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06 maggio 2013

Italia: altri 22 miliardi per le Armi


Dopo gli F-35, altri 22 miliardi di euro per le spese militari
E' questa la cifra sbalorditiva che, in barba alla crisi, le Forze Armate italiane si apprestano ad impiegare per la cosiddetta digitalizzazione dell'Esercito, un record che batte persino le stime per l'acquisto dei famosi F-35 (14 miliardi di euro).

02 maggio 2013

L’Italia in crisi non rinuncia al drone killer


Dev'essere il fascino del mostro. Ne abbiamo scritto la scorsa settimana ricevendo richieste di altre informazioni. Aggiornamento sui Droni assassini. 


Di Ennio Remondino -

Identifichiamo il killer. In questa caccia immaginaria alla macchina assassina, innanzitutto, come veri sbirri, dobbiamo avere l'esatta identità. Immaginiamo un rapporto Fbi (da telefilm made in Usa), e subiamo un po' d'anglo-americano. Nome: MQ-9 Reaper. Ruolo: Unmanned combat air vehicle. Nazionalità: United States. Genitori: General Atomics Aeronautical Systems. Data di nascita: 2 February 2001. Servizio militare: 1 May 2007. Forze armate servite: United States Air Force; U.S. Customs and Border Protection; Royal Air Force; Aeronautica Militare italiana. Caspita, dopo americani ed inglesi ci siamo noi italiani! Il dubbio emerge proseguendo negli accertamenti da banale uso di internet. Le parole chiave -a nostro avviso- sono queste: «The MQ-9 is the first hunter-killer UAV designed for long-endurance, high-altitude surveillance». Anche senza aver frequentato l'accademia militare di Annapolis la definizione di "cacciatore-assassino" dice tutto.

Chi conta balle. Quotidiani del febbraio 2008. "Italia acquisirà 4 UAV Predator B/Reaper" titola qualcuno. Leggi e vieni a sapere che "La IV Commissione Difesa della Camera ha approvato l'acquisizione di 4 UAV (Unmanned Aerial Vehicle) Predator B di General Atomics, compreso il pacchetto di sensori, sistemi di controllo a terra e supporto logistico". Per gli appassionati della materia, altri dettagli: "I velivoli si andranno ad aggiungere ai 5 Predator A acquistati nel 2004 dall'Aeronautica Militare (di cui uno perso in fase di addestramento, perdita ripianata da un ordine per 2 velivoli effettuato nel 2005) di base ad Amendola presso il 28° Gruppo Velivoli Teleguidati del 32° Stormo, 3 dei quali attualmente stanziati a Herat, in Afghanistan, per compiti di ricognizione, scorta sorveglianza e intelligence [.]". Sorveglianza, intelligence e, quindi, niente armi. Parrebbe. L'allora sottosegretario alla Difesa garantisce: l'eventuale opzione armi passerà per il Parlamento.

Tutti un po' distratti. Mai parlato di armi da montare sugli italici "cacciatori-assassini". Almeno in nessuna aula parlamentare. Eppure le fonti americane, solitamente precisine e disinvolte in fatto di armi, ci dicono, «On 30 May 2012, it was reported that U.S. plans to sell kits to arm Italy's six Reapers with Hellfire missiles and laser-guided bombs». Vale a dire che l'Italia ha ordinato, assieme a sei assassini tecnologici (e qui i numeri paiono già quelli di una lotteria: 4, 5, 6?), anche i kit per armare i Reapers con missili Hellfire e bombe a guida laser. Voglie occultate di potenza. Come la decisione del governo 'tecnico' di usare i quattro aerei Amx della base italiana di Herat non più per semplice ricognizione. Finora, in caso di necessità di 'supporto aereo' in soccorso a truppe a terra in difficoltà, erano sempre intervenuti i nostri elicotteri Mangusta A-129 con i loro missili Tow e i loro micidiali cannoni rotanti da 500 colpi al minuto. Qualche contraddizione costituzionale si affaccia.

Spara e dimentica. Lasciando da parte le questioni etico-giuridiche, scegliamo la strada oggettiva dei fatti. Curiosando, scopriamo che uno di quegli assassini volanti costa, come dicono loro, " Us$ 36.8 million". Più o meno 29 milioni di euro. Una bella somma per l'Italia della Cassa Integrazione da rifinanziare. Altrettanto inquietante l'intenzione di guerra, la scelta di colpire che è propria della dotazione stessa di un certo tipo di armamento. L'AGM-114 Hellfire -andiamo a scoprire- è un missile anticarro, nato per dotare gli elicotteri di capacità d'attacco contro veicoli corazzati. L'acronimo HELLFIRE, scelto anche per il suo significato evocativo di "fuoco infernale", sta per HELicopter Launched FIre and foRgEt, missile elilanciato "spara e dimentica". Il pilota individua il bersaglio, lo inquadra con la guida laser, schiaccia il bottone e quel piccolo siluro di un metro e largo un palmo ammazza per te. Costo di affezione tra 68.000$ e 122.000$ circa. L'uno ovviamente.

Droni alla siciliana. Dalle rivelazioni del New York Times sulla scelta statunitense di far diventare la base Nato di Sigonella, "Capitale" per i suoi attuali 7500 droni in servizio, passiamo al dettaglio del telecomando dei robot assassini. Ricordate la polemica sulle due antenne alte 149 metri e tre grandi parabole dal diametro di oltre 18 metri in Sicilia? Il sistema di telecomunicazioni satellitari della marina Usa, il Muos (Mobile User Object System), dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra. Ecco a voi il super telecomando planetario per quei killer per aria. Furono battaglie pacifiste ed ecologiste a Niscemi, a Sud della provincia di Caltanissetta, verso la Piana di Gela, al confine con l'estremità occidentale delle province di Catania e Ragusa. Per quella fabbrica di impulsi radio c'era l'Ok del Governo e dell'ex governatore siciliano Raffaele Lombardo. Ora il neogovernatore Rosario Crocetta sospende le autorizzazioni, sperando non sia stato troppo audace.

Spiccioli e supermercato. Certo, parlare di questa sofferente Italia che si arma quasi di nascosto per andare a buttar via mezzi e sacrifici umani in Afghanistan, appare quasi caricaturale rispetto alla dimensione del problema armi nel mondo. I dati resi pubblici oggi dal Sipri, il centro ricerche per la pace di Stoccolma, ci dice che, nel 2012, i Governi di tutto il mondo hanno speso l'esorbitante cifra di 1750 miliardi di dollari per mantenere le proprie strutture militari. Armi, apparato militare e il suo complessivo mantenimento. Veniamo così a sapere che il nostro Paese "cresce", unico caso di sviluppo attuale oltre le vendite di vino: dopo un anno di assenza per il sorpasso brasiliano, torniamo nei primi 10 posti della lista di chi spende di più per armamenti. Podio per Stati Uniti, Cina e Russia. L'Italia, soltanto decima, dai conti dell'istituto svedese viaggia sui 34 miliardi di dollari, con qualche pasticcio di cambio con l'euro. Ma nel 2013 promette ufficialmente di crescere!

Fonte: http://www.globalist.it/

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Voltafaccia atomico di Obama
L'umanità continua a sviluppare armi di auto-distruzione di massa 

27 aprile 2013

Il mondo continua ad investire sulla guerra

di Francesco Vignarca - 23 Aprile 2013 - Il totale della spesa militare mondiale (1750 miliardi di dollari equivalenti al 2.5% del PIL mondiale) costituiscono il massimo storico dal punto di vista del totale nominale, ma sperimentano per la prima volta dal 1998 una leggera decrescita in termini reali: 0,5% in meno rispetto all’anno scorso.

Per il SIPRI, nel 2012, i Governi di tutto il mondo hanno speso 1750 miliardi di dollari per mantenere le proprie strutture militari. Sono state rese note in queste ore, come ogni anno, le stime dell'Istituto svedese che tiene sotto controllo gli investimenti e le spese correnti dei bilanci pubblici relative alle forze armate, ai ministeri per la difesa e alle acquisizioni di armamenti. Il nostro paese ritorna, dopo un anno di assenza per il sorpasso brasiliano, nei primi 10 posti della lista. Il totale della spesa militare mondiale (i già ricordati 1750 miliardi di dollari equivalenti al 2.5% del PIL mondiale) costituisce il massimo storico dal punto di vista del totale nominale, ma sperimenta per la prima volta dal 1998 una leggera decrescita in termini reali: 0,5% in meno rispetto all'anno scorso.

26 aprile 2013

Pakistan, bambini kamikaze addestrati alla guerra



In Pakistan il fenomeno dei baby soldati continua a crescere in modo inarrestabile ormai da diversi anni. Hanno l’età in cui i bambini occidentali abbandonano i cartoni animati per passare ai videogiochi, vanno a scuola e fanno i compiti a casa dei loro amichetti. Ma per questi fanciulli di sette, dieci o dodici anni, la guerra non è più un gioco, ma una terribile realtà, fatta di sangue, odio e morte. Soltanto pochissimi si arruolano volontariamente, sia per povertà che per avere una chance di sopravvivenza in più rispetto a chi non imbraccia il fucile, mentre la maggior parte viene rapita dalle proprie famiglie durante i raid compiuti nei villaggi dalle milizie talebane.


03 aprile 2013

L'umanità continua a sviluppare armi di auto-distruzione di massa

La storia ci insegna che, da quando è comparso sul pianeta Terra, l'uomo ha dedicato grandi sforzi intellettuali e ingenti risorse per lo sviluppo di strumenti per la distruzione delle persone. Da sempre, menti brillanti sono state “sprecate” nel trovare nuovi approcci al problema di come trovare nuovi modi per il totale annientamento del nemico.

La radice perversa che abita la mente dell'uomo farà sì che questa predilezione per la cultura della morte e della prevaricazione rimanga ancora a lungo presente nella storia dell'uomo. Ma, se in passato la preferenza è stata data a munizioni sempre più potenti, oggi l'interesse militare è posto sulle armi di precisione.

Infatti, in una cultura che tende a giustificare la guerra come “necessaria”, ci si nasconde dietro al paravento delle armi “etiche”: perchè uccidere decine di persone innocenti con i frammenti di potenti bombe pesanti, quando si ha la necessità di eliminare un solo soldato?

25 settembre 2012

LAVORARE PER LA PACE - Perché fai la guerra papà

di Davide Ragozzini - Il primo passo per cambiare qualcosa che non ci sta bene è creare con la mente un’alternativa, immaginare concretamente l’oggetto desiderato. La pace, un mondo nuovo e più giusto, costruito sulla condivisione e sulla cooperazione, forse sta iniziando a delinearsi perché, sempre più persone, stanno cominciando a desiderarlo quindi a immaginarlo ma più di tutto, credo, stiamo cominciando a credere che sia possibile. La vera rivoluzione inizia quando la moltitudine comincia a credere che un’utopia sia possibile. Nel mio articolo precedente “Smettere di lavorare”, affronto la realtà del lavoro in un’ottica, a mio avviso, molto futurista o forse ancora di più… post-dimensionale; il lavoro, così come viene inteso oggi nelle culture dominanti sul nostro pianeta, nelle mie righe viene seriamente messo sotto accusa. In questo articolo tento di scendere un po’ più nello specifico mettendo nel microscopio realtà lavorative come i militari e più sotto coloro impiegati nell’industria bellica sia di armi che di mezzi come navi, aerei, carri armati ecc.

30 maggio 2012

Italia: spendera' oltre 13 milioni di euro per armare la propria flotta di droni!

Secondo fonti di stampa Usa, all’Italia costerà 17 milioni di dollari (13,7 milioni di euro) armare la propria flotta di droni, composta da sei Mq-9 Reaper in in forza al 28° Gruppo Velivoli Teleguidati del 32° Stormo di Amendola (Foggia). 

Secondo l’agenzia Reuters, è la cifra che la Difesa italiana sborserà per acquistare dalle aziende militari statunitensi i kit di armamento, che comprendono software di puntamento e sgancio, piloncini alari per l’attacco degli ordigni e ovviamente questi ultimi: missili Agm-114 Hellfire (54mila euro l’uno) e bombe a guida laser Gbu-38 e Gbu-12 (rispettivamente, 28mila e 15mila euro al pezzo). La vendita di questi sistemi d’arma all’Italia, che attende a giorni il via libera del Congresso, farebbe dell’Italia il primo paese straniero – Gran Bretagna a parte – ad acquisire questa sofisticata tecnologia che – conferma a Reuters una fonte politica Usa – l’Italia vuole utilizzare sul fronte di guerra afgano.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.eilmensile.it/

Con la pesantissima crisi economica che sta vivendo l'Italia e con il disastroso terremoto di questi giorni questa è una notizia sconvolgente. Come se non bastasse tutto questo, oggi il Governo ha alzato le accise della benzina per trovare dei fondi per i terremotati e Napolitano, il Presidente della Repubblica, s'indigna con quanti (tanti) s'incazzano in Rete per i soldi che lo Stato spenderà per la parata militare del 2 giugno. La verità incontestabile, ancora una volta, e lo ripetiamo, è che questa classe dirigente è arrivata al capolinea. Essa non è più credibile e i cittadini fanno sempre più fatica a sopportarli ...

A cura di Raimondo per Niente Barriere 
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27 ottobre 2011

Tre milioni all’ora: l’Italia in crisi li spende per la difesa. Firmate l’appello di Zanotelli


Malgrado l’assenza di supporto mediatico sono già settemila le adesioni, che continuano a ritmo incessante, all’appello contro la manovra finanziaria di Padre Alex Zanotelli, che chiede di tagliare drasticamente le enormi spese militari italiane e non i servizi sociali.

Di seguito il testo dell’appello.
In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. È mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma (SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
È mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…” (art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.
Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta, né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?
Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?
E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!
Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.
E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).
È un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.
E il 27 ottobre sempre ad Assisi, la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.
Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.
Che vinca la Vita!
Alex Zanotelli
per firmare http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm

Fonte: http://altracitta.org/

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19 agosto 2011

Banca cattolica investe in armi, anticoncezionali e tabacco



I dirigenti dell'istituto di credito che predicava investimenti etici ligi al cattolicesimo si sono subito scusati pubblicamente
 La Chiesa cattolica si batte strenuamente da anni contro la guerra, contro l'uso della pillola anticoncezionale e per la salute dei cittadini, eppure il giornale Der Spiegel ha scoperto che la banca tedesca Pax ha investito migliaia di euro in società che vanno contro la sua stessa etica.
In particolare, 580mila euro in azioni della "Bae Systems", società inglese produttrice di armi, 160mila euro nella pillola contraccettiva Wyeth e 870mila euro in partecipazioni in società di tabacco. La banca si è scusata per il comportamento "non conforme a standard etici". La Pax promuoveva gli investimenti in fondi etici, specialmente dichiarando l'esatto contrario ossia di evitare investimenti in società produttrici di armi e tabacco perchè non consoni a una organizzazione la cui azione è ispirata alla fede cattolica. La Chiesa condanna la contraccezione dal 1968 e l'uso della pillola contraccettiva è considerata un "grave peccato".Un rappresentante della Pax Bank ha dichiarato che i loro errori verranno corretti immediatamente senza alcuna conseguenza pregiudizievole per i nostri clienti, in quanto sfortunatamente tali investimenti sono sfuggiti ai controlli interni, e ha ringraziato il giornalista tedesco di Der Spiegel per aver sollevato la questione.

fonte PeaceReporter