la Comunione e ricevuto la benedizione del matrimonio. Ci sentiamo davvero delusi”.

NB. Leggere questa notizia ci ha talmente disgustato che preferiamo non commentare... diremo troppe parolacce e questa volta preferiamo tacere... ci scusiamo con i lettori ... 

24 dicembre 2011

Weltbild, la Chiesa cattolica tedesca vende la sua casa editrice porno


BERLINO –  Dopo settimane di polemiche la Chiesa cattolica tedesca ha venduto la sua casa editrice hard. La Weltbild, controllata interamente dai vescovi tedeschi, con il suo catalogo di libri come “Il nuovo Kamasutra”, “Sesso per intenditori”, “La puttana dell’avvocato” o ”Attratti dal peccato”, cerca ora un acquirente.
La decisione è stata presa dall’assemblea generale della diocesi della Germania
La casa editrice, una delle maggiori in Germania, e la sua posizione nelle mani dei vescovi aveva già fatto scrive al Welt, quotidiano conservatore: “La Chiesa cattolica guadagna un capitale grazie al porno”.
Sul catalogo online si possono trovare oltre duemila volumi sull’erotismo e il doppio dedicato all’esoterismo. Tanto che lo stesso papa (tedesco) Benedetto XVI era intervenuto sull’argomento: “È giunto il momento di arginare in maniera energica la prostituzione, nonché l’ampia diffusione di materiale dal contenuto erotico o pornografico, anche su internet”, ha detto in un richiamo alla Chiesa tedesca”.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.blitzquotidiano.it/

19 agosto 2011

Banca cattolica investe in armi, anticoncezionali e tabacco



I dirigenti dell'istituto di credito che predicava investimenti etici ligi al cattolicesimo si sono subito scusati pubblicamente
 La Chiesa cattolica si batte strenuamente da anni contro la guerra, contro l'uso della pillola anticoncezionale e per la salute dei cittadini, eppure il giornale Der Spiegel ha scoperto che la banca tedesca Pax ha investito migliaia di euro in società che vanno contro la sua stessa etica.
In particolare, 580mila euro in azioni della "Bae Systems", società inglese produttrice di armi, 160mila euro nella pillola contraccettiva Wyeth e 870mila euro in partecipazioni in società di tabacco. La banca si è scusata per il comportamento "non conforme a standard etici". La Pax promuoveva gli investimenti in fondi etici, specialmente dichiarando l'esatto contrario ossia di evitare investimenti in società produttrici di armi e tabacco perchè non consoni a una organizzazione la cui azione è ispirata alla fede cattolica. La Chiesa condanna la contraccezione dal 1968 e l'uso della pillola contraccettiva è considerata un "grave peccato".Un rappresentante della Pax Bank ha dichiarato che i loro errori verranno corretti immediatamente senza alcuna conseguenza pregiudizievole per i nostri clienti, in quanto sfortunatamente tali investimenti sono sfuggiti ai controlli interni, e ha ringraziato il giornalista tedesco di Der Spiegel per aver sollevato la questione.

fonte PeaceReporter

11 maggio 2011

Preti e suore si mobilitano per il sì al referendum sull’acqua

(padre Alex Zanotelli, foto auditoriumcasatenovo.com)

Anche la Chiesa si mobilita per i referendum del 12 e 13 Giugno, e in particolare per i due che parlano dell'acqua. A lanciare l'appello è come al solito Padre Alex Zanotelli, da sempre molto sensibile alle tematiche dell'acqua, insieme stavolta all'altro missionario Padre Adriano Sella che dalle pagine del sito nigrizia.it, invitano religiosi e religiose a partecipare alla giornata del 9 Giugno 2011 dedicata per l'appunto alle problematiche dell'acqua. In particolare i due missionari invitano non solo a recarsi in quel giorno a Piazza San Pietro, ma anche a una giornata di preghiera, di digiuno (a pane e acqua) e penitenza, sempre per il bene dell'acqua.

Ecco l'appello firmato da Padre Alex Zanotelli e da Padre Adriano Sella:
Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e).

Ci stanno rubando l'acqua!

Come possiamo permettere che l'acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani, l'acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e non può mai essere trasformata in merce.

«Dammi da bere», chiede un Gesù, stanco e assetato, alla donna samaritana, nel Vangelo di Giovanni (4,7), letto durante la Quaresima in tutte le chiese cattoliche del mondo. «Dateci da bere!», gridano oggi milioni di impoveriti.

In un pianeta dove la popolazione sta crescendo e l'acqua diminuendo per il surriscaldamento, questo "dateci da bere" diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di tutti gli assetati del mondo, noi credenti vediamo il volto del povero Cristo, che alla fine dei tempi di dirà: «Ho avuto sete e non mi avete dato da bere» (Mt 25,42).

L'Onu afferma che, entro la metà del nostro secolo, 3 miliardi di esseri umani non avranno accesso all'acqua potabile. È un problema etico e morale di dimensioni planetarie, che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi cristiani l'acqua è sacra, è vita, è la madre di tutta la vita sulla terra; l'acqua ha un enorme valore simbolico e sacramentale.

Papa Benedetto XVI, nella sua enciclica Caritas in Veritate, ha affermato: «Il diritto all'alimentazione, così come quello all'acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, a iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l'alimentazione e l'accesso all'acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni» (37).

Nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa si afferma: «L'acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale... Il diritto all'acqua, come tutti i diritti dell'uomo, si basa sulla dignità umana, e non su valutazioni di tipo meramente quantitativo, che considerano l'acqua solo come un bene economico. Senza acqua la vita è minacciata. Dunque, il diritto all'acqua è un diritto universale e inalienabile» (485).

Il segretario della Conferenza episcopale italiana, mons. Mariano Crociata, durante il convegno ad Assisi su "Sorella Acqua" (aprile 2011) ha affermato: «In questo scenario, conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l'acqua in affare, a detrimento dell'accesso alle fonti e quindi dell'approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico - l'oro blu! - attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l'acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale (...). A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato a esprimersi nel prossimo mese di giugno».

Come cristiani, non possiamo accettare la Legge Ronchi, votata dal nostro parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l'acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell'acqua e per salvare l'acqua come un grande dono per l'umanità.

Scendiamo in piazza!
Come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo.

Invitiamo, quindi, i sacerdoti, le missionarie e i missionari, i consacrati e le consacrate a trovarsi in Piazza San Pietro, a Roma, giovedì 9 giugno alle ore 12, per fare un grande digiuno.

Venite con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per gridare a tutto il popolo italiano: "Salviamo l'acqua!".
Padre Adriano Sella e padre Alex Zanotelli

Per chi vuole dare la propria adesione all'iniziativa: il sito da visitare e cliccare per mettere il nome della propria adesione è: www.nigrizia.it oppure, inviare una e-mail a: adrianosella@virgilio.it o forum@nigrizia.it

Per informazioni: 346 2198404

05 maggio 2011

I Bloggers invitano al dialogo la Chiesa in Vaticano

(foto cattolicieliberalilesina.
blogspot.com)
I Bloggers hanno rivolto un appello alla Chiesa direttamente in Vaticano, invitandola a non fuggire e a non avere paura del dibattito democratico. Questo è quanto emerso il 2 maggio in occasione di un incontro promosso dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e dal Pontificio Consiglio per la Cultura, che ha visto presenti 150 Blogger su 750 Bloggers iscritti, in quanto purtroppo per mancanza di spazio non tutti hanno potuto partecipare questo incontro.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, ha comunicato alla stampa che questo incontro non si trattava “di un incontro di Bloggers cattolici”, malgrado molti dei  presenti “si ispirano ai valori del Vangelo”. I Blogger hanno successivamente sottolineato a grandi linee, l'importanza della loro forma di comunicazione su Internet. Attraverso un blog si può parlare anche della Fede e creare discussioni civili e proficue, trasformando Internet in un luogo missionario.

Infine un'altra notizia da correlare a quanto esposto sopra. Sono quasi 30 mila siti legati alla religione cattolica con il suffisso '.it'. A rilevarlo e' un'indagine del Cnr di Pisa. La ricerca ha rilevato che sono piu' di mezzo milione le pagine web che parlano di religione cattolica ed i blog sono 2000. Le regioni con il piu' alto numero di siti registrati sono la Lombardia che conta quasi il 17% dei domini di matrice cattolica seguita da Lazio (13%), Veneto (7,77%), Campania (7,36%), Toscana (7,22%) e Sicilia (7,08%). (ANSA)

25 novembre 2008

Scuola tra tagli, crolli e crocifissi

Il recente crollo della Scuola di Rivoli, alle porte di Torino, e la sentenza di un tribunale spagnolo, ha riacceso il dibattito in Italia sui problemi della scuola, che si trascinano oramai da tanto tempo e son lontani di trovare una soluzione.

Ho molto apprezzato la relazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso, svolta stamane alla Camera: «Ciò che è avvenuto nel liceo Darwin di Rivoli non è una situazione episodica nelle scuole italiane d'epoca. Le scuole andrebbero sistematicamente sottoposte a manutenzione straordinaria, ed è evidente che questi interventi siano ancora più urgenti nelle zone a rischio sismico. Per mettere in sicurezza i circa 57mila istituti scolastici italiani - pubblici e privati - servirebbero, 13 miliardi di euro.» Bertolaso è stato poi durissimo con chi in questi anni ha scelto di fare come Ponzio Pilato sulla scuola. Ovvero lavarsene le mani e scegliendo di fatto di non intervenire, e prorogando, verso gli istituti italiani, la famosa legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, «una vergogna che deve terminare, una condizione assolutamente inaccettabile» ha concluso il capo della Protezione Civile.
Pubblico questo perché finalmente, dopo molto tempo, ho sentito un briciolo di buon senso dentro un Palazzo Istituzionale.

Ma qui finisce la mia euforia, ... perché sò benissimo che in Italia non si vuole mai risolvere niente. Questa è la tattica da sempre di chi ci Governa. Sinistra, Destra e Centro. Si aspetta che arrivi la tragedia annunciata, perché provocata volontariamente, per poter poi celebrare i soliti discorsi funebri, che vanno a braccetto con le chiacchere andate in onda precedentemente al disastro..
Per non parlare poi dei famosissimi ed ennesimi tagli alla scuola, alla ricerca e ai disabili di questo Governo...

Consoliamoci, si fa per dire, con la Spagna. Dopo mesi, anzi anni di crescita economia, che l'ha portata ad un passo delle economie trainanti della vecchia Europa (Francia e Germania), ora grazie alla grave crisi economica mondiale, la nazione del Presidente Zapatero, si appresta a scendere molto rapidamente i gradini saliti in questi anni.
Zapatero è un abile politico, e sa benissimo che gli spagnoli hanno un gran desiderio di libertà, tra l'altro in questi giorni si celebrano i 30 anni dalla fine del regime franchista.
Quale occasione migliore per sollevare il morale e la voglia di libertà degli spagnoli, se non far togliere dai locali pubblici e dalle scuole il Crocifisso, per rafforzare la libertà e la laicità dello Stato (vendicandosi della Chiesa Spagnola in primis che ha aiutato il regime franchista)?

Un operazione questa che fa venire la saliva alla bocca a tanti italiani, e che al sottoscritto invece non entusiasma. Come mai? Semplice, ve lo spiego in poche righe, anche questo secondo me è buon senso.
Penso che siamo talmente indietro in tante cose, e non solo rispetto alla Spagna, che mi piacerebbe che in ambito scolastico seguissimo i passi di tanti paesi del mondo: dove la scuola funziona, produce qualità, le strutture non sono fatiscenti, i ricercatori sono malpagati e devono stare negli sgabuzzini, etc etc.

Parlando di religione e scuola sono favorevolissimo di togliere quegli assurdi privilegi che la Chiesa Cattolica, come Stato, ha nei confornti dello Stato Italiano; ad esempio la norma che fa aumentare lo stipendio dell'insegnante di religione mentre lo nega agli altri, e che mette al sicuro i primi da eventuali tagli, che invece toccano a tutti gli altri. Semplicemente vergognoso in uno stato Civile.

Altro che Crocefisso, simbolo peraltro di una civiltà cristiana la nostra, che piaccia o no, in Europa.

Per Approfondire:
dal Blog Diego Garcia: La sicurezza nelle scuole non c'è