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07 giugno 2016

Il Premio Nobel Carlo Rubia smonta la teoria del Riscaldamento Globale


Ogni tanto questo blog ha dato spazio alla teoria del Riscaldamento Globale. Siamo convinti che sia una bufala o peggio una truffa ben organizzata dai Governi più potenti del mondo, gli USA in primis, che hanno cosi messo dei veri e propri paletti (a piacimento) nell'utilizzo energetico di carbone e petrolio.
Nel video che vi mostriamo il premio Nobel Carlo Rubia (video girato in una commissione parlamentare nel 2014) smonta dati alla mano la teoria del Riscaldamento Globale.

Un saluto festoso!!

10 maggio 2013

Fracking, GasLand (Documentario)



GasLand è un film documentario del 2010 diretto da Josh Fox. È mirato a mostrare l'impatto negativo del processo di fratturazione idraulica o fracking (metodo di estrazione di shale gas, una particolare varietà di gas naturale) su alcune comunità rurali e realtà cittadine negli U.S.A.. Il regista statunitense intraprende un personale viaggio attraverso gli states per documentare, attraverso testimonianze dirette, i disagi provocati alla popolazione, mostrando danni cronici alla salute di persone e animali e all'ambiente, in particolare attraverso l'immissione nel terreno e nell'aria di sostanze chimiche spesso sconosciute agli stessi addetti ai lavori che finiscono per contaminare le falde acquifere e i corsi d'acqua.

09 maggio 2013

Petrolio, Gas, Geotermico e Fracking, l'INGV comunica che ....

In questi giorni in questo Blog abbiamo dato spazio alle novità in campo energetico che stanno interessando l'Italia. Come vedrete non c'è da star sereni. Abbiamo visto che tra l'abbondanza di parchi fotovoltaici, parchi eolici (che in Italia iniziano ad abbondare), pozzi per accaparrarsi gas naturale e petrolio, in questi ultimi tempi si sono avviate numerose e, a nostro parere, pericolose sperimentazioni geotermiche e geofisiche che stanno allarmando, non poco, le popolazioni delle aree interessate dalla ricerca.

06 maggio 2013

Il fracking anche in Sardegna?

Continuo a scovare progetti su progetti per fare fracking in Italia.

Come detto, non e' da scisti, ma da carbone - tramite questa tecnica del Coal Bed Methane, abbreviato in  CBM, e se ne parla da anni, anni, senza che nessuno di noi abbia saputo niente.

Qui ci sono i primi che abbiamo scovato - sono quelli della Independent Resources - che vogliono fare CBM a Ribolla, in provincia di  Grosseto. Sono inglesi e hanno sono gli stessi che vogliono trivellare in Emilia per lo stoccaggio di San Felice sul Panaro.

Qui invece ci sono quelli della European Gas Limited - che vogliono tirare fuori il CBM a Siena e a Grosseto. Sono australiani.

Oggi e' la volta del Sulcis.

Infatti, mi sono posta proprio questa domanda, ieri: se vogliono tirare fuori il metano dalle miniere toscane, che faranno alle miniere sarde - ben ricordando che il Sulcis e' stato un tempo la zona mineraria piu' importante d'Italia?

Non a caso Carbonia si chiama cosi!

E voila' - digiti le parole giuste su google.com e tutte le tue domande hanno risposte - CBM anche nel Sulcis!

In questo caso, i signori che propongono di fare fracking per estrarre questo CBM nel Sulcis sono quelli della "CarboSulcis Spa" che sono in possesso della Miniera di Monte Sinni. Ce ne sono diverse di presentazioni simili a quella linkata quassopra.

Ecco qui una delle prime sul destino delle miniere sarde:



Questa presentazione e' del 2007 - gia' da allora offrivono questa bella spiegazione a Cracovia - mica a Cagliari! - sulla possibilita' di estrarre CBM in Sardegna.

Fabrizio Pisanu della CarboSulcis dice

"The most significant project in Italy about exploitation of Coal Bed Methane, is developing in the coal basin of the SW of Sardinia."

"Il principale progetto in Italia per lo sfruttamento del Coal Bed Methane e' lo sviluppo del bacino di carbone nel sud-ovest della Sardegna."

In un altra presentazione del 2004 addirittura un certo Giraldi dell'ENEA dice che per questo progetto del Sulcis vogliono usare una tecnica di ECBM - Enhanced Carbon Bed Methane:




E' scritto nella freccia 1:

Main goals of the project:

"to exploit an ECBM technique throughout the Sulcis Coal Province"

"sfruttare una tecnica ECBM in tutta la provincia carbonifera del Sulcis"

e poi nella freccia 4 parlano di inieizione di anidride carbonica sottoterra e di produzione di metano.

Quindi, gia qui un po di mancanza di rispetto, da come la vedo io. Il Giraldi e il Pisanu, chiunque siano, non possono non sapere che questo CBM  (o ECBM dove la E sta per "enhanced") involve pratiche di hydraulic fracturing.

Perche' hanno detto queste cose alle loro belle conferenze in giro per in mondo e non le hanno dette agli italiani? Ai sardi? In Italiano? In modo semplice?

Mistero.

Ecco invece cosa dice una coalizione di NGO-s in giro per il mondo, il 24 Aprile 2012, sul fracking per shale gas, shale oil e coal bed methane


Sono preoccupati degli impatti del fracking da gas di scisti, metano e coal bed methane a causa di effetti sui cambiamenti climatici, il risparmio di energia, l'inquinamento dell'acqua, l'uso di acqua, l'inquinamento dell'aria, del terreno, l'uso del suolo, il rumore, l'attivita' sismica, i danni alla salute delle comunita' e dei lavoratori nell'industria del gas non-convenzionale, gli effetti socio-economici sulle collettivita'.

Bastano?

Ci sono Greenpeace, che tutti conoscono in Italia, ma anche le filiali europee di Friends of the Earth and Food and Water Watch che vanno abbastanza forti qui negli USA.

Mi si dice: ma questi sono solo progetti, sono solo cose "una tantum", e' solo sulla carta. Beh, io dico che e' proprio perche' e' tutto sulla carta e che non ancora siamo nel baratro del fracking e' necessario istruire la gente e vietare queste pratiche - prima che sia troppo tardi!

Dopo non puoi piu' fare granche' - vedi Basilicata.
Sono sicura che oltre a quelli della Toscana e del Sulcis ci sono in giro mille altri che vogliono venire a trivellare l'Italia - i nostri mari, i nostri campi, i nostri parchi, i nostri boschi - e ora anche le nostre miniere!

Nel silenzio generale di una classe politica assolutamente ignorante in materia, incapace di prendere decisioni, di guardare al futuro, di avere coraggio di guardare oltre il portafoglio.

Ci piace sempre copiare dagli altri - caro Passera, caro Monti, caro Clini.

Perche' non copiamo dalla Francia e non lo banniamo anche noi il fracking, prima che sia troppo tardi?

O dobbiamo aspettare altre tragedie - che siano terremoti, inquinamento delle falde acquifere o scoppi?

Fonte No all'Italia petrolizzata

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Trivelle di Sardegna: l'elenco definitivo 

05 maggio 2013

Trivellazioni: nuova frontiera della speculazione energetica in Sardegna


di Paolo Piras*
Sette permessi di ricerca per risorse geotermiche, due permessi di ricerca per idrocarburi a terra, un permesso di ricerca attivo e due attualmente respinti per ricerche di idrocarburi a mare, per un totale di oltre 200mila ettari di territorio sardo da sottoporre, o in parte già sottoposti, a sondaggi geognostici.
Se negli ultimi anni sono stati i parchi eolici e fotovoltaici la nuova frontiera della sperimentazione energetica in Sardegna, ora sembra arrivato il momento di passare dalla superficie alla crosta terrestre, e al posto dei pannelli solari si vede in lontananza l’arrivo delle trivelle.

22 aprile 2013

Mais cancerogeno “riciclato” come biogas. Il professor Montanari: idea pericolosa



“Significa spostare le sostanze cancerogene su altri cibi”. Una voce preoccupata e autorevole si leva a commentare la notizia di ieri: sarà trasformato in biogas quel 30% del raccolto italiano 2012 di mais che risulta contaminato da aflatossine cancerogene.
Secondo Stefano Montanari – è il direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, uno degli scienziati più famosi d’Italia – le aflatossine torneranno nei campi, e dunque nel nostro cibo, attraverso il digestato, il residuo della produzione di biogas che abitualmente viene usato come concime.
Ho intervistato il professor Montanari per email. Le sue affermazioni vanno decisamente controcorrente rispetto alle rassicurazioni ufficiali secondo le quali le aflatossine si degradano nel digestore (una sorta di pentolone nel quale la materia organica viene fatta fermentare ricavandone il gas) e dunque il mais cancerogeno sarà riciclato senza causare problemi.
Afferma invece Montanari: le aflatossine sono prodotte da funghi microscopici in grado di sopravvivere a condizioni ambientali estreme (il riferimento è al digestore) e di tornare a prosperare non appena le condizioni ambientali diventano favorevoli.

21 aprile 2013

Io la bolletta nucleare non la voglio!

Dopo le attività anti-nucleari dei nostri volontari durante il week-end, la protesta parte anche sul web. Scaricate anche voi la bolletta nucleare, scattatevi una foto e caricatela sul nostro gruppo Flickr "La bolletta nucleare non la voglio". Mettiamoci la faccia per dire No al nucleare!


Questa "bolletta nucleare" è quella che l'Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia. Enel e Governo devono smetterla di prendere in giro il Paese sostenendo che il nucleare servirà ad abbassare le bollette degli italiani. In realtà le bollette schizzeranno alle stelle proprio come quelle che stiamo diffondendo.
Oltre ai costi per la realizzazione degli impianti bisogna anche tener conto degli accantonamenti per lo smantellamento dei reattori, della copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, dei costi per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio.
Partecipate anche voi alla nostra campagna anti-nucleare in tre semplici passi:

15 giugno 2011

I segreti del Nucleare e le spese militari

Visto che ogni tanto esce ancora fuori qualcuno che ancora non gli è andato giù il fatto che ha perso il Referendum del 12 e 13 Giugno sul nucleare (VITTORIA ^:^), pubblico una serie di testimonianze scientifiche che spiegano in modo semplice quale siano i motivi reali che spingono certi governi (gli USA soprattutto ma anche la FRANCIA) a dotarsi del nucleare civile: LA GUERRA.


“…  E il segreto sta anche alla base delle centrali nucleari e agli enormi interessi che vi gravitano intorno. Il potere politico, quello che manda gli eserciti ad uccidersi a vicenda, costruisce le centrali nucleari  in nome dell’economia e del progresso e ciò è un grande, vergognoso inganno.  Il loro maggior segreto è che, in tutte le parti del mondo, non sono ancora riusciti ad eliminare con sicurezza le scorie radioattive di queste centrali. I bidoni gettati nella Fossa dell’Atlantico avveleneranno il mare quando, fra qualche decennio, esploderanno.  Ma chi se ne cura? ...”   (antropologo-teosofo Bernardino del  Boca   dal libro  “IL SEGRETO”  PAG. 210 – ediz. 1986)
“(…) Ma allora perché c’è la corsa al nucleare? Il nucleare è anche militare e allora, siccome le società non democratiche si basano sulla violenza, e le società democratiche si basano sulla truffa e sull’inganno, bisogna convincere le persone che lo Stato opera solo a fin di bene, non prepara la guerra e se c’è una guerra è solo in risposta ad un’aggressione esterna. Paola Botta Beltramo, 28 aprile 2011
Il nucleare civile è un modo per occultare il nucleare militare e anche per far vedere che il nostro bilancio della difesa è piccolo perché tanto una parte della spesa della difesa militare viene addossata ai bilanci di altri ministeri, questo viene fatto anche in Italia, Per fare le bombe atomiche bisogna avere le tecnologie adatte, avere il materiale esplosivo pronto, cosicchè in caso di necessità sia possibile costruire un ordigno in una settimana. (….) la Francia avendo risorse minori rispetto a quelle degli Stati Uniti e della Russia ha creato delle centrali d’uso duale in cui recuperano parte dei costi vendendo l’energia. Quindi non è vero che l’energia nucleare costa meno, l’energia nucleare francese viene venduta sottoscosto perché è il sottoprodotto di una produzione militare. Adesso che i pericoli di guerra aumentano, gli interessi di vari paesi si orientano nuovamente verso il nucleare, anche perché sono stati inventati nuovi tipi di armi nucleari diverse da quelle precedenti che richiedono nuovi tipi di impianti ed ecco la necessità di costruire queste nuove centrali. Se si guardasse solamente al problema dell’energia l’idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno.(…)” (prof. Emilio del Giudice, fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophisics di Neuss (Germania) -  3-2-2008 – Convegno “Pianeta Terra" – Ass. Saras Milano).
”(…)  Il nucleare civile serve a quello militare.  Gli strumenti progettuali e le conoscenze tecnologiche per le applicazioni pacifiche sono derivati dal know-how militare. Costruire centrali nucleari è sempre stata una comoda strada per ammortizzare i costi del nucleare militare.  Non solo: il nucleare civile a sua volta favorisce la proliferazione orizzontale del nucleare militare. Si tranquillizza il mondo con l’obiettivo dichiarato di costruire un impianto civile e così si può lavorare in pace alla costruzione di testate nucleari (…) Grazie  al programma nucleare civile si evitano tanti problemi. Tutto diventa più facile ... Le centrali nucleari producono plutonio come scarto. Si ritrova, in percentuale variabile, nelle scorie radioattive. 1 Kg di plutonio –una pallina da ping pong- ha la potenza di 20.000 tonnellate di tritolo, quanto basta per distruggere una città. Per una bomba  H si impiegano, in media, 5 kg. di plutonio:  una centrale elettronucleare di 1.000 megawatt produce circa 250 Kg annui di plutonio da cui si possono ricavare 40-50 bombe atomiche. Il nucleare civile è un ottimo paravento che permette di lavorare indisturbati sul nucleare militare.  La tecnologia nucleare ha costi enormi. Le centrali nucleari  servono ad ammortizzarli, riducendo i costi del plutonio per uso militare. La ricaduta civile del nucleare militare riduce l’enorme saldo negativo che gli armamenti inducono nel bilancio dello stato. Ecco quindi che le potenze nucleari impongono il nucleare civile che anche se fosse l’energia  meno costosa –il che non è-  e, anche se fosse completamente sicura –il che non è-  resta una soluzione eticamente inacettabile (prof. Angelo Baracca,   professore di fisica Università di Firenze – Comitato “Scienziati contro la guerra” relazione 15-10-2008).
“… Tra il 1943 e il 1945 a Los Alamos - USA, il maggiore centro di ricerca nucleare, 600.000 dipendenti lavoravano in modo compartimentale (succede anche in medicina) così nessuno sapeva che cosa si stesse costruendo.  Il fisico Robert  Oppenheimer  fu processato e condannato a  morte perché voleva che le ricerche fossero note a tutti in quanto riteneva che  la scienza fosse  patrimonio dell’umanità. Fu salvato dalla comunità scientifica internazionale che insorse contro il governo  statunitense  (…) Le centrali nucleari sono state costruite oltre che per fabbricare bombe anche per fabbricare motori nucleari da utilizzare nei sommergibili e nelle portaerei  consentendo a questi mezzi riserve di energia di 2 0 3 anni (…) quindi  il nucleare civile è una stampella di quello  militare (...).  Più si creano  reattori raffinati più aumentano i rischi. (…)   La sicurezza nucleare è una menzogna“ (prof. Luigi Sertorio, docente di Ecofisica Università di Torino; ha lavorato 15 anni a Los Alamos USA e 3 anni nella divisione ambientale della NATO Europa – conferenza 26-4-2011 – Torino – Le bugie nucleari).
SIPRI – Istituto di ricerca della pace di Stoccolma –www.sipri.org -  Il giorno 11 aprile 2011 ha pubblicato i dati relativi alla spesa militare mondiale  ANNO  2010: 1630 MILIARDI  DI  DOLLARI (pari a circa  4,46 miliardi di dollari al giorno  ovvero  circa  3 milioni  di dollari al minuto).
Dal libro “La Dimensione Umana” ediz. 1971 dell’antropologo-teosofo  Bernardino del Boca: pag. 272: “… Ci sono libri scientifici che sono un esempio di come agisce il pensiero analogo: sembrano libri scritti con serietà e serenità ma se si usa la propria coscienza, cioè se invece di accettare passivamente quei pensieri si pensa con la propria mente, si rimane spaventati per le orribili implicazioni che contengono. Non ci devono perciò stupire i risultati delle indagini degli esperti dell’intelligenza, secondo i quali, nonostante che in questi ultimi 50 anni la scienza e la tecnica abbiano prodotto nella vita umana i più sbalorditivi e rivoluzionari cambiamenti che hanno imposto la cultura a tutti, l’intelligenza media nel mondo sta calando invece di aumentare. Il nostro concetto  di intelligenza è anch’esso molto limitato dalla nostra attuale dimensione umana e ne abbiamo un esempio nel modo di agire delle grandi potenze. Da secoli si dice che si fanno le guerre sotto la spietata spinta del bisogno, ma oggi le grandi potenze spendono negli armamenti cifre astronomiche che se usate per soddisfare i bisogni dei popoli sottosviluppati e dei poveri toglierebbero dalla terra ogni motivo di aggressività …”.

Pag. 66: “… Finchè non sarà fatta una sintesi  tra i vari rami della scienza e non si sarà sottoposta questa sintesi alla luce della spiritualità, il fenomeno umano non potrà essere compreso nella sua finalità e nemmeno nelle sua espressione individuale”.
Pag. 239: “... U Thant, ex Segretario Generale del’Onu: “ La verità, la grande capitale verità, per quel  che riguarda le nazioni sviluppate del giorno d’oggi, è che esse possono avere quasi nel più breve tempo immaginabile tutte le risorse che vogliono. Non sono più le risorse quelle che limitano le decisioni. Sono le decisioni quelle che determinano le risorse. E questo è un cambiamento rivoluzionario –forse il più rivoluzionario- che il genere umano abbia conosciuto”. Per  prendere le nuove decisioni è necessario avere una nuova mentalità. Chi è schiavo del bisogno o delle ricchezze, del  potere o della sua posizione sociale, chi si identifica con i valori creati dall’egoismo e dall’ingiustizia, non può prendere le nuove decisioni, poiché  è schiavo di troppe paure. Ma i pensieri che rendono possibile l’emancipazione dell’uomo dall’ignoranza, dall’egoismo e dalla paura hanno una forza irresistibile poiché essi sorgono dallo stesso lento fluire della Vita  verso il formarsi del nuovo piano di coscienza” .
Paola Botta Beltramo
OTS - Biella
28 aprile 2011
Fonte Stop the War Italia

19 maggio 2011

Si profila una guerra globale per l'energia?

Si profila minacciosamente una guerra globale per l'energia. 

Ecco un grafico allarmante su cui riflettere. HSBC ha calcolato cosa succederebbe al consumo di energia entro il 2050 date previsioni plausibili per la crescita economica e supponendo che non ci siano limiti alle risorse, o che gli esseri umani continuino ad utilizzare l'energia nel modo "dato per scontato" come fanno al momento.

Come si può vedere nel grafico, la domanda in Cina, India e negli altri mercati emergenti vola, ma c'è anche una crescita abbastanza rilevante delle economie avanzate. Il quadro generale è che con un ulteriore miliardo di automobili sulla strada, la domanda di petrolio dovrebbe crescere da 110 a più di 190 milioni di barili al giorno. La domanda globale di energia aumenterà di un ordine di grandezza simile, raddoppiando la quantità di carbonio nell'atmosfera e per più di tre volte e mezzo l'ammontare dei cambiamenti climatici, gli scienziati pensano che si possano comunque mantenere le temperature a livelli di sicurezza.

C'è quasi bisogno di dire che a prescindere dalle conseguenze ambientali, le industrie energetiche stenterebbero a farvi fronte, e più probabilmente sarebbe impossibile. Si può o non si può essere già pericolosamente vicino al picco del petrolio - o al massimo della capacità produttiva - ma nessuno crede che l'industria potrebbe produrre il doppio di quello che fa al momento, per quanto intelligente diventa nell'attingere alle riserve in precedenza non commercializzate o inaccessibili.

Se qualcosa non può accadere, non accadrà, così tutte le previsioni di crescita nel mondo in via di sviluppo sono solo una questione di pio desiderio che saranno presto deluse dai limiti dell' energia finita? Non necessariamente, dice il team economico di HSBC. Il mondo può ancora ospitare una crescita elevata, ma solo se vi è un cambiamento nel comportamento collettivo, tra cui una maggiore efficienza energetica, un grande cambiamento nel mix energetico, un urgente sviluppo di tecnologie di cattura del carbonio in modo da limitare i danni derivanti dall'utilizzo dei combustibili fossili.

Come ho scritto più volte in precedenza, il grande premio va qui agli Stati Uniti, dove l'uso pro capite di petrolio è molto più alto che in qualsiasi altra parte del mondo. Se questo consumo si riducesse ai livelli europei, come è perfettamente possibile senza danni per gli standard di vita, sarebbe come rimuovere una fonte di domanda pari all'intera produzione attuale di petrolio dell'Arabia Saudita.

Così dovrebbe essere effettivamente possibile ospitare l'ascesa della Cina e degli altri mercati emergenti, senza esaurire le risorse o distruggere il pianeta. Ma è andando a richiedere una grande volontà collettiva, di un tipo di cui gli Stati Uniti e altri non sono stati disposti a contemplare fino ad ora.

La causa più comune dello shock dei prezzi dell'energia è l'interruzione dell'approvvigionamento. E' il timore di una tale distruzione, a causa delle turbolenze in Medio Oriente, che sta guidando il prezzo del petrolio in questo momento. Ma in futuro è molto più probabile che sia la pressione della domanda sull'offerta limitata. Non importano gli sviluppi in Nord Africa e altrove nella regione. Questa è una bagattella rispetto a ciò a cui si può arrivare. Queste tensioni sulla domanda potrebbero creare una molto più ampia instabilità geo-politica, con conseguenze intercontinentali potenzialmente catastrofiche.

Il prezzo dell'energia sarà di per sé, naturalmente, portato ad una maggiore efficienza e una crescita più lenta, ma può anche richiedere qualcosa di ben più traumatico per portare le nazioni ai loro sensi e galvanizzare al necessario cambiamento nel comportamento collettivo. Ci stiamo rapidamente avvicinando ad un'era in cui l'energia dovrà essere razionata. Questo può essere fatto in modo pacifico, o possiamo andare avanti come facciamo, nel qual caso è fin troppo probabile che finisca per essere risolto con la canna di una pistola.

Tradotto da un articolo di Jeremy Warner, vicedirettore del Daily Telegraph

da Musculus

04 maggio 2011

Addio ai pannelli solari

(foto casa.atuttonet.it)

Oggi parliamo di energia e in particolare dei ben famosi pannelli solari che, per fortuna, stanno iniziando a spuntare come funghi. Tutto questo nonostante il nostro Governo che per pura speculazione nucleare, vuole togliere o ridurre gli incentivi alle fonti rinnovabili. Ricordiamo a quanti ci leggono che l'uranio si esaurirà tra sessant'anni, mentre le fonti rinnovabili sono per sempre. Se nel prossimo futuro volete anche voi acquistare dei pannelli solari da piazzare sul tetto della vostra casa, io vi consiglio di aspettare ancora un pò. Questo perché c'è una notizia molto importante che dovete conoscere.

Stephen Rand dell'University of Michigan, insieme ad altri suoi colleghi universitari, ha scoperto come si può ricavare energia dal Sole, senza l’utilizzo delle classiche celle fotovoltaiche. I risultati della ricerca pubblicati nel Journal of Applied Physics, hanno dimostrato che il campo magnetico della luce, fino ad oggi considerato troppo debole, è una potentissima fonte d’energia. “Nelle classiche celle solari la luce attraversa un materiale, viene assorbita e crea calore. Fino ad ora non si era considerato il fatto che una luce molto intensa produce anche una magnetizzazione molto intensa, tale da poter creare energia. I risultati ottenuti porteranno alla creazione di celle solari di nuova generazione” ha annunciato Stephen Rand. “Ciò che rende tutto ciò possibile è il fenomeno della cosiddetta rettificazione ottica: in un materiale, il campo elettrico della luce provoca una separazione delle cariche positive e negative, creando un voltaggio, come in una batteria” –  ha spiegato il ricercatore William Fisher. ”Fino ad oggi – continua Fisher – si pensava che tale effetto elettrico avvenisse solo all’interno di materiali cristallini che possiedono una certa simmetria. Abbiamo scoperto, invece, che nelle giuste condizioni, anche il campo magnetico della luce può creare una rettificazione ottica, piegando gli elettroni in maniera tale da generare sia un dipolo elettrico che uno magnetico. Convogliando un numero sufficiente di questi dipoli in una fibra abbastanza lunga, si può ottenere un enorme voltaggio, tale da costituire una vera e propria fonte d’energia”. “Per ottenere questi risultati, la luce deve brillare in un materiale che non conduce elettricità, come il vetro ad esempio - sottolinea Fisher - e dev’essere infocata ad un’intensità di 10 milioni di watt per centimetro quadrato. Sappiamo che la luce del Sole non è così intensa di per sé ma è dimostrato che i più nuovi materiali sono in grado d’ottenere gli stessi risultati ad intensità minori. Tutto quello di cui abbiamo bisogno sono lenti per infocare la luce ed una fibra per guidarla. Il vetro può essere considerato un buon materiale, risultati migliori si ottengono con la ceramica trasparente”.

Insomma per concludere, gli scienziati della Michigan University hanno creato una “batteria ottica”, in grado di soppiantare i vecchi pannelli solari. Nei prossimi esperimenti, previsti per quest'estate, Rand e Fisher lavoreranno prima con la luce di un raggio laser, poi con la luce del Sole. Gli scienziati prevedono che alla fine del loro lavoro, saranno in grado di costruire una nuova generazione di celle solari che saranno molto più potenti ed economiche di quelle di oggi. Speriamo bene e facciamo un grosso in bocca al lupo a questi bravi scienziati.

No al Nucleare (votando SI ai Referendum) e SI alle Fonti Rinnovabili.

02 maggio 2011

L'Enel respinge le critiche e va avanti sul nucleare

(foto di Un Record Di Firme Per Fermare Il Nucleare PETIZIONE)

Già in passato l'Enel aveva avuto la faccia tosta di negare che le scorie nucleari fossero un grande problema. Ora a distanza di un anno, l'amministratore delegato Fulvio Conti della medesima compagnia, rilancia sul nucleare: "Proseguiamo con il progetto atomico". Una dichiarazione che toglie dunque qualsiasi dubbio sul fatto che l'Enel non voglia minimamente mollare l'osso di questo losco affare miliardario (per loro).

La dichiarazione di Conti è stata fatta ieri durante l'assemblea dei soci. Un'assemblea che si è svolta blindata. Due camionette della polizia, una dei carabinieri e una trentina di addetti alla security, a sorvegliare che tutto di svolgesse senza problemi. Infatti, davanti all'ingresso dove si svolgeva la riunione, erano presenti una cinquantina di attivisti anti-nucleare (Cobas, Greenpeace e alcuni elementi del Comitato Referendario).

Fulvio Conti al termine della riunione si è fermato a parlare con i giornalisti, e rispondendo alle domande è stato molto chiaro quando ha parlato dei problemi energetici dell'Italia, accusando senza mezzi termini  “il pregiudizio ambientalista e l’atarassia amministrativa”. 

Consigliamo a l'Enel per il futuro di farsi uno Stato tutto suo, e di chiamarlo per l'appunto Enel. Cosi finalmente la pianterà di fare il buono e il cattivo tempo, in barba ad uno Stato di Diritto e alla Democrazia espressa dal Popolo.

Quasi quasi ci viene voglia di scrivere di cambiare compagnia elettrica ....

28 luglio 2010

L'energia solare costa meno di quella nucleare


La notizia riportata su tutti i media mondiali che l'energia solare ha superato per la prima volta in convenienza economica quella nucleare (che costerà negli anni sempre di più), dimostra ancora una volta la follia che sta attuando il Governo Italiano. La stampa italiana, pilotata e addomesticata dalle grandi lobbies economiche, che prenderanno parte al banchetto radioattivo, non ha dato il giusto risalto ad una notizia che dovrebbe far felici sia i cittadini, sia uno Stato come il nostro in preda ad una grave crisi economica (abbiamo o no il terzo debito del mondo?).

Ora più che mai urge alzare la voce per non permettere a questi signori di accaparrarsi quel fiume di denaro che scenderà sulle multinazionali energetiche interessate a questo folle progetto, che io uso chiamare senza mezzi termini criminale.

Inoltre ritengo che la notizia dei giorni scorsi che il famosissimo professor Veronesi (Senatore del PD) presiederà molto probabilmente l'Agenzia per la Sicurezza Nucleare, sia l'ennesima dimostrazione dell'accordo della politica italiana (in modo bipartisan) in questa scellerata vicenda (potrei usare anche il termine complici, e da tempo ... ).

Un saluto da Raimondo Orrù

12 luglio 2010

Nikola Tesla, energia gratis per tutti


Ciao a tutti, qualche giorno fa, il 10 Luglio, ricorreva il 154 anniversario dalla nascita di uno dei più grandi scienziati della storia dell'umanità: Nikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 8 gennaio 1943).

Tesla fu il primo a parlare di forme di energie alternative, rinnovabili e applicabili a tutte una serie di veivoli. Le sue idee e i suoi brevetti creati per il bene dell'umanità, rivoluzionari per quel tempo, furono resi inacessibili e la sua carriera fù distrutta nel culmine della sua notorietà. Fu un manipolo di persone senza scrupoli,
che avevano come unico obiettivo il loro tornacconto personale, a incanalare l'umanità intera verso la schiavitù delle multinazionali dell'energia e in particolare del petrolio.
Nikola Tesla morì nel 1943 nella sua stanza del New Yorker Hotel, non si conosce bene il giorno visto che era - come suo solito - completamente solo. Si spense per attacco cardiaco all’età di 86 anni tra il 5 e l’8 gennaio. Era nullatenente. Nello stesso anno la Corte Suprema degli Stati Uniti riconobbe a Tesla la paternità intellettuale dell’invenzione della radio. Dopo la sua morte alcune delle sue teorie sono state certamente sviluppate per scopi militari (Top Secret) dall'esercito degli Stati Uniti. Guardate questo video:


Energia Gratis, per tutti e per sempre!!
video ricaricato dall'utente YouTube mar­ti­ni­cam­pa­ri




Infine leggete questo
tratto da lostinn.com
Nato nel 1856 a Smiljan in Jugoslavia (allora faceva parte dell'impero Austro-Ungarico), lasciò l'Europa nel 1884 alla volta dell'America. Giunse a New-York portando con sé alcuni articoli scritti a Parigi e a Belgrado, i disegni di una macchina volante, alcune sue poesie e 4 centesimi di dollaro. Sembrava uno dei tanti emigranti in cerca di fortuna, ma in testa aveva già tutti i progetti di un generatore di corrente alternata polifase, un apparecchio per trasformare la corrente da continua in alternata. Il suo genio nel campo dell'elettricità gli permise subito di iniziare a lavorare per Edison, per il quale creò 24 tipi di dinamo diversi. Decise infine di mettersi in proprio e sviluppò il progetto del generatore polifase, che nel 1895 venne utilizzato in tutte le centrali elettriche. Questo gli permise di guadagnare la somma di 216.000 dollari, e brevettò altre 30 invenzioni, ma il suo progetto era ben più ampio, una cosa che ancora oggi sembra fantascienza. Tesla viveva solo ed in modo eccentrico (sulla tavola pretendeva sempre che ci fossero 18 tovaglioli ripiegati in modo particolare), ma il suo genio era unico. Fu il precursore degli esperimenti radiofonici, nel 1898 aveva sperimentato pubblicamente al Madison Square Garden di New York una barca radiocomandata e l'anno successivo possedeva una stazione radio a Colorado Spring sulle Montagne Rocciose. Nel 1912 gli fu proposto il premio Nobel, ma lo rifutò indignato dal fatto di non averlo ricevuto nel 1909 al posto di Guglielmo Marconi.
Ma qual'era il progetto di Nicola Tesla?
Intendeva trasmettere la corrente, non piccole quantità, ma corrente su larga scala da utilizzare per uso domestico e industriale. Immaginate un'antenna parabolica sul tetto che raccoglie la corrente senza bisogno di cavi. Fantascienza? No! Tesla riuscì nel 1899 tramite la stazione di Colorado Spring ed un generatore di nuova concezione a trasmettere la quantità di corrente necessaria ad accendere 200 lampadine poste a 40 Km di distanza. Il magante John Pierpoint Morghan si interessò agli esperimenti di Tesla e finanziò il suo progetto: "Il Sistema Mondiale"!
Ma di cosa si trattava?
Tesla intendeva utilizzare le vibrazioni elettriche naturali della terra per ricavare energia elettrica a costo ZERO! Ma dopo poco tempo, per motivi sconosciuti, Morgan ritirò i finanziamenti e Tesla fu costretto a far demolire le sue installazioni. Cadde in una profonda crisi depressiva, ma questo non gli impedì di inventare un apparecchio dalle caratteristiche simili ad un laser. Era un convinto pacifista e in proposito scrisse "Non si può eliminare la guerra mettendola fuorilegge: l'unico sistema per evitarla è fare in modo che ogni nazione sia in grado di difendersi. Sono stato abbastanza fortunato da sviluppare una nuova idea che può essere utilizzata soprattutto per la difesa. (...) Con la mia invenzione è possibile distruggere qualunque cosa si avvicini entro un raggio di 320 chilometri" (E pensare che vengono spesi miliardi per sviluppare uno scudo stellare inventato quasi 100 anni fa).
Nicola Telsa morì nel 1943, solo e frustrato per non essere riuscito ad imporre alcuni suoi progetti basati sulle onde elettromagnetiche.
Ma le invenzioni di Nicola Tesla erano in anticipo di cento anni sui suoi tempi, e solo di recente (1987) due suoi brevetti sono stati riscoperti, si tratta di una pompa e di una turbina senza pale, due sistemi che si sono rivelati utilissimi in aeronautica al fine di migliorare la sicurezza degli aerei.
Un discorso a parte merita il "Sistema Mondiale". Gli appunti del fantastico generatore sparirono misteriosamente dopo la morte dello scienziato. Alcuni sostengono che siano stati trafugati e portati nell'est europeo, dove il macchinario è stato costruito in segreto. Ma perchè in segreto? Alcuni scienziati sostenevano che una simile macchina sarebbe stata in grado di causare Black Out totali in intere aree geografiche e di modificare il tempo atmosferico, è stato addirittura stato ipotizzato che riuscirebbe ad influire sui comportamenti del cervello umano.
Ma l'idea di Telsa non è andata perduta, qualche anno fa un certo Robert Golka avrebbe ricostruito le apparecchiature di Colorado Spring, ma non si sa nulla dei suoi esperimenti. Un eminente fisico del MIT, Bernard Eastlund, ha sperimentato in una simulazione al computer gli effetti che avrebbe un macchinario come quello ipotizzato da Tesla. Le onde elettromagnetiche raggiungendo la ionosfera sarebbero in grado di causare immensi BlackOut, distruggere apparecchi in volo e modificare il tempo. Le invenzioni umanitarie di Tesla sembrano trasformarsi in armi terribili se lasciate in mano alle persone sbagliate.
Una parte più oscura della vita di Tesla riguarda il periodo successivo alla fine del progetto del "Sistema Globale". Lo scienziato fu ingaggiato dal governo americano assieme ad altri scienziati tra cui Einstein, per sviluppare il progetto conosciuto come Philadephia Experiment. Consisteva in un progetto per rendere invisibile una nave militare agli schermi radar. Su una nave venne montato un generatore elettrico di nuova concezione e fu effettuato il test. Ma qualcosa andò in modo diverso. La nave scomparve, oltre che dagli schermi radar, anche fisicamente. Vi è una sola testimonianza di quell'esperimento.
La nave si trovò in una sorta di tunnel in cui i colori cambiavano e turbinavano tre marinai si gettarono fuori bordo...e si trovarono fuori dalla base militare dove aveva avuto inizio l'esperimento. Si recarono al canello e chiesero del responsabile del progetto, ma quando lo videro si resero conto che era molto più vecchio....erano passati quasi 40 anni.
Dopo l'insuccesso del Philadelphia Experiment sia Tesla che Einstein furono rimossi dall'incarico perchè inaffidabili. (Erano entrambi convinti pacifisti.)
Giuseppe Verdi diceva "Il genio è solo tanto tanto lavoro", Einstain sosteneva "La fantasia è l'espressione più alta del genio", e Tesla era un genio in ogni senso.
un saluto

08 maggio 2010

Vento di Mafia, le tangenti del vento

Mentre noi discutiamo animosamente, anche in questo Blog, sull'imminente ritorno del nucleare, in Italia, mai come in questo periodo c'è un fortissimo business delle fonti rinnovabili, alimentato un pò da tutti: sia da normali cittadini e da piccoli e grandi Comuni, sia da tantissime piccole aziende che stanno spuntando come funghi sull'intero territorio italiano. Sono questi risultati importanti in fatto di energia ottenuta, che alimenta giorno dopo giorno il No deciso al Nucleare in quanto, come spesso abbiamo sottolineato, non serve all'Italia perché peggiorerebbe i conti della nostra spesa pubblica, e inoltre creerebbe enormi problemi di salute ai cittadini, come viene spesso riportato in questo Blog.

I recenti fatti giudiziari che coinvolgono alcuni esponenti politici sta dimostrando che il mercato fiorente delle fonti rinnovabili fa gola a tanti, specie a chi vuole lucrare da esse, ottenendo finanziamenti e concessioni a buon prezzo, per poi rivendere l'intera energia ottenuta a terzi, infischiandosene sia della salvaguardia del territorio, sia delle popolazioni che risiedono nei pressi di questi nuovi impianti, che dovrebbero avere in cambio un forte sconto sull'energia domestica consumata. Al riguardo pubblico un interessante inchiesta de l'Espresso che ha messo in risalto cosa sta succedendo nella mia Regione la Sardegna:

Denis Verdini, uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull'eolico in Sardegna.

Il business dell'eolico nell'isola è da tempo al centro di indagini giudiziarie e pochi giorni fa la questione era stata sollevata da L'espresso (nel numero ancora in edicola) grazie a un'inchiesta di Fabrizio Gatti che riproponiamo qui di seguito

Vento di mafia di Fabrizio Gatti
L'espresso" del 6 maggio 2010

Ci siamo giocati anche la Sardegna. Stanno cadendo uno dopo l'altro gli ultimi territori liberi dalla mafia. Gli interessi di imprenditori in contatto con gli uomini di Cosa nostra sono arrivati fin qui, nel cuore più antico dell'autonomismo.
Da queste parti gli amici degli amici non sparano. Vengono armati di mappe meteorologiche, anemometri e soldi. Montagne di calcare e granito rosso, di pascoli e sughereti sono state sventrate per innalzare eliche e torri. Ovunque. L'entroterra incontaminato dell'isola non sarà più lo stesso che abbiamo visto o sentito raccontare. L'energia eolica regala elettricità pulita in tutto il mondo. Non nell'Italia del malaffare certificato. Bastano 10 mila euro per conquistare il diritto a demolire il paesaggio. È il capitale necessario per costituire una piccola srl. E per accaparrarsi poi le concessioni e i milioni di finanziamento pubblico.
Si possono vedere all'opera a Cagliari amministratori di società che a Napoli si occupano di noleggio di pedalò: in fondo si tratta sempre di fonti alternative. Oppure capita di inciampare nelle aziende del capitalismo nazionale. E scoprire che l'ex socio che ha aperto la via del vento ai fratelli Gianmarco e Massimo Moratti è stato condannato il 9 marzo a Palermo per corruzione. Con l'aggravante di avere favorito proprio Cosa nostra. Si chiama Luigi Franzinelli, 66 anni: ha disseminato l'Italia di pale e piloni.
Bisogna percorrere le coste e i crinali esposti al maestrale. Dalla provincia di Cagliari a quella di Sassari. Non si incontrano soltanto burattinai che portano in Sicilia. Si finisce in mezzo all'ultimissima inchiesta avviata dalla Procura di Roma su affari e politica.
Al centro degli accertamenti per corruzione ci sono le attività di
Ignazio Farris, direttore generale dell'Agenzia regionale sarda per la protezione dell'ambiente, nominato il 6 agosto 2009 dalla giunta di centrodestra di Ugo Cappellacci. E c'è il lavoro dell'ex assessore ai Servizi sociali della provincia di Cagliari, Pinello Cossu (Udc). L'indagine porta al progetto per un parco eolico nella zona industriale di Cagliari e coinvolge pure l'ex assessore socialista al Comune di Napoli, Arcangelo Martino, l'imprenditore che ha raccontato al 'Corriere della Sera' di avere presentato Silvio Berlusconi a Benedetto Letizia, padre di Noemi, l'amica allora minorenne del presidente del Consiglio.
E ancora altri nomi: il magistrato Pasquale Lombardi e Flavio Carboni, 78 anni, il famoso faccendiere che in Sardegna ha venduto Villa Certosa a Berlusconi. E che da decenni si muove nelle ombre italiane, fuori e dentro i processi: dalla bancarotta del Banco Ambrosiano all'omicidio di Roberto Calvi, ai legami con i boss della banda della Magliana. Secondo le notizie trapelate, Lombardi e Carboni parlano più volte al telefono dei loro interessi sardi, dei contatti con il senatore Marcello Dell'Utri, sotto processo per mafia a Palermo, e del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, già sotto inchiesta a Firenze per gli appalti della Protezione civile. La corsa italiana alle energie alternative al petrolio è soltanto all'inizio. Ed è facile immaginare cosa si rischia con i progetti per il nucleare. Perché proprio in Sardegna, per la sua tranquillità sismica, si prevede la costruzione di una o più centrali.
L'ex socio del gruppo Moratti in contatto con la mafia verde ha combattuto anni per trasformare lo splendido altopiano che separa Ulassai da Perdasdefogu, nella provincia dell'Ogliastra. Il risultato del lavoro di Luigi Franzinelli sono le gigantesche eliche piazzate dappertutto lungo la strada provinciale 13. E altre sorgeranno ancora. È il più grande parco eolico con 48 generatori su un totale previsto di 96. Quando la nebbia primaverile si dirada, da qui si vede il mare che bagna Arbatax, sulla costa orientale. Ulassai è un paese di 1.500 abitanti appeso alle nuvole. Una meta che grazie a Internet richiama speleologi e arrampicatori dal Nord Europa per le grotte e le pareti di calcare a picco sulle case. Perdasdefogu, 2.300 abitanti, è invece famosa per il vicino poligono sperimentale interforze di Salto di Quirra e per gli allarmi dopo l'esplosione di bombe e missili con uranio impoverito. Tra i due paesi, 27 chilometri di pascoli. Prima dell'arrivo da queste parti di Franzinelli c'erano soltanto secoli di pastorizia e giornate di vento impetuoso.


L'imprenditore viene condannato in primo grado poco più di un mese fa dal giudice di Palermo, Daniela Troja. Due anni con rito abbreviato: corruzione, aggravata dall'avere agevolato Cosa nostra. Il processo riguarda la costruzione del parco eolico intorno a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Secondo l'accusa, i boss hanno scelto e favorito la società Sud wind di Franzinelli. In cambio di tangenti versate a un esponente locale di Forza Italia, candidato alle Regionali del 2006. Condannato a un anno e 10 mesi anche uno dei soci, Antonio Aquara, 52 anni, salernitano di Ottati. Otto anni e quattro mesi per associazione mafiosa invece a Giovan Battista Agate, 68 anni, fratello del boss massone Mariano. A processo, funzionari del Comune di Mazara e imprenditori vicini al capo dei capi, Matteo Messina Denaro.
Luigi Franzinelli è accusato di reati commessi tra il 2004 e il 2007. Quello che sfugge alle cronache giudiziarie è che proprio in quegli anni Franzinelli e alcuni suoi familiari sono in affari con Corrado Costanzo, l'attuale direttore finanziario della Saras di Cagliari, il gruppo petrolifero dei fratelli Moratti. Insieme si occupano della realizzazione del parco eolico di Ulassai per conto della Saras. Né i Moratti né Costanzo, come risulta dall'inchiesta, erano al corrente dell'attività in Sicilia dell'ex socio finito nei guai per avere aiutato la mafia. E dal 2008 hanno interrotto ogni rapporto con l'imprenditore e con i suoi familiari.
Quello di Franzinelli è il classico identikit dello 'sviluppatore': una figura tutta italiana nell'affare delle energie alternative. Lo sviluppatore è come un incursore: fonda o amministra società a responsabilità limitata da 10 mila euro, si accaparra i terreni, convince i Comuni, spiana la strada ai progetti, ottiene le concessioni e alla fine cede la società o l'attività alle grandi imprese che gestiranno i generatori e venderanno l'elettricità al gestore del servizio elettrico nazionale. Una sorta di testa di legno. E come per le più misteriose teste di legno, il passato non è custodito in Sicilia ma al Nord. Franzinelli è nato in provincia di Trento, a Molina di Ledro. Prima di diventare imprenditore dell'energia, si fa notare come segretario della Cgil in Trentino.
Negli atti dell'inchiesta sulla mafia di Mazara oltre alla Sud wind, che non ha nessun legame con il gruppo Saras dei Moratti, si accenna al suo ruolo di amministratore delegato nella Sarvent di Cagliari. Questa è una srl da 10 mila euro costituita il 14 giugno 2001 da Franzinelli e da Antonio Aquara, il socio condannato con lui a Palermo. Nel 2002 parte delle quote vengono vendute alla Ensar srl, la società elettrica dei Moratti. E poco dopo, a un'altra società del gruppo Saras, la Sardeolica nella quale Franzinelli viene nominato amministratore delegato e Aquara consigliere, accanto al presidente Corrado Costanzo. Nel 2003 la Sarvent viene incorporata nella Sardeolica e scompare. E a fine 2004 Franzinelli e Aquara escono dal consiglio di amministrazione. Nello stesso periodo però il gruppo dei Moratti costituisce a Cagliari con Luigi Franzinelli e i suoi familiari una società di progettazione nel settore eolico, la Nova Eolica srl, passata nel 2008 sotto il controllo totale del gruppo Saras. L'uscita dei Franzinelli avviene proprio mentre l'imprenditore trentino è sotto inchiesta per i rapporti con la mafia.
Alla fine del balletto di quote e cariche, la concessione sul terreno comunale del parco eolico di Ulassai, finanziato dal fondo europeo di sviluppo per un totale di 2.900 ettari, rimane alla Sardeolica. Nel bilancio 2008 la società dichiara un giro d'affari di 23 milioni e 800 mila euro grazie all'elettricità ricavata dal vento e una produzione in grado di soddisfare il fabbisogno di 160 mila famiglie. Il Comune di Ulassai, per la concessione, incassa ogni anno da Sardeolica 761mila euro. Il progetto ha creato 20 posti di lavoro. Ma le famiglie e le imprese del paese non hanno nessuna agevolazione sui consumi elettrici.


Da quando l'alleanza trasversale centrodestra-centrosinistra ha bocciato il piano paesaggistico e due anni fa ha provocato le dimissioni del governatore Renato Soru, gli 'sviluppatori' investono ovunque. Cercano accordi direttamente con i Comuni a caccia di soldi e posti di lavoro o con le altre amministrazioni locali. Così ha fatto nei mesi scorsi Stefano Rizzi, 48 anni, genovese residente a Montecarlo. È l'amministratore unico di una società con capitale in Lussemburgo, la Is Arenas renewable energies, che vorrebbe costruire una piattaforma eolica proprio davanti alla spiaggia gioiello di Is Arenas, vicino a Oristano. Rizzi è anche socio in provincia di Bergamo di un'azienda del gruppo K. R. Energy di Milano, che nel 2008 a sua volta si è fusa con la Kaitech spa. Secondo un'interrogazione alla Camera presentata lo scorso ottobre dall'ex presidente della Regione Mauro Pili (Pdl), nelle casse della Kaitech sarebbero passati soldi del tesoro dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino. L'inchiesta della Procura di Palermo è del 2005. In quell'anno presidente del consiglio di amministrazione della Kaitech è Stefano Camilleri, sindaco di Palermo nel 1984 e dimissionario dopo appena 22 giorni.
Già tre anni fa Italia nostra e altre associazioni ambientaliste intuiscono cosa sta accadendo: "L'approssimazione e la mancanza delle più elementari regole di pianificazione stanno caratterizzando la proliferazione degli impianti di produzione energetica da fonte eolica", è scritto nel dossier 2007 sull'Italia: "Assistiamo alla progressiva perdita di grandi valori territoriali legati al paesaggio, nonché alla decadenza delle regole democratiche nelle piccole comunità sotto la spinta di interessi economici". Un allarme che oggi può essere trasferito in Sardegna. Dove le imprese pronte a dare l'assalto al vento raramente sono sarde. Come la Vento Macchiareddu tirata in ballo nell'inchiesta sul faccendiere Flavio Carboni: sede a Napoli e interessi nei progetti eolici del Consorzio per l'area di sviluppo industriale nella zona Macchiareddu a Cagliari. Le quote societarie fanno riferimento a Francesco Azzarito, Cristina La Marca, Angela Leone, imprenditori napoletani che tra le loro attività vantano anche il noleggio di barche e pedalò. E che dopo essersi occupati delle discariche campane, danno la caccia al vento e ai finanziamenti. Dalla Puglia alla Sicilia.
Non sono sardi nemmeno i proprietari della Geopower Sardegna srl. L'impresa che sta cambiando i connotati alle montagne di granito rosso tra Buddusò e Alà dei Sardi è stata costituita con 10 mila euro e appartiene alla britannica Falck renewables limited, dell'omonimo gruppo milanese. È uno dei progetti curati direttamente dai committenti, senza interventi di mediatori e 'sviluppatori' sospetti. I lavori sono tuttora in corso. Nel 2007, durante la presidenza Soru, la Regione ha fermato il cantiere. Contava sul piano paesaggistico che prevedeva la costruzione di torri eoliche soltanto nelle zone industriali o già compromesse. Nove mesi dopo il Tar ha dato ragione alla Geopower, che aveva ottenuto tutte le autorizzazioni richieste. Così sopra i sughereti della Gallura vedremo presto 69 eliche alte novanta metri. Daranno lavoro a 25 persone del posto e, secondo i sindaci dei due Comuni favorevoli al progetto, forniranno elettricità a buon mercato. In Sardegna maestrale e libeccio non mancano. Ma grazie agli aiuti pubblici, l'eolico italiano è anche un affare. Che troppo spesso soffia nella direzione sbagliata: invece di produrre energia pulita e proteggere l'ambiente, alimenta l'economia sporca e il potere dei clan.

Infine vi segnalo un altro interessantissimo articolo sull'argomento intitolato Sardegna, i tentacoli della mafia sull'eolico sul sito Terranauta.it

Aggiornamento Domenica 9 Maggio 2010 ore 14:00


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20 aprile 2010

Nucleare, per l'Enel le scorie sono un problema trascurabile



Il nucleare non mi preoccupa. Mi baso sull’esperienza di tanti Paesi che usano da sempre questa fonte, sui fatti scientifici che ne comprovano l’assoluta sicurezza”. Così Fulvio Conti, amministratore delegato dell‘Enel, in un faccia a faccia con Giovanni Minoli per Rai Educational che andrà in onda mercoledì 21 aprile su Rai Due. “Per essere prudenti - sottolinea - la prima centrale sarà in grado di produrre energia diciamo a partire dall’ inizio del 2020“. Per quanto riguarda la localizzazione degli impianti, Conti sottolinea: “aree adatte ce ne sono e comunque teniamo conto che, anche in situazioni di estrema sismicità, come ad esempio in Giappone, è provato che le moderne centrali nucleari vengono costruite con criteri così rigorosi che possono resistere a qualsiasi tipo di scossa. Siamo in presenza di un percorso definito. Ci aspettiamo che l’Agenzia per la sicurezza, elemento fondamentale per portare avanti il programma nucleare italiano, venga costituita entro breve: all’inizio del 2011 arriverà l’approvazione del progetto; nel 2013 l’apertura del cantiere; tra il 2019 e il 2020, l’entrata in esercizio della prima centrale. E conclude: “Da quel momento ogni 18 mesi saremo in condizioni di aprire una nuova centrale. Per essere prudenti questa centrale sarà in grado di produrre energia diciamo a partire dall’inizio del 2020″. Quanto allo smaltimento delle scorie Conti lo definisce un problema “trascurabile. Una centrale come quella che vogliamo fabbricare e costruire qui in Italia - spiega - ci mette sette anni di funzionamento per riempire un container di scorie, di rifiuti potenzialmente radioattivi. E’ un problema assolutamente gestibile“. Mentre sul timore diffuso che le centrali nucleari, nel loro normale funzionamento siano un pericolo per la salute di chi vive vicino, Conti dichiara: “Depositi e centrali sono luoghi molto controllati e sorvegliati; costruiti per non avere alcun impatto sulla salute e sull’ambiente”. (Copyright APCOM)

fonte: 9online

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31 luglio 2008

Energia Assassina

Penso seriamente che il mondo, penso all'occidente ma non dimentico anche la parte più povera del pianeta, la stragrande fetta della popolazione mondiale, sta davvero andando finalmente e totalmente a rotoli, in modo definitivo.
In Italia la situazione è disperata, in qualche altra nazione i politici avrebbero alzato le mani e portato i libri contabili in tribunale e avviato la pratica di fallimento. In Italia invece ora i problemi (tanti, troppi), vengono affrontati con ottimismo e efficienza dalla maggioranza e, serenamente pagatamente contrari, dall'opposizione.
Dunque niente panico gente, l'italia ce la farà (nessuno ha spiegato a che cosa..)
In campo energetico la svolta: all'improvviso siamo diventati moderni e efficenti e nel giro di pochi anni finalmente saremo liberi di usufruire di tutta l'energia che vogliamo, naturalmente pagandola.
Si perchè come si sa, e come dev'essere, nel mondo globalizzato ogni cosa ha un suo prezzo e la libera concorrenza economica deve sempre farla da padrone.
Dall'oggi al domani abbiamo il problema dei rifiuti, ed ecco che finalmente costruiamo i ben noti termovalorizzatori, che altrove non costruiscono più, ma almeno li chiamano come devono essere chiamati: inceneritori... Quei paesi infatti si sono accorti che si producono tanta energia ...ma danno un problema: sono altamente dannosi per la salute.
Da noi si punta tutto sugli inceneritori ed ecco che magia, si lascia in secondo terzo piano la raccolta differenziata dei rifiuti, che risolverebbe con poca spesa l'emergenza rifiuti dovunque.
Il petrolio è alle stelle (ma nessuno dice che in poco tempo è calato di quasi 30 dollari, al contrario alla pompa rimane altissimo), l'energia giustamente costa, ed ecco che ci inventiamo la soluzione del nucleare. Mi chiedo per esempio se in Francia, dopo i continui incidenti e le fuoriuscite di materiale radioattivo, c'è almeno qualcuno che si sta cagando addosso dalla paura, oppure grazie alle rassicurazioni in tv e nei giornali dormono tutti sogni tranquilli (visto l'andazzo... opto per la seconda ipotesi).
Per anni ci hanno spiegato che l'utilizzo del carbone era altamente tossico per la salute, ed ecco che magicamente ora si tornano a costruire le centrali a carbone, con la scusa che le nuove tecnologie hanno fatto il miracolo, hanno pulito il carbone, insomma è lui anche se non è più lui...
In questa italietta le soluzioni devono essere costosissime, perchè più l'innovazione costa, più persone possono partecipare alla fetta della torta...
Oh, naturalmente la torta la paghiamo solamente noi .... e non importa se per queste rivoluzioni energetiche ci scappa il morto prima, durante o dopo...
Qualcuno ogni tanto si azzarda a dire che le fonti rinnovabili sono costosissime e non ci farebbero risolvere il problema energetico, e poi si scopre che col costo totale di future centrali elettriche, a carbone e nucleari riempiremo un paio di Italie (se ci fossero) di pale eoliche e di pannelli solari.
Che tristezza...

http://www.dazebao.org/news/images/stories/archivio2/no-al-carbone.jpg

«I pochi che ancora non hanno capito, capiranno. Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana, si è costruita questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro». Il ministro Scajola all'inaugurazione della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord (Ansa)


http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/07/31/SCA--180x140.JPG


Centrale a Carbone di Torre Valdaliga Nord. Il comitato cittadini liberi denuncia l’Enel

Nel mese di maggio si è svolta sull'Aurelia, nel comune di Tarquinia, la grande manifestazione contro il carbone, che ha visto la partecipazione di oltre 4000 persone e 250 trattori. Nei giorni precedenti, dopo che il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ha dato la sua adesione alla manifestazione, l’Enel ha annunciato ufficialmente l’interruzione dei rapporti con il Comune etrusco. “L’Enel – riferiva la s.p.a. elettrica in un comunicato diffuso, – prende atto della decisione del sindaco di Tarquinia di partecipare alla manifestazione. Tale decisione è incompatibile con le modalità istituzionali di dialogo, pertanto, l’Enel interrompe il confronto con il Comune di Tarquinia, mentre prosegue il rapporto collaborativo con il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e gli altri comuni del territorio, con l’obiettivo di onorare gli impegni relativi ai “Tavoli della salute e dello sviluppo” stabiliti con il Governo e con la Regione”.
Come anche riportato a seguito dei Tavoli, su alcuni organi di informazione, per il Comune di Tarquinia si parlava di una compensazione di 15 milioni di euro. Appare chiaro che la concessione di una somma così ingente o di qualsiasi altra cifra è un tentativo di condizionare le scelte amministrative, ancora più evidente allorché l’esborso di denaro fosse subordinato alla mancata partecipazione del Sindaco di Tarquinia ad una manifestazione di liberi cittadini contrari alla conversione a carbone, e quindi tendente a far assumere al Sindaco di Tarquinia provvedimenti a favore dell’Enel s.p.a. in contrapposizione con i diritti primari dei cittadini, quali il rispetto della salute ed altro. Per questo il Comitato dei Cittadini Liberi si è rivolto al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma chiedendo di verificare se nei fatti riportati ricorrano ipotesi di reato nei confronti del Presidente dell’Enel s.p.a. o di chiunque altro, anche in concorso, quali la corruzione e/o l'istigazione alla corruzione e/o violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale (art. 336 cod. pen.) considerato che oggetto giuridico tutelato è il buon funzionamento ed il prestigio della pubblica amministrazione in relazione alla libertà dei funzionari nel compimento degli atti del proprio ufficio.

Giovedì 03 Luglio 2008 13:34 Fonte: Dazebao - L'informazione online

Il Dott. Montanari a Tarquinia
11 Aprile 2007




Il dott. Montanari, scopritore delle Nanoparticelle/Nanopatologie, collabora con le maggiori università mondiali e viene spesso coinvolto in indagini di ricerca dai maggiori governi occidentali. In italia le sue scoperte vengono invece totalmente ignorate e perciò risulta anonimo ai più.
Capite che c'è qualcosa che non torna????

24 giugno 2008

Una centrale nucleare in Provincia di Oristano?

Ciao a tutti, è più di un mese che non posto per vari motivi, che per non annoiarvi non elencherò.., ma questa notizia merita di essere divulgata, sperando che vada agli occhi di più persone possibili.
Ringrazio tutte persone che in questo periodo mi hanno fatto visita e tutti quelli che hanno lasciato un messaggio a testimonianza della loro venuta, inoltre ringrazio l'amico Fabio per la segnalazione che mi ha spinto a rilasciare questo post.

Una centrale Nucleare in Provincia di Oristano? Ecco cosa stanno per prepararci, nel silenzio quasi assoluto dei mass media, i nostri Dipendenti che siedono in Parlamento. Dalla Nuova Sardegna di ieri, leggete cosa ci stanno propinando i nostri dipendenti... carogne....

LA NUOVA SARDEGNA - Ambiente e territorio : A Cirras la prima centrale nucleare sarda? 23.06.2008 L’ipotesi sarebbe già al vaglio dei tecnici del ministero delle Attività produttive

ORISTANO. La piana di Cirras, tra Santa Giusta e Arborea, era stata proposta dal Pdl, nella recente campagna elettorale per le politiche, tra i siti in grado di ospitare una delle future centrali nucleari in Italia che usano le tecnologie di terza generazione. Questa ipotesi sarebbe ora al vaglio dei tecnici del ministero delle Attività produttive. L’analisi tecnica è legata a una serie di elementi che sono stati ritenuti fondamentali per ospitare una centrale atomica. Primo fra tutti, il fatto che la zona è antisismica. La Sardegna è infatti la regione geologicamente più vecchia d’ Italia. In secondo luogo, la disponibilità di grande quantità d’acqua, altro elemento fondamentale, che verrebbe garantito dalla diga Eleonora d’Arborea. Ci sono poi altri elementi di valutazione, certo non secondari. Per esempio, la vicinanza a infrastrutture come il porto, l’aeroporto e la linea ferroviaria. Gli “esperti” del Ministero quando hanno puntato l’obiettivo sull’isola non avrebbero sottovalutato neppure il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Il precedente governo Berlusconi - lo ricordano tutti - aveva ipotizzato di stipare le barre radioattive proprio nelle profonde miniere del Sulcis. Rispetto al passato, forse quelle voci potevano essere solo delle provocazioni, ma oggi c’è il rischio concreto che le miniere di Buggerru, di Masua, forse di Ingurtosu, possano diventare veramente la pattumiera per le scorie radioattive delle nuove centrali che il governo si appresta a realizzare. I costi del greggio, oramai alle stelle, e la richiesta di energia alternativa, sono i fattori che stanno condizionando le scelte dell’esecutivo di centrodestra, nonostante il «no» del referendum. Ma se Cirras ospiterà veramente uno di questi siti il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha promesso un interessante tornaconto per chi ospiterà una centrale nucleare. Per esempio: il Comune e quindi i cittadini che vi risiedono avranno degli sconti sulle rispettive bollette. L’eventualità di realizzare nell’isola una delle centrali atomiche è comunque un’ipotesi che sicuramente scatenerà molte reazioni. La Sardegna che ha puntato in questi anni tutto sull’ambiente e sul rilancio del turismo di qualità, rischia di vedere penalizzati gli sforzi fatti sino a oggi dal governo regionale. Non è difficile prevedere la nascita di un fronte del no anche e soprattutto per l’ubicazione della centrale nucleare. Prima di tutto la vicinanza con lo stagno di Santa Giusta che già non gode di buona salute. E poi, come sottovalutare la vicinanza con il comprensorio di Arborea, in quel Campidano campione di zootecnica che ha realizzato la sua fortuna grazie alla produzione del latte. E infine, la centrale sorgerebbe a pochi chilometri dal Golfo di Oristano, tra Capo Frasca (servitù militare in procinto di smantellamento) e l’area marina del Sinis. Se la scelta del governo per Cirras verrà dunque confermata, è prevedibile una stagione di contestazione. C’è chi già evoca la protesta per la discarica di Chiaiano nel Napoletano. Ma qui non ci sarà bisogno di portare l’esercito, c’è già.

per chi volesse vedere la pagina in formato PDF
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_52_20080623092416.pdf

Per approfondire la questione invece ecco la pagina della nuova sardegna del 11 aprile che anticipava la questione, in piena campagna elettorale e con il Governo Prodi ancora in carica che metteva in luce l'imminente accordo tra le nostre maggiori forze politiche (PD-PDL) sulla creazione di un sito nucleare sul nostro territorio.
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_55_20080411094324.pdf
Ecco alcune reazioni politiche alla questione
http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Tutti-contro-lipotesi-del-nucleare-a-Cirras/1479852?edizione=EdRegionale

Infine sottolineo che questa gente invece di puntare sulle energie rinnovabili come il sole, ad esempio in Spagna, grazie alla collaborazione dell'italiano Rubia (Premio Nobel), hanno installato in tantissimi lungomari delle loro coste, una serie di piccoli pannelli solari che stanno portando una quantità enorme di energia pulita, che in tempi rapidi sta abbattendo i costi di installazione.
Ora io mi dico il sole certamente abbonda nella nostra regione, come del resto anche il vento, ma proprio con il nucleare ci dovevamo buttare, tralasciando una grandissima risorsa che abbiamo a costo zero ????
Il motivo è certamente dovuto all'alto costo di questa pericolosissima tecnologia, insomma una vera enorme gallina delle uova d'oro, per la Casta e per i loro amici (Eni e Banche).
Quello che mi fa più rabbia e l'insabbiamento della questione.


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