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11 giugno 2013

Il Grande Fratello è al lavoro


C’è davvero poca consolazione nel poter affermare: “io l’avevo detto!”, in particolare quando le notizie - che ci confermano di aver avuto ragione in tempi non sospetti - sono inquietanti come quelle che oggi ci giungono dai media.

04 giugno 2013

Una testimonianza diretta dalla Turchia in rivolta

La ragazza che resiste al cannone d'acqua della polizia turca. Una delle foto simbolo della rivolta di Istanbul...
3 / 6 / 2013 - Nella giornata di ieri siamo riusciti a contattare un nostro buon amico turco, nostro coetaneo, che si trova in questo momento nel suo paese a fare, beato lui, la sua rivoluzione.

23 maggio 2013

Le pernacchie a Brunetta si scontano con la galera



Di ilsimplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Una nobile tenzone tra inopportunità, una formidabile gara di cretini, una sciagurata contesa di intenti autoritari, di istinti censori, di volontà punitive. Nei giorni scorsi l’iniziativa di Zanda e Finocchiaro indirizzata a rimuovere ostacoli elettorali in nome di una Costituzione manipolata e tirata da una parte e dall’altra quando serve, ora rispettata puntigliosamente per impedire diritti non sufficientemente esplosi dai padri costituenti, ora capricciosamente aggirata come un vecchio attrezzo desueto, quando si tratta di sovranità dello stato e di popolo.

14 maggio 2013

9 mesi di carcere per una pagina Facebook: abbiate paura




di Dario d'Elia

Il Tribunale di Roma ha condannato un 34enne romano per la pagina Facebook "Cartellopoli". L'obiettivo era contrastare la diffusione dei cartelloni pubblicitari, ma i commenti dei suoi amici si sono spinti verso l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato. Il Giudice ha riconosciuto il giovane come unico responsabile.

15 aprile 2013

Classifica della Libertà di Stampa 2013. Italia 57esima


Classifica della Libertà di Stampa 2013: speranze deluse dopo la primavera
Reporter senza frontiere lancia l’indicatore per la libertà dei media

Dopo le cosiddette Primavere arabe e gli altri movimenti di protesta che hanno causato molti “saliscendi” nella classifica dello scorso anno, la Classifica della Libertà di Stampa 2013 di Reporter senza frontiere segna un “ritorno alla normalità”.
La posizione in classifica di molti Paesi non è più attribuibile ai considerevoli sviluppi politici. La classifica di quest’anno rappresenta una più attenta riflessione degli atteggiamenti e delle intenzioni dei governi nei confronti della libertà degli organi di informazione a medio e lungo termine.
Gli stessi tre Paesi europei che guidavano la classifica lo scorso anno detengono le prime tre posizioni anche quest’anno. Per il terzo anno consecutivo, la Finlandia si è distinta come il Paese che più rispetta la libertà di informazione. È seguita da Olanda e Norvegia.

14 aprile 2013

Ex giornalista della CNN: “Ricevevo ordini di manipolare le notizie”


- di Laura Caselli -
Amber Lyon, ex giornalista della CNN, ha rivelato che durante il suo lavoro per il canale televisivo ha ricevuto ordini di trasmettere false notizie e di ometterne altre, al fine di avviare una campagna diffamatoria verso Iran e Siria e manipolare così l’opinione pubblica.
La Lyon ha affermato che il mainstream americano crea intenzionalmente un lavoro di propaganda contro l’Iran per raccogliere consensi ad un’invasione militare. “Ho lavorato nel mainstream per quasi un decennio ed ho avuto la testimonianza diretta che non ci si può fidare dei massmedia. Ho toccato con mano come il mainstream faccia uscire storie censurate per il volere di governi, corporations e l’èlite. Dovete far affidamento sui giornalisti indipendenti per avere un quadro accurato di ciò che sta succedendo negli Stati Uniti.” 

Fonti: LiveLeak e Amber Lyon su facebook
Visto su Losai

07 ottobre 2012

Blogger satirico condannato per delle novelle satiriche su Renzo Bossi

In questi giorni si è fatto un gran parlare del caso Sallusti. Il direttore de Il Giornale è stato condannato come tutti sanno a 14 mesi di carcere per aver fatto pubblicare, quando dirigeva l'altro quotidiano di casa Berlusconi ("Libero"), un articolo scritto dal Senatore Renato Farina (radiato dall'ordine dei giornalisti), risultato gravemente diffamatorio nei confronti di un magistrato.
A questa vicenda i media si sono interessati tantissimo, segnalando a ragione (è infatti grottesco per un opinione uno deve andare in carcere) la grave violazione della parola e della libertà di stampa. Libertà di stampa e di parola che a mio avviso sembra essere garantita attualmente soltanto a quanti fanno parte del salotto buono della politica, mentre gli altri, penso ai piccoli giornalisti ma ancor di più ai piccoli blogger, devono subire qualsiasi ingiustizia nel silenzio più assordante dei media più famosi.

28 settembre 2012

Turchia, arrestate e torturate due componenti del gruppo musicale Grup Yorum

Oggi parliamo di censura e repressione della libertà segnalandovi la storia di due ragazze turche. La polizia di Ankara nei giorni scorsi ha arrestato e torturato in carcere, nel silenzio più assordante dei media, specialmente di quelli internazionali (al contrario di quello che è successo alle ben note Pussy Riot), Selma Altin ed Ezgi Dilan Balci, componenti del famoso gruppo musicale Grup Yorum, band vicina alla sinistra radicale turca. E' evidente che al regime nazionalista islamico guidato dal Primo Ministro Erdogan, non è andato giù l'impegno politico in questi anni della band, che si batte da sempre per la democrazia in Turchia.

17 settembre 2012

La Cassazione: "Non c'è obbligo di registrazione al Tribunale per i blog e i notiziari web"

Dovranno iscriversi come testata giornalistica solo se intendono chiedere il finanziamento pubblico. Sentenza storica: Ruta, condannato in primo grado
e in appello per il reato di stampa clandestina, assolto con formula piena

Per i notiziari web e per i blog diffusi su internet non c'è alcun obbligo di registrazione al Tribunale come testata giornalistica: ciò è necessario solo se intendono chiedere il finanziamento pubblico previsto dalla legge sull'editoria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza di assoluzione del giornalista e saggista Carlo Ruta, autore di un blog che era stato condannato per il reato di stampa clandestina. Il punto è chiarito dalla motivazione della sentenza, appena pubblicata.

21 giugno 2012

Allarme Google, aumentano le richieste di censura da parte dei governi


Dopo una pausa durata una decina di giorni torniamo a postare, sempre contro ogni discriminazione e ingiustizia. Un saluto a chi passa di qua.

Le richieste di censura sul web effettuate dai governi aumentano in maniera allarmante: è questo il monito lanciato da Google, secondo cui spesso il fenomeno riguarda "democrazie occidentali non tipicamente associate con la censura". Nel rapporto riguardante gli ultimi sei mesi del 2011 (parte di uno studio iniziato nel 2010) - secondo quanto riportato dal quotidiano Wall Street Journal - il gigante di Cupertino ha detto di aver ricevuto un totale di 1.007 richieste riguardanti la rimozione di contenuti online e consegna di informazioni su persone che utilizzano il motore di ricerca o il sito di video YouTube. 

18 aprile 2012

L’ennesimo ritorno del comma ‘ammazza-blog’


Ha ragione Di Pietro. Un articolo del contestatissimo testo originario del ddl Alfano (il 28, poi diventato 29) sulle intercettazioni è riapparso (identico, anche se ora è il 25) nella bozza di riforma della materia del ministro Severino. E’ il cosiddetto ‘comma ammazza-blog’, di cui mi sono ripetutamente occupato in passato.

Il testo del Ddl Alfano:

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

«a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;

c) dopo il quarto comma è inserito il seguente: «Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma,» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma»;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: «Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

Il testo della bozza Severino (al 13 aprile 2012):
25. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono  apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche  o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi  dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi  compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla  richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di  accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;

b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le  seguenti: «, senza commento, »;

c) dopo il quarto comma è inserito il seguente: «Per la stampa non periodica  l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice  penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a  proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati  dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano  state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o  affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità,  purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo  penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni  dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre  fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo  comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al  secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i  giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma» e le  parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto  comma» sono sostituite dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal  secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i  giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto
comma»;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: «Della stessa procedura può  avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o  del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva, o  delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali  quotidiani e periodici diffusi per via telematica, non pubblichino la smentita  o la rettifica richiesta».

Tradotto dal legalese: qualcuno (chi?) sta cercando di far rientrare il comma ‘ammazza-blog’ dalla finestra, dopo che – tramite faticose battaglie – era stato buttato fuori dalla porta.

Ora, le cose sono due: o c’è una precisa volontà politica, e allora (quel) qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilità di esprimerla apertamente (invece di infilare il comma di nascosto in una legge sulle intercettazioni); o questa volontà politica non c’è. E allora sarebbe il caso di mettere fine una volta per tutte a questo progetto di legge insensato, nocivo e retrogrado.

di Fabio Chiusi

Fonte http://ilnichilista.wordpress.com/

Letto su http://informazionesenzafiltro.blogspot.it/ 

Post redatto da Raimondo per Niente Barriere

17 aprile 2012

L'appello disperato di Gaetano Ferrieri

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura

AGGIORNAMENTO - Ferrieri denuncia il Vice Questore - Il Vice Questore, Alessandro Giusa, afferma rivolto a Gaetano Ferrieri "La finisci di rompere i col….." Youreporter mette on line il video. (fonte http://www.net1news.org)
GUARDA IL VIDEO!!!
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GUARDA IL VIDEO!!!
 



Sabato è stato un giorno durissimo per Gaetano Ferrieri, da oltre 300 giorni in sciopero della fame e in sosta permanente per protesta, in Piazza Montecitorio davanti al parlamento.
A Gaetano sabato è stato revocato il permesso di sosta davanti a Montecitorio. Malgrado l'ordinanza parlava di 7 giorni di tempo per sgomberare, dopo 20 minuti dall'ordinanza è arrivata la Digos e ha messo tutto a soqquadro buttando via tutto: il suo gazebo, i suoi integratori, i suoi libri e i suoi appunti.
Ci sembra doveroso diffondere il suo appello:
 
CARI AMICI VI CHIEDO UN AIUTO; NON HO PIU' NULLA, solo una poltroncina pieghevole, una bandiera e la mia DIGNITA', io sono qui e continuerò imperterrito, devo ricomprarmi le medicine e gli integratori oltre a alcune cose per ripristinare i cartelli e altro oggetti di prima necessità vedete voi Grazie IO STO CHIEDENDO CONTRIBUTI PER POTER SOSTENERE DEI COSTI MINIMI, non mi sto arricchendo, faccio visite mediche private di controllo con relativi prelievi e esami, pago la chiavetta internet, bevo succhi e centrifughe oltre ad assumere ferro e vitamine, prendo integratori a base di gelatine d'erbe che trovo solo all'estero, cerco di resistere per lottare contro un sistema che ci sta distruggendo, chi non crede venga qui e veda direttamente poi critichi....GRAZIE TUTTO E' TRASPARENTE BASTA SEGUIRMI NOTTE E GIORNO SONO MICA UNO DEI LADRONI POLITICI: PER CHI VOLESSE FARE DONAZIONI PER IL PROGETTO PRESIDIO PERMANENTE A MONTECITORIO TENIAMO A SPECIFICARE CHE ATTUALMENTE L’UNICO CANALE RICONOSCIUTO E’ QUELLO DELLA RICARICA POSTEPAY. QUI DI SEGUITO E’ POSSIBILE TROVARE I DATI NECESSARI PER EFFETTUARLA. Postepay n. 4023600609283272 intestata a Gaetano Ferrieri codice fiscale: FRRGTN57L06A757T Potete effettuare le ricariche presso una qualsiasi ricevitoria SISAL abilitata, presso un qualsiasi sportello POSTE ITALIANE, sul sito di POSTE ITALIANE, NO PAYPAL. ……IL PRESIDIO RINGRAZIA ANTICIPATAMENTE E VI INVITA ALLA PARTECIPAZIONE IN LOCO. Questo è l’unico conto riconosciuto da noi del presidio per eventuali vostri versamenti che spero comunicherete direttamente tramite un sms al numero 3336677839 Per questo ringraziamo anticipatamente. 

Grazie un Abbraccio Gaetano Ferrieri

Appello letto anche su http://essereniente.blogspot.it/

Una vicenda poco conosciuta quella di Gaetano Ferrieri del quale gli ultimi risvolti confermano che siamo sempre più davanti a un paese non democratico.



Altre informazioni su
http://www.presidiomontecitorio.it/

Post redatto da Raimondo per Niente Barriere


17 marzo 2012

I Blog italiani della piattaforma Blogger (blogspot.com) sono stati reindirizzati ad un dominio .it

Oggi i migliaia di Blog italiani della piattaforma Blogger - Blogspot sono stati reindirizzati automaticamente al dominio italiano "blogspot.it" (Questi fino ad ieri avevano il dominio internazionale ".com". ). Tutto questo per permettere "una maggiore flessibilità nell'adeguamento di RICHIESTE DI RIMOZIONE VALIDE CONFORMI ALLE LEGGI LOCALI". Per chi scrive e chi legge i Blog e in particolare Niente Barriere non cambia nulla e verrete reindirizzati automaticamente al nuovo indirizzo (http://www.nientebarriere.blogspot.it/)


Mi preme soltanto aggiungere un piccolo commento:
Questa modifica non mi piace e a mio avviso non è positiva e puzza fortemente di censura. Quanto accaduto apre ufficialmente le porte al controllo dei contenuti dei Blog italiani (c'è da scommettere che anche le altre piattaforme seguiranno l'esempio di Blogger/Blogspot) e potrebbe portare alla decisione (dolorosa) futura di chiudere questo Blog. Perchè??  Perchè si materializzerebbe la maggiore  paura per un Blogger. Potrebbe succedere che quanto scritto su questo Blog, "potrebbe urtare la sensibilità o suscettibilità di qualcuno" (... ovvero di qualche Lobbies ...), le quali zitte zitte, quatte quatte da oggi hanno mezzi e strumenti maggiori per "far sparire" o "rettificare" una notizia a loro non gradita (minacciando il Blogger di portarlo in Tribunale).  Non voglio passare di certo per vigliacco (segnalo che qua è tutto gratis per voi) ma sottolineo una cosa che non ho nè i soldi e ne la voglia di affrontare un rischio simile ... Quel che è certo e che in futuro dovrò prendere una decisione importante. Per adesso comunque andiamo avanti, poi ... si vedrà!


Ciao, un saluto festoso da
Raimondo by Niente Barriere

Aggiornamento 20.03.2012


A quanto pare le ultime novità nella piattaforma Blogger ha irritato nel mondo tanta gente (dunque non solo io ci sono rimasto male) a tal punto che Google pensate un pò sarebbe sul punto di tornare sui suoi passi ... e a breve, potrebbero esserci nuovi sviluppi, stavolta positivi. Intanto vi segnalo che si può evitare il redirect mettendo mano al codice html del blog (Fonte: http://www.ideepercomputeredinternet.com/), anche se in alcuni modelli di Blogger pare non funzioni.

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15 marzo 2012

Per i blogger 2011 nero, record di violenze

Rapporto 2012 di Reporters sans frontieres sui nemici della Rete.

 
PARIGI - Il 2011 ''restera' come un anno di una violenza senza precedenti'' contro i blogger e i cittadini attivi su Internet, con la morte di cinque di loro e oltre 200 arresti: e' quanto emerge dal rapporto 2012 di Reporters sans frontieres (RSF) sui nemici di internet, pubblicato oggi sul suo sito internet. ''I 'net-cittadini' sono stati, nel 2011, al cuore dei cambiamenti politici che hanno coinvolto il mondo arabo. Hanno tentato, al fianco dei giornalisti, di bloccare la censura, ma dall'altra parte, hanno pagato un prezzo elevato. Cinque di loro sono stati uccisi mentre erano impegnati in una missione di informazione'', scrive RSF, aggiungendo: ''Nel 2011, sono stati elencati circa 200 arresti di blogger e 'net-cittadini', vale a dire un innalzamento del 30% rispetto all'anno precedente''.
Fonte http://ansa.it/

Consiglio la lettura di:

27 febbraio 2012

Nel 2012 non ci sarà la fine del mondo bensì la fine di internet libero!!

Sembra che con il 2012 sia partito anche l’assalto alla libertà del web. Il prossimo 27 febbraio inizierà a Ginevra un incontro diplomatico il quale potrebbe assegnare alle Nazioni Unite un potere senza precedenti in termini di controllo della rete. Ne parla il Wall Street Journal.


Controllare il Web - Le grandi potenze sembrano coalizzate, altro che Iran o Siria. Russia, Cina e dozzine di altri paesi vogliono arrivare, entro la fine dell’anno, a un controllo globale della rete sotto l’egida dell’Onu, come confermato nel giugno 2011 dal primo ministro russo Vladimir Putin, secondo il quale “è obiettivo mio e dei nostri alleati di instaurare un controllo internazionale su Internet”. Il controllo avverrebbe attraverso l’International Telecommunication Union, controllata direttamente dall’ONU.

Nel 1988 in Australia - Si tratta, potenzialmente, della più grande rivoluzione nel mondo del web dal 1988. In quell’occasione, 114 delegati provenienti da tutto il Pianeta si trovarono in Australia per siglare un trattato che liberalizzava le comunicazioni internazionali. Così facendo Internet divenne una specie di “porto franco” libero da ogni vincolo. Si trattò del più importante caso di “deregulation” della storia. Da quel momento in poi la rete conobbe una crescita verticale, grazie soprattutto agli accademici e alle organizzazioni non governative, che compresero subito le potenzialità di questo nuovo canale.

Sedici anni di crescita - Nel 1995 erano sedici milioni le persone che avevano accesso al World Wide Web. Sedici anni dopo, il numero è cresciuto a oltre due miliardi, e ogni giorno che passa mezzo milione di persone accede alla rete. A cosa è dovuta la crescita verticale nell’uso di Internet? Probabilmente al fatto che i vari governi non ci avevano mai messo gli artigli sopra. L’avvento di smartphone, tablet, notebook ha aumentato ancora di più la penetrazione del web nelle nostre vite, trasformando la rete, molto probabilmente, nella scoperta tecnologica più importante della storia umana.

La Rete tentacolare - Tutti sono collegati. Un contadino disperso con le sua fattoria nel cuore dell’Australia potrà acquistare un prodotto a New York, con buona pace del negoziante di paese. Una mamma può cercare sul web la medicina adatta a suo figlio. Basta un telefonino e si può lasciare a casa il computer ed è possibile comunicare liberamente e senza censure. Non dimentichiamo neanche il ruolo avuto dalla rete nell’evoluzione del mercato del lavoro mondiale. Per ogni impiego perso per colpa di Internet, sono state assunte per merito della rete 2.6 persone, le quali operano senza il controllo del governo.

Le proposte - Eppure sembra che Russia, Cina, i loro alleati e i 193 membri dell’ITU vogliano modificare gli accordi del 1988, allungando le loro fredde mani su quanto era stato “liberato”. Il prossimo dicembre, a Dubai, le seguenti proposte potrebbero diventare realtà, e al solo pensiero c’è da tremare:

  • 1) Porre sotto controllo internazionale la sicurezza della rete e la tutela della privacy;
  • 2) Permettere alle compagnie telefoniche straniere di addebitare il traffico web internazionale, probabilmente attraverso una tariffazione “a click”, per foraggiare le casse dello Stato e della compagnia in questione;
  • 3) Imporre regolamenti economici senza precedenti su tariffe, termini e condizioni attualmente non regolamentati come il “peering”;
  • 4) Creare domini “ITU” che verranno distribuiti dall’ICANN, l’entità no-profit che gestisce gli indirizzi web di tutto il mondo;
  • 5) Mettere sotto controllo intergovernativo tutti i gruppi ed enti che consentono a Internet di operare;
  • 6) Modificare le tariffe del roaming internazionale.

India e Brasile approvano - Lo so. Lo state pensando. Con la scusa della sicurezza cercano di legare le mani degli utenti chiedendo anche più soldi per continuare a vivere come adesso. Alcuni paesi in via di sviluppo, India e Brasile su tutti, sembrano molto interessati alle proposte che verranno discusse a Ginevra. Il fatto che molti Paesi conosciuti per il loro pugno duro nei confronti della libertà di espressione sul web stiano sponsorizzando la probabile entrata in vigore di queste norme lascia perplessi.

Meglio il dialogo - Non si tratta di rifiutare in tutto e per tutto di modificare il mondo del web. Ma anziché calare la decisione dall’alto modello scure, forse sarebbe più sensato trovare un dialogo tra le parti, garantendo prima di tutto la tutela della libertà di un posto ormai ritenuto “sacro” da centinaia di migliaia di persone. Non si possono neanche dimenticare i benefici che un Internet libero ha garantito all’umanità, in termini di sviluppo di conoscenze, di possibilità lavorative, d’interazione sociale.

La burocrazia che uccide - Così facendo sembra si voglia dare ragione a quei Paesi che auspicano il controllo del Web. Un internet “balcanizzato” sarebbe insostenibile per il mercato attuale. Acuirebbe e di molto la sovranità nazionale e limiterebbe la sua libertà. Internet crescerebbe nelle zone sviluppate a scapito di quelle arretrate, e bisognerà perdersi nella burocrazia per innovare ed investire. Il Cloud computing verrà demolito e saremmo tutti più poveri, oltre che più controllati.

Quei 90 voti - La rete è un qualcosa privo di confini per sua stessa natura. Vincolarla, normarla, chiuderla, bloccarla, fermerebbe tutto il processo nato nel 1988, esploso a fine anni ’90 e tale per cui oggi ci sentiremmo persi senza una connessione web. La cosa migliore sarebbe tornare indietro. La modernizzazione è necessaria e costruttiva, ma non può essere accettata se è sinonimo di legaccio burocratico. La situazione è però molto grave. Lo statuto dell’ITU prevede che le decisioni vengano prese a semplice maggioranza, e non è previsto diritto di veto. Per approvare queste norme basterebbero 90 voti. Siamo a livello di “si dice”, e sinceramente si spera che resti così. Dopo tanto parlare di libertà negli ultimi anni, bloccare il web sarebbe una mossa suicida, prima ancora che incomprensibile.


La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.ecplanet.com/node/3079

Articolo letto su
http://ilfattaccio.org/

11 gennaio 2012

Un mondo pieno di barriere



"Perché il passaporto? Perché restrizioni all'immigrazione? Perché non lasciare che gli esseri umani vadano dove vogliono andare, Polo Nord o Polo Sud, Russia o Turchia, Stati Uniti o Bolivia? Gli esseri umani devono essere tenuti sotto controllo. Essi non possono volare come gli insetti sul mondo in cui sono nati senza che lo abbiano chiesto. Gli esseri umani devono essere tenuti sotto controllo..., sotto passaporto, sotto impronte digitali. Per quale ragione? Solo per mostrare l'onnipotenza dello Stato, e del santo servo dello Stato, il burocrate. La burocrazia è venuta per rimanere. E' diventata il grande sovrano onnipotente del mondo. E' venuta per inchiodare gli esseri umani alla disciplina, per farli diventare dei numeri all'interno dello Stato. Ha cominciato con le impronte dei bambini, la prossima tappa sarà il marchio col numero di matricola sulla schiena, debitamente depositato, in modo che nessun errore possa essere fatto per quanto riguarda la vera nazionalità dell'insetto. Un muro ha reso la Cina quello che è oggi. I muri che tutte le nazioni hanno costruito dopo la guerra per la democrazia avranno lo stesso effetto. L'espansione dei mercati e profitti di dimensioni sempre più grandi sono una religione. È la più antica religione, forse, perché ha i sacerdoti meglio addestrati, ed ha le chiese più belle; sì, signore."
Tratto da  La nave della  morte (Das Totenschiff) di Berick Traven Torsvan meglio conosciuto come B. Traven  - 1926

Fonte Web sul Blog 

Il Futuro (Se Accettiamo i Microchip)

02 novembre 2011

La multinazionale farmaceutica Shire censura e diffida legalmente un piccolo sito web di Matera


“Il Resto”, sito web di informazione locale di Matera, ha ricevuto una diffida legale dalla Shire Italia: “Ritrattare quanto è stato scritto sulle strategie di marketing di Shire per introdurre un nuovo psicofarmaco per bambini in Italia, oppure venir denunciati in Tribunale e pagare i danni”, questa la sintesi della diffida secondo quanto riferisce il sito web lucano.

Torino, 30/10/2011 (informazione.it - comunicati stampa) La storia è di quelle “da manuale”, ma per essere compresa richiede una premessa. A inizi 2011 SHIRE® – multinazionale farmaceutica inglese da oltre 3 miliardi di euro di fatturato – dà mandato a un’agenzia internazionale di pubbliche relazioni di promuovere in Italia iniziative sull’ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione (bambini troppo agitati e distratti), spesso “curata” con potenti psicofarmaci. Congressi, dialogo con la classe medica, articoli sui giornali: un’azione apparentemente culturale e di sensibilizzazione per informare su un disagio che riguarda sempre più famiglie e scuole, anche nel nostro paese. Nessuno però all’epoca sospetta che proprio SHIRE® sta per introdurre in Italia uno psicofarmaco per bambini, la Guanfacina, una vecchia molecola anti-ipertensiva autorizzata negli Stati Uniti i cui effetti collaterali – tra i quali grave confusione e depressione delle funzioni mentali (1) – non sono ancora stati misurati sui minori, ma che la multinazionale inglese vorrebbe riciclare per l’uso sui bimbi: una sperimentazione su bambini è - su iniziativa di SHIRE - in corso in quel periodo nella massima riservatezza (2) in un centro ricerche di Pisa.

Furono proprio i giornalisti della redazione di “Giù le Mani dai Bambini” – il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) a svelare i piani di SHIRE® in Italia, il cinque luglio scorso, lanciando un comunicato stampa estremamente dettagliato (3) e completo di tutte le prove circa i piani di sviluppo nel nostro paese per il redditizio business di quelle che un noto psichiatra americano, Allen Frances, ha recentemente definito “droghe legali in grado di dare più dipendenza di quelle illegali”.

Lo scandalo esplose subito: un’interrogazione parlamentare venne depositata alla Camera dei Deputati a firma dell’On. Paola Binetti e di altri deputati (4) e un’analoga iniziativa venne assunta al Parlamento Europeo dall’On. Cristiana Muscardini (5). Se ne parlò molto sui mass-media nazionali (6) e internazionali (7), fino in Australia, con il risultato che anche il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ordinò una verifica dei NAS sulle presunte attività “promozionali” da parte di SHIRE®, verifica che - come spesso succede in Italia – si concluse con un nulla di fatto. “Le modalità di svolgimento dell’indagine dei NAS – conferma Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini” – hanno del ridicolo, tanto furono approssimative. L’unica cosa che avrebbero dovuto fare, ovvero sequestrare il contratto che provava il legame l’agenzia di PR e la multinazionale farmaceutica, guarda caso non l’hanno fatta, non mi risulta che abbiano neppure tentato di accedere nelle sedi ove esso era presumibilmente custodito, si sono limitati a riportare nelle loro conclusioni documenti presenti su internet, peraltro pubblicati da noi. Tanto fu scandalosa la gestione di questo dossier da parte dei NAS che scrivemmo una lettera aperta di protesta al Ministro Fazio (8)”

E siamo a oggi, quando – a sorpresa, nel corso delle feste per il ponte di Ognissanti, mesi dopo la fine della “querelle” – l’Avvocato Riccardo Francalanci per conto di SHIRE Italia con una lettera dai toni ultimativi ha diffidato un piccolo periodico di Matera, on-line su www.ilresto.tv, dal rimuovere immediatamente un articolo che rendicontava sull’accaduto in quei giorni di luglio. (9)

“E’ surreale che SHIRE trascini in tribunale – come ha annunciato di voler fare – un sito internet che ha come unica colpa quella di aver ripreso notizie ampiamente circolate sui mass-media nazionali e non solo, ha dichiarato Luca Poma. Perché non diffidano l’ADN Kronos che pure riprese la notizia, o Affari Italiani, o il quotidiano La Stampa, o la radio di Stato Australiana “SBS”? Nel perfetto stile delle multinazionali se la prendono solo con i più piccoli. Nella lettera legale di diffida, SHIRE afferma che la nostra denuncia di luglio non sarebbe abbastanza documentata: perché allora non attaccano direttamente noi? Tutto quello che abbiamo affermato è invece dettagliatamente documentato, tanto che SHIRE non si è mai azzardata a smentirlo (10). Lo stesso Amministratore delegato dell’agenzia di pubbliche relazioni incaricata da loro – con grande onestà intellettuale - ha ammesso l’esistenza dell’incarico per promozionale l’ADHD, e guarda caso SHIRE sta per introdurre uno psicofarmaco da somministrare ai bambini proprio per quella patologia: il nesso causale pare chiaro, o perlomeno degno di indagine giornalistica. Ora un piccolo giornale web di provincia è posto dinnanzi a una scelta: tutelare la libertà di espressione con il rischio di gravi problemi giudiziari, oppure auto-censurarsi per timore dei danni che la SHIRE richiederà e che porterebbero alla sicura chiusura della testata. L’atteggiamento arrogante della multinazionale è sconcertante: dal momento che uno psicofarmaco è stato autorizzato per l’uso sui bambini negli Stati Uniti, dove 11 milioni di bimbi sono quotidianamente drogati nella speranza vana di risolvere problemi di comportamento o di migliorare le performance scolastiche, tutto sarebbe regolare, e chi si permette di obiettare o di criticare la spregiudicatezza del marketing farmaceutico va denunciato, i giornali devono essere fatti tacere, e i risarcimenti per danno all’immagine devono fioccare nelle già ricche casse delle aziende farmaceutiche. Ebbene – conclude Poma – se sono questi i soggetti ai quali è affidata la salute nel nostro paese, temo che tra non molto anche in Italia si registreranno gli abusi già visti in USA”

Per media-relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
LINK DI DOCUMENTAZIONE E APPROFONDIMENTO:
(1) http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/
(2) SHIRE non ha mai emesso alcun comunicato stampa per informare l’opinione pubblica dell’avvio della sperimentazione sui bambini della Guanfacina, finalizzata ad introdurre in Italia lo psicofarmaco
(3) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf
(4) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera131.pdf
(5) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera133.pdf
(6) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_diconodinoi__1345.pdf e http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_diconodinoi__1346.pdf
(7) http://www.giulemanidaibambini.org/video/videoplayer.php?v=player.swf?src=PAA_SBS.flv
(8) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__170.pdf
(9) http://www.ilresto.tv/2011/10/primo-piano/shire-italia-diffida-articolo
(10) SHIRE non ha mai rettificato quanto denunciato da “Giù le Mani dai Bambini” ne ha mai emesso un comunicato stampa che confutasse le accuse o le smentisse

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.informazione.it

06 ottobre 2011

Dopo 3 giorni riapre Wikipedia


Dopo 3 giorni di sciopero intrapreso per protestare contro la legge Ammazza Blog che metterebbe di fatto il bavaglio ad internet, grazie al comma 29 presente nel Decreto Legge sulle Intercettazioni, Wikipedia torna online. Su ogni pagina della famosa "enciclopedia libera" è presente un nuovo comunicato scritto dagli utenti di Wikipedia.

Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell'enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia.
(qui la forma approvata dalla Camera dei deputati l'11 giugno 2009, poi modificato dal Senato il 10 giugno 2010; qui gli emendamenti)

Sono stati proposti degli emendamenti, ma le modifiche al decreto non sono ancora state approvate in via definitiva. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l'approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia.

Grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale.
 Fonte Wikipedia

Leggi anche Ammazza Blog, trovato l'accordo (bipartisan), rettifica solo per le testate online registrate

05 ottobre 2011

Ammazza Blog, trovato l'accordo (bipartisan), rettifica solo per le testate online registrate


Ammazza blog. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. E' questo l'accordo bipartisan raggiunto in Comitato dei Nove, che sta esaminando il ddl Intercettazioni. La proposta è il frutto di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).

04 ottobre 2011

Legge Bavaglio, anche Wikipedia scende in campo contro il comma 29


Anche Wikipedia prende posizione e scende in campo contro la norma “ammazza blog” (il comma 29 del Decreto Legge Intercettazioni) che il Governo si appresta a varare, anche a colpi di Fiducia. 
In un comunicato pubblicato oggi, visibile nella home page di Wikipedia, gli utenti della famosissima "enciclopedia libera", stanno valutando il da farsi per protestare contro questa legge che di fatto metterà il bavaglio alla Rete. Si pensa addirittura ad uno sciopero generale, al blocco delle modifiche o la cancellazione per tutte le pagine riguardanti persone in vita o decedute nel 1900 o, addirittura, alla chiusura provvisoria del sito in segno di protesta.

Ecco il Comunicato integrale degli Utenti di Wikipedia:
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
 Fonte Wikipedia

Aggiornamento 6 ottobre 2011 - Leggi Dopo 3 giorni riapre Wikipedia