Niente Barriere sara'in manutenzione per qualche giorno, ci scusiamo per eventuali disagi.

31 gennaio 2010

Veetle Streaming in HD

Uno degli argomenti più cliccati su Niente Barriere è lo streaming. E di streaming che oggi vi parlerò. Uno dei migliori siti di video sharing (la stessa categoria ad esempio del famosissimo youtube) presenti in rete, che ci permetterà di vedere o caricare dei video (tramite web cam, videocamera digitale etc), è senz'altro Veetle. Veetle ha la caratteristica che permette ai suoi utenti di vedere i suoi contenuti video in alta definizione (HD).


Per visualizzare i video di Veetle vi basterà scaricare e installare un piccolo software presente all'interno del sito. Su Veetle potrete vedere contenuti di cinema, sport e tanto altro, anche in diretta.

Infine sappiate che veetle è compatibile con Windows, Mac e Linux.


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29 gennaio 2010

Il figlio di Bossi correrà per un posto in Regione

Aggiornamento 2 febbraio 2010, 15:30

Ebbene si, vi avevo detto che avrei aggiornato il post quando ci sarebbero state delle novità ...e queste sono arrivate.

Riporto le parole di Roberto Castelli, viceministro delle infrastrutture, intervistato dal sito Affari Italiani:

"Credo che sia un gesto di coraggio per un ragazzo di 20 anni presentarsi agli elettori. Tanto di cappello". A ufficializzare la candidatura a Brescia di Renzo Bossi, figlio del ministro Umberto Bossi, e' il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, uscendo dal vertice della Lega in corso in via Bellerio. "La candidatura di Renzo Bossi e' ufficiale, e' stato scelto dal consiglio provinciale di Brescia e ora si dovra' presentare agli elettori". E sul peso del nome che il figlio di Bossi porta, Castelli ha sottolineato: "Avere grandi padri a volte puo' essere un peso, a volte puo' temprare. Conoscendo Renzo Bossi il suo e' il secondo caso. Non ha avuto un trattamento di favore, capirei se fosse andato nel listino, invece e' stato scaraventato alla ricerca dei voti, a differenza di altri casi simili".

Di questa storia penso che se la gente del nord fosse davvero la paladina del cambiamento in Italia, come si dice da tanto tempo ... ma è solo una fregnaccia elettorale e televisiva ..., queste persone dovrebbero le prime, a pretendere dai partiti, e in questo caso dal Carroccio, un po di sano buon senso e lasciare a casa chi sfrutta l'aria fritta per vivere come un pascià alle spalle degli elettori.

Ringrazio solo il cielo che non risiedo nella Circoscrizione di Brescia ...

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29.01.2010 10:01


Uno dei post più cliccati di Niente Barriere, riguarda un ragazzo che per ben 3 volte è stato bocciato negli esami di maturità. Ora a distanza di più di un anno ci riprovo, dedicandone un altro allo stesso protagonista: Renzo Bossi, soprannominato "la trota" (pluribocciata) figlio del Senatur, Umberto Bossi.

Oggi per lui è un gran giorno, questa sera il Consiglio Nazionale della Lega Lombarda si riunirà per decidere le strategie, e i candidati, per la corsa alle Regionali nel nord Italia. Renzo è il nome che sta sulla bocca di tutti, e pazienza se stavolta i leghisti prenderanno a pesci in faccia la tanto decantata meritocrazia; al figlio di Bossi bisogna per forza fargli far qualcosa. Evidentemente la recente carica a membro dell'Osservatorio dell'Expo di Milano, con relativo assegno di 12.000 euro mensile, a Renzo non basta. Lui vuole scendere in politica, in passato si è parlato di lui come Assessore Regionale allo Sport nella Regione Lombardia, ma poi, chissà perché... non se ne fatto niente. Ma lui e suo papà non mollano. Il rampollo della Famiglia Bossi, in futuro dovrà prendere il testimone di Leader della Padania, dunque è giusto che incominci a sedersi negli scranni dei palazzi che contano, malgrado la sua giovane età, e pazienza se in quelli scolastici, la trota padana si sia dimostrato... come si dice in gergo "un asino".

La decisione definitiva sarà presa lunedì prossimo, ma le prime indiscrezioni affermano che Renzo dovrà uscire con la sua cartelletta in giro per la Lombardia, cercando di accaparrarsi il maggiore numero di preferenze. Questo perché, in nome della meritocrazia, al figlio di Bossi non sarà permesso di far parte del listone, che in caso di vittoria del Carroccio, porterebbe il nominato direttamente, senza fatica, al Pirellone.

Che aggiungere altro? Lunedì vi aggiornerò ...

27 gennaio 2010

Giornata della Memoria - Il Progetto T4: Lo Sterminio dei Disabili


Oggi è la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime della Shoah. Forse non tutti sanno però che il genocidio nazista, incominciò proprio dalle persone disabili. Tutto cominciò nel 1933.

Hitler era appena arrivato al potere, e riuscì, grazie anche alle sue politiche farneticanti sulla superiorità della "razza ariana", che piacquero tanto ai tedeschi di allora, a far approvare una legge che aveva come l'obbiettivo di sterilizzare i disabili. Successivamente nel 1935 fu la volta della legge sulla salute coniugale tra persone disabili che vietava i matrimoni e la procreazione, e favoriva una serie di pratiche abortiste per tutta una serie di patologie come la schizofrenia, l'epilessia ereditaria o la grave deformità fisica ereditaria.

"Quelle dei disabili erano vite indegne di essere vissute" diceva Hitler, e questo fu il primo passo che portò ben presto, nel 1939, ad un progetto che nel lasso di tempo che và dal '39 al '41, fece sparire, soltanto in Germania, qualcosa come 70.000 persone adulte, affette da disabilità.

Ecco un breve riassunto di come si sono svolti i fatti:

A dare inizio al processo di eutanasia fu un ordine scritto di Adolf Hitler datato 1° settembre 1939. Il testo recitava: "Il Reichsleiter Bouhler e il dottor Brandt sono incaricati, sotto la propria responsabilità, di estendere le competenze di alcuni medici da loro nominati, autorizzandoli a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l'umano giudizio, previa valutazione critica del loro stato di malattia."

Con questo ordine la macchina per l'eliminazione dei disabili fisici e mentali trovava cosi la sua copertura giuridica. Ad occuparsi di tutto furono inizialmente Philip Bouhler e Karl Brandt. Questi, iniziarono ad organizzare la struttura che avrebbe dovuto condurre l'operazione di eliminazione. Per prima cosa fu stabilita la sede dell'organizzazione, e la scelta cadde su Berlino. Lo stabile si trovava al numero 4 della Tiergartenstrasse. Da questo indirizzo fu ricavato il nome in codice dell'operazione di eutanasia verso i disabili: "Aktion T4".

Philiph Bouhler si disinteressò quasi subito all'operazione. Rimase Karl Brandt che s'impegnò a fondo nella Aktion T4. Il processo di reclutamento fu fatto in un clima di estrema segretezza. furono create tre strutture fittizie:
  • la Fondazione Generale degli Istituti di Cura che si curava della gestione del personale della Aktion T4,
  • l'Associazione dei Lavoratori degli Istituti di Assistenza e cura del Reich che doveva preparare e sperdire i questionari destinati a censire i malati ricoverati negli istituti psichiatrici;
  • la Società di Pubblica Utilità per il Trasporto degli Ammalati, che doveva trasportare i pazienti destinati alla eliminazione dagli Istituti alle cliniche della morte
Nell'autunno del 1939 dalla sede di Berlino della T4 cominciarono a partire i questionari indirizzati agli istituti psichiatrici del Reich. I questionari erano molto generici, anche per non allarmare nessun direttore. Ufficialmente si trattava di un censimento per conoscere le capacità lavorative degli malati. I direttori temevano di perdere della manodopera, e compilarono i questionari dichiarando inabili al lavoro anche coloro che invece venivano impiegati proficuamente. Inoltre considerando la compilazione dei questionari, un lavoro inutile e noioso, e quindi i direttori delegarono il personale amministrativo degli istituti.

Il risultato fu che i questionari venivano riempiti in tutta fretta e in modo totalmente superficiale. Senza saperlo in questo modo migliaia di malati venivano condannati a morte. Quando i questionari tornavano indietro venivano riprodotti in tre copie ed esaminati da tre periti. Il parere dei tre periti veniva inviato ad un quarto perito supervisore che decideva sulla vita o la morte del paziente. Naturalmente il malato non veniva mai realmente visitato.
Una volta decise le persone da eliminare, la sede centrale di Berlino preparava delle liste di trasferimento, che inviava ai singoli istituti, avvertendo che si preparassero i malati per la partenza.

Il giorno stabilito si presentavano uomini della "Società di Pubblica Utilità per il trasporto degli ammalati". I pazienti venivano caricati su grossi pullman dai finestrini oscurati e trasportati in uno dei sei centri di eliminazione: Grafeneck, Bernburg, Sonnenstein, Hartheim, Brandenburg, Hadamar. In questi istituti erano stati predisposti delle camere a gas camuffate da sale docce e forni crematori per l'eliminazione dei cadaveri. Ai direttori non si indicava la località finale di arrivo del malato, ma un istituto nel quale venivano trattenuti i malati per alcuni giorni. Questa tappa intermedia era stata decisa per evitare che i parenti si recassero nelle cliniche di eliminazione.

Una volta arrivati nelle cliniche di eliminazione i malati venivano uccisi dopo pochi giorni. Ai parenti veniva inviata una lettera standard che annunciava la morte per una causa qualsiasi. Si avvertiva che per ragioni sanitarie il cadavere era stato cremato e si avvertiva che l'urna con le ceneri era a disposizione. Si precisava che i beni personali dovevano essere ritirati entro 14 giorni, ma l'invio delle lettere era calcolato in modo tale che quando la notizia giungeva alla famiglia i termini utili erano già trascorsi.

Una parte dei cervelli venivano sezionati o inviati al "Kaiser Wilhelm Institut" dove una équipe medica guidata dal professor Julius Hallervorden sviluppava i suoi studi sulla neuropatologia. Per depistare ulteriormente i parenti i centri di eliminazione venivano scelti in modo da essere il più distante possibile dal luogo di residenza del malato. Naturalmente oltre ai disabili ad essere eliminati in massa furono anche i cosiddetti "psicopatici" (cioè asociali) e gli ebrei sia che fossero sani o che fossero malati.

Il Programma T4 ebbe il suo svolgimento tra il 1940 ed il 1941 e pose fine alla vita di 70.273 persone classificate come "indegne di vivere". Questa attività di morte - per quanto fossero state prese tutte le precauzioni necessarie non poteva rimanere a lungo segreta. In primo luogo lo spostamento attraverso tutto il Reich di così tante persone non passò inosservata alle autorità giudiziarie. La faccenda era divenuta di dominio pubblico: i cittadini di Hadamar oramai sapevano perfettamente che il fumo nauseabondo che si alzava dal camino della clinica era il frutto della cremazione dei malati. Le Chiese, sia quelle protestanti che quelle cattoliche, iniziarono a far sentire la propria voce contro la pratica dell'eutanasia. Hitler di fronte alla marea di proteste decise di sospendere l'Aktion T4 impartendo l'ordine orale a Brandt e a Bouhler. L'azione di eutanasia era ufficialmente finita ma l'eliminazione dei "malati di mente" non era terminata: iniziava quella che i medici tedeschi chiamarono "eutanasia selvaggia" e un'altra "Aktion" ancora più segreta: la "Aktion 14F13".

Quando l'operazione eutanasia iniziò ad entrare in crisi per la troppa opposizione cresciuta in Germania, Himmler, il responsabile politico della “risoluzione finale”, ne approfittò per usare la struttura per i suoi fini. Nella tarda estate del 1941 Himmler ordinò che i prigionieri affetti da malattie di mente dei campi di concentramento fossero sottoposti a controlli medici. Lo scopo era eliminare tutti coloro non in grado di lavorare. Secondo Himmler il personale medico incaricato di svolgere le "visite" doveva essere esterno per garantire maggiore affidabilità. Himmler si rivolse a Philipp Bouhler chiedendogli di mettere a disposizione un gruppo di psichiatri esperti. Bouhler incaricò Viktor Brack di organizzare l'operazione.

La commissione medica che Brack mise insieme proveniva direttamente dalle fila della Aktion T4. La commissione doveva recarsi nei campi di concentramento per visitare malati di mente, psicopatici e detenuti ebrei di tutti i campi di concentramento. L'intera operazione ebbe il nome di "Aktion 14F13" dalla sigla del formulario utilizzato nei campi per registrare i decessi. I "selezionati" dovevano essere inviati nelle cliniche di eliminazione e gasati. Non è possibile stabilire quante persone vennero uccise nel quadro della Aktion 14F13. Occorre tenere presente che nell'ambito della operazione venivano eliminate persone non affette da nessuna malattia. In più le visite della commissione si svolgevano in modo assolutamente approssimativo e superficiale.

Per approfondire:
da EdScuola: Progetto T4: lo sterminio dei disabili a cura di Michele Pacciano
da DidaWeb: L'olocausto dei disabili
da Niente Barriere Giornata della Memoria - I volti dell'olocausto
da Niente Barriere In Germania 1 su 5 ignora Auschwitz

Giornata della Memoria 2010

Oggi è la Giornata della Memoria e voglio condividere con voi alcuni versi di un libro che è stato forse il primo che ho letto, avrò avuto 13 anni.
Sto parlando di Primo Levi in "Se questo è un uomo".

“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”

 
Museo Auschwitz - Protesi tolte ai deportati. Foto di Silvia Loria R. Spina Bifida


La "Giornata della Memoria" è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere La data prescelta è quella dell' anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz (vicino a Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell' Armata Rossa (comandata dal maresciallo Koniev) il 27 gennaio 1945.

Gli ebrei deportati dall' Italia e dal Dodecaneso furono 8.566, di cui 5.557 morirono di stenti o nelle camere a gas.

Nella "Giornata della memoria" si ricordano anche quanti lasciarono la vita ad opera del fascismo e del nazismo durante gli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale e, durante questo conflitto scatenato in Europa dalla Germania, e in Asia dal Giappone, cui si affiancò, in Europa e in Africa, l' Italia di Mussolini.

Mai nella storia dell' umanità vi era stata una catastrofe di tale portata provocata da esseri umani. Nelle guerre d' invasione e coloniali, nella Guerra di Spagna e nella prima fase della Seconda Guerra Mondiale i militari italiani sacrificati dal fascismo furono circa da 400 a 500 mila tra morti accertati e dispersi. Nella seconda fase, dopo l' 8 settembre 1943, con l'invasione del nostro territorio da parte della Germania, cui si unirono i collaborazionisti della Repubblica di Salò, la Resistenza ebbe 53,500 partigiani e patrioti uccisi, più di 40mila militari morirono nei lager nazisti, 87 mila nel corso della campagna d' Italia del Corpo Italiano di Liberazione inquadrato nelle forze armate degli Alleati, 52.127 civili morirono a causa delle stragi nazifasciste o sotto i bombardamenti.

Complessivamente le vittime della Seconda Guerra Guerra Mondiale sono 32 milioni, di cui 20 milioni civili i più vecchi, donne, bambini. A loro bisogna aggiungere le vittime dei campi di sterminio nazisti e giapponesi : 26 milioni, di cui 6 milioni di ebrei. Nei lager nazisti furono soppressi anche detenuti politici, militari catturati durante la campagne di Polonia, Russia, nei Balcani, disabili, zingari, testimoni di Geova, omossessuali, appartenenti a etnie slave.

Auschwitz Per non dimenticare

In memoria di tutte le vittime dell'olocausto, cercando ancora una volta di riflettere di cosa è capace di fare l'uomo, ma soprattutto metterci in testa che una cosa del genere ...NON DEVE ACCADERE MAI PIU'!!

Per approfondire:
da Altre Storie in formato digitale: Se questo è un uomo - Primo Levi (PDF)

26 gennaio 2010

GatesNotes il Blog di Bill Gates

Una volta lasciata la direzione di Microsoft, Bill Gates si sta dedicando sempre di più alla sua fondazione a scopo umanitario: la Bill & Melinda Gates Foundation (fondata nel 2000 insieme a sua moglie Melinda) impegnatissima in questi giorni, nel reperire fondi, per cercare di aiutare la popolazione di Haiti, colpita recentemente dal disastro del terremoto.


E' di questi giorni la notizia che, il creatore di un gigante multimediale come la Microsoft, ha ufficialmente aperto un Blog dal titolo GatesNotes, dove trovano spazio quotidianamente le sue riflessioni, i suoi pensieri e le sue idee, tutto questo con lo scopo di creare un filo diretto con i tanti fans sparsi nel mondo. Unica nota stonata della questione è che su www.thegatesnotes.com/sono disabilitati i commenti degli utenti ... tanto vale ...

Infine segnalo che lo stesso Bill Gates, da qualche tempo, è presente anche sul Social Network di Twitter, con un suo account, e ai suoi tweet sono collegati ben 300 milioni di persone.

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25 gennaio 2010

Cuffaro dimentica i cannoli ma non la poltrona

Nei giorni scorsi l'ex Governatore della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro (clicca qua per visualizzare la sua pagina su Wikipedia) è stato condannato, in appello, a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato la mafia e per rivelazione di segreto istruttorio. Nel gennaio del 2008 era stato condannato in primo grado a cinque anni soltanto perché gli era stata esclusa l'aggravante mafiosa.

Fu in quella occasione che Cuffaro stupì l'Italia intera, quando dopo la lettura della sentenza, non trovò di meglio da fare che festeggiare, davanti ai giornalisti e ai fotografi, con un enorme vassoio di cannoli siciliani, soltanto perché la Corte gli aveva evitato l'onta di essere considerato un mafioso.

Cuffaro subito dopo la sentenza ha dichiarato ai giornalisti:
"So di non essere mafioso, so di non aver favorito la mafia. Ma questo non vuol dire che non si debbano dimenticare le sentenze. Le sentenze sono espresse dalle istituzioni e vanno comunque accettate. Ne sento la pesantezza come cittadino e questo non modifica il mio percorso politico."
Un discorso molto chiaro che ha portato successivamente il Senatore dell'Udc a far sapere che intende rinunciare ad ogni incarico nel suo partito, (è VicePresidente dell'Udc) ma non al suo posto tra i Senatori.

Infine eccovi un video, messo in rete dall'utente sobborghi di Youtube, che mostra un giovanissimo Totò Cuffaro, già militante della Democrazia Cristiana, inveire pesantemente contro Giovanni Falcone in una puntata speciale del Maurizio Costanzo Show (me la ricordo oggi come allora).



Visto il personaggio ...aspettiamo il terzo grado e poi ...credo che anche stavolta non ci annoieremo. Secondo voi sarà fatta giustizia e come andrà a finire?

Fonti e per Approfondire:

24 gennaio 2010

Mozilla Firefox 3.6 e i suoi Add-on

Qualche giorno fa vi avevo consigliato di lasciare Internet Explorer (Qui), per passare al browser gratuito (open source) Mozilla Firefox, molto più veloce e sicuro. Ebbene proprio in questi giorni Mozilla ha rilasciato per tutti i suoi utenti (350 milioni nel mondo), la nuova versione di Firefox 3.6. I suoi sviluppatori assicurano che questa nuova versione, assicurerà una maggiore velocità di apertura pagina di circa il 20% in più (credo che abbiano sinceramente esagerato), rispetto alla precedente: la 3.5.


Inoltre vi avevo parlato dei famosissimi componenti aggiunti di firefox (o Add-on e sono ben 6000), che una volta installati, ci permettono di navigare in modo semplice, divertente e ci fanno risparmiare del tempo prezioso.

Ecco gli Add-on (con una minuscola guida) che ho installato io sul mio computer:

Clicca qua per scaricare Firefox 3.6

Clicca qua per scoprire tutti i componenti aggiuntivi o Add-on di Mozilla Firefox

Se usate Firefox, quali sono i componenti aggiunti che avete installato, e che consigliate a chi sta leggendo questo post?

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21 gennaio 2010

L'HP Envy 15 con porte USB 3.0

L'HP ha lanciato sul mercato americano l'Envy 15. In italia se tutto va bene lo vedremo forse tra un annetto ...sigh... infatti sembra che per questo tipo di modello notebook, l'HP tenda a escludere o lasciare per ultimi gli italiani.

L'ultimo notebook sfornato da Hewlett Packard ha una caratteristica che molto presto verrà sviluppato, statene sicuri, da tutte le altre marche di computer: ovvero la disponibilità di avere delle utilissime, perciò utilizzatissime, in futuro, porte USB 3.0. Per chi non lo sapesse le porte USB servono per collegare qualsiasi tipo di periferica esterna: ad esempio il mouse, la stampante, la chiavette di memoria (pendrive), etc etc.

Le porte USB 3.0 sono apparentemente identiche alle vecchie porte, ma permetteranno all'utente, un trasferimento dati pari a 600 megabyte al secondo, ovvero ben dieci volte superiore rispetto a quello garantito dalla tecnologia USB 2.0.

Naturalmente chi collegherà nelle porte nuove un dispositivo con la vecchia tecnologia, otterrà un trasferimento dati identico alla tecnologia già esistente da tempo, e viceversa.

Comunque di una cosa statene certi la compatibilità comunque è assicurata.

Fonti e per approfondire:

Rosarno: il tempo delle arance

Corsi e ricorsi della storia. Siamo stati emigrati, per molti versi lo siamo tutt'ora eppure... non riusciamo a comprendere l'altro, lo "straniero" che lascia casa, affetti, radici per il sogno di una vita miglior e anziché operare per l'integrazione di queste persone, si opera per l'esclusione. L'Italia è oramai un paese multietnico e vanno sicuramente adottate misure che possono garantire il benessere e la sicurezza di tutti, ma accarezzando un disegno di interculturalità e di integrazione e NON di esclusione.

Oggi vi propongo il documentario "Rosarno: Il Tempo delle Arance", prodotto da Insu Tv e realizzato da Nicola Angrisano. Questo reportage racconta i giorni del pogrom e della deportazione dei migranti per ritrovare, nelle immagini nei racconti dei protagonisti, le ragioni della ribellione contro la violenza e l'apartheid.

Ringrazio l'amico Luca Manunza, per la segnalazione.


20 gennaio 2010

Mr. President, help Internet in Italy

In Italia non passa giorno che non vengano diffuse notizie, leggi, o proposte di legge, che in qualche modo servono per imbavagliare e ostacolare la Rete, in particolare la parte più sana, ovvero quella che racconta e commenta i fatti, attraverso i Blog e i siti d'informazione libera e indipendente.

E' una vera isteria non di massa, una pandemia che colpisce soltanto chi vive grazie ai privilegi e gli sfarzi del sistema politico/mediatico direbbe Piero Angela. E' come essere invitati ad un ballo in un Castello da un Re o un Principe ricchissimo, e per quanti non ottengano l'invito, ecco cadere la scure che porta ad essere paragonato a un delerito, un diseredato, un soggetto che per Legge non è capace di intendere e volere, un soggetto pericoloso che non può entrare a palazzo.

Più il soggetto parla e si agita, e riesce ad ottenere consenso tra la gente, più ottiene maggiori restrizioni, costi e sanzioni. Naturalmente queste ultime nel silenzio assoluto dei media, tutt'al più qualche trafiletto sui giornali, tanto per far avere 5 minuti di gloria al politico di turno, che ci spiegherà quando siano buone e sensate i cavilli che si sono apportati per far tacere questi insolenti che non si piegano ai loro voleri. Una situazione insostenibile che bisogna cercare di divulgare via internet alle altre nazioni, sperando che il buon senso, specie quello civico e democratico, che non manca certo oltre il nostro confine, possa aiutarci.

Questi sono i motivi che mi ha fatto prendere la decisione di condividere e diffondere un bella iniziativa, lanciata in Rete da 2 giornalisti che stimo e che leggo sempre attraverso i loro Blog: Mr. President, help internet in Italy - un'idea di Claudio Messora e Enzo di Frenna

Io voglio vivere in una Nazione dove:
  • Nessun Sito o Blog può essere censurato o minacciato di chiusura, soltanto perché ritenuto colpevole di esserci all'interno qualcosa che al politico di turno non piace. Questo vale anche per i Gruppi di Facebook (ovviamente rimane, ed è giusto, a seconda del caso il reato di diffamazione);
  • Il Presidente della mia Nazione (qualunque esso sia) quando parla in Rete, ad esempio suYoutube, non disabiliti i commenti di chi vede il video (perché tutti i cittadini italiani abbiamo il diritto di esporre il nostro pensiero, con educazione certo);
  • Tutti i cittadini italiani possano ricevere se vogliono, attraverso i Social Network Twitter o Facebook, giorno per giorno, i resoconti sul lavoro svolto di ciascun Parlamentare.
  • Tutti i Parlamentari, e in particolare tutti i Ministri, abbiano un Blog in Rete per discutere del loro operato assieme ai cittadini, senza anche qua disabilitare i commenti;
  • Internet e la Banda Larga venga portata finalmente nelle case di tutti gli Italiani, e che questo sia sancito con un Atto Costituzionale;
  • Tutti gli Italiani possano avere libero accesso alla Rete e, se vogliono, possono informarsi tranquillamente in Rete, abbandonando finalmente gli organi d'informazione tradizionali (giornali e telegiornali), spegnendo finalmente, il più possibile, la televisione (strumento che serve soltanto per drogare le coscienze e dove, grazie un servizio solamente servile e fazioso, l'informazione è lontana anni luce dalla realtà);
per questo io, voi, noi tutti andremo davanti all'ambasciata americana, a piedi nudi, incatenati, battendo i piedi per terra al suono dei tamburi, a passo di schiavo, reggendo tutti insieme un unico enorme striscione:
Mr. President, help internet in Italy



Per approfondire
da Niente Barriere: Chi ha paura della Rete?
di Enzo di Frenna: I Corsari della Rete
da PeaceReporter: I pirati della Rete

19 gennaio 2010

L'equo compenso della Siae contro la pirateria

C'è una notizia che sta facendo molto discutere gli utenti di internet e che invece è stata quasi del tutto ignorata dagli organi di informazione tradizionale. Lo scorso 30 dicembre un decreto del Ministero dei Beni Culturali ha aumentato la tassa/quota che viene versata alla SIAE sui prodotti coperti da copyright, che utilizzano supporti di memoria digitale; la così detta tassa "equo compenso".


In parole povere quando acquistiamo beni di largo consumo come CD, DVD, Pendrive, Hard Disk, ma anche cellulari, decoder, computer e lettori MP3, la SIAE per tutelarsi da eventuali copie "pirata", fa versare automaticamente sui suoi conti una tantum. Con questo sistema fino ad oggi la SIAE ricavava ogni anno circa 70 milioni di euro.

Ebbene col decreto firmato il 30 dicembre, ci sarà un aumento del prezzo di tutti quegli accessori che utilizzano una memoria virtuale e la cifra che verrà versata alla SIAE sfiorerà la somma di ben 300 milioni circa, secondo stime di Confindustria e Assinform.

Cosa porterà questa scelta scellerata (in nessun paese europeo mai si è arrivati a tanto)?

Di sicuro ci sarà un aumento dei prezzi sui prodotti coinvolti. Ad esempio un DVD costerà circa 50 centesimi in più, ogni pendrive da 4 GB 36 centesimi in più, ogni HD superiore a 250 GB ben 30 euro in più. C'è chi dice che con questo decreto ora per un bel pò non si parlerà più di pirateria, c'è chi dice invece che questa mossa rafforzerà ulteriormente la pirateria e che i costi dei CD/DVD vergini avranno si un impennata del prezzo, ma dopo qualche mese, questi ultimi, riprenderanno a scendere, seguendo la domanda dei consumatori.

Come al solito chi vivrà vedrà .. intanto voi cosa ne pensate?

Per Approfondire

18 gennaio 2010

L'acqua è un bene comune

Chi segue Niente Barriere sa che più di una volta mi sono occupato di acqua. L'acqua è il bene più prezioso che ci sia in natura, non a caso viene anche definito l'Oro Bianco. Nel prossimo futuro le guerre saranno combattute per accaparrarsi preziose riserve di acqua. Inoltre noi esseri umani siamo fatti in gran parte di acqua. L'Italia è una delle nazioni occidentali che più fa uso di acqua minerale, venduta in bottiglia (ne beviamo quasi 190 litri a testa all'anno, in media.)





La rete idrica italiana è famosa per l'immenso quantitativo che viene sprecato ogni giorno. La politica afferma che per sanare tutti questi sprechi bisogna fare in modo che la gestione dell'acqua pubblica venga data in mano a privati. La privatizzazione dell'acqua in Italia è iniziata negli anni '90, e l'ultimo decreto sull'acqua porta la firma del Ministro Ronchi nel novembre 2009, e ha scatenato già un giro di affari mostruoso, che vede in prima linea il semplice cittadino, derubato di un bene comune, il quale che deve soltanto assistere impassibile e preoccuparsi di sborsare un mucchio di soldi, tra bollette e supermercato, per compensare "la sete di denaro" di questi avidi personaggi.

Pubblico il video e il testo dell'intervista (che ho trovato nel Blog di Beppe Grillo) di Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Inoltre vi ricordo che il prossimo V3Day, organizzato dal Blog di Beppe Grillo, si svolgerà l'8 Maggio 2010 e avrà per tema proprio l'acqua. Lì si cercherà di sensibilizzare maggiormente gli Italiani, e si potranno raccogliere le firme per chiedere un Referendum che faccia tornare a tutti gli italiani, un bene di tutti, come l'acqua.

Io aderirò di sicuro e voi?


"Sono Paolo Carsetti, il segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, una rete di associazioni, comitati territoriali, organizzazioni sindacali, sta insieme dal 2006, perché conduce una battaglia rispetto alla gestione pubblica dell’acqua e intende far riconoscere un diritto umano universale.
Abbiamo iniziato redigendo una legge di iniziativa popolare, a fine 2006 e raccogliendo più di 400 mila firme. Ora la legge è in discussione in Parlamento e. visto il quadro parlamentare – istituzionale, non gode di grande sostegno da parte dei partiti presenti in Parlamento e giace in un cassetto. Abbiamo promosso la prima manifestazione per l’acqua pubblica in Italia, il primo dicembre 2007, a cui hanno partecipato più di 40 mila persone, ora stiamo conducendo campagne a livello nazionale tramite tutti i comitati territoriali, realtà associative e sociali, perché crediamo che questo sia l’unico modo per garantire un diritto e un servizio a tutta la popolazione.
In Italia il processo di privatizzazione del servizio idrico è iniziato da metà degli anni 90. Attraverso diversi provvedimenti legislativi si è andata affermando la gestione privata. Questo ha comportato diverse conseguenze sui cittadini, in primis c’è stato un aumento costante negli anni delle tariffe perché, oltre ai costi di gestione, il soggetto privato deve prevedere all’interno della tariffa, così come dice la legge, un profitto che noi come cittadini e utenti paghiamo al gestore. Quello che ci era stato raccontato, nel momento in cui si era avviato il processo di privatizzazione, era che lo Stato non poteva fare più fronte ai costi di gestione del servizio idrico, agli investimenti necessari per ristrutturare la rete idrica che ormai è vetusta e è definita un colabrodo e che dovevano intervenire soggetti privati perché solo loro potevano apportare i capitali necessari.
Quello che si sta registrando, e tutti i dati sono concordi sul fatto che all’inizio degli anni 90, gli investimenti annui erano pari a circa 2 miliardi di euro l’anno, oggi si registrano investimenti pari a circa 700 milioni di euro l’anno, ora abbiamo da una parte un innalzamento delle tariffe per garantire il profitto ai soggetti e ai gestori privati e dall’altra una diminuzione degli investimenti e anche della qualità del servizio.
C’è un altro fatto fondamentale rispetto al processo di privatizzazione, se io sono un soggetto privato e devo gestire un servizio, e quindi anche distribuire una risorsa, l’obiettivo che mi pongo sarà quello di aumentare la quantità di prodotto che vendo anno dopo anno, tant’è vero che in Italia i "piani di ambito" che sono i piani attraverso i quali si gestisce la risorsa idrica, prevedono nei prossimi anni un aumento dei consumi pari al 18% circa, ossia i gestori privati prevedono un aumento di quella che è la vendita del proprio prodotto. Questo credo sia assolutamente da scongiurare, anche perché i cambiamenti climatici, quello che è il riscaldamento globale ha come primo effetto e come prima conseguenza, proprio un aumento della scarsità della risorsa. Allora bisognerebbe approntare politiche di risparmio idrico, politiche di uso sostenibile della risorsa, questo, i soggetti privati, anche legittimamente rispetto a quella che è la propria "mission" imprenditoriale non lo possono garantire, lo può garantire esclusivamente una gestione attraverso enti pubblici, proprio perché il suo primo obiettivo è di garantire un servizio e un diritto a tutti, anche per le generazioni future, e di poter usufruire di identico patrimonio naturale.

Cosa può fare il cittadino per contrastare il processo di privatizzazione dell’acqua in Italia? Noi abbiamo messo in campo diverse campagne: una è quella di modifica degli statuti comunali e provinciali, proprio perché l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a novembre 2009, fa riferimento alla privatizzazione dell’acqua, perché riconosce nel servizio idrico un servizio a rilevanza economica e quindi deve essere messo necessariamente sul mercato e sottostare alle leggi del mercato e della libera concorrenza. Noi riteniamo che il servizio idrico e quindi l’acqua non sia un bene di rilevanza economica, non sia un bene che debba sottostare alle leggi del mercato, ma vada garantito come un diritto di tutti, per questo i cittadini possono promuovere delle raccolte firme all’interno del territorio della propria Provincia e comune, per stimolare il Consiglio Comunale o il Consiglio Provinciale a approvare delle deliberazioni che modifichino lo Statuto comunale tramite l’inserite del riconoscimento del diritto umano all’acqua e tramite l’inserimento del riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico – locale privo di rilevanza economica. In questo modo l’ente locale, il Comune o Provincia può riappropriarsi della podestà decisionale, di come gestire il servizio idrico e quindi fuoriuscire dalla legislazione nazionale e questo è fondamentale proprio per mettere uno stop al processo di privatizzazione in Italia.
Abbiamo già lanciato e lo faremo anche nei prossimi giorni una manifestazione nazionale proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua che ogni anno cade il 22 marzo, il 20 marzo, il sabato precedente lanciamo una grande manifestazione per l’acqua pubblica e per la difesa dei beni comuni a Roma, cui chiamiamo anche a partecipare tutti quei movimenti, quelle realtà un po’ disilluse anche dal fallimento della Conferenza di Copenaghen, si stanno battendo rispetto al tema della giustizia climatica.
Contemporaneamente è stato lanciato da diverse forze politiche e anche il forum italiano dei movimenti per l’acqua crede di dover partecipare alla battaglia referendaria per abrogare tutte quelle norme che hanno consentito e garantiscono la privatizzazione dell’acqua in Italia, in primis l’ultimo Art. 15 del Decreto Ronchi approvato a novembre, ma anche tutte quelle leggi che hanno permesso l’ingresso dei privati e anche delle multinazionali nella gestione del servizio idrico in Italia in tutti questi anni.
Tutte le iniziative che il forum italiano movimenti per l’acqua mette in campo e ha messo in campo, potete trovarle sul sito del forum: www.acquabenecomune.org quotidianamente aggiornato, con la possibilità di raccolta firme rispetto agli Statuti comunali, insieme a quello che verrà da qui alla raccolta firme del referendum e alle iniziative per la manifestazione nazionale del 20 marzo."

Per Approfondire:

17 gennaio 2010

Non usate Internet Explorer

La notizia per chi come me usa internet da qualche tempo lascia indifferenti, in quanto, anche se i programmatori del browser più famoso e più usato del mondo, negli ultimi tempi hanno migliorato e di molto le sue prestazioni, e la sua sicurezza, Internet Explorer risulta da sempre meno veloce e meno sicuro di tanti altri browser, che hanno rispetto a lui, anche il dono di essere gratuiti come Firefox, Google Chrome, Opera e Safari.


La notizia, partita dalla Germania, è rimbalzata tramite internet in tutto il mondo. Internet Explorer non è sicuro, a causa di una falla nella sicurezza, che può riservare ai suoi utenti spiacevoli sorprese. Per cui fino a quando gli sviluppatori Microsoft non correranno ai ripari, è molto meglio rivolgersi ed usare altri Browser.

Personalmente io non uso Internet Explorer, se non in casi eccezionali. Ho provato vari Browser e fra tutti, quello che preferisco è Mozilla Firefox nella versione 3.5 (che consiglio a tutti quelli che leggono questo post). Firefox apre le pagine molto velocemente e grazie ai tantissimi componenti aggiuntivi, che si possono installare, usare Firefox è estremamente piacevole.

Altro Browser che uso spesso, come in questo momento, è Google Chrome, il quale permette di rilevare maggiormente rispetto a tutti gli altri browser, la presenza di malware e schifezze varie, nelle pagine che si aprono mentre si naviga, avvisandoci per tempo.

Browser open source (gratuiti*) da scaricare

Mozilla Firefox download
Google Chrome download
Opera download
Safari download

*= dai siti originali

Voi cosa ne pensate? Qual'è la vostra esperienza?

Per approfondire:

16 gennaio 2010

Nucleare, l'Areva sul banco dei imputati in Niger, in Francia e prossimamente in Italia

L'Areva, la compagnia francese che si dovrebbe occupare della rinascita nucleare italiana recentemente ha ammesso, prendendosi tutte le sue responsabilità, di aver compiuto degli errori nel valutare il grado di contaminazione da uranio, nel villaggio di Akokan nel Nigeer in Africa. Ad Akukan sono presenti ben due miniere di uranio, le quali sono gestite da società affiliate a Areva.

Un vero e proprio calvario per Akokan, iniziato nel 2003, e successivamente nel 2007, quando erano emersi dei dati che dimostravano che il livello di contaminazione del villaggio in Niger, era superiore fino a 100 volte oltre il limite consentito. La società francese nel 2008 aveva dichiarato che aveva provveduto a bonificare l'intera zona, sotto il controllo delle autorità locali.

Nel novembre del 2009 c'è stata una spedizione di Greenpeace che, in collaborazione col laboratorio francese Criirad insieme ad una rete di associazioni locali (ROTAB), ha potuto visionare e monitorare sia le miniere di uranio e sia i villaggi vicini. "Ad Akokan sono stati rivelati livelli di contaminazione fino a 500 volte oltre il livello di fondo, anche negli stessi punti che Areva sosteneva di aver bonificato" denuncia Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace. "Ovviamente, non possiamo fidarci di Areva, nè in Niger nè in Italia: quali garanzie possono dare con questo approccio fantasioso alla sicurezza nucleare?" ha giustamente concluso amaramente il responsabile di Greenpeace.

La causa maggiore della contaminazione del villaggio di Akokan è dovuto alla folle idea della società francese, Areva, di riciclare gli scarti delle miniere di uranio, per la costruzione di strade e edifici. Uno scandalo emerso anche in Francia, grazie ad un reportage girato dall'emittente francese France 3. Scarti, chiamati detriti sterili, ovvero ciò che restava delle scorie nucleari, a basso contenuto di uranio, è stato usato come materiale inerte per la costruzione di strade e edifici (anche uno stadio di calcio), con il risultato che anche oltrealpe tantissime persone, residenti nelle aree in questione hanno iniziato ad ammalarsi, e morire, di vari tumori.

URANIO - LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA - VIDEO 1


URANIO - LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA - VIDEO 2


URANIO - LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA - VIDEO 3


URANIO - LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA - VIDEO 4


URANIO - LO SCANDALO DELLA FRANCIA CONTAMINATA - VIDEO 5


In conclusione... non so voi ... ma io so già cosa ci aspetterà in futuro .... e non sarà bello.

Per Approfondire:

15 gennaio 2010

Truffe Online, come riconoscere il Phishing

La criminalità informatica ha recentemente superato, per il guadagno, il traffico della droga. Pensate che un'identità online viene rubata ogni 3 secondi nel mondo. In un solo anno vengono sottratte illecitamente ben 10.512.000 identità personali. Sono cifre pazzesche che dimostrano l'enorme giro d'affari di questi criminali informatici.

Uno degli strumenti più utilizzati da questi criminali è il Phishing. Il Phishing è una attività illegale che sfrutta l'utilizzo delle comunicazioni elettroniche (email o messaggi istantanei in diretta) che mira di sottrarre in modo illegale delle informazioni sensibili dell'utente (login, password, numero di carta di credito, etc). In gergo tecnico la tecnica utilizzata viene nominata social engineering (ingegneria sociale). Questa consiste in una tecnica di persuasione psicologica, che viene utilizzata per far compiere dall'ignaro utente, azioni contro il suo interesse.


Spesso il phishing viene paragonato al ben noto spam. Quest'ultimo da qualche tempo, e per fortuna, viene maggiormente combattuto dai maggiori server di posta elettronica tramite filtri anti-spam. Il phishing viene anche combattuto dai programmatori dei browser (ovvero i programmi che ci consentono di aprire e visualizzare le pagine internet sul computer), come Internet Explorer, Mozilla Firefox (che io uso) e Google Chrome. Quest'ultimo sta facendo passi da gigante per proteggere i suoi utenti contro alcuni siti contraffatti, o che al suo interno utilizzano programmi nocivi (spyware e malware) che sono in grado di risalire all'utente che sta visitando quelle pagine.

I tentativi di phishing perpetrati verso le nostre caselle di posta elettronica sono facilmente riconoscibili e basta sapere soltanto alcune cose:
  1. I messaggi ricevuti sono di solito scritti con un italiano macheronico ... questo perché l'autore della truffa risiede in altri paesi e non conosce bene l'italiano (usano Google Translate!) Attenzione però visto comunque questo mio consiglio non sarà valido quando a tentare di truffarci è un italiano;
  2. I messaggi di phishing si appoggiano a server privati o dal nome bislacco. Se ricevete una email che vi chiede di collegarvi ad un altro sito per confermare i vostri dati, questi signori mirano quasi sempre alla vostra carta di credito, dovete stare attenti e vedere se nell'indirizzo proposto ci sia una @ che separa due indirizzi internet (il secondo di solito è l'indirizzo a cui sarete collegati);
  3. La cosa più importante da sapere e che nessun ente finanziario o bancario, per legge, può mandarvi una e-mail per informarvi di qualsiasi operazione che riguardi il vostro estratto conto. Questo è il consiglio principale e più importante che vi do. Dunque appena vedete una mail da una banca, cestinatela immediatamente senza aprirla. Le banche se vogliono comunicarvi qualsiasi cosa, sono costrette a mandarvi una lettera, ma con la normale posta.
  4. State attenti a email che sembrano provenire da un soggetto attendibile che vi promette viaggi gratis o vincite in denaro. Lo stesso vale anche quando riceviamo "presunte" email da mittenti che ci chiedono di confermare la nostra precedente iscrizione: ad esempio facebook. Tutte queste sono truffe ben organizzate da persone che sono bravissime a contraffare i loghi originali, per farli sembrare il più possibile veri.
Se per caso notate nel vostro computer qualcosa che non va, a maggior ragione nel vostro estratto conto bancario, contattate immediatamente la polizia postale.

Quindi mi raccomando, state attenti e diffidenti quando siete in internet ...e non fate i creduloni.

Per approfondire:
Da Wikipedia: Phishing
Polizia di Stato: Denuncia Via Web

14 gennaio 2010

Terremoto ad Haiti, come aiutare la popolazione Haitiana

Sono rimasto molto colpito dal terremoto di Haiti. Cerco anche io di fare la mia parte pubblicando un articolo che ho trovato sul sito http://www.wilditaly.net/

La tragedia che ha colpito Haiti in queste ore non si può descrivere a parole. Possiamo solo provare a fare qualcosa di concreto per queste persone, dimenticate dall’occidente. Già perchè la situazione ad Haiti era già drammatica prima del terremoto, figuriamoci ora, un paese senza ospedali senza servizi sociali, un paese abbandonato.

TERREMOTO AD HAITI – COME AIUTARE

CROCE ROSSA
Numero verde: 800.166.666
Donazione online: Causale “ Pro emergenza Haiti “ www.cri.it
Bonofico bancario: causale “ Pro emergenza Haiti” IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020
Programma alimentare mondiale Onu
Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM
IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688
Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848
ABI 03069 CAB 05196
IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383
Donazioni online: www.wfp.org/it

CARITAS ITALIANA:
C/C POSTALE N. 347013 – Causale: “Emergenza terremoto Haiti”
Oppure tramite bonifico:
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma
Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
Donazioni online: Caritas international
http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html

SAVE THE CHILDREN:
Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione):
http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y
Oppure: C/C POSTALE n.43019207

MEDICI SENZA FRONTIERE
Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti
Online: http://www.medicisenzafrontiere.it/

UNICEF
Donazioni online:
http://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&l=0001
Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010

ACTIONAID:
Nelle prossime ore sarà attivato un servizio di SMS solidale
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti
Bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856.
Causale: Emergenza Haiti

ONG AGIRE
Sms: Una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim o Vadafone o chiamando da rete fissa Telecom. Numerazione attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.
Oppure:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Posta: cc postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.
Banca: cc BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
Donazioni online: www.agire.it

13 gennaio 2010

Google: basta censure in Cina?


La notizia di oggi è che il più grande motore di ricerca di internet, ovvero Google, ha minacciato il Governo Cinese di abbandonarlo a se stesso, rinunciando anche se è meglio dire minacciando, di non filtrare più le notizie scomode al Governo Cinese, anche se è sempre meglio usare la parola Regime Cinese.
Tutto questo nasce dai recenti attacchi subiti dal colosso internauta statunitense, con sede a Mountain View, ad opera di cracker cinesi che sono continuamente a caccia di dissidenti, in patria e fuori dalla Cina.
Il mercato cinese di Google vale ben 600 milioni di dollari all'anno, una cifra molto appetibile, senza contare che la Cina è senza ombra di dubbio il mercato più redditizio del mondo! Questo mi fa pensare che tra qualche giorno ...i due contendenti ...potrebbero trovare ..una nuova intesa, e tutto tornerà come prima.
A pensare male ogni tanto ci si azzecca.. ma stavolta è davvero facile... ricordatevi che milioni e milioni di cinesi ancora oggi non sanno niente dei fatti di Tiananmen, o della repressione perpetrata in Tibet, per non parlare del genocidio Birmano ...
Eh no, un Regime come quello cinese ...non può correre questi rischi....

vi aggiornerò

Aggiornamento 15.01.10
Aggiornamento 17.01.10

Disabili e Sport in Italia, la Toscana traccia la rotta

In Italia fare sport per un disabile è molto complicato, e non sempre la buona volontà basta. Sono convinto che bisogna avere anche una buona dosa di fortuna. Nascere e vivere in una città che ti permetta di muoverti senza troppi problemi e avere un buona autonomia ad esempio, ma c'è una cosa che è fondamentale: la presenza nella città dove residiamo, o comunque vicino ad essa, di strutture adeguate che possano permettere la nascita di società o associazioni sportive, che, grazie a tantissimi sacrifici economici, possano colmare la voglia di fare attività fisica da parte del disabile.

In Italia la situazione in questi ultimi anni è molto migliorata ed è vero, al punto che nazioni importanti per grande senso civico, come Inghilterra e Spagna, stanno cercando di copiare il metodo di inserimento sportivo dei disabili italiani. A fare da traino a tutto il movimento italiano sono naturalmente le Regioni più ricche, più organizzate e densamente popolate, come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.


Proprio in Toscana recentemente è stato presentato "Sporthabile": un progetto ambizioso che permetterà la nascita di ben 28 centri sportivi per disabili in quella Regione. Strutture dove sarà possibile avvicinarsi o praticare una disciplina sportiva grazie all'aiuto di personale appositamente formato e degli ausili necessari. Questi centri dovranno avere determinate caratteristiche: accessibilità delle strutture, accessibilità dei servizi (spogliatoi, bar, ecc.), personale formato, disponibilità di ausili per la pratica sportiva.

Inoltre, sempre in Toscana, saranno aperti 2 centri "Informhabile", dove sarà possibile ricevere assistenza a 360 gradi su tutto ciò che riguarda sport e disabilità. Questi centri si troveranno presso l'Unità Spinale del Cto di Careggi, a Firenze, e l'altro presso il centro protesizzati di Volterra. Pensate che Il costo totale del progetto è di 375 mila euro, di cui 125 mila dalla regione e 250 mila dal Monte dei Paschi di Siena.

Come dicevamo prima altre Regioni vantano una notevole esperienza in fatto di iniziative sportive rivolte ai disabili, ma finora mai in nessun altra regione italiana, era stato realizzato un progetto così importante, tanto che l'esperienza toscana si propone di fare da apripista con un progetto pilota da estendere, in una fase successiva, a livello nazionale.

Per Approfondire:
da Affari Italiani: Disabilità, in Italia manca una cultura sportiva
da Affari Italiani: In Toscana nascono i centri "Sporthabile"
da SienaFree: Sporthabile, progetto della Regione Toscana per "lo sport di tutte le abilità"

11 gennaio 2010

CClearer pulisce il vostro computer

Volete un programma che vi permetta di ripulire il vostro computer da files inutili, presenti sul nostro pc? Io vi consiglio di usare CCleaner. Lo uso da qualche anno e mi trovo benissimo. Con CCleaner farete girare più velocemente il vostro computer, e recupererete dello spazio sul vostro hard disk.

CCleaner, rispetto ad altri software ‘pulitori’, è capace di eseguire la pulizia di alcuni parametri presenti nel registro di configurazione.



File che vengono eliminati:
Internet Explorer Cache, History, Cookies, Index.dat.
Firefox Temporary files, history, cookies, download history, form history.
Google Chrome Temporary files, history, cookies, download history, form history.
Opera Temporary files, history, cookies, download history, form history.
Safari Temporary files, history, cookies, form history.
File temporanei di applicazioni di terze parti e liste di file recenti (MRU).
Inclusi: eMule, Kazaa, Google Toolbar, Netscape, Office XP, Nero, Adobe Acrobat,
WinRAR e altro...
Chiavi di registro vecchie e non più utilizzate.
Incluse: Estensioni dei file, ActiveX Controls, ClassIDs, ProgIDs, Uninstallers, DLL condivise, Fonts, Help Files, Application Paths, Icone e altro...

Alcuni Vantaggi:
Velocità di esecuzione ed operazione
Possibilità di personalizzare gli ambiti di operatività del programma (eventualmente pulisce ciò che si desidera)
Programma leggero e per nulla invasivo
Programma completamente gratuito e no spyware
Tra le lingue disponibili è presente anche l'italiano

Compatibile con le versioni di Windows: Sistemi Operativi: 98/2K/XP/2003/Vista

Infine, installando CCleaner potrete impostare l'aggiornamento di nuove versioni del prodotto, quando sono disponibili.

Sito Ufficiale dove poter scaricare Ccleaner:
http://www.ccleaner.com/

10 gennaio 2010

Chi ha paura della Rete?

Oramai è sicuro, e da tanto tempo. In Italia il sistema ha paura della Rete. Dal primo VDay di Beppe Grillo, quando il popolo della Rete è uscito allo scoperto, non passa giorno che in tutti i media tradizionali, ci propinano notizie allarmanti sull'uso e sul pericolo di internet. Tutti ad oscurare i benefici che potrebbe portare, e lo porta di sicuro, un buon uso della Rete nella vita di tutti i giorni, nella società civile.

Le parole d'ordine sono CONTROLLARE, REGOLAMENTARE e RIMUOVERE ogni piccola parola, o commento, che possa disturbare la quiete e i sogni dorati dei nostri politici, e di tutto il sistema che gira tutto attorno a loro. Tutto questo, stando attenti a non pronunciare la scomodissima parola che si chiama CENSURA.

Di strada in questo campo ne è stata fatta tantissima. Facciamo un piccolo riepilogo.
Incominciamo col Decreto Pisanu, che ha chiuso i rubinetti per l'uso pubblico della Rete in Italia; per passare poi al tentativo del sottosegretario del Governo Prodi, Ricardo Levi, che tentò, non riuscendoci, un primo controllo dei Blogger, attraverso l'obbligo di iscrizione di essi, ad un registro speciale dell'Agcom.

Successivamente ancora un successo per il sistema, solo grazie però alla collaborazione di qualche giudice, che condannò per diffamazione ( usando nella sentenza il termine STAMPA CLANDESTINA ), oscurandone poi il sito del giornalista Carlo Ruta, reo di aver messo in Rete le sue scomodissime inchieste.
Lo spavento e il rumore per questo fatto fù enorme, tanto che ancora oggi tutti i Blogger, e anche io lo faccio, usano inserire la dicitura "questo blog non può dunque considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/01 ....."
In seguito tanti altri tentativi "bipartisan" di bavaglio alla Rete, e concludo, con la ciliegina sulla torta.

Ovvero l'episodio dell'aggressione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ad opera di Massimo Tartaglia a Milano. Dopo questo fatto, tutto il sistema politico e mediatico sputò fango su internet, colpevole secondo loro, di aver minato e armato la mano di Tartaglia... non tralascio le infinite polemiche suscitate per colpa di alcuni idioti, che si son poi messi ad inneggiare a favore di quel gesto su Facebook...
Quel fatto, per fortuna, si concluse con buon senso e le sanzioni, e restrizioni, verso gli utenti di internet, ritornarono nel cassetto, grazie anche alla collaborazione dei provider (facebook in primis).

Ora sembra tutto tranquillo ma ne sono certo, la prossima polemica creata ad hoc non tarderà ad arrivare.... In conclusione di questo post vi faccio vedere il contributo video messo in Rete dall'utente di YouTube robinraz, che ha intervistato sull'argomento il bravissimo Video-Blogger Claudio Messora, gestore del sito Byoblu.


Sono perfettamente d'accordo con Claudio, .... loro non hanno minimamente capito con chi, e con cosa hanno a che fare ....

Buona Domenica a tutti, Ciao!

09 gennaio 2010

Microsoft Security Essentials: il mio Antivirus gratuito

Più di un anno fa segnalai che finalmente la Microsoft era sul punto di far uscire una sua suite gratuita compatibile con i propri sistemi operativi (XP, Vista e Windows 7), e che si poneva l'obbiettivo di combattere in prima persona i tantissimi virus che, sempre più spesso, becchiamo usando il nostro computer (specialmente quando navighiamo).

In quel periodo la diffidenza di noi utenti contro la Microsoft, che sembrava lanciarsi nel mondo dell'Open Source, era tanta e legittima. In quel post segnalai, anche grazie alla segnalazione dei vostri commenti, che il famoso antivirus poteva essere il famigerato OneCare, sempre della Microsoft ed a pagamento. Insomma tirava aria di patacca ....

Ebbene, e per fortuna, le cose non sono andate cosi, e devo dire che il sottoscritto è pienamente soddisfatto di aver dato fiducia alla Microsoft, scaricando e provando sul mio computer, nei primi giorni di settembre 2009, il nuovo antivirus gratuito della Microsoft: Security Essentials.
Microsoft Security Essentials è facile da installare, leggero nelle prestazioni e non appesantisce per niente il vostro computer, rispetto ad altri Antivirus gratuiti, come ad esempio Avast o Avg. Si aggiorna automaticamente ed è possibile fare una scansione automatica e completa durante la settimana.

Microsoft Security Essentials è compatibile con Windows XP, Windows Vista e Windows 7 ed è scaricabile da chi ha il sistema operativo sia a 32 che a 64 bit. Unico neo, se si può chiamare cosi e che per attivarlo deve essere presente nel nostro computer, una copia registrata e autenticata del nostro Sistema Operativo Microsoft.


scarica Microsoft Security Essentials
(dal sito della Microsoft e compatibile con Windows Xp, Windows Vista e Windows 7 a 32 e 64 bit)


Per Approfondire:
MegaLab.it: Guida e prova pratica di Security Essentials

08 gennaio 2010

Massoud "Il Leone del Panjshir" e Schifani

Chissà se il Presidente del Senato Renato Schifani conosce Ahmad Shah Massoud.

Massoud è un mujaheddin Afghano, ovvero un combattente per la libertà del proprio popolo. Soprannominato "il leone del Panjshir", Massoud nasce in Afghanistan nel 1953, ed è stato il protagonista indiscusso della vittoria degli Afgani contro l'invasione dell'Unione Sovietica nel 1979.

Massoud viene gravemente ferito il 9 settembre del 2001 da un grave attentato. L'attentato è opera di due arabi che, fingendosi giornalisti, riescono ad avvicinare l'eroe afghano, facendo esplodere la telecamera che portavano con se. La notizia della morte viene smentita per qualche giorno dalle autorità afghane, ma poi, il 14 settembre 2001, questa viene ufficializzata. L'attentato sarebbe maturato grazie alla triangolazione tra talebani, servizi segreti Pakistani e Bin Laden.
Questo fatto, a molti fa pensare che questo sia stato il segnale per gli attentatori delle Torri Gemelle di colpire, cosi come è avvenuto pochi giorni dopo.



Ma torniamo a Schifani. Ebbene, il nostro Presidente del Senato recentemente ha rifiutato un incontro con il comico Beppe Grillo ...solamente perché, il comico genovese, avrebbe voluto portare con se ...una piccola webcam ....
Certamente il confronto dei due episodi non è proponibile o paragonabile ... comunque a mio parere entrambi i fatti .... mi lasciano perplesso ...e nel caso di Massoud, oggi come allora, addolorato.





Fonti:
Gruppo Facebook: Tributo a Massoud il "Leone del Panjshir". Un uomo morto per la libertà.
Pagina Wikipedia: Ahmad Shah Massoud
Notizia Ansa: Tricolore: Schifani a Reggio Emilia, polemica con Beppe Grillo. caso web-cam movimentata festa. Napolitano, bandiera simbolo unità
Blog Beppe Grillo: Schifani e il Parlamento Pulito