Visualizzazione post con etichetta Morti sul Lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Morti sul Lavoro. Mostra tutti i post

26 marzo 2012

Morì investito in fabbrica, reato prescritto.

Il figlio dell'operaio scrive ai giornali: «Non c'è giustizia».

MILANO - Suo padre, Antonio D' Amico, è una vittima del lavoro, morto nel 2002. Dopo un lungo iter giudiziario, il 22 marzo 2012 la Corte di Appello di Napoli ha dichiarato prescritto il reato. E oggi il figlio Rosario D' Amico, dalla sua casa a San Giorgio a Cremano (Napoli), esprime la sua amarezza. Lo fa con una lettera inviata ai quotidiani in cui riassume la vicenda.
LA VICENDA - Il padre era un operaio, dipendente della «Stola», una ditta che esegue lo stampaggio per conto della Fiat Auto. Il 6 marzo 2002 nello Stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco fu travolto da un carrello elevatore manovrato da un operaio di un' altra ditta, esterna, incaricata dei trasporti nello stabilimento. «Dopo l'incidente - scrive nella lettera Rosario D'Amico - ci siamo affidati alla giustizia, volevamo giustizia. Purtroppo la giustizia non esiste». E la prescrizione è stata una sorpresa anche per l'avvocato Consiglia Fabbrocini che, fin dal primo momento, insieme ad altri colleghi ha seguito come parte civile la famiglia D'Amico. «Dobbiamo attendere le motivazioni della sentenza - afferma il legale - ma la prescrizione per noi avvocati di parte civile non è maturata. E dirò di più: la sentenza di «non luogo a procedere per intervenuta prescrizione» non l'ha eccepita la Procura Generale, nè la difesa degli imputati. Ma aspetto di conoscere le motivazioni della sentenza che saranno rese note entro i 90 giorni per avere un quadro chiaro».
SEDE CIVILE - La famiglia D'Amico - fa sapere l' avvocato Fabbrocini- l'ha presa male. «Sono amareggiati, anche per loro è stata una sorpresa». «La Corte d'Appello ha confermato le decisioni civili in primo grado, che hanno comportato il pagamento di una provvisionale alla famiglia - conclude il difensore della famiglia. Se la Corte d'Appello darà sostegno alla tesi dell'omicidio colposo è chiaro che agiremo in sede civile per il risarcimento del danno». (Ansa)

Articolo letto su http://www.corriere.it/

Impaginazione a cura di Raimondo by Niente Barriere

SEGUICI SU FACEBOOK 

28 dicembre 2011

Millecento morti sul lavoro nel 2011


Il giorno di Natale lo dedico ai lavoratori che hanno perso la vita nel 2011. Più di 1000 non sono tornati a casa dalle loro famiglie. E' una guerra senza tregua cha va avanti da decenni, ma sembra che non interessi a nessuno. Il profitto viene sempre prima della sicurezza dei lavoratori. La sicurezza costa, la morte di un dipendente costa meno, talvolta, grazie alle leggi italiane, quasi nulla. I parenti delle vittime di un'economia e di una società malate passeranno il primo Natale senza un padre, un figlio, un marito. A loro vanno il mio cordoglio e un abbraccio.

Caro Beppe,
oltre 1100 morti su lavoro nel 2011, il 15% di questi lavoratori erano "in nero" o già in pensione, sono i dati che fornisce l'Osservatorio Indipendente di Bologna di Carlo Soricelli, un operaio in pensione, che fa un lavoro enorme con il suo blog, aggiornando ogni giorno le morti sul lavoro in Italia. Voglio ricordare quello che aveva detto l'INAIL, che per l'anno 2010, le morti sul lavoro erano scese per la prima volta dal dopoguerra, sotto quota 1000, per l'esattezza 980. Evidentemente c'è qualcosa che non va nei dati INAIL, e viene da sé che sono dati fortemente sottostimati, perchè non tengono conto di tutti i lavoratori che muoiono "in nero". Sono ancora in troppi che prendono questi dati come "oro colato". I dati dell''Osservatorio dimostrano che moltissimo resta da fare sulla sicurezza sul lavoro. Siamo di fronte a un'ecatombe. Come si può definire civile un Paese con tutti questi morti sul lavoro quando l'art 1 della Costituzione dice che "l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro" e non sulle morti sul lavoro!!! Lo Stato, oltre a chiederci di lavorare fino alla vecchiaia, dovrebbe garantire di tornare a casa vivi la sera, dopo una dura giornata di lavoro. Mi rivolgo al Ministro dell'Istruzione Profumo: faccia un decreto, perchè la sicurezza sul lavoro sia inserita come materia di insegnamento dal prossimo anno scolastico, a partire dalle scuole elementari come in Francia. Mi rivolgo al Ministro Fornero: ripristini le norme per la sicurezza sul lavoro, volute dal Governo Prodi con il testo unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08) e stravolte dall'ex Ministro del Lavoro Sacconi, con il Dlgs 106/09 (decreto correttivo), che tra le tante cose negative ha dimezzato le sanzioni ai datori di lavoro, ai dirigenti, ai preposti, in alcuni casi ha sostituito l'arresto con l'ammenda, ha introdotto la "salva-manager". Mi rivolgo al Ministro Cancellieri: aumenti le pene per i responsabili delle morti sul lavoro. Per il reato di omicidio colposo, la pena varia da 2 a 7 anni, ma spesso i datori di lavoro se la cavano con pene molto più basse o con la prescrizione.Un invito vorrei rivolgere alle associazioni, ai sindacati, ai partiti politici, alle Istituzioni e ai mezzi d'informazione: si smetta di chiamare queste morti, con il termine "morti bianche" e "tragiche fatalità". Queste morti non hanno nulla di bianco, e non sono fatalità, ma dovute al non rispetto delle minime norme di sicurezza sul lavoro ."

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Email: bazzoni_m@tin.it

La versione originale di questo articolo è presente su  http://www.beppegrillo.it/

08 settembre 2011

Morti sul lavoro, dall’inizio dell’anno sono più di 400 le vittime



Morti sul lavoro, dall’inizio dell’anno più di 400 vittime. 

Dall'inizio dell'anno ci sono stati 428 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, ma si arriva a contarne oltre 750 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade e in itinere. Erano 371 sui luoghi di lavoro il 31 agosto del 2010, l'aumento è del 13,30%.
L’agricoltura ha già avuto 137 morti e registra il 32% di tutti i decessi sui luoghi di lavoro. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori killer spesso senza protezioni che si ribaltano.

Dall'inizio dell'anno, solo sui campi, sono già 90 i morti provocati da questa autentica bara in movimento. Da soli gli agricoltori schiacciati dal trattore sono il 21% di tutti i morti sul lavoro. Poi a questo terrificante numero di vittime occorre aggiungerne altre tra le persone che incautamente sono a bordo del trattore con il guidatore: poi ci sono altri morti sulle strade, quando il mezzo si scontra con automobilisti e motociclisti. Di queste vittime la maggioranza ha oltre 65 anni. Spesso questi anziani non sono in buono stato di salute per guidare un mezzo così pericoloso in un territorio in pendenza come quello italiano. Diverse vittime hanno addirittura oltre ottanta anni. A morire nell’indifferenza generale sono i nostri padri e i nostri nonni. I morti sui luoghi di lavoro con oltre 65 anni sono quasi un terzo di tutte le vittime sul lavoro e moltissimi lavorano nell'agricoltura. Per salvare molte vite, sarebbe opportuno obbligare ad intervenire sulla cabina del trattore, in modo tale da non permettere al guidatore di essere sbalzato fuori in caso di manovra errata. Sarebbe opportuno sottoporre gli anziani agricoltori anche ad una visita medica d'idoneità alla guida, anche se si guida il mezzo in terreni di proprietà. Con queste misure tantissimi familiari di agricoltori non piangerebbero più la morte di un proprio caro.
L’edilizia ha già avuto dall'inizio dell'anno 116 vittime sui luoghi di lavoro e rappresenta il 27,1% sul totale, le morti in edilizia sono dovute soprattutto a cadute dall'alto. Le vittime sono per la maggior parte giovani edili meridionali e stranieri anche nei cantieri del nord.
Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono 47 con il 11,45% sul totale. I romeni sono oltre il 40% tutti i morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri.
L’industria ha già avuto 42 morti con il 9,6%.
L’autotrasporto 30 con l' 8,4% .
I giovani militari morti in Afghanistan sono già 6 dall'inizio dell'anno e 41 dall'inizio della missione.
La regione in testa a questa triste classifica per numero assoluto di morti è la Lombardia, con 49 vittime sui luoghi di lavoro. Già 13 vittime nella provincia di Brescia che, ad oggi, come l'anno scorso (21 morti), è la prima in Italia in questo triste primato. Un andamento molto peggiore della provincia di Milano che ha moltissimi abitanti in più e che registra 11 morti. Occorre ricordare che però la Lombardia ha più del doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione italiana. E questo, a nostro parere, è l'unico parametro valido per valutare correttamente l'andamento di una regione. Resta l'anomalia di Brescia che inspiegabilmente ha tantissime vittime sui luoghi di lavoro.
La Regione Emilia Romagna con 35 morti risulta purtroppo prima in questa triste classifica come numero di morti in rapporto agli abitanti (Provincia di Bologna 8).
La Sicilia con 34 morti risulta dopo l'Emilia Romagna seconda in rapporto al numero di abitanti. Ragusa e Catania 7 morti, Messina e Trapani 5.
Il Veneto, con 31 morti, come l'anno scorso si sta confermando tra le grandi regioni, una di quelle con il più alto numero di morti sui luoghi di lavoro. Le province di Padova, Vicenza, Venezia e Rovigo hanno ciascuna 5 morti.
Nonostante la terribile tragedia della Thyssen e dopo un calo costante delle vittime che si registrava da quel tragico evento, anche la provincia di Torino ha già 10 morti sui luoghi di lavoro e il Piemonte 29: il Piemonte ha già superato il numero di vittime dell’intero 2010 (28 morti).
Anche la Toscana, una delle regioni che ha avuto negli ultimi anni un andamento molto positivo rispetto alle altre, sta avendo quest'anno un numero consistente di vittime, già 28 contro le 29 dell’intero 2010.
Peggioramento nella Regione Lazio che ha avuto moltissimi morti in pochi giorni, le vittime sono diventate 26. Anche la Provincia di Roma, dopo un andamento molto positivo, registra un aumento dei morti sui luoghi di lavoro, sono 8 dall'inizio dell'anno contro le 20 dell’intero 2010.
Le province di Bolzano 11 morti, Chieti 9, Savona, Napoli, Latina e Lecce 7 morti. L'Aquila e Bari 5.
In agosto ci sono stati 49 morti solo sui luoghi di lavoro, a luglio 53 morti, a giugno 57, a maggio 51 e in aprile 45. Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono i lavori all'aperto quali l'edilizia, l'agricoltura, la manutenzione stradale, l'autotrasporto ecc... per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno aumentando la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi legati alle condizioni del tempo. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci, in determinate province, un aumento delle vittime per questi lavoratori, ed è per questo che siamo a segnalarvi un blog di Meteorologia http://www.prevenzionemeteo.blogspot.com/ che, con la nostra collaborazione, fa previsioni del tempo mirate alla prevenzione dei gravi infortuni sul lavoro per i lavoratori che operano all'aperto, e anche per l'itinere. Questi lavoratori, spesso rischiano la vita quando vanno o tornano dal lavoro: a causa di turni pesanti in orari dove si dovrebbe dormire. In questi casi le condizioni del tempo sono determinanti. I grafici elaborati col materiale raccolto nel corso di questi 4 anni e le condizioni meteorologiche danno una situazione abbastanza chiara e attendibile sui rischi che si corrono. Oltre le previsioni del tempo, sempre utili per tutti i lavoratori, il blog segnala quali sono le province più a rischio, situazione che si verifica in particolari condizioni atmosferiche. Nei mesi estivi tutto il Paese ha un rischio molto elevato, ma in alcune giornate i rischi sono maggiori. Molto pericolosi i giorni successivi a periodi persistenti di maltempo. I lavoratori che operano all'aperto, o che sono sulle strade nelle province evidenziate nelle giornate ad alto rischio, debbono prestare la massima attenzione nei giorni segnalati.

Carlo Soricelli - Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.com

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito: http://ilminatorerosso.blogspot.com/