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21 aprile 2013

Io la bolletta nucleare non la voglio!

Dopo le attività anti-nucleari dei nostri volontari durante il week-end, la protesta parte anche sul web. Scaricate anche voi la bolletta nucleare, scattatevi una foto e caricatela sul nostro gruppo Flickr "La bolletta nucleare non la voglio". Mettiamoci la faccia per dire No al nucleare!


Questa "bolletta nucleare" è quella che l'Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia. Enel e Governo devono smetterla di prendere in giro il Paese sostenendo che il nucleare servirà ad abbassare le bollette degli italiani. In realtà le bollette schizzeranno alle stelle proprio come quelle che stiamo diffondendo.
Oltre ai costi per la realizzazione degli impianti bisogna anche tener conto degli accantonamenti per lo smantellamento dei reattori, della copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, dei costi per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio.
Partecipate anche voi alla nostra campagna anti-nucleare in tre semplici passi:

20 settembre 2012

Bambini cavia per il riso geneticamente modificato Golden Rice. La denuncia di Greenpeace fa scattare le indagini


Una delle Università più prestigiose del mondo, la Tufts University di Boston, è nei guai, insieme ad altre università americane come il Baylor College di Houston. Si tratta di guai seri, che stanno assumendo i tratti del giallo internazionale. Greenpeace accusa l’università di aver usato, in combutta con alcuni ricercatori cinesi, 24 ignari bambini della provincia dello Hunan come cavie umane, per testare l'effetto del Golden Rice, il riso geneticamente modificato (GM) arricchito in vitamina A (che dovrebbe risolvere la carenza cronica di milioni di bambini in tutto il mondo, salvando la vista e non solo).

15 agosto 2011

Veleni Chimici: la specie umana sempre più a rischio


COMUNICATO 29/07/11
VELENI CHIMICI: la specie umana sempre più a rischio 
Nel 2004, con la “Dichiarazione internazionale sui Pericoli dell’inquinamento chimico”, presentata all’UNESCO, Luc Montagnier esordiva dichiarando “La specie umana è a rischio”. Oggi lo è assai di più.

Uno studio universitario condotto da Greenpeace e GM freeze, riportato da “The Ecologist”, dimostra che il glifosate, ingrediente primo di vari diserbanti e in particolare del Roundup, (quello di gran lunga più diffuso, sia nelle colture tradizionali che – in dosi 4 volte maggiori – in quelle geneticamente modificate) è causa di cancro, malformazioni neonatali, squilibri ormonali e malattie neurologiche quali il Parkinson.

Risultati uguali o simili sono stati ottenuti con numerosi altri studi (un esempio fra tanti: quello dell’Università di Saskatchewan, Canada). Poiché in tutto il mondo viene fatto un uso massiccio di glifosate (non solo in agricoltura, ma anche nei parchi pubblici e luoghi residenziali, come avviene in Italia senza che sia adottata la minima misura di precauzione!) gli studiosi ne hanno chiesto il ritiro dal mercato, denunciando anche l’effetto gravissimo e prolungato che il glifosate ha sull’ambiente, con la creazione di piante “resistenti” ad esso. Più di 20 specie di infestanti naturali, dette “superweeds” (e oggi oggetto di grande allarme) hanno reso incontrollabili, specie in Brasile, Argentina e US, quasi 6 milioni di ettari di coltivazioni, e indotto le aziende chimiche a produrre diserbanti sempre più tossici.

La notizia non è del tutto nuova: studi accademici sul glifosate, di cui uno commissionato dalla stessa Monsanto (che produce il Roundup), avevano, già a partire dal 1980, reso noti gran parte di questi effetti.
La rivista Cancer pubblicava il 15/3/1999, uno studio svedese (Hardell e Eriksonn) sulla connessione tra glifosate e linfoma non-Hodgkin.
Inoltre, già nel 1999 la Charles Benbrook Consultants segnalava, analizzando 8.000 siti sperimentali, che l’impiego di diserbante aumentava, con gli Ogm, di 4 volte in media rispetto alle colture tradizionali (proporzione confermata in numerosi studi recenti, incluso il IAASTD, delle Nazioni Unite). Per non citare i dati allarmanti, mai presi in considerazione, sul livello di inquinamento da glifosate nelle falde acquifere degli USA.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA denuncia oggi all’opinione pubblica l’incalzare allarmante delle notizie sui danni provocati dai veleni chimici, pesticidi in particolare.
Ecco solo alcune di esse (altre sono consultabili sul sito www.equivita.it).

1) Uno studio condotto dell’Università di Berkeley e la Columbia University ha dimostrato, monitorando le popolazioni della California e dello Stato di New York, che le donne esposte ai pesticidi in gravidanza mettono al mondo figli meno intelligenti della media (talvolta con quoziente intellettivo assai ridotto).
Ma la denuncia va ben oltre: In Europa i cancri infantili sono aumentati in modo preoccupante; di questi, il 70% sono dovuti a fattori ambientali. Senza considerare la popolazione adulta: i cancri maschili in Francia sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni (vedi film francese “I nostri figli ci accuseranno”, potente denuncia dell’inquinamento agro-chimico e dell’abuso di pesticidi e fertilizzanti).
Gli studiosi raccomandano di abolire l’uso dei pesticidi a partire dalle zone abitate: “la maggior parte dei parassiti che si trovano nelle nostre case, orti e giardini, possono essere controllati senza di essi”.

2) Uno studio eseguito dall’Università di Sherbrooke Hospital Centre, in Canada, ha dimostrato che le tossine trasferite nel Dna delle piante per attaccare gli insetti predatori (come ad esempio la tossina Bt) si ritrovano nel 93% dei campioni di sangue prelevati dalle donne incinte e dai cordoni ombelicali dei neonati. Si hanno buoni motivi di temere che questo possa essere fonte di allergie, aborti, difetti neonatali e forse anche cancro.

3) In uno studio di alcuni anni fa di G.E. Seralini e altri, “Differential Effects ofGlyphosate and Roundup on Human Placental Cells and Aromatase” (“Environmental Health Perspectives”, 2009) si afferma, attraverso uno studio di biologia cellulare, che il glifosate è tossico per le cellule umane placentarie JEG3 con concentrazioni più basse di quelle utilizzate in agricoltura. L’effetto aumenta con la concentrazione e il tempo, o in presenza di coadiuvanti. Si denuncia infine che il Roundup, oltre ad essere un potenziale distruttore endocrino, può indurre problemi di riproduzione.
Tale studio è particolarmente importante perché effettuato su cellule umane, mentre la maggioranza delle ricerche nella UE vengono ancora effettuate sugli animali.
Ci preme a tal riguardo mettere in evidenza che, anche nel caso di danni provocati da Ogm, i test su animali hanno consentito alle aziende produttrici delle sostanze analizzate di interpretarli a loro piacimento. I risultati dei test sono stati considerati pienamente validi quando si voleva consentire il via libera agli ogm, mentre si è negata ad essi ogni validità quando erano poco funzionali agli interessi economici, affermando in questo caso la scarsa predittività per l’uomo della sperimentazione animale.

La risposta della UE
Ambigua, in questa situazione, la posizione della Commissione Europea, che, contro il volere della grande maggioranza dei cittadini, ha sempre sostenuto la diffusione degli Ogm e, di riflesso, dei pesticidi.
Un’ambiguità che si manifesta in azioni vistosamente contraddittorie.

- Da un lato l’Unione Europea denuncia la pericolosità dei pesticidi, emana regolamenti su di essi (gennaio 2009) per ridurne l’uso e pubblica l’elenco delle sostanze da bandire (che in futuro dovrà via via essere integrato), in quanto più pericolose delle altre. L’elenco comprende 22 sostanze, tra le quali figura il glufosinate.

- Dall’altro lato l’ UE attiva ogni strumento in suo possesso per promuovere l’autorizzazione di nuovi Ogm. Tra questi, il mais Bt 11 e il mais Bt 1507, entrambi contenenti due modifiche: oltre ad esservi  inserita la tossina Bt (modifica che li rende essi stessi pesticidi), sono modificati per resistere proprio al glufosinate. Essi comportano dunque un impiego massiccio del suddetto diserbante (un uso, come abbiamo detto, di 4 volte superiore a quelle delle colture tradizionali).

E’ stato inoltre di recente rivelato (in “Roundup and Birth Defects. Is the Public Being Kept in the Dark?” apparso su GMWatch) che i dati relativi al Roundup sono stati manipolati e censurati (ad esempio per la teratogenicità rilevata sugli animali) per autorizzare la sua immissione sul mercato UE. Non solo: la Commissione ha anche fatto slittare la revisione dell’erbicida, prevista per il 2012, al 2015, quando (è già stato stabilito) non saranno usati i requisiti più stringenti del nuovo Regolamento del 2009, ma i criteri vecchi, molto più permissivi!

Conclusione
La regolamentazione dei pesticidi è fondata attualmente su una classificazione della tossicità derivante principalmente dal test Ld50 (Dose letale 50). I test su animali, tuttavia, non sono in grado di identificare la risposta umana a tali sostanze. E' noto che i roditori reagiscono diversamente ai pesticidi, avendo, ad esempio, maggiore capacità di neutralizzare gli effetti nocivi degli organofosfati (lo dimostra anche il fatto che, in modo opposto, vengono reclamizzati dei rodenticidi “innocui per l’uomo” da chi vende prodotti per la disinfestazione).

Per giungere ad una corretta valutazione di tossicità occorre modificare la classificazione dei pesticidi stilata dall'OMS in base alle reazioni dei roditori considerando esclusivamente i dati umani a disposizione. Questa conclusione ci giunge da un team di ricercatori internazionali, dopo aver monitorato, tra il 2002 e il 2008, la degenza di 9.302 srilankesi che hanno tentato di suicidarsi ingerendo un pesticida. Tale studio ha rilevato il tasso di letalità di molte sostanze di uso comune nonché evidenziato le notevoli difformità tra le classificazioni OMS e gli effetti sull'uomo.

Il Comitato Scientifico Equivita si unisce a tale raccomandazione ricordando l’esistenza di metodi assai più affidabili, esaurienti e predittivi (nonché più rapidi ed economici) della sperimentazione animale, basati principalmente su cellule o tessuti umani. Ad esempio la tossicogenomica, che consente di osservare il modo in cui una determinata sostanza chimica altera la funzione dei geni all’interno della cellula, e di verificare la risposta biologica, le reazioni di riparazione e anche le modifiche a lungo termine.

EQUIVITA condanna, a fronte delle gravi evidenze riportate, l'uso dei pesticidi e degli Ogm in agricoltura. E’ tempo di ritirare dal mercato il glifosate e ogni sostanza dimostratasi pericolosa senza attendere la scadenza delle autorizzazioni UE!

EQUIVITA condanna infine la visione politica che antepone gli interessi privati delle industrie alla tutela della salute umana e all’equilibrio della biosfera

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.it

Fonte www.disinformazione.it

05 novembre 2010

Nucleare, Greenpeace: «Siamo di fronte ad una vera e propria truffa»

Il direttore esecutivo Giuseppe Onufrio denuncia la manipolazione e le omissioni dei media italiani. Al via in tutta Italia iniziative per sensibilizzare il pubblico sui gravi rischi che implica il ritorno al nucleare. Gli italiani si erano già espressi contro l'energia atomica nel lontano referendum del 1987, dove oltre l'80% della popolazione disse no alla costruzione di centrali sul suolo italiano. Il problema oggi è la mancanza di un dibattito e di una informazione corretta. Giuseppe Onufrio, direttore tecnico di Greenpeace Italia, denuncia questa situazione (audio).
«Purtroppo stiamo assistendo alla messa in pratica di una previsione della legge n.99 del 2009 che prevede campagne di informazione a favore del nucleare. La situazione è paradossale», afferma Giuseppe Onufrio, direttore tecnico di Greenpeace Italia. Secondo i dati dell'Eurobarometro, gli italiani che pensano che i rischi del nucleare siano maggiori dei benefici sono il 55%, oltre la metà della popolazione. «Ma con i soldi di tutti» continua Onufrio «assistiamo a trasmissioni in radio con 12 interventi a favore e 1 solo contro. E' in atto una manipolazione dell'informazione, una campagna a senso unico che omette i fallimenti che il nucleare va registrando in questi mesi».
Ma perché il ritorno al nucleare è così fortemente voluto dal governo? Secondo il direttore, «ci sono gli interessi di alcune lobby che favoriscono il ritorno al nucleare. Non dimentichiamo che una centrale nucleare è fatta di svariate centinaia di migliaia di tonnellate di acciaio e cemento. E c'è un interesse anche politico nel sostenere il progetto francese del reattore EPR, che tuttavia è in chiara crisi: non solo gli unici 2 cantieri in Europa, che si trovano in Francia e in Finlandia, registrano enormi problemi di carattere economico, ma anche di sicurezza, perché non sono stati ancora approvati i sistemi di emergenza e sicurezza in caso di incidente».
Un esempio delle omissioni dei media italiani è la notizia data all'inizio di ottobre dal Washington Post, che riguarda un'azienda del Maryland negli Stati Uniti, la Constellation Energy Group. Questa azienda ha rinunciato alla costruzione progetto del primo EPR (reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata) negli Usa, nonostante i sussidi e le coperture pubbliche per 7 miliardi e mezzo di dollari messi a disposizione dal governo. «Questa è una notizia importante, perché è la stessa tecnologia sulla quale è stato fatto un accordo tra Enel e la francese Edf» continua Onufrio, «il problema grave è che questa vicenda non ha suscitato un dibattito, in Italia, dove non ci si è interrogati sul perché negli usa rinuncino alla tecnologia nonostante gli incentivi pubblici».
«Anche la nomina del professor Veronesi a capo dell'agenzia di sicurezza nucleare fa parte di questo inganno, di questa truffa», denuncia infine il direttore tecnico di Greenpeace, «il professore certamente un luminare nella cura del cancro ma il mestiere che lui va a fare riguarderà la qualità delle saldature, i sistemi di automazione e controllo, i sistemi di contenimento in caso di incidente. Sono competenze completamente diverse da quelle di un medico. Chissà Cosa succederebbe se un centro tumori venisse affidato ad un esperto di sicurezza nucleare? Io penso che i cittadini protesterebbero e non si farebbero curare da un ingegnere ma vorrebbero un medico».

fonte AMI

06 maggio 2010

Stop alle trivellazioni selvagge nel Mediterraneo



Nei giorni scorsi alcune Organizzazioni Ambientali come Greenpeace, i Verdi e Marevivo hanno lanciato l'allarme su una possibile futura "marea nera" nelle acque del Mediterraneo, che potrebbe portare ad un disastro ambientale catastrofico, per intenderci, come quella che sta interessando le coste della Luisiana.

Le continue concessioni date a Società dedite alla ricerca ed all'estrazione del petrolio, secondo questi enti ambientalistici, stà già modificando e di molto il fragile ecosistema marino del Mediterraneo, specie nell'Adriatico, e la recente spiaggiagione di sette capodogli sulle coste del Gargano, sta avvalorando questa tesi. Da parte sua il Governo e il in particolare il CNR hanno smentito quanto riportato sopra, sostenendo che nel Mediterraneo sono poche le piattaforme petrolifere, mentre sono in numero maggiore quelle dedite alla ricerca e all'estrazione di gas naturali.

Una delle Regioni maggiormente interessate allo sfruttamento indiscriminato delle proprie risorse naturali è l'Abruzzo. Una terra martoriata dal terremoto dove malgrado l'emergenza umanitaria ancora presente, non si è fermata, anzi si è rafforzata, la speculazione ambientale di gente senza scupoli che pur di fare una montagna di soldi, se ne infischiano sia della salvaguardia dell'ambiente e sia delle popolazioni che vivono nei pressi dei siti interessati all'estrazione del petrolio. Al riguardo vi invito a visitare il Blog No all'Abruzzo petrolizzato dalla California.


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22 aprile 2010

22 Aprile l'Earth Day, Giornata della Terra


Oggi si festeggia l’Earth Day, la giornata mondiale dedicata al Pianeta Terra: per renderci conto di quello che abbiamo, di quanto sia prezioso ...e di cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per proteggerlo. Nata da un manifestazione americana del 22 aprile 1970, quando venti milioni di cittadini si riversarono nelle strade per chiedere l’aiuto della politica a favore dell’ambiente, l’Earth Day è ora celebrata in 190 paesi.

Per celebrare la Giornata mondiale della Terra, Greenpeace invita la comunità web a guardare e diffondere il nuovo video “Dai una mano alla Terra”, diventando cyberattivisti. I cyberattivisti di Greenpeace nel mondo sono 5.4 milioni, più di 150.000 in Italia. Questa community è parte attiva delle proteste dell’organizzazione: partecipa alle petizioni online e invia mail di protesta, fa pressione su chi decide, diffonde le campagne sul web. «Se pensate che la forza di Greenpeace sia nelle nostre navi, nelle nostre azioni pacifiche o nelle nostre campagne, cambiate idea: la forza di Greenpeace è nella persone che ci sostengono – sostiene Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International - La Terra ha bisogno di più persone che useranno la loro voce per difenderla: chiediamo a tutti di diffondere il nostro video e contribuire al movimento per salvarla!». (Greenpeace Italia)

Tra i numerosi eventi italiani per festeggiare la Giornata della Terra, segnalo il grande Concerto al Circo Massimo di Roma, il Nat Geo Music Live (con Pino Daniele e i Morcheeba). Il concerto sarà trasmesso in diretta sulle frequenze di LifeGate Radio e in streaming sul Myspace di Nat Geo Music. Infine vi informo che il Nat Geo Music Live in diretta streaming dal Circo Massimo di Roma, sarà possibile anche vederlo sul sito del canale Sky Cielo, cliccando qua.

Buona giornata della Terra a tutti!

Vi invito a vedervi questo bellissimo video che mostra la bellezza del nostro Pianeta.



28 marzo 2010

Il 28 marzo a Cirras (Oristano) per dire No al Nucleare in Sardegna


«Il governo - dice Angelo Bonelli, presidente dei Verdi - non ha avuto il coraggio di rivelare prima delle elezioni regionali i luoghi in cui verranno costruite le centrali» e in cui dovrebbero verranno «sprecati almeno 30 miliardi di euro dei contribuenti italiani». Ecco allora la lista dei posti in Italia dove verranno costruite e dove si produrrà energia atomica, secondo le indicazioni dei Verdi: Caorso (Pc), Trino Vercellese (Vc), Monfalcone (Go), Chioggia (Ve), San Benedetto del Tronto (Ap), Scarlino (Gr), Montalto di Castro (Vt), Borgo Sabotino (Lt), Garigliano (Lt-Ce), Termoli (Cb), Mola di Bari (Ba), Scansano Jonico (Mt), Cirras (Oristano), Palma di Montechiaro (Ag).

In Sardegna, il popolo degli ambientalisti si mobilita per far sentire la propria voce. Anche perché quando cominceranno a costruirla, non si potrà fare più nulla: i terreni dove sorgeranno le centrali saranno infatti sottoposti al vincolo delle servitù militari. E' prevista per oggi Domenica 28 marzo una nuova manifestazione per dire No al nucleare. Questa volta è il Cagliari Social Forum ad organizzare la protesta.


A questo link i particolari dell'evento in PDF
http://www.cagliarisocialforum.it/documenti/altri_materiali/No_Nucleare_28_marzo.pdf

In questo link invece le motivazioni
www.cagliarisocialforum.it/documenti/altri_materiali/No_Nucleare.doc

Oltre al danno ambientale, l’associazione denuncia il danno economico: in Sardegna ci sono già 35 mila ettari di territorio vincolato, e se altri migliaia di ettari saranno sottoposti alle servitù militari, ne subiranno i danni l’agricoltura, la pastorizia, la pesca e il turismo.

Secondo un dossier elaborato da Greenpeace, nella vecchia mappa del comitato nazionale per l’energia nucleare, diventato poi Enea negli anni ’80, la piana di Cirras è indicata come una delle aree idonee candidate per la realizzazione di una centrale. L’ultimo accordo firmato poi con i francesi non lascia equivoci. Inoltre, tra la Sardegna e il Lazio sta per essere concluso il Sapei, un collegamento sottomarino per trasportare energia elettrica a una potenza di mille megawatt: strana coincidenza – scrivono in un comunicato – anche la centrale che si vorrebbe costruire nell’oristanese è di mille megawatt. Comunque, entro primavera, come aveva promesso il ministro Claudio Scajola qualche mese fa, sarà resa nota la mappa ufficiale. Allora non si parlerà più di ipotesi e, forse, sarà troppo tardi.

Appuntamento domenica mattina allora alle 11 davanti alla chiesa del Cirras. Il ritrovo per chi vuole arrivare in bici da Oristano è invece alle 10 davanti alla stazione. Un gruppo partirà direttamente da Cagliari: convocati tutti alle 8.30 davanti alla stazione di piazza Matteotti.

Altre in informazioni su
www.ondeculturali.com/no-al-nucleare-manifestazione-a-cirras.htm
www.cagliarisocialforum.it/

L'evento su Facebook
http://www.facebook.com/event.php?eid=111830142167687&ref=mf

L'APPELLO DI GREENPEACE: "VUOI UN FUTURO NUCLEARE? LO DECIDI TU ALLE ELEZIONI REGIONALI!"

Ciao,
Il momento di scegliere il futuro della tua Regione è arrivato. Domenica 28 e lunedì 29 ci saranno le elezioni regionali. Se non vuoi ritrovarti con una centrale sotto casa, è importante votare tenendo in considerazione la posizione sul nucleare dei differenti candidati. Bisogna stare attenti ai candidati nucleari, quelli che appoggiano o non si sono opposti con chiarezza ai piani nucleari del governo.
Contro un Governo che vuole imporre il nucleare, le Regioni e i loro futuri governatori avranno, infatti, un ruolo determinante. "Forza Regioni contro il nucleare" è il messaggio che questa mattina i nostri attivisti hanno aperto sulla facciata dell’edificio della Regione Puglia, mentre dalla Rainbow Warrior sono partiti due gommoni con lo striscione “Nuclear Emergency”.
Abbiamo scelto simbolicamente la Puglia perché - rifiutando il nucleare con una legge regionale - ha dimostrato di avere una visione illuminata del suo futuro energetico. Tutte le Regioni devono seguire questo percorso.
Nei giorni scorsi abbiamo consegnato le 75.000 firme contro il nucleare che abbiamo raccolto anche grazie al tuo contributo. Ci restano poche ore soltanto per aumentare la nostra pressione. Ti chiediamo di diffondere quanto più puoi le informazioni sul nostro sito www.nuclearlifestyle.it. Informa amici e parenti sui candidati nucleari! Perché queste elezioni regionali rischiano davvero di cambiare il nostro stile di vita!
Continua a seguirci e a presto!
Andrea Lepore - Responsabile Campagna Nucleare

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Redatto da Raimondo per Niente Barriere

04 marzo 2010

Per Greenpeace oltre 62.000 firme contro il nucleare


Aggiornamento sabato 6 Marzo 2010 h. 12.19

Con una lista valida di nuovo in tasca, nonostante i panini trappola che hanno rischiato di fermare la sua corsa verso la poltrona di governatore del Lazio, Renata Polverini ha cambiato umore e ha subito festeggiato querelando Greenpeace: “Hanno copiato un mio manifesto utilizzando la mia immagine e il mio nome”. L’associazione ambientalista aveva attaccato nella capitale manifesti con l’immagine della Polverini e la scritta “Sicuramente il nucleare a Montalto di Castro e a Latina (dopo le elezioni!)”. Il riferimento è alla posizione sul nucleare modificata in corsa dalla rappresentante del Pdl quando la percezione dell’impopolarità della scelta nucleare è risultata talmente evidente da far sì che praticamente nessun candidato si sia dichiarato pro atmo (la Polverini in precedenza aveva evitato di assumere una posizione netta). “Evidentemente abbiamo toccato un nervo scoperto”, ha commentato il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio. “Lo stesso ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, autorevole rappresentante nazionale del Pdl, ha replicato ai candidati governatori del suo schieramento che dicono no al nucleare affermando che ‘stanno sbagliando’ e che ‘bisogna avere il coraggio di sostenere le posizioni corrette anche in campagna elettorale’”.

fonte: http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/2010/03/05/atomo-e-querele/

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04/03/2010

In Italia come sapete siamo in campagna elettorale, e in attesa del voto, tutti i media sono concentrati a raccontare servilmente il caos, creato ad arte dalla politica, strumentalizzato e tacciato per emergenza democratica. E' questo l'ennesimo caos senza senso che, ancora una volta, fa sparire i programmi dei candidati. La parola d'ordine come sempre è fare confusione, e quasi quasi il bavaglio imposto per la par condicio dei talk show della Rai, è un toccasana per le orecchie degli italiani. Peccato che si sia persa l'occasione per fare piena chiarezza su una faccenda che interessa a tutti gli italiani, quelli di oggi e anche quelli di domani: il Nucleare.


Per fortuna, a poco meno di un mese dal voto, ci ha pensato Greenpeace a far discutere di cose serie la politica italiana, proponendo un appello firmato ad oggi da oltre 62.000 persone, che verrà portato a tutti i candidati presenti in lista, e permetterà finalmente di far chiarezza su cosa loro pensano realmente riguardo il nucleare. Questo perché loro, i candidati, fino ad oggi hanno fatto spallucce. Alcuni, pochi per la verità, si sono schierati a favore, mentre la maggior parte, ha evitato di parlarne. Altri sono stati più furbi, e hanno imitato un personaggio apparso purtroppo sulla scena politica italiana per qualche tempo (è stato l'inizio della nostra fine), e hanno preferito fare lo struzzo, svincolando su un si ed un no tutt'insieme... della serie ...favorevole al ritorno del nucleare in Italia ...ma contrario in quanto non lo voglio nella mia Regione ... (puro stile Walter "Veltrusconi").

Ecco l'appello di Greenpeace
Gentile Candidato alla carica di Governatore,

Il nucleare è una falsa soluzione per il clima, è troppo costoso e tutti i nodi di questa pericolosa tecnologia, compreso lo smaltimento delle scorie radioattive, sono ancora irrisolti.

Il nostro Governo intende riportare il nucleare in Italia, senza consultare i cittadini e scavalcando le competenze delle Regioni in materia di energia. Proprio per questo, 13 Regioni hanno fatto ricorso contro la Legge n.99 del 2009, che prevede l’esclusione delle Regioni dalle scelte relative alla localizzazione degli impianti, attribuendo al Governo il potere di realizzare impianti nucleari anche in Regioni contrarie alla loro realizzazione.

E’ quindi in atto un disegno che mira a delegittimare gli Enti Locali per imporre dall’alto scelte rischiose, sulla pelle dei cittadini. Se Lei verrà eletto avrà, dunque, una grande responsabilità: quella di opporsi a questo progetto per proteggere la Sua Regione e i Suoi cittadini dalla realizzazione di una centrale nucleare o di un deposito di scorie radioattive.

Le chiedo quindi di dichiararsi contrario al nucleare, e di farlo pubblicamente e con chiarezza prima delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, per dare ai cittadini, come me, la possibilità di poter esercitare il proprio voto con consapevolezza.
FIRMA ANCHE TU L'APPELLO DI GREENPEACE, C'E' ANCORA TEMPO PER FARLO! CLICCA SUL LINK http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/petizione.html

Inoltre controlla, sempre dal sito di greenpeace, quali sono i candidati per le Regionali schierati a favore del nucleare. Clicca il link http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html (ps. Sei pregato di non votarlo e di non farlo votare)

Per approfondire leggi anche:

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