9 ottobre 2012 Comunicato stampa
Cresce il welfare, cresce l’Italia
“Cresce il welfare, cresce l’Italia”: le organizzazioni sociali e del sociale non ci stanno e scendono in piazza
Appuntamento a Roma mercoledì 31 ottobre
Le organizzazioni sociali e del sociale non ci stanno e scendono in piazza: appuntamento a Roma mercoledì 31 ottobre. Il welfare e i diritti sociali vengono continuamente erosi dai tagli e dai provvedimenti del governo. Il mondo del sociale dice basta e chiede al governo di cambiare rotta: è sbagliato contrapporre welfare e crescita economica, anzi proprio il welfare rappresenta un motore di sviluppo per far ripartire il nostro Paese.
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13 ottobre 2012
10 ottobre 2012
La Fish contro la Legge di Stabilità
“Leggeremo con cura e attenzione i testi ufficiali di ciò che il Consiglio dei Ministri ha approvato, ma le anticipazioni sulla Legge di Stabilità non ci sono affatto gradite. – questo il primo commento a caldo di Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – È l’ennesimo colpo che viene assestato alle politiche sociali e ai diritti civili del nostro Paese”.
La reazione di incredulità e sdegno si è immediatamente diffusa fra le organizzazioni delle persone con disabilità già dopo le prime indiscrezioni sugli ulteriori tagli ai trasferimenti alle Regioni e agli enti locali e all’ennesima restrizione alla spesa sanitaria prospettata dalla bozza della Legge di Stabilità.
La reazione di incredulità e sdegno si è immediatamente diffusa fra le organizzazioni delle persone con disabilità già dopo le prime indiscrezioni sugli ulteriori tagli ai trasferimenti alle Regioni e agli enti locali e all’ennesima restrizione alla spesa sanitaria prospettata dalla bozza della Legge di Stabilità.
20 settembre 2012
Fish presenta la nuova edizione di “Sapete come mi trattano?”
La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) chiama nuovamente a raccolta fotografi, filmakers, vignettisti e sceneggiatori per la seconda edizione del Concorso “Sapete come mi trattano? Il concorso si pone l'obiettivo di far raccontare ai partecipanti la discriminazione delle persone con disabilità. Al primo classificato di ogni categoria ci sarà un
premio di 2.000 euro, mentre al secondo andranno 1.250
euro. Foto, vignette, sceneggiature e
cortometraggi verranno scelti da un Comitato d’Onore apposito, composto da
esponenti di spicco del mondo della cultura e del movimento per i
diritti delle persone con disabilità.
07 dicembre 2011
Disabilità, la Fish scrive a Monti
Alla cortese attenzione
Sen. Prof. Mario Monti
Presidente del Consiglio dei Ministri
e p. c.
Prof.ssa Elsa Fornero
Ministro per il Lavoro e per le Politiche Sociali
Oggetto: articolo 5, decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201
Egregio Presidente,
è con estrema attenzione che seguiamo, come Cittadini e come organizzazione civile, l’elaborazione delle misure di importanza straordinaria per il nostro Paese e per l’Unione. Le nostre analisi, sia per un motivo di prossimità a determinati problemi che per esperienza storica, sono ovviamente concentrate su quegli aspetti che riguardano il sociale, le persone con disabilità, le loro famiglie, le persone non autosufficienti.Sono riflessioni di parte, ma non particolaristiche, e che si pongono da un preciso angolo prospettico che non è distorto, ma – vogliamo crederlo! – arricchiscono un dibattito che, pur nell’emergenza, vuole essere serio e attento anche agli eventuali effetti inattesi che la manovra potrebbe ingenerare.
L’attenzione nostra è caduta soprattutto sull’articolo 5 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201. L’intento di modificare il criteri di calcolo e gli ambiti di applicazione dell’ISEE è senza dubbio condivisibile nella sua volontà perequativa. Noi stessi, per altri versi, crediamo nella necessità di adeguamento di quello strumento e di una applicazione più ampia, ma attenta alle disparità interne (applicare l’ISEE allo stesso modo per anziani o disabili giovani, comporta l’adozione di corretti).
Riteniamo poi meritevole di considerazione l’ipotesi di modificare anche i coefficienti relativi alla composizione dei nuclei, attribuendo maggiore peso alla presenza di persone con disabilità, in difficoltà o nell’impossibilità nel produrre reddito, e di persone non autosufficienti la cui permanenza nella famiglia di origine è motivo di costi – diretti ed indiretti – considerevoli.
Tuttavia, l’importanza e la delicatezza di questo intervento (che, come precisato nella relazione tecnica, non produce effetti finanziari) suggeriscono l’opportunità di enuclearlo dalla già serrata discussione di questi giorni, per approfondirne al meglio l’articolazione e gli ricadute in termini di impatto e di effetti. Questa è la nostra richiesta ferma e formale.
Il testo proposto, peraltro, considerato alla lettera offre il fianco a interpretazioni che potrebbero essere, successivamente, restrittive o negative, quali, ad esempio, l’equiparazione di prestazioni assistenziali per l’indigenza o per le minorazioni ai redditi da lavoro e alle rendite finanziarie. Al contempo, prevedendo l’estensione dell’ISEE a generiche agevolazioni fiscali e assistenziali, potrebbe comportare un effetto negativo per chi percepisce oggi assegni sociali, pensioni di invalidità o altri supporti per la non autosufficienza.
Peraltro, i conseguenti effetti negativi sarebbero su quegli stessi soggetti che l’articolo (e più in generale il decreto) considera più degni di attenzione: le famiglie numerose, le donne, i giovani. Un esempio per tutti: a causa della carenza di adeguati supporti, ancora oggi, nelle famiglie il carico maggiore della disabilità e della non autosufficienza si riversa sulla donna, spesso costretta a rinunciare al lavoro o a comprimere la propria carriera lavorativa.
Non va dimenticato un secondo elemento importante: la disabilità e la non autosufficienza sono e possono divenire le cause principali di impoverimento, in ispecie quando sono condizioni aggiuntive ad arretratezze territoriali, condizioni sfavorevoli del mercato del lavoro, carenza di servizi e di strumenti adeguati per la protezione sociale.
Su questo drammatico aspetto, nel 2010, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha pubblicato un interessante e qualificato studio sugli svantaggi reddituali delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L’analisi delle condizioni economiche del totale delle famiglie ha messo in evidenza che quelle con almeno una persona con disabilità presentano un sensibile svantaggio rispetto al resto delle famiglie. L’analisi, fra l’altro, ha posto in luce che le famiglie con almeno una persona con disabilità si trovano più frequentemente in difficoltà o in grossa difficoltà ad affrontare le comuni spese mensili, rispetto al resto delle famiglie, il 49,0% contro il 33,0% (Il gap di reddito delle persone con disabilità: un’analisi regionale di Alessandro Solipaca, Fernando Di Nicola, Federica Mancini, Aldo Rosano in Rapporto OsservaSalute 2010; pagine 16 e seguenti).
Tutto questo per ripetere che affrontare l’emergenza della non autosufficienza, e delle politiche per la disabilità, appare complementare al sostegno alle donne e alle famiglie. In tal senso, la stessa indicazione del vincolo di destinazione dei risparmi meriterebbe un accento anche su tali aspetti.
In merito, invece, alle disequità interne, cioè di applicazione dell’ISEE in situazioni diverse, segnaliamo come l’attuale normativa non differenzi tra persone che vivono l’esperienza della disabilità dalla nascita o in età lavorativa disoccupati almeno nell’80 % dei casi, e coloro divenuti disabili in tarda età dopo aver prodotto reddito nell’intera vita lavorativa per se stessi e per la propria famiglia. I primi, invece, rappresentano solo un peso assistenziale oltrechè economico per il proprio nucleo familiare. Le esigenze e le necessità di supporto sono apparentemente simili, ma i contesti, gli scenari e le prospettive sono assolutamente diverse. Ripensare all’ISEE significa, a nostro avviso, considerare anche questi aspetti.
Il tutto – nuovi criteri, ambiti di applicazione, valutazione degli effetti e degli impatti – merita, come già detto, una più attenta riflessione e ampio confronto al fine di consentire una migliore equità ma anche una maggiore efficacia perequativa e redistributiva.
Rinnovando pertanto la richiesta di eliminare l’articolo 5 dal testo del decreto-legge 201, rimaniamo collaborativamente a disposizione per tutti i futuri confronti che deriveranno dall’adesione a questa indicazione.
Distinti saluti
Pietro Barbieri
Presidente della Federazione Italiana
per il Superamento dell’Handicap
01 luglio 2011
Il pregiudizio della Lega contro i disabili
| (Marco Reguzzoni - Lega Nord) |
Sapete c'è una domanda che mi frulla nella testa da un pò. Come mai tanto astio contro i disabili, quando proprio nel Governo e nella maggioranza c'è un personaggio carismatico che è senza alcun dubbio disabile (Umberto Bossi)? Come mai Bossi non difende la sua categoria dai continui attacchi di Tremonti e da alcuni esponenti del suo partito? Nutre per caso odio verso di noi? Non accetta la sua malattia? Stamane voglio soffermarmi su queste domande per cercare di capire come e dove nasce questo pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità nel nostro paese: a mio parere tutto è frutto della Lega Nord. Sono loro in questi anni (spalleggiati proprio da Tremonti) i protagonisti di questa assurda caccia alle streghe. Sono loro che hanno scatenato questa assurda e vergognosa campagna mediatica contro di noi. L'assist di quanto descritto sopra mi viene servito dal comportamento dell’Onorevole Reguzzoni (Lega) che qualche tempo fà, presentò una mozione del suo partito apparentemente solo contro i “falsi invalidi” (un nobile intento contro quelli che io stesso, disabile, definisco ladri). Ebbene quella mozione era piena di falsità, condita da frasi violente e volgari contro le vere persone con disabilità e le loro famiglie. Reguzzoni dichiarò davanti alle telecamere e ai taquini dei giornalisti che la spesa per le false invalidità in Italia tocca i 12 miliardi, una cifra talmente insostenibile da coprire di ridicolo lo stesso parlamentare e il suo partito. L'Onorevole poco Onorevole citò in quell'occasione inesistenti dati INPS. 12 miliardi di euro rappresentano la quasi totalità della spesa per le invalidità civili. La ciliegina sulla torta arrivò quando l’onorevole leghista parlò delle nostre pensioni arrivando a definirle “laute", dimenticandosi o meglio dire nascondendo il fatto che i dati dell'Inps ci dicono che troppo spesso la pensione per un invalido totale, arriva a superare e di poco i 250 euro al mese. Per Reguzzoni, la Lega e quindi per Bossi quella spesa è solo un peso che grava sulle spalle dei cittadini nascondendo in modo ignobile cosa significhi essere disabile oggi, o che cosa comporti avere in famiglia una persona disabile e non autosufficiente. In conclusione voglio farvi leggere una bella dichiarazione di Pietro Barbieri, Presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che così commentò quella vicenda: “Le affermazioni, già pesanti se pronunciate in stato di ebbrezza in una qualsiasi bettola, assumono una valenza ancora più grave e razzista provenendo da un parlamentare, in più membro di un partito di Governo. È la riprova che quel pregiudizio contro le persone con disabilità, i più deboli, i diversi, sta permeando pericolosamente i gangli della nostra società. Bisogna agire. Subito!”
07 giugno 2011
Tagli al sociale, dal 2012 molti disabili “privati di ogni assistenza”
La denuncia di Fand e Fish: i tagli “radicali e indiscriminati” priveranno di ogni assistenza il 20% dei disabili al nord, il 30% nel centro, il 50% al sud. Annunciata l’adesione alla manifestazione di protesta del Forum Terzo Settore
ROMA – I tagli “radicali e indiscriminati” alle politiche sociali avranno dal 2012 l’effetto di “privare di ogni assistenza il 20% delle persone con disabilità del nord, il 30% al centro e il 50% al sud: uno “scenario drammatico che penalizza le famiglie, sovraccaricandole e impoverendole ulteriormente”. E’ la denuncia di Fand e Fish, le due maggiori federazioni rappresentative delle persone con disabilità e dei loro familiari, che parlano di un vero e proprio rischio di “emarginazione” per un alto numero di persone anziane o con disabilità causato principalmente dai tagli al Fondo per le politiche sociali e a quello per la non autosufficienza.
Le due federazioni, che annunciano l’adesione alla manifestazione nazionale indetta a Roma il 23 giugno prossimo dal Forum del Terzo Settore e dalle associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce”, rilevano che la diminuzione di impegno che l’Italia ha deciso verso il sociale comporta di fatto lo smantellamento del “pur minimo sistema di protezione” assicurato in precedenza, quando il nostro paese, in rapporto al Pil, “stanziava meno della Polonia ed era al passo con la Bulgaria”. Oggi la situazione è ancora peggiore e “gli effetti si sentiranno inclementi sull’emarginazione, sull’impoverimento, sul rischio di istituzionalizzazione”.
I presidenti Giovanni Pagano (Fand) e Pietro Barbieri (Fish) fanno notare che dal prossimo anno il Fondo per le politiche sociali sarà cancellato e nulla arriverà alle Regioni; che il Fondo per la non autosufficienza, già stato abrogato dal 2011, non verrà ripristinato; che il Fondo per il diritto al lavoro delle persone disabili (L. 68/99) sarà tagliato del 75% e che la riduzione delle risorse sulla scuola sarà causa di rinnovati gravi disagi per gli studenti con disabilità. Inevitabilmente, “i dati statistici pubblicati dall’Istat secondo i quali il 25% della popolazione, in Italia, vive un’esperienza quotidiana di emarginazione tenderanno a modificarsi in peggio”. Situazione alla quale si aggiunge la “implacabile, inefficace, costosa e infarcita di toni stigmatizzanti, crociata contro le presunte false invalidità che maschera, in modo malcelato, la volontà di tagliare le pensioni ai veri invalidi”. Le federazioni parlano di “quotidiane revoche indiscriminate”, con un contenzioso da 400mila cause giacenti con l’Inps, che peraltro “non riesce a gestire adeguatamente l’ordinaria amministrazione”, con “i tempi di attesa del riconoscimento dell’handicap e dell’invalidità che si sono ulteriormente allungati”.
Fand e Fish domandano dunque i ripristini dei fondi sociali (o almeno l’introduzione normativa di una quota di riserva sul prelievo fiscale di regioni e comuni e sul cosiddetto Fondo perequativo del federalismo fiscale, da destinare alla non autosufficienza), l’emanazione dei Livelli essenziali di assistenza sociale, la garanzia dell’integrazione scolastica, la revisione della normativa in tema di invalidità. (ska)
Fonte: redattoresociale.it
ROMA – I tagli “radicali e indiscriminati” alle politiche sociali avranno dal 2012 l’effetto di “privare di ogni assistenza il 20% delle persone con disabilità del nord, il 30% al centro e il 50% al sud: uno “scenario drammatico che penalizza le famiglie, sovraccaricandole e impoverendole ulteriormente”. E’ la denuncia di Fand e Fish, le due maggiori federazioni rappresentative delle persone con disabilità e dei loro familiari, che parlano di un vero e proprio rischio di “emarginazione” per un alto numero di persone anziane o con disabilità causato principalmente dai tagli al Fondo per le politiche sociali e a quello per la non autosufficienza.
Le due federazioni, che annunciano l’adesione alla manifestazione nazionale indetta a Roma il 23 giugno prossimo dal Forum del Terzo Settore e dalle associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce”, rilevano che la diminuzione di impegno che l’Italia ha deciso verso il sociale comporta di fatto lo smantellamento del “pur minimo sistema di protezione” assicurato in precedenza, quando il nostro paese, in rapporto al Pil, “stanziava meno della Polonia ed era al passo con la Bulgaria”. Oggi la situazione è ancora peggiore e “gli effetti si sentiranno inclementi sull’emarginazione, sull’impoverimento, sul rischio di istituzionalizzazione”.
I presidenti Giovanni Pagano (Fand) e Pietro Barbieri (Fish) fanno notare che dal prossimo anno il Fondo per le politiche sociali sarà cancellato e nulla arriverà alle Regioni; che il Fondo per la non autosufficienza, già stato abrogato dal 2011, non verrà ripristinato; che il Fondo per il diritto al lavoro delle persone disabili (L. 68/99) sarà tagliato del 75% e che la riduzione delle risorse sulla scuola sarà causa di rinnovati gravi disagi per gli studenti con disabilità. Inevitabilmente, “i dati statistici pubblicati dall’Istat secondo i quali il 25% della popolazione, in Italia, vive un’esperienza quotidiana di emarginazione tenderanno a modificarsi in peggio”. Situazione alla quale si aggiunge la “implacabile, inefficace, costosa e infarcita di toni stigmatizzanti, crociata contro le presunte false invalidità che maschera, in modo malcelato, la volontà di tagliare le pensioni ai veri invalidi”. Le federazioni parlano di “quotidiane revoche indiscriminate”, con un contenzioso da 400mila cause giacenti con l’Inps, che peraltro “non riesce a gestire adeguatamente l’ordinaria amministrazione”, con “i tempi di attesa del riconoscimento dell’handicap e dell’invalidità che si sono ulteriormente allungati”.
Fand e Fish domandano dunque i ripristini dei fondi sociali (o almeno l’introduzione normativa di una quota di riserva sul prelievo fiscale di regioni e comuni e sul cosiddetto Fondo perequativo del federalismo fiscale, da destinare alla non autosufficienza), l’emanazione dei Livelli essenziali di assistenza sociale, la garanzia dell’integrazione scolastica, la revisione della normativa in tema di invalidità. (ska)
Fonte: redattoresociale.it
06 giugno 2010
Tremonti: VERGOGNA!!!
(Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura)
Sono davvero arrabbiato. Il sistema e i poteri forti della nostra Nazione attraverso l'ultima Finanziaria (ancora da approvare e vi ricordo che ne ho già parlato qui e qui), nel nome del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ha deciso di ... farci la guerra ...di calunniarci ... di farci fuori ... forse un domani ... (la cosa mi ricorda in qualche modo il progetto T4, di nazista infausta memoria)
Tremonti da una settimana ha la faccia tosta di accusarci apertamente in diretta televisiva (prima a Ballarò e poi ad Annozero), che noi veri disabili, noi veri invalidi, siamo ...udite udite ...i responsabili dello sfascio finanziario dell'Italia! Peccato che si dimentichi di tante cose che anche in questo blog mi capita di trattare ...
In fatto di Sanità vi ricordo ancora una volta che il sistema, la politica tutta (e Tremonti è ai primissimi gradini di questa piramide), si è mangiata e continua a mangiarsi, foraggiandosi in modo truffaldino, un fiume di denaro tra appalti, clientelismo, mazzette e sprechi di ogni genere: il tutto in nome della Sanità, pubblica e privata.
Naturalmente, tutto quello che ho raccontato a nessuno della stampa affiliata al sistema partitocratico italiano interessa (vi ricordo che anch'essi beccano una montagna di quattrini di finanziamento statale elargiti dai cittadini). Al massimo leggerete qualche trafiletto o qualche sporadico articolo. Loro oramai le vere notizie non le danno da un sacco di tempo: molto meglio occuparsi di nani e veline, e naturalmente anche di qualche Xoccola (cito Beppe Grillo).
Ed è per questo
che invito tutti gli Amici che visitano questo Blog
a farsi sentire, condividendo questa causa.
Come? Io, ad esempio, ho aderito a questo appello, fattelo anche voi:
gestito dal sito http://www.superando.it/

Questa pagina è stata creata appositamente dal FISH - Federazione Italiana Superamento Handicap per:
- offrire una informazione corretta rispetto alle bugie e alle mistificazioni del Ministro dell'Economia e di una certa stampa sul tema della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, nascondendosi dietro la demagogia sui "falsi invalidi"
- dare spazio alla rabbia di quanti in questi giorni si sono sentiti offesi, presi in giro e umiliati dalla inqualificabili affermazioni del Ministro
- protestare contro i contenuti di una manovra finanziaria che colpisce solo le fascie medio basse della popolazione italiana ed in particolare introduce norme vessative sulle vere persone con disabilità invece che colpire i tanto conclamati "falsi invalidi"
- proporre una piattaforma di proposte di sistema che risponda ad un welfare che renda le persone con disabilità e le loro famiglie protagonisti del proprio progetto di vita:
- LEA
- LIVEAS
- Revisioni dei criteri per il riconoscimento dell'invalidità civile
Inoltre vi faccio leggere l'appello e la provocazione (e la approvo totalmente) lanciata in Rete da Franco Bomprezzi, Giornalista e scrittore, classe 1952. Vive e lavora in sedia a rotelle. Attualmente “free lance” per scelta, si dedica alla comunicazione sociale e all’informazione sulla disabilità. Nominato Cavaliere dal presidente Napolitano, il 3 dicembre 2007. Questa citazione è tratta da Vita Blog.
... E allora faccio una proposta alternativa, rovescio il tavolo, e mi rovisto nelle tasche. Penso che dieci euro al mese, per un anno, potrei anche tirarli fuori, per contribuire, da cittadino onesto, a risanare i conti pubblici del mio Paese. Una pizza e una birra al mese. 120 euro in un anno. Non sarei né più ricco, né più povero. Ma se come me volessero fare tutti gli invalidi civili italiani – che sono 2 milioni e non 2,7 – metteremmo insieme qualcosa come 240 milioni di euro (sono debole in matematica, ma questo conto è davvero semplice). Un anno di sacrificio, in cambio di che cosa? Chiederei al ministro Tremonti: prima di tutto di tacere sulla disabilità da qui in poi per i prossimi anni. In secondo luogo di togliere dalla manovra qualsiasi modifica normativa sulle percentuali, sui redditi, su quant’altro riguardi le persone con disabilità. E’ infatti più accettabile che vengano messe le mani nelle nostre tasche (cosa che il premier Berlusconi non vorrebbe mai fare, eppure accade tutti i giorni…) piuttosto che vengano stravolti diritti e principi conquistati a caro prezzo, in decenni di battaglie civili e di accordi parlamentari sempre bipartisan. In un anno di tempo, di moratoria economica, si dia mandato ai ministeri e alle persone competenti, comprese le associazioni rappresentative, di discutere finalmente in modo serio i criteri di certificazione, le misure economiche, i servizi alla persona, alla luce non dello stigma ignorante di Tremonti, ma dei principi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che è legge dello Stato italiano. ...Per continuare a leggere l'articolo pubblicato su Vita Blog, clicca qua
«Perché il male trionfi è sufficiente che gli uomini buoni non facciano nulla» (E. Burke)
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