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07 marzo 2015

Francia, obbliga Google a rimuovere i contenuti pedopornografici

La Francia fa sul serio e contro la pedopornografia online obbliga alcuni dei più famosi motori di ricerca mondiali, a rimuovere dalle loro ricerche, i contenuti pedopornografici. Da oggi Google, Bing o Yahoo! saranno obbligati dalla Polizia Francese a rimuovere quei siti internet che contengono materiale pedopornografico,  foto e video ma anche annunci, che vedono per protagonisti dei bambini o dei minori. Secondo le disposizioni pubblicate sulla gazzetta ufficiale francese, i motori di ricerca online avranno 48 ore di tempo per rispettare la nuova direttiva. La polizia francese farà dei controlli ogni tre mesi, per verificare l'effettiva scomparsa dei contenuti precedentemente segnalati. A quando il turno dell'Italia?

11 giugno 2013

Il Grande Fratello è al lavoro


C’è davvero poca consolazione nel poter affermare: “io l’avevo detto!”, in particolare quando le notizie - che ci confermano di aver avuto ragione in tempi non sospetti - sono inquietanti come quelle che oggi ci giungono dai media.

07 marzo 2012

Disinibizione online: onestà su Facebook e troll due facce della stessa medaglia


La comunicazione online è diventata ormai parte integrante dei nostri rapporti sociali: i vari livelli d’interazione presenti sulla rete ci portano volenti o nolenti a sostituire le dinamiche della vita reale con chat, email e tutto ciò che Internet ci offre. E poi ci sono i social network, dove non è possibile mantenere l’anonimato: su questi la gente tende a essere più onesta e schietta scoprendo lati della sua personalità che non mostrerebbe al prossimo di persona, allo stesso modo in cui i pazienti sono pronti a offrire maggiori informazioni in caso di consulto online, rispetto a uno che avvenga nello studio di un dottore. La stessa cosa vale anche per i sondaggi: quelli online sono per chi li fa più veritieri di quelli condotti ponendo le stesse domande di persona.
Fin qui il mondo della rete sembrerebbe quasi perfetto nella sua onestà, se non fosse per un piccolo problema: la presenza di altre piattaforme tipo forum e blog, dove è possibile celarsi dietro a uno pseudonimo per esprimere le proprie opinioni. Parlando di blog, chi ne ha uno sa che le critiche nei commenti possono essere spesso più dure di quanto si meriti, non ne parliamo se espresse appunto da chi decide di usare un nickname: la stessa persona può però dimostrare di esprimersi in modo più calmo e ragionato se contattata direttamente; identica dinamica a quanto avviene su Twitter nel passaggio da tweet pubblico a messaggio diretto. Ecco quindi che la stessa onestà e franchezza diventano un potenziale pericolo in grado di trasformare una persona civile in un perfetto maleducato.
Il motivo per cui succede tutto ciò? La natura umana, identica a quella animale dove il contatto faccia a faccia è già visto di per sé come una minaccia. Mettete per esempio due scimmie in una gabbia o due persone sconosciute in un ascensore, il risultato sarà praticamente identico: eviteranno di incrociare gli sguardi quanto più possibile, finendo (ovviamente nel caso degli umani) a parlare di argomenti futili e poco impegnativi dal punto di vista emozionale. Lo sa bene del resto la Chiesa, che da secoli tende a separare confessore e confessato da una griglia o un qualcosa che comunque ne impedisca il contatto visivo, così come gli psicologi invitano i propri pazienti ad accomodarsi sui lettini guardando in aria per aprirsi maggiormente a loro. Più il mezzo di comunicazione è impersonale, più soprattutto tra sconosciuti si tende a essere personali e in confidenza, anche quando ciò è palesemente sbagliato.
Ed è così dunque che scrivere online una critica furiosa a qualcuno non è visto nella nostra mente come un vero confronto, così come invece può accadere in un’interazione faccia a faccia o anche semplicemente via telefono. Il tutto viene poi come dicevamo ingigantito, nel caso in cui a proteggerci ci sia anche la possibilità di restare nell’anonimato. John Suler della Rider University ha coniato per tale fenomeno il nome effetto disinibizione online, secondo il quale appunto via rete mancherebbero totalmente le gerarchie in grado di stabilire un rapporto dominante-dominato tra due individui, cosa che invece avviene normalmente nei rapporti nella vita reale senza che noi nemmeno ce ne accorgiamo.
La rete dà quindi l’impressione di trovarsi contemporaneamente tra pari e senza confronto, inducendo le persone a essere più schiette (nel modo anche controproducente che dicevamo prima) o ancora peggio a comportarsi in modo maleducato, al contrario di quanto invece farebbe nella realtà. I troll e i loro flame da un lato, e l’onestà “buona” online dall’altro, sono quindi figli dello stesso tipo di comportamento: a sorprendere forse è proprio il “lato chiaro”, visto che per anni prima dei social network la rete era principalmente vista come un covo di potenziali disonesti protetti dall’anonimato. Facebook e compagnia, con le loro relazioni sociali poggiate su nomi veri, ci hanno invece portati a diventare più onesti coi nostri amici virtuali rispetto alla vita reale: un comportamento da tenere a bada, in quanto esistono cose che è comunque bene non pubblicare online.

Fonte http://online.wsj.com/

Articolo presente su
http://www.downloadblog.it/

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03 novembre 2010

Internet, danni alla memoria per chi ne abusa

Possibile che ogni scoperta, o un’ invenzione dell’uomo con l’intento di migliorargli e rendere più agevole la vita, debba finire per essere additata poi come conseguenza di successivi danni alla salute o pericolose conseguenze dall’utilizzo di quell’innovazione stessa?
Gli esempi non mancano, pensiamo all’auto, chi oggi potrebbe farne a meno, eppure, guardiamo a tutto quel tam tam che ci proviene dal mondo degli ambientalisti e non solo da quello, ricordandoci il pericolo rappresentato dalle automobili a causa dell’inquinamento atmosferico o a causa dei sinistri stradali e così via. E che dire del telefonino, da un lato si è radicato nella nostra vita assumendo un ruolo preponderante nelle nostre giornate facendo ormai parte non di noi stessi, ma del nostro stesso vivere quotidiano, dall’altro giungono segnali continui di pericolo dall’utilizzo di tale dispositivo; pericoli di tumori e via discorrendo a causa delle onde che tale apparato emanerebbe.
Ora tocca ad Internet, anche in questo caso, da una parte ci ha reso la vita più facile, ci ha avvicinato al mondo anche quello più difficile da esplorare, ci ha aperto orizzonti fino a ieri impensabili, ci ha anche permesso di allargare le conoscenze, ma ecco giungere i primi segnali d’allarme, Internet ci peggiorerebbe, aggraverebbe le nostre eventuali patologie agli occhi, aggraverebbe i nostri problemi articolari e, dulcis in fundo, non potevano mancare una sequela di danni alla memoria. Secondo Nicholas Carr, scrittore di fama mondiale, internet ci porta ad avere una vita “troppo comoda”, basta un click su un link e si arriva dove si vuole…. Dice Carr sulla rivista The Atlantic, internet offre opportunità straordinarie di accesso a nuove informazioni, ma ha un costo sociale e culturale troppo alto: insieme alla lettura, trasforma il nostro modo di analizzare le cose, i meccanismi dell’apprendimento. Passando dalla pagina di carta allo schermo perdiamo la capacità di concentrazione, sviluppiamo un modo di ragionare più superficiale, diventiamo dei pancake people, come dice il commediografo Richard Foreman: larghi e sottili come una frittella perché, saltando continuamente da un pezzo d’informazione all’altra grazie ai link, arriviamo ovunque vogliamo, ma al tempo stesso perdiamo spessore perché non abbiamo più tempo per riflettere, contemplare. Soffermarsi a sviluppare un’analisi profonda sta diventando una cosa innaturale.
Insomma, quando l’uomo scoprirà qualcosa che ci farà bene o per lo meno ci aiuterà a vivere meglio senza possedere controindicazioni di sorta?

Fonte: Tanta Salute

Redatto da Raimondo per Niente Barriere
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29 ottobre 2010

Rimuovere le fastidiosissime pubblicità in tutti i siti con 3 semplici add-on

Cari Amici, negli ultimi tempi mi sono pervenute alcune richieste da parte di alcuni lettori del Blog, che mi chiedevano se fosse possibile mettere un freno alla sempre più infestante pubblicità presente in quasi tutti i siti. Tutto questo è vero: siamo realmente bombardati da numerosi messaggi pubblicitari che non fanno altro che appesantire la nostra connessione e, in alcuni casi grazie a personaggi poco affidabili, in questi messaggi pubblicitari possono infiltrarsi anche dei codici maligni che infetteranno i nostri computer ogni qualvolta visitiamo quel sito, all'apparenza innocuo. La soluzione per porre fine a tutto questo la troviamo grazie a 3 comodi componenti aggiuntivi (o come sapete Add-on) che dovremo installare di volta in volta nei nostri Browser preferiti e più usati: Internet Explorer, Mozilla Firefox e Google Chrome.
AdBlock Plus per Firefox
Adblock per Chrome
Simple AdBlock per Internet Explorer

Sperando di esservi stati utili, un saluto da Raimondo e alla prossima

27 ottobre 2010

3 Componenti Aggiuntivi (add-on) di Firefox per migliorare la nostra navigabilità

Cari amici, chi segue questo Blog sà che il Browser Mozilla Firefox è al momento il nemico numero uno per Internet Explorer. A dire il vero la distanza fra i due, in termini di diffusione e utilizzo, è ancora piuttosto marcata e negli ultimi tempi il divario si sta sempre di più accorciando. L'uso di Mozilla Firefox è assai diffuso in particolare tra le fasce dei più giovani, e tra quelli che possiamo chiamare gli "smanettoni" del pc.
Ma perché tutto questo? Non c’è un unico motivo, ma un insieme di fattori.
Uno su tutti l’estrema personalizzazione, grazie soprattutto ai numerosi add-on che ogni utente può installare. E in questo enorme database, noi abbiamo ancora una volta “razzolato” per mostrarvene alcuni che ritengo utilissimi per rendere la vostra navigazione un’esperienza più sicura e piacevole. Eccoli qua!
AdBlock Plus – A chi ha sempre odiato la pubblicità, anche quella (meno invadente) di internet, potrà tornare utile questo add-on per Firefox. AdBlock Plus infatti, riconoscerà tutti i banner pubblicitari presenti in una pagina web, e ci permetterà di scegliere se “eliminarli”, per non rivederli mai più.
Noscript – Gli script sono quei particolari codici che,se un programma (nel nostro caso un browser) non è ben protetto e presenta invece qualche falla. Questi possono danneggiare anche seriamente un sistema. Con questo add-on, gli utenti Firefox potranno dormire sonni più tranquilli, in quanto blocca tutti gli script che partono da siti non fidati e pieni di virus.
Wot – Anche questo plug-in lavora per la nostra e vostra sicurezza. Infatti tiene al sicuro l’utente da truffe online, come spam, spyware, furti d’identità e siti per lo shopping online ritenuti inaffidabili. Wot avvisa per tempo quando siamo in ingresso su un sito dubbio, grazie a tre icone colorate attestanti l’affidabilità (verde, giallo e rosso).
In conclusione come sempre, ringrazio tutti quanti hanno posto la propria attenzione su quanto esposto in questo post, e ricordatevi che questo articolo fa parte della rubrica di questo Blog "Il mio libero sfogo", curata appunto dal sottoscritto.

Un abbraccio affettuoso dal vostro Salvatore Falletta (Soter Falletta).

10 giugno 2010

In Senato approvato il DDL Intercettazioni e il Bavaglio a Internet e ai Blogger

(Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura.)

Ultim'ora 13:51
Intercettazioni:
Senato approva la fiducia, il DDL Intercettazioni va ora alla Camera, in terza lettura.

Quello che più mi fa rabbia
è che in questi giorni

  • I Blog e i siti web verranno monitorati e verrà applicato il diritto di rettifica entro 48 ore: per chi trasgredisce (ad es. chi si dimentica di controllare la posta elettronica giorno dopo giorno, chi in quel lasso di tempo ha il pc guasto, chi è in viaggio e non si porta con se il computer e non ha una connessione mobile ad internet, E' NEI GUAI!! ) pene peculiari fino a 13.000 euro. Prevista anche la chiusura del siti da parte dei provider (i quali giustamente chiederanno garanzie ai propri utenti, anche per non aver grane dalla Legge);


POLITICI, PARTITI, GIORNALISTI,
AMICI DI POLITICI E GIORNALISTI ...

PARLO PROPRIO DI VOI
CHE AVETE USATO IL WEB MASSICCIAMENTE
SUI BLOG, SU FACEBOOK E SU TWITTER,
PER DISTOGLIERE LA GENTE
...
DALL'UNICA NOTIZIA.

SIAMO DAVVERO PROSSIMI STAVOLTA
A
L BAVAGLIO ALLA RETE,
L'UNICO STRUMENTO DEMOCRATICO
CHE ABBIAMO IN ITALIA.

GRAZIE ALLA VOSTRA COMPLICITA',
CONTINUERA' COME SEMPRE
IL MALAFFARE ITALIANO,
E I GIORNALISTI CONTINUERANNO
A RICEVERE LE NOTIZIE
DA QUALCUN'ALTRO ... MAGARI AL TELEFONO...
FIGURIAMOCI SE VANNO IN GIRO A CERCARSELE!
DA NOI NON SI USA PIU' DA UN PEZZO.

STATENE CERTI CHE I PRIMI A FESTEGGIARE
PER LA NOSTRA SCOMPARSA,
SARANNO PROPRIO LORO:
I PARTITI, I POLITICI E I GIORNALISTI!


...MI FATE SCHIFO!!

Scusate per il maiuscolo,
lo so che non si usa in internet,
;)


09 giugno 2010

Dominio Internet, a sorpresa l'Italia si piazza al quarto posto


Agli italiani internet piace sempre di più, al punto che molti dei navigatori della nostra nazione, posseggono un proprio sito internet. A rivelarlo è una ricerca eseguita dall'Internet Systems Consortium, che dimostra che il nostro Paese si piazza, a sorpresa, al quarto posto (con 22,8 milioni di siti che hanno per finale il .it) nella classifica dei domini web. Per chi non lo sapesse i domini web sono le ultime due o tre lettere (precedute sempre dal punto) di un indirizzo internet (ad es. nel mio indirizzo, il dominio è quello in grassetto http://www.raimondoorru.blogspot.com). Il dominio è un codice che può indicare la provenienza geografica di un sito, e può a sua volta contenere delle informazioni specifiche ai contenuti del sito che stiamo andando a visitare (ad esempio .gov (governativo) o .edu (educazione)).

Su Internet ci sono 758 milioni di siti. I due domini più usati (insieme circa 400 milioni) sono il .net (264 milioni) e il .com (147 milioni). Questi due tipi di domini, sommandoli, rappresentano la metà della cifra totale, e non avendo un codice di nazione, vengono scelti dalla maggior parte degli utenti di tutte le nazioni, per questo che vengono chiamati domini internazionali. Nella classifica al terzo posto troviamo il .jp giapponese (54 milioni). Dopo di noi segue la Germania (21 milioni di .de), il Brasile (18 milioni di .br), la Cina e la Francia (15 milioni di .cn e .fr). Il .uk britannico è al sedicesimo posto, mentre il .us americano è al quarantesimo posto. A fondo classifica troviamo l'Iraq (251esimo) e sono appena 3 i domini della Somalia e della Nord Corea.

In Italia le connessioni Internet sono all'incirca 30 milioni. Aver quasi 23 milioni di domini... per me questo rappresenta un segnale, più di uno in realtà, estremamente interessante... Statene certi che questi dati sono stati tempestivamente letti da chi da anni sta cercando di controllare e mettere un bavaglio alla Rete Italiana.

29 maggio 2010

DDL Intercettazioni - Appello ai Blogger!


Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura


Non si riesce a sapere da nessuna parte se nel DDL Intercettazioni sono state modificate le norme che parlano di blog e siti web. Vuoi vedere che questa volta la mossa di aiutare i giornalisti paladini dell'informazione italiana (ho partecipato anche io - vedi qui, qui, qui e qui), ci ha fatto dimenticare che il DDL Intercettazioni mette il bavaglio ANCHE a noi Blogger?

Sarà...ma ho la sensazione che i ben pensanti ...

stavolta c'è l'hanno davvero messa nel bip....

;(


MAI COME STAVOLTA CHIEDO
CHE QUALCUNO RISPONDA
A QUESTO MIO APPELLO

UN SALUTO



NO ALLA LEGGE AMMAZZA BLOG


18 maggio 2010

Dopo la legge ammazza Blog il Governo vuole regolamentare anche la Rete


Italia, il Governo vuole autoregolamentare la Rete. Stilata la bozza definitiva del codice di autodisciplina destinato agli operatori Internet italiani. Lo ha scritto il Ministro degli Interni. Obiettivo dichiarato: preservare la dignità dei cittadini (:O)

Roma - La "Bozza definitiva" del "Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet" è stato presentato agli operatori Internet dal ministro degli Interni Maroni e dal viceministro alle Comunicazioni Romani.

L'idea era stata avanzata da qualche mese (già a dicembre) dalla maggioranza, e rilanciata in concomitanza con il caso Vividown. Nel frattempo è stata cancellata la dicitura "Internet mi fido", nome con cui era conosciuta l'iniziativa, ma l'intento è il medesimo: costituire una sorta di bollino per spazi online che funga da "garanzia di rispetto dei principi fondamentali della libertà" e "contro l'uso malevolo delle informazioni e dei contenuti diffusi". Un modo per assicurare gli utenti che i contenuti non incitino "all'odio, alla violenza, alla discriminazione, ad atti di terrorismo, o che offendano la dignità della persona, o costituiscano una minaccia per l'ordine pubblico", e conciliare "la salvaguardia della sicurezza pubblica, la dignità della persona e il suo diritto alla privacy e alla riservatezza".

D'altronde, per il Governo italiano è "essenziale che sia assicurata da parte dei soggetti che vi operano, a titolo imprenditoriale o meno, un'azione di vigilanza sulla rete che renda possibile, a seguito delle segnalazioni opportunamente ricevute, un controllo ex-post dei contenuti, veicolati o ospitati, al fine di garantire la liceità degli stessi ed il pieno rispetto della dignità umana, il rifiuto di ogni forma di discriminazione". E l'autodisciplina è ritenuto un mezzo efficace.
Il principio è quello del marchio di qualità comunemente usato, per esempio, per i prodotti agroalimentari: in quel caso si tratta, a grandi linee, di determinate caratteristiche e processi produttivi che vengono riconosciuti come indice di qualità di prodotto tale da meritare un bollino di garanzia (su cui vigila un Comitato di qualità) il quale viene costruito ad hoc per distinguere il bene dai concorrenti meno efficienti e agevolare così il consumatore nella scelta.

Dell'autoregolamentazione come alternativa ad un intervento diretto o strumento complementare alla legislazione tradizionale parla anche il Parlamento europeo, tra l'altro con una raccomandazione sotto forma di "Consiglio sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet": la speranza per il Governo è che l'iniziativa italiana non rimanga un unicum, ma che altre realtà la seguano possibilmente creando un quadro di Internet di qualità a livello europeo che possa, meglio di un'ottica schiacciata sui confini nazionali, rappresentare un controllo realistico sui contenuti.

In Internet ciò si declina con diversi obblighi a carico dei soggetti che decideranno di aderirvi e la costituzione di un Comitato di Attuazione dl Protocollo, cui spetterà il compito di "definire le caratteristiche del logo identificativo del marchio di qualità" e concederne l'utilizzo agli aderenti vigilandone gli effettivi adempimenti e le modalità in cui verranno applicate. "I soggetti e le Associazioni di categoria - si legge nella bozza definitiva - firmatarie del presente Protocollo si impegnano ad applicare e far rispettare il Codice di Autodisciplina nell'ambito delle rispettive competenze".

Per i Web service provider ciò significa l'obbligo di "rimuovere tempestivamente i contenuti illeciti adottando procedure che garantiscano l'effettività di tale tutela", mettere a disposizione (chiaramente e direttamente) "un apposito link a modelli di segnalazione e di reclamo" e garantire la trasparenza in tutte queste operazioni in modo da escludere ipotesi di censura su segnalazioni non corrette. Inoltre loro compito sarà anche inserire le regole del Codice nelle condizioni generali sottoposte agli utenti.

Per gli access provider che decideranno di aderirvi, invece, il principale impegno è assicurare una "tempistica collaborazione con le autorità giudiziarie e le forze di polizia" qualora necessario.

L'adesione, i qualità di strumento di autoregolamentazione, resta volontario, ergo sarà il valore che gli attribuiranno utenti e operatori a garantirne il successo o decretarne la sconfitta. Nell'ultima riunione organizzata dal Governo che si è occupata del Codice erano presenti Microsoft e Google, ma mancavano altri importanti soggetti tra cui Facebook.

Claudio Tamburrino



Pubblico e aderisco all'appello lanciato in Rete dal Blog di Alessandro Tauro


PUBBLICA RESISTENZA CONTRO IL DDL INTERCETTAZIONI

Comunicato

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.


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Il Decreto Intercettazioni continua ad avanzare, nel mirino giudici, blogger e giornalisti



Ieri sera il Senato ha dato il primo via libera al Decreto Intercettazioni. Questo vuol dire che tra pochi giorni, ad approvazione definitiva, per inserire nei processi le conversazioni telefoniche, d'ora in avanti saranno necessari solamente gravi indizi di reato. Ma non solo, questo decreto in un sol colpo ha fatto piazza pulita non solo delle intercettazioni, utilissime da sempre per scovare dei criminali, ma anche chi si azzarda a raccontare pubblicamente, notizie inerenti a indagini in corso. Questa ghigliottina censoria, un bavaglio bello e buono, colpirà non solo i giudici che saranno per l'ennesima volta impossibilitati ad indagare, ma anche i giornalisti che non potranno raccontare dei fatti criminosi. La mannaia di questo Decreto colpisce incredibilmente anche i blogger, malgrado questi, recentemente, abbiano incassato la sentenza a favore secondo il quale un blog non è equiparabile ad un giornale.
Non si capisce come mai, se non con la voglia di controllare e censurare, che questa parte della Decreto Intercettazioni vada a toccare proprio i siti internet e in particolare i blog. E' proprio l'equiparazione di tutti i siti informatici alle professionali testate giornalistiche (che non hanno niente a che vedere con i blog, come abbiamo precedentemente visto) è il fulcro della questione. I Blogger dovranno essere pronti ad eseguire, eventualmente, una rettifica su quanto scritto precedentemente, entro e non oltre le 48 ore dalla data di ricezione della richiesta.

In caso contrario cosa succede? I provider dovranno cancellare i contenuti incriminati, e per il Blogger sanzioni varie, tra le quali ricordo ben 13mila euro di multa.
Se questa cosa passerà, facile prevedere la scomparsa di tanti Blog, e forse anche di questo.




Per Approfondire leggi anche

Aderisci anche tu contro il Decreto Intercettazioni!


oppure aderisci all'iniziativa diventando fan del Gruppo Facebook
(IO HO ADERITO)

Leggi e aderisci a questo scritto in questo post:

16 maggio 2010

Did You Know ...? Sapevate che ...? (video)

Buongiorno e Buona Domenica.


Qualche tempo fa vi avevo fatto vedere un video che parlava di quanto e come era utilizzato internet in tutto il mondo. Oggi invece vi propongo un video che fa vedere quanto velocemente sta cambiando "La Rete", e quanto essa influenzi la vita di tutti gli esseri umani.

Buona Visione


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03 maggio 2010

Il Cavaliere nella Rete

Sono molto interessato ai vostri commenti su quello che leggerete in questo post. L'intero articolo è tratto dal Blog Piovono Rane di Alessandro Gilioli.


La tivù non gli basta più. E ora Berlusconi vuole sbarcare su Internet. Prendendo lezioni private e sperimentando comizi su Facebook. Per trasformare il Web in un nuovo predellino con cui parlare direttamente al suo popolo

Il Cavaliere nella Rete è di sicuro un parvenu, ma è pur sempre il Cavaliere. E così quando si è saputo che da qualche tempo "sta prendendo lezioni di Internet", le congetture sono fiorite: che intenzioni ha il premier? Vuole colonizzare la comunicazione on line italiana come ha fatto con le sue tivù? E se sì, come?

Di sicuro c'è solo che Berlusconi fino a poco tempo fa non sapeva nulla di Web: nel 2008 ha confessato di non essere nemmeno capace di mandare una mail e si è autodefinito "un anziano signore che scrive a penna tutti i suoi interventi". Nelle foto ufficiali, sul suo tavolo di lavoro non c'è mai un computer. E una volta ha spiegato di non avere bisogno della Rete "perché tanto io ho Gianni Letta che è un Internet umano". Una lontananza che ha permeato buona parte del suo entourage politico mediatico: Renato Schifani ha paragonato i social network "ai gruppuscoli violenti degli anni Settanta", Emilio Fede ha chiesto in diretta la chiusura di Facebook bollandolo come "una paranoia collettiva".

E invece è proprio su Facebook che a inizio aprile Berlusconi ha fatto la sua comparsa, nella pagina fan del 'Giornale', definendo il sito sociale "una nuova occasione per conoscersi, una piazza virtuale per diffondere le proprie idee". Pochi giorni dopo, l'invito ad Arcore per Antonio Palmieri e il suo gruppo di lavoro - quello che da anni segue i siti prima di Forza Italia e oggi del Pdl - per farsi spiegare le dinamiche della Rete e le possibilità di utilizzarla come strumento di marketing politico.

L'irruzione del premier su Internet, ovviamente, ha scatenato un acceso dibattito. Intanto per le sue modalità: un audio inviato al 'Giornale', un po' come nel '94 il Cavaliere faceva con le videocassette girate ad Arcore e poi trasmesse dalle sue tivù. La classica comunicazione 'da uno ai molti', dall'alto verso il basso, che rappresenta l'opposto della Rete com'è stata teorizzata per un paio di decenni, cioè un'agorà di conversazioni 'orizzontali', un dialogo il più possibile da pari a pari con i netizen, i cittadini del Net. Così ad esempio l'aveva intesa Barack Obama, nei due anni di campagna per la Casa Bianca: usando il Web per creare attivismo sul territorio, diffondendo questionari da far compilare agli utenti o chiedendo risposte via YouTube. Berlusconi, invece, anche in Rete ha puntato tutto su se stesso, sulle sue doti di fascinazione e di seduzione politica. Pensando al Web come a un mezzo di disintermediazione, che quindi può costituire un terreno fertile per un leader carismatico che cerca un rapporto diretto con il suo 'popolo', senza filtri di partito o di altro tipo: un nuovo predellino digitale, come ha sintetizzato proprio 'il Giornale'.

D'altro canto la presenza on line del Cavaliere è da sempre stata improntata alla stessa logica: "Abbiamo un linguaggio che punta sempre a essere chiaro, semplice, diretto e concreto: non siamo 'belli', siamo pratici", dice lo stesso Palmieri spiegando il sito del Pdl. Una filosofia che ha portato a clonare anche in Rete un tipo di comunicazione unidirezionale e monocratica: nessuno spazio al dibattito interno o alla riflessione critica, un 'rullo' continuo di fotografie sorridenti del Cavaliere con slogan molto basici, dalle tasse ai magistrati. Insomma, una versione digitale dei famosi poster 'sei per tre' inventati per la campagna del 2001. Fino all'incredibile scelta, dopo la riunione della direzione del Pdl il 22 aprile scorso, di non mettere in Rete l'intervento di Gianfranco Fini: sicché l'effetto nel sito del partito era paradossale, dato che si potevano leggere solo le repliche del Cavaliere e dei suoi fedelissimi a un discorso di cui invece non si trovava alcuna traccia.

A parte il volto di Berlusconi e il simbolo del partito, sull'homepage del sito Pdl c'è poco altro: di solito qualche dichiarazione alle agenzie degli altri leader, gerarchizzate per far sapere chi sale e chi scende (quindi hanno ampio spazio i vari Verdini, Capezzone, La Russa e Bondi, mentre spariscono nel nulla non solo i finiani ma anche i 'non allineati' come Pisanu e Urbani). Unico luogo di apparente apertura alle conversazioni nel sito del Pdl è il cosiddetto Spazio Azzurro, una bacheca elettronica dove si invitano gli utenti a lasciare i loro commenti. Correttamente, gli amministratori avvertono che la pubblicazione è selezionata: "Tutti i messaggi ricevuti vengono letti e una parte di essi, rappresentativa delle opinioni espresse con maggiore frequenza dai nostri elettori, sono scelti per la pubblicazione". Grazie a questo meccanismo, Spazio Azzurro diventa una presunta 'voce della base' che in realtà rappresenta fedelmente quello che pensa il suo leader, e che lui stesso vorrebbe dire ma preferisce attribuire alla sua gente. Niente di scandaloso, per carità: per decenni i giornali di partito hanno selezionato le loro rubriche delle lettere con gli stessi criteri. Ma può fare un po' impressione che il meccanismo sia stato trasposto tale quale in un mondo come quello di Internet, che da piattaforma in cui i cittadini-utenti si scambiano opinioni in modo trasparente e plurale diventa un moderno Minculpop con un'opinione sola. Un Minculpop più efficace e surrettizio, in quanto la volontà del capo acquista maggior credito perché contrabbandata come volontà di una base teoricamente infinita, quella degli internauti.

Tuttavia sarebbe sbagliato liquidare frettolosamente le strategie di Berlusconi sul Web come quelle di un infoanalfabeta che non conosce le dinamiche della Rete e sbaglia clamorosamente l'approccio. Al contrario, più di uno tra gli osservatori della Rete (americani, ma anche italiani) di recente ha fatto notare come nella sua recente popolarizzazione il Web somigli sempre meno alla libera e plurale piazza utopizzata in passato e sempre più a una nuova televisione, sia per linguaggi sia per modalità di consumo. E il potere disintermediante e demagogico del Web - che tanto bene si attaglierebbe al Cavaliere - sarebbe paradossalmente provato proprio dal successo di un suo avversario come Beppe Grillo, il cui sito è 'tagliato fuori' dalle conversazioni on line eppure funziona benissimo in termini carismatici e propagandistici.

Chi ha ragione, dunque? Quelli convinti che on line il Cavaliere non sfonderà mai perché la Rete - con tutti i suoi feed back - possiede una serie di anticorpi come i retrieval e il fact-checking, che mettono in luce tutte le contraddizioni tra le dichiarazioni e le promesse non mantenute? O al contrario chi ritiene che ormai l'Internet di massa sia diventato - almeno nei suoi siti più pop - una nuova tivù dove si può creare e coltivare il consenso con messaggi diretti, che anzi hanno tanto più successo quanto più sono populisti e semplificatori?

Probabilmente la Rete contiene tante ambivalenze e produce quindi effetti contrastanti: sapremo quali prevarranno solo negli anni a venire. Nel frattempo però sarebbe buona cosa se la virata filo Internet del premier portasse anche a qualche risultato pratico e utile per tutti. Ad esempio, a far apparire i soldi sempre promessi e mai stanziati per lo sviluppo della banda larga in Italia. O a far finire nel cassetto tutte le leggi già in essere o in fase di approvazione (dal decreto Pisanu al disegno Alfano sui blog) che sono tutto fuori che incentivanti per la diffusione del Web. In cambio, potremmo perfino sorbirci un po' di audio digitali spediti dal premier al 'Giornale'.

30 Aprile 2010

02 maggio 2010

No al Nucleare, Berlusconi userà le tv, NOI la Rete

Berlusconi ha affermato che ha intenzione di usare la televisione per convincere gli italiani che le centrali nucleari non rappresentano un pericolo per la gente.
Niente Barriere ha deciso di usare il suo Blog e la Rete per convincere i suoi visitatori, dell'esatto contrario.
Se conoscete dei filmati in Internet che possano sposare questa causa, vi prego di segnalarmelo (linkandomelo) nei commenti. Grazie!


Attenzione: La visione del video qui sotto è sconsigliata a persone facilmente impressionabili, in quanto nel video sono presenti immagini "molto forti".




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11 aprile 2010

Per il Ministro Maroni non è illegale scaricare musica da Internet

Alzi la mano chi per una volta nella vita non ha scaricato da internet una canzone, un album o un film. Secondo uno studio il 95 per cento della musica scaricata da internet è pirata. In Italia dopo l'approvazione della legge denominata "equo compenso", i consumatori ma soprattutto gli utenti di internet hanno alzato la voce. Questi più volte hanno sottolineato non solo che in questi anni i prodotti coperti da copyright hanno raggiunto cifre folli (un album può arrivare anche a 30 euro e più), e cosa ulteriormente disdicevole, le potenti lobby della musica e del cinema, stanno spingendo la politica a inasprire le sanzioni verso tutte le persone che scaricano materiale coperto dal diritto d'autore (sul modello francese). Senza contare che con l'equo compenso, questi ora, hanno triplicato i loro introiti dallo Stato Italiano, dunque con soldi di tutti i cittadini italiani. Insomma il detto "la botte piena e la moglie ubriaca" .

Un modo sbagliato secondo me per risolvere il problema della pirateria, che colpisce enormemente in modo sproporzionato, il normale utente di internet, mentre queste sanzioni non toccheranno minimamente chi scarica, si illegalmente, materiale coperto da copyright, col chiaro intento poi di rivenderlo al mercato nero a prezzo stracciato, guadagnando facilmente una barca di quattrini.

In tal senso, a pensarla come me, dunque il mio ragionamento non fa una grinza (io lo chiamo sano buon senso), è niente di meno che il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, il quale ha dichiarato quanto segue:
Maroni pirata informatico Scaricare musica non è illegale scaricare musica da internet? «Non la considero un'azione illegale». A ribadirlo dalle frequenze di Radiouno è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Si è detto che è come andare in un supermercato e rubare la merce - osserva Maroni - Non è così, sarebbe così se io entrassi in un un sito che vende e rubassi la musica da lì; ma quando io scarico c'è il collegamento peer to peer, cioè tra computer privati. È come se il proprietario di questo computer dove io vado a prendere la musica facesse una copia di un cd che ha comprato e me la regalasse, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici: è lo stesso meccanismo».
Per il ministro, «proporre sanzioni pesantissime come quelle in Francia, fino alla disconnessione da internet, è sbagliato e non funziona, anzi in Francia da quando c'è questa legge severissima il download è aumentato. La soluzione è un altra: quella di fare un grande sito nazionale, l'ho proposto da tempo ma senza essere ascoltato, dove si possa scaricare musica gratis legalmente e trovare degli sponsor che paghino il diritto d'autore a chi la musica la fa e ha diritto ad essere pagato per questo». (fonte)
Di questi tempi esser pienamente d'accordo con un esponente politico italiano ...è davvero un miracolo ...!!! :D

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25 marzo 2010

Rai per una notte in diretta streaming dalle ore 20

Oggi Giovedì 25 Marzo 2010 per la prima volta in Italia un collegamento in streaming, quindi grazie ad internet, sarà forse visto da qualche milione di persone. Stiamo parlando della manifestazione intitolata RAI PER UNA NOTTE, organizzata dall'FSNI e dall'USIGRAI per protestare contro la censura televisiva che ha colpito la RAI in questa Campagna Elettorale per le Regionali.

Al grido "Non si può interrompere l'informazione" a "Rai per una Notte" sfileranno e parleranno a Bologna alcuni dei conduttori televisivi colpiti dalla mannaia censoria del Governo. In prima fila Michele Santoro, Marco Travaglio e Vauro di Annozero, poi Giovanni Floris il conduttore di Ballarò. Inoltre alla manifestazione saranno presenti tantissimi personaggi famosi (giornalisti e non) tra i quali Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, il Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Barbara Serra e Antonello Venditti.

L'evento sarà diffuso non solo via internet (sul sito raiperunanotte.it è quasi tutto pronto), ma sarà possibile seguire la diretta anche in tantissime piazze d'Italia (grazie all'allestimento di maxi schermi), via radio e attraverso alcune emittenti televisive private che hanno aderito per diffondere il segnale. Tutto questo per dimostrare che al giorno d'oggi, la censura in Italia è aggirabile, soprattutto grazie alla tecnologia, in particolar modo grazie ad internet, come sempre abbiamo sottolineato qui a Niente Barriere.

07 marzo 2010

Internet in un video

Buona Domenica a tutti i gentili visitatori e visitatrici di questo piccolo spazio.


fonte immagine comuniclab.it

Oggi parliamo di internet. Lo facciamo attraverso uno splendido video che fa vedere come e quanto sia utilizzata La Rete nel mondo. Internet è sinonimo di conoscenza, democrazia e socializzazione, e in molti casi è uno strumento che viene ostacolato dai potenti. Pensate a tutte quelle Nazioni dove manca manca la democrazia, dove la stampa e i media sono controllati da un regime. Ebbene tantissime informazioni le veniamo proprio a sapere grazie ad Internet, malgrado quei paesi tentino in tutti i modi di controllare e filtrare le informazioni. E' grazie ad internet che scopriamo, nel terzo millennio, le ingiustizie e i crimini propinati alla popolazioni, il tutto grazie a notizie, foto e video, messi in Rete da siti e blogger indipendenti, che in molti casi rischiano la vita per il loro impegno verso la verità, la libertà e la democrazia.

Termini come email, indirizzo internet, facebook, google e tanti altri, sono oramai nella bocca e nelle case di tantissime persone.

Buona Visione
State of the Internet


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09 febbraio 2010

Se su internet tutti dicessero la verità

Cosa accadrebbe se su internet un filtro magico costringesse chiunque a dire la verità, come nel film The Invenction of Lying di Ricky Gervais? Se lo chiede College of Humour, visitatissimo sito americano di satira, il quale prova ad immaginare gli effetti di questa situazione.

Pensate ad esempio Facebook: niente più ragazze carine e sexy che ti chiedono l'amicizia solo per riempirti poi di spam.


Anche Twitter, probabilmente, diventerebbe molto meno visitato.



Per non parlare delle copertine di Maxim.



E in Politica poi non sarebbe fantastico?


26 gennaio 2010

GatesNotes il Blog di Bill Gates

Una volta lasciata la direzione di Microsoft, Bill Gates si sta dedicando sempre di più alla sua fondazione a scopo umanitario: la Bill & Melinda Gates Foundation (fondata nel 2000 insieme a sua moglie Melinda) impegnatissima in questi giorni, nel reperire fondi, per cercare di aiutare la popolazione di Haiti, colpita recentemente dal disastro del terremoto.


E' di questi giorni la notizia che, il creatore di un gigante multimediale come la Microsoft, ha ufficialmente aperto un Blog dal titolo GatesNotes, dove trovano spazio quotidianamente le sue riflessioni, i suoi pensieri e le sue idee, tutto questo con lo scopo di creare un filo diretto con i tanti fans sparsi nel mondo. Unica nota stonata della questione è che su www.thegatesnotes.com/sono disabilitati i commenti degli utenti ... tanto vale ...

Infine segnalo che lo stesso Bill Gates, da qualche tempo, è presente anche sul Social Network di Twitter, con un suo account, e ai suoi tweet sono collegati ben 300 milioni di persone.

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19 novembre 2008

Retromarcia di Levi sulla Legge Ammazza Blog


Oggi come Blogger giornata strapiena, due post e un aggiornamento, comunque notizie come questa è un piacere inserirle. Quando si parla di "potere di internet"... ;)


http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2007/10/24/43719/images/21192-GERMOGLI.JPG

Grazie al Blog di Sergio "Di Tutto", che ringrazio per l'eccellente notizia, sono venuto a conoscenza di un comunicato stampa presente sul sito del Partito Democratico, in cui lo spregevole Levi (guarda bene la foto di questo personaggio, t'invito a cercartene una e a pubblicarla nel tuo blog, visto che questo signore passa da sempre inosservato, sembra non esista di faccia e non solo nei media), grazie alle tante pressioni ricevute in questi giorni ha deciso di ravvedersi...

Eeccone un passo:

...sul progetto allora elaborato e che sto ora riproponendo al Parlamento, si stanno manifestando tra gli utenti di internet diffuse preoccupazioni. Si teme, in particolare, che vengano introdotte regole che limitino la semplicità dell’accesso alla rete e la libertà d’espressione che essa naturalmente permette.

Si tratta di paure totalmente infondate.
Clicca qua per vedere l'intero comunicato stampa (fonte sito Partito Democratico)

Che aggiungere altro se non: Paura.......... ;) :D


Non dimenticarti di commentare anche gli altri post di oggi:
Niente Barriere commenta la grande truffa del Digitale Terrestre
Pizzini in diretta TV con aggiornamento