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06 maggio 2017

Il Mistero della Sofferenza e la Croce

La sofferenza è una parte essenziale della vita
o qualcosa che bisogna puntare a eliminare?
Fonte immagine da ariannaeditrice.it
C’è un mistero della sofferenza che soltanto la luce della croce ci aiuta a scoprire. Agli occhi del mondo la malattia sembra costringere l’uomo nello stato di massima inattività. Non sono pochi i malati, specialmente quelli anziani, che pensano di essere un peso per la famiglia e per la società e spesso anche lo dicono. La richiesta di eutanasia viene quasi più per questo stato psicologico di frustrazione che dalla insopportabilità del dolore. Quando la sofferenza non ha senso, quando non c’è più speranza di guarire, quando si avverte la vita come un peso per sé e per gli altri, allora si desidera morire e perfino si chiede la morte.
La Madonna ha svelato fin dall’inizio alla sua piccola discepola il grande valore della sofferenza davanti a Dio. La richiesta di “penitenza” per i peccatori ha dischiuso a Bernadette il mistero salvifico della croce. Gesù appeso al patibolo, oppresso da indicibili dolori, apparentemente in uno stato di totale passività, ha compiuto l’opera della redenzione del mondo. La Santa Vergine, attraverso la sua testimone, ci ha richiamato allo stato di massima attività che è rappresentato dalla malattia. Chi soffre anche se inchiodato su un letto o su una carrozzina, coopera più di qualsiasi altra persona alla grande opera di redenzione del mondo.
Tratto da: Sui passi di Bernadette — Padre Livio Fanzaga.
Fonte: Gloria.tv

19 maggio 2016

Canada, eutanasia. «Usate i soldi per curare i malati come me, non per ucciderli»

foto tempi.it

Di Benedetta Frigerio - Alcuni malati, insieme a medici e avvocati belgi, hanno raccomandato al Parlamento del Canada di non approvare eutanasia e suicidio assistito.

La legge sull’eutanasia che il Parlamento del Canada voterà il 6 giugno è molto simile a quella introdotta oltre 10 anni fa da Belgio e Olanda. I parlamentari hanno scelto di non considerare molte delle 21 raccomandazioni fatte da un’apposita commissione federale, che l’avrebbero resa ancora più radicale, con la promessa però di considerarle «negli anni a venire», come avvenuto nei due paesi europei.

18 marzo 2015

Dolce morte: anche l’Olanda fa i conti con i medici obiettori

Gaby Olthuis aveva 47 anni e soffriva di iperacusia, un'alterazione celebrale nell'elaborazione dei suoni per cui ogni rumore diventava un suono terribile da sopportare. Il suo nome sicuramente non dirà nulla ai più ma in Olanda questa mamma ha fatto parlare di sé un'intera nazione.
Gaby ha infatti scelto di porre fine alla sua vita con l'eutanasia, che nei Paesi Bassi è ammessa in caso di cancro o di altre malattie fisiche ma anche in pazienti psichiatrici, con demenza o “stanchi di vivere” perchè destinati a convivere con una pessima qualità di vita, non causata principalmente da una malattia ma tale da far desiderare la morte.

01 febbraio 2015

Olanda: 650 bambini morti per eutanasia nel 2013

Credit Photo laeutanasia.bligoo.com.co
Questo articolo ve lo lascio cosi come l'ho trovato, non riesco a commentarlo. Vi lascio solamente il link di un nostro articolo del passato che mi sembra ancora molto molto attuale quando parliamo di eutanasia e disabili: Il Progetto T4: Lo sterminio dei disabili

Olanda: 650 bambini morti per eutanasia nel 2013
I numeri di una legge che sembra invitare a vedere l'eutanasia e il suicidio assistito come soluzione immediata ed efficace a vari problemi anziché come ultima ratio.
Secondo dati della Reale Associazione Medica Olandese, 650 bambini sono morti nel 2013 a seguito della legge 26.691 sull'eutanasia, visto che i medici o i genitori ritenevano che la loro sofferenza sarebbe stata molto difficile da sopportare.
Il 10 aprile 2001 è stata approvata in Olanda una legge che permetteva l'eutanasia e il suicidio assistito. Questo provvedimento, il nº 26.691, è entrato il vigore il 1° aprile 2002.
Nel corso degli anni, l'esperienza ha dimostrato che anche se la normativa era stata pensata per pazienti affetti da malattie terminali, il diritto di morire è stato garantito a un gran numero di persone fisicamente in salute ma con problemi psicologici.
Al riguardo, Wesley J. Smith ha richiamato l'attenzione di coloro che sostenevano che la legge si riferiva solo ai malati terminali e ha esortato ad ammettere che in realtà cerca di permettere la morte come soluzione a molte cause di sofferenza: terminale o cronica, handicap, malattie mentali...
I mezzi di comunicazione dei Paesi Bassi hanno reso noto che il numero di morti riferite per eutanasia nel 2011 è aumentato del 18% rispetto all'anno precedente, raggiungendo le 3.695 unità, e che il numero di decessi per suicidio assistito – che non integra le statistiche ufficiali sull'eutanasia – nel 2011 è stato probabilmente di 226.
Le morti per eutanasia sono state 3.136 nel 2010, 2.636 nel 2009, 2.331 nel 2008, 2.120 nel 2007 e 1.923 nel 2006.
Un altro aspetto che suscita preoccupazione è che non tutte le morti per eutanasia vengono registrate. Si sa che nel 2010 il 23% di questi decessi non è stato reso noto alle autorità preposte.
Cifre ufficiali certificano inoltre che 13 pazienti che soffrivano di malattie mentali sono morti per eutanasia nel 2011, mentre nel 2013 sono stati 42.
L'esperto di bioetica olandese Theo Boer sosteneva la legislazione menzionata, ma dopo dodici anni dalla sua approvazione ha cambiato idea. Constatando l'incremento esponenziale di morti nelle statistiche, si è chiesto se sia dovuto al fatto la legge avrebbe dovuto prevedere maggior garanzie o se sia il risultato della semplice esistenza di una legge che invita a vedere l'eutanasia e il suicidio assistito come una soluzione immediata ed efficace a vari problemi anziché un'ultima ratio.
[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
sources: AICA 
Articolo interamente tratto da www.aleteia.org

14 aprile 2013

Salvatore Crisafulli, il guerriero per i (veri) diritti negati

"Quando il mio corpo sarà cenere il mio nome sarà leggenda". Salvatore Crisafulli
Ci vorrà tempo per cogliere l’evoluzione del concetto di guerriero e capire che oggi le guerre decisive sono invisibili e silenziose, combattute talvolta solo respirando, alzando lo sguardo come a dire «sono sopravvissuto, signori, eccomi qui». Ci vorrà senz’altro tempo, ma quel giorno tutti sapranno che l’uomo deceduto lo scorso 21 febbraio Salvatore Crisafulli, prima che il reduce da un incidente e dal coma, è stato questo: un guerriero. Indomabile e profetico, quasi immobile ma capace di sferrare la denuncia più micidiale contro la farsa materialista, e cioè l’idea che l’uomo – ogni uomo – valga nella misura in cui arriva e produce, trionfa e sa vantarsene.

21 ottobre 2012

“Se non ascoltate le mie parole urlerò con la mia morte”

Monica Cooke, affetta da sclerosi multipla, si è lasciata morire di fame per sollecitare una legge sul suicidio assistito in Gran Bretagna.

di Maghdi Abo Abia - Il Daily Mail ci parla della decisione di Monica Cooke, ex-magistrato affetto da sclerosi multipla da ormai vent’anni il quale si è lasciata morire di fame seguendo l’esempio di Tony Nicklinson, l’uomo affetto da sindrome del chiavistello il quale ha deciso di finirla così dopo che l’Alta Corte inglese ha respinto il suo desidero di morire con dignità.
UN ESEMPIO - La donna, 74enne di Cheddar, Somerset, il villaggio del formaggio, ha scelto di seguire l’esempio dell’uomo diventato famoso in tutto il mondo per la sua battaglia così da sensibilizzare lo stato e l’opinione pubblica sulla necessità d’introdurre cambiamenti radicali sulle norme che regolano il suicidio assistito.

05 ottobre 2012

Eutanasia in Italia, cercasi malati terminali

L'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica presenta il suo IX Congresso e lancia una campagna di sensibilizzazione sul tema della dolce morte.
"AAA Malati terminali cercasi". L'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica ha scelto per la campagna sull'eutanasia lanciata in occasione della presentazione del IX congresso dell'Associazione che si svolge a Milano il 6-7 ottobre. Obiettivo della campagna è quello di cercare testimonianze di persone che chiedono l'eutanasia.