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11 maggio 2016

Crisi economica, speranze tradite che diventano rabbia

Crisi economica;
Speranze tradite che diventano rabbia;
Classe politica corrotta e menefreghista;
Stato arrogante;
Burocrati ottusi e presuntuosi;
Spartizioni trasversali...
Fuori dal Palazzo tira un'aria di ribellione.
C'è fame di cambiamento.
C'è voglia di non vedere più le stesse facce.
C'è nausea di parole e promesse.
Il tempo va veloce.
Tra un anno nulla sarà uguale.

Gianluigi Paragone
photo la7.it

14 giugno 2013

Pubblicità sessista: guardatela con occhi diversi

Si sente parlare sempre più spesso della cosidetta pubblicità sessista. Nella maggior parte dei casi si riportano immagini in cui viene volgarmente e spudoratamente mandato un messaggio: quello delsesso, spesso lì dove non c'entra per niente, come ad esempio nella pubblicità di un gelato, di una bevanta alcolica, di una sauna o di un telefonino.
Vorrei dimostrare che la maggior parte dei blogger e delle organizzazioni che parlano di pubblicità sessista in rete e nella realtà non hanno manco l'idea di cosa sia il sessismo.


10 aprile 2012

Bocciato il reality sugli appuntamenti tra disabili

Redattore sociale

Parte “The Undateables”, il programma che combina incontri galanti tra persone diversamente abili. Ma il Consiglio britannico dei disabili e il Forum europeo sulla disabilità lo giudicano “inappropriato”.

Unwatchable ovvero inguardabile. E inappropriato. È il giudizio del Consiglio britannico delle persone con disabilità (Ukdpc) e del Forum europeo sulla disabilità (Edf) su The Undateables, il nuovo reality show in onda dal 3 aprile su Channel 4 che ha suscitato polemiche fin dal suo annuncio.

Protagonisti del programma sono, infatti, alcuni disabili che non hanno mai avuto, se non con grandi difficoltà, incontri galanti. “Se il titolo è brutto sulla carta, appare ancora peggiore sui cartelloni pubblicitari in tutto il paese in cui svettano le immagini di persone con deformazioni o che si spostano su sedia a ruote con la scritta ‘undateable’ vicino a loro”, si legge in un comunicato delle due organizzazioni.

Undateable è un termine inglese, difficilmente traducibile in italiano, che significa più o meno persone alle quali sarebbe difficile organizzare un appuntamento galante. E l’obiettivo del programma è proprio quello di “combinare” incontri per queste persone e seguirle nel loro tentativo di trovare l’amore. Secondo le due organizzazioni, uno show così “indegno” non migliora l’immagine degli 80 milioni di cittadini europei disabili nei media dell’Europa. “Le persone disabili, come tutti gli altri cittadini, vogliono essere visibili sui mezzi d’informazione”, ha detto Jaspal Dhani, direttore di Ukdpc. “Ma un programma basato sul sensazionalismo e che ci ritrae come persone sole che cercano disperatamente di piacere è dannoso per l’immagine di tutti e corre il rischio di aumentare i pregiudizi”.

Per le associazioni delle persone con disabilità in Gran Bretagna e in Europa, questa serie e il modo in cui viene pubblicizzata tocca una questione cruciale di dignità e rappresentazione: i mezzi d’informazione hanno, infatti, un ruolo importante nelle relazioni tra persone disabili e non disabili e in molti paesi europei, nonostante gli sforzi a favore dell’integrazione o l’inclusione, le persone disabili continuano a essere invisibili e, come precisano Edf e Ukdpc, “quando finalmente vanno in onda, come è accaduto il 3 aprile su Channel 4, le persone disabili sono oggetto di un voyeurismo sgradevole”.

Nella prima puntata di The Undateables, Richard, un radioamatore affetto dalla sindrome di Asperger, ha incontrato una ragazza che abita a meno di 5 chilometri da casa sua e non ama mangiare al primo appuntamento; Luke, un attore con la sindrome di Tourette, ha conosciuto Lucy, una ragazza normodotata che non era a conoscenza dei tic improvvisi che gli provoca la malattia; e ad aspettare Penny, insegnante e trapezista dalle ossa fragili e alta appena 70 centimetri, c’era Max, un poliziotto alto quasi due metri. “In apertura un’indulgente voce fuori campo – si legge nel comunicato di Edf e Ukdpc – racconta agli spettatori che stanno per vedere un gruppo di ‘straordinari single’ quando in realtà vediamo l’opposto: alcune persone single a cui è capitato di essere disabili”.

La Gran Bretagna ha ratificato la Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità nel 2009. La convenzione è un trattato internazionale vincolante che si applica in tutti i contesti di vita e mira a promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani delle persone con disabilità. “La convenzione è parte integrante dell’ordinamento giuridico nazionale e il governo britannico deve agire per migliorare la conoscenza delle persone disabili da parte della società e incoraggiare i mezzi d’informazione a ritrarre i disabili in modo dignitoso e rispettoso”, spiega Dhani. “Lo può fare attraverso l’organizzazione di campagne pubbliche di sensibilizzazione, ma non può evitare interventi più forti, come un’azione legale”.

Secondo le due organizzazioni, “la Gran Bretagna deve tutelare la dignità delle persone con disabilità e adottare misure immediate ed efficaci per proteggerle contro le discriminazioni da parte di privati, incluso Channel 4”. Inoltre ricordano ciò che è scritto nella Dichiarazione di Madrid adottata nel Congresso europeo sulla disabilità del 2002: “I mezzi d’informazione dovrebbero creare e rafforzare la partnership con le associazioni di persone con disabilità, per migliorare l’immagine dei disabili. Nei media dovrebbero essere incluse maggiori informazioni sui disabili per riconoscere la diversità umana. Quando trattano la disabilità, dovrebbero evitare qualsiasi approccio indulgente o umiliante ma concentrarsi al contrario sulle barriere che le persone disabili devono affrontare e sul contributo positivo che i disabili possono dare alla società una volta superate queste barriere”.

Visto su http://www.internazionale.it/

The Telegraph

“The Undateables” su Channel 4
http://www.channel4.com/programmes/the-undateables

Questa secondo me è una bella notizia. Abbiamo già tanti problemi per conto nostro, e non vedo il perchè dobbiamo permettere che la televisione si occupi di noi con dei programmi trash spazzatura. Questa notizia dovrebbe arrivare nella scrivania della De Filippi che secondo noi utilizza i disabili (i down) per scopi totalmente riferiti allo share ... (strano che nessuno glie lo hai mai fatto notare)

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere 

09 aprile 2012

Uova e Yogurt contro un giornalista in diretta tv in Grecia - Video

Ve lo immaginate cosa accadrebbe in Italia se giornalisti televisivi del calibro di Emilio Fede, Michele Santoro o Giuliano Ferrara (sono per citarne qualcuno), fossero costretti ad abbandonare la propria trasmissione a causa di una contestazione in diretta mentre stanno andando in onda? Quello che vi abbiamo descritto è successo per davvero in Grecia. Il protagonista di questa vicenda (anche divertente se volete) è il giornalista Panagiotis Bourchas, finito nel mirino di un gruppetto di contestatori, per aver intervistato il portavoce di un'organizzazione di estrema destra. Per oltre un minuto, e in diretta tv, Panagiotis Bourchas è stato colpito dal lancio uova e yogurt, costringendolo alla fine ad abbandonare in tutta fretta lo studio televisivo.

GUARDA IL VIDEO
fonte youtube

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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05 gennaio 2012

Esenzione Canone RAI, chi paga e chi non lo paga


Ecco chi per legge non dovrebbe pagare il canone RAI 2012.


  • Soggetti di età pari o superiore ai 75 anni: in seguito alla legge 24 dicembre 2007, n. 248, sono esentati tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 75 anni di età entro il termine di pagamento del canone, non convivono con altri soggetti diversi dal coniuge titolare di reddito proprio, e posseggono un reddito che, unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore ai 516,46 euro per tredici mensilità.
  • Militari Forze Armate Italiane: l’esenzione è prevista per Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate. Il canone andrà invece pagato in caso di televisore all’interno di alloggi privati, anche se situati all’interno delle strutture militari.
  • Militari di cittadinanza straniera delle Forze Nato: l’esonero da parte dei militari di cittadinanza straniera appartenenti alle forze armate della Nato di stanza in Italia è richiedibile scrivendo al SAT (Sportello Abbonamenti TV), allegando dichiarazione del Comando da cui dipende l’interessato, o autocertificazione.
  • Agenti diplomatici e consolari: gli agenti sono esonerati dall’obbligo di corrispondere il canone di abbonamento a condizione che nel paese da loro rappresentato pure i nostri rappresentanti diplomatici ivi accreditati godano di uguale trattamento.
  • Rivenditori e riparatori TV: sono esonerate dal pagamento del canone le imprese che esercitano attività di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva.

03 novembre 2011

Alle 21 parte "Servizio Pubblico", il nuovo programma di Michele Santoro

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura

Cari amici, stasera prende il via il nuovo attesissimo programma di Michele Santoro "Servizio Pubblico".  La prima puntata avrà per titolo “Azzerare la Casta” e in studio, con il conduttore, saranno presenti Luigi De Magistris, Diego Della Valle e Paolo Mieli.
Servizio Pubblico è una trasmissione che sarà possibile vedere in tanti modi (ovvero in multipiattaforma): via satellite (grazie a Sky), in streaming sul web (www.serviziopubblico.it) e sul digitale terrestre grazie ad un network di emittenti locali che permetteranno di coprire cosi tutto l'intero territorio nazionale.
Vi ricordo che questo programma televisivo, in italia, è unico nel suo genere, in quanto questa trasmissione è finanziata dai telespettatori e, in parte, dagli introiti pubblicitari.
Insieme a Michele Santoro, naturalmente, vedremo in studio tutta la squadra di Annozero: Marco Travaglio, il mitico Vauro Senesi, Giulia Innocenzi e Sandro Ruotolo.

Ecco in dettaglio come seguire la trasmissione:

Via Satellite
Sky Tg24
Canale 100
Canale 500
Canale 504

Sul Digitale terrestre
Piemonte
Telecupole ch 15
Videogruppo ch 18
Val d’Aosta
Telecupole ch 15
Videogruppo ch 18
Lombardia
Telelombardia ch 10
Trentino Alto Adige
Rttr ch 10
Friuli Venezia Giulia
Free ch 17
Veneto
Telenuovo ch 11
Antenna3 nordest ch 13
Emilia Romagna
Nuovarete ch 73
Telereggio ch 14
Telesanterno ch 18
Telemodena ch 15
DiTv ch ch 90
Liguria
Primocanale ch 10
Toscana
Rtv 38 ch 38
Umbria
Umbria tv ch 10
Marche
TvCentro-Marche ch 10
Lazio
TeleRoma 56 ch 15
T9 ch 13
Extra Tv ch 94
Abruzzo
Rete 8
Campania
Telecapri ch 76
Puglia e Basilicata
Telenorba ch 10
Calabria
Videocalabria ch 10
Sicilia
Antenna Sicilia ch 10
Sardegna
TCS ch 13

In Diretta Streaming "Servizio Pubblico" sul Web
Servizio Pubblico - link www.serviziopubblico.it
Il Fatto Quotidiano - link http://www.ilfattoquotidiano.it/servizio-pubblico
Repubblica TV - link http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/santoro-stasera-in-diretta-su-repubblicait/79846/78236
Corriere TV - link  http://videochat.corriere.it/index_Buzzati03.shtml
Mediapason TeleLombardia - link http://www.mediapason.it/telelombardia/
CoolStreaming - link http://www.coolstreaming.us/user/serviziopubblico
TvDream - link http://www.tvdream.net/eventi-live/guarda-servizio-pubblico-di-michele-santoro-in-diretta-streaming/

In Diretta Radiofonica
Radio Capital

07 ottobre 2011

Mediaset fà chiudere il canale youtube di Salvatore Crisafulli

Oggi deve essere la giornata di Mediaset ... fatto sta che pubblichiamo molto volentieri l'appello lanciato In Rete dalla famiglia di Salvatore Crisafulli, catanese di 46 anni, il quale dopo otto anni di locked-in (una paralisi completa in seguito di un incidente stradale) sta cercando in tutti i modi di recuperare alcune delle sue funzioni motorie e neurologiche.
La famiglia che gestisce un canale di youtube, si è vista chiudere il canale a seguito di numerosi reclami inviati da R.T.I. (Mediaset), secondo cui il materiale presente nel canale vìolava il proprio copyright.
La famiglia invece sostiene e sottolinea il fatto che all'interno del canale, ora chiuso, c'era tutta la storia di Salvatore: raccontata non solo grazie ai servizi di mediaset, ma anche da diverse tv internazionali, nazionali e locali. Inoltre sempre all'interno del canale, c'erano anche dei video fatti e messi In Rete direttamente dalla famiglia di Salvatore.
Ci auguriamo vivamente che Mediaset torni sui suoi passi e permetta a Salvatore e a tutta la sua Famiglia di ritornare in possesso del loro canale di youtube. Sarebbe una questione di civiltà.


Giovedì 6 Ottobre 2011
MEDIASET FA' CHIUDERE IL CANALE YOUTUBE DI SALVATORE CRISAFULLI


Siamo alla ricerca di una soluzione stiamo cercando qualcuno che sia in grado di aiutarci.


Stamani abbiamo ricevuto una e-mail da parte di Youtube, che ci comunica che il canale webcrisafulli, di conseguenza l'account è stato chiuso, a seguito di numerosi reclami inviati da R.T.I. (Mediaset) secondo cui il materiale vìolava il copyright, perdendo cosi numerosi video da noi caricati.


All'interno del canale chiuso oltre ad esserci numerosi video sulla storia di Salvatore Crisafulli, il catanese risvegliatosi dal coma vegetativo dopo anni, ma contenevano anche, altre storie ed inchieste, raccontate non solo da mediaset, ma anche da diverse tv internazionali, nazionali e locali. All'interno vi erano anche video creati da noi, come per esempio l'incontro con la famiglia di Terri Schiavo, il video sull'lincidente nel 2003, i viaggi della speranza, il risveglio, gli appelli, le lotte, etc etc.


Tutto tristamente perduto. SIAMO VERAMENTE DISPERATI IN UN ATTIMO ABBIAMO PERSO TUTTO...


CI APPELLIAMO A MEDIASET AVETE RECLAMATO DIRITTI CHE NON VIOLANO COMPLETAMENTE NULLA, MA RACCONTAVANO SEMPLICEMENTE LA STORIA DI UN UOMO, (MA ANCHE DI ALTRI) CHE CON MOLTO CORAGGIO STANNO LOTTANDO GIORNO DOPO GIORNO.


CON QUESTA CHIUSURA "FORZATA" E' STATA TAPPATA LA BOCCA AD  "CRISTO IN CROCE"


Qualcuno potrebbe aiutarci per far riaprire il canale su Youtube? Potrebbe dirci come fare?


AIUTATECI A FARLO RIAPRIRE... FATE GIRARE PER FAVORE... GRAZIE...


Grazie a tutti e buona giornata. (A. C.)
Per approfondire
http://www.salvatorecrisafulli.it/


Consigliamo infine la lettura del post
Crisafulli: la cura israeliana sta funzionando da La Voce della Verità

Confalonieri, attacca Internet e il Gratis (Video)


Fedele Confalonieri: "A Bruxelles ascoltavano Steve Jobs come se fosse la Madonna" "Se c'è qualcosa da pagare sui contenuti, devi pagarlo, perchè devi averlo gratis? Noi operatori televisivi invece siamo considerati dei 'paria', dei morti, dei decrepiti. Siamo stati convocati a Bruxelles (n.d.r.: in occasione del G8 digitale del maggio scorso), era apparso Steve Jobs in video conferenza e sembrava che fosse apparso la Madonna: 'Oooh, Steve! Steve!". Queste le durissime parole pronunciate da Fedele Confalonieri, presidente onorario di Mediaset, poche ore prima dell'annunciata scomparsa di Steve Jobs. Il polemico attacco di Confalonieri si è registrato durante un convegno organizzato da Mediaset sulla creatività e il diritto d'autore.
Il presidente di Mediaset ha duramente criticato anche le regole del mondo digitale e internettiano, invocando un'azione concreta da parte della politica europea per difendere il diritto d'autore e la "pirateria": "Se la politica fosse sovrana anche a Bruxelles, avremmo un diverso atteggiamento e diversi regolamenti, perchè, insomma, andando giù di piatto, non si capisce perchè debbano piratare 'questi'! Ma non si capisce perchè debbano avere gratis! Ma uno entra al ristorante, poi si serve e via? Ecco, queste sono le cose, ma la politica deve rispondere su questo. Ai miei tempi i dischi che compravo costavano un'ira di Dio, io ho tre nipoti, tutti bravi a smanettare con questi aggeggi, e la parola è 'gratis'. Questo non va bene. Ma perchè abbiamo fatto passare questo messaggio ai giovani?".

Confalonieri critica aspramente anche la stampa, dal Corriere all'Avvenire ("che sta andando avanti da tempo con questa telenovela"), perchè da giorni sta recitando un vero e proprio "de profundis" sul mezzo televisivo. "Ci hanno dato dei 'dinosauri' e invece siamo ancora centrali nella produzione di contenuti, ma anche nell'intrattenimento. Noi teniamo occupate quattro ore e dieci minuti tutti i cittadini italiani, ovviamente quelli che sono 'in età'". E recita un commovente amarcord: "Agli inizi, noi di Mediaset passavamo per tv corsara. Berlusconi era venuto qui a Roma, prendendosi anche forse del "cumenda" milanese che si fa imbrogliare dai Romani, e aveva messo due miliardi di lire, una cifra enorme allora, per 300-400 film, quindi rispettando in pieno il diritto d'autore. Partimmo, certo, alla garibaldina" - afferma Confalonieri, che, rivolgendosi al conduttore Maurizio Costanzo, dice: "Sappiamo benissimo come si è nati, poi tu hai fatto anche le barricate quando ci hanno oscurato".

Il presidente di Mediaset passa poi ad attaccare Massimo Mucchetti, autore di un articolo ingeneroso sul Corriere della Sera: "A parte che ha sbagliato la citazione sul Re Sole, ma per lui noi siamo destinati all'arca di Noè. Cioè dopo Berlusconi politico c'è il diluvio e naturalmente si trascina anche la televisione, con dei luoghi comuni come il 'duopolio collusivo'. Ma cosa colludiamo noi due se ci sono altri più forti di noi, che fatturano di più?". E lancia strali contro "qualcosa di culturalmente, politicamente e ideologicamente sbagliato", che spinge a cavalcare il motto "Dagli all'untore che ha portato la peste" (ovvero Berlusconi).

Riguardo alle polemiche sulla gara di assegnazione delle frequenze digitali senza pagamento di somme di denaro, Confalonieri sbotta: "Il regalo delle frequenze a noi? A noi non hanno mai regalato niente, quando in nessuna parte del mondo hanno dato le frequenze televisive per farle pagare. Dieci anni fa, quando è partita la legge del digitale voluta da un governo di sinistra, noi abbiamo comprato le frequenze con l'obbligo Antitrust di dare il 40% agli altri. Nel beauty contest dovremo restituire uno dei multiplex che abbiamo comprato. A noi non hanno regalato niente".
E attacca nuovamente la disinformazione innescata da certa politica: "Tutto è inquinato da una certa distorta volontà politica che fa perdere il lume della ragione anche a persone normalmente ragionevoli".

Mentre tutto il mondo avanza, l'Italia, come sempre, arretra.

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www.youtube.com/user/ladygroove71b

Consigliamo a Confalonieri di leggersi questo post: Per il Ministro Maroni non è illegale scaricare musica da Internet

15 agosto 2011

Disabilità in TV



In tv soprattutto storie vere, senza pietismo. Indagine di Censis e Segretariato Sociale.
Se nel rappresentare l’immigrazione la Tv in particolare è stata accusata di esaltare pregiudizi, quasi di esasperare le differenze, quando si parla di disabilità le cose sembrano andare meglio. Lo rivela una ricerca, realizzata dal Segretariato Sociale della Rai e Censis, dal titolo “Oltre il giardino”, che ha analizzato dal 15 febbraio al 15 maggio di quest’anno la programmazione televisiva di Rai e Mediaset, considerando tutti i generi.
Ne è emerso che il taglio utilizzato è quasi sempre quello della “storia vera” (36,4%), del racconto di vita vissuta, spesso anche in prima persona (nel 68,8% dei casi infatti la persona disabile è presente in trasmissione o nel servizio). Si tratta in prevalenza di servizi filmati (47,5%) o di dibattiti (33,8%) ed è una scelta autonoma della trasmissione (piuttosto che una sollecitazione che proviene dall’esterno) affrontare o meno l’argomento disabilità (70,9%). Ma malgrado si privilegi la linea del racconto personale, che potrebbe prestarsi maggiormente ad un approccio pietistico, la ricerca evidenzia come di disabilità si parli prevalentemente in termini positivi: come fonte di arricchimento nel 19% dei casi o all’interno di una cornice di amicizia e generosità. Solo un 12,7% dei casi fa registrare una drammatizzazione del racconto. “La comunicazione complessiva – si legge nel rapporto - cerca di orientarsi verso quella ‘normalità positiva’ che rappresenta per i disabili l’aspirazione di molti”.
Di disabilità si parla in diversi contesti e in relazione a differenti aspetti della vita quotidiana, cercando un “ampliamento del fuoco di analisi al di là della singola vicenda personale”, connaturato alla scelta di privilegiare il caso, la storia. Maggiormente trattati rimangono gli aspetti medici (riabilitazione, percorsi terapeutici, ricerca) che ricorrono nel 18,8% delle trasmissioni analizzate; segue il tema delle barriere architettoniche (12,5%), scarsamente presente invece l’aspetto solidaristico (nel 65% dei casi non se ne parla mai). Il linguaggio privilegiato è quello della “franchezza”, anche se alcuni argomenti in particolare -rivelano gli osservatori- creano motivi di pudore, come quello della sessualità.


La disabilità in tv ha un solo volto: non si parla di donne, bambini, anziani difficili e malati psichici. 
Sono soprattutto uomini (37,7%), in pari grado giovani e adulti, ed affetti prevalentemente da disturbi motori (48,7%), i disabili di cui si parla in Tv, secondo l’indagine realizzatata da Censis e Segretariato Sociale che ha analizzato dal 15 febbraio al 15 maggio di quest’anno (NB. 2003)la programmazione televisiva di Rai e Mediaset.
Scarsa la presenza femminile, come pure quella di anziani e bambini, ma soprattutto colpisce che l’unico genere di disabilità a cui venga data attenzione è quella fisica. Solo nell’8,9% dei casi analizzati infatti si parla in tv di disabilità psichica, che tuttavia tocca, anche in modo gravissimo, moltissime persone e le loro famiglie (l’Istat ha stimato che in Italia tra il ’99 ed il 2000 vi fossero 700mila persone affette da disturbi psichici). Nel 29,1% dei casi poi se ne parla in modo generico. “Sono dati che ‘aprono finestre’ su tre aspetti della comunicazione di grande problematicità: da una parte, quello della ‘questione femminile’ in televisione, dall’altro quello dell’ ‘anziano difficile’, dall’altro ancora quello della grande ‘rimozione’ del disturbo mentale nella nostra società’, sottolineano gli osservatori. Come dire che in tv vince la logica imposta dal mercato: donne perfette e nonni arzilli e sempre più giovani.
Nel complesso, il disabile è presentato come “soggetto positivo-normale” (41,9%) o “soggetto passivo” (35,9%), una tendenza che fa dire ulteriormente agli esperti che esiste una “tendenza virtuosa ad affrontare la disabilità con sguardo concreto e ad evitare i rischi della drammatizzazione da una parte e del ‘superomismo” dall’altra”. Nel 29,4% dei casi infatti il tono utilizzato nel parlare di disabilità è “normale”, mentre in percentuali del tutto minoritarie è “semplificato”, “scientifico” o “affettuoso”. In prevalenza il linguaggio scelto è quello giornalistico.L’indagine ha rilevato che, nel periodo analizzato, la Rai è intervenuta sulla disabilità in 50 occasioni, Mediaset in 8; tra le testate giornalistiche è il Tg1 ad essere intervenuto il maggior numero di volte, seguito da Tg2 e Tg3, ma spiegano gli osservatori se “è la Rai che propone programmi di maggiore qualità, nel caso dei Tg sono i Tg Mediaset a fare eccellenza”.
Le trasmissioni in cui si discute di disabilità sono molto varie tra loro: si va da quelle di tipo religioso (A sua immagine, Le frontiere dello Spirito), a quelle di tipo naturalistico-ambientalista (Alle falde del Kilimangiaro, Ambiente Italia), da quelle di informazione medica (Elisir), a quelle dedicate ai problemi del lavoro (Okkupati), dai talk show (Maurizio Costanzo Show) a quelle di approfondimento sociopolitico (Porta a Porta), da quelle sportive (La Domenica Sportiva) a quelle di divulgazione scientifica (Leonardo). Quanto allo spazio dedicato, una nota positiva: se infatti nel 22,5% dei casi non si supera il 1'30'' di trasmissione, nel 25% e nel 26,3% si arriva rispettivamente fino a 3'30'' e 6'30''. Un buon 26,3% inoltre supera i 6 minuti di tramissione.


Disabili e TV: modalità di rappresentazione della disabilità  - Anno 2003

  • In maniera drammatizzata 12,%7
  • Identificando la diversità come fonte di arricchimento 19,0%
  • In un contesto di amicizia e generosità 30,4%
  • Altro 38,0%

Con quale nome viene indicato il disabile

  • Nome di battesimo 16,5%
  • Cognome 2,5%
  • Nome e cognome 34,2%
  • Non è utilizzato nessun nome 46,8%

Il disabile è rappresentato come

  • Vittima 10,3%
  • Eroe 1,3%
  • Vincente 3,8%
  • Passivo 35,9%
  • Positivo stereotipato 6,4%
  • Positivo "normale" 41,0%
  • Non rappresentato 1,3%

La trasmissione enfatizza

  • Le prospettive e le soluzioni 38,2%
  • L'esclusione sociale 2,6%
  • L'inserimento 13,2%
  • L'assistenza 11,8%
  • L'accettazione 3,9%
  • La solidarietà 9,2%
  • L'indifferenza 2,6%
  • La normalità 7,9%
  • L'eccezionalità 7,9%
  • Altro 1,3%
  • Non rappresentato 1,3%


Disabili e TV: disabili rappresentati per tipo di handicap- Anno 2003

  • Disturbi motori 48,15
  • Disturbi sensoriali 11,45
  • Disturbi  del linguaggio 3,85
  • Disturbi intellettivi 8,9%
  • Disturbi relazionali 5,1%
  • Handicap in genere non specificato 29,1%
  • Non sono presenti disabili e se ne parla 1,3%


Disabili e TV: perché si parla di disabilità e come se ne parla  - Anno 2003 - Perché si parla di disabilità? %

  • Per una scelta autonoma della trasmissione 70,9
  • In risposta alla sollecitazione di una persona disabile 3,8
  • In risposta ad una sollecitazione esterna di altro 2,5
  • A seguito di un evento 21,5
  • n.r. 1,3

Come si parla di disabilità?

  • In termini generali 51,9
  • A partire di casi individuali 12,7
  • Solo attraverso casi specifici, storie di vita ecc. 27,8
  • Altro 7,6

Disabili e TV: soggetti cui sono indirizzate le informazioni di servizio e argomento trattato Anno 2003 - Soggetti cui sono indirizzate le informazioni di servizio 

  • Alla famiglia 10,0%
  • Al disabile 32,5%
  • Alla società 52,5%
  • Alle istituzioni 5,0%

Argomento trattato 

  • Adozione 1,3%
  • Lavoro 13,8%
  • Scuola 1,3%
  • Relazioni interpersonali 3,8%
  • Barriere architettoniche 12,5%
  • Medicina, riabilitazione, ricerca medica 18,8%
  • Politica 1,3%
  • Integrazione e atteggiamenti sociali verso la diversità 5,0%
  • Ausili 2,5%
  • Supporti tecnologici avanzati 6,3%
  • Iniziative e appelli di solidarietà 2,5%
  • Sport, vacanze, tempo libero 8,8%
  • Altro 30,0%



da Scuola e Educazione

vedi anche:Censis "Oltre il giardino" I disabili e la disabilità in televisione 2003
(PDF)

23 luglio 2011

Disco Volante, ‎"la TV di Strada" gestita da disabili



La Storia. 

La tv di strada Disco Volante, una tra le decine di tv di strada attive in Italia, nasce a Senigallia, nella primavera del 2003, all'interno di un laboratorio artistico autogestito da un gruppo di persone disabili, denominato Studio Zelig, presente sul territorio del Comune di Senigallia da diversi anni. Lo Studio Zelig, durante la sua lunga attività nel tempo, ha concentrato la propria attenzione sull'utilizzo delle arti visive come strumento aperto di comunicazione da mettere a disposizione di soggetti disabili: nei primi mesi del 2003, su proposta di Franco Civelli, un disabile di 65 anni membro dello Studio, si pensa di creare uno strumento di comunicazione che possa mettere in contatto più direttamente il gruppo di lavoro dello Studio con la comunità cittadina e gli abitanti del quartiere: era questo un altro passo nella direzione perseguita dallo Studio fin dalla sua nascita: l'abbattimento della barriera della comunicazione, una delle barriere più penalizzanti, anche se apparentemente impalpabile, che si oppone ad una piena partecipazione alla vita sociale da parte delle persone disabili.

Il progetto Telestreet era nato a Bologna sulla base di vari obiettivi uno dei quali era la creazione di una alternativa contro la concentrazione monopolistica degli strumenti di comunicazione televisiva, per aprire nuovi spazi di comunicazione dal basso attraverso i quali la società civile potesse auto-rappresentarsi: se uno scopo del progetto Telestreet era dunque quello di dare voce a chi non ha voce e non è rappresentato nel panorama della comunicazione, tale scopo corrispondeva perfettamente ad una delle finalità fondamentali dello Studio Zelig, e cioè quella di dare voce a soggetti come i disabili che generalmente vengono rappresentati, quando non vengono semplicemente ignorati, attraverso modelli di tipo assistenzialistico e pietistico, senza che ad essi venga concesso di prendere la parola in prima persona.

Dopo un periodo di lancio pubblico del progetto di tv di strada, finalizzato a far conoscere alla cittadinanza senigalliese le finalità del progetto, si assemblarono le minime attrezzature elettroniche richieste per effettuare le trasmissioni: la bassissima potenza di emissione richiesta per coprire l'area del quartiere oggetto delle trasmissioni, 0,07 watt, garantiva che tale attività non comportasse alcun inquinamento elettromagnetico e quindi fosse legittimata anche su un piano di etica ambientale: per quanto riguarda la possibile interferenza con le trasmissioni di altre emittenti questa era in partenza esclusa, come per ogni tv di strada, dal fatto che la micro-tv trasmetteva all'interno di un "cono d'ombra" nello spettro delle frequenze e cioè all'interno di una zona circoscritta completamente libera da qualsiasi segnale radio-televisivo. Nel quartiere sede della tv di strada, chiamata Disco Volante su proposta di Franco Civelli, il cono d'ombra era stato individuato, tramite apposita apparecchiatura (misuratore di campo), sul canale 52.

La telestreet Disco Volante inizia le sue trasmissioni il 3 luglio 2003 ed in poco tempo conquista l'attenzione di diversi cittadini del quartiere all'interno del quale ha sede, il Rione Porto di Senigallia: la telestreet comincia a produrre in proprio diversi servizi sulle problematiche del quartiere e della città, diffondendoli poi attraverso le proprie trasmissioni: servizi sulle barriere architettoniche che ostacolano la libertà di movimento dei disabili, sulle condizioni di vita degli immigrati extra-comunitari, sulla condizione giovanile e sui problemi ambientali. La particolarità di molti di tali servizi stava nel fatto che non solo parlavano della condizione dei disabili, cosa ovvia data la specificità dello Studio Zelig, ma erano realizzati con l'attivo contributo dei disabili stessi, i quali non si limitavano così a costituire l'argomento delle trasmissioni ma erano i protagonisti della pratica di comunicazione. Spesso erano i cittadini del quartiere a proporre l'argomento di alcune trasmissioni, realizzando così quel rapporto orizzontale tra emittente e ascoltatori che è uno degli scopi principali del progetto Telestreet.

Il 19 settembre del 2003, dopo nemmeno tre mesi di trasmissione, nella sede della telestreet Disco Volante intervennero funzionari del Ministero delle Comunicazioni con un'ordinanza di chiusura: il piccolo trasmettitore della tv venne sigillato e tale è rimasto da quel momento sino ad oggi: la telestreet Disco Volante ha da quel momento cessato di esistere come emittente, ma il gruppo di lavoro dello Studio Zelig e la redazione della tv non hanno per questo cessato di riunirsi e di credere nella loro attività: per tale motivo la redazione di Disco Volante Tv ha continuato a produrre propri servizi anche nell'impossibilità di poterli trasmettere in proprio.

Nell'occasione della chiusura la tv di strada ricevette numerosi attestati di solidarietà da giornalisti e personaggi del mondo delle telecomunicazioni: si pronunciarono a favore di Disco Volante Michele Santoro e l'ex-presidente della Rai Roberto Zaccaria, in occasione di loro interventi pubblici tenuti a Senigallia, oltre che giornalisti come Michele Serra e critici televisivi come Aldo Grasso. Nell'ottobre del 2003, con il contributo del Comune di Senigallia, il cui sindaco Luana Angeloni ha sempre sostenuto le iniziative della tv di strada cittadina, si svolge a Senigallia un forum delle tv di strada al quale partecipano diversi operatori del progetto Telestreet da tutta Italia, alcuni deputati e senatori, il sindaco del comune toscano di Peccioli e un inviato del Ministero delle Comunicazioni in rappresentanza del Ministro Gasparri che ha declinato l'invito.

Il caso della chiusura di Disco Volante, già rimbalzato su diversi quotidiani nazionali oltre che su molti siti web, diventa ancora una volta un caso di rilevanza nazionale in occasione di una puntata della trasmissione "L'elmo di Scipio", curata da Enrico Deaglio e andata in onda su Raitre nel gennaio del 2004, dedicata alla vicenda della tv di strada senigalliese. Proprio il caso della chiusura di Disco Volante fu all'origine della scelta di Senigallia come sede per il Meeting Generale delle Tv di Strada e della Produzione Video Indipendente, "Eterea Due", che si è tenuto nei giorni 26, 27 e 28 marzo del 2004. Nell'aprile del 2004 Disco Volante, con altre telestreet italiane, viene invitata a partecipare al convegno annuale "Antennacinema Media", tenutosi a Conegliano Veneto, nel contesto del quale vengono pubblicamente proiettati alcuni servizi filmati della telestreet.

Infine, nel giugno del 2004, un servizio filmato realizzato da Franco Civelli, redattore disabile della telestreet Disco Volante, vince il Premio per il giornalismo televisivo "Ilaria Alpi", nella sezione dedicata alle tv locali: si tratta di un'inchiesta sulle barriere architettoniche nella nostra città ed è proprio un disabile in prima persona a svolgere il lavoro giornalistico necessario. In seguito alla realizzazione e alla diffusione del servizio, alcune delle barriere architettoniche in esso documentate vengono abbattute su intervento dell'amministrazione comunale ed il sindaco si congratula personalmente con Franco Civelli per l'azione sostenuta.

Nel luglio del 2004 Disco Volante partecipa ad un meeting sulla democrazia mediatica tenutosi a Monaco di Baviera (MediaDemocracy and Telestreet) nel contesto di un grande convegno sulla libertà di informazione in Italia (Va Bene - Europa verstehen: Italien): nel corso del meeting Disco Volante partecipa, assieme ad operatori di Candida Tv ad un'azione dimostrativa al Goethe Institut, che ha per tema il "cibo mediatico (mediafood) che viene servito in Italia".

da Spazio Web di Jonathan.Rizzi
http://spazioinwind.libero.it/jonathanrizzi/DiscoVolante/Storia_DiscoVolante_Tv01.html

Aggiornamento Domenica 24 Luglio 2011

Un saluto a tutti,
Ci è sembrato doveroso metter mano e ultimare questo post. Infatti a quanti ci leggono non è sfuggita una domanda: Ma che fine ha fatto la tv di strada Disco Volante? E' una domanda certamente opportuna, che anche noi ci siamo fatti leggendo la storia pubblicata dello Spazio Web di Jonathan Rizzi.
Per rispondere a questa domanda, abbiamo interrogato come spesso ci capita, il famosissimo motore di ricerca Google e ... abbiamo scoperto che i nostri amici di Senigallia non si sono arresi e hanno continuato a diffondere le loro battaglie tramite il web. Infatti Disco Volante continua ancora oggi a trasmettere è lo fa grazie a internet. Per chi volesse seguire questa originalissima e utilissima televisione non deve fare altro che cliccare il seguente indirizzo http://www.livestream.com/discovolante e BUONA VISIONE!
Ciao!!

25 novembre 2010

Per la prima volta in Italia Google si fa pubblicità in tv: "Cosa cerchi oggi?"

Da pochi giorni sui canali televisivi Rai e Mediaset è possibile vedere per la prima volta in Italia una nuova pubblicità, ovvero quella del motore di ricerca più famoso del mondo: Google. Con la campagna pubblicitaria denominata “Cosa cerchi oggi?” Google vuole sottolineare come il suo motore di ricerca sia ormai una parte rilevante della vita di tante persone.


Andando sul canale ufficiale di Google di Youtube, si può trovare il video dello spot che sta andando in onda in questi giorni in tv intitolato "Neo Papà” e un altro video spot chiamato "Erasmus in love”.

15 novembre 2010

E' morto il Maestro Pregadio: un Mito!

Un altro Mito che oggi ci ha lasciato ... Lo voglio ricordare cosi, visto che lui amava tanto la musica. E' stato un grande. Mi ha fatto divertire come pochi. Sarà sempre nei miei ricordi più belli, come anche l'altrettanto Mitico Corrado. A loro due va il mio più sincero GRAZIE! (Video di Thementalist74)

Ray&Soter


09 novembre 2010

Mara Carfagna e la TV


La TV non insegna più


«Spiace vedere che la televisione e i media 
abbiano abdicato alla funzione primaria,
che è educare, per privilegiare l'audience.»
Mara Carfagna
Ministro per le pari opportunità 
Da che pulpito ...!!!

29 ottobre 2010

La televisione indecente

Cari amici, questa sera voglio riproporvi un articolo che scrissi qualche anno fa in un altro Blog. Era il 27 Agosto 2007 e ancora non c'era la crisi economica. Ma già allora la televisione riscaldava i motori per quell'indottrinamento di massa, che da li a pochi anni ci ha portato ad abituarci a sentire e vedere... il peggio del peggio. Questa sera per caso me lo sono riletto... e lo trovato tremendamente attuale.




La Televisione Indecente.

L’influenza nefasta della televisione sulla società è sotto gli occhi di tutti. Tra i mezzi di comunicazione di massa, la Tv è, senz’altro, quello che più pesantemente e negativamente sta incidendo nei comportamenti sociali dei cittadini/telespettatori. Quello che doveva essere solo un semplice elettrodomestico, presente in tutte le case, si è trasformato, velocemente, in un pericoloso strumento per condizionare la mente di miliardi di persone.
Da semplice strumento d’informazione e di svago si è trasformato in un mezzo di persuasione e condizionamento, più o meno occulti. Eppure c’è chi, per interesse diretto o per ignavia congenita, è ancora convinto dell’innocuità del mezzo.
Al sottoscritto pare evidente, invece, che della televisione attuale tutto si può dire, fuorché sia un innocente passatempo. Avere questo tipo di visione del mezzo televisivo significa semplicemente non essere minimamente interessato ai problemi che l’uso e l’abuso causano nei telespettatori. Il posizionamento del televisore principalmente nella sala da pranzo, inevitabilmente, porta ad una riduzione sensibile della comunicazione tra familiari, con le conseguenze che tutti sappiamo.
Rispetto alla radio, la Tv è molto più invasiva e monopolizzante. Mentre si ascolta la radio si può fare praticamente di tutto, mentre se si è davanti al televisore, al massimo, ci si può ingozzare fino a scoppiare. La capacità di vivere parecchio tempo della giornata  davanti al piccolo schermo può senza ombra di dubbio, trasformare la realtà che ci circonda, auto-annullando quasi totalmente ogni capacità di giudizio e di valutazione.
Se poi vediamo gli altri aspetti della comunicabilità nella società moderna (esempio internet) il linguaggio televisivo è quello che ha avuto la maggior regressione qualitativa. L’esempio più degradante spetta alla televisione italiana generalista: in poco tempo si è passati da un controllo estremo sui contenuti trasmessi, ad una totale mancanza d’attenzione nei confronti di quanto è mandato in onda.
Gli incommensurabili danni che da anni sono causati ai bambini ed ai ragazzi, sta portando un’involuzione della società verso forme di violenza/cattiveria/rabbia repressa che si è talmente insinuata nell’animo di ciascuno di noi da non essere più percepita come tale.
Vedere una massa di papponi, mantenute, drogati, ignoranti, ebeti, solo perché hanno avuto, come direbbe Andy Warhol, i loro “quindici minuti di notorietà” televisiva è talmente distruttivo per le menti degli adolescenti che non bisogna meravigliarsi se, poi, per andare in Tv tantissimi accettano di fare “pornografia dei sentimenti e delle emozioni”, come gli ospiti di certi talk show: ad esempio Maurizio Costanzo monopolizzando l’etere negli ultimi 10 anni, invitando certi personaggi, ha inventato questa moda, finendo per essere uno dei responsabili, secondo me, essendo un personaggio di primo piano della televisione italiana, di tutto questo scadimento della società.
Quel che è più grave è che i nostri bambini trascorrono molte ore in compagnia solo di uno schermo televisivo. Fatto ancora più grave molto spesso senza la presenza di adulti! Il non sapere cosa guardano i propri figli, equivale a metterli di fronte ad un pericolo enorme.
La stragrande maggioranza dei canali televisivi trasmette in qualsiasi ora del giorno programmi, spacciandoli come prodotti per i più giovani, ma che, in realtà, sono inadatti anche ad un pubblico più adulto.
I cartoni animati moderni per ragazzi propongono come modelli da imitare dei razzisti, dei ladri matricolati, dei bugiardi, dei violenti e i telefilm per ragazzine propongono come modello delle pseudo-lolite di dieci anni che già si atteggiano come delle m……e consumate, non si contano.
Mandare in onda assurde scene di violenza e di sesso concentrandole nelle fasce orarie in cui è normale che i più piccoli si trovino davanti al televisore è da irresponsabili. I nostri ragazzi, e purtroppo non solo…, oramai non si turbano più davanti a nulla!  Neanche al delitto più efferato come quello di un bambino, abituati come sono a scene violentissime, che passano ad ogni ora in tv.
A volte ingenuamente penso: Ma cosa passa per la mente di chi pensa, scrive, produce, autorizza la messa in onda di tali porcherie? La risposta me la do subito dopo…. questa gente è abituata a navigare nei soldi ed è difficile continuare a vivere con qualche migliaia di euro in meno nel portafoglio, vero?…. BON PRO’ GLI FACCIA!!
A noi consumatori la soluzione di tutto questo: spegnere tutta questa cialtroneria e fare in modo di passare diversamente il nostro tempo: es. leggere un libro, guardare una videocassetta, utilizzare internet …ma la cosa forse più importante: uscire di casa e passare il nostro tempo libero con le persone che amiamo .
ciao e alla prossima.
Raimondo Orrù

09 agosto 2010

La TV mi guarda in cagnesco

Senz'altro la soluzione di molti mali di questa società ....


Ebbene, devo confessarlo, seppur sottovoce e tenendomi alla larga da orecchie indiscrete, da ormai un anno ho spento la TV. O meglio la “rivoluzionaria” tecnologia del digitale terrestre ha eliminato dal palinsesto televisivo la mia casetta arroccata sui monti, ma io non ho mosso un dito per porre rimedio al problema. Sarebbe stato sufficiente acquistare una parabola in sconto convenienza dagli scaffali brulicanti di tecnologia in qualche centro commerciale, per riappropriarmi del caleidoscopio di colori con annessa cacofonia di sottofondo, ma non me la sono sentita.

L'ho abbandonata senza vita là, sul vecchio mobile di mia nonna, dove allignava ormai da molti anni, senza neppure tentare di rianimarla, e giorno dopo giorno sto imparando ad ignorarla. Ho deciso che il cervello è troppo importante per affidarlo a un telecomando.

Nelle prime settimane non è stato facile, lo schermo nero occhieggiava accattivante facendo leva sulla forza dell'abitudine, invitandomi a prendere in mano il telecomando, per immergermi nella melassa infopubblicitaria di un "telebugia", ...


... nella tenzone simulata di un dibattito politico, nella superficialità di un falso approfondimento giornalistico, nello stupidario della pubblicità a pioggia, annegata all'interno di un serial poliziesco, nella babele multiforme del calcio "parlato", mero succedaneo di quello giocato trasmesso a pagamento, nei gingle ipnotici degli spot dei telefonini, nelle voci rassicuranti degli esperti che dissertano con dotte disquisizioni nel merito delle ultime tendenze stagionali, sciorinando cifre, dati e granitiche certezze estrapolate direttamente dalla bibbia del progresso.

Non è stato facile ma ce l'ho fatta!

Il telecomando è rimasto ad impolverarsi in un recondito andito di cui neppure ricordo più l'ubicazione e la TV ha mutuato la propria "nobile" funzione di macchina per il lavaggio del pensiero in quella molto più modesta di ammennicolo pressochè inutile, facente parte dell'arredo casalingo.

Da allora è sorto il problema, ogni qualvolta attraverso la stanza per andarmi a versare un bicchiere d'acqua, mi siedo a tavola per cenare o mi accomodo sul divano a leggere un libro, la TV mi guarda in cagnesco. Niente più occhiate ammiccanti, ma uno sguardo duro, severo, ammonitore. Come se fra il nero di quello schermo si annidassero stizziti e carichi di riprovevole sdegno, gli sguardi di Maria De Filippi, Santoro, Floris, Minzolini, Belen, Piero Angela, Fede e tutto il resto del bestiario deputato ad animare il tubo catodico ed i moderni schermi lcd.

Mi guarda in cagnesco reiteratamente e in maniera insistente, ma io faccio l'indifferente e fingo di non vedere. Prima o poi le passerà e si adeguerà ad essere parte del mobilio senza troppe pretese. Anzi, riesco quasi ad immaginare un giorno in cui io le passerò vicino, e lei mi dirà con un sospiro: “Pssst, senti…. E’ da tantissimo tempo che sono spenta, e non ci sono abituata. Ti spiacerebbe raccontarmi un attimo cosa succede, là fuori nel mondo?”

Allora sì che ci sarà da divertirsi.
Marco Cedolin

27 ottobre 2008

La prossima mossa di Berlusconi, affossare la Rai

http://www.oltrelacoltre.com/public/uploads/2008/10/mitrasilvio.jpg


Giuseppe Giulietti, noto giornalista e ora Parlamentare dell'Italia dei Valori, in un articolo pubblicato ieri sul sito Articolo 21, ha visto giusto, un pezzo di vero giornalismo, cosa rara visti i tempi attuali.
Quello che scoprirete è molto grave, gravissimo, ed è passato quasi del tutto inosservato, dal mondo dei giornalisti italiani, i quali starnazzano servilmente ad ogni ora con articoli, servizi e quant'altro, stando attenti a non occuparsi seriamente della realtà, per non dispiacere i propri padroni.

Sabato mattina, sulla prima pagina del Corriere della Sera, a firma di Francesco Verderami, esce un articolo che racconta di un incontro tra Berlusconi e alcuni imprenditori italiani. Nel corso della riunione il giornalista scrive che Silvio Berlusconi avrebbe invitato gli imprenditori di smetterla di spendere soldi per acquistare gli spot televisivi sulla Rai.
Sarebbe questa la punizione creativa del Cavaliere verso la Rai, il traguardo e l'obiettivo è chiaro: mandare in crisi economica la Rai per poter intervenire con le forbici, e tagliare cosi, in modo indolore tutte quelle trasmissioni che, secondo il Premier, danno l’ansia a tutta l'Italia.


Ma io mi domando: La politica a quei livelli, e molti mi daranno ragione, è molto attenta a controllare tutto, specialmente cosa combina il proprio avversario.
Il giorno che è uscito questo articolo era il giorno della manifestazione del Partito Democratico. Quale arma migliore, se non questa, per dare vigore e consolidare quella manifestazione, con quanto riportato nel quotidiano più influente d'Italia, per giunta in prima pagina?
Questo dimostra ulteriormente, avremo prove a bizzeffe da qui in avanti, la deriva in cui siamo.

Infine Berlusconi vuole affossare economicamente la Rai?

Io propongo di contraccambiare, per par condicio, con Mediaset....


Per approfondire leggi anche:

http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/10/kill-rai.html
http://www.articolo21.info/7561/notizia/sta-preparando-lassalto-finale.html

Sempre da Articolo 21 leggi anche:
Berlusconi e la pubblicità: pubblicità che va, pubblicità che viene. E l'Autorità se ne occupa?
Perché la Rai non si difende?
Nel sito di Annozero si può leggere, tra le tante cose:

Diversi politici oggi hanno fatto dichiarazioni su Annozero. Alcune parlavano di Annozero come di una trasmissione pagata dai contribuenti. Con il massimo rispetto che si deve ai rappresentanti del popolo eletti in Parlamento, ricordiamo quanto detto dalla Rai davanti alle Commissioni della Camera. E cioè che il costo di Annozero è interamente coperto dalla pubblicità mandata in onda durante il programma, e che in ogni puntata Annozero porta all’azienda tra gli 80 e i 100 mila euro di utili di raccolta pubblicitaria. I soldi dei contribuenti, quindi, vengono utilizzati per realizzare altri programmi Rai, non Annozero.

18 ottobre 2008

Streaming legale

Ieri a casa mia è andato via il normale segnale della televisione. I più attenti frequentatori di questo spazio sapranno che in Sardegna è partito ufficialmente l'era del Digitale Terrestre, con tutte le problematiche, belle e brutte, che comporterà da qui in avanti.

Non tutti sanno che in internet è possibile seguire in streaming e in diretta alcune reti che normalmente troviamo schiacciando il tasto del nostro telecomando.
Il sito della Rai è da tempo all'avanguardia in fatto di nuove tecnologie, e la cosa non sorprende viste le montagne di denaro che entrano ed escono nel nostro ente pubblico televisivo. Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Rai News 24 ed ora da qualche giorno anche Rai Sport Più. Ma non solo, nel sito della Rai abbiamo la possibilità di seguire comodamente online, e quando vogliamo, tutte le trasmissioni che ci piacciono: Report, Annozero e Ballarò quelle ad esempio quelle che al sottoscritto piacciono maggiormente. Tutto questo grazie ad un eccellente servizio di Podcasting.

Canali Rai visibili in streaming su internet (clicca su canale per visualizzarlo)

RAI 1
RAI 2
RAI 3
RAINEWS 24
RAI SPORT PIU'

Altri Canali visibili sempre in Streaming (clicca sul canale per visualizzarlo)

Sky Tg24
Sportitalia 24
All Music

Al contrario della Rai, Mediaset non offre agli italiani la possibilità di vedere gratis in diretta i propri programmi (vuole farsi pagare). Anche La 7 non ha prevvisto di far vedere online i suoi programmi in diretta.

15 ottobre 2008

Stop alla TV analogica: La Sardegna è Digitale

Aggiornamento Domenica 19 Ottobre 2008 ore 14:27

Dall'Unione Sarda. Il numero verde 800-022-000 è, però, stato preso letteralmente d'assalto, quasi sempre con richieste di supporto nella sintonizzazione dei decoder. L'attivazione delle nuove frequenze ha causato degli spostamenti di canale che rendono necessario sintonizzare nuovamente il decoder. A questo si è anche aggiunto un guasto ad un impianto della Rai che ha "oscurato" in alcune parti del cagliaritano le tre reti per tutta la mattinata di ieri. Il problema è stato poi risolto. Il passaggio dal segnale analogico a quello digitale si concluderà a fine mese.
Lo switch off ha interessato finora 850 mila persone e sono stati attivati 85 trasmettitori da parte di 13 emittenti. Si sono verificati alcuni disagi, segnalati soprattutto delle persone anziane.

Aggiornamento Giovedì 16 Ottobre 2008 ore 14:22

per continuare il dibattito, dimostratosi molto interessante, aggiorno il post con 2 notizie molto interessanti che mettono altra carne sul fuoco (soprattutto la prima):

  1. Dal Blog di Daniele Martinelli: Per i media di regime fa notizia la Sardegna (oggi mi trovo a Cagliari a punzecchiare Antonio Di Pietro) avviata al “digitale terrestre” cimitero ideale per i vermi in doppiopetto che si nutrono di cadaveri uccisi dal tubo catodico. Guarda caso, proprio ora Europa 7 otterrà le frequenze. Di Rete4? No! Quelle di Rai 1, probabilmente quelle in bassa banda che quasi nessuno ha canalizzato sul proprio televisore. Una a caso? Il vhf 17, lontano dalle frequenze prelibate che vanno si e no dalla 40 alla 65. Ma questo i giornali non lo pongono, tantomeno come eventualità possibile. Preferiscono riportare le idiozie del forzitalidiota Paolo Romani secondo cui “nessuno sarà penalizzato e nessuno sarà favorito”. Balle! Rete4 continuerà a fare l’abusiva. Alla faccia di chi, quelle frequenze che sono bene comune di tutti non le ha mai potute nemmeno sperare.
  2. Da L'Unione Sarda: Sono già "quasi 100" gli interventi compiuti oggi sugli impianti di trasmissione televisiva in Sardegna "che hanno consentito nell'area dell'Ogliastra, e per Raiuno a Cagliari, il passaggio al digitale terrestre". Lo annuncia Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi, l'associazione che riunisce Rai, Mediaset, Ti Media, DFree e le emittenti locali di Frt e Aeranti-Corallo. "E' questo l'inizio del processo - sottolinea Ambrogetti in una nota - che porterà da oggi fino al prossimo 31 ottobre tutta l'isola in digitale e che farà della Sardegna, con i suoi 1.600.000 abitanti, l'area digitale più vasta dell'intero continente europeo".
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Da oggi in Sardegna parte ufficialmente la fase finale del processo di transizione alla tecnologia digitale, iniziata lo scorso anno con il passaggio totale al digitale di Rai 2 e Rete 4. Presi d’assalto in questi giorni i negozi per l'acquisto dell'apparato senza il quale dal primo novembre non si potrà più vedere la tv nell’isola.

Il processo per il definitivo passaggio dall'analogico al digitale nella mia Isola si completerà entro fine mese, quando anche nell'Oristanese, Nuorese e nel Sassarese occorrerà definitivamente il decoder per poter vedere tutti i programmi tv. Per agevolare questa fase di passaggio alla nuova tecnologia, il Ministero ha realizzato una serie di iniziative a favore dei cittadini. I cittadini avranno a disposizione il contributo statale per l'acquisto di un decoder digitale (50 uero) rivolto però ai soli cittadini in regola con l'abbonamento alla RAI, utilizzabile presso tutti i rivenditori che aderiscono all'iniziativa.

Per tutte le informazioni possibili e immagginabili è stato attivato un call center - con il numero verde 800.022.000 - per fornire dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 20 informazioni e assistenza ai cittadini, con particolare riferimento alle modalità di sintonizzazione dei decoder.

Dove reperire altre informazioni? Nei siti http://decoder.comunicazioni.it e www.raiway.it

11 luglio 2008

Basta Maghi e Cartomanti in TV

Via i Maghi e Cartomanti via dalla TV; è la delibera che il Consiglio Nazionale degli Utenti, l’organismo che cura gli interessi e difende i telespettatori, presso l’Autority delle telecomunicazioni, ha appena lanciato nei giorni scorsi.

Via i Cartomanti e i Maghi dalla TV perché abusano della credulità popolare, che attraverso l’invasività del mezzo televisivo, entra nelle nostre case a tutte le ore del giorno e della notte, e che condiziona la vita di chi si affida a questi ciarlatani, questi ultimi che sempre più spesso, vedono la loro vita completamente rovinata.

In Italia sono circa 12 milioni di persone che si rivolgono ai Maghi e Cartomanti. Il giro di affari per questi signori raggiunge la sbalorditiva cifra di 6 miliardi di euro.

La cosa più incredibile è che l'evasione fiscale quantificata nel solo anno 2007 e di circa il 98% dell'intero ricavato. Insomma leggendo questi dati si nota subito che più di qualcosa in questa storia non quadra.

A cercare di dare un perché a tutto questo, ecco l'intervento del Presidente del Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio: "Il grande problema di tutta questa storia è che i più grandi editori italiani pubblicizzano i maghi. Da Berlusconi a Rizzoli, dalle Pagine Gialle alle Pagine Utili, da Media Video a.... Astra. Come vedete ci sono proprio tutti, gli editori maggiori. Inoltre la norma che dice che in tv devono andare solo la notte non viene per niente rispettata, cosi come non viene rispettata la norma che dice che è vietato fare il mestiere di ciarlatano. Insomma la verità è che il business è più forte della legge....".


http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/societa/200712images/magia01g.jpg


13 maggio 2008

Buttate la televisione

L'immagine “http://www.tslpl.org/images/Throw_out_TV.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Una volta i tifosi interisti erano soliti sbollire la rabbia post-sconfitta lanciando motorini e bengala dagli spalti di San Siro. Ora invece, con le nuove tecnologie, hanno trovato un nuovo modo per dare sfogo alle proprie frustazioni calcistiche. E' il caso di un esasperato tifoso nerazzurro della toscana (Pisa), che domenica si è talmente infuriato per l'errore dal dischetto di Materazzi, che ha lanciato dall'alto del suo appartamento la prima cosa che gli è capitata tra le mani. E' successo tutto in pochi minuti: la Roma batteva l'Atalanta e Materazzi sbagliava un rigore, che poteva dare in anticipo lo Scudetto all'Inter, e lui non ci ha visto più: ha afferrato il televisore al plasma da 28 pollici e l'ha gettato dalla finestra, un bel volo dal secondo piano. Il televisore toccando terra, per fortuna è atterrato in un aiuola, è esploso.
Nel condominio si sono presi giustamente paura e hanno chiamato i carabinieri: il rascibile tifoso interista è stato denunciato per lancio di oggetti pericolosi.

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