Niente Barriere sara'in manutenzione per qualche giorno, ci scusiamo per eventuali disagi.

25 novembre 2008

Scuola tra tagli, crolli e crocifissi

Il recente crollo della Scuola di Rivoli, alle porte di Torino, e la sentenza di un tribunale spagnolo, ha riacceso il dibattito in Italia sui problemi della scuola, che si trascinano oramai da tanto tempo e son lontani di trovare una soluzione.

Ho molto apprezzato la relazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso, svolta stamane alla Camera: «Ciò che è avvenuto nel liceo Darwin di Rivoli non è una situazione episodica nelle scuole italiane d'epoca. Le scuole andrebbero sistematicamente sottoposte a manutenzione straordinaria, ed è evidente che questi interventi siano ancora più urgenti nelle zone a rischio sismico. Per mettere in sicurezza i circa 57mila istituti scolastici italiani - pubblici e privati - servirebbero, 13 miliardi di euro.» Bertolaso è stato poi durissimo con chi in questi anni ha scelto di fare come Ponzio Pilato sulla scuola. Ovvero lavarsene le mani e scegliendo di fatto di non intervenire, e prorogando, verso gli istituti italiani, la famosa legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, «una vergogna che deve terminare, una condizione assolutamente inaccettabile» ha concluso il capo della Protezione Civile.
Pubblico questo perché finalmente, dopo molto tempo, ho sentito un briciolo di buon senso dentro un Palazzo Istituzionale.

Ma qui finisce la mia euforia, ... perché sò benissimo che in Italia non si vuole mai risolvere niente. Questa è la tattica da sempre di chi ci Governa. Sinistra, Destra e Centro. Si aspetta che arrivi la tragedia annunciata, perché provocata volontariamente, per poter poi celebrare i soliti discorsi funebri, che vanno a braccetto con le chiacchere andate in onda precedentemente al disastro..
Per non parlare poi dei famosissimi ed ennesimi tagli alla scuola, alla ricerca e ai disabili di questo Governo...

Consoliamoci, si fa per dire, con la Spagna. Dopo mesi, anzi anni di crescita economia, che l'ha portata ad un passo delle economie trainanti della vecchia Europa (Francia e Germania), ora grazie alla grave crisi economica mondiale, la nazione del Presidente Zapatero, si appresta a scendere molto rapidamente i gradini saliti in questi anni.
Zapatero è un abile politico, e sa benissimo che gli spagnoli hanno un gran desiderio di libertà, tra l'altro in questi giorni si celebrano i 30 anni dalla fine del regime franchista.
Quale occasione migliore per sollevare il morale e la voglia di libertà degli spagnoli, se non far togliere dai locali pubblici e dalle scuole il Crocifisso, per rafforzare la libertà e la laicità dello Stato (vendicandosi della Chiesa Spagnola in primis che ha aiutato il regime franchista)?

Un operazione questa che fa venire la saliva alla bocca a tanti italiani, e che al sottoscritto invece non entusiasma. Come mai? Semplice, ve lo spiego in poche righe, anche questo secondo me è buon senso.
Penso che siamo talmente indietro in tante cose, e non solo rispetto alla Spagna, che mi piacerebbe che in ambito scolastico seguissimo i passi di tanti paesi del mondo: dove la scuola funziona, produce qualità, le strutture non sono fatiscenti, i ricercatori sono malpagati e devono stare negli sgabuzzini, etc etc.

Parlando di religione e scuola sono favorevolissimo di togliere quegli assurdi privilegi che la Chiesa Cattolica, come Stato, ha nei confornti dello Stato Italiano; ad esempio la norma che fa aumentare lo stipendio dell'insegnante di religione mentre lo nega agli altri, e che mette al sicuro i primi da eventuali tagli, che invece toccano a tutti gli altri. Semplicemente vergognoso in uno stato Civile.

Altro che Crocefisso, simbolo peraltro di una civiltà cristiana la nostra, che piaccia o no, in Europa.

Per Approfondire:
dal Blog Diego Garcia: La sicurezza nelle scuole non c'è

24 novembre 2008

Congo la guerra sporca

Oggi parlerò dell'ennesimo conflitto che attanaglia quel bellissimo continente che è l'Africa.

Quello che si sta combattendo in Congo è una delle tante guerre sporche. Milioni di persone fuggono da una guerra che infiamma le province del Nord e Sud Kivu, nell’est del Congo.
Nei campi profughi troviamo molte persone ammalate o ferite. Altre sono state rapite, violentate o derubate di tutto ciò che avevano e cacciate dalle loro case. Il destino di ognuno di loro è da sempre plasmato dalla guerra in Africa non solo in Congo.

Per più di un decennio, diversi gruppi armati e l’esercito si sono combattuti nel Kivu. La violenza ha impedito alle persone di condurre una vita normale. La storia della loro lotta per la sopravvivenza non è stata raccontata e mai verrà raccontata come dovrebbe.
Alcuni osservatori internazionali, per non svelare il vero motivo di questo conflitto, raccontano al mondo che questo è l'ennesimo conflitto etnico esportato (Ruanda), ma se andiamo a documentarci capiamo subito che quanto affermato da loro, sia niente di più falso.

Diamanti, uranio, cobalto, un consistente patrimonio idroelettrico ma soprattutto il coltan, questi sono i motivi che spingono gente assetata di potere e ricchezza, a ridurre inerme la popolazione congolese.


Per saperne di più
http://sentieridiviaggio.blogspot.com/
http://www.condition-critical.org/it/
http://www.medicisenzafrontiere.it/
http://www.beppegrillo.it/2008/10/congo_reviole.html
http://www.congo.it/lettura/tiporicerca.asp?pid=844&catid=209

22 novembre 2008

E-Mail ignorate dai Parlamentari Italiani

Secondo un'inchiesta del settimanale Panorama solo il 2,7% dei parlamentari italiani risponde alle e-mail mandate dagli elettori.
Dunque cari amici quando leggete di qualcuno che Vi invita a scrivere una qualsiasi mail (immagino di protesta) a questo o a quel parlamentare ...lasciate perdere.
Spessissimo queste caselle di posta elettroniche risultano intasate, spesso dimenticate, ignorate dall'eletto e dal suo staff.



21 novembre 2008

Antivirus gratuito Microsoft nel 2009

Nel post del 10 novembre mi ero occupato della preoccupante falla dell'Antivirus AVG 8.0 Free che in quei giorni, malgrado regolarmente inserito ha fregato moltissime persone e giusto l'altro giorno anche una persona di mia conoscenza, un virus devastante l'ha portato a formattare tutto il pc (è comunque un caso raro in media).
Già allora dissi che ultimamente sono pochissimi gli antivirus presenti che danno una regolare licenza gratuita. AVG è uno dei pocchissimi antivirus gratuiti e, malgrado la falla e il virus devastante che ha beccato un mio amico, (i produttori si sono scusati con gli utenti in tutte le salse) rappresenta ancora una buonissima risorsa per proteggere il vostro pc.

Girando per la Rete ho scoperto che la Microsoft dalla seconda metà dell'anno prossimo (nel 2009), svilupperà una suite completa Antivirus e udite udite gratuita!
Il pacchetto per la sicurezza del pc sarà compatibile con Windows XP, Vista e Windows 7 (l'ultimo nato in fatto di Sistema Operativo), e sarà adatto sia ai più piccoli computer che a quelli più potenti.
Se il software si dimostrerà all'altezza potrà essere installato come impostazione predefinita nei nuovi computer con sistema operativo Windows, ma prima Microsof dovrà dimostrare di essere all'altezza nello sviluppo di Antivirus.

A dire la verità sono molto più curioso di sapere come la prenderanno i suoi partner storici McAfee e Symantec, visto che a quanto pare Microsoft ha deciso di rubargli il lavoro...

Una considerazione finale: che Microsoft si appresti ad essere contaggiata finalmente dall'Open Source?

Aggiornamento 12:34 di Sabato 22 Novembre 2008

Grazie all'amico Asterix del Blog DIxDiPCperVOI, nei commenti al post, siamo riusciti a capire che razza di antivirus gratuito ci vorrebbe rifilare Microsoft nel 2009: una patacca (OneCare), se lo tengano pure..


Dai uno sguardo e commenta anche il secondo post del giorno:
Niente mano a Bush e Global Trends 2025

Niente mano a Bush e Global Trends 2025

Solo 3 giorni fa ho parlato della probabilità che George W. Bush venga indagato per i suoi gravi crimini commessi durante la sua presidenza, vedi il post Impeachment per George W. Bush?.
Girando per la Rete ho trovato un simpatico video che dimostra che il nostro George è oramai un uomo solo, una volta terminata la sua esperienza presidenziale, fallimentare, non conta più un cazzo.
Da poco si è concluso il primo vertice del G20, la CNN ha messo in rilievo un fatto realmente accaduto, peccato che da noi non si sia dato peso alla vicenda, sicuramente per non dispiacere il suo grande amico Silvio...



Sempre in faccende USA ho beccato dall'Ansa, una notizia che dimostra il declino in cui stanno andando incontro gli Stati Uniti, e che ci farà forse rimpiangere il benessere e quel briciolo di democrazia a cui abbiamo goduto negli anni '80 '90

ANSA - WASHINGTON - La Cia e le altre agenzie d'intelligence statunitensi prevedono che nei prossimi due decenni l'America continuerà a perdere influenza politica ed economica (la crisi attuale di Wall Street sarebbe un primo segnale), e immaginano crisi e guerre legate alla fame di risorse, in primo luogo energetiche, alimentari e idriche.
Lo scenario è quello che emerge dal rapporto 'Global Trends 2025', con il quale il National Intelligence Council, il centro studi che raccoglie i migliori cervelli dell'intelligence americana, sposta avanti di altri cinque anni le proprie visioni per il futuro. Presentato stasera a Washington, il testo di 120 pagine aggiorna quello con cui nel 2004 erano state indicate dalla Cia le tendenze globali fino al 2020. Secondo il rapporto, il sistema internazionale nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e ridisegnato dopo l'epilogo della Guerra Fredda, va incontro a un'altra rivoluzione nel prossimo ventennio. Quello in arrivo è "un sistema globale multipolare".
L'attuale crisi finanziaria è solo il segnale d'inizio di una riorganizzazione generale dell'economia che avrà effetti sul dollaro, sul sistema finanziario americano e sul peso politico di Washington nel mondo. Clicca per continuare a leggere


Stati come Cina India e Russia che hanno sempre più un grande peso economico e politico, non sanno di certo cosa vuol dire la parola democrazia, e sfortunatamente questi stati già da tempo stanno insegnando ad altri come si ottiene l'ordine democratico (a modo loro). Vero Italia????

20 novembre 2008

Legge Ammazza Blog: Cassinelli sostituisce Levi

http://www.camera.it/_dati/leg16/SchedeDeputatiPrototipo/foto/scheda_big/d302949.jpg

CASSINELLI Roberto

Nato a GENOVA il 10 dicembre 1956

Laurea in giurisprudenza; Avvocato civilista e amministrativista

Eletto nella circoscrizione X (LIGURIA)

Lista di elezione: IL POPOLO DELLA LIBERTA'

Proclamato il 29 aprile 2008

Iscritto al gruppo parlamentare:
Popolo della Libertà, dal 5 maggio 2008

Non sono passate che poche ore da quando Niente Barriere ha parlato di Riccardo Levi che ha cancellato la sua proposta di Legge Ammazza Blog, criticatissima e che ha fatto mobilitare la Rete, che subito zitto zitto è subito comparso un clone del volenterosissimo Levi.
Il nome del nuovo Vigile della Rete, e in particolare dei Blog e dei siti che fanno informazione, d'ora in avanti sarà Roberto Cassinelli, noto per esser membro della Commissione Giustizia della Camera.
Alla presentazione della sua Proposta di Legge, ha attaccato il suo predecessore, dichiarando: "Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee, per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet"

Dunque all'apparenza tutti i Blogger tireranno un sospiro di sollievo.
Ma attenzione, Roberto Cassinelli ha anche lui delle idee chiarissime , non troppo distanti dal Levi, anche lui infatti non sopporta tutti quei siti che fanno informazione, magari stipendiando i propri collaboratori, e che vivono grazie alle donazioni degli utenti e dalla pubblicità presente nel proprio sito.
Vi faccio notare che questa gente non sopporta proprio la gente che non chiede i tanti miliardi dello Stato, e dunque in questo caso loro, la Casta, non può dunque controllare cosa scrivono e cosa fanno.

Fatto sta che il Cassinelli ha annunciato che vuole regolamentare la Legge n° 62 del 2001, presente per iscritto in gran parte dei blog, e che aveva ha provocato, allora, una vera mobilitazione in rete, tanto che grazie al sito Punto Informatico c'era stata una petizione online che aveva visto, per la prima volta in internet, oltre 53mila utenti Internet sottoscriverla.

Quella norma
ha "la definizione di prodotto editoriale" così generica che può comprendere qualsiasi cosa: siti e blog compresi, dunque non a caso già allora scatenò un putiferio online, che ancora oggi mette in allarme chi decide di aprirsi un proprio Blog.
Insomma è sicuramente presto per ritornare a fare le barricate ma sicuramente questa è una questione da controllare attentamente per evitare che "il Sistema" metta le mani su l'unica cosa veramente democratica presente attualmente in Italia: I Blog e tutti i siti dove possiamo trovare L'informazione Libera.

Fonte Notizia: Punto Informatico

19 novembre 2008

Retromarcia di Levi sulla Legge Ammazza Blog


Oggi come Blogger giornata strapiena, due post e un aggiornamento, comunque notizie come questa è un piacere inserirle. Quando si parla di "potere di internet"... ;)


http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2007/10/24/43719/images/21192-GERMOGLI.JPG

Grazie al Blog di Sergio "Di Tutto", che ringrazio per l'eccellente notizia, sono venuto a conoscenza di un comunicato stampa presente sul sito del Partito Democratico, in cui lo spregevole Levi (guarda bene la foto di questo personaggio, t'invito a cercartene una e a pubblicarla nel tuo blog, visto che questo signore passa da sempre inosservato, sembra non esista di faccia e non solo nei media), grazie alle tante pressioni ricevute in questi giorni ha deciso di ravvedersi...

Eeccone un passo:

...sul progetto allora elaborato e che sto ora riproponendo al Parlamento, si stanno manifestando tra gli utenti di internet diffuse preoccupazioni. Si teme, in particolare, che vengano introdotte regole che limitino la semplicità dell’accesso alla rete e la libertà d’espressione che essa naturalmente permette.

Si tratta di paure totalmente infondate.
Clicca qua per vedere l'intero comunicato stampa (fonte sito Partito Democratico)

Che aggiungere altro se non: Paura.......... ;) :D


Non dimenticarti di commentare anche gli altri post di oggi:
Niente Barriere commenta la grande truffa del Digitale Terrestre
Pizzini in diretta TV con aggiornamento

Niente Barriere commenta "La grande truffa del Digitale Terrestre"

Stamattina mi sono imbattuto in un articolo molto interessante che parlava del Digitale Terrestre. Come saprete questo Blog ha già affrontato la questione col post Stop alla Tv Analogica: la Sardegna è digitale. Essendo questa un'inchiesta fatta abbastanza bene, non ho resistito e ho lasciato un commento.

Niente BarriereNo Gravatar

  1. 19 Novembre 2008 , 10:32
    Bel articolo io ci avrei aggiunto che il digitale terrestre è stato fatto per permettere a Berlusconi di usufruire a pieno di una pay tv (vi ricordate di tele+), a spese dello stato e quindi nostre, visto che appunto si vedono soprattutto i canali ..a pagamento.
    Soru è interessato al progetto perchè ha Tiscali Tv che in italia è poco conosciuta ma altrove..
    Infine è una tecnologia vecchia e limitativa perchè sfrutta segnali terrestri, se vicino a casa tua hai la sfortuna di aver qualche ostacolo (esempio una montagna, un grande edificio, una chiesa per esempio.. etc)vedi poco o nulla.. passate a seneghe(OR) e controllate..

    Per non parlare del meteo.. bastano poche gocce e finchè non smette non vedi.. Sembra quasi quasi una Warless scarsa… ;;;;))))


Dal sito d'informazione online Giornalettismo:


Doveva essere “il futuro” sceso sulla terra grazie al magnanimo Maurizio Gasparri. Ma fra lungaggini, problemi e soldi buttati, di “nuovo” nell’affaire “digitale terrestre” non si è visto proprio niente. Anzi, il caso Sardegna insegna che…

Spesso si dice: “Lasciatelo lavorare”. Nel senso che all’Esecutivo bisogna dare il tempo necessario affinché la forza dei provvedimenti governativi si dispieghi in tutta la sua beltade. Vero, per carità; e visto che Silvio Berlusconi è stato già al governo per ben 5 anni, è il caso di apprezzare quanto bene abbia portato all’Italia una delle sue leggi più rappresentative. Ve lo ricordate il digitale terrestre? E’ quella nuova forma di trasmissione delle reti tv prevista in seno alla Legge Gasparri che presto diventerà l’unica. E’ infatti iniziato con successo lo switch off, ovvero lo “spegnimento” del caro vecchio etere a cui tutti siamo abituati, che dalla Sardegna si estenderà poi a tutto lo stivale. La ratio di tutto ciò è semplice: le vecchie frequenze erano limitate mentre sul dt sono potenzialmente infinite. In termini di concorrenza, significa un nuovo mercato da conquistare completamente; in termini di antitrust invece, una base infinita su cui ricalcolare le posizioni dominanti attuali. Che, ovviamente, si ridimensionano di molto considerando che non si calcolano solo più su 10 frequenze, ma su un numero potenzialmente infinito. In soldoni, se hai 3 reti su 10 è un conto, se ne hai 3 su N milioni un altro. Geniale, non c’è che dire.

POLLICE VERSO - L’idea della sperimentazione a braccetto con la Val d’Aosta aveva inizialmente entusiasmato il Governatore Soru, Mister Tiscali per intenderci ovvero uno che la tecnologia la respira a pieni polmoni. In breve i fuochi di paglia si sono spenti per cedere il posto ai veti. ”Farò una battaglia perché non si può negare ai Sardi il diritto di continuare a vedere la televisione nel modo in cui la vedono a cominciare dai programmi del servizio pubblico. Non metteremo una lira in una operazione che si sta rivelando del tutto diversa da quella che avevamo negoziato nell’aprile scorso con il Ministero delle Telecomunicazioni e le reti televisive Rai, Mediaset e La 7, firmando un protocollo che è stato totalmente disatteso” ha tuonato il buon Renato con lo sguardo rivolto oltremare. “La Regione aveva infatti chiesto e ottenuto di accompagnare l’arrivo del digitale terrestre con la sperimentazione di una televisione realmente interattiva, utilizzabile come terminale della rete, collegata all’adsl per l’accesso veloce a internet, ad un personal computer e ad un’antenna. L’obiettivo era quindi quello di realizzare un sistema, del quale il digitale terrestre è una componente, una applicazione tecnologica. Quella che attraverso un decoder consente di ricevere a casa, sul proprio televisore (oltre ai normali programmi tv) anche i servizi interattivi che consentono di dialogare con l’amministrazione. Ricevendo informazioni, ma anche moduli, documenti, certificati”. Beata ingenuità? Tanta polemica è valsa a prolungare la sperimentazione su suolo sardo quasi due anni per concludersi, non senza conseguenze, il mese scorso.

VA TUTTO BENE - Da metà ottobre dunque tutta la Sardegna viaggia all’unisono in digitale terrestre, dopo che hanno fatto da cavie prima gli sventurati Cagliaritani mentre i corregionali sono stati temporalmente lasciati all’opzione “analogico o digitale”. Benvenuti, finalmente, nell’era digitale, quella che avrebbe dovuto accontentare tutti: vecchi, grandi e piccini e moltiplicare le voci e le reti, ma che invece èriuscita unicamente a moltiplicare le polemiche. Sembra infatti che non siano sorti particolari problemi. Ma sarà vero? “Figlio mio, fai la cortesia a mamma, sintonizzami i programmi Rai che sono saltati l’altro giorno e non c’è stato verso di riprenderli” è la frase più comune spesa nelle famiglie isolane prima di convocare il tecnico di turno a causa dei continui cambi di frequenza nella mai scordata tre giorni di assestamento delle emittenti televisive. Secondo i sardi, non proprio. “Questi digitali fanno venire le crisi isteriche…” lamentano tutti: e di motivi ce ne sono un paio. Il primo è che non sarebbe più possibile registrare, o almeno in molti non ci riescono. In più, anche se dovesse verificarsi il miracolo, non lo si potrebbe fare mentre magari si guarda altro. Il che ridimensiona drasticamente l’utilità stessa della registrazione (si lamenta una ragazza “come glielo spiego a mia mamma che se vuole registrare un film a rai uno, perche magari a canale 5 c’è ne un altro da non perdere, non lo può più fare??????“). Altri poi trovano difficoltoso addirittura vedere la televisione: i canali non vengono trovati dal decoder, oppure bisogna affidarsi a riti al limite dell’esoterico per potersi guardare il tg (”…Registrare? Almeno riuscirsi a sintonizzare i programmi su questa cavolo di televisione a digitale incorporato!!!! :-(”; “e io che pensavo che il problema maggiore fosse che il segnale sparisce e bisogna continuamente staccare la spina, o che altre volte si incanta l’immagine e perdì proprio la frase saliente del triller che ti fa capire tutto!”).

Che è successo? La Sardegna, insieme alla Val d’Aosta, sarebbe dovuta essere una delle regioni d’Italia da cui far partire la sperimentazione della tv digitale ovvero il passaggio dall’analogico al digitale. Di fatto ciò è avvenuto con grande lentezza per via di alcune sacche d’opposizione dentro la maggioranza della Regione e a causa della mutevolezza del Governatore Soru il quale, dapprima ha presentato la sperimentazione come una tappa fondamentale della storia delle comunicazioni, per poi tergiversare non appena resosi conto che si trattava dell’ennesima fregatura del governo che nei fatti significava digitale di vecchia tecnologia e lotta per l’acquisizione delle frequenze. Di fatto il passaggio al digitale ha penalizzato le emittenti più deboli a vantaggio del gruppo Unione Sarda notoriamente avverso a Renato Soru. La sperimentazione è stata frammentata in aree territoriali: si è cominciato con Cagliari per poi allargarsi all’hinteland e solo con quest’ottobre tutto il territorio isolano ha dovuto staccare l’analogico. Il problema è che le emittenti si sono fatte trovare impreparate: per alcuni giorni sono scomparse prima le reti Mediaset e poi quelle Rai. Ma ciò che è peggio è che il segnale dei digitali è tremendo: salta sistematicamente, molti anziani sono impazziti perché non riuscivano a sintonizzare i canali per via del fatto che le emittenti cambiavano continuamente frequenze in digitale.

W IL LIBERO MERCATO - Insomma, un disastro. Che più che altro, rischia soltanto di portare in massa clienti a sky. E come se non bastasse, le accuse si fanno insinuanti: “in Valnerina abbiamo 37 canali: 2-3 di test, 3-4 reali, 2 per la vendita online (mediashopping e un altro) ed il resto PAY PER VIEW! Questo è il digitale terrestre GRATUITO? CHE SERVE A LIBERARE LE FREQUENZE PER AVERE LA LIBERIZZAZIONE?” si chiedono giustamente in questo gruppo di Facebook. In sostanza, sembrerebbe che in alcune zone i canali gratuiti non sarebbero raggiungibili, mentre quelli a pagamento sì. Quindi o si guarda mediashopping tutto il giorno, oppure si sgancia. Un’altra perla è l‘insinuazione circa il costo dei ricevitori: “…ma perchè quando c’era il contributo statale di 100 euro i decoder costavano 120 euro, e ora che il contributo statale non c’è più, gli stessi decoder costano 20 euro…”. In effetti una veloce ricerca sembrerebbe avvalorare questa tesi: un decoder mediamente buono, in epoca contributi, veniva pagato una cinquantina di euro (a netto del controbuto statale di 150 euro). Dunque ne costava in tutto 200. Ora invece, i prezzi medi sono di 50 euro (senza incentivo). Un ricarico del 400% pagato da noi e dallo Stato. Quindi da noi due volte.

ALLA FINE DELLA FIERA - In 4 anni è avvenuto lo switch off - parziale - di una regione, i cui abitanti denunciano grandi problemi di ricezione dei canali, senza considerare tutte le micro tragedie a corollario (reti a pagamento, registrazione, etc). Si vocifera che nel 2010 lo switch off riguarderà il 70% della popolazione, ma cosa succederà se i risultati dovessero essere questi? L’unica cosa certa è l’ingente quantità di denaro sborsata a margine di questa operazione - poco felice - dal nostro paese. Che dal 2004 è costretto a stanziare fondi per l’acquisto di decoder semi inutili. I cui prezzi sono drasticamente calati una volta che il rubinetto statale si è chiuso. Ve bene che i prezzi dei settori tecnologici sono spesso soggetti a crolli, ma in questo caso la coincidenza è davvero impressionante. Considerato tutto questo, il primo bilancio del digitale terrestre è negativo. E se questo doveva essere il fiore all’occhiello della Legge Gasparri, allora è meglio non immaginarsi il resto.

Di Maddalena Balacco (loska) (Ha collaborato Maria Teresa Allegretti)

Comparando il mio vecchio e post e questa inchiesta che ne pensate del digitale terrestre?

Pizzini in diretta TV con aggiornamento

Aggiornamento 19.47 - 19 Novembre 2008

Svelato il mistero del pizzino di La Torre a Bocchino. A svelarlo il direttore del TG di LA7 che ha mostrato il pizzino davanti alle telecamere.



Una considerazione finale: La Torre stavolta ha usato dei pizzini, evidentemente è scottato dal cellulare visto che già una volta si è salvato, grazie ai camerati di entrambi gli schieramenti, dalle intercettazioni Unipol. Cosa può fare scoprire la verita'...

Ma... Di Pietro cosa aspetta a mollare questi ...bip


17 Novembre 2008, Pizzini in diretta TV


Quando ho visto questo video sono rimasto sconcertato, pensavo di aver già visto, sentito e letto tutto sulla politica italiana ... sorprendente!

Vi pongo una domanda:
Avete sentito o letto di quello che è accaduto nel video?
Io no, l'ho visto per la prima volta 5 minuti fa.


18 novembre 2008

Impeachment per George W. Bush?



Nel video Silvio Berlusconi a Camp David parla in inglese con George Bush

Solo poche settimane fa il nostro Presidente del Consiglio si è recato negli Stati Uniti in occasione del Columbus Day per essere ricevuto in pompa magna dal suo "amicone" George W. Bush. Nei discorsi ufficiali tra le due autorità, il nostro Premier ha sottolineato che per il suo grande amico «la Storia definirà un grande, grandissimo presidente».

http://www.cryptolife.org/wp-content/uploads/2008/04/bush-wanted.gif

Era il 14 Ottobre e ancora non era stato incoronato Barack Obama nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America.
Ma attenzione, infatti dal giorno che Obama si insedierà ufficialmente sul trono della Casa Bianca (20 gennaio), sul presidente uscente c'è una minaccia che potrebbe portare ad un'azione giudiziaria di portata storica; tesa ad incriminarlo per omicidio premeditato e falsità in relazione ai controversi motivi della guerra irachena. Oltre che per violazione delle leggi sui diritti umani, contro la tortura e le intercettazioni occulte.
Fino ad allora all'inquilino della Casa Bianca è assicurata una immunità da procedimenti penali, ma appena il mandato giunge a scadenza lo scudo presidenziale si potrebbe dissolvere.
Non dimentichiamo che Obama e il suo vice Biden hanno chiarito in campagna elettorale che a George W. in materia di giustizia non avrebbero fatto sconti.
Sarà vero o il Presidente del Cambiamento deciderà, contagiato dalla "pace politica" presente in Italia impantanata nella dittatura parlamentare dolce PD(L) Veltrusconiana?
Speriamo proprio di no, intanto vediamo in dettaglio cosa potrebbe succedere al Presidente d'America più idiota e criminale della storia:

Titolo 18 dello Us Code, sezioni 2, 1001 e 1111

E' questo il paragrafo che dal 1955 punisce con pene severissime (fino a quella capitale, ma in questo caso sarebbe fantascienza) i reati di frode ai danni dello stato e del Congresso.
L'America, anche in tempi moderni, è famosa per imputazioni come questa su personaggi famosi e al centro del potere. Ricordiamo per esempio alcuni casi che hanno fatto scalpore e che la Giustizia Americana sta ancora vagliando: il ministro degli esteri Condoleeza Rice, il consigliere principe Karl Rove, l'ex ministro della giustizia Gonzales - ufficialmente sotto indagine - e ancora una decina tra i loro assistenti.
Inoltre tantissime indagini sono state avviate recentemente dal Senato all'indirizzo di Casa Bianca, Dipartimento della giustizia e Consiglio per la sicurezza nazionale, per lo scandalo sulle intercettazioni incontrollate. Per non parlare del noto ex capo dello staff del vicepresidente Cheney, "Scooter" Libby, condannato a 30 mesi nell'ambito della querelle sulle armi di distruzione di Saddam, e subito graziato da Bush.
Insomma a quanto pare Bush rischia grosso e questo spiegherebbe la lecchineria di Bush nei confornti di Obama di questi giorni.
Dopo anni di rumors, indagini e mandati di comparizione contro i membri del suo staff, a partire dal 20 Gennaio ci potrebbe essere un incriminazione "eccellente" per omicidio premeditato e falsità in relazione ai controversi motivi della guerra irachena, oltre che per violazione delle leggi sui diritti umani, contro la tortura e le intercettazioni occulte.

Questo è quello che mi auguro per questo Farabbutto di portata storica... vero Silvio?

14 novembre 2008

Post a Blog unificati - Se tutti i Blogger si dessero una mano...

Sono indignato, incazzato, triste, deluso, sconfortato, etc etc. Sono giorni che vedo notizie assurde, punti di vista senza senso che poi alla fine circolano come un virus informatico che si diffonde e fa danni incalcolabili.
Quasi mi passa la voglia di lottare. Ogni volta che mi azzardo a leggere un sito della Casta o ascoltare un solo minuto di telegiornali della Casta, mi viene da dentro, dall'anima, una sensazione che non so descrivere a parole.

Sono giorni che cerco di stare lontano da tutto quello che mi può far salire la pressione alle stelle, Blog Niente Barriere compreso. Mi vengono in mente le solite parole che chi frequenta dall'inizio i miei Blog conosce:

Censura - Regime - Veltrusconi - Potere delle Multinazionali


Ma non posso tirarmi indietro, ne va della mia coscienza. Parteciperò anche io a testa alta ad una ennesima battaglia. L'esito finale è difficile, forse disperato, ma la speranza è l'ultima a morire. Mai come adesso dobbiamo fare rumore, tappezzare la rete con la protesta degli utenti, e tentarle tutte per far rimangiare ai lor signori i decreti della Casta che sanno di Regime.

Consiglio di mettere su tutti i Blog la faccia di un signore che passa per essere il salvatore della Patria e, malgrado i danni che vuole fare, passa del tutto inosservato "dall'informazione" .

Non ha neanche il coraggio di farsi vedere e riprendere, se ci pensate è cosi.

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2007/10/24/43719/images/21192-GERMOGLI.JPG

Riccardo Levi


Dal Blog di Beppe Grillo

http://www.beppegrillo.it/immagini/freebloggers.jpg

Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano...

Il disegno di legge ammazzablogger non è figlio di nessuno. Sarà forse figlio di puttana. Di padre ignoto e di madre incerta. Nato in provetta o per partenogenesi. Non una voce dei nostri parlamentari, a parte quella di Antonio Di Pietro, si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e INFORMANO.

Il disegno di legge è stato presentato da Franco 'Ricardo' Levi. Levi è del PD. Il segretario del PD è Veltroni. O non sa nulla, come mi dicono gli succede spesso, o è d’accordo.


I veri giornalisti stanno in Rete, alcuni li conoscete, si chiamano Ricca, Martinelli, Byoblu. Mi scuso per coloro che non cito, ma sono migliaia. La Rete esprime un Paese diverso. Se i lobotomizzati dalle televisioni e dal trio CorriereRepubblicaLaStampa si informassero in Rete, lo psiconano sarebbe ospite permanente di Putin in Siberia e Topo Gigio Veltroni una maschera del cinema.
La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto. Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all’estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m..da. Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E’ ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E’ una bella sensazione. All’inseguimento invece che in fuga. Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome, il loro indirizzo http con l’iniziativa “FREE BLOGGER”. Sono loro il cambiamento. Non lo fermerete.

"Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano..."


Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER":
Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con:
- Oggetto: il tuo nome
- Testo: indirizzo del tuo blog
- Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger"
Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
- Articolo di "Punto Informatico"
- Analisi di Daniele Minotti


Diffondi l'iniziativa



10 novembre 2008

Edizione Straordinaria 100 visite = 100 Grazie

Edizione Straordinaria: Ore 22:14. Ho notato casualmente, sono qua per rispondere ai vostri commenti e leggere un po di blog amici, che in questo preciso momento, per la prima volta questo blog raggiunge le 100 visite al giorno.
Che dire se no grazie a tutti voi che leggete e commentate, per me è una cifra enorme, so che tantissimi blog superano abbondantemente questa cifra ;) ma che ci volete fare... io sono già strafelice cosi :-)))))) e questo post rappresenta un ricordo a questo evento e niente di più.
A presto con il prossimo post (sono indeciso se parlare della Bruni o della prossima fregatura della Telecom). Datemi entro stanotte se volete un consiglio su cosa parlare la prossima volta, ciao.

ps. D'ora in poi non farò post commemorativi personali come questo, quindi solo contenuti su Niente Barriere.

IMPORTANTE notizia su l'antivirus AVG 8.0

Da alcune ore in rete si stanno moltiplicando i messaggi di una segnalazione ERRATA (trattasi infatti di un falso positivo) da parte di AVG 8.0 di un file infetto, questa segnalazione non viene fatta da AVG 7.5 e non viene fatta se Windows non e’ perfettamente aggiornato.

Il file in questione e’ c:\windows\system32\user32.dll che viene segnalato come infetto da PSW.Barker4.APSA e l’antivirus ne propone la correzione.

La correzione (o la messa in quarantena) toglie la dll dalla directory c:\windows\system32, ma questo file è INDISPENSABILE a Windows. Infatti appena cancellato avrete problemi a avviare qualunque programma e dopo il riavvio del sistema avrete solo schermate blu a raffica.

Fino a che il file user32.dll non torna al suo posto il sistema non potrà più avviare.

Questo e’ il messaggio che si presenta che DEVE essere ignorato.

Se il danno invece fosse già fatto non disperate, potete ripristinare il file avviando con il cd di installazione di Windows XP o quello di Vista ed avviare la console di ripristino. Una volta avviata la console di ripristino o la distribuzione linux troverete una copia del file cancellato perfettamente utilizzabile in c:\windows\system32\DLLcache, dovete solo rimetterla in c:\windows\system32 e riavviare.

Ovviamente appena ripartiti AVG 8.0 riprenderà a segnalare l’infezione. Dovete ignorare sempre e aspettare che arrivi il prossimo aggiornamento di AVG che sicuramente aggiusterà la falla del proprio prodotto, comunque questa qua è una cosa gravissima di uno dei maggiori e seri antivirus seri (ecco perche quella versione è gratuita..), visto che gli utenti si affidano ad un programma per la loro sicurezza e questo programma invece viene rilasciato con una intollerabile leggerezza ad chi lo produce, senza fare le DOVUTE prove del caso.

Visto l'importanza della notizia (conosco tante persone che usano propio quell'antivirus, inoltre anche il sottoscritto usa proprio AVG 8.0 e mi trovo bene), invito chi vuole, a far girare la notizia nei vostri Blog.

08 novembre 2008

L'iniziativa del Blog savianocontinua.blogspot.com

Oggi vi propongo l'ennesima iniziativa che nobilita da sempre la Rete, che è in larghissima parte impegnata per il bene di tutti, e che lotta con i propri mezzi per avere una società giusta e democratica.

[gruppo_bassa.jpg]

Savianocontinua.blogspot.com è il Blog da cliccare per diffondere un iniziativa davvero interessante, creata da un gruppo di una ventina di ragazzi che ieri hanno lasciato nei muri della centrale via San Vincenzo, a Milano, le proprie gigantografie dei loro ritratti, con la scritta dei loro nomi di battesimo, accompagnato dal cognome dello scrittore Roberto Saviano, autore del famosissimo libro "Gomorra", il quale denuncia il potere devastante della Camorra.

Il successo di questa iniziativa è stata notevole, grazie anche al passaparola di tante persone, tanto che ora i promotori dell'iniziativa, invitano chiunque fosse interessato a collaborare con loro, lasciano sul Blog la propria foto che immortala l'adesione a questa iniziativa e, per chi fosse interessato, a portare questa iniziativa direttamente nei Comuni di appartenenza.

Come vedete qua sotto mi sono attivato per partecipare in qualche modo a questa iniziativa di sensibilizzazione contro la Camorra.


http://img406.imageshack.us/img406/3694/raimondosavianoeh0.jpg

“Se il caso di Saviano e di Gomorra ci mostra qualcosa, è proprio che il mondo della criminalità organizzata ha paura delle parole scritte e pronunciate in libertà. E questa paura è indubbiamente lo stimolo più forte perché tutti coloro che usano le parole continuino a farlo.” El Pais, 18 ottobre 2008 - Fonte: dal blog Saviano Continua

06 novembre 2008

Censura via Internet

Già in passato mi sono occupato di censura via internet (clicca qua e qua). Ieri vagando per la rete mi sono imbattuto in questo articolo che ripropone questo spinoso problema. Un fenomeno che sta indubbiamente avanzando nel nostro paese, anche in internet, e che secondo me, è preso sottobanco dalla maggior parte dei suoi utenti e, cosa gravissima anche dalla stragrande maggioranza dei blogger, che si accontentano di inserire soltanto la famosa scritta.."Questo blog non è una testata giornalistica ecc.” per prevenire sorprese future. Ma tutto questo basta? Leggete un po qui sotto.


Articolo di Raffaele Rossi - Giornalettismo.com

I blog sono testate giornalistiche o no? Su chi ricade la responsabilità per eventuali commenti diffamatori? Le risposte potrebbero sembrare scontate, secondo buonsenso. Ma un giudice aostano la pensa un po’ diversamente…

Dai commenti all’articolo precedente abbiamo potuto apprendere, oltre la sostanziale differenza tra un alberello natalizio, il miele e la cioccolata (ah ah!), anche quanta irrefrenabile voglia hanno i blogger, non di scrivere, ma di “censurare” gli altri blogger. E se non si tratta di una vera e propria voglia di mettere a tacere, non si comprende perché di fronte ad una lettura sgradita (“sgradita” per qualunque motivo) sia diventato molto più comodo chiederne la rimozione con strumenti giudiziari piuttosto che contrastarla con argomentazioni dialettiche.

IL FAMOSO DISCLAIMER - Da parte nostra, temiamo che questi atteggiamenti oscurantisti che spingono alla mera rimozione del blog “fastidioso”, oltre a evidenziare una scarsa voglia di confronto del blogger incapace di mettersi in discussione con gli altri, se non con la piaggeria e l’autoreferenzialità, purtroppo, siano avallati da un certo orientamento legislativo ed interpretativo di una parte della magistratura penale che ha avuto modo di occuparsi dell’argomento della ”diffamazione a mezzo blog”. Le domande che ci porremo questa volta sono due: il blog è un mezzo di stampa? Il blogger è un direttore di giornale? Chissà quanti di voi hanno messo sul proprio blog quella stucchevole frasetta che recita più o meno così: “Questo blog non è una testata giornalistica ecc.”. Servirà? Non servirà? Io non ho mai pensato di metterla sul mio blog. Secondo me, non serve a nulla. Se mettessi sulla mia auto una scritta: “Questa non è una macchina e soprattutto non inquina” ci crederebbero lo stesso tutti? Credo di no. Se un vigile mi fermasse e leggesse quella scritta sul mio parabrezza, penso che mi ficcherebbe lo stesso un tubo aspiratore nella marmitta e controllerebbe i miei gas di scarico. Insomma, non basta dire che una cosa non è per affermare che sia vera. Peggio ancora quando una cosa che non è A (ma è B, un blog, appunto) viene letta e interpretata come A.

RESPONSABILITÀ OGGETTIVA - Questa strana voglia della giustizia di far passare i blogger per dei giornalisti (abusivi) e di assimilare la figura del soggetto che gestisce il blog a quella del direttore responsabile di un giornale (di cui all’art. 596 bis c.p.), equiparando il blog a un “mezzo di stampa” l’abbiamo trovata in una sentenza del Tribunale di Aosta del 26 maggio 2006. Il giudice aostano cercò, in primo luogo, di identificare e di verificare che l’imputato fosse, effettivamente, l’autore degli articoli (post) diffamatori. Accertato che l’autore dei post fosse l’imputato (attraverso perquisizioni nell’abitazione del blogger, dove fu rinvenuta su un pezzo di carta la password di accesso al blog), il magistrato accertò se i post e anche i commenti anonimi avessero o meno contenuto diffamatorio. Infatti, in questo caso, l’autore dei post (proprietario/possessore del blog) non diventò responsabile soltanto di quello che scriveva nei post, ma anche del contenuto dei commenti (peraltro “anonimi”). Si apre qui un altro problema. Non tutti i blog hanno la funzione di filtraggio dei commenti e o di modifica preventiva dei testi inseriti da parte di soggetti diversi dal blogger. In questo caso, se il blogger non può accedere a internet e non ha la materiale possibilità di controllare e verificare o eliminare i commenti, potrebbe essere o diventare responsabile oggettivamente per fatto altrui come se fosse il direttore o il vicedirettore responsabile di un mezzo di stampa, così come previsto dall’art. 596 bis c.p.

SIMILITUDINI LEGALI - La legge n. 47/1948 (art. 1) definisce la stampa e lo stampato come “tutte le riproduzioni tipografiche ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici destinati alla pubblicazione”. Un sito internet non è certamente sottoposto né ad un sistema meccanico né a un sistema fisico-chimico. Già il legislatore in un disegno di legge 1 del 2004 aveva cercato di creare similitudini tra i mezzi di stampa tradizionali ed i siti internet aventi, però, natura editoriale ed estendendo l’art. 57 c.p. (per i reati commessi col mezzo della stampa periodica e relativo alla figura del direttore del periodico o della testata) anche per i delitti commessi con “altri mezzi di diffusione”. Mentre, allo stato, detto art. 57 c.p. non è applicabile anche al gestore del sito internet, al quale non è possibile estendere il concetto di “mezzo di stampa”. E’ possibile, quindi, che un blogger venga imputato per un fatto di diffamazione commesso da altri soggetti per il tramite del suo blog?

UN PRECEDENTE PERICOLOSO? - Per il Tribunale di Aosta, il blogger è parificato (giuridicamente) al direttore di un giornale che ha quindi il dovere di controllare i suoi commenti perché ne diviene responsabile, potendoli rimuovere se illeciti. Queste forme di analogie sarebbero vietate nel nostro sistema penale. Specie se il blogger non ha la possibilità di inserire un controllo preventivo sui commenti. In questo caso, quindi, si avrebbe concorso per diffamazione tra il blogger e il commentatore (anonimo) che ha scritto il commento a contenuto diffamatorio. In questo modo confondendo l’autore dello scritto con il possessore in un sito. Posto che l’art. 596-bis c.p. si riferisce chiaramente ed esclusivamente al direttore, al vicedirettore e all’editore e non all’autore di uno stampato, un sito non è uno ”stampato” (anche se si può stampare), ma appartiene ad atri strumenti di comunicazione e se non è registrato come testata telematica, ogni allargamento della definizione di stampa contenuta nella legge n. 47/48 corrisponde a un’analogia (in malam partem) che nel nostro ordinamento è notoriamente vietata.

LASCIARE L’ITALIA PER BLOGGARE IN SANTA PACE? - L’ambito di applicazione dell’art. 1 della legge n. 47/48 non si può estendere alla telematica. E dunque non sussiste nessun obbligo di registrazione presso la cancelleria del tribunale. E se un blog non si registra non diventa stampa clandestina. Se non è un prodotto editoriale con periodicità regolare e contraddistinto da una testata (art. 1 della legge 2001). Se le disposizioni civili, penali ed amministrative previste per la stampa non sono applicabili ai blog, allora ha sbagliato il giudice di Aosta. Se altri giudici seguiranno questo filone interpretativo, molti blogger italiani saranno costretti a spostarsi su siti prudentemente situati all’estero, dove c’è più libertà, democrazia e rispetto di un articolo come il 21 della nostra Costituzione. Anche se qualcuno dice che anche in questo caso (tipo Geogities), se le informazioni pubblicate partono da un mittente in Italia, sono soggette alla legge italiana anche se fisicamente stanno all’estero. Dopo la fuga dei cervelli, all’estero anche i server…

05 novembre 2008

Nuova speranza per tutto il mondo, Barack Obama

http://img.ilgiornale.it/att_jpg.php?ID=420041&X=448&Y=336

Obama wins!!


“Gli Stati Uniti sono il posto dove tutto è possibile”. Queste sono le parole del Nuovo Presidente degli Stati Uniti D'America Barack Obama.

Io sono felice, pieno di speranza finalmente. Per tutto il mondo, per una nazione quella americana, migliore. L'America in meno di 10 anni, in mano all'alcolizzato ignorante George Bush, grazie alla sua famiglia e dei suoi amici lobbisti, in primis quelli petroliferi (un manipolo di autentici criminali globali che possono darsi la mano con Adolf Hitler), ha fatto smarrire quello che di buono l'America aveva nel suo DNA: la speranza di un futuro migliore, contagiando il mondo intero.

Mi coglie nell'occhio che in America sono accorsi a votare come non mai il nuovo Presidente; ben 62% degli aventi diritto hanno votato, una cosa mai vista in America, e il mio pensiero corre al nostro povero paese che vive, lotta, sostiene, s'incazza pure nel sostenere la nostra classe politica.
Solo 6 mesi fa sono stati oltre l'80% a correre alle urne (io no e ne vado fiero) a leggittimare un manipolo di mantenuti. Mi consolo, penso sempre positivo, con una piccola similitudine, con questo evento storico: gli italiani e gli americani vogliono cambiare pagina.
L'America stanotte ha dato segnali forti di cambiamento, mentre aimé la nostra italietta si infervora a sostenere una casta che non ha nessuna intenzione di mollare il culo dalla poltrona, e che anzi vuole sperperare ulteriormente i nostri soldi per far in modo di vivere anche 120 anni (alla faccia degli studenti e ricercatori che, nel mentre si trasferiranno all'estero).

ALL'AMERICA OBAMA E ALL'ITALIA ...VELTRUSCONI (CON IL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA DI LICIO GELLI). C'è da chiedere urgentemente all'America di darci una mano per una nuova liberazione di schiavitù... dovremo incominciarlo a chiedere attraverso internet, prima che ci blocchino questa possibilità.

Il primo discorso da Presidente di Barack Obama
(dal canale Rai di YouTube)



ps. ringrazio tutti coloro che hanno lasciato pareri, commenti e consigli nel post precedente, tutti ben accetti. In attesa di attrezzarmi per dare un servizio decente, per il momento, accantono l'idea dei video-post, ma comunque sappiate che non ci rinuncio. Continuerò con i post normali, Grazie a tutti.

28 ottobre 2008

La Guerra dei Social Network, l'Italia sta cambiando

AGGIORNAMENTO 28 MAGGIO 2010


In questo post era presente un videopost
che è stato successivamente cancellato
da Niente Barriere





Prima di tutto vi invito a visualizzare il bellissimo video cartone in alto.


Spesso in questo blog ho sottolineato l'importanza sociale che sta avendo l'uso di internet in Italia. Un fenomeno in forte espansione che al momento vede nel 2008, grazie ad una ricerca fatta da laFeltrinelli.it, ben 24,3 milioni di navigatori (41% della popolazione), un po pochini per la verità.
Di questi, 3,4 milioni possiede un blog come Splinder o Blogger, mentre gli iscritti ai "Social Network" sarebbero 4,7 milioni.
Un terzo delle persone che si connette a internet, utilizza i Social Network. Personalmente non conosco bene il fenomeno, ogni tanto mi capita di entrare in qualche sito MySpace, solo da qualche giorno ho un account Facebook e ogni tanto ora gli dò un'occhiata (clicca qua per visualizzare il mio profilo), e malgrado in alcuni di essi trovo del materiale interessante, devo dire che preferisco in assoluto il mondo dei Blogger.

Ma torniamo ai Social Network: quest'anno c'è stato il sorpasso mondiale di Facebook su MySpace con 132 milioni di visite uniche contro 117 (dato giugno 2008). L'insieme di applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra sito e utente (in gergo web 2.0.), è un fenomeno che in Italia interessa maggiormente la fascia di età compresa tra i 18 e i 44 anni, gli uomini rappresentano il 59% mentre le donne il 41%.

La classifica dei primi 5 social network in Italia
  • MySpace in cima alle preferenze con il 59,5% degli iscritti (2,7 milioni di utenti),
  • Facebook segue invece al 19,5 (900 mila utenti),
  • LinkedIn, al 7,7 (300 mila)
  • come Flickr, Anobii e Badoo, che insieme totalizzano il 13,3 (625 mila persone).
E voi conoscete il mondo dei Social Network? Cosa ne pensate? Avete un account su uno di essi?

27 ottobre 2008

La prossima mossa di Berlusconi, affossare la Rai

http://www.oltrelacoltre.com/public/uploads/2008/10/mitrasilvio.jpg


Giuseppe Giulietti, noto giornalista e ora Parlamentare dell'Italia dei Valori, in un articolo pubblicato ieri sul sito Articolo 21, ha visto giusto, un pezzo di vero giornalismo, cosa rara visti i tempi attuali.
Quello che scoprirete è molto grave, gravissimo, ed è passato quasi del tutto inosservato, dal mondo dei giornalisti italiani, i quali starnazzano servilmente ad ogni ora con articoli, servizi e quant'altro, stando attenti a non occuparsi seriamente della realtà, per non dispiacere i propri padroni.

Sabato mattina, sulla prima pagina del Corriere della Sera, a firma di Francesco Verderami, esce un articolo che racconta di un incontro tra Berlusconi e alcuni imprenditori italiani. Nel corso della riunione il giornalista scrive che Silvio Berlusconi avrebbe invitato gli imprenditori di smetterla di spendere soldi per acquistare gli spot televisivi sulla Rai.
Sarebbe questa la punizione creativa del Cavaliere verso la Rai, il traguardo e l'obiettivo è chiaro: mandare in crisi economica la Rai per poter intervenire con le forbici, e tagliare cosi, in modo indolore tutte quelle trasmissioni che, secondo il Premier, danno l’ansia a tutta l'Italia.


Ma io mi domando: La politica a quei livelli, e molti mi daranno ragione, è molto attenta a controllare tutto, specialmente cosa combina il proprio avversario.
Il giorno che è uscito questo articolo era il giorno della manifestazione del Partito Democratico. Quale arma migliore, se non questa, per dare vigore e consolidare quella manifestazione, con quanto riportato nel quotidiano più influente d'Italia, per giunta in prima pagina?
Questo dimostra ulteriormente, avremo prove a bizzeffe da qui in avanti, la deriva in cui siamo.

Infine Berlusconi vuole affossare economicamente la Rai?

Io propongo di contraccambiare, per par condicio, con Mediaset....


Per approfondire leggi anche:

http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/10/kill-rai.html
http://www.articolo21.info/7561/notizia/sta-preparando-lassalto-finale.html

Sempre da Articolo 21 leggi anche:
Berlusconi e la pubblicità: pubblicità che va, pubblicità che viene. E l'Autorità se ne occupa?
Perché la Rai non si difende?
Nel sito di Annozero si può leggere, tra le tante cose:

Diversi politici oggi hanno fatto dichiarazioni su Annozero. Alcune parlavano di Annozero come di una trasmissione pagata dai contribuenti. Con il massimo rispetto che si deve ai rappresentanti del popolo eletti in Parlamento, ricordiamo quanto detto dalla Rai davanti alle Commissioni della Camera. E cioè che il costo di Annozero è interamente coperto dalla pubblicità mandata in onda durante il programma, e che in ogni puntata Annozero porta all’azienda tra gli 80 e i 100 mila euro di utili di raccolta pubblicitaria. I soldi dei contribuenti, quindi, vengono utilizzati per realizzare altri programmi Rai, non Annozero.

25 ottobre 2008

Niente Barriere per il Correggio

Spesso a noi disabili non è permesso andare a visitare determinate mostre, o accedere in generale a dei musei, per la presenza delle barriere architettoniche.
Ebbene da Parma giunge la notizia di un'iniziativa bella, che non mancherà di avere un gran successo anche tra le persone disabili.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fc/Antonio_Allegri_da_Correggio.jpg

La mostra dedicata ad Antonio Allegri, detto il Correggio, allestita a Parma sino al 25 gennaio prossimo, è totalmente accessibile anche per le persone con disabilità grazie ad alcune innovative azioni messe in campo dal “Comitato Correggio” e dall’Agenzia comunale per le politiche a favore dei disabili.
Oltre alle strutture per i disabili poste in permanenza nella Galleria Nazionale, infatti, il “Comitato Correggio” ha provveduto a dotare le impalcature della Cattedrale e di San Giovanni di speciali ascensori che offrono alle persone con disabilità la possibilità di salire i 25 metri che separano i pavimenti delle due chiese dalle cupole.
Inoltre, l’Agenzia comunale per le politiche a favore dei disabili ha garantito gli interventi necessari per consentire di superare agevolmente le barriere architettoniche presenti all’interno del Duomo, attraverso un elevatore utile a superare la scalinata che porta verso l’altare maggiore. Gli interventi svolti garantiscono una piena sicurezza per gli utenti; è inoltre garantita una funzionalità efficace anche nei momenti di maggiore afflusso di pubblico.

In questo modo i promotori degli interventi intendono offrire davvero a tutti la possibilità di vivere fino in fondo le emozioni di questo storico appuntamento con uno dei più grandi artisti
del Rinascimento. «Abbiamo voluto rendere la mostra accessibile non solamente nelle strutture - sottolinea l’assessore Giovanni Paolo Bernini - ma anche creare quell’accessibilità culturale che ci sta molto a cuore, permettendo così di poter essere affascinati ed emozionarsi davanti a capolavori inestimabili come questi».

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b9/Correggio_009.jpg
Particolare della decorazione della Camera della Badessa (Parma)

fonte: Web Magazine n.62

24 ottobre 2008

Il Linux Day 2008 la Festa dell'Open Source

http://www.redturtle.net/news-www/montecitorio-hi-tech-arriva-il-pinguino-linux-al-posto-di-windows-e-rete-wi-fi/image_mini

E' arrivato a mettere le 7 candeline, siamo alla settima edizione, la Festa del Software Libero detta anche Open Source.
Sto parlando del Linux Day 2008 che domani andrà di scena in ben 123 città italiane.
L'ingresso è gratuito, come non potrebbe essere il contrario, e se andrete muniti del vostro computer portatile potrete avere un notevole aiuto nell'installazione del Sistema Operativo Linux.
Sembra questo un momento d'oro in Italia per Linux, molte amministrazioni pubbliche si stanno attivando infatti per seguire i passi della prima provincia italiana, quella di Bolzano, che utilizza il Software Libero del pinguino (il logo di Linux), mentre anche alcune Regioni hanno già approvato la legge che porterà, si spera a breve, all'utilizzo finalmente nei propri uffici, di questo buonissimo Sistema Operativo che, al contrario di windows, è completamente gratuito.
Emilia Romagna, Toscana e Umbria sono al passo con questa importante risorsa mentre Friuli, Lombardia e ultimamente la Sardegna, sono ad un passo per legiferare definitivamente sull'utilizzo negli uffici della propria amministrazione, di Linux.

Vi pare una notizia da poco? Vi faccio un esempio: lo scorso anno (esattamente il 10/07/2007) la Camera dei Deputati ha varato una legge che consente a ciascun deputato di poter installare, chiedendolo, sui propri computer (portatili e no), il sistema operativo Linux.
Ma non solo, questa legge ha permesso l'installazione in tutti i computer della Camera della Camera dei Deputati, dell'Open Source, facendo risparmiare allo Stato qualcosa come 3 Milioni di Euro, infatti i computer alla Camera sono ben 3.500!
Si è calcolato inoltre che ciascun Deputato spende all'incirca 900 euro solo per le licenze Office.

Un esempio questo che deve essere seguito da sempre più persone e amministrazioni in quanto solo cosi si arresterà quel fiume di denaro che scorre verso Bill Gates e la Microsoft, e che costringerà la casa informatica americana, ad abbassare le proprie pretese economiche, per il consumatore, e vedrà di nuovi i suoi dipendenti tornare a lavorare seriamente, visto che, e non posso non citarlo, molti utenti sono rimasti fregati dalle porcate che hanno fatto i tecnici della Microsoft, quando hanno messo in commercio (inserendoli in tutti i computer all'acquisto senza aver la possibilità di protestare) Windows Vista: un barattolo di sistema operativo.
Mi auguro che l'imminente arrivo di Windows 7, il nuovo sistema operativo, permetta di avere quella tranquillità e chiarezza che trasmetteva in tutti gli utenti il Sistema Operativo XP, almeno lo pagavi ed eri soddisfatto...

Infine sul sito ufficiale del LinuxDay 2008 si potranno vedere quali sono le città italiane interessate da questo avenimento e troverete anche una lettera scritta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel quale dichiara di sostenere lo sviluppo e l'applicazione del Software Libero.

LinuxDay 2008 in Sardegna:

Facoltà di Scienze NN.MM.FF.
via Vienna, 2
Sassari

DIEE
Via Maglias, 12
Cagliari

23 ottobre 2008

Scuola: sondaggio online taroccato del Corriere

C’è un mistero e una grande polemica che impazza sul web e riguarda i sondaggi relativi all’uso della forza pubblica contro gli studenti, che protestano per il decreto della Gelmini.
Durante la mattinata di ieri due degli illustri imbonitori della Casta, spendaccioni senza lettori, ovvero il Corriere e Repubblica, lanciano un sondaggio online per capire l'orientamento dei lettori e dei visitatori, sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ieri ha difeso a spada tratta (usando armi non convenzionali) il famosissimo decreto (pseudo riforma) del Ministro Gelmini.

Ebbene non appena partito il sondaggio online, è parso chiaro l'orientamento dei cittadini, chiaramente contrari all’uso della forza: sul Corriere erano poco più del 60%, su Repubblica si superava l’80%.
Poi il fattaccio scoperto e messo in piazza (web) dagli stessi utenti che avevano votato.
Nel pomeriggio il sondaggio sul Corriere scompare dalla home page ...per ritornarci solo alla sera con un incredibile sorpasso: il “Sì” (a favore delle parole di Berlusconi) è in testa anche se di poco! Tanto che ieri il premier l'avrebbe citato nella famosa sciagurata conferenza stampa!!!
Ma come hanno fatto a votare i lettori, se il sondaggio in home non c’era?
Ecco allora che partono al Corriere tantissime segnalazioni, o meglio dire proteste. La voce incomincia a circolare nel Web, e la gente corre in massa a votare contro le parole del premier, portando, a tutt'ora, un imbarazzante (per il Premier) giudizio negativo di ben 92,3%

Per chi volesse votare il sondaggio del Corriere CLICCHI QUA

Per approfondire
http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/polizia-nelle-universita-contro-loccupazione-degli-studenti.html
http://www.giornalettismo.com/archives/8352/polizia-berlusconi-atenei/


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16:00

«Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde da Pechino alle polemiche provocate dalle sue frasi rilasciate in conferenza stampa a Palazzo Chigi. (Fonte Corriere.it)

IL VIDEO DI QUELLO CHE AVEVA DETTO BERLUSCONI (Fonte CorriereTV)

....sia Benedetto Internet... :)))))))

22 ottobre 2008

School o Scuola?

http://files.splinder.com/3530b9a60a8504b73796cc142f8b1bd6.jpeg

Ho appena sentito al telegiornale che il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che vuole adottare la linea dura (mandando la polizia e quant'altro) contro gli studenti che in questi giorni stanno protestando contro la riforma (??) del Ministro Gelmini.
Non so come la pensate voi ma questa secondo me è davvero mossa pericolosissima che potrebbe accendere pesantemente lo scontro sociale in tutto il paese non solo nelle scuole.
Parole queste che a casa mia si riportano ad un regime, al fascismo, al totalitarismo e quant'altro della categoria.

Poi incredibilmente una botta di buon senso del nostro premier: Quello del ministro Gelmini è «un semplice decreto, non una riforma» ha dichiarato, precisando che "nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn over.
Ebbene signori quella della non riforma è un qualcosa che il sottoscritto ha sempre sottolineato. Questa pseudo riforma altro non è che dei tagli belli e buoni che comunque porteranno ad un peggioramento della situazione scolastica attuale e vedrà invece lo Stato diminuire i gettiti che eroga per l'istruzione.
Una mossa questa che porta sempre più vicino alla privatizzazione della scuola con un accumulo di soldi a terzi che si arricchiranno a dismisura grazie ai soldi pubblici e delle povere famiglie che dovranno sborsare tanti soldi per far mandare i figli a scuola.

Poi ancora il premier ha ancora una volta difeso il provvedimento delle classi separate per i bambini degli extracomunitari: una vergogna per uno stato civile che dovrebbe farci riflettere per come sia caduta in basso l'Italia nel dare retta ad un manipolo di milionari lombardi razzisti e xenofobi ai quali gli invito rimanersene per sempre in quei paesi in cui hanno portato le loro fabbricchetta sfruttando la manovalanza locale per 4 soldi e guadagnando poi i milioni).

Durante il VideoForum su Repubblica TV ieri ho fatto una semplice domanda a Veltroni che, non solo non mi ha dato ascolto sul mio consiglio, ma che oggi ha dichiarato: "il governo dovrebbe ritirare la riforma Gelmini e "le misure con i tagli alla scuola e all'università", indicando però "obiettivi di finanza pubblica" che affrontino il problema della diminuzione della spesa".
Cioè??? Cosa cambia???

Infine riporto una splendida citazione che ho beccato da da Italiapoli di Oliviero Beha - Leggo sui manifesti l'esortazione urgente di Walter Veltroni e del Pd, "Salviamo la scuola". Per carità, tutto giusto, tutto bene, salvo il fatto che la politica nel suo complesso ha distrutto la scuola italiana perlomeno da una generazione. Ma dal momento che recentemente, prima di volare negli Usa, il leader Veltroni ha chiuso le assise della "Summer School" dei giovani del Pd, credo sia indispensabile un chiarimento: school o scuola? Sembra faccenda da poco, eppure (la presa per i fondelli) è tutto qui.

Che tristezza...

21 ottobre 2008

La mia domanda a Veltroni nel VideoForum di RepubblicaTV

Oggi ho una giornata pesante, intorno le 12:30 mi sono connesso in internet per vedere se riuscivo a trovare qualche cosa interessante. Credo di averla trovata.
Entrato su Repubblica.tv mi sono imbattuto in un intervista forum in diretta con il leader dell'opposizione Walter Veltroni. Era li sicuramente per presentare la manifestazione del Circo Massimo che si svolgerà tra 4 giorni. Avevo poco tempo, ho seguito solo qualche minuto ma ho voluto comunque fare una domanda, semplice semplice.
Se avessi avuto tempo avrei fatto una domanda chilometrica incentrata sul comportamento irrilevante che l'opposizione del PD sta facendo sul Governo Berlusconi, che anche oggi ha confermato che è più il Governo di Confindustria che degli Italiani (ho letto da qualche parte che ci sia un progetto per mandare a palazzo Chigi Luca Cordero di Montezemolo, facendolo passare prima nella poltrona di Governatore del Piemonte, chi vivrà vedra).

Niente Barriere raimondoorru@live.it | 21-10-2008 @ 12:47:44
On. Veltroni non ha paura che molti elettori del PD lascino il suo partito per andare nel IdV di DiPietro. Personalmente ne conosco parecchi che lo faranno. Un consiglio: la smetta di dire "ma anche".

Vi propongo sotto i link per rivedere il Video Forum con Walter Veltroni su Repubblica tv (cosa che cliccherò anche io quando troverò un po di tempo)



Fonte RepubblicaTV

Ps. Poi appena avrò un pò di tempo in più farò un post più esauriente togliendo i sassolini che ho su Veltroni e il Centro Sinistra in generale.

19 ottobre 2008

Ancora sull'acqua...acqua...ACQUA!!!

  • siamo i primi consumatori al mondo di acqua minerale;
  • consumiamo a testa 190 litri di acqua minerale, dunque l'acquistiamo;
  • le nostre condotte idriche sono vecchie e fatiscenti e piene di falle;
  • in molte case è davvero imbevibile.
Ebbene, mentre nel paese imperversano assurde discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il Governo nel silenzio assoluto di tutti gli altri, sono malizioso... e ti pareva..., ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica, che vi ricordo in questo periodo sta andando alla malora.

In Italia, dunque è ufficiale, l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce: quindi sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Sappiate che la privatizzazione dell'acqua, cosa che sta accadendo da tempo a livello mondiale provocherà nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri e scatenerà nuove guerre, in quanto l'acqua dolce, bevibile, è definita da tempo "l'oro bianco, scarseggia, anche nel nostro paese.

Le guerre saranno dirette direttamente dalle multinazionali, statene certi, alle quali oggi il nostro governo e l'opinione pubblica, più preoccupata per i grembiulini e tutto il resto, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

Ma acqua in bocca, non parlatene...


Aggiornamento delle ore 11.07

L'amico Peppe mi ha segnalato un articolo che parla della situazione idrica in Puglia, che sembra peggiorare di giorno in giorno.

il link http://www.coratolive.it/news/news.aspx?idnews=6611


Aggiornamento Lunedì 20.10.2008 ore 00.30


Pubblico un'articolo che ho appena trovato che rafforza quanto esposto fino ad ora dal sottoscritto in questo Blog.
fonte: http://altrenotizie.org/

“Utile, humile, pretiosa et casta”. Sono gli aggettivi che Francesco d’Assisi dedica all’acqua nel suo “cantico delle creature”. Tutto è cambiato da allora e l’acqua non ha fatto eccezione. Oggi è un grande affare, un business attraverso cui controllare la collettività. Una preziosa fonte di ricavo che in Italia alimenta un giro d’affari superiore ai 10 miliardi di euro. Sorella acqua è a tutti gli effetti un prodotto da s.p.a. Dall’igiene personale agli usi in cucina e dalla pulizia della casa all’irrigazione delle piante, passando per lavastoviglie e lavatrici, sembra che in media ogni italiano consumi dai 170 ai 200 litri d’acqua giornalieri [fonte: istituto ambiente Italia-Dexia – Ecosistema urbano Europa]. Il dato sarebbe già di per sé abbastanza critico, se non fosse che queste cifre, in realtà, non riflettono la totalità dei consumi. Tenuto conto, infatti, che circa l’87% dei nostri connazionali è solito bere acqua in bottiglia e che il consumo medio giornaliero di acque minerali si attesta sopra il mezzo litro pro capite, al computo del consumo medio annuo bisogna aggiungere i quasi 194 litri (fonte: ISTAT) che non sgorgano dal rubinetto di casa.

Nel corso degli ultimi mesi, anche per effetto della crisi economica in atto, ci si attendeva una flessione delle vendite delle minerali, magari a vantaggio di un “meno” oneroso consumo domestico. Ma per il consumatore italiano, l’acqua minerale, liscia o gassata che sia, non si tocca, ed il risparmio, se indispensabile, va ricercato – spesso a malincuore – in tutta una serie di sprechi, derivanti da riconosciute cattive abitudini. Nel frattempo, se da una parte le s.p.a. delle “bollicine”, possono rallegrarsi dell’ottimo stato di salute e continuare quella cavalcata trionfale che, dal 1985 ad oggi ha condotto ad una progressiva quanto inesorabile estensione dei consumi (più che triplicati), dall’altra, il ricorso spropositato alle minerali conferma la diffidenza dei cittadini; non solo verso le reti idriche locali, ma anche nei confronti delle istituzioni, evidentemente carenti nel controllare e garantire il sistema.

Ad allontanare l’italiano “assetato” dal rubinetto di casa, dunque, non è una questione di gusto. Il sapore dell’acqua ha un ruolo marginale e, come sostenuto anche da Legambiente, “a mettere in discussione il consumo domestico di potabile è la paura della potabile”. Nell’incertezza quindi, meglio una bottiglia sigillata. Magari povera di sodio, con poche o tante bolle, che aiuti la diuresi: un’acqua che sia salutare, come quella della pubblicità. Già, la pubblicità. Martellante, ossessiva, opprimente, seconda solo al ricchissimo settore della telefonia mobile, la pressione promozionale del settore, stando alle stime di Altreconomia, ha sviluppato nell’arco del solo 2006, una mole d’affari superiore ai 200 milioni di euro. Cifre da capogiro in un campo in cui i quattrini zampillano quasi quanto l’acqua.

Un giro immenso di denaro reso agevole da una politica scellerata in materia di concessioni per lo sfruttamento idrico. Grazie ai profitti che potrebbero derivare da una gestione più vigile dell’affare acqua, le regioni dormirebbero sonni più tranquilli. Eppure i canoni incassati per lo sfruttamento di questa grande risorsa sono a dir poco irrilevanti, almeno quanto i numeri degli occupati in un settore che predilige tecnologie avanzate al lavoro umano. Generalmente le concessioni prevedono canoni forfettari che consentono alle grandi multinazionali di poter attingere acqua alla fonte, quasi gratuitamente.

Ad oggi, infatti, sono solo 8 le Regioni in cui è previsto un pagamento proporzionale agli ettari in concessione e ai consumi. E’ il caso della Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria e Veneto. Anche se, nei fatti, si tratta di cifre oltraggiose, come i 5 centesimi ogni mille litri in Campania o i 30 centesimi della Basilicata. Nel Lazio si pagano invece 2 euro e la cifra varia se si utilizza il vetro per le bottiglie o se si attua il servizio di “vuoto a rendere”. Ad oggi il canone più “salato” per volume imbottigliato si paga in Veneto, con 3 euro ogni mille litri. Ma il vero scandalo è che nella maggior parte dei casi le imprese hanno la possibilità di fare auto-lettura sul consumato. Il contributo versato alle regioni, infatti, non è riferito all’emunto (la quantità concretamente prelevata), ma alla quantità effettivamente imbottigliata.

Se in un primo momento il volume d’affari, relativamente basso, poteva legittimare, in qualche modo, il generoso “regalo” della politica alle aziende del settore, il successivo ampliamento del mercato ed il deciso innalzamento dei consumi, spianavano la strada a numerosi dubbi sull’effettiva razionalità del regime delle concessioni. In fondo, la normativa nazionale – ed un pizzico di buonsenso – prevede che “l’acqua sia un bene di pubblico interesse”, che deve essere garantita a tutti. Per quale motivo allora, favorire la formazione di sacche di privilegiati, liberi di trarre profitti spropositati da risorse appartenenti all’intera collettività?

La spiegazione è goffamente ermetica. Sembra infatti che, proprio in virtù dell’interesse pubblico delle risorse idriche e della necessità che queste siano accessibili a tutti, i canoni di concessione non possano essere aumentati in modo indiscriminato. L’acqua è di tutti, è per questo quindi, che non si possono aumentare i canoni di concessione. Sarebbe un furto. E’ per essere sicuri di non sbagliare allora, per non fare un torto a nessuno, che gli enti regionali hanno opposto ai ricavi forsennati delle imprese il giogo pesante del laissez faire.

Tra i sostenitori della necessità di un accesso aperto e generalizzato all’acqua, non poteva mancare un convinto no-global come Giulio Tremonti. Il ministro dell’economia, infatti, evidentemente pago dell’andamento degli affari nel campo delle minerali, ha pensato bene di consegnare ai privati tutta la gestione dei servizi idrici (precedentemente affidati alle cure di società ad hoc comunque controllate da enti locali), sancendo di fatto, con l’art. 23 bis del decreto legge numero 112 del 5 agosto 2008, la privatizzazione dell’acqua e la sottomissione del prezioso “bene” alle regole dell’economia capitalistica. D’altra parte perché lasciare ai privati solo i ricavi dell’acqua in bottiglia quando possiamo dare loro anche quelli dell’acqua del rubinetto?

Come se non bastasse, in settimana, un’indagine dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che ha preso in esame, per tutti i capoluoghi di provincia italiani, il servizio idrico integrato (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione e quota fissa o ex nolo contatori), denunciava gli aumenti indiscriminati delle bollette, che nel corso degli ultimi sei anni avrebbero registrato un tornito +32%, con un +4,6% raggiunto nel solo biennio 2006/2007. In soldoni, nel corso dell’anno una famiglia sostiene in media 229 euro di spesa per il servizio idrico integrato. In media.

Se analizziamo nel dettaglio l’andamento delle tariffe sul territorio nazionale, c’è da confrontarsi con un quadro più che allarmante. Le tariffe variano nettamente da regione a regione: Agrigento, per citarne una, è la città in cui l’acqua è più cara (445 euro annui), con tariffe 4 volte più costose di Milano che, con una spesa annua di 106 euro, risulta invece la città meno cara. Differenze elevate anche all’interno della stessa regione: sempre in Sicilia, tra Agrigento e Catania la differenza di spesa annua per il servizio idrico raggiunge i 269 euro. Per quel che riguarda gli sprechi, sembra che questi crescano assieme alla bolletta.

Ma in generale, dal rapporto, risulta che il 35% dell’acqua immessa nelle tubature sia persa. Il problema è particolarmente accentuato nelle regioni meridionali (49%) con evidenti e notevoli “criticità” come il caso dell’acquedotto pugliese, dove alla seconda spesa più elevata corrisponde una percentuale di perdita d’acqua ben superiore alla media. “Al Governo e al Parlamento chiediamo il blocco delle tariffe dell’acqua fino a tutto il 2009”, ha detto il responsabile nazionale delle politiche dei consumatori, Giustino Trincia, che ha consegnato l’indagine al ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. “E’ indispensabile, inoltre - ha aggiunto - l’istituzione di un’Autorità di regolazione del settore idrico con reali poteri d’intervento per mettere fine alla scandalosa jungla di tariffe, contratti e bollette”.

“Privato è bello!” è questa la filosofia di un governo che ha iniziato una sapiente opera di demolizione dello Stato. Si cerca di convincere gli elettori che la pubblica amministrazione sia una macchina costosa ed inefficace. Un peso nella corsa italiana al progresso. S’invocano privatizzazioni in un mercato che la politica, a qualsiasi livello, non ha saputo gestire, si consente ai privati di instaurare nuovi trust sulle ceneri di monopoli pubblici, il tutto nel tentativo di persuadere l’opinione pubblica che questo porterà a grossi risparmi, a nuovi posti di lavoro, ad una maggiore funzionalità del sistema.

La litania la conosciamo. Il problema è che i tempi sono cambiati e non c’è margine d’errore. Fino a pochi anni fa l’idea di restare “a pane e acqua” appariva un’ipotesi di estrema povertà; oggi, visti i tempi, anche questa possibilità sembra destinata a rivelarsi un lusso, riservato ad una sempre più sparuta cerchia di fortunati. Il pane ormai è un lusso: anche l’acqua diventerà roba da ricchi?

di Saverio Monno

Aggiornamento Lunedì 20.10.2008 ore 15.50

Stamattina accendendo il pc ho trovato un'amara sorpresa: l'adsl se n'era andata... ora pochi minuti fa è tornata... meno male.

Pubblico, grazie al consenso dell'amico Daniele il Rockpoeta dal sito L'Agorà, uno splendido poema composto proprio dal medesimo: che aggiungere altro? Splendido, complimenti Daniele, hai un modo di esprimere il tuo stato d'essere e pensare straordinario.

ARSURA PLANETARIA

Arsura planetaria
Liquidità oscena
Compra Fiumi e speranze.

Sottrae vita e luce.

Occhi scavati dentro
Tristezze scheletriche
Cercano tra polvere e terra
Gocce di vita.

Ma oramai
E per poco ancora
Potranno bere soltanto le loro lacrime.



DANIELE VERZETTI, IL ROCKPOETA


L'amico Peppe mi ha suggerito un'altro post che parla dell'acqua dal Blog Pensieri di un Peuceta, ecco il link: http://pensieridiunpeuceta.blogspot.com/2008/10/spreco-di-acqua-che-non-ce.html


Aggiornamento 7 Novembre 2008 Ore 11:53


Acqua: un italiano su tre paga bollette irregolari che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio. Ovvio? Mica tanto. Un italiano su tre - nonostante una direttiva europea approvata nel 2000 che entrerà in vigore nel 2015, cioè ieri in termini di realizzazione di impianti di questa portata - ha scarichi non collegati a un depuratore e li paga. Li paga perché le aziende hanno deciso di usare la politica dei due tempi: prima la tariffa, poi il depuratore. Una scelta ritenuta incostituzionale.

Fonte: La Repubblica

Insomma ci pisciano addosso e ci dicono che piove..(Marco Travaglio)