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10 maggio 2016

Zanotelli: acqua ai privati, tradimento di Stato firmato Renzi

Quello che è avvenuto il 21 aprile alla Camera dei Deputati è un insulto alla democrazia. Quel giorno i rappresentanti del popolo italiano hanno rinnegato quello che 26 milioni di italiani avevano deciso nel referendum del 12-13 giugno 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene. I deputati invece hanno deciso che il servizio idrico deve rientrare nel mercato, dato che è un bene di “interesse economico”, da cui ricavarne profitto. Per arrivare a questa decisione (beffa delle beffe!), i rappresentanti del popolo hanno dovuto snaturare la legge d’iniziativa popolare (2007) che i Comitati dell’acqua erano finalmente riusciti a far discutere in Parlamento. Legge che solo lo scorso anno (con enorme sforzo dei comitati) era approdata alla Commissione Ambiente della Camera, dove aveva subito gravi modifiche, grazie agli interventi di Renzi-Madia. Il testo approvato alla Camera obbliga i Comuni a consegnare l’acqua ai privati. Ben 243 deputati (Partito Democratico e Destra) lo hanno votato, mentre 129 (Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana) hanno votato contro. A nulla è valsa la rumorosa protesta in aula dei pentastellati.
Ora il popolo italiano sa con chiarezza sia quali sono i partiti che vogliono privatizzare l’acqua, ma anche che il governo Renzi è tutto proteso a regalare l’acqua ai privati. «L’obiettivo del governo Renzi – afferma giustamente Riccardo Petrella – è il Alex Zanotelliconsolidamento di un sistema idrico europeo, basato su un gruppo di multiutilities su scala interregionale e internazionale, aperte alla concorrenza sui mercati europei e mondiali, di preferenza quotate in Borsa, e attive in reti di partenariato pubblico-privato». Sappiamo infatti che Renzi vuole affidare l’acqua a quattro multiutilities italiane: Iren, A2A, Hera e Acea. Infatti sta procedendo a passo spedito l’iter del decreto Madia (Testo unico sui servizi pubblici locali) che prevede l’obbligo di gestire i servizi a rete (acqua compresa) tramite società per azioni e reintroduce in tariffa “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” (la dicitura che il referendum aveva abrogato!). Tutto questo è di una gravità estrema, non solo perché si fa beffe della democrazia, ma soprattutto perché è un attentato alla vita. E’ infatti Papa Francesco che parla dell’acqua come “diritto alla vita” (un termine usato in campo cattolico per l’aborto e l’eutanasia).
L’acqua è Vita, è la Madre di tutta la Vita sul pianeta. Privatizzarla equivale a vendere la propria madre! Ed è una bestemmia! Per cui mi appello a tutti in Italia, credenti e non, ma soprattutto alle comunità cristiane perché ci mobilitiamo facendo pressione sul Senato dove ora la legge sull’acqua è passata perché lo sgorbio fatto dai deputati venga modificato. Inoltre mi appello: al presidente della Repubblica, perché ricordi ufficialmente al Parlamento di rispettare il referendum; alla Corte Costituzionale, perché intervenga a far rispettare il voto del popoloitaliano; alla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), perché si pronunci, sulla scia dell’enciclica “Laudato Si’”, sulla gestione pubblica dell’acqua; ai parroci e ai sacerdoti, perché nelle omelie e nelleRenzi con Marianna Madiacatechesi, sensibilizzino i fedeli sull’acqua come “diritto essenziale, fondamentale, universale” (Papa Francesco); ai Comuni e alle città, perché ritrovino la volontà politica di ripubblicizzare i servizi idrici come Napoli (penso a città come Trento, Messina, Palermo, Reggio Emilia).
Il problema della gestione dell’acqua è oggi fondamentale: è una questione di vita o di morte per noi, ma soprattutto per gli impoveriti del pianeta, per i quali, grazie al surriscaldamento del pianeta, l’acqua sarà sempre più scarsa. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e milioni di morti di sete. Per questo la gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al referendum. Diamoci tutti da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita: l’Acqua.
(Alex Zanotelli, “Acqua, tradimento di Stato”, da “Coscienze in Rete” del 2 maggio 2016).

05 maggio 2012

"Referendum tradito" Comitato per l'acqua restituisce le tessere


GUARDA IL VIDEO! 


A poche ore della giornata referendaria del 6 Maggio in Sardegna e delle Amministrative 2012, c'è una notizia che merita secondo me di essere divulgata, e commentata:
Ad un anno dal referendum sull’acqua pubblica, l'intero Comitato per l'Acqua Pubblica, quello di Aprilia, ha deciso di restituire la tessera elettorale al presidente della Repubblica. Una protesta "forte", contro la mancata attuazione della consultazione popolare del giugno 2011. Ad oggi, nessun gestore ha eliminato come avrebbe dovuto, secondo l'esito elettorale, la mercificazione dell'acqua pubblica.
E' intollerabile che la politica italiana spenda un fiume di denaro (per rimborsi e benefit vari) e non rispetti neanche gli esiti delle consultazioni elettorali e referendari. Tutto questo è chiaramente incostituzionale e dimostra ancora una volta il fatto che dobbiamo liberarci (democraticamente) di quest'ammasso di mantenuti.

22 marzo 2012

Giornata Mondiale dell'Acqua - Water World Day 2012

Cari Amici, oggi è la Giornata mondiale dell'acqua 2012. Il Water World Day è stato istituito dall'ONU già dal 1992 per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sull'importanza della risorsa naturale più preziosa della terra. Nel mondo non c'è acqua a sufficienza per tutti e le statistiche dicono che ognuno di noi beve dai 2 ai 4 litri di acqua ogni giorno. Il tema dell'edizione 2012 del Water World Day è "Acqua e sicurezza alimentare". Nel mondo, lo ricordiamo, ogni 17 secondi un bambino muore per le conseguenze di mancanza di acqua pulita e il 40% della popolazione globale pensate un pò non ha accesso ad acqua potabile. 


Per approfondire vi invitiamo alla lettura di questi post che hanno per tematica dell'Acqua

13 gennaio 2012

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.
Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo. 

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

26 novembre 2011

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA




PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI 

Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica


Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea del mercato come unico regolatore sociale.
Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.
Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.
IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO
E TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE
Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”,ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.
Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.
Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.
Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.
Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.
Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
E un futuro diverso per tutte e tutti.

01 settembre 2011

Lettera aperta del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

  • No alla privatizzazione dei servizi pubblici locali; 
  • NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali
Al Presidente della Repubblica 
Alle forze politiche 
Il 12 e 13 giugno il voto referendario di ben 28 milioni di cittadine e cittadini italiani di ogni espressione politica ha chiaramente indicato la voglia di partecipazione attiva alle decisioni importanti per il Paese: servizi pubblici locali, beni comuni, energia, giustizia. Chiara è stata la risposta dei cittadini: NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d'interesse generale, a partire dalla gestione dell'acqua ma non solo, NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali. Le persone hanno chiaramente indicato alla rappresentanza politica una nuova stagione che metta al centro l'essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione finanziaria. Purtroppo il governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull'acqua ma, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare e già approvata con Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso, ha riproposto (negli articoli raggruppati sotto il Titolo II) in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare. Infatti, l'articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Addirittura l'articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità. Un premio che dovrebbe servire per fantomatici investimenti infrastrutturali quando invece ai Comuni vengono sottratti trasferimenti essenziali per le loro funzioni. Tutto ciò - oltre a non rispettare la volontà di partecipazione e le decisioni che i cittadini impongono ai rappresentanti politici - è una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato con referendum contro l'affidamento al mercato di tutti i servizi pubblici locali previsti dal Decreto Ronchi, e tale decisione è vincolante per almeno cinque anni (come affermato dalla giurisprudenza costante della Corte Costituzionale). Purtroppo ciò sta avvenendo in un colpevole silenzio politico generalizzato che non rispetta il voto dei cittadini (di qualsiasi colore politico). Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche affinché non deformino l'esito referendario e rispettino l'indirizzo chiaro della volontà popolare. Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica affinché, in aderenza al Suo ruolo di garante della Costituzione, non permetta che siano riproposte leggi che violano l'esito dei referendum popolari.
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito
http://www.acquabenecomune.org/

04 dicembre 2010

Mobilitazione Nazionale per l'Acqua Pubblica



Cari amici oggi torniamo a parlare di Acqua Pubblica e Gratuita, per informarvi che nella giornata di oggi (4 dicembre) in tantissime città italiane si svolgerà una manifestazione per chiedere una moratoria che permetta di votare quanto prima (nel 2011) il referendum sull'acqua pubblica (promosso dal Forum Italiano per i Movimenti per l'Acqua), visto anche lo straordinario successo della raccolta delle firme in tutta Italia. Per l'occasione in tutte le piazze verrà letta una  la lista "in stile vieni via con me", redatta dal gruppo comunicazione del forum dei movimenti per l'acqua pubblica. Lista e impaginazione grafica per chi li volesse sono scaricabili cliccando qui. Prevista anche la diretta radio in streaming, ascoltabile su  www.acquabenecomune.org grazie alla collaborazione di Radio Transizione di Fase, Radio Ciroma e Radio Sherwood. Oltre alla diretta radiofonica, grazie all'ausilio di Global Project ci sarà anche una diretta sms. Chiunque può mandare aggiornamenti che saranno inseriti direttamente sul nostro sito via sms al numero 389-5313511. Sarà un modo simpatico per essere aggiornati con tutte le piazze d'Italia. Chi volesse mandare delle foto della giornata di oggi può farlo mandando una e-mail a ufficiostampa@acquabenecomune.org, che l'occasione creerà una gallery della manifestazione.

FIRMA LA MORATORIA

Per l'occasione il cantautore siciliano Toti Poeta ha reallizzato un video musicale sull'acqua con la collaborazione di un testimonial d'eccezione: Pietro Sermonti (dalla fiction Un medico in famiglia). Il video è stato messo in Rete da Ilgiovaneilio.

20 maggio 2010

Lo sfruttamento delle acque del fiume Nilo fa salire la tensione tra alcuni Stati Africani




Mentre in Italia procede a gonfie vele la raccolta referendaria del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua (in un mese 516.615 firme), per far si che quest'ultima torni ad essere un bene pubblico, e non una merce da fatturare a piacimento, nel resto del mondo, e precisamente in Africa, sul grande fiume Nilo aumentano i malumori dovuti allo sfruttamento dell'uomo di questa indispensabile risorsa. Infatti tira proprio un'aria sempre più pesante tra i paesi a monte e a valle del grande fiume africano. Le mega-dighe in costruzione – finanziate in particolare dalla Banca europea e dall’Italia – al Sud rischiano di ridurre drasticamente le risorse idriche del Nord.

In molti sostengono che per “l’acqua”, probabilmente, si combatteranno il prossime guerre. Se un disgraziato giorno davvero dovesse essere così, uno scenario di guerra potenzialmente dirompente si presenterebbe tra i paesi a monte e a valle del fiume Nilo. Lo sfruttamento delle sue acque, già da adesso, sta causando non pochi attriti tra i paesi che ne condividono il suo ampio bacino. In particolare, i sette paesi che sono a monte del fiume ossia Etiopia, Uganda, Kenya, Tanzania, Burundi, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo si dicono ormai pronti a creare un “Accordo quadro” di cooperazione, a cui però si stanno opponendo strenuamente i due paesi a valle, ovvero l’Egitto e il Sudan. Infatti, sia il governo egiziano sia quello sudanese temono che uno sfruttamento intensivo delle risorse idriche a monte possa ridurre drasticamente le disponibilità idriche a valle – e il loro conseguente sfruttamento – per i due paesi. Per ora il contrasto è ancora latente a livello politico ma non pochi osservatori internazionali temono che davanti ad un’ulteriore escalation si possa scatenare, prima o poi, una guerra tra poveri che però, come spesso capita, risultano armati fino ai denti proprio dai paesi occidentali oltre – ovviamente – alla solita Russia e Cina.


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25 aprile 2010

25 Aprile 2010, Liberiamo l'acqua dalle logiche del profitto!!!

Buongiorno e Buon 25 Aprile a tutti.

Oggi vi ricordo che l'anniversario di oggi (della Liberazione dal nazifascismo), sarà l'occasione per liberare il bene più comune per eccellenza, l'acqua, dal mercaro e dal profitto.

E' partita infatti ieri la battaglia che deve portare alla ripubblicizzazione dell'acqua, grazie a 3 Referendum che il Forum Italiano per i Movimenti per l'Acqua ha proposto, e che si potranno firmare in questo weekend in centinaia di piazze. Qui trovate la mappa costantemente aggiornata dei banchetti dove chi vuole può firmare.

Diventa anche tu una staffetta del bene comune, firma e fai firmare.

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

  • Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
  • Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
  • Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.
  • Per conservarlo per le future generazioni.


Perché si scrive ACQUA

ma si legge DEMOCRAZIA




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31 marzo 2010

La liberazione dell'acqua dalle logiche del profitto


Manco a farlo apposta dopo i fattacci di ieri, stasera torno a parlare di acqua.

Sono stati depositati stamattina presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre Referendum che chiedono sia l'abrogazione della Legge Ronchi, approvata dal Governo a novembre, ma anche delle norme approvate dagli altri Governi in passato, che hanno in effetti aperto le porte della gestione dell'acqua ai privati, e fatto della risorsa considerata da tutti "pubblica e un bene comune", una merce.

La raccolta delle firme inizierà il 24-25 Aprile 2010, con l'obbiettivo di raccogliere le 500 mila firme necessarie per l'ammissibilità dei Referendum. La data del 25 Aprile è la data simbolo per far partire dunque "La Liberazione dell'acqua dalle logiche del profitto", come hanno giustamente sottolineato quelli del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Alla Conferenza Stampa era presente pure Padre Zanotelli che ha ribadito:
"Chi pagherà di più della privatizzazione dell'acqua saranno i poveri. La nostra vittoria servirà non solo nel panorama italiano ma darà anche una scossa all'Unione Europea. Se Parigi ha ripubblicizzato l'acqua, se nelle Costituzioni di Bolivia e Uruguay l'acqua è definito un bene comune non mercificabile, possiamo farcela anche noi."
A chi gli chiedeva una replica al Ministro Ronchi, che negli ultimi tempi ha criticato pesantemente i promotori dei Referendum, Marco Bersani ha risposto lanciando una sfida al Ministro: "Scelga lui il luogo e l'ora, noi siamo disponibili a un confronto, dati alla mano, sugli effetti del suo decreto e dell'apertura ai privati della gestione dell'acqua nel nostro paese."

Per tutte le informazioni al riguardo cliccare il link sottostante

Per Approfondire clicca il link in basso:

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30 marzo 2010

Niente Barriere segnalato come sito malevolo da Chrome


Il titolo di questo post dice la verità. Questa mattina sono entrato su Niente Barriere (l'ho fatto anche oggi malgrado stia attraversando un periodaccio ...), con l'intento di scrivere un post che commentasse la 2 giorni elettorale. Ricordo che in quel momento stavo usando Google Chrome. Entro nel blog ...e mi sono trovato una bella sorpresa... Trovo scritto:

Attenzione: l'apertura di questo sito potrebbe danneggiare il tuo Computer!

La prima cosa a cui ho pensato è stato che mi era stato fatto uno scherzo o che quelli di google si stessero prendendo un abbaglio. Poi leggendo accuratamente il messaggio, ho capito che i problemi erano da cercare altrove, non su Niente Barriere, che è sempre stato un sito pulito. Infatti leggo:

Il sito web all'indirizzo http://raimondoorru.blogspot.com/
contiene elementi provenienti dal sito www.acquabenecomune.org
in cui sembra essere presente malware, ovvero software
in grado di danneggiare il tuo computer o,
comunque, di funzionare senza il tuo consenso.
Visitare un sito che contiene malware
è sufficiente per infettare il tuo computer. etc etc

clicca qua per entrare nella zona protetta.

Beh che dire ...scoprire che il proprio sito sia pericoloso ...non è una bella notizia. Per sicurezza ho provato a cambiare browser (usando il mio browser preferito) e la cosa ...per fortuna non è accaduta. Ho fatto anche una terza prova (con Internet Explorer), e ancora una volta non mi è apparsa quella famosa finestrella... Perciò sono quasi sicuro che stavolta quelli di google hanno preso un abbaglio, classificando malware, un codice falso positivo.

Ho provveduto comunque, anche per saperne di più, e mi è sembrato doveroso farlo, informare, prima attraverso la loro pagina di facebook, e poi tramite email, la segreteria del forum Italiano per il Movimento per l'Acqua, in quanto seguo, approvo e linko molte delle loro iniziative.

Ecco la mia email:
Oggetto: Segnalazione malware sito acquabenecomune.org

Gentilissimo Forum Italiano per i movimenti per l'acqua,
mi chiamo Raimondo Orrù, ho 37 anni e abito a Seneghe (OR) e seguo spesso le vostre battaglie a favore dell'acqua pubblica.
Ho anche un piccolo blog personale dove spesso segnalo le vostre iniziative. Pochi minuti fa ho provato a aggiornare il mio blog e quando sono entrato, uso il browser Chrome, ho trovato una scritta che mi diceva che era presente un malware derivante proprio dal vostro sito www.acquabenecomune.org/
Vi mando questa email per segnalarvelo e inoltre ho lasciato un messaggio in bacheca anche nel vostro gruppo di facebook.
Ho anche fatto una ricerca su google e quando appare un link del forum italiano per i movimenti per l'acqua appare sempre sotto questa scritta "Questo sito potrebbe recare danni al tuo computer".
Sperando di aver fatto una cosa gradita, vi saluto e spero che risolviate quanto prima.
Un grande saluto e spero che rimettiate quanto prima a posto il sito.
Complimenti per tutto, continuate cosi l'acqua è un bene di prima necessità e deve essere pubblico ..e deve essere garantito a tutti!
Raimondo Orrù
Il mio Blog
Niente Barriere
La loro Gentilissima risposta:
Salve,
grazie mille della segnalazione.
Stiamo provvedendo a risolvere il problema.
Un saluto.
Paolo Carsetti

Segreteria Campagna Referendaria Acqua Pubblica
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
Dalla pagina di Facebook mi è stato confermato che ora la situazione è tornale normale e sicura e che Google e Google Chrome, a breve, tornerà a segnalare come sito sicuro il sito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e naturalmente anche Niente Barriere.

ps. spero di non dover più vedere avvisi "strani" in futuro nella mia pagina web!

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Per approfondire leggi i seguenti articoli:
Giornata Mondiale dell'acqua
Salva l'acqua, Roma 20 Marzo 2010 ore 14 in diretta Streaming
L'acqua è un bene comune
Ancora sull'acqua...acqua...ACQUA!!!
L'acqua: un bene prezioso, teniamone conto

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22 marzo 2010

Giornata Mondiale dell'Acqua

Terzo post del giorno per ricordare a chi segue questo spazio che oggi è la Giornata Mondiale dell'acqua.

Come ho ricordato sabato, (in occasione della grande manifestazione "Salva l'acqua" organizzata dal Forum Italiano per i Movimenti per l'Acqua, che ha visto l'adesione di 200.000 persone) sono quasi 4 miliardi le persone a rischio per insufficienza d'acqua e 5 milioni i morti per malattie legate alla sua scarsità o per mancanza di servizi igienico-sanitari di base. Questo, mentre il 12% della popolazione mondiale usa l'85% delle risorse del Pianeta. La Terra ha sete: 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile, 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base, 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all'acqua e 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza d'acqua potabile pari a 4.900 bambini al giorno.

Questa la situazione del Pianeta:

- AMERICA: Anche l'America soffre l'assenza d'acqua, manca quella per usi domestici perché viene utilizzata - al ritmo di 2.000 miliardi di litri - per coltivare cereali per l'allevamento.

- EUROPA: In Europa il 16% della popolazione non ha accesso all'acqua potabile. Un problema che in trent'anni è costato 100 miliardi di euro. In Europa il 44% dell'acqua estratta viene utilizzata per produrre energia, mentre nell'area Mediterranea, con la domanda che è raddoppiata negli ultimi 50 anni, si prevede un aumento dei consumi del 25% entro il 2025.

- SITUAZIONE ITALIA: Le condutture perdono 104 litri d'acqua per abitante al giorno (pari al 27% dell'acqua prelevata), un terzo degli italiani non ha un accesso regolare all'acqua potabile, ma ogni italiano consuma 237 litri di acqua al giorno: Salerno la città che ne consuma di più con una media di 264 litri a testa al giorno, mentre Agrigento quella che ne consuma di meno con 100 litri pro-capite al giorno. Il rubinetto dell'Italia perde il 30% dell'acqua immessa e deve fare con la gestione delle risorsa soprattutto nelle regioni meridionali e nei mesi estivi quando per il 15% della popolazione si scende al di sotto della soglia minima di fabbisogno giornaliero a persona (50 litri al giorno).

Il 30% non ha un accesso sufficiente e 8 milioni non hanno quella potabile mentre 18 milioni la bevono non depurata. In Italia c'é però anche il business dell'acqua minerale che vale 5,5 miliardi di euro all'anno (al terzo posto al mondo per consumi pro-capite dopo Emirati Arabi e Messico). Ma, l'acqua del rubinetto costa dalle 500 alle 1000 volte in più rispetto a quella in bottiglia. Per questo si tenta di riscoprire la bontà di quella che sgorga in casa. In Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Emilia-Romagna si è dato vita "al Manifesto dell'acqua del sindaco, un patto per bere a chilometro zero". In Lombardia ci sono le 'case dell'acqua: piccole strutture che erogano l'acqua dell'acquedotto sia naturale che gassata, mentre in Puglia, la regione "riconosce al servizio idrico un interesse regionale privo di rilevanza economica". A Roma, continua il dossier, l'acqua è ancora al 51% municipalizzata mentre a Napoli bere costa "caro".

- NUOVE GUERRE: L'acqua è "un problema di democrazia" e soprattutto nelle regioni che già soffrono per mancanza di infrastrutture è "diventata il nuovo petrolio" e motivo per combattere "nuove guerre".

Sono dati impressionanti e sono pubblicati nel dossier 'Acqua 2010' grazie uno studio di Solidarietà e cooperazione Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), che se volete potete leggere interamente cliccando qui.

Vi ricordo infine che l'Italia è il primo paese occidentale che ha deciso di privatizzare l'acqua.

Sotto un video della Manifestazione di sabato che, malgrado sia stata fatta in contemporanea alla Manifestazione del PDL, ha ottenuto l'adesione di circa 200.000 persone.




Per approfondire leggi anche:

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20 marzo 2010

Salva l'Acqua, Roma 20 Marzo 2010 ore 14 in diretta Streaming

Sono quasi 4 miliardi le persone a rischio per insufficienza d'acqua e 5 milioni i morti per malattie legate alla sua scarsità o per mancanza di servizi igienico-sanitari di base. Questo, mentre il 12% della popolazione mondiale usa l'85% delle risorse del Pianeta. A parlare di quello che viene definito da molti 'l'oro blù, l'acqua, è il dossier 'Acqua 2010' di Solidarietà e cooperazione Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) presentato oggi a Roma anche in occasione dell'approssimarsi della giornata mondiale dell'Acqua prevista per il 22 marzo. E proprio domani a Roma si svolgerà una manifestazione per protestare contro la privatizzazione delle reti idriche pubbliche con un corteo che nel pomeriggio si snoderà per le vie della capitale. Secondo lo studio la Terra ha sete: 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile, 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base, 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all'acqua e 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza d'acqua potabile pari a 4.900 bambini al giorno.

Questa la situazione del Pianeta:

- AMERICA: Anche l'America soffre l'assenza d'acqua, manca quella per usi domestici perché viene utilizzata - al ritmo di 2.000 miliardi di litri - per coltivare cereali per l'allevamento.

- EUROPA: In Europa il 16% della popolazione non ha accesso all'acqua potabile. Un problema che in trent'anni è costato 100 miliardi di euro. In Europa il 44% dell'acqua estratta viene utilizzata per produrre energia, mentre nell'area Mediterranea, con la domanda che è raddoppiata negli ultimi 50 anni, si prevede un aumento dei consumi del 25% entro il 2025.

- SITUAZIONE ITALIA: Le condutture perdono 104 litri d'acqua per abitante al giorno (pari al 27% dell'acqua prelevata), un terzo degli italiani non ha un accesso regolare all'acqua potabile, ma ogni italiano consuma 237 litri di acqua al giorno: Salerno la città che ne consuma di più con una media di 264 litri a testa al giorno, mentre Agrigento quella che ne consuma di meno con 100 litri pro-capite al giorno. Il rubinetto dell'Italia perde il 30% dell'acqua immessa e deve fare con la gestione delle risorsa soprattutto nelle regioni meridionali e nei mesi estivi quando per il 15% della popolazione si scende al di sotto della soglia minima di fabbisogno giornaliero a persona (50 litri al giorno).

Il 30% non ha un accesso sufficiente e 8 milioni non hanno quella potabile mentre 18 milioni la bevono non depurata. In Italia c'é però anche il business dell'acqua minerale che vale 5,5 miliardi di euro all'anno (al terzo posto al mondo per consumi pro-capite dopo Emirati Arabi e Messico). Ma, l'acqua del rubinetto costa dalle 500 alle 1000 volte in più rispetto a quella in bottiglia. Per questo si tenta di riscoprire la bontà di quella che sgorga in casa. In Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Emilia-Romagna si è dato vita "al Manifesto dell'acqua del sindaco, un patto per bere a chilometro zero". In Lombardia ci sono le 'case dell'acqua: piccole strutture che erogano l'acqua dell'acquedotto sia naturale che gassata, mentre in Puglia, la regione "riconosce al servizio idrico un interesse regionale privo di rilevanza economica". A Roma, continua il dossier, l'acqua è ancora al 51% municipalizzata mentre a Napoli bere costa "caro".

- NUOVE GUERRE: L'acqua, spiega il dossier, è anche "un problema di democrazia" e soprattutto nelle regioni che già soffrono per mancanza di infrastrutture è "diventata il nuovo petrolio" e motivo per combattere "nuove guerre".

Fonte Ansa

Appello per la manifestazione
Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa

Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione del servizio idrico portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).

Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo.

La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa è il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative.

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione della gestoione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.

Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone.

La perdurante crisi economica, occupazionale, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita.
Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.

Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.

Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni.

Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.

Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, il lavoro contro la sua riduzione a costo, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali.

Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo.

Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità.

Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.

Consapevoli delle nostre differenze, accomunati dal medesimo desiderio di un altro mondo possibile.

Fonte: FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Per chi è interessato e non può partecipare fisicamente a questo evento, Niente Barriere vi da la possibilità di seguire la diretta streaming


Watch live streaming video from staffgrilliromani at livestream.com


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18 gennaio 2010

L'acqua è un bene comune

Chi segue Niente Barriere sa che più di una volta mi sono occupato di acqua. L'acqua è il bene più prezioso che ci sia in natura, non a caso viene anche definito l'Oro Bianco. Nel prossimo futuro le guerre saranno combattute per accaparrarsi preziose riserve di acqua. Inoltre noi esseri umani siamo fatti in gran parte di acqua. L'Italia è una delle nazioni occidentali che più fa uso di acqua minerale, venduta in bottiglia (ne beviamo quasi 190 litri a testa all'anno, in media.)





La rete idrica italiana è famosa per l'immenso quantitativo che viene sprecato ogni giorno. La politica afferma che per sanare tutti questi sprechi bisogna fare in modo che la gestione dell'acqua pubblica venga data in mano a privati. La privatizzazione dell'acqua in Italia è iniziata negli anni '90, e l'ultimo decreto sull'acqua porta la firma del Ministro Ronchi nel novembre 2009, e ha scatenato già un giro di affari mostruoso, che vede in prima linea il semplice cittadino, derubato di un bene comune, il quale che deve soltanto assistere impassibile e preoccuparsi di sborsare un mucchio di soldi, tra bollette e supermercato, per compensare "la sete di denaro" di questi avidi personaggi.

Pubblico il video e il testo dell'intervista (che ho trovato nel Blog di Beppe Grillo) di Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Inoltre vi ricordo che il prossimo V3Day, organizzato dal Blog di Beppe Grillo, si svolgerà l'8 Maggio 2010 e avrà per tema proprio l'acqua. Lì si cercherà di sensibilizzare maggiormente gli Italiani, e si potranno raccogliere le firme per chiedere un Referendum che faccia tornare a tutti gli italiani, un bene di tutti, come l'acqua.

Io aderirò di sicuro e voi?


"Sono Paolo Carsetti, il segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, una rete di associazioni, comitati territoriali, organizzazioni sindacali, sta insieme dal 2006, perché conduce una battaglia rispetto alla gestione pubblica dell’acqua e intende far riconoscere un diritto umano universale.
Abbiamo iniziato redigendo una legge di iniziativa popolare, a fine 2006 e raccogliendo più di 400 mila firme. Ora la legge è in discussione in Parlamento e. visto il quadro parlamentare – istituzionale, non gode di grande sostegno da parte dei partiti presenti in Parlamento e giace in un cassetto. Abbiamo promosso la prima manifestazione per l’acqua pubblica in Italia, il primo dicembre 2007, a cui hanno partecipato più di 40 mila persone, ora stiamo conducendo campagne a livello nazionale tramite tutti i comitati territoriali, realtà associative e sociali, perché crediamo che questo sia l’unico modo per garantire un diritto e un servizio a tutta la popolazione.
In Italia il processo di privatizzazione del servizio idrico è iniziato da metà degli anni 90. Attraverso diversi provvedimenti legislativi si è andata affermando la gestione privata. Questo ha comportato diverse conseguenze sui cittadini, in primis c’è stato un aumento costante negli anni delle tariffe perché, oltre ai costi di gestione, il soggetto privato deve prevedere all’interno della tariffa, così come dice la legge, un profitto che noi come cittadini e utenti paghiamo al gestore. Quello che ci era stato raccontato, nel momento in cui si era avviato il processo di privatizzazione, era che lo Stato non poteva fare più fronte ai costi di gestione del servizio idrico, agli investimenti necessari per ristrutturare la rete idrica che ormai è vetusta e è definita un colabrodo e che dovevano intervenire soggetti privati perché solo loro potevano apportare i capitali necessari.
Quello che si sta registrando, e tutti i dati sono concordi sul fatto che all’inizio degli anni 90, gli investimenti annui erano pari a circa 2 miliardi di euro l’anno, oggi si registrano investimenti pari a circa 700 milioni di euro l’anno, ora abbiamo da una parte un innalzamento delle tariffe per garantire il profitto ai soggetti e ai gestori privati e dall’altra una diminuzione degli investimenti e anche della qualità del servizio.
C’è un altro fatto fondamentale rispetto al processo di privatizzazione, se io sono un soggetto privato e devo gestire un servizio, e quindi anche distribuire una risorsa, l’obiettivo che mi pongo sarà quello di aumentare la quantità di prodotto che vendo anno dopo anno, tant’è vero che in Italia i "piani di ambito" che sono i piani attraverso i quali si gestisce la risorsa idrica, prevedono nei prossimi anni un aumento dei consumi pari al 18% circa, ossia i gestori privati prevedono un aumento di quella che è la vendita del proprio prodotto. Questo credo sia assolutamente da scongiurare, anche perché i cambiamenti climatici, quello che è il riscaldamento globale ha come primo effetto e come prima conseguenza, proprio un aumento della scarsità della risorsa. Allora bisognerebbe approntare politiche di risparmio idrico, politiche di uso sostenibile della risorsa, questo, i soggetti privati, anche legittimamente rispetto a quella che è la propria "mission" imprenditoriale non lo possono garantire, lo può garantire esclusivamente una gestione attraverso enti pubblici, proprio perché il suo primo obiettivo è di garantire un servizio e un diritto a tutti, anche per le generazioni future, e di poter usufruire di identico patrimonio naturale.

Cosa può fare il cittadino per contrastare il processo di privatizzazione dell’acqua in Italia? Noi abbiamo messo in campo diverse campagne: una è quella di modifica degli statuti comunali e provinciali, proprio perché l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a novembre 2009, fa riferimento alla privatizzazione dell’acqua, perché riconosce nel servizio idrico un servizio a rilevanza economica e quindi deve essere messo necessariamente sul mercato e sottostare alle leggi del mercato e della libera concorrenza. Noi riteniamo che il servizio idrico e quindi l’acqua non sia un bene di rilevanza economica, non sia un bene che debba sottostare alle leggi del mercato, ma vada garantito come un diritto di tutti, per questo i cittadini possono promuovere delle raccolte firme all’interno del territorio della propria Provincia e comune, per stimolare il Consiglio Comunale o il Consiglio Provinciale a approvare delle deliberazioni che modifichino lo Statuto comunale tramite l’inserite del riconoscimento del diritto umano all’acqua e tramite l’inserimento del riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico – locale privo di rilevanza economica. In questo modo l’ente locale, il Comune o Provincia può riappropriarsi della podestà decisionale, di come gestire il servizio idrico e quindi fuoriuscire dalla legislazione nazionale e questo è fondamentale proprio per mettere uno stop al processo di privatizzazione in Italia.
Abbiamo già lanciato e lo faremo anche nei prossimi giorni una manifestazione nazionale proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua che ogni anno cade il 22 marzo, il 20 marzo, il sabato precedente lanciamo una grande manifestazione per l’acqua pubblica e per la difesa dei beni comuni a Roma, cui chiamiamo anche a partecipare tutti quei movimenti, quelle realtà un po’ disilluse anche dal fallimento della Conferenza di Copenaghen, si stanno battendo rispetto al tema della giustizia climatica.
Contemporaneamente è stato lanciato da diverse forze politiche e anche il forum italiano dei movimenti per l’acqua crede di dover partecipare alla battaglia referendaria per abrogare tutte quelle norme che hanno consentito e garantiscono la privatizzazione dell’acqua in Italia, in primis l’ultimo Art. 15 del Decreto Ronchi approvato a novembre, ma anche tutte quelle leggi che hanno permesso l’ingresso dei privati e anche delle multinazionali nella gestione del servizio idrico in Italia in tutti questi anni.
Tutte le iniziative che il forum italiano movimenti per l’acqua mette in campo e ha messo in campo, potete trovarle sul sito del forum: www.acquabenecomune.org quotidianamente aggiornato, con la possibilità di raccolta firme rispetto agli Statuti comunali, insieme a quello che verrà da qui alla raccolta firme del referendum e alle iniziative per la manifestazione nazionale del 20 marzo."

Per Approfondire: