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16 maggio 2017

Orti urbani, a Montemurlo saranno anche a misura di disabile

foto http://faccionotizia.gelocal.it
C’è anche Montemurlo tra i 62 i comuni toscani nei quali verranno realizzati nuovi orti urbani con il contributo della Regione nell’ambito del progetto “Centomila orti in Toscana”. Il Comune di Montemurlo è stato inserito nella graduatoria di finanziamento per il 2018 con un contributo pari a 50 mila euro degli 85 mila necessari per la realizzazione complessiva del progetto. Gli orti urbani a Montemurlo sorgeranno su un’area di proprietà comunale di 4270 metri quadrati tra via Tevere e via Tagliamento sulla riva sinistra del torrente Agna, sulla quale il Comune ricaverà circa 27 particelle ortive della dimensione media di 45 metri quadrati.

16 maggio 2016

In Svezia l’inaccessibilità viene equiparata a discriminazione

foto airmar.it
In Svezia una nuova legge equipara l’inaccessibilità a discriminazione: la presenza di barriere architettoniche “fisiche” e di ostacoli di altro genere nei confronti dei disabili viene considerata come discriminatoria. Secondo un nuovo proposta di legge, presentato dal ministro per l’Integrazione svedese, Erik Ullenhag, l’inaccessibilità viene considerata come discriminazione e viene proibita. Se un disabile svedese si sente escluso dalla società può fare causa e denunciare la discriminazione.
Ogni qualvolta i diritti del disabili verranno meno, ci sarà la possibilità di appellarsi alla giustizia: così facendo, secondo il ministro Ullenhag, qualsiasi persona potrà vedere che l’inaccessibilità ha un costo economico ed è “fuori legge” in Svezia.

12 maggio 2015

Accessibilità è anche rendere fruibile un servizio

Quando la disabilità – e soprattutto le competenze culturali, professionali e umane – ispira un modello di formazione e consulenza utile a tutti, senza distinzioni: è questa la filosofia del Progetto “Yeah!”, presentato nei giorni scorsi, che punta a mettere in contatto la domanda di formazione, istruzione e tutoraggio e l’offerta di corsi che divulgano saperi e conoscenze. Perché l’accessibilità non si misura solo abbattendo barriere, ma anche rendendo fruibile un servizio Urko Carmona Barandiaran Un allenamento dello spagnolo Urko Carmona Barandiaran, campione del mondo di paraclimbing, intervenuto alla presentazione del Progetto “Yeah!”. Il fortissimo scalatore su roccia ha ottenuto risultati straordinari, battendo anche numerosi atleti senza disabilità, nonostante l’amputazione della gamba destra Qualche tempo fa due giornalisti di rango come Massimo Fini e Maurizio Molinari [se ne legga su queste stesse pagine, N.d.R.] sono andati in conflitto, l’uno perché a causa della prossima cecità riteneva di non poter più lavorare, l’altro, più giovane, non vedente e costretto a trovare lavoro all’estero a causa della propria disabilità, perché non ha retto il nesso di causalità tra cecità e impossibilità di lavorare, sottolineato da Fini. «Con la sua scelta – aveva scritto Molinari – il signor Fini legittima quelli che hanno rifiutato di farmi lavorare. Non nasconda dietro l’handicap una sua libera scelta». La condizione di disabilità, come altre condizioni della vita, mette le persone alla prova e, come detto, due sono le possibili risposte: rinunciare a sperimentare ogni percorso che indichi la via dell’autonomia; o darsi da fare, e molto seriamente. Fabio Lotti e Marco Andreoli – economista non vedente l’uno, filologo ipovedente l’altro – hanno scelto questa seconda strada, mettendo a disposizione del pubblico le proprie competenze culturali, professionali e umane. In poche parole hanno lasciato che la propria disabilità ispirasse un modello di formazione e consulenza utile a tutti, senza distinzioni. Si tratta del Progetto Yeah!, nato all’interno della Cooperativa Sociale veronese Quid e specializzato sulla disabilità e sull’accessibilità dei servizi. Qualche giorno fa è stato presentato sul palco del Gardaland Theatre, nell’omonimo parco divertimenti sul Lago di Garda, durante l’evento denominato Lanciati oltre i limiti e a supporto del messaggio sono intervenute alcune persone con disabilità che hanno raggiunto grandi risultati nello sport, nel lavoro e nell’impegno civile, raccontando la propria esperienza e testimoniando che i limiti per chiunque, con o senza disabilità, sono soprattutto mentali. In particolare sono intervenuti Simone Salvagnin, atleta plurimedagliato di paraclimbing, non vedente e Urko Carmona Barandiaran, trentatreenne spagnolo campione del mondo nella stessa specialità e fortissimo scalatore su roccia, che nonostante l’amputazione di una gamba ha raggiunto risultati straordinari battendo atleti senza disabilità. Si sono esibiti inoltre anche Elena Travaini e Anthony Carollo, lei che non ci vede e lui che in scena si benda, fondatori del Progetto Blindy Dancing – Danzare a occhi chiusi, maestri e non solo ballerini. Nel logo del progetto, la lettera iniziale della parola Yeah!, la ipsilon, è stata trasformata graficamente in una fionda, proprio per indicare che quando qualcuno si lancia nella marea della “possibilità” forse rischia, ma sicuramente cresce. Lanciati oltre i limiti, come detto, è stato infatti il titolo della presentazione, perché chi ha una disabilità non è diverso, ma per guadagnare fette sempre più larghe di autonomia, deve sperimentare modalità spesso note solo a chi ha già vissuto l’esperienza (un’altra persona con la stessa disabilità, ad esempio). Il fine che persegue il progetto, allora, è proprio quello di mettere in contatto la domanda di formazione, istruzione e tutoraggio e l’offerta di corsi (anche a domicilio o via Skype o in formula mista) che divulgano saperi e conoscenze. Momentaneamente Yeah! Si rivolge alle persone con disabilità visiva, perché i fondatori hanno appunto questa disabilità. Ma nulla vieta che il modello di formazione possa essere replicato per altre forme di disabilità. Il concetto di formazione, inoltre, è rivolto anche a persone senza disabilità che vogliano imparare a mettersi correttamente in relazione con persone con bisogni speciali, tra cui le persone con disabilità . Perché l’accessibilità non si misura solo abbattendo le barriere architettoniche (o percettivo-sensoriali), ma anche rendendo fruibile un servizio.

Letto su http://www.ileanaargentin.it/

Articolo interamente tratto da http://www.superando.it

11 febbraio 2015

Cinema senza Barriere, la rassegna cinematografica accessibile a tutti


Con "La sedia della felicità" di Carlo Mazzacurati, regista scomparso prematuramente poco più di un anno fa, interpretato da Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston, prosegue la rassegna cinematografica accessibile a tutti "Cinema senza Barriere®”, ideata dall'AIACE di Milano (Associazione Italiani Amici Cinema d'Essai).  La proiezione de "La sedia della Felicità è programmata per giovedì 12 febbraio a Milano e martedì 17 febbraioa Roma. "Cinema senza Barriere®", oltre alla già citata AIACE di Milano si avvale della collaborazione dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dell’ENS di Milano (Ente Nazionale dei Sordi) e,  inoltre, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Vi ricordo che Cinema senza Barriere® è un iniziativa rivolta alle persone con disabilità visiva e uditiva, per cui i film sono disponibili con audiocommento e sottotitolazione .
Dunque ricordate:

La sedia della felicità:

02 febbraio 2015

Turismo per tutti con "Lasciati guidare" di Venere e Lega del Filo d'Oro

Avere una disabilità, che sia visiva, motoria o uditiva, non rappresenta un ostacolo per chi vuole partire alla scoperta di luoghi sconosciuti, prendersi una pausa per staccare o semplicemente viaggiare. Basta scegliere la struttura giusta e prendere alcuni accorgimenti, dalla scelta dell'albergo più accessibile alle informazioni sui trasporti.
Venere, sito di prenotazioni alberghiere, ha realizzato in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro una guida dedicata al turismo accessibile grazie alla quale persone sordocieche o con disabilità motorie possono trovare molte informazioni per viaggiare: informazioni sui diritti, le convenzioni, gli accorgimenti che possono permettere alla persona disabile di pianificare il viaggio dei suoi sogni.
La guida "Lasciati guidare" è raggiungibile dall’indirizzo turismoaccessibile.venere.com: dal sito dedicato è possibile scaricare tutti i suggerimenti riguardanti la scelta delle strutture e dei trasporti in versione pdf, l’audioguida e visionare una lista delle cento strutture alberghiere del Sud Europa selezionate da Venere che rispondono ai requisiti del turismo accessibile.
Trovare un alloggio che presenta servizi e infrastrutture accessibili è fondamentale: dall’assenza di barriere architettoniche alla numerazione negli ascensori in Braille, dalla sveglia luminosa alle guide tattili sul pavimento, prima di scegliere la struttura alberghiera dove alloggiare è bene informarsi sulle dotazioni.
Un’altra sezione è dedicata ai trasporti: informarsi sulla possibilità di viaggiare con il proprio cane guida, ad esempio, o sul diritto di ricevere assistenza in aeroporto faciliterà molto il viaggio di una persona che presenta una disabilità.
Venere ha deciso di devolvere, per ogni prenotazione effettuata a partire dal sito turismoaccessibile.venere.com, il 30% del suo profitto netto alla Lega del Filo d’Oro.
Articolo interamente tratto da www.adnkronos.com

29 gennaio 2015

Progetto Assistenza Passeggeri con Mobilità Ridotta

Sistema Rete Blu - Progetto Assistenza Passeggeri con Mobilità Ridotta è un progetto nato da un’iniziativa di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e da Trenitalia. La gestione del servizio è affidata alle Sale Blu, o punti di accoglienza, presenti nelle principali stazioni italiane. Il servizio è garantito in ben 271 scali.




Elenco delle Sale Blu presenti in 14 Stazioni
  • Ancona
  • Bari Centrale
  • Bologna Centrale
  • Firenze Santa Maria Novella
  • Genova Piazza Principe
  • Messina Centrale
  • Milano Centrale
  • Napoli Centrale
  • Reggio Calabria Centrale
  • Roma Termini
  • Torino Porta Nuova
  • Trieste Centrale
  • Venezia Santa Lucia
  • Verona Porta Nuova
L'efficienza e la professionalità del “Sistema Rete Blu” è garantita dalla cooperazione tra RFI ed alcune tra le più importanti associazioni di categoria come la FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Assistenti ed operatori seguiranno dei corsi di formazione tenuti da persone altamente specializzati.
La RFI gestirà la parte a terra mentre Trenitalia si occupa della vendita dei biglietti e dell’assistenza a bordo. I passeggeri con ridotta mobilità motoria potranno scegliere diverse modalità per usufruire di questo servizio:
  • Recarsi nella Sala Blu per parlare con un operatore;
  • Telefonare al numero verde 800 906060 o al numero unico nazionale di RFI 199303060;
  • Inviare una e-mail a uno dei 14 punti Sala Blu, indicando la data di partenza e del ritorno, il treno che si desidera prendere, le fasce orarie preferite, le stazioni di partenza e di arrivo, il tipo di assistenza richiesta (con o senza carrello elevatore, con sedia a rotelle messa a disposizione da RFI) e il proprio numero di telefono dal quale si verrà ricontattati per organizzare il viaggio.
Per maggiori informazioni visitare il sito RFI: http://www.rfi.it/

24 gennaio 2015

Il Forum europeo sulla disabilità

Un obiettivo importante raggiunto a Strasburgo. Il "Disability Intergroup of the European Parliament" ha tenuto, infatti, in data 15 gennaio un'importante incontro, il primo dopo la sua ricostituzione.
Un momento importante che ha visto l'elezione dell'intero Ufficio di presidenza del Disability, che ad oggi si compone di quattro co-presidenti e otto vicepresidenti.
Ma cos'è il Disability Intergroup? E' un gruppo informale di deputati del Parlamento europeo (MEP) di tutte le nazionalità e di tutti i gruppi politici che sono interessati a promuovere i diritti delle persone con disabilità al Parlamento europeo, nonché a livello nazionale.
Fondato nel 1980, fin dai suoi primi anni è stato un alleato fondamentale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità in seno al Parlamento.
La nuova struttura consentirà la promozione dei diritti delle persone affette da disabilità di varia natura, all'interno del Parlamento europeo e in Europa.
L'EDF, un'organizzazione europea che rappresenta più di 37 milioni di disabili in Europa e la cui mission è quella di assicurare ai cittadini disabili un pieno accesso ai diritti umani fondamentali, sta lavorando e continuerà a lavorare in stretta collaborazione con esso.
Fine comune sarà quello di garantire la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). EDF guarda in grande e si occuperò della revisione della strategia europea sulla disabilità e su quella di Europa 2020, nonché sull'adozione della legge europea "Accessibilità e della direttiva generale anti-discriminazione".

Autore Gian Piero Robbi
Articolo interamente tratto da www.lavocedeltrentino.it
Sito Web www.robbi.org

23 gennaio 2015

CULTURA E TURISMO: Accessibilità, Comunicazione e Orientamento

Il 6 e il 7 febbraio 2015, presso l'Auditorium del Museo dell'Università ''G. d'Annunzio'' in Piazza Trento e Trieste n. 1 a Chieti, la onlus Diritti Diretti organizza l'evento nazionale 'CULTURA E TURISMO: Accessibilità, Comunicazione e Orientamento' offerto gratuitamente a manager/operatori dei Beni Culturali, delle Pubbliche Amministrazioni e del Turismo.
Alla presenza di esperti del settore oltre che di autorità civili/politiche/religiose, gli incontri si propongono di evidenziare come l'accessibilità renda le strutture turistico-ricettive sicure, confortevoli e attraenti per tutti, avendo anche un buon ritorno economico dal momento che non è un'operazione costosa e aumenta il numero di visitatori.
L'evento è suddiviso in due incontri:
*   Venerdì 6 febbraio 2015 (16:00 - 20:00) - Tavola rotonda, tradotta in LIS (Lingua dei segni Italiana), sul tema 'Filiera Accessibilità: Cultura, Turismo, Economia' per progettare lo sviluppo di territori che permettono a tutti di: ARRIVARE (Sistema dei trasporti); DORMIRE (Alberghi, B&B ecc.); MANGIARE (Ristoranti, pizzerie ecc.); SCOPRIRE (beni culturali, tradizioni, eccellenze territoriali ecc.); DIVERTIRSI (attività sportive, ludico-ricreative ecc.); FARE SHOPPING (supermercati, negozi di prodotti tipici, outlet ecc.); AVERE SOSTEGNO (ospedali, centri dialisi, ambulatori, aziende orto-sanitarie ecc.).
*   Sabato 7 febbraio 2015 (09:30 - 13:30) - Incontro formativo sul tema 'Accessibilità e fruizione del patrimonio culturale', per illustrare l'importanza di applicare i principi della progettazione inclusiva in spazi museali, parchi archeologici e naturalistici ispirandosi alle 'Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi d'interesse culturale' del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Tra gli altri, gli incontri prevedono la partecipazione dei seguenti professionisti del settore: DINO ANGELACCIO - Direttore Laboratorio Accessibilità Universale dell'Università degli Studi di Siena; GABRIELLA CETORELLI SCHIVO - Responsabile dei progetti speciali e del turismo accessibile presso il MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo); FABIO IEMMI - Artista, esperto in progetti di sviluppo culturale e accessibilità a livello internazionale; SIMONA PETACCIA - Giornalista specializzata in Comunicazione/Uffici Stampa e Presidente della onlus Diritti Diretti.
Poi, alla buona riuscita dell'evento partecipano:
1.   Il vignettista Pietro Vanessi, presentando il libro 'Disabill Kill - Sorridere nella disabilità: dalla A alla Z' e realizzando alcune vignette/caricature riguardanti i presenti in sala da devolvere a Diritti Diretti che potrà donare/vendere le stesse.
2. L'A.c. Fotoclub Chieti, offrendo la partecipazione gratuita dei suoi iscritti / contatti. Gli scatti selezionati dagli stessi autori saranno firmati e pubblicati sul gruppo Facebook 'PHOTOCONTEST -Reportage di un incontro'. Tutte le foto saranno riunite in un video che sarà pubblicato sul canale Youtube della onlus, mentre lo scatto che riceverà il maggior numero di 'Mi piace' sarà premiato con una targa donata da Diritti Diretti e da un anno di associazione gratuita all'A.C. Fotoclub Chieti.

CONTATTI: info@dirittidiretti.it
ALLEGATI: Comunicato sull'evento (.pdf).
ORGANIZZATORE EVENTO:

22 gennaio 2015

Aquileia, il Sepolcreto sarà accessibile anche ai disabili

Al via la prima fase dei lavori di manutenzione straordinaria al Sepolcreto di Aquileia, sito archeologico che richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutta la regione e non solo.
Al via la prima fase dei lavori di manutenzione straordinaria al Sepolcreto di Aquileia, sito archeologico che richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutta la regione e non solo. L’obiettivo è abbattere le barriere architettoniche e rendere l’area, conferita alla Fondazione Aquileia, il più possibile accessibile anche ai disabili.
A partire da ieri e fino alla fine di febbraio, il Sepolcreto resta chiuso al pubblico.
I vertici della Fondazione annunciano che sarà realizzato, alla sommità del vialetto, un affaccio panoramico accessibile, in modo da regalare, anche a chi fino ad oggi non poteva raggiungere l’area per la presenza dei gradini, una visione d’insieme sui monumenti.
Gli ulteriori lavori riguarderanno il consolidamento delle scarpate, il ripristino del sistemaper lo smaltimento delle acque e l’installazione di un punto di sosta attrezzato sul lato nord dell’area.
In primavera, si aprirà la seconda fase dei lavori - durante la quale il Sepolcreto rimarrà aperto al pubblico - caratterizzata da interventi di restauro e pulizia dei monumenti e dei recinti funerari.
L’investimento complessivo per gli interventi è pari a 240mila euro.
Alviano Scarel, presidente della Fondazione Aquileia (il nuovo presidente designato dalla Regione, Antonio Zanardi Landi, entrerà in servizio quando la nomina sarà formalizzata in consiglio), sottolinea «l’impegno della Fondazione per l’ampliamento e il miglioramento dell’offerta culturale di Aquileia» e precisa che «con questo intervento continua una stagione importante di lavori sui fondi conferiti alla Fondazione Aquileia: i fondi Cossar, Violin e Cal saranno oggetto di interventi di valorizzazione e razionalizzazione dei percorsi».

(e.m.)
Articolo Interamentente tratto da www.ilpiccolo.gelocal.it

Il 2015 dell’accessibilità: obiettivo sulla formazione

E’ iniziato da pochi giorni il nuovo anno, ed è questo un momento centrale per programmare i percorsi da realizzare in tema di accessibilità. Un turismo accessibile non può prescindere dalla formazione, e questo può essere realizzato soltanto attraerso un dinamico e costante scambio di idee e di feedback tra i diversi operatori del settore e le istituzioni.
I percorsi formativi  rivestono una importante opportunità di investimento nel campo dell’accessibilità e della cultura accessibile; la formazione può svolgere un ruolo strategico implementando innovazione e produzione di contenuti, facilitando l’inclusione sociale in settori occupazionali strategici: dal turismo all’arte, dall’enogastronomia.
Un Paese come il nostro che punta ad essere una eccellenza in campo culturale non può prescindere da proporre una offerta formativa che combini attività didattiche, tutoraggio e percorsi formativi innovativi che diano strumenti e competenze utili a sviluppare anche progetti imprenditoriali autonomi che influiscano positivamente sull’economia.
Il tema dell’autoimprenditorialità deve essere centrale nel corso di questo 2015, poiché può essere un elemento di crescita di attenzione nei riguardi del tema dell’accessibilità ma, soprattutto, attuare quelli stimoli emergenti del contesto economico-culturale attuale potendo quindi migliorare e rafforzare le competenze professionali già in atto. Ed è per questo che, accanto ad una formazione e comprensione del tema dell’accessibilità, bisogna potenziare le capacità degli addetti ai lavori nel campo della digitalizzazione: l’innovazione, la conoscenza delle lingue straniere. la creatività sono gli elementi indispensabili per assicurare forme piene di partecipazione ai percorsi di accoglienza turistica e per conferire degli strumenti più aggiornati ed idonei alle attuali esigenze di coloro che viaggiano.

Autore Lucio Todisco
Articolo interamente tratto da www.fondazioneturismoaccessibile.it

19 gennaio 2015

Santarcangelo di Romagna: un gioco accessibile a tutti al Campo della Fiera

Un gioco accessibile a tutti al Campo della Fiera 

Documento di giovedì 15 gennaio 2015

A breve l’avvio dei lavori per l’installazione di un gioco inclusivo nel parco principale della Città. Il sindaco Alice Parma: “Avviamo un percorso per rendere Santarcangelo ancora più accogliente e solidale”

A pochi giorni dall’avvio dei lavori per l’installazione di un gioco inclusivo nel parco principale della città, il Campo della Fiera, il sindaco Alice Parma si dichiara soddisfatta. “Lo avevamo annunciato nelle scorse settimane, e anche se abbiamo accumulato qualche ritardo in parte dovuto alle condizioni climatiche, teniamo fede ad un importante impegno che ci eravamo dati come Giunta comunale per avviare un percorso che da qui ai prossimi anni renderà la nostra città ancora più accogliente”. 

I lavori sono stati affidati dalla Green Arreda Srl che avvierà l’intervento nei prossimi giorni con l’obiettivo di collocare il nuovo gioco del diametro di 2,70 metri di fronte all’area divertimento già esistente al Campo della Fiera, in prossimità della fontanella. L’intervento, dal costo complessivo di 20.000 euro finanziati da Amministrazione comunale, Pro Loco e da alcuni privati, si concluderà nell’arco di qualche settimana. 

“Presentando le Linee programmatiche di mandato amministrativo al Consiglio comunale – afferma il sindaco Parma – abbiamo sottolineato l’importanza, per la nostra Amministrazione e per la Città di Santarcangelo, del concetto di ‘inclusione’ che va di pari passo con quello di ‘partecipazione’. La domanda di benessere e di qualità della vita di ogni cittadino, con particolare riguardo per i più piccoli, comprende molteplici dimensioni e si estende a tutte le relazioni che le persone stabiliscono tra loro e con l’ambiente in cui vivono. La rimozione delle barriere che ostacolano il pieno godimento dei diritti e la partecipazione di tutti alla società sono dunque gli elementi fondanti le politiche inclusive, i cui principi ispiratori – radicati nella lotta alla discriminazione, alla diseguaglianza e all’esclusione, in particolare delle fasce più deboli – sono tesi ad orientare le politiche e le strategie socioculturali ed economiche per rendere reale la partecipazione dei cittadini. Favorire il processo inclusivo, ma soprattutto impegnarsi sul tema “più diritti per i bambini”, significa quindi prestare attenzione ai bisogni educativi e lavorativi, al bisogno di salute, di relazione e radicamento, oltre all’esigenza di poter acquisire abilità ed esprimerle all’interno della propria comunità”.

“Con la realizzazione di un gioco accessibile a tutti i bambini – conclude il sindaco Parma – ci impegniamo a migliorare e sviluppare le possibilità di partecipazione dei cittadini sul territorio, sviluppando spazi e momenti di aggregazione. D’altra parte, è proprio attraverso il gioco che diamo ai più piccoli l’opportunità di conoscersi, divertirsi e socializzare”.


Fonte: comune.santarcangelo.rn.it
Credit Site: Parchi per Tutti parchipertutti.blogspot.it

16 novembre 2014

Io qui posso entrare

IL RITORNO - Niente Barriere è oramai da qualche tempo, in verità più di un anno, che non viene aggiornato. Lavoro e famiglia sono stati al primo posto nella mia vita in questo lungo periodo. Tempi difficili, molto difficili. Sicuramente molto più complicati di un anno fa. Mentre scrivo mi vengono in mente tante cose. Mi vengono in mente che i problemi per tutte le categorie di persone che questo blog ha seguito dal 2008 sono aumentati.
L'Italia frana e affoga a causa dei cambiamenti climatici e noi continuamo a vedere, più o meno le stesse facce nella stanza dei bottoni. Abbiamo ancora il Presidente Napolitano, forse ancora per poco, e non abbiamo più Monti o Letta al Governo. Ora abbiamo Renzi, o meglio abbiamo Renzusconi.
Il Cavaliere ha resistito alle tempeste giudiziarie che in un Paese normale lo avrebbero portato fuori dai giochi. Con un elettorato ridotto ai minimi termini, non si è fidato di lasciare la sua poltrona politica ai suoi servi e maggiordomi (del PDL o di Forza Italia),  e forse addirittura pensa che il suo Dudù sia meglio delle persone che abbiamo nominato. Pensate che non si è fidato neppure di lasciare la sua carica politica (al momento) ai suoi figli. Ha preferito fare quello che ha sempre fatto. Quando una cosa gli piace e non la può avere a suo piacimento... se la compra. Povero PD e povero Peppone Bersani. Renzi è un affabile comunicatore come lui e, lo penso da tanto tempo, sembra il clone (giovane) del Cavaliere. Questo vuol dire che come minimo ce lo dovremo sorbire almeno vent'anni come lo Smemorato di Cologno (Cit. Fiorello).
La crisi economica morde e gioca sulla vita di milioni di persone e la politica italica se la prende come sempre con le stesse persone. Con i lavoratori, o meglio dire i tanti disoccupati, i poveri pensionati, i disabili, gli immigrati, la scuola, la ricerca e la famiglia. E scusate se me ne dimentico qualcuno, sono troppi. Non ce la faccio!! Certo che l'ho fatto l'affare di scrivere questo post eh!!
Non è cambiato niente, anzi qualcosa è cambiato. La nostra vita è decisamente più schifosa, più complicata, più precaria.
Una cosa però sta cambiando in positivo nel nostro paese, ed è come un virus. Da un annetto questo virus, creato non in laboratorio da tantissimi disabili, disabili che non ci stanno più a vedere la propria vita e la società in cui vivono allo scattafascio e vogliono reagire malgrado le difficoltà. Per il momento di questo argomento vi scrivo solo una parola finale, una traccia, ma ci ritorneremo sicuramente quanto prima. Questa parola per noi disabili è fondamentale: ACCESSIBILITA'

"Da oltre un anno non è cambiato niente, le cose anzi sono peggiorate. Ma una speranza c'è e si chiama ACCESSIBILITA'" (Cit.)

un caro saluto a chi passa di qui .. e a presto...
... stay tuned

Raimondo

15 ottobre 2012

Accessibilità: L'Europa bandisce riconoscimenti ma le città italiane non sono all'altezza

Le nostre città sono come giungle per chi non ha la capacità di districarsi agevolmente tra i numerosi ostacoli presenti ovunque: è quanto emerge da una ricerca commissionata a Nextplora dall'Osservatorio Linear dei Servizi in occasione delle Paralimpiadi di quest'anno.
DATI GENERALI - I dati raccolti dimostrano che gli italiani sono consapevoli dei disagi provocati ai due milioni e 600 mila disabili che vivono nel nostro paese (dati Istat aggiornati al 209). Il 67% del campione intervistato è convinto che le città non siano facilmente agibili per i portatori di handicap; servizi inefficienti e comportamenti scorretti degli automobilisti le cause più additate.

09 ottobre 2012

Niente Barriere teatro per tutti Londra docet

Al National Theatre touch tour, display e raggiungibilità. La programmazione stabile per sodi e non vedenti. di Roberto Caramelli

Disability Rights Uk, charity nata a gennaio 2012 dalla fusione di varie organizzazioni tra cui la Royal Association for Disability, ha da poco pubblicato una Guida completa dell’accessibilità in tutto il Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda. Il volume curato dall’organizzazione nazionale di volontariato, è utile non solo ai cittadini inglesi ma anche ai viaggiatori stranieri con disabilità. Il numero maggiore di pagine è, naturalmente, dedicato a Londra, una delle città al mondo con meno barriere architettoniche, dove il 100 per cento dei black cabs, i taxi tradizionali, sono accessibili grazie all’ampia carrozzeria di serie e alla dotazione di rampe pieghevoli.

06 marzo 2012

Folgaria, la «montagna per tutti»

Nel comprensorio sciistico trentino nove baite offrono ai clienti con ridotta mobilità una carrozzina per muoversi.

Con il progetto «Folgaria per tutti» il comprensorio sciistico trentino è diventato ancora più accessibile. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Lo Spirito di Stella e Scie di Passione, da Carosello Sky, Apt-azienda promozione turistica, dal comune di Folgaria.

IL PROBLEMA - Chi usa il monosci per sciare, una volta arrivato al rifugio per una pausa, non sempre riesce a muoversi nel locale in autonomia. Parcheggiato il monosci, infatti, lo sciatore sitting non ha più un mezzo che lo aiuta a muoversi. Avrebbe bisogno della sua carrozzina che però è, ovviamente, rimasta in auto.

LA SOLUZIONE - Dotare le baite di una sedia a rotelle a disposizione dei clienti. In questo modo lo sciatore sitting toglie il monosci e sale sulla carrozzina che gli permette di muoversi in tutti i locali del rifugio, bagno compreso, in totale libertà.

DOVE - La prima esperienza è n corso nel comprensorio di Folgaria. «Folgaria si sta impegnando per dare vita a una montagna accessibile in ogni stagione. Portando questo messaggio anche nelle scuole», afferma Maurizio Struffi, vicesindaco di Folgaria. «Non ci fermeremo solo allo sci, ma diffonderemo l’accessibilità a tutte le attività praticabili a Folgaria», aggiunge Stefano Tomasi, direttore di Apt-azienda promozione turistica.

LE BAITE - Sono nove: Rifugio Baita Tonda - Serrada
6 sotto 0 - Fondo Grande
Hotel Ristorante Monte Maggio - Fondo Grande
La baita - Fondo Piccolo
Osteria Coe - Alpe di Folgaria-Coe
Baito Coston - Fiorentini
Igloo - Ortesino
La casa dell’orsetto - Costa
Bar Plaut - Alpe di Folgaria-Coe
I rifugi sono indicati sulla mappa del comprensorio consegnata in biglietteria o scaricabile on line.

GRATIS - Questi locali mettono a disposizione gratuitamente la sedia a rotelle, oltre a garantire l’accessibilità dell’intero rifugio. Anche il bagno è a misura di carrozzina. Le sedie sono state offerte con il contributo di Invacare e del Rotary club Schio-Thiene. Le carrozzina grazie a semplici adattatori riescono a ospitare persone di taglie diverse.

INTEGRAZIONE - «Lo sci è sempre stato il mio sport preferito - racconta Andrea Stella, fondatore dell’associazione Lo Spirito di Stella-. Da quando mi muovo con la carrozzina lo pratico con il monosci: è una buona attività sportiva, all’aria aperta, divertente e la si fa insieme agli amici». I problemi nascono ai rifugi lungo le piste. «Una volta tolto il monosci, per raggiungere bagno e altri servizi del bar ci si deve far aiutare. Un giorno ho esclamato: magari spuntasse fuori una carrozzina dal magazzino potrei muovermi! Da qui l’idea di dotare le baite di una sedia a disposizione dei clienti con ridotta mobilità. Un’idea semplice, che non ti fa sentire un peso per i tuoi compagni di vacanza».

Carmen Morrone

La versione integrale e originale di questo articolo è presente sul sito 

24 dicembre 2011

Salisburgo premiata Città più Accessibile d'Europa


Tra le finaliste città di Polonia, Germania e Francia: a secco l’Italia

E’ Salisburgo la città più accessibile in Europa. Va infatti alla città austriaca il Premio europeo per le città a misura di disabili del 2012, riconoscimento che premia i centri urbani più accessibili ai disabili.
Un premio, quello dell’Accessy City Award, nato nel 2010 con lo scopo di premiare sì, l’impegno delle città  a fare dell’accessibilità un punto chiave della propria agenda per favorire un miglioramento della qualità della vita delle persone disabili, ma anche l’implicito riconoscimento sempre maggiore della sua importanza, oltre che sociale  e civile, anche economica.

La premiazione, avvenuto in occasione della Giornata europea delle persone disabili, ha così voluto riconoscere, dopo Avila che si aggiudicò il titolo nel 2010, l’importante impegno della città austriaca, consolidato peraltro nel tempo, a rendersi facilmente fruibile alle persone anche con deficit fisici.

Salisburgo è riuscita a sbaragliare le 114 città di 23 paesi dell’Unione Europea che si erano candidate dovendo dimostrare l’impegno prodigato e i risultati conseguiti nel garantire l’accesso su un piede di parità a tutti, indipendentemente dall’età o dall’abilità. Dopo una preselezione nazionale effettuata da singole giurie composte da persone disabili ed esperti in materia di accessibilità, si è giunti a una rosa di 31 città che si sono contese il titolo.

Ma che cosa ha fatto conquistare a Salisburgo il primo premio? Tra le motivazioni della giuria, gli eccellenti risultati in tema di accessibilità degli spazi urbani, trasporti e infrastrutture, iniziative di informazione e comunicazione, anche mediante nuove tecnologie, strutture e servizi pubblici.

Sull’ideale podio dell’Europa accessibile, anche le altre tre finaliste: Cracovia (Polonia), scelta per l’impegno nel migliorare l’accessibilità nel difficile contesto di infrastrutture inaccessibili e per la particolare attenzione rivolta all’accesso ai monumenti che costituiscono il suo patrimonio culturale; Marburgo (Germania), selezionata per il prolungato impegno a favore dell’accessibilità, la chiara strategia a lungo termine per il futuro e l’esemplare integrazione dei disabili nei progetti comunali di accessibilità, dalla fase di progettazione fino a quella di esecuzione; e Santander (Spagna), nominata finalista per i suoi programmi urbani caratterizzati dall’accessibilità e da un approccio di progettazione universale e per la qualità e sostenibilità dei risultati ottenuti.

Oltre che alla città vincitrice e alle altre tre finaliste, quest’anno la giuria ha assegnato una menzione speciale ad alcune altre città che si sono distinte nel loro impegno all’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali: Grenoble (Francia) per le strutture e i servizi pubblici; Lubiana (Slovenia) per i trasporti e le infrastrutture (autobus con un servizio di annunci video e audio alle fermate, indicazioni in Braille alle fermate degli autobus, mappe tattili nel centro della città); Olomouc (Repubblica ceca) per le iniziative di informazione e comunicazione, anche mediante nuove tecnologie, che hanno portato a progetti innovativi come una guida turistica multimediale – un nuovo strumento di navigazione interattivo che comprende un sistema GPS e informazioni su supporto audio e video in diverse lingue; Terrassa (Spagna) per l’ambiente urbano e gli spazi pubblici, settore in cui la città ha prodigato un grande impegno nel rendere accessibili i siti storici, eliminare le barriere architettoniche negli edifici residenziali, parchi, strade, piazze e monumenti, prevedendo l’installazione di ascensori, rampe e ponti.
Rattrista solo che tra le finaliste non ci sia nessuna città italiana: la strada da fare, a quanto pare, è ancora lunga, per noi.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.disabili.com/

Per Approfondire
http://www.accesscityaward.eu/index_en.htm

05 luglio 2011

Bologna non è a misura di disabili.

Bologna non è a misura di disabili. "L'80% dei negozi è inaccessibile". La denuncia di Maximiliano Ulivieri, affetto da distrofia muscolare. Tre mesi fa ha aperto il sito BolognaForAll per raccogliere le segnalazioni di ciò che non va. E in un video ha documentato quel che accade in Sala Borsa quando suona l'allarme incendio: "Restiamo senza via di fuga"

Suona l'allarme, tutti si preoccupano, si precipitano giù per le scale - si sa che è vietato usare gli ascensori in caso di incendio - e si salvano. Tutti, tranne uno: quel signore seduto sulla carrozzella, per il quale le scale sono fuori discussione. In un video Maximiliano Ulivieri, 40 anni, documenta cosa può succedere in uno spazio pubblico assai frequentato come la biblioteca Sala Borsa: nei giorni scorsi, durante una simulazione, mi hanno messo dietro le porte di sicurezza", visto che la rampa per la sua quattro ruote è decisamente off limits. "Per fortuna era solo una prova, e lo staff della Sala Borsa alla fine mi ha portato giù in braccio per le scale, però il problema esiste".

E non riguarda soltanto la biblioteca di piazza Nettuno, ma più banalmente le tante botteghe in cui un disabile potrebbe voler entrare per comprarsi un vestito, un chilo di mele, un libro. "L'80% dei negozi a Bologna è inaccessibile - racconta Ulivieri all'agenzia Dire - a cusa degli scalini alti anche 20 centimentri". La soluzione al problema sarebbe semplice, "basterebbe che gli esercenti si dotassero di pedane pieghevoli per far entrare anche i disabili".

"Bologna - precisa Ulivieri - è più avanti rispetto a molte altre città, però delle cose da aggiustare ci sono anche qui". Il suo sito Bolognaforall, aperto tre mesi fa, raccoglie segnalazioni sui disagi e le cose non vanno, "ma anche le soluzioni" per migliorare la città.



Per approfondire

06 agosto 2010

Disabili, ora di disabilità nelle scuole alberghiere?


E' estate, tempo di vacanze. Se c'è una cosa che un disabile deve saper programmare alla perfezione è proprio una vacanza per evitare spiacevoli sorprese. Come più volte abbiamo sottolineato su Niente Barriere, l'Italia e gli italiani vìolano troppo spesso leggi fondamentali e sacrosante, che se applicate e fatte rispettare, trasformerebbe questo paese in un paradiso per quelli come me. Ma si sà ... per noi tira un aria non proprio salutare di questi tempi ...

Vi invito a leggere questo interessantissimo post scritto da Luciano Ardoino del Blog Tutto Sbagliato Tutto da Rifare - Critiche Costruttive sul Turismo.
ps. ho voluto sottolineare in grassetto alcune parti, secondo me fondamentali.

un saluto


E' ora di mettere l’ora della disabilità nelle scuole alberghiere

Potrei raccontare un’infinità di casi che, per motivo della disabilità di alcuni clienti, mi si sono succeduti in 40anni di “amorevole” lavoro nel settore turistico, ma non è il caso.
Avrei troppo da scrivere e molto d’annoiarvi.
La disabilità, tutti lo sanno ma è meglio ricordarlo, non è altro che la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale. Ci si nasce, ci si diventa, ci si quello che cavolo volete, ma spesso ci si dimentica di loro. Qualche passo istituzionale in verità, dal medioevo (per non dire dall’Impero Romano), è stato fatto nel settore del turismo per andare incontro alle loro esigenze; le leggi ci sono, ma sembra che a “pochi interessi qualcosa”, anche nel senso di farle rispettare. E questo in Italia capita in ogni dove.
Inutile ripetere le cose che quotidianamente vediamo a loro danno; chi non le sa, non le ha viste o chi non le ha sentite?
Comunque, se all’estero non ho quasi mai letto o sentito grosse discrepanze nell’ambito, in Italia, se i media vogliono, non passa giorno che … vabbè avete capito.
Qui, da noi, manca una cultura turistica preposta nei confronti dei 2.800.000 (duemilioniottocentomila) persone che di questa ne soffrono e ne “subiscono” l'indifferenza e le conseguenze; senza contare il quasi doppio di quelli che li accudiscono o con loro ci vivono. Sto parlando di circa 6 milioni di persone, se non più, che costituiscono una grande fetta della popolazione italiana, il 10% o giù di lì.
Ultimo, ma non ultimo sarà, è quello che è successo ad una coppia con figlia disabile di 4 anni di Bassano del Grappa in vacanza in un albergo a Bibione.
L'albergatore gli ha detto di far mangiare la figlia disabile, che è affetta da una sindrome congenita e per esprimersi emette alcuni suoni, in orari diversi dagli altri clienti e loro, per non subire l'umiliazione, hanno immediatamente fatto le valigie interrompendo la settimana di vacanza al mare con la piccola di quattro anni.
Ma prima di lasciare l'albergo di Bibione hanno dovuto pagare 500 euro di penale per aver anticipato la partenza.
La coppia di Bassano del Grappa che ha denunciato l'episodio per discriminazione è decisa però a farseli restituire, per avere indietro almeno i soldi della 'penale'.
Ora, non che la mia opinione possa contare poi molto, ma di quello che penso della stragrande percentuale dei responsabili alberghieri italiani, sia direttori che proprietari, è abbastanza noto, e più volte qui con questi mi ci sono scontrato, ma il far pagare una ‘penale’ per un proprio errore; beh, che dire … meglio non dire, perché questo è di sicuro un’avvallo al mio pensiero nei loro confronti.
Chiaro che sia stato tutto un grosso equivoco; l’inesperienza, la non cortesia nella richiesta o il non saperci fare, come la probabile presa di posizione dei genitori … e quant’altro ancora di “forse” non azzeccato, hanno contribuito al patatrac.
Ma come sopraddetto di questi casi ce ne sono a iosa nel nostro Paese.
Quindi, perché non inserire nelle scuole alberghiere una materia didattica d’obbligo, atta a conoscere il da farsi ed eliminare queste discrepanze nei confronti di quelli meno fortunati, che forse ne hanno già abbastanza per conto loro ... nella vita terrena, che aggiungere le altrui "malefatte". Gelmini, Brambilla e comitati per i disabili ... allora?

Fonte: Tutto sbagliato tutto da rifare