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25 febbraio 2015

A New York City i Taxi sono accessibili

"Accessible Dispatch" è un servizio progettato per permettere ai disabili che vivono o visitano New York di utilizzare, come tutte le persone normodotate, i i taxi.
Una volta che il servizio è richiesto, "Accessible Dispatch"  invierà uno dei taxi accessibili direttamente nella sede richiesta. "Accessible Dispatch" è disponibile 24 ore al giorno, sette giorni su sette, e non richiede prenotazione anticipata (anche se è possibile effettuare una prenotazione). I tempi di attesa sono in genere di soli pochi minuti. Come per ogni viaggio in taxi a New York City, i passeggeri sono invitati a prenotare in anticipo per non avere sorprese, durante le ore di punta o se il tempo è cattivo. Il servizio è attivo in qualsiasi punto di Manhattan e negli aeroporti di JFK e La Guardia. Attualmente sono operativi più di 500 taxi accessibili ai disabili a New York. Entro il 2020, si prevede di avere ben 7.500 taxi-accessibili per soddisfare le richieste dei ai disabili motori.
Per prenotare un taxi accessibile bisogna:

11 giugno 2013

Il Grande Fratello è al lavoro


C’è davvero poca consolazione nel poter affermare: “io l’avevo detto!”, in particolare quando le notizie - che ci confermano di aver avuto ragione in tempi non sospetti - sono inquietanti come quelle che oggi ci giungono dai media.

06 giugno 2013

Se il Festival del Giornalismo dimentica le violazioni USA dei diritti umani


In questi giorni in cui si svolge a Perugia il Festival internazionale di giornalismo dove la stella è Yoani Sanchez, la blogger cubana che, come hanno mostrato i documenti di Wikileaks, lavora esplicitamente per il Dipartimento di Stato americano e per le agenzie della Cia, un recluso in attesa di processo da dieci anni, con un magistrale articolo di opinione ospitato sul New York Times, denuncia la perdurante violazione dei diritti umani nella base di Guantanamo da parte dell’Amministrazione nordamericana. Una violazione alla quale il Presidente Obama aveva promesso, nel suo precedente mandato, di porre fine, senza essere riuscito però a mantenere la parola.

27 aprile 2013

Voltafaccia atomico di Obama


di Tommaso Di Francesco e Manlio Dinucci - Nello «storico» discorso di Praga del 2009, il presidente statunitense Barck Obama dichiarava che gli Stati uniti avrebbero fatto passi concreti verso un mondo senza armi nucleari, rafforzando il Trattato di non-proliferazione. E lo stesso Pentagono, nel 2010 s'impegnava a ridurre il numero degli ordigni atomici e a non svilupparne di nuovi.

22 aprile 2013

Povertà anche in USA numeri da brivido



Povertà: e anche in USA, numeri da brivido

di Debora Billi -
La povertà non è una disgrazia, ma ha sempre precisi responsabili. In Brasile, negli Stati Uniti o a Civitanova Marche.
La Boldrini va ai funerali di Civitanova Marche e, tra le contestazioni, fa annunci che finora avevamo ascoltato solo dal presidente brasiliano Lula: la povertà è un'emergenza nazionale. Chissà se è del tutto vero, o se responsabilizzare un concetto astratto come la "povertà" sia un modo per tacere che le tre persone che si sono suicidate erano, oltre che "povere", letteralmente perseguitate da esosissime richieste di INPS, Equitalia e Agenzia delle Entrate. Non ci si suicida perché si hanno pochi soldi, ma lo si fa se c'è chi ti chiede migliaia di euro che non hai - senza nessuna pietà. Non lo sapremo mai.
Ma intanto, la povertà non è un problema solo in Italia o in Brasile: lo sta diventando anche negli Stati Uniti. Le ultime statistiche sono davvero da brividi, ecco qualche esempio.

30 maggio 2012

Italia: spendera' oltre 13 milioni di euro per armare la propria flotta di droni!

Secondo fonti di stampa Usa, all’Italia costerà 17 milioni di dollari (13,7 milioni di euro) armare la propria flotta di droni, composta da sei Mq-9 Reaper in in forza al 28° Gruppo Velivoli Teleguidati del 32° Stormo di Amendola (Foggia). 

Secondo l’agenzia Reuters, è la cifra che la Difesa italiana sborserà per acquistare dalle aziende militari statunitensi i kit di armamento, che comprendono software di puntamento e sgancio, piloncini alari per l’attacco degli ordigni e ovviamente questi ultimi: missili Agm-114 Hellfire (54mila euro l’uno) e bombe a guida laser Gbu-38 e Gbu-12 (rispettivamente, 28mila e 15mila euro al pezzo). La vendita di questi sistemi d’arma all’Italia, che attende a giorni il via libera del Congresso, farebbe dell’Italia il primo paese straniero – Gran Bretagna a parte – ad acquisire questa sofisticata tecnologia che – conferma a Reuters una fonte politica Usa – l’Italia vuole utilizzare sul fronte di guerra afgano.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.eilmensile.it/

Con la pesantissima crisi economica che sta vivendo l'Italia e con il disastroso terremoto di questi giorni questa è una notizia sconvolgente. Come se non bastasse tutto questo, oggi il Governo ha alzato le accise della benzina per trovare dei fondi per i terremotati e Napolitano, il Presidente della Repubblica, s'indigna con quanti (tanti) s'incazzano in Rete per i soldi che lo Stato spenderà per la parata militare del 2 giugno. La verità incontestabile, ancora una volta, e lo ripetiamo, è che questa classe dirigente è arrivata al capolinea. Essa non è più credibile e i cittadini fanno sempre più fatica a sopportarli ...

A cura di Raimondo per Niente Barriere 
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28 marzo 2012

Lettere Usa: handicappati in Italia murati vivi, qui cittadini liberi

Ap-Lapresse

SAN FRANCISCO, CALIFORNIA – Una cosa che si nota molto presto vivendo in America è il gran numero di persone portatrici di handicap vari. Non è difficile incontrare donne e uomini sulla sedia a rotelle, alcuni quasi completamente immobilizzati, che se ne vanno in giro da soli e prendono l’autobus. Quando vivevo in Texas, ad Austin, nel quartiere dove abitavo mi imbattevo continuamente in non vedenti con il loro cane addestrato, così tanti che mi ero alquanto preoccupato.
Poi mi sono reso conto che abitavo vicino ad un centro specializzato per non vedenti, appunto (incluse persone affette da gravi limitazioni della vista), che imparavano tra le altre cose a prendere confidenza col cane facendo giretti nelle strade intorno. In realtà uno capisce presto che se si vedono in giro così tante persone portatrici di handicap ed in sedia a rotelle è perché la società americana si è messa a loro disposizione, creando città, palazzi ed infrastrutture su misura per loro. Essi perciò sono liberi veramente di muoversi, e non murati vivi nelle loro case come in Italia.
Questa preoccupazione affinché anche chi non ha la fortuna di essere “normale” possa vivere la propria vita è lodevole, e va riconosciuto come uno degli aspetti per cui la società americana andrebbe imitata. Ma non voglio sembrare un adulatore eccessivo di questo paese. Fra le persone con gravi difficoltà motorie in America (soprattutto nel mid-west) si incontra anche un gran numero di grandi obesi che sono il prodotto perverso di una cultura e di una industria alimentare ormai tristemente famosa.
Ma le strade americane sono piene soprattutto di barboni, gente senza tetto e senza speranze che si trascinano aggrappati ad una bottiglia. Molti di loro hanno perso totalmente il senno e gridano parole sconnesse. A San Francisco ce ne sono moltissimi. Sono appena stato a Rochester, una città vicino alle cascate del Niagara, e per strada non c’era nessuno se non questi poveracci, in genere neri.
Ammiro la meritocrazia americana, in Italia abbiamo molto (tutto) da imparare da questo punto di vista. Ma va ricordato anche quante persone sono il sottoprodotto di scarto di una società competitiva e spietata che non lascia scampo a chi rimane troppo indietro.

26 marzo 2012
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito

Leggi anche:

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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22 marzo 2012

E' illegale raccogliere l'acqua piovana - Il governo statunitense ha privatizzato l'acqua

Nella trasformazione della nazione da terra di libertà a terra di schiavitù, molte delle libertà di cui godiamo qui negli Stati Uniti si stanno velocemente sgretolando, ma quello che voglio condividere con voi sferra un assalto alle nostre libertà a un livello completamente diverso.
Probabilmente non ti interessa nulla ma molti stati occidentali, inclusi Utah, Washington e Colorado hanno vietato alle persone di raccogliere l'acqua piovana nelle loro stesse proprietà, perché ufficialmente "appartiene a qualcun altro".
Anche se questo sembra bizzarro le leggi che limitano i privati nel raccogliere l'acqua nelle loro case e terre sono state oggetto di discussione per molto tempo negli stati occidentali. Ma solo recentemente, a causa degli aumenti di siccità e interessi nei metodi di conservazione dell'acqua, le persone hanno incominciato a sbattere le proprie teste contro l'inasprimento delle leggi che riguardano la pratica della raccolta dell'acqua piovana per utilizzo personale.
Guardate questo video girato a Salt Lake City (Utah) riguardante questo tema.
In Utah è illegale raccogliere l'acqua piovana senza una concessione valida e Mark Miller della Mark Miller Toyota lo ha imparato a sue spese.

21 marzo 2012

Legge Marziale in vigore negli USA da venerdi 16 marzo 2012

Per coloro che non sono ancora convinti che ci troviamo alla vigilia di un evento di portata globale, il sito ufficiale della Casa Bianca pubblica al link WhiteHouse.gov alla data di Venerdì 16 marzo 2012 un Ordine Esecutivo del Presidente, denominato Preparazione Nazionale Risorse per la Difesa. Tale ordine istituisce di fatto la legge marziale in tempo di pace sul territorio degli Stati Uniti. Vediamo cosa significa in questo articolo di cui riportiamo link e contenuti.

Di Chris Kitze

17 marzo 2012

http://beforeitsnews.com/story/1906/406/Obama_Executive_Order:_Peacetime_Martial_Law.html

Questo ordine esecutivo è un progetto di legge marziale in tempo di pace e dà al Presidente il potere di prelevare qualsiasi cosa ritenuta necessaria per “difesa nazionale”, qualunque cosa decidono che lo sia. E ‘tempo di pace, perché, come il titolo dell’ ordine, dice, è per “preparazione”.

Una copia di tutto l’ordine segue la fine di questo articolo.

In base a tale fine i capi di gabinetto queste posizioni di livello, Agricoltura, Energia, Salute e dei Servizi Sociali, Trasporti, Difesa e del Commercio possono prendere il cibo, bestiame, fertilizzanti, macchine agricole, tutte le forme di energia, risorse idriche, tutte le forme di trasporto civile ( il che significa tutti i veicoli, barche, aerei), e qualsiasi altro materiale, compresi i materiali da costruzione da qualunque parte esse sono disponibili. Questo è probabilmente perché il governo ha visitato aziende con dispositivi GPS, in modo da sapere esattamente dove andare quando si attiva questa via.

In particolare, il governo è autorizzato ad assegnare i materiali, servizi e strutture secondo quanto ritenuto necessario o opportuno. Essi decidono quali mezzi necessari od opportuni.

UPDATE: il lettore Kent Welton scrive: Questo permette di regalare dei beni USA e sussidi alle imprese private: “(b) prevedere la modifica o ampliamento di strutture private, inclusa la modifica o il miglioramento dei processi di produzione, quando intraprendere azioni di cui alle sezioni 301, 302, 303 o della legge, 50 USC App. 2091, 2092, 2093, e (c) vendere o comunque trasferire attrezzature di proprietà del governo federale ed installati ai sensi della sezione 303 (e), della legge 50 USC App. 2093 (e), ai proprietari di tali impianti, fabbriche, o altri impianti industriali. “

Cosa succede se il governo decide che ha bisogno di tutte queste cose da preparare, anche se non c’è la guerra? Probabilmente non saremo in grado di entrare in un negozio per acquistare praticamente nulla perché tutto sarà requisito, “razionato” e controllato dal governo. Materiali da costruzione, prodotti alimentari come carne, burro e zucchero, tutto importato, ricambi, pneumatici e carburante per i veicoli, abbigliamento, ecc diventerà probabilmente introvabile, o almeno molto scarse. Quante cose sono ormai più fabbricate qui negli USA?

Un po ‘di storia … Durante la seconda guerra mondiale, il prezzo di stabilizzazione non cominciò fino al maggio del 1942, che ha congelato i prezzi su quasi tutti i beni di ogni giorno e il razionamento è iniziato nel 1943. Perché il governo vuole controllare tutto prima di una guerra?

Tutto questo assomiglia alle carte annonarie del gas durante la seconda guerra mondiale. Ci saranno razionamento in questo tipo di sistema? Quale modo migliore per controllare il movimento e le azioni del popolo …

Dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale carte annonarie gas attraverso Old Chester PA . Non si poteva andare in vacanza senza un “pass vacanza”.

Nell’ambito di questo nuovo ordine esecutivo, i capi gabinetto sono autorizzati a prestare denaro, offrono garanzie di prestito e anche sovvenzionare i pagamenti ai tassi di mercato di cui sopra (nessun contratto offerta?) Per qualsiasi di cui hanno bisogno. Ciò potrebbe rendere Solyndra o Halliburton sembrare Junior Achievement. Niente come una guerra genera questo tipo di enormi profitti per le aziende “partner” e si può scommettere i banchieri e gli appaltatori sono già in fila per questo – perché in questo ordine la guerra non è nemmeno necessaria!

In una situazione di crisi, il governo sarà in grado di prendere ciò che è necessario, stampare soldi per ottenere quello che vogliono e distribuirlo come meglio credono …. a vantaggio di uno “sforzo bellico” o le corporazioni e gli individui politicamente connessi. Tutti i contratti ad eccezione di quelle per l’occupazione siano superati dal presente ordine esecutivo, è tutto qui, in bianco e nero.

In particolare, provvede:

“A richiedere l’accettazione e le prestazioni priorità di contratti o di ordini (ad eccezione dei contratti di lavoro) per promuovere la difesa nazionale sulle prestazioni di altri contratti o ordini, e di assegnare i materiali, servizi e strutture secondo quanto ritenuto necessario o opportuno per promuovere il nazionale difesa, è delegata ai capi di agenzia seguenti:

(1) il Ministro dell’Agricoltura rispetto alle risorse alimentari, strutture di risorse alimentari, le risorse del bestiame, le risorse veterinarie, fitosanitarie, le risorse e la ripartizione interna delle macchine agricole e fertilizzanti commerciali;

(2) il segretario per l’energia rispetto a tutte le forme di energia;

(3) il Segretario di Salute e Servizi Umani rispetto alle risorse sanitarie;

(4) il Ministero dei Trasporti per quanto riguarda tutte le forme di trasporto civile;

(5) il segretario della Difesa per quanto riguarda le risorse idriche;

(6) il segretario al Commercio rispetto a tutti gli altri materiali, servizi e strutture, compresi i materiali da costruzione.

La Casa Bianca

Ufficio del Segretario Press

Per saperne di piu':
http://www.iconicon.it/blog/2012/03/legge-marziale-vigore-negli-usa-da-venerdi-16-marzo-2012/

Letto su http://terrarealtime.blogspot.it/

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25 gennaio 2012

Non guardate il dito, guardate la Luna


E tenete la mano sul portafoglio. Perché questo 2012, anche lasciando stare i Maya, preannuncia grosse sorprese. Qui vi espongo alcune cifre, che sembrano spiegare bene cos’è il dito e cos’è la Luna. Il dito siamo noi, l’Europa. Che è stata appena bombardata. Gli stormi di bombardieri della Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch hanno appena affondato la Grecia e colpito altri sette paesi europei: Francia, Italia, Austria, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia.

Lesionata l’Ungheria, che sta per affondare anche se è fuori dall’Euro.
Tutti guardano il dito e pensano: ahinoi, stiamo affondando tutti! I bond greci a un anno, alla fine di luglio erano comprati e venduti al tasso d’interesse del 40%. Adesso gli stessi richiedono il pagamento di un interesse del 396%. Addio Grecia. I possessori dei titoli del debito privato greco, nel frattempo, alla chetichella, li hanno venduti quasi tutti agli hedge funds, i cui proprietari sono gli avventurieri irrintracciabili con sedi nei paradisi fiscali protetti da Londra. Ogni negoziato con loro è praticamente impossibile. La Grecia è fallita.
Gli altri europei sono stati messi in fila allo stesso sportello fallimentare. Anche la Francia affonda. L’asse franco-tedesco si rompe per decisioni prese oltre Atlantico. Si salvi chi può! Probabilmente è vero.
Ma sarebbe utile dare un’occhiata ai bombardieri. Che hanno preso il volo da Wall Street e Londra. E lassù stanno peggio. Il Governo Federale degli Stati Uniti deve chiedere un nuovo prestito di 6,2 trilioni di dollari prima della fine del mandato di Barack Obama. Il debito americano è aumentato di 15 volte negli ultimi trent’anni. So bene che Washington si stampa i dollari che vuole. Ma questo debito aumenta, ogni anno di un trilione di dollari. Cioè mille miliardi. La barca Usa naviga in acque torbide, dove – se si fa la somma di tutti i debiti, pubblici, privati, delle imprese – ogni famiglia americana deve pagare un debito medio di 683.000 dollari.
Non reggerà a lungo. Forse non regge più neppure per tutto il 2012. Segnali di scricchiolio sono molti. Il più grosso, e visibile, è che i possessori di certificati di credito del tesoro americano (stranieri, chi saranno? E in quali monete li stanno scambiando?) stanno cominciando a vendere il debito americano su tutte le piazze. Poco per volta, è vero. Ma quel poco comincia a vedersi. Nelle ultime sei settimane sono stati venduti ben 85 miliardi di dollari di quel debito. Non si era mai verificato un evento del genere nell’era della globalizzazione.
Resta da vedere se, e quando, i bombardieri della squadriglia Standard & Poor’s sia alzeranno per bombardare questo debito. E quanto costerà, di interessi, al Tesoro americano.
Non se ne esce. O, forse, se ne esce con una grossa guerra, in cui un’Europa in ginocchio sarà trascinata per i capelli. Ecco, guardate la Luna. Probabilmente ci vedrete, rispecchiate in trasparenza, Damasco e Teheran.


Fonte: www.giuliettochiesa.it
Letto su http://ilsole24h.blogspot.com/

23 dicembre 2011

“Non pubblicate i risultati dello studio sul virus”. Governo Usa blocca Science e Nature

Il National Science Advisory Board for Biosecurity ha chiesto alle due più importanti riviste in campo scientifico di non divulgare dettagli sull'esperimento di due gruppi di ricercatori sulla mutazione di una variante dell'H5N1 ad alta trasmissibilità. Per Washington c'è il rischio di regalare informazioni a potenziali bioterroristi. "Inutile e dannoso", replicano le due testate.


Come comportarsi quando una pubblicazione scientifica rischia di creare un pericolo per la salute pubblica? La questione è diventata determinante nelle redazioni delle riviste scientifiche più importanti del mondo, che hanno tra le mani gli studi di due gruppi di ricerca che hanno sviluppato un virus influenzale mutato. Se uscisse dai laboratori questo virus potrebbe causare una pericolosa pandemia. Infatti il nuovo virus ha dimostrato una rapida velocità di trasmissione, tramite l’aria, perlomeno ai furetti. Insomma, si parla di un virus molto pericoloso, potenzialmente letale, e che si diffonde molto facilmente, quanto quelli dell’influenza stagionale.

Le nuove varianti del virus, appartenenti al ceppo H5N1 (quello dell’influenza aviaria), sono state sviluppate da ricercatori dell’Erasmus medical center di Rotterdam, in Olanda, e dell’Università del Wisconsin, negli Stati uniti. Lo scopo delle ricerche è quello di capire meglio i meccanismi di trasmissione e le possibilità di dover affrontare una forma mutata molto aggressiva. Ieri gli studi che spiegano le tecniche usate e le mutazioni genetiche che hanno reso i virus altamente trasmissibili sono stati inviati a due delle principali riviste scientifiche del mondo, Science e Nature, che ora dovranno valutare se e come pubblicarli.

Infatti il comitato per la biosicurezza statunitense, il National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB) ha chiesto esplicitamente alle due riviste scientifiche di contravvenire alle regole e pubblicare versioni parziali dei due studi. In particolare chiedono che “i manoscritti non contengano dettagli metodologici o di altro tipo che possano permettere la replicazione degli esperimenti da parte di chi cerca di causare dei danni”. Un articolo scientifico dovrebbe contenere tutte le informazioni necessarie perché un altro ricercatore possa riprodurre la ricerca, ma non in questo caso. Nature e Science potrebbero infatti pubblicare in questo modo le “istruzioni” per produrre un supervirus, che il governo americano ritiene pericolose per timori legati a potenziali fini terroristici.

Anche se nella storia recente il bioterrorismo non si è mai rivelato una minaccia concreta, restano gli spettri dell’antrace, che nel 2001 seminò il panico negli Stati uniti post-11 settembre causando cinque morti. In quel caso si trattava di terrorismo interno: le buste provenivano da un laboratorio della Difesa americana.

Ora tuttavia molti ricercatori credono che la richiesta della NSABB sia eccessiva, e che la pubblicazione degli studi, magari non completi di tutti i dettagli utili alla produzione del virus, sia necessaria. Secondo il direttore di Nature, Philip Campbell, “le raccomandazioni del NSABB, che causerebbero la restrizione all’accesso pubblico ai dati e ai metodi della ricerca, sono senza precedenti”. Tenere nascoste agli scienziati del mondo le informazioni potrebbe causare più danni di quelli della supposta minaccia terroristica. I ricercatori che stanno lavorando con virus simili, ad esempio, hanno bisogno di tutti i dettagli per mettere in campo misure di protezione in caso di incidenti o per sviluppare vaccini e antivirali adeguati a combattere forme letali di influenza. E le informazioni sulla genetica del virus diventano indispensabili.

Inoltre, molti esperti di biosicurezza sostengono che ormai la ‘frittata è fatta’: diversi ricercatori hanno visto i risultati degli studi, per esempio quelli che lavorano con le redazioni delle riviste scientifiche per valutare la qualità delle ricerche. Richard Ebright della Rutgers University ha dichiarato a Nature che “a questo punto è completamente futile discutere di restrizioni alla pubblicazione di queste informazioni”. Ora sarebbe meglio concentrarsi sulle misure di contenimento e protezione dei laboratori che possiedono campioni del virus, e dare ai ricercatori gli strumenti e le informazioni per creare soluzioni.

Il direttore di Science, Bruce Alberts, sostiene in una nota pubblicata ieri che la rivista sta aspettando una decisione del governo Usa, così come sta facendo Nature, ma che vorrebbe “far sì che qualsiasi informazione che venga omessa dalla pubblicazione sia fornita a tutti gli scienziati responsabili che ne fanno richiesta, come parte dei loro sforzi legittimi per migliorare la salute pubblica e la sicurezza”.

di Alessandro Delfanti

27 luglio 2011

Geo-Ingegneria e Modificazione climatica: ecco come fanno...


Siamo a fine luglio, dovremo essere nel vivo dell'estate e in Sardegna e in gran parte dell'Italia piove e soffia forte il maestrale. Siamo passati in appena una settimana da temperature che superano abbondantemente i 40 gradi, ad un clima temperato, umido, a tratti freddo. L'ennesima conferma di un clima impazzito. Gli esperti sottolineano che siamo nel vivo del riscaldamento globale. Essi sottolineano il fatto che non sia un riscaldamento naturale, ma tutto questo è causato dalle mani dell'uomo, grazie all'aumento smisurato dei gas serra (co2) presenti nell'atmosfera che porterà progressivamente fenomeni climatici impazziti e sempre più estremi. Lunghi periodi di siccità, quindi desertificazione, con un aumento in varie parti del mondo degli incendi, ma anche più precipitazioni, quindi più uragani e tornadi e soprattutto il continuo scioglimento dei ghiacciai ai poli.

Fin qui i dati in rapida sintesi della situazione attuale. Ma siamo sicuri che quanto ci raccontano gli scienziati sia la verità? O per caso quello a cui stiamo assistendo, è si per mano dell'uomo, ma c'è qualcosa che a noi comuni mortali non si può dire? Siamo sicuri che dietro questo clima capriccioso non ci sia lo zampino di qualche Nazione, gli USA ad esempio, per non dire o la NATO? E poi non è che qualcuno sta giocando un po troppo con il clima del pianeta, per poter aver in futuro dei vantaggi economici (ad esempio le tante risorse naturali presenti nei poli) e soprattutto militari?

Il video che vi propongo oggi è illuminante, e se avrete la pazienza di guardarlo tutto, sono certo che vi metterà in testa un sacco di belle domande.

Video messo in rete dall'utente you tube NemesisDivina1

Geo-Ingegneria e Modificazione Climatica: ecco come fanno ...

15 luglio 2011

Ha contribuito a far camminare i paraplegici in America, ma in Italia non trova un lavoro.

Paradosso italiano: in America fa camminare i paraplegici, ma in Italia è disoccupato.
Enrico Rejc è l’unico italiano nel team che ha compiuto un vero e proprio miracolo su un giovane dell’Oregon bloccato su una sedie a rotelle da 5 anni. Ma ora, con la borsa di studio scaduta, per lui non c’è posto negli enti di ricerca italiani
“Ho contribuito anch’io al primo esperimento al mondo che è riuscito a far camminare di nuovo un paraplegico, ma oggi per il mio paese sono soltanto uno dei tanti ricercatori a spasso”. E’ amareggiato il trentenne Enrico Rejc, l’unico italiano nel team americano che ha compiuto un vero e proprio miracolo su Rob Summers, 26enne dell’Oregon bloccato su una sedie a rotelle da cinque anni.
Il progetto a cui ha preso parte Rejc probabilmente finirà negli annali della medicina: non era mai successo di riuscire “ricollegare” il cervello alla spina dorsale che ha subito una lesione permanente. “Noi ci siamo riusciti – racconta il ricercatore – e se voglio continuare a lavorare serenamente su questo filone di ricerca non mi resta che fare le valigie e trasferirmi definitivamente negli Stati Uniti”.

Il contributo del ricercatore italiano al progetto è stato frutto di un “prestito”. Grazie a una borsa di dottorato all’Università degli Studi di Udine, Rejc è andato prima a Los Angeles e poi a Lousville a lavorare fianco a fianco con Susan Harkema e Reggie Edgerton, i due scienziati che hanno coordinato lo studio pubblicato sulla rivista Lancet.

“E’ stata un’esperienza straordinaria. Siamo riusciti a dimostrare – racconta –  che con lastimolazione elettrica epidurale è possibile riattivare i circuiti spinali che controllano la postura e il movimento, che non sono più collegati al cervello a causa della lesione”. In questo modo, la parte “intelligente” del midollo spinale è in grado di utilizzare le informazioni sensoriali periferiche per  controllare autonomamente l’attività muscolare. “E’ stato incredibile – riferisce Rejc – vedere il giovane Rob che si alzava da quella sedia a rotelle a cui è stato condannato nel 2006 quando un pirata della strada lo investì e fuggì via”. Il nostro ricercatore è stato lì tutto il tempo necessario per vedere con i suoi occhi quei miracolosi passi incerti compiuti da Rob. “Un lavoro molto duro – racconta – Prima l’impianto chirurgico di 16 elettrodinella zona lombosacrale sulla spina dorsale di Rob, dopo 70 lunghissime sessioni di allenamento. Ma ne è valsa la pena: vedere Rob alzarsi è stato molto emozionante”. Peccato che ora l’avventura di Rejc sembra essere arrivata al capolinea. Con la borsa di studio scaduta, per lui non sembra proprio esserci posto nelle università o negli enti di ricerca italiani.

“Sono da gennaio – racconta – che aspetto un segnale, ma ancora niente. Questo è uno dei primi effetti concreti della riforma Gelmini. Un provvedimento ipocrita che, alzando le soglie minime per gli assegni di ricerca e la loro durata minima, senza affiancare dei finanziamenti adeguati, ha di fatto reso quasi impossibile per le università, già in crisi, di far lavorare un ricercatore, anche per brevi periodi”.

Fare un biglietto di sola andata fuori dall’Italia sembra proprio l’unica alternativa, ma Rejc è uno di quei cervelli molto legati alla sua terra. Nato e cresciuto a Gorizia, sogna di formare una famiglia nel suo paese. “Quando penso al mio futuro – dice – mi piace immaginare di poter crescere i miei figli qua. Mi sembra di tradire il mio paese andando via. E’ qui che sono cresciuto, è qui che ho la mia famiglia e gli amici ed è qui che vorrei mettere a disposizione tutto quello che ho imparato e che continuerò ad imparare”. In effetti, il ricercatore italiano non si può di certo definire un membro passivo della comunità. Anzi tra una laurea in Scienze Motorie e una specializzazione in Scienza dello Sport, Enrico ha portato la sua scienza nei centri sportivi.  Sì, perché il primo amore di Rejc è stato proprio lo sport: dalla pallacanestro al calcio fino alla pallavolo. Ed è proprio al volley che ha dedicato la sua conoscenza offrendo consulenze scientifiche a squadre di serie A. “Il mio compito – spiega il ricercatore – è quello di ‘fotografare’ gli atleti, sfruttando anche strumenti d’avanguardia, per trovarne i punti deboli e i punti forti. In base ai risultati dei test a cui vengono sottoposti si possono disegnare ‘allenamenti’ su misura per ogni atleta, prevenendo gli infortuni e migliorando le prestazioni”.

Gli interessi scientifici di Rejc sono davvero molto vasti. “Da un lato mi piace esplorare le prospettive di cura – dice – per i pazienti che hanno difficoltà motorie. Oltre ad aver partecipato al progetto americano, nel 2004 ho svolto a Manchester alcune ricerche sul controllo muscolare nelle persone anziane, quelle più esposte al rischio cadute. Dall’altro lato ho ancora una forte passione per lo sport, su cui ho focalizzato i miei studi”.

Certo, è una sfida stimolante quella di ritornare negli Stati Uniti e inseguire lo stesso sogno diChristopher Reeve, l’attore che diede il volto a Superman, e che fino al 2004, l’anno in cui morì, lottò con tutte le sue forze per superare la paralisi che lo colpì nel ’95 dopo una caduta da cavallo.

L’associazione che porta il nome dell’attore ha sostenuto e sostiene ancora attivamente gli studi sulla stimolazione elettrica del midollo spinale. “Ma poterlo fare nel mio paese – dice Rejc – mi riempirebbe d’orgoglio”. Conclude ironicamente: “e poi dopo il lavoro a me piace girare in moto e con il traffico delle metropoli americane è impossibile guidare con tranquillità”.

di Valentina Arcovio da Vergognarsi.it

Per approfondire leggi anche
Pazienti in Piedi da LesioniSpinali.org

09 luglio 2011

Il Pentagono e il lavoro schiavistico nelle carceri USA

IL PENTAGONO E IL LAVORO SCHIAVISTICO NELLE CARCERI USA

- Di Sara Flounders - The 4th Media -

I prigionieri delle carceri federali che guadagnano ventitre centesimi di dollaro l’ora stanno producendo componenti high-tech per missili Patriot a lunga gittata, rampe di lancio per i missili anti-carro TOW (Tube-launched, Optically tracked, Wire-guided) e altri sistemi missilistici. Un articolo, pubblicato lo scorso marzo dal giornalista e ricercatore finanziario Justin Rohrlich di World in Reviews, merita una lettura attenta per capire tutte le implicazioni di questo inquietante sviluppo (minyanville.com)

La diffusione dell’utilizzo di carceri-fabbriche, che pagano salari da schiavi, per incrementare i profitti dei giganti corporativi militari, è un attacco frontale ai diritti di tutti i lavoratori.

Il lavoro carcerario, senza garanzie sindacali, straordinari, vacanze, pensioni, benefit, garanzie sulla salute e sicurezza o la Social Security, fabbrica anche componenti per i caccia bombardieri F-15 della McDonnell Douglas/Boeing, per gli F-16 della General Dynamics/Lockheed Martin e per gli elicotteri Cobra della Bell/Textron. Il lavoro carcerario produce occhiali per la vista notturna, giubbotti antiproiettile, mimetiche, strumenti radio e di comunicazione, sistemi d’illuminazione, componenti per i cannoni antiaerei da 30 mm a 300 mm insieme a spazza-mine e materiale elettro-ottico per tracciatori laser della BAE Systems Bradley Fighting Vehicle. I prigionieri riciclano il materiale elettronico tossico e revisionano i mezzi militari.

Il lavoro nelle prigioni federali è appaltato alla UNICOR, già conosciuta in precedenza come Federal Prison Industries, una corporazione in parte pubblica e a fine di lucro diretta dal Bureau of Prisons. In quattordici fabbriche carcerarie, più di tremila prigionieri producono materiale elettronico per la comunicazione terrestre, marina e aerea. L’UNICOR ora è il trentanovesimo assegnatario più grande del governo, con 110 fabbriche in 79 istituti penitenziari.

La maggior parte dei prodotti e servizi dell’UNICOR sono appaltati per ordini provenienti dal Dipartimento di Difesa. Le enormi corporazioni multinazionali acquistano parti assemblate in uno dei posti con i peggiori salari al mondo, quindi rivendono le componenti delle armi finite col massimo margine di profitto. Per esempio, Lockheed Martin e Raytheon Corporation danno in subappalto le componenti, poi le assemblano e vendono avanzati sistemi di armi al Pentagono.

Incremento dei profitti e ambienti di lavoro insalubri

Tuttavia, il Pentagono non è l’unico acquirente. Le corporazioni americane sono i più grandi commercianti di armi al mondo, mentre le armi e gli aerei sono i beni più esportati dagli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa e i diplomatici fanno pressione sui membri della NATO e sui paesi a loro subordinati di tutto il mondo perché acquistino armi nell’ordine di migliaia di miliardi di dollari che generano altri profitti corporativi, lasciando spesso molti paesi impantanati per l’enorme debito contratto.

Ma il fatto che lo stato capitalista abbia trovato un altro modo per tagliare drasticamente i salari minimi e assicurare profitti ancora più elevati alle corporazioni militari – le cui armi provocano un enorme disastro nel mondo – è uno sviluppo inquietante.

Secondo CNN Money, il lavoro altamente qualificato e ben remunerato del “settore aerospaziale è crollato del 40% negli ultimi venti anni. Come molti altri settori, quello della difesa ha tranquillamente esternalizzato la produzione (e il lavoro) nei più economici mercati del lavoro d’oltreoceano” (24 febbraio). Sembra che, col lavoro carcerario, questi lavori vengano anche esternalizzati in ambito domestico.

Intanto, i dividendi e le opzioni per una manciata di azionisti e i pacchetti dei compensi degli amministratori delegati delle maggiori corporazioni militari superano il totale dei salari di più di 23.000 lavoratori carcerati che producono le parti della UNICOR.

Il lavoro carcerario spesso è pericoloso, tossico e non protetto. A FCC Victorville, una prigione militare situata in una ex base aerea americana, i prigionieri puliscono, revisionano e riassemblano carri armati e veicoli militari provenienti da combattimenti e coperti di materiale tossico delle munizioni, polvere di uranio impoverito e agenti chimici.

Un’azione legale federale da parte dei prigionieri, dei lavoratori dei servizi alimentari e dei famigliari al FCI Marianna, un carcere femminile di minima sicurezza in Florida, ha fatto presente che la polvere tossica contenente piombo, cadmio, mercurio e arsenico ha avvelenato chi ha lavorato presso la fabbrica per il riciclaggio di computer e strumenti elettronici della UNICOR.

I prigionieri hanno lavorato coperti dalla polvere, senza attrezzature di sicurezza, tute protettiva, filtri per l’aria o mascherine. La causa ha reso evidente che la polvere tossica ha causati gravi danni ai sistemi nervoso e riproduttivo, ai polmoni, ossa, insufficienza renale, coagulo di sangue, cancro, ansia, mal di testa, affaticamento, vuoti di memoria, lesioni cutanee e problemi circolatori e respiratori. Questo è uno degli otto stabilimenti di riciclaggio della UNICOR.

Dopo anni di lamentele, il Justice Department’s Office dell’Ispettore Generale e il Federal Occupational Health Service hanno convenuto nell’ottobre del 2008 che l’UNICOR ha messo in pericolo le vite e la sicurezza di un imprecisato numero di prigionieri e dello staff. (Prison Legal News, 17 febbraio 2009)

Razzismo & prigioni americane

Gli Stati Uniti hanno la percentuale di carcerati più elevata al mondo. Con meno del 5 per cento della popolazione mondiale, gli Stati Uniti tengono in carcere più del 25 per cento della popolazione carceraria mondiale.

Negli Stati Uniti cI sono più di 2,3 milioni di prigionieri nelle carceri di Stato, locali e federali. Il doppio di queste persone sono affidate ai servizi sociali o in libertà condizionata. Varie decine di migliaia di altri prigionieri sono costituiti da immigrati senza documenti che aspettano la deportazione, prigionieri in attesa di giudizio e giovani trasgressori di categorie considerate da riformare o carcerare.

Il razzismo che pervade ogni aspetto della società capitalista – dai posti di lavoro, ai salari e abitazioni all’educazione e alle opportunità – viene riflesso nel modo più brutale da chi rimane intrappolato nel sistema carcerario americano.

Più del 60 per cento dei prigionieri negli Stati Uniti è di colore. Il 70 per cento dei condannati per la legge delle tre ammonizioni in California – che prevede sanzioni di 25 anni alla terza sentenza di condanna – sono persone di colore. A livello nazionale, il 39 per cento degli uomini afroamericani dai 20 ai 30 anni è in galera, in libertà condizionale o affidato ai servizi sociali. Nelle carceri americane ci sono più prigionieri di quelli del Sudafrica dell’apartheid (Linn Washington, “Incarceration Nation”)

La popolazione carceraria americana non è solo la più estesa a livello mondiale, ma cresce incessantemente. La popolazione carceraria è aumentata di cinque volte rispetto a quella di trent’anni fa.

Nel 1980 quando Ronald Reagan divenne presidente, c’erano 400.000 prigionieri nelle carceri americane. Oggi ce ne sono oltre 2,3 milioni. In California la popolazione carceraria è schizzata da 23.264 nel 1980 a 170.000 nel 2010. In Pennsylvania, negli stessi anni, l’aumento è stato da 8.243 a 51.487. Ci sono in questo momento più afroamericani in prigione, in libertà condizionale o affidati ai servizi sociali di quanti erano schiavi nel 1850 prima dell’inizio della Guerra Civile, secondo il professore di Legge Michelle Alexander, nel libro “The New Jim Crow: Mass Incarceration in the Age of Colorblindness”.

Oggi uno sbalorditivo un per cento della popolazione adulta americana vive dietro le sbarre. Ma questo crimine, che divide le famiglie e distrugge le vite, non è distribuito in modo uniforme. Nei grandi centri urbani la metà degli uomini neri ha la fedina penale sporca. Questo significa continua discriminazione nei prestiti agli studenti, nell’assistenza finanziaria, accesso all’edilizia pubblica, mutui, diritto di voto e ovviamente, nella possibilità di essere assunti.

Le prigioni di stato appaltano lavoro schiavistico

Non sono solo le prigioni federali ad appaltare il lavoro carcerario alle maggiori aziende. Le prigioni statali che hanno usato il lavoro carcerario nelle piantagioni, nelle lavanderie e nei lavori in autostrada cercano continuamente di vendere il lavoro carcerario alle multinazionali che girano il mondo alla ricerca della forza lavoro più economica.

Un’agenzia domanda: “State sperimentando un’elevata rotazione degli impiegati? Preoccupati per i costi dei benefit per gli impiegati? Avete problemi nel motivare la vostra forza lavoro? Pensate di espandere il vostro spazio? Allora il Washington State Department of Corrections Private Sector Partnerships fa per voi” (educate-yourself.org, 25 luglio 2005)

Le maggiori compagnie che traggono profitto dal lavoro carcerario comprendono Motorola, Compaq, Honeywell, Microsoft, Boeing, Revlon, Chevron, TWA, Victoria’s Secret ed Eddie Bauer.

IBM, Texas Instruments e Dell si fanno costruire i pannelli elettrici dai prigionieri del Texas. I reclusi del Tennessee hanno cucito jeans per Ksmart e JCPenney. Decine di migliaia di giovani che distribuiscono hamburger per un salario minimo da McDonald’s vestono uniformi cucite da lavoratori carcerati, che sono costretti a lavorare per molto meno.

In California, come in molti Stati, i prigionieri che si rifiutano di lavorare vengono spostati negli istituti disciplinari, perdono il diritto alla mensa e i crediti per rientrare nel programma di benefici per buona condotta, il “Good Time”, che allevia le loro sentenze.

Gli abusi sistematici, i pestaggi, l’isolamento prolungato e la deprivazione sensoriale, la mancanza di cure mediche rendono quelle americane tra le peggiori prigioni al mondo. Ironicamente, lavorare a condizioni estenuanti per qualche centesimo l’ora è considerato come una sorta di “premio” per buona condotta.

Lo scorso dicembre in sei prigioni della Georgia i carcerati hanno scioperato e si sono rifiutati di lasciare le loro celle per oltre una settimana. In una delle più grandi proteste carcerarie nella storia degli Stati Uniti, i prigionieri hanno dichiarato di essere obbligati a lavorare sette giorni alla settimana senza paga alcuna. I prigionieri venivano pestati se si rifiutavano di lavorare.

Prigioni private per ottenere profitti

Nella spietata ricerca di massimizzare i profitti e di accaparrarsi ogni possibile fonte di guadagno, quasi ogni agenzia pubblica e di servizio sociale è stata esternalizzata a contractors privati in cerca di profitti.

Nel caso dell’esercito americano, questo significa che ci sono più mercenari e contractors privati in Iraq e Afghanistan di soldati americani o della NATO.

Nelle città e negli Stati americani, gli ospedali, le strutture sanitarie, le scuole, i bar, la manutenzione delle strade, la fornitura dell’acqua, i dipartimenti che si occupano delle fognature, i servizi igienici, gli aeroporti e decine di migliaia di programmi sociali che ricevono fondi pubblici vengono appaltati a aziende a scopo di lucro. Ogni bene pubblico e pagato da generazioni di contribuenti, dalle biblioteche ai teatri e i parcheggi – viene venduto o ceduto a prezzi stracciati.

Tutto questo viene motivato e lobbizzato, tanto dai think tank della destra quanto da quelli organizzati da Koch Industries e dai loro proprietari Charles e David Koch, come metodo per tagliare i costi, abbassare i salari e le pensioni e neutralizzare i sindacati del settore pubblico.

La creazione di centinaia di carceri a scopo di lucro è tra le più raccapriccianti privatizzazioni.

La popolazione internata in queste prigioni private a scopo di lucro è triplicata nel periodo compreso tra il 1987 e il 2007. Nel 2007 c’erano 264 prigioni di questo tipo che avevano in custodia circa 99.000 prigionieri adulti (house.leg.state.mn.us, 24 febbraio 2009). Tra le aziende che operano in questi luoghi ci sono la Corrections Corporation of America, il GEO Group Inc. e il Community Education Centers.

I titoli obbligazionari delle prigioni garantiscono un profitto per gli investitori capitalisti come Merrill-Lynch, Shearson Lehman, American Express e Allstate. I prigionieri vengono barattati e spostati da uno Stato all’altro a seconda della convenienza degli accordi commerciali.

Militarismo e prigioni

L’imperialismo statunitense, a stretto contatto con il complesso industriale militare, ha creato un’enorme struttura carcerario-industriale che genera miliardi di dollari l’anno per i settori che traggono profitto dalla carcerazione di massa.

Per decenni i lavoratori negli Stati Uniti sono stati rassicurati del fatto che avrebbero beneficiato anche loro del saccheggio imperialista praticato dalle enormi multinazionali. Ma oggi più della metà del bilancio federale è assorbito dai costi della manutenzione della macchina militare e delle corporazioni che hanno dei profitti garantiti per equipaggiare il Pentagono. Si tratta dell’unica categoria di bilancio nella spesa federale che garantisce un incremento annuale di almeno il 5 per cento, in una congiuntura in cui ogni programma sociale viene ridotto all’osso.

L’enorme peso economico del militarismo filtra in ogni settore della società. Alimenta il razzismo e i sentimenti reazionari. L’influenza politica del Pentagono e le immense compagnie militari e petrolifere, con le migliaia di lobbisti ben remunerati, i guru dei media e la rete di collegamento con ogni forza di polizia del paese, alimenta una crescente repressione e l’espansione della popolazione carceraria.

I conglomerati del settore militare, petrolifero e bancario, collegati con la polizia e le prigioni, esercitano un controllo asfissiante sull’economia capitalista americana e sulle briglie del potere politico, indipendentemente da chi sia il presidente o dal partito politico al potere. La vera sopravvivenza di queste corporazioni mondiali è basata sull’immediata massimizzazione dei profitti. Il loro obiettivo è di captare ogni fonte e risorsa di potenziale profitto.

Soluzioni del tutto ragionevoli vengono proposte quando si discutono i costi umani ed economici del militarismo e della repressione. I miliardi spesi per le guerre e i sistemi di armi enormemente distruttivi potrebbero creare da cinque a sette volte più posti di lavoro se fossero spesi nei servizi sociali estremamente necessari, nell’educazione e nella ricostruzione delle infrastrutture fondamentali. O potrebbero fornire educazione universitaria gratuita, considerando il fatto che costa molto di più tenere la gente in prigione che educarla.

Perché queste soluzioni razionali non vengono mai scelte? Perché i contratti dell’esercito generano profitti molto più vasti per l’industria militare e petrolifera, e queste esse esercitano un’influenza decisiva sull’economia americana.

Il complesso industrial-carcerario – compreso il sistema carcerario, il lavoro carcerario, le prigioni private, l’apparato poliziesco-repressivo e la loro continua espansione – è una fonte di profitto enorme e viene rafforzato dal clima di razzismo e dai sentimenti reazionari. La maggior parte delle soluzioni razionali e socialmente utili non vengono mai prese in considerazione.

Fonte: http://en.m4.cn/archives/14310.html

28.06.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

01 luglio 2011

I soldi non ci servono più

consumismo


“Bisogna cercare di spiegare perché il mondo attuale, che è orribile, non è nient’altro che un momento nel lungo evolversi della storia, che la speranza è sempre stata una delle forze diominanti delle rivoluzioni e delle insurrezioni e di come tuttavia sento la speranza come mia concezione di ciò che verrà” [Jean-Paul Sartre]
“I soldi non ci servono più” è la dichiarazione d’indipendenza dell’era contemporanea. È il risultato del riconoscimento del fallimento del sistema economico e politico che si è sviluppato nel corso degli ultimi decenni, che ha disatteso tutte le promesse fatte ai cittadini e che oggi sta, lentamente ma definitivamente, morendo.
In Europa, Spagna, Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Grecia, Portogallo sono tutte nazioni in crisi, stanno vivendo un processo di rottura e cambiamento con quello che, fino a qualche mese fa, era il sogno americano di ognuna di queste nazioni, quel progetto di benessere propagandato dai politici, quel sistema che tanto volevano far apparire forte e sicuro.
Sono cominciate le rivoluzioni. Dal Medio Oriente, all’Africa, all’Europa, presto toccherà anche agli Stati Uniti d’America. I popoli che hanno vissuto in maniera più violenta gli abusi di potere ed i soprusi della classe politica mondiale, sono insorti per primi e hanno segnato l’inizio di una nuova Era per tutta l’umanità.
Da queste rivolte, sta rinascendo la coscienza di tutti i cittadini del mondo, la consapevolezza che il sistema politico è servo di un malefico sistema finanziario che, a sua volta, non è nient’altro che un perfido gioco per adulti, un gioco da tavola in cui si crea e si muove denaro, solo per giustificare l’unico vero obiettivo da raggiungere: il potere, il potere di fare quello che si vuole e come lo si vuole, il potere di fare le leggi e dell’essere legittimati di decidere sulla vita degli altri uomini, senza dare valore a parole come morale, etica, rispetto o condivisione.
Il denaro è la vera piaga dell’uomo, la più grave e violenta di tutti i tempi ed è ciò che dovrà venir estirpato, se si vorrà salvaguardare e preservare la vita su questo pianeta. Estirpare il denaro significa realizzare un ulteriore, importantissimo, passo del processo evolutivo, significa rendere realtà ciò che solo pensavamo fosse un sogno, una favola, un desiderio irrealizzabile: la fine del mandato del denaro.
Il sistema finanziario sta già morendo, attraverso i suoi sudditi ha cominciato a scalpitare, gridare, far forza come non mai, mostrare il peggio di sé, senza accontentare con mezze misure e sorrisi, arrabbiandosi ed agitandosi… ma sta solo tentando di contrastare un destino a cui non potrà sottrarsi.
L’umanità sta maturando e presto potrà vivere senza denaro, strapperemo le banconote e metteremo le monete nei musei. Anche se in molti non ne siamo ancora consapevoli o convinti, il giorno in cui non ci sarà più bisogno del denaro è vicino. Magari è questione di mesi, anni o decenni (se sopravviveremo, ndr) ma questo è il futuro: la morte del denaro e delle banche. Quando avverrà, in quel giorno così beato, l’umanità avrà raggiunto il più alto livello di evoluzione e sviluppo di questo tempo.
Attualmente stiamo vivendo il periodo più turbolento di questo cammino evolutivo, le carte del nemico non sono mai state così scoperte e tutti, anche i più scettici San Tommaso, possono vedere e comprendere chiaramente che il benessere collettivo non è mai stato l’obiettivo del sistema politico-economico d’Occidente o d’Oriente ed il falso benessere propagandato attraverso i consumi e  le promesse sono sempre stati specchi per le allodole.
In questi giorni, le allodole si stanno ricordando di saper volare e d’essere creature libere e semplicemente si stanno riprendendo questo loro diritto: il mondo è loro, nessuno le potrà più ingabbiare. I cittadini stanno scendendo in piazza con l’intenzione di restarci fino a che non sarà più necessario protestare per la difesa dei diritti fondamentali delle persone, in nessun angolo del mondo.
L’ora delle battaglie più grandi è già cominciata, ne siamo testimoni e partecipanti, in decine di Paesi si sta già lottando con i denti contro il sistema finanziario, il subdolo nemico che ha creato quello che è il nazismo dei giorni nostri, il sistema consumista.
“Il nazismo è stato vinto grazie al sacrificio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle della Resistenza e delle Nazioni Unite contro le barbarie del fascismo – scrive Stéphane Hessel, diplomatico francese e co-redattore della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 – però questa minaccia non è svanita del tutto e la nostra collera rispetto la ingiustizia continua intatta. Appelliamo ad una insurrezione pacifica contro i mezzi di comunicazione di massa, che non propongono altro orizzonte ai giovani che il consuimo di massa, il disprezzo verso i più deboli e verso la cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza di tutti contro tutti. La prima decade del XXI secolo è stato un periodo di retrocesso […]. Il potere del denaro non era mai stato così grande, insolente, egoista con tutti, dai suoi propri servi fino alle sfere più alte dello Stato. Le banche, privatizzate, si preoccupano prima di tutto dei loro dividendi e degli altissimi stipendi dei loro dirigenti, però non dell’interesse generale. Non era mai stata così importante la distanza tra i più poveri ed i più ricchi, ne così incoraggiata la competitività e la corsa per il denaro. Attualmente in Europa ed in tutto il mondo, banchieri e uomini di finanza, gli indiscutibili colpevoli della crisi, si sono messi in salvo e continuano a vivere come sempre, senza grandi perdite. In cambio, le loro vittime non hanno recuperato il lavoro, né quello che era il loro livello di benestare” [fonte: ¡Indignaos!, Stéphene Hessel, 2011].
È vergognoso continuare a tollerare la situazione attuale: mentre metà mondo muore di fame e l’altra metà si ribella in piazza contro i politici e l’economia internazionale, i politici, i re, i principi ed  i banchieri godono da soli delle ricchezze di tutti. Queste persone sono quelle che decidono se la polizia deve sparare sulla folla, quelli che decidono quanti soldi pagare il tuo contributo alla costruzione del loro impero industriale, quelli che ti salassano e ti frustano a suon di tasse e ti prendono in giro con le promesse, quelle che uccidono l’ambiente e ne vanno orgogliosi, quelli che giocano a fare i re e le regine, quelli che hanno trovato nel consumo di massa il modo di farti addormentare contento, con l’ultimo modello di I-pod tra le mani, per non farti sentire il bisogno di scendere in piazza, per farti sentire realizzato, completo ed al passo coi tempi.
Svegliati, ebete!
Matteo Vitiello

15 giugno 2011

I segreti del Nucleare e le spese militari

Visto che ogni tanto esce ancora fuori qualcuno che ancora non gli è andato giù il fatto che ha perso il Referendum del 12 e 13 Giugno sul nucleare (VITTORIA ^:^), pubblico una serie di testimonianze scientifiche che spiegano in modo semplice quale siano i motivi reali che spingono certi governi (gli USA soprattutto ma anche la FRANCIA) a dotarsi del nucleare civile: LA GUERRA.


“…  E il segreto sta anche alla base delle centrali nucleari e agli enormi interessi che vi gravitano intorno. Il potere politico, quello che manda gli eserciti ad uccidersi a vicenda, costruisce le centrali nucleari  in nome dell’economia e del progresso e ciò è un grande, vergognoso inganno.  Il loro maggior segreto è che, in tutte le parti del mondo, non sono ancora riusciti ad eliminare con sicurezza le scorie radioattive di queste centrali. I bidoni gettati nella Fossa dell’Atlantico avveleneranno il mare quando, fra qualche decennio, esploderanno.  Ma chi se ne cura? ...”   (antropologo-teosofo Bernardino del  Boca   dal libro  “IL SEGRETO”  PAG. 210 – ediz. 1986)
“(…) Ma allora perché c’è la corsa al nucleare? Il nucleare è anche militare e allora, siccome le società non democratiche si basano sulla violenza, e le società democratiche si basano sulla truffa e sull’inganno, bisogna convincere le persone che lo Stato opera solo a fin di bene, non prepara la guerra e se c’è una guerra è solo in risposta ad un’aggressione esterna. Paola Botta Beltramo, 28 aprile 2011
Il nucleare civile è un modo per occultare il nucleare militare e anche per far vedere che il nostro bilancio della difesa è piccolo perché tanto una parte della spesa della difesa militare viene addossata ai bilanci di altri ministeri, questo viene fatto anche in Italia, Per fare le bombe atomiche bisogna avere le tecnologie adatte, avere il materiale esplosivo pronto, cosicchè in caso di necessità sia possibile costruire un ordigno in una settimana. (….) la Francia avendo risorse minori rispetto a quelle degli Stati Uniti e della Russia ha creato delle centrali d’uso duale in cui recuperano parte dei costi vendendo l’energia. Quindi non è vero che l’energia nucleare costa meno, l’energia nucleare francese viene venduta sottoscosto perché è il sottoprodotto di una produzione militare. Adesso che i pericoli di guerra aumentano, gli interessi di vari paesi si orientano nuovamente verso il nucleare, anche perché sono stati inventati nuovi tipi di armi nucleari diverse da quelle precedenti che richiedono nuovi tipi di impianti ed ecco la necessità di costruire queste nuove centrali. Se si guardasse solamente al problema dell’energia l’idea di costruire impianti nucleari è così assurda che non verrebbe in mente a nessuno.(…)” (prof. Emilio del Giudice, fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophisics di Neuss (Germania) -  3-2-2008 – Convegno “Pianeta Terra" – Ass. Saras Milano).
”(…)  Il nucleare civile serve a quello militare.  Gli strumenti progettuali e le conoscenze tecnologiche per le applicazioni pacifiche sono derivati dal know-how militare. Costruire centrali nucleari è sempre stata una comoda strada per ammortizzare i costi del nucleare militare.  Non solo: il nucleare civile a sua volta favorisce la proliferazione orizzontale del nucleare militare. Si tranquillizza il mondo con l’obiettivo dichiarato di costruire un impianto civile e così si può lavorare in pace alla costruzione di testate nucleari (…) Grazie  al programma nucleare civile si evitano tanti problemi. Tutto diventa più facile ... Le centrali nucleari producono plutonio come scarto. Si ritrova, in percentuale variabile, nelle scorie radioattive. 1 Kg di plutonio –una pallina da ping pong- ha la potenza di 20.000 tonnellate di tritolo, quanto basta per distruggere una città. Per una bomba  H si impiegano, in media, 5 kg. di plutonio:  una centrale elettronucleare di 1.000 megawatt produce circa 250 Kg annui di plutonio da cui si possono ricavare 40-50 bombe atomiche. Il nucleare civile è un ottimo paravento che permette di lavorare indisturbati sul nucleare militare.  La tecnologia nucleare ha costi enormi. Le centrali nucleari  servono ad ammortizzarli, riducendo i costi del plutonio per uso militare. La ricaduta civile del nucleare militare riduce l’enorme saldo negativo che gli armamenti inducono nel bilancio dello stato. Ecco quindi che le potenze nucleari impongono il nucleare civile che anche se fosse l’energia  meno costosa –il che non è-  e, anche se fosse completamente sicura –il che non è-  resta una soluzione eticamente inacettabile (prof. Angelo Baracca,   professore di fisica Università di Firenze – Comitato “Scienziati contro la guerra” relazione 15-10-2008).
“… Tra il 1943 e il 1945 a Los Alamos - USA, il maggiore centro di ricerca nucleare, 600.000 dipendenti lavoravano in modo compartimentale (succede anche in medicina) così nessuno sapeva che cosa si stesse costruendo.  Il fisico Robert  Oppenheimer  fu processato e condannato a  morte perché voleva che le ricerche fossero note a tutti in quanto riteneva che  la scienza fosse  patrimonio dell’umanità. Fu salvato dalla comunità scientifica internazionale che insorse contro il governo  statunitense  (…) Le centrali nucleari sono state costruite oltre che per fabbricare bombe anche per fabbricare motori nucleari da utilizzare nei sommergibili e nelle portaerei  consentendo a questi mezzi riserve di energia di 2 0 3 anni (…) quindi  il nucleare civile è una stampella di quello  militare (...).  Più si creano  reattori raffinati più aumentano i rischi. (…)   La sicurezza nucleare è una menzogna“ (prof. Luigi Sertorio, docente di Ecofisica Università di Torino; ha lavorato 15 anni a Los Alamos USA e 3 anni nella divisione ambientale della NATO Europa – conferenza 26-4-2011 – Torino – Le bugie nucleari).
SIPRI – Istituto di ricerca della pace di Stoccolma –www.sipri.org -  Il giorno 11 aprile 2011 ha pubblicato i dati relativi alla spesa militare mondiale  ANNO  2010: 1630 MILIARDI  DI  DOLLARI (pari a circa  4,46 miliardi di dollari al giorno  ovvero  circa  3 milioni  di dollari al minuto).
Dal libro “La Dimensione Umana” ediz. 1971 dell’antropologo-teosofo  Bernardino del Boca: pag. 272: “… Ci sono libri scientifici che sono un esempio di come agisce il pensiero analogo: sembrano libri scritti con serietà e serenità ma se si usa la propria coscienza, cioè se invece di accettare passivamente quei pensieri si pensa con la propria mente, si rimane spaventati per le orribili implicazioni che contengono. Non ci devono perciò stupire i risultati delle indagini degli esperti dell’intelligenza, secondo i quali, nonostante che in questi ultimi 50 anni la scienza e la tecnica abbiano prodotto nella vita umana i più sbalorditivi e rivoluzionari cambiamenti che hanno imposto la cultura a tutti, l’intelligenza media nel mondo sta calando invece di aumentare. Il nostro concetto  di intelligenza è anch’esso molto limitato dalla nostra attuale dimensione umana e ne abbiamo un esempio nel modo di agire delle grandi potenze. Da secoli si dice che si fanno le guerre sotto la spietata spinta del bisogno, ma oggi le grandi potenze spendono negli armamenti cifre astronomiche che se usate per soddisfare i bisogni dei popoli sottosviluppati e dei poveri toglierebbero dalla terra ogni motivo di aggressività …”.

Pag. 66: “… Finchè non sarà fatta una sintesi  tra i vari rami della scienza e non si sarà sottoposta questa sintesi alla luce della spiritualità, il fenomeno umano non potrà essere compreso nella sua finalità e nemmeno nelle sua espressione individuale”.
Pag. 239: “... U Thant, ex Segretario Generale del’Onu: “ La verità, la grande capitale verità, per quel  che riguarda le nazioni sviluppate del giorno d’oggi, è che esse possono avere quasi nel più breve tempo immaginabile tutte le risorse che vogliono. Non sono più le risorse quelle che limitano le decisioni. Sono le decisioni quelle che determinano le risorse. E questo è un cambiamento rivoluzionario –forse il più rivoluzionario- che il genere umano abbia conosciuto”. Per  prendere le nuove decisioni è necessario avere una nuova mentalità. Chi è schiavo del bisogno o delle ricchezze, del  potere o della sua posizione sociale, chi si identifica con i valori creati dall’egoismo e dall’ingiustizia, non può prendere le nuove decisioni, poiché  è schiavo di troppe paure. Ma i pensieri che rendono possibile l’emancipazione dell’uomo dall’ignoranza, dall’egoismo e dalla paura hanno una forza irresistibile poiché essi sorgono dallo stesso lento fluire della Vita  verso il formarsi del nuovo piano di coscienza” .
Paola Botta Beltramo
OTS - Biella
28 aprile 2011
Fonte Stop the War Italia

21 giugno 2010

La bufala del Riscaldamento Globale, il progetto HAARP e il cambiamento climatico

Oggi 21 Giugno dovrebbe esser finalmente estate, ma dopo quasi 6 mesi di pioggia, di estate ancora neppure l'ombra. Ed è per questo che dedico questo post a quanti si stanno spendendo per farci credere che quello che stiamo vedendo in questi anni, è tutto normale. Di normale non c'è niente, e le emissioni di CO2 sono solo, secondo me, un pretesto per un progetto ben orchestrato.
L'obiettivo non dichiarato è l'arma più devastante che l'uomo abbia mai posseduto: il controllo a piacimento del clima.





Il progetto H.A.A.R.P.

«La tecnologia è come un paio di scarpe magiche ai piedi di una bambola meccanica dell’umanità. Dopo che la molla è stata caricata dagli interessi commerciali, la gente può solamente danzare, volteggiando vorticosamente al ritmo che le scarpe stesse hanno stabilito». Queste efficaci parole sono tratte dal libro: «Guerra senza limiti», scritto da due colonnelli dell’aeronautica Cinese, Qiao Liang e Wang Xiansui. Nel testo i due militari cinesi esaminano l’impatto delle nuove tecnologie sul pensiero strategico, sul terrorismo e su tutto ciò che concerne la guerra in questo XXI secolo. Essi accennano due volte alla possibilità che un Paese possa scatenare artificialmente le forze della Natura, usandole come «armi non tradizionali» per mettere in ginocchio il nemico. Per esempio sconvolgendo il clima e il regime delle piogge. Tutto ciò sembra fantascienza, ma Qiao e Wang hanno forse ragione nell’includere la «guerra ecologica» tra le 24 forme di conflitto da essi elencate.

Minacce invisibili

Ebbene il 15 gennaio 2003, il sito della «Prava» ha ospitato un inquietante articolo, scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, in cui si esprime preoccupazione per gli esperimenti condotti dagli americani in Alaska, dove dal 1994 si sta portando avanti il programma HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, cioè «programma di ricerca attiva aurorale con alta frequenza». In pratica, una selva di enormi antenne eretta nel bel mezzo della foresta boreale nordamericana. Solomatin ha voluto richiamare l’attenzione dell’Ucraina su un problema già sollevato dai Russi. Quelle antenne sono forse il prototipo di un’arma «geofisica» americana, capace di condizionare il clima di continenti alterando con microonde la temperatura o l’umidità? Il deputato ucraino dà credito al sospetto che i disastri naturali intensificatisi ultimamente siano da imputare ai sempre più assidui test del sistema HAARP. Anche in Germania, le inondazioni dello scorso anno sono sembrate a qualcuno troppo disastrose. Così due giornalisti tedeschi, Grazyna Fosar e Franz Bludorf, hanno vagheggiato in un loro articolo, pubblicato sul numero 120 del bimestrale «Raum und Zeif», che i cicloni e gli allagamenti che hanno piegato l’Europa Centrale possano essere legati all’HAARP. La Russia aveva dato l’allarme quasi un anno fa. Come riporta l’agenzia Interfax dell’8 agosto 2002, ben 90 parlamentari della Duma di Mosca avevano firmato un appello indirizzato all’ONU in cui si chiedeva la messa al bando di questi esperimenti elettromagnetici. Un mese più tardi erano saliti a 220 i deputati russi a favore dell’appello. D’altronde vi era stato un rapporto della Duma che accusava esplicitamente l’America. Parole schiette e scomode: «Sotto il programma HAARP, gli USA stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto qualitativo è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari».

La parola agli americani

Il sito ufficiale www.haarp.alaska.edu ci presenta un’innocente stazione scientifica dove gli scienziati sondano via radio quelle regioni dell’alta atmosfera preannuncianti lo spazio esterno, cioè la ionosfera e la magnetosfera. I titoli dei paragrafi esplicativi del sito sono peraltro scritti a mo’ di domande («Cos’è HAARP?», «Perché è coinvolto il Dipartimento della Difesa?», ecc.) Nel paragrafo titolato «HAARP è unico?», ci si affretta a precisare che anche altre nazioni studiano la ionosfera, come la stessa Russia o i Paesi europei (più il Giappone) del consorzio EISCAT, anche se le loro apparecchiature, site a Tromsoe in Norvegia, sono dei radar «incoerenti». Ma veniamo ai dettagli. Presso Gakona, circa 200 km a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, un terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force e a partire dall’anno seguente venne disseminato di piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la «banda bassa» da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la «banda alta» da 7 fino 10 MegaHerz. Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350Km, grazie alla loro grande potenza. A pieno regime, l’impianto richiede 3.6 MegaWatt (la potenza di 100 automobili), assicurati da 6 generatori azionati da altrettanti motori diesel da 3600 cavalli l’uno. Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni. Come si sa, questo strato è composto da materia rarefatta allo stato di plasma, cioè di particelle cariche (ioni), e ha la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane, in particolare nelle ore notturne. E’ per questo, ad esempio, che di notte ci è possibile ascoltare alla radio le stazioni AM di molti Paesi stranieri, dato che la riflessione ionosferica permette ai segnali di scavalcare la curvatura terrestre.

Guerre di radioonde

Secondo lo stesso principio è plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell’atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri. Ed interferire quindi con i fenomeni meteorologici. Certamente si tratta di mere ipotesi. Comunque, un uso militare dell’HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani. Un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe «vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi. Al di là di ciò, la «guerra ecologica» appare terribilmente possibile da oltre vent’anni. Già nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accordò così con gli USA perché fosse proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Medifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell’HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo. L’11 agosto 1897 il dott. Bernard Eastlund brevettava con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera».

Il fantasma di Tesla

Si dice che Eastlund, fisico del MIT si sia ispirato ai lavori del grande genio Nikola Tesla (1856-1943), lo scienziato jugoslavo emigrato in America nel 1884. A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell’elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase (mentre Edison era rimasto arroccato sulla corrente continua). Inoltre aveva tentato di sviluppare un sistema di trasmissione dell’energia via etere, il che avrebbe reso inutili i cavi, nonché un apparecchio per ottenere elettricità gratuita per tutti ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico terrestre. Quando Tesla morì, l’8 gennaio 1943, gli agenti dell’FBI diedero la caccia a tutti i suoi progetti, su cui si favoleggiò a lungo. D’altra parte lo stesso Tesla aveva parlato persino di raggi della morte, efficaci fino a 320 km di distanza.
Non sappiamo esattamente quanto vi sia di Tesla nei progetti del dott. Eastlund e nell’HAARP. Fatto sta che negli anni Novanta Eastlund fondò una sua compagnia, la Eastlund Scientific Enterprise, che fra le attività menzionate sul suo sito web comprende tanto la partecipazione al programma HAARP, quanto l’esplicita ricerca nel campo delle modificazioni meteorologiche. Che dire? Ritornando al libro di Qiao Liang e Wang Xiansui, c’è da rabbrividire alle loro frasi: «Utilizzando metodi che provocano terremoti e modificando le precipitazioni piovose, la temperatura e la composizione atmosferica, il livello del mare e le caratteristiche della luce solare, si danneggia l’ambiente fisico della terra o si crea un’ecologia locale alternativa. Forse, presto, un effetto El Nino creato dall’uomo diverrà una superarma nelle mani di alcune nazioni e/o organizzazioni non-statali».

di Mirko Molteni - tratto da "La Padania" 15 e 16 giugno 2003




Guerre climatiche di Michel Chossudovsky -
professore di Economia dell'università di Ottawa

L'importante dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce solo una immagine parziale del cambiamento climatico; oltre al devastante impatto delle emissioni di gas-serra nello strato d'ozono, il clima mondiale può ora essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate "armi non letali" (non-lethal-weapons). Sia gli americani che i russi hanno sviluppato le capacità di manipolare il clima del mondo.
Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata all'interno del programma "High-frequency Active Aural Research" (HAARP) come parte della Iniziativa di Difesa Strategica. Recenti prove scientifiche suggeriscono che HAARP è pienamente funzionante ed ha la capacità di provocare inondazioni, siccità, uragani e terremoti.

HAARP E' UN'ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA NON SOTTOPOSTA AD ALCUN NEGOZIATO.

Da un punto di vista militare, HAARP è un'arma di distruzione di massa. Potenzialmente costituisce uno strumento di conquista in grado di destabilizzare selettivamente sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni.
Anche se non ci sono prove che questa mortale tecnologia sia stata usata, sicuramente le Nazioni Unite dovrebbero affrontare la questione della "guerra ambientale" a fianco del dibattito sugli impatti climatici dei gas-serra.
Nonostante esista un ampio corpo di conoscenze scientifiche, la questione della deliberata manipolazione climatica per uso militare non è mai diventata esplicitamente parte della agenda delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Né le delegazioni ufficiali né i gruppi ambientalisti partecipanti alla Conferenza sul Cambiamento Climatico all'Aia (novembre 2000) hanno sollevato la questione generale della "guerra climatica" o delle "tecniche di modificazione ambientali (ENMOD) come rilevanti per una comprensione del cambiamento climatico.
Lo scontro tra negoziatori ufficiali, ambientalisti e lobbies del business americano si è concentrato sull'aperto rifiuto di ashington di sottostare agli impegni di riduzione dell'emissione di anidride carbonica assunti col Protocollo di Kyoto nel 1997[1]. Gli impatti delle tecnologie militari sul clima mondiale non sono oggetto di discussione ne' ragione di preoccupazione.
Attentamente confinato ai gas-serra, il dibattito corrente sul cambiamento climatico serve agli obiettivi strategici e di difesa di Washington.

"GUERRA CLIMATICA"

La rinomata scienziata dott. Rosalie Bertell conferma che "gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l'accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell'atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate[2]
Già negli anni '70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro "Tra Due Epoche" che:
"...La tecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (...) Tecniche di modificazione del clima potrebbero essere impiegate per causare prolungati periodi di siccità o tempesta..."
Marc Filterman, ex-ufficiale francese, descrive svariati tipi di "armi non convenzionali" che usano frequenze radio. Egli si riferisce alla "guerra climatica", indicando che gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica già "...padroneggiano il know-how necessario per scatenare improvvisi cambiamenti climatici (uragani, siccità) nei primi anni '80..." [3]. Queste tecnologie rendono "...possibile provocare disturbi atmosferici usando onde radar a frequenza estremamente bassa..."[4].
Una simulazione sui futuri scenari di difesa commissionata per l'U.S Air Force (aeronautica militare, ndt) indica la necessità per "...Le forze aerospaziali degli Stati Uniti di `possedere il clima' capitalizzando le emergenti tecnologie e concentrandosi sullo sviluppo di quelle tecnologie per le applicazioni di guerra...". Per mezzo dello sviluppo delle operazioni amiche, di quelle per disturbare le azioni nemiche per mezzo di modificazioni su piccola scala dei modelli climatici e di quelle per completare il dominio delle comunicazioni globali e il controllo dello spazio, la modificazione del clima offre al combattente un'ampia gamma di possibili opzioni per sconfiggere o reprimere un avversario. Negli Stati Uniti, la modificazione del clima diventerà verosimilmente una parte della politica di sicurezza nazionale con applicazioni sia interne che internazionali. Il nostro governo persegue questa politica, a seconda dei suoi interessi, a vari livelli [5].

IL PROGRAMMA "HIGH-FREQUENCY ACTIVE AURAL RESEARCH" - HAARP

Il HAARP con base a Gokoma (Alaska) - amministrato congiuntamente da Aviazione e Marina - è parte di una nuova generazione di armamenti sotto il controllo della Iniziativa di Difesa Strategica degli Stati Uniti.
Approntato dal Laboratorio di Ricerca dell'Aviazione - Direzione Veicoli Spaziali, HAARP è costituito da un sistema di potenti antenne in grado di creare "modificazioni locali controllate della ionosfera".
Lo scienziato dott. Nicholas Begich - attivista della campagna contro HAARP - descrive tale programma come "...una tecnologia di raggi estremamente potenti di onde radio che raggiungono aree della ionosfera (lo strato più alto dell'atmosfera) si concentrano su di essa e la riscaldano. A quel punto le onde elettromagnetiche rimbalzano sulla terra e penetrano qualsiasi cosa - viva o morta..."[6]
La dottoressa Rosalie Bertell descrive HAARP "...una gigantesca stufa in grado di causare la principale spaccatura della ionosfera, creando non tanto dei buchi quanto delle lunghe incisioni sullo strato protettivo che impedisce alle radiazioni mortali di bombardare il pianeta..."[7].

INGANNANDO L'OPINIONE PUBBLICA

HAARP è stato presentato all'opinione pubblica come un programma di ricerca scientifica ed accademica. Tuttavia, documenti militari degli Stati uniti sembrano suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera per i propositi del Dipartimento della Difesa[8]. Senza fare esplicito riferimento ad HAARP, uno studio dell'Aviazione punta all'uso di "modificazioni indotte nella ionosfera" come un modo per alterare i modelli climatici così come disturbare i radar e le comunicazioni nemiche [9]
Secondo la dottoressa Rosalie Bertell, HAARP fa parte di un sistema integrato di armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant'anni di crescenti ed intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte alta dell'atmosfera. Sarebbe sconsiderato non associare HAARP alla costruzione del laboratorio spaziale che è stato progettato dagli Stati Uniti.
HAARP appartiene ad una lunga storia di ricerca spaziale di natura deliberatamente militare.
Le implicazioni della combinazione tra questi progetti è allarmante. E' spaventosa la capacità derivante dalla combinazione tra HAARP/Laboratorio Spaziale/Missili di spedire ovunque sulla terra una enorme quantità di energia, comparabile ad una bomba nucleare, attraverso laser o raggi a particelle.
Il progetto viene venduto al pubblico come uno scudo spaziale contro attacchi nemici oppure, ai più ingenui, come un modo per riparare lo strato d'ozono [10].
Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio dell'atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza ed alta intensità possino colpire il cervello delle persone e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici [11].
Più in generale HAARP è in grado di modificare il campo elettro-magnetico della terra. Fa parte di un arsenale di armi elettroniche che i ricercatori militari nord-americani considerano come "una guerra gentile e delicata"[12].

LE ARMI DEL NUOVO ORDINE MONDIALE.

HAARP fa parte dell'arsenale d'armi del Nuovo Ordine Mondiale controllato dalla Iniziativa di Difesa Strategica (S.D.I.). Intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti.
Ancora più importante è il fatto che tali operazioni possono essere effettuate senza conoscere il nemico, ad un costo minimo e senza impiegare personale ed equipaggiamento come in una guerra convenzionale.
Appagando gli interessi economici e strategici degli Stati Uniti HAARP potrebbe essere utilizzato per modificare selettivamente il clima in differenti parti del mondo col risultato di destabilizzare sistemi agricoli ed ecologici. Ciò che è peggio è che il Dip. della Difesa USA ha assegnato risorse ingenti per lo sviluppo dei sistemi di intelligence e monitoraggio sui cambiamenti climatici. La N.A.S.A. e la National Imagery and Mapping Agency (N.I.M.A.) del Dip. della Difesa
Stanno lavorando su delle immagini fornite dai satelliti per lo studio di inondazioni, erosioni, frane, terremoti, zone ecologiche, previsioni atmosferiche e cambiamento climatico[13]

L'INERZIA POLITICA DELLE NAZIONI UNITE.

Secondo la convenzione sul Cambiamento Climatico (U.N.F.C.C.C.) firmata nel 1992 al Summit di Rio de Janeiro:
"...In accordo con la Carta delle Nazioni Unite e i principi della legge internazionale, gli stati hanno la responsabilità di assicurare che attività svolte sotto la propria giurisdizione o controllo non causino danni all'ambiente di altri stati o di aree al di fuori della giurisdizione nazionale..."[14]
Inoltre vi è una Convenzione internazionale ratificata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1977 che proibisce "...l'uso militare o altrimenti ostile di tecniche di modificazione ambientale che abbiano effetti molto diffusi, duraturi, gravi..."[15]. Sia gli Stati Uniti che l'Unione Sovietica firmarono la Convenzione. Questa definisce "tecniche di modificazione ambientale" qualsiasi tecnica "...per il cambiamento - attraverso la deliberata manipolazione dei processi naturali - della dinamica, composizione o struttura della terra, inclusi la sua litosfera, idrosfera, atmosfera e lo spazio..."[16].
Perché allora le Nazioni Unite - ignorando la Convenzione ENMOD del 1977 così come la loro Carta - decidono di escludere dalla loro agenda i cambiamenti climatici derivanti dai programmi militari?

IL PARLAMENTO EUROPEO E' A CONOSCENZA DELL'IMPATTO DI HAARP

Nel febbraio 1998, in risposta ad un rapporto della signora Maj Britt Theorin - parlamentare europea e avvocatessa pacifista - il Comitato per gli Affari Esteri, la Sicurezza e la Difesa ha tenuto audizioni pubbliche a Bruxelles sul programma H.A.A.R.P[17]
Il "Motion for Resolution" del Comitato sottoposto al Parlamento Europeo "...In virtù del suo esteso impatto sull'ambiente considera HAARP un problema globale e richiede che le sue implicazioni legali, ecologiche ed etiche siano esaminate da una istituzione internazionale indipendente; il Comitato esprime rammarico per il reiterato rifiuto dell'Amministrazione degli Stati Uniti di fornire pubblicamente informazioni sui rischi pubblici ed ambientali del programma H.A.A.R.P..."[18].
La richiesta del Comitato di definire un "Protocollo Verde" sugli "impatti ambientali delle attività militari", è stata casualmente lasciata cadere nel vuoto con la motivazione che il Parlamento Europeo manca della necessaria giurisdizione per indagare sui "rapporti tra ambiente e difesa"[19].
Bruxelles era ansiosa di evitare uno scontro con Washington.

COMPLETAMENTE OPERATIVO

Mentre non ci sono prove che HAARP sia stato utilizzato, ricerche scientifiche ci confermano che al momento è completamente operativo. Ciò significa che HAARP potrebbe essere utilizzato dai militari degli Stati Uniti per modificare selettivamente il clima di una nazione "non amica" o di uno "stato canaglia" con l'obiettivo di destabilizzarne l'economia nazionale. I sistemi agricoli sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo sono già in crisi a causa delle politiche del Nuovo Ordine Mondiale come la deregolamentazione del mercato.
E' ampiamente documentato che la "medicina economica" che il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno imposto al Terzo Mondo e ai paesi dell'ex blocco sovietico ha largamente contribuito alla destabilizzazione dell'agricoltura nazionale. A loro volta, i provvedimenti dell' Organizzazione Mondiale del Commercio hanno favorito gli interessi di una manciata di multinazionali occidentali bio-tech nel loro tentativo di imporre semi geneticamente modificati ai contadini di tutto il mondo.
E' importante comprendere il rapporto tra i processi economici, strategici e militari del Nuovo Ordine Mondiale. Le manipolazioni climatiche realizzate attraverso il programma HAARP (sia accidentali che deliberate) peggioreranno inevitabilmente questi cambiamenti colpendo le economie nazionali, distruggendo infrastrutture e provocando potenzialmente la bancarotta di contadini in vaste aree. Sicuramente i governi nazionali e le Nazioni Unite dovrebbero affrontare la questione delle possibili conseguenze di HAARP e di altre "armi non letali" sul cambiamento climatico.

NOTES

1. The latter calls for nations to reduce greenhouse gas emissions by an average of 5.2 percent to become effective between 2008 and 2012. See Background of Kyoto Protocol at http://www.globalwarming.net/gw11.html
2. The Times, London, 23 November 2000.
3. Intelligence Newsletter, December 16, 1999.
4. Ibid.
5. Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.af.mil/au/2025/ (emphasis added).
6. Nicholas Begich and Jeane Manning, The Military's Pandora's Box, Earthpulse Press, http://www.xyz.net/~nohaarp/earthlight.html ; See also the HAARP home page at http://www.haarp.alaska.edu/).
7. See Briarpatch, January, 2000. (emphasis added).
8. Quoted in Begich and Manning, op cit.
9. Air University, op cit.
10. Rosalie Bertell, Background of the HAARP Program, 5 November, 1996, http://www.globalpolicy.org/socecon/envronmt/weapons.htm
11. Begich and Manning, op cit.
12. Don Herskovitz, Killing Them Softly, Journal of Electronic Defense, August 1993. (emphasis added). According to Herskovitz, "electronic warfare" is defined by the US Department of Defense as "military action involving the use of electromagnetic energy..." The Journal of Electronic Defense at http://www.jedefense.com has published a range of articles on the application of electronic and electromagnetic military technologies.
13. Military Space, 6 December, 1999.
14. UN Framework Convention on Climate Change, New York, 1992. See complete text at http://www.unfccc.de/resource/conv/conv_002.html , (emphasis added).
15. See Associated Press, 18 May 1977.
16. Environmental Modification Ban Faithfully Observed, States Parties Declare, UN Chronicle, July, 1984, Vol. 21, p. 27.
17. European Report, 7 February 1998.
18. European Parliament, Committee on Foreign Affairs, Security and Defense Policy, Brussels, doc. no. A4-0005/99, 14 January 1999.
19. EU Lacks Jurisdiction to Trace Links Between Environment and Defense, European Report, 3 February 1999.

(C) Copyright by Michel Chossudovsky, Ottawa, November, 2000.

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Manipolazione e controllo del clima
da utente FreeMachinez di Youtube







Infine come non dimenticare il documento che ha siglato l'accordo (anno 2002)
della Cooperazione tra Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici


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