Niente Barriere sara'in manutenzione per qualche giorno, ci scusiamo per eventuali disagi.

31 gennaio 2012

Nuovi ticket sanitari su pannoloni, prodotti per diabetici e cibi per celiaci

Balzello: «Il ticket sanitario serve per disincentivare prestazioni inutili». Le Regioni frenano sul documento tecnico. Chiudono gli ospedali con meno di 120 posti
di PAOLO RUSSO

(immagine di ilserpentedigaleno.blogosfere.it)

Niente più pediatra per gli adolescenti tra 6 e 14 anni, colpo di acceleratore sulla chiusura dei 220 piccoli ospedali da riconvertire in strutture per l’assistenza territoriale e ticket nuovi di zecca per i così detti dispositivi medici: dai pannoloni all’ossigeno terapeutico, dai prodotti per i diabetici agli alimenti per i celiaci. Sempre chiamando gli assistiti a contribuire in misura commisurata al reddito, riveduto a corretto dal «sanitometro».

Si arricchisce di altri particolari il documento tecnico messo a punto mercoledì dal conclave degli assessori regionali alla sanità e del quale oggi, dopo le anticipazioni a mezzo stampa, nessuno vuole rivendicare la paternità. Uscito dalla Conferenza di ieri convocata proprio per discutere il nuovo Patto per la salute 2013-2015, il presidente delle Regioni Vasco Errani, si è affrettato a precisare «che non c’è nessun documento messo a punto dagli assessori sui ticket». Una smentita che non cancella le 51 pagine del documento discusso per un’intera giornata ieri l’altro, e che, del resto, parte dalla stessa considerazione di Errani, ossia che il finanziamento 2013-2014 della sanità, «così come previsto dalla manovra d'agosto è per le regioni insostenibile».

Come dire che qualche soluzione va trovata per tamponare il taglio da 8 miliardi per i prossimi due anni. O con nuove risorse, magari derivati dalla tassa sul cibo spazzatura o tagliando sprechi dove ancora c'è da tagliare, come negli ospedali da meno di 120 posti letto.

Soluzione, quest'ultima, sulla quale nessuno vuole metterci la faccia, ma alla quale le regioni «amiche» del Governo stanno lavorando per evitare il default del servizio sanitario nazionale.
Nel frattempo fa già discutere l’ipotesi di assegnare ai pediatri unicamente i bambini da 0 a 6 anni, affidando i ragazzi da 7 a 14 anni alle cure del medico di famiglia.

Ipotesi contro la quale insorge la federazione dei pediatri, la Fimp, per la quale il progetto «contrasta con i convincimenti di tutta la comunità scientifica internazionale, concorde nel ritenere inamovibile il principio che l'età pediatrica va da zero a 14 anni».

A preoccupare il presidente della Federazione di Asl e ospedali (Fiaso), Giovanni Monchiero, è invece il fatto che «già oggi la carenza di risorse rende difficili i rapporti con gli operatori sanitari e i fornitori delle aziende sanitarie».

Allarme che per la Fiaso rende «perfettamente condivisibile il richiamo delle regioni a partire dal fabbisogno sanitario per definire le risorse necessarie alla sanità». Fabbisogno che per le stesse regioni sarebbe da qui al 2015 di ben 17 miliardi superiore al fondo sanitario nazionale. Una voragine che non sarà facile coprire senza mettere mano alla leva dei ticket.

Ma di questo si tornerà a discutere l'8 febbraio, quando i Governatori si riuniranno di nuovo per definire una linea comune sul Patto per la salute.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito:
http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/440038/

Argentin: “Ausili ai disabili: è allucinante che nessuno ne parli”

(Ileana Argentin, deputata PD
 immagine di
liberamentesemplice.wordpress.com)
Roma, 27 gen. -(Adnkronos) – “E’ allucinante che nessuno parli di liberalizzare il mercato degli ausili per i disabili. Basti pensare che per comprare la batteria per una carrozzinaelettronica, i disabili sono sempre costretti ad andare dalle stesse aziende e non ci sono possibilita’ di pagare meno in nessun modo”. Lo afferma all’Adnkronos Ileana Argentin, deputata del Pd e componente della Commissione Affari sociali della Camera, che si dice d’accordo con le misure per le liberalizzazioni, ma osserva che “si toccano lobbies molto lontane dal cittadini”.
Argentin fa degli esempi concreti: “La batteria per una ruota di una carrozzina elettronica costa 220 euro, per muoversi ne servono dunque 440 euro e durano al massimo 60-80 giorni. Allo stesso modo cambiare una ruota costa 90 euro”.
“In nessun modo riusciamo ad aprire uno spiraglio per cui i giovani e gli stessi disabili si possano mettere a fare una cooperativa o un’azienda loro – conclude la deputata – Speriamo che i ministri tecnici abbiano consapevolezza che la liberalizzazione non tocca solo le lobbies piu’ consumate dal punto di vista politico, ma anche altre che si nascondono dietro il sociale e molte volte dietro alla disperazione”.

Fonte http://www.ileanaargentin.it/?p=735

30 gennaio 2012

Sanità, Stefano disabile ha il diritto di respirare

Arborea - Dopo i 65 anni, si stacca l'ossigeno. La legge taglia gli aiuti: per un disabile grave significa, in un certo qual modo, fare la stessa fine che gli spartani riservavano ai neonati malati: la rupe del Taigeto. Stefano Riello è down con più di 65 anni: un miracolo impensabile fino a qualche tempo fa, ma costruito giorno dopo giorno grazie alle cure dei familiari. Della mamma, soprattutto, che oggi a 102 anni è costretta anche lei a stare in un lettino come suo figlio, paralizzato da un ictus. Da quattro anni Stefano vive collegato a una macchina che lo fa respirare. «I suoi polmoni non ce la fanno più, ma vive con amorevoli cure, non si lamenta e i suoi occhi che vedono poco percepiscono l'amore di cui è circondato», dice la sorella Lucia. Stefano, amico di tante generazioni di ragazzi, ha goduto dei benefici della 162. Ora il taglio che lo condanna. La storia di Stefano è vicina a quella di un'altra malata di Arborea, Luigia, e di tanti disabili sardi. Una legge che nell'ultimo anno, grazie all'assessorato alla Sanità è stata notevolmente migliorata. Ma non basta.


29 gennaio 2012 - Fonte Unione Sarda

29 gennaio 2012

Londra, protesta disabili contro tagli ad aiuti


Protesta dei disabili contro le misure al vaglio del Parlamento britannico che taglierebbero gli aiuti ai portatori di handicap. Quindici persone in seggiola a rotelle hanno bloccato il traffico del centro di Londra, incatenate le une alle altre. Altre 250 persone circa hanno preso parte alla protesta. La riforma del sitema del welfare dovrebbe interessare mezzo milione di persone.

28 gennaio 2012

Intralcio al traffico. I vigili multano il disabile



Con la carrozzella in carreggiata: ''Il marciapiede è largo''. 
Ma poi arrivano i carabinieri


FIRENZE – Un verbale da ventiquattro euro perché «circolava sulla propria sedia a rotelle sulla carreggiata nonostante la disponibilità di sufficiente marciapiede». Daut Zeqiri, kosovaro, 50 anni, disabile da 22 — cioé da quando finì accidentalmente sotto un treno alla stazione di Santa Maria Novella — ancora non ci crede. Eppure è vero. E’ successo il pomeriggio del 18 gennaio, a due passi dal Duomo, e l’altra sera, «all’ora di cena, mentre ero tranquillo con mia moglie e mio figlio di sette anni», i due agenti della polizia municipale di Palazzo Vecchio che gli avevano contestato l’infrazione gli hanno anche recapitato il verbale a casa. E ci è rimasto ancora più male. «Volevo raggiungere il bar dall’altra parte della strada. Oltretutto non sempre trovo il marciapiede libero da intralci», ha provato a giustificarsi, lì per lì. Niente. Ne nasce una discussione, Daut si rifiuta di firmare la contravvenzione e vuole il 112. Gli animi sono roventi. «I marciapiedi e gli smussi erano sgombri — replica Silvia Bencini, dalla Direzione di via delle Terme — e all’invito dei nostri operatori di togliersi dalla strada, il disabile ha cominciato ad inveire, rifiutandosi di dare il documento. Poi, con i carabinieri, si è deciso a darlo. Abbiamo fatto la comunicazione di notizia di reato in Procura per l’oltraggio a pubblico ufficiale. La visita dell’altra sera era per l’elezione di domicilio. A quel punto gli è stata contestata anche la violazione al codice della strada».

Ma non bastava la denuncia? Zeqiri ha infranto l’articolo 190 (comma 1 e 10), hanno constatato i due inflessibili accertatori. Aveva scelto la strada, quella riservata ai bussini, «nonostante la disponibilità di sufficiente marciapiede». Perché in quel punto, insistono i vigili, «il marciapiede di via dell’Oriuolo, nel tratto compreso tra via Folco Portinari e piazza del Duomo è fornito di scivolo ed è sufficientemente largo per il transito di persone disabili». Totale ventiquattro euro. «Ma non è per la cifra», precisa il disabile. E’ più uno schiaffo alla sua diversità, un tradimente della città «che mi ha accolto e mi ha salvato la vita».

Era il 1989. L’incidente, l’operazione al Cto, il ritorno in patria, poi di nuovo qui, per curarsi. Dal 1993 è regolare e l’Inps gli versa una pensione d’invalidità. Oggi ha famiglia e vive in una struttura del Comune. Quando non fa il papà, ama girare il centro. Anche se, su due ruote che non sono la bicicletta, nonostante la pedonalizzazione e le politiche “verdi”, non è sempre facile. Lui e la sua carrozzella contro le macchine, i bus, lo smog. «Ormai conosco a memoria ogni angolo. So in quali bar posso andare in bagno, in quali altri no. Ci sono molti posti in cui io non riesco passare, però non ho mai chiamato nessuno, mi sono abituato alle barriere».

Stefano Brogioni
La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito:
http://www.lanazione.it/

Sospesa la pensione di invalidità a Salvatore Crisafulli

Dal 2003 immobile a letto a causa di un incidente stradale che lo ha reso praticamente un vegetale. Il fratello Pietro, grida allo scandalo.

di Redazione 27/01/2012

Era già accaduto nel 2009 e nel 2010 e la famiglia aveva gridato allo scandalo. Nuovamente, Salvatore Crisafulli - 46 anni, dal 2003 immobile a letto a causa di un incidente stradale che lo ha reso praticamente un vegetale - ha ricevuto due lettere che comunicavano la sospensione della pensione di invalidità per Salvatore e anche quella di anzianità per la madre Angela Catania.

Quando la pensione era stata tolta in passato, il direttore dell'Inps succursale di Catania, Domenico Busciglio, si era scusato pubblicamente: "E' stato un errore del sistema informatico. Quella di Salvatore Crisafulli era una di quelle pensioni che non andavano revisionate".

Ora la famiglia, per voce del fratello Pietro, grida di nuovo allo scandalo contro l'istituto di previdenza di Catania.

"Se due anni fa trovavo clamoroso che l'istituto di prevideza chiedesse a Salvatore, inchiodato in un letto da nove anni, una visita medica di controllo, pena la revoca della pensione di invalidità - spiega Pietro Crisafulli - oggi è pazzesco che lo stesso istituto di previdenza sia passato ai fatti, ed infatti hanno sospeso l suo sostentamento per omissione di dichiarazione dei redditi nei tempi previsti dalla legge. E' lo stesso hanno fatto, con le stesse modalità, anche per sua madre, che è anche mia madre, azzerando entrambe le pensioni. La mia domanda, aggiunge Pietro Crisafulli, ora è: ma quale reddito puo' mai produrre mio frattello Salvatore che è immobile a letto? Almeno per una persona come lui paralizzata esiste la possibilità di mantenere sempre la stessa pensione, senza dover giustificare i propri redditi che, di fatto, non esistono? Siamo sconcertati. Delusi. Le provano tutte, non sanno come togliere la pensione ai veri disabili. Ora che dobbiamo fare per aiutare mio fratello? Non abbiamo piu' niente, nemmeno quel minimo che ci garantiva lo stato per andare avanti. Gli attacchi continui ed ingiusti da parte dell'Inps non hanno tregua. Mi chiedo con quale coraggio hanno potuto fare questo ad un povero cristo che vive in un baratro? Vi chiediamo per favore lasciateci in pace nel nostro immenso dolore. Quando Salvatore ci comunicherà di porre fine alle sue sofferenze sarete sicuramente i primi ad essere avvisati".

Con precisione, nella lettera che l'istituto di previdenza ha invitato alla famiglia Crisafulli - precisamente alla madre-, è stato scritto: "Gentile Signora, La informiamo che siamo costretti dalla legge vigente (art. 13 comma 6 lettera C della legge 122/10) a sospendere la prestazione collegata al suo reddito, per non averci comunicato il suo reddito per l'anno 2009. La avvisiamo che decorso il termine di 60 giorni senza nessuna comunicazione da parte vostra si procederà per legge alla revoca definitiva della prestazione collegata al suo reddito. In questo caso, le prestazioni collegate al suo reddito per le quali risultano rilevanti i redditi oggetto dell'omessa dichiarazione, saranno recuperati perchè considerate non più spettanti".

"Stavolta non accettiamo che l'Inps possa ancora giustificarsi sostenendo che si tratti di nuovo di un errore tecnico oppure informatico - conclude Pietro Crisafulli - siamo indignati e offesi e non vogliamo che questi casi possano ripetersi, per noi, ma anche per altre famiglie che vivono situazioni difficili come la nostra".

La famiglia Crisafulli, infatti, annuncia anche che per questo caso si sono affidati all'avvocato Gisella Scollo del foro di Catania.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.cataniatoday.it/

Leggi anche
Mediaset fa chiudere il canale youtube di Salvatore Crisafulli

27 gennaio 2012

Giornata della Memoria - I volti dell'olocausto

27 gennaio 2012, Giornata della Memoria. Docuvideo: "I volti dell'olocausto" 


Articolo 1 Legge 211 del 20 luglio 2000 : "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ' Giorno della Memoria', al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."
Col termine Shoah, infatti, si intende soltanto il genocidio della popolazione ebraica d'Europa. Il Terzo Reich di Hitler estese poi lo sterminio a tutti coloro che ritenne "individui impuri": omosessuali, avversari politici, Rom, zingari, testimoni di Geova, handicappati, prigionieri di guerra; popolazioni slave.
Le vittime del Nazismo (Nazionalsocialismo), del Fascismo e di quanti praticarono ed avallarono questo sterminio è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili e circa quattro milioni di prigionieri di guerra.
Il 27 gennaio 1945 l'avanzata delle truppe di liberazione in Polonia scoprì per primo lo sconvolgente campo di concentramento di Auschwitz, poi quelli di Birkenau e Monowitz. Le truppe sovietiche liberarono i pochi sopravvissuti. Altri campi di concentramento furono trovati a Majdanek Sobibór Treblinka...
Furono scoperti poi altri 45 campi di sterminio voluti e fatti costruire dal Terzo Reich durante l'occupazione nazista in Polonia.
Le vittime accertate della Shoah e dell'Olocausto furono oltre 17 milioni tra uomini, donne e bambini.

Fonte 
http://www.facebook.com/KayennaNews
http://www.youtube.com/user/kayenna

Vedi Anche
Giornata della Memoria - Il Progetto T4: Lo Sterminio dei Disabili

111 anni per ottenere cittadinanza USA

(foto kansacity.com)

Mai perdere la speranza. Lo sa bene Warina Zaya Bahou, una donna di origini iraniane trasferita negli Stati Uniti, che alla veneranda età di 111 anni è riuscita a ottenere la cittadinanza americana. L'ufficio per l'immigrazione di Sterling Heights, nel Michigan, ha fissato una cerimonia di giuramento per le 14 di oggi. La donna, nata nel 1900, è la seconda persona più vecchia in assoluto a ottenere la cittadinanza americana.

La versione originale di questo articolo è presente su:
http://www.antikitera.net/

26 gennaio 2012

Italia, il decreto liberalizzazioni nasconde la trappola sul nucleare


E’ breve ma pregnante il comma che, nel decreto sulle liberalizzazioni, il governo Monti ha pensato bene di dedicare alla scottante questione delle scorie nucleari, per riaprirla e cancellare il passato, referendum in primis. È stato deciso, infatti, che il governo potrà installare dove vorrà i depositi senza il parere previo delle istituzioni locali. Una decisione che spiana la strada alla stabilizzazione dei depositi ora provvisori e alla nascita di nuovi, in ogni dove. Un’imposizione che, per ora, non è andata giù ai deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (Saluggia ospita l’8 percento delle scorie italiane) che pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, definendo il comma “inaccettabile”. Tra i siti meno idonei la palma d’oro spetta, infatti, a Saluggia che ha i depositi temporanei nella golena della Dora Baltea e a monte dell’acquedotto del Monferrato.

L’articolo contestato è il 25, “Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari” ed è formulato per rendere più facile il rilascio dell’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. “Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio”, ha denunciato Gian Piero Godio di Legambiente, colui che setacciando il decreto è fra i primi a essersi accorto del tranello sul nucleare.

«L’articolo 25 toglierebbe ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno”, sottolinea Godio. Due parlamentari del Pd, Luigi Bobba e Roberto Della Seta, precisano: “Se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile”. Si tratta di una norma, che in altri termini, era comparsa anche nel decreto Salva Italia, dal quale poi è sparito.

Non è la prima volta che un Governo rende onnipotente la Società gestione impianti nucleari (Sogin). Già nel 2003 il governo Berlusconi decretò lo stato di emergenza sui siti nucleari, a causa – precisò – del “pericolo di attentati terroristici”. Commissario della Sogin era allora il generale Carlo Jean, e fu lui ad autorizzare il mega deposito D2 di Saluggia in virtù dei poteri speciali e in deroga alla normativa urbanistica.

A preoccupare è la prima parte del comma, che stabilisce che una volta ottenuto il benestare del ministero dello Sviluppo economico, Sogin può operare senza ulteriori “ostacoli” burocratici. L’autorizzazione diventerebbe, infatti, variante, e sostituirebbe ogni provvedimento amministrativo.

«Così – sostiene Godio – si dà mano libera a Sogin di installare dove vuole i depositi senza il parere discriminante delle istituzioni locali. Tanti depositi renderanno meno esigente la costruzione di un vero deposito nazionale più sicuro, che per legge doveva essere pronto entro la fine del 2008. Sogin ha ultimamente chiesto l’autorizzazione per la costruzione di depositi, a sua detta temporanei, in ogni sito italiano, situati spesso in località illogiche.  I siti – conclude Godio – rischiano di diventare depositi di sé stessi, in barba al decommissioning che dovrebbe eliminare nei luoghi ogni vincolo derivante dalla presenza di radioattività”.

di Stella Spinelli

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.eilmensile.it/

Leggi o scarica il File PDF del Decreto Legge sulle Liberalizzazioni da governo.it


In Germania 1 giovane su 5 ignora Auschwitz

Lo rivela un sondaggio della rivista Stern.
In occasione della Giornata della Memoria, che si celebra venerdì e che coincide con la liberazione del campo di sterminio nazista da parte dell’Armata Rossa, il settimanale ha scoperto che in fatto di Shoah le conoscenze di molti tedeschi sono lacunose.
 

Campo di concentramento di Auschwitz
Berlino, 25 gennaio 2012 - Un giovane tedesco su cinque (21%) di età compresa tra 18 e 29 anni ignora cosa sia stato Auschwitz. Lo rivela un sondaggio del settimanale Stern in occasione della Giornata della Memoria, che si celebra venerdì e che coincide con la liberazione del campo di sterminio nazista da parte dell’Armata Rossa. Anche sull’ubicazione del lager le conoscenze di molti tedeschi sono lacunose: il 31% non sa che si trova in Polonia.
Dal sondaggio emerge anche che il 43% non ha mai visitato uno dei luoghi in cui venne compiuto l’Olocausto, con la percentuale che sale al 46% tra i tedeschi dell’ovest, mentre solo un tedesco dell’est su quattro (27%) non si e’ mai recato di persona in uno di questi luoghi dell’orrore.
Se nel 1994 una maggioranza del 53% riteneva che fosse ormai giunto il momento di chiudere definitivamente i conti con il capitolo più oscuro della storia tedesca, a volerlo oggi è solo il 40%, con il 56% che ritiene necessario mantenere vivo questo ricordo.
Quasi due terzi dei tedeschi (65%) affermano poi che la Germania a causa del suo passato non ha responsabilità verso altri popoli, con il 31% che manifesta un’opinione opposta.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://qn.quotidiano.net/

25 gennaio 2012

Pensionati di serie A e B

E' una guerra tra poveri quella dichiarata dalla modifica alla riforma Fornero, perché non importa che sei povero, ma interessa il motivo per il quale sei povero. Se sei disoccupato perché hai avuto la possibilità di concordare il licenziamento con la tua azienda e di conseguenza in relazione a ciò hai avuto l'incentivo all'esodo puoi andare in pensione, se sei in mobilità e di conseguenza percepisci la relativa indennità hai diritto alla pensione, ma se sei disoccupato perché non lavori in una grande azienda e non lavori a tempo indeterminato allora sono guai amari; come se fosse colpa tua se esiste il precariato.
Mio padre ha cominciato a lavorare a 15 anni, ha sempre fatto l'operaio e fino al 1996 ha lavorato in ditta che faceva manutenzione presso un'importante azienda, purtroppo quella ditta nel momento in cui passò in mano ai figli del fondatore andò in fallimento.
Chiusa l'azienda mio padre ha sempre svolto lavori precari, inizialmente anche di un anno, ma poi sempre di meno, tre, massimo quattro mesi e tutto questo fino al 2009 quando il contratto non gli è stato più rinnovato e arrivederci e grazie. Con l'emendamento di oggi si è infatti pensato solo agli esodati, ma come si fa a non sapere che la maggior parte dei lavoratori ultracinquantenni perso il posto di lavoro svolge solo lavori precari, questi contratti li hanno fatti loro, ma nonostante ciò mio padre ha maturato 39 anni di contributi e fino al 4 dicembre sarebbe andato in pensione quest'anno con la quota d'anzianità.

Il 4 dicembre è stato il giorno più brutto della nostra vita quando il titolo principale dei telegiornali è stato "Abolite le quote di anzianità", da allora non si vive più. Dal 2009 viviamo senza lavoro e già prima con redditi discontinui, senza ammortizzatori e ora anche senza la pensione. Per favore fate qualcosa per sensibilizzare Governo e Parlamento affinché capiscano che ci sono persone che hanno perso il lavoro e basta e che hanno il sacrosanto diritto alla pensione che hanno profumatamente pagato.

Un lettore

Sabato 21 Gennaio 2012 - 18:52

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=178017&sez=HOME_MAIL

Non guardate il dito, guardate la Luna


E tenete la mano sul portafoglio. Perché questo 2012, anche lasciando stare i Maya, preannuncia grosse sorprese. Qui vi espongo alcune cifre, che sembrano spiegare bene cos’è il dito e cos’è la Luna. Il dito siamo noi, l’Europa. Che è stata appena bombardata. Gli stormi di bombardieri della Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch hanno appena affondato la Grecia e colpito altri sette paesi europei: Francia, Italia, Austria, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia.

Lesionata l’Ungheria, che sta per affondare anche se è fuori dall’Euro.
Tutti guardano il dito e pensano: ahinoi, stiamo affondando tutti! I bond greci a un anno, alla fine di luglio erano comprati e venduti al tasso d’interesse del 40%. Adesso gli stessi richiedono il pagamento di un interesse del 396%. Addio Grecia. I possessori dei titoli del debito privato greco, nel frattempo, alla chetichella, li hanno venduti quasi tutti agli hedge funds, i cui proprietari sono gli avventurieri irrintracciabili con sedi nei paradisi fiscali protetti da Londra. Ogni negoziato con loro è praticamente impossibile. La Grecia è fallita.
Gli altri europei sono stati messi in fila allo stesso sportello fallimentare. Anche la Francia affonda. L’asse franco-tedesco si rompe per decisioni prese oltre Atlantico. Si salvi chi può! Probabilmente è vero.
Ma sarebbe utile dare un’occhiata ai bombardieri. Che hanno preso il volo da Wall Street e Londra. E lassù stanno peggio. Il Governo Federale degli Stati Uniti deve chiedere un nuovo prestito di 6,2 trilioni di dollari prima della fine del mandato di Barack Obama. Il debito americano è aumentato di 15 volte negli ultimi trent’anni. So bene che Washington si stampa i dollari che vuole. Ma questo debito aumenta, ogni anno di un trilione di dollari. Cioè mille miliardi. La barca Usa naviga in acque torbide, dove – se si fa la somma di tutti i debiti, pubblici, privati, delle imprese – ogni famiglia americana deve pagare un debito medio di 683.000 dollari.
Non reggerà a lungo. Forse non regge più neppure per tutto il 2012. Segnali di scricchiolio sono molti. Il più grosso, e visibile, è che i possessori di certificati di credito del tesoro americano (stranieri, chi saranno? E in quali monete li stanno scambiando?) stanno cominciando a vendere il debito americano su tutte le piazze. Poco per volta, è vero. Ma quel poco comincia a vedersi. Nelle ultime sei settimane sono stati venduti ben 85 miliardi di dollari di quel debito. Non si era mai verificato un evento del genere nell’era della globalizzazione.
Resta da vedere se, e quando, i bombardieri della squadriglia Standard & Poor’s sia alzeranno per bombardare questo debito. E quanto costerà, di interessi, al Tesoro americano.
Non se ne esce. O, forse, se ne esce con una grossa guerra, in cui un’Europa in ginocchio sarà trascinata per i capelli. Ecco, guardate la Luna. Probabilmente ci vedrete, rispecchiate in trasparenza, Damasco e Teheran.


Fonte: www.giuliettochiesa.it
Letto su http://ilsole24h.blogspot.com/

23 gennaio 2012

Dimagriremo tutti 10 chili - Il rincaro della benzina e la produzione di cibo

L’ITALIA E’ ARRABBIATA PER I RINCARI DEL GASOLIO E DELLA BENZINA

(Ormai 1,8 euro al litro, salute!), dovuti agli aumenti decisi dal Governo, alle nuove accise regionali per finanziare gli altrimenti morituri trasporti pubblici locali e al rincaro del petrolio. Tutti pensano alle auto. Io invece penso all’alimentazione. Per lavorare i campi ci vogliono i trattori, che vanno a gasolio. Altro gasolio ci vuole per riscaldare le serre e per trasportare il cibo: altrimenti in inverno – almeno qui al Nord – si mangiano sì e no patate, rape e mele, e pure poche. Garantito. Non credo di peccare di pessimismo dicendo che il carburante non diminuirà facilmente di prezzo, e anzi probabilmente continuerà ad aumentare: picco del petrolio, tensione con l’Iran, Governo italiano disperatamente a caccia di quattrini.

E DUNQUE MI INQUIETA ASSAI CHE I POLITICI PENSINO A TUTTO

Fuorchè ad assicurare agli italiani un’alimentazione sana, varia ed adeguata nonostante i rincari del carburante: perchè se si va avanti così finiamo come i cubani, che in pochi anni dimagrirono di 10 chili a testa. La situazione a Cuba nel 1991 era (ovviamente) diversa da quella dell’Italia attuale, ma è l’unico parallelo storico possibile. In seguito al crollo dell’Urss, le forniture di petrolio si ridussero al minimo. Per l’Italia si profila un problema di prezzo, non scarsità: ma stringi stringi…In fondo trovate il link ad un’intervista pubblicata oggi su Vivere Consapevole a due autori di un documentario su quel momento drammatico della storia cubana. In sintesi, l’agricoltura – e le tavole dei cubani – furono le prime (anche se non le uniche) a patire.In quegli anni ogni cubano perse in media 10 chili di peso. Un pasto al giorno, massimo due, per un totale medio di 1863 calorie, mentre prima del 1991 le calorie erano 2908. In particolare, calata del 40% la disponibilità di proteine.I cubani ne uscirono re-inventando un’agricoltura ad alta intensità di manodopera e a bassissima intensità di carburante. Nel giro di pochi anni ricominciarono a mangiare.Sintetizzo, ovviamente, e non mi interessano le polemiche su Cuba (astenersi anche nei commenti, grazie). Piuttosto voglio rimarcare che Cuba è il giardino dell’Eden rispetto alla nebbiosa e fredda Pianura Padana o alla Sicilia bruciata dal sole.

E COME SE NON BASTASSE  PER MANGIARE DIPENDONO  DALLE IMPORTAZIONI PER TUTTO

Tranne frutta e poco altro.. Ossia, mangiare locale e comprare cibo a chilometri zero al mercato dei contadini magari aiuta: ma certo non risolve.Abbiamo un po’ di tempo davanti, la situazione non è drammatica come a Cuba nel 1991. Abbiamo del tempo in cui è possibile intervenire sull’agricoltura perchè l’Italia riesca a sfamare il più possibile se stessa, e con il minor consumo possibile di carburante.Cose del tipo: usare i cereali innanzitutto per mangiarli, e non per ingrassare il bestiame. Far sì che ogni zona sia il più possibile autosufficiente, per ridurre i viaggi del cibo. Riconvertire la struttura produttiva e le abitudini tarate sui pomodori in tavola anche a Natale.Sono le prime cose da fare. A meno che all’attuale Governo non importi se gli italiani patiranno la fame.

Fonte http://blogeko.iljournal.it/
Letto su http://ilfattaccio.org/
Immagini di http://ilfattaccio.org/

Alitalia, il dramma di migliaia di cassaintegrati (tra poco licenziati) che non potranno andare in pensione

(Google Immagini)

Pubblichiamo la lettera giunta alla redazione di dazebaonews.it da una cassaintegrata Alitalia. Il testo mette in evidenza il dramma di chi si trova tagliato fuori contemporaneamente sia dall'occupazione che dalla pensione, grazie all'ultimo passaggio di "riforma" del Governo Monti. 

Gent.ma redazione
Sono una dei 6.000 cassaintegrati Alitalia sacrificati per far nascere la nuova compagnia aerea Italiana a gennaio 2009. Scrivo chiamando in causa il ministro Fornero, che ha varato la riforma pensionistica e che probabilmente non si è ricordata di noi cassaintegrati Alitalia che a ottobre 2012 andremo in mobilità e alla fine dei 3 anni ci ritroveremo senza pensione, senza lavoro e senza alcun sostegno economico.L'articolo 24 comma 14 della riforma prevede degli esoneri, ma per noi non è previsto l'esonero in quanto nel decreto si parla di mobilità, mobilità lunga ma noi al momento siamo ancora in cassaintegrazione ma con in mano la lettera di Alitalia as che ci informa che a ottobre andremo in mobilità perchè l'azienda è in fallimento.
Nella fretta di fare la riforma per salvare l'Italia questo governo ci penalizza ancora, perchè a cinquantanni il lavoro non ce lo darà nessuno e per andare in pensione dovremo aspettare ulteriori anni rispetto a prima.
I sindacati a difesa delle pensioni hanno proclamato solo 2 ore di sciopero e per noi cassaintegrati non stanno facendo nulla. Nella speranza che questo appello non rimanga inascoltato, saluto distintamente.

Sulla vicenda c'è anche una lettera del capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino. L’impegno di Alitalia, infatti, doveva essere quello di procedere al riassorbimento dei lavoratori non appena si fossero create le condizioni per farlo. "Tutto ciò non sta accadendo". "I vertici della compagnia - continua Montino - hanno deciso di violare i patti sottoscritti e di condannare così 4500 persone al loro destino. Infatti ha già assunto e continua ad assumere nuovo personale con contratti precari piuttosto che reinserire i lavoratori espulsi. E mi pare che provochi danni alle casse pubbliche e un indebito arricchimento della società. Di fatto siamo di fronte a un licenziamento di massa differito".
Alcune migliaia di lavoratori al termine dei 7 anni di ammortizzatori sociali (4 di cigs piu tre di mobilità) se non verranno reinseriti, oltre a restare senza reddito, non matureranno nemmeno i requisiti per accedere alla pensione. La nuova proprietà, fino ad oggi, non ha intenzione di ritornare sulla scelta di stracciare ogni accordo.
Inoltre si sta aprendo una ulteriore conflittualità derivata dalla decisione della nuova Alitalia di internalizzare con assunzioni a tempo determinato servizi attualmente svolti da società esterne senza garantire la tutela dei posti di lavoro esistenti e che, attualmente, sono a tempo indeterminato. mettendo in pratica una precarizzazione dei rapporti di lavoro, generalizzata. Se non si interviene subito già alla fine di febbraio ci saranno i primi 76 licenziamenti definitivi. 

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2012/1/22/19121-alitalia-il-dramma-di-migliaia-di-cassaintegrati-tra-poco/

22 gennaio 2012

Perché si fa così largo uso di antinfiammatori?

FORSE NON ABBIAMO CAPITO BENE A COSA SERVONO GLI ANTINFIAMMATORI

di Luciano Rizzo  - Dal dopoguerra a questa parte una enorme quantità di farmaci è comparsa sugli scaffali delle nostre farmacie. Tra questi gli antinfiammatori sono i più rappresentati. Per quanto riguarda la sola nimesulide, (Aulin, Mesulid, ecc) il 20% degli italiani la prende almeno una volta all’anno. Perché se ne fa un così largo consumo? Semplice. La gente soffre di una gran quantità di infiammazioni. L’infiammazione è un meccanismo immunitario per eliminare l’eccesso di tossine prodotte dal corpo.

SE TUTTI NOI USIAMO ANTINFIAMMATORI

Significa perciò che accumuliamo un eccesso di tossine nel nostro corpo, che poi non riusciamo a smaltire. In caso di un uso saltuario, possiamo pensare a una situazione transitoria, legata a cause straordinarie. Ma se la situazione coinvolge una parte così consistente della popolazione, è chiaro che c’è un errore, un grave errore, nello stile di vita che abbiamo adottato. Il nostro corpo non lo accetta, e si infiamma. I giornali parlano solo delle reazioni gravi, che sarebbero casi sporadici. Ma non ci si può illudere. Le reazioni serie sono solo la punta dell’iceberg di tutta quella gamma di effetti collaterali leggeri, medi, gravi, che spesso passano inosservati, perché avvengono anche a distanza di mesi o anni, e non siamo capaci di vedere il rapporto di causa – effetto. La nostra visione del mondo è limitata. Urge renderla più ampia. Se non diventiamo più attenti e percettivi alla realtà che ci circonda, possiamo pagarla molto cara…

Letto su http://ilfattaccio.org/
Fonte http://www.biospazio.it/
Immagini di http://ilfattaccio.org/

21 gennaio 2012

Chiamatela "la rivolta dei .....oni"

Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura

Aggiornamento lunedi 23 Gennaio 2012

(costumi sardi  http://www.sardi.it/sardegna/costu4.htm )
Lo sapevate che l'immagine simbolo della rivolta siciliana non proviene dalla Sicilia, ma bensì da un'altra regione e ha un contesto tutt'altro che rivoluzionario?? La prima volta che vidi la foto dell'uomo col forcone in spalla, che rappresentava di fatto la protesta del movimento dei forconi siciliani, ebbi un sussulto. C'era qualcosa che non mi tornava, e tutto mi sembrava  molto familiare (per chi non lo sapesse, io sono Sardo). Non era il forcone ma il vestito dell'uomo ad essermi familiare. Ora grazie ad un link pubblicato su facebook, ho la certezza che quella sensazione era esatta.
Di quella foto ora si conosce il proprietario (che giustamente rivendica la paternità dello scatto) e anche il modo scellerato con cui questo scatto è stato utilizzato in questi giorni (senza permesso) dai media. L'autore della foto si chiama Alessandro Cani ed è di Cagliari, e la foto fù scattata in occasione del Matrimonio Selargino del 2009. 

Fonte http://www.flickr.com/photos/vorticeassurdo/3916805657/

ps. I più attenti noteranno che da questo post abbiamo tolto l'immagine dell'uomo con il forcone in spalla. Non sapevamo niente di questa storia e ora che sappiamo la verità, per rispetto a Alessandro, abbiamo giustamente cancellato l'immagine.
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Sabato 21 Gennaio 2012 

La Sicilia, la Calabria e la Campania non si accontentano più di aver dato milioni di voti (determinanti) per Governare l'Italia a Forza Italia prima e al PDL dopo usufruendo in cambio una montagna di soldi pubblici finiti però nelle tasche sbagliate, ovvero dei soliti noti.
Ora che questo giochino non è più possibile, ora che c'è Monti, inizia piano piano un nuovo progetto di Governo futuro.
Le linee guida sono via via sempre più chiare: un Movimento Pseudo Federalista Sudista che di nuovo non ha proprio niente, e che ha all'interno gli stessi attori politici del ventennio appena trascorso (con il bene placet di mafia&ndrangheta&camorra), con Berlusconi, Fini, Casini (col PD pronto a dare una mano ma a macchia di leopardo) alleati molto probabilmente con la Lega di Bossi (E il movimento dei Forconi apre alla Lega: “Onore alla Padania”).

Ma si, chiamatela pure 
"la nuova vendetta dei Borboni" 
o "la Rivolta dei .....oni!!

Servizio civile, gli stranieri possono attendere

Riprendo l'articolo di giovedì sulla sentenza del Tribunale del lavoro di Milano che ha dato ragione al giovane pachistano che vuole fare il Servizio civile e il ministero della Cooperazione che ha presentato ricorso:

I volontari stranieri dovranno attendere. Il ministero ha deciso di presentare ricorso e il contenzioso dunque non si è chiuso con la sentenza del 12 gennaio. In quella data, il Tribunale del lavoro di Milano aveva dato ragione a Shahzad Syed (foto), pachistano cresciuto in Italia, che avrebbe voluto partecipare al bando per il servizio civile nazionale, ma s’era visto respingere: «Lei non risulta essere cittadino italiano». «Discriminatorio», aveva stabilito il giudice: quel bando va cambiato. L’Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) e il ministero per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, da cui dipende, non contestano la sentenza nel merito, ma — hanno spiegato — vogliono evitare che la decisione blocchi la partenza dei 18 mila ragazzi già selezionati. «Il ministro non è contrario alla possibilità di far svolgere anche ai cittadini stranieri il servizio civile — ha detto il portavoce di Andrea Riccardi —. Ma oggi questa possibilità è esclusa dalla legge vigente. Su questo si sta facendo una riflessione». Al ministro ha rivolto un appello anche la federazione degli organismi cristiani di volontariato: «Condividiamo la richiesta del giovane pachistano, ma siano garantite le partenze di quest’anno». Buon senso suggerirebbe di non annullare l’ultimo concorso e cambiare le regole del prossimo. Una linea sulla quale l’avvocato di Syed, Alberto Guariso, è conciliante: «Se la rimozione immediata della discriminazione crea delle complicazioni organizzative eccessive — ha osservato il legale —, penso se ne possa discutere attorno a un tavolo senza necessità di prolungare il contenzioso: la norma prevede ad esempio la possibilità di un piano di rimozione delle discriminazioni che può avere anche un percorso più lungo e si potrebbe quindi differire l’apertura al prossimo bando, purché ciò venga garantito sin d’ora».

Scritto da: Alessandra Coppola 
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito 

20 gennaio 2012

Disabile sulla Costa Concordia: “L’equipaggio mi ha abbandonato”

(immagine televisionando.it)


In questi giorni di tragedia le notizie relative al naufragio della Costa Concordia hanno fatto riaffiorare decine di voci: incredibili, inquietanti, disperate, eroiche. Frammenti raccolti un po’ a caso, tessere che non trovano posto in un mosaico e che, anche a distanza di giorni, continuano a lasciarci increduli. Ma ora cerchiamo di isolare una voce in mezzo al frastuono. E’ la voce di Lilli Knepeck, una signora di 73 anni, disabile, imbarcatasi sulla Costa insieme al marito e ad altri familiari per festeggiare le nozze d’oro. Una festa diventata tragedia: oggi Lili si considera viva per miracolo, ha la parte destra del corpo completamente immobilizzata a causa degli urti subiti e un trauma psicologico che certamente lascerà tracce durature. Ecco il suo agghiacciante racconto di quella notte, raccolto dall’agenzia di stampa Il redattore sociale.

“Avevamo appena finito di cenare ed era iniziato da pochi minuti lo spettacolo teatrale delle 21.30 – spiega la signora Lili, tedesca, ma con figli e nipoti italiani – Improvvisamente abbiamo sentito un forte crepitio e un grande botto. L’impatto della nave sullo scoglio ha fatto scivolare la mia carrozzina dall’altra parte della sala. Qui ho violentemente sbattuto la parte destra del corpo”. E’ l’inizio della follia. Il personale di bordo invita a mantenere la calma, ma in poco tempo la situazione diventa fuori controllo. Concitazione, angoscia, panico. Poi la corsa alle scialuppe: “Mio nipote e mio marito mi sono subito venuti in soccorso e mi hanno portato sul ponte – ricorda la signora – Urlavano entrambi per farsi largo tra le persone, c’era una calca spaventosa. Qualcuno dell’equipaggio, per rasserenarci, ci diceva di togliere i salvagente perché non servivano. Alcune persone stavano tentando di calare la scialuppa, ma era legata alla nave con catene arrugginite, è stato complicato farla scendere”. Dopo vari tentativi, tra urla e spintoni il nipote riesce a far salire sua nonna sulla scialuppa. La carrozzina rimane sulla nave.

“Oggi mi sento miracolata – commenta Lili – ma sono ancora profondamente scioccata e traumatizzata. Non riesco a superare questo choc incredibile”. E aggiunge: “Se non fosse stato per il coraggio di mio nipote sarei annegata. Non c’era nessuno dell’equipaggio che mi aiutava, erano tutti impreparati”. Un racconto analogo traspare dalle parole di Omar Brolli, il nipote diciannovenne della signora: “Nessuno sapeva come comportarsi. Qualcuno ci diceva addirittura di lasciare i salvagente perché non servivano. E una persona mi ha consigliato di portare a letto in cabina mia nonna, per farla tranquillizzare”.


20 gennaio 2012 

Autore: Lorenzo Montanaro 


Fonte http://www.quotidianopiemontese.it/pionierisilenziosi/2012/01/20/disabile-sulla-costa-concordia-lequipaggio-mi-ha-abbandonato/#more-180

Leggi anche
Naufragio Costa Concordia, studente salva 4 passeggeri disabili da universita.it

Per vedere in diretta (web cam) le immagini del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giglio cliccate questo link http://www.meteoindiretta.it/costa_concordia_isola_del_giglio.php

Megaupload e Megavideo chiusi: i motivi.

- questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura -


E' la fine dei film e della musica in streaming illegali e dello scaricare videogiochi e programmi copiati: la chiusura di ben 18 siti tra cui Megaupload e Megavideo dà sicuramente un duro colpo alla pirateria online.

Megaupload, Megavideo, MegaPorn, MegaLive, MegaPix e almeno altri 15 siti simili sono stati chiusi ieri sera, ora italiana, dopo una operazione dell'FBI a cui hanno collaborato numerose polizie di diverse nazioni.

Megaupload, celebre sito per scaricare file tra cui anche film, musica, videogiochi e software copiati, rappresenta da solo ben il 4% del traffico online mondiale, con ben 50 milioni di vistatori al giorno e 150 milioni di utenti iscritti.

L'accusa a Megaupload, a Megavideo e agli altri è quella di aver creato una piattaforma che appoggiasse la pirateria, rendendo più semplice il P2P tra gli utenti anche di materiale illegale.

I siti, infatti, non stati chiusi per film, musica o qualsiasi altro file illegale trovato sui server caricato da singoli utenti, ma per avergli dato spazio e aver sfruttato questa immensa quantità di dati per creare un modello di business basato sulla pubblicità e sulla creazione di account premium che permetteva di godere di maggiori velocità di download e upload.

Infine, nella nota delle autorità, si spiega come Megaupload e Megavideo non fossero mai o quasi mai intervenuti per cancellare dai propri server materiale illegale protetto dal diritto d'autore o bloccare account che ne avessero caricato nonostante le numerose segnalazioni delle major o delle autorità preposte.

Per tutti questi motivi, Kim Dotcom, fondatore di MegaUpload, ed il più stretto collaboratore Kim Tim Jim Vestor sono stati arrestati e rischiano fino a 20 anni di carcere.

Altre persone sono state arrestate o sono ricercate tra cui Julius Bencko, Finn Batato, Sven Echternach, Bram van der Kolk, Mathias Ortmann e Andrus Nomm. Sequestrati anche i server, 18 nomi di dominio e valori per 50 milioni di dollari.

La reazione mondiale, nonchè in Italia dove questi siti sono molto usati, non si è fatta attendere e su Twitter e Facebook si possono contare già migliaia di messaggi di utenti di tutto il mondo.

Anche il gruppo hacker Anonymous non si è fatto attendere e ha lanciato l'operazione #OpMegaUpload contro i sequestri avvenuti colpendo diversi siti facendoli diventare irraggiungibili per ore ( alcuni di questi lo sono ancora attualmente mentre scriviamo ) tra cui quello della Casa Bianca e del FBI oltre che di singole major cinematografiche e discografiche.


La lista dei siti principali che hanno subito l'attacco è la seguente:

The White House (Whitehouse.gov)
Federal Bureau of Investigation (FBI.gov)
Department of Justice (Justice.gov)
HADOPI law site (HADOPI.fr)
Motion Picture Association of America (MPAA.org)
Universal Music (UniversalMusic.com)
Belgian Anti-Piracy Federation (Anti-piracy.be/nl/)
Recording Industry Association of America (RIAA.org)
U.S. Copyright Office (Copyright.gov)
Universal Music France (UniversalMusic.fr)
Senator Christopher Dodd (ChrisDodd.com)
Vivendi France (Vivendi.fr)
BMI (BMI.com)
Warner Music Group (WMG.com)

Da sottolineare che, molto probabilmente, i vertici dei siti sequestrati erano consapevoli dell'imminente operazione tanto è vero che sempre ieri sera avevano diramato un comunicato stampa nel quale affermavano che le accuse contro di loro erano ridicole, prive di ogni fondamento, basate sul fatto che le major volessero avvantaggiarsi della loro popolarità e che, comunque, erano pronti a collaborare con le richieste delle autorità giudiziarie.

Autore: Marcello Tansini  

Internet ha portato un aria fresca nella nostra società. Chi invece vive bene grazie ad un sistema diventato oramai insostenibile, rifiuta questo spirito di cambiamento, e combatte, nasconde e strumentalizza il vero spirito della Rete, che permette, lo sottolineiamo, la libera circolazione e condivisione gratuita del sapere e delle idee.
Niente Barriere

In questi giorni in America sono in via di approvazione due leggi (SOPA e PIPA) che se approvate potrebbero dare ai detentori di copyright il potere di oscurare i maggiori siti in circolazione come Google, Facebook, YouTube, Twitter, Yahoo, Wikipedia etc...

Le leggi in questione sono queste:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act
http://it.wikipedia.org/wiki/PROTECT_IP_Act

Se queste leggi fossero approvate sarebbe la fine della Rete. Se vi piace internet com'è, firmate queste petizioni:

https://secure.avaaz.org/it/save_the_internet/?aXDLsb
https://donate.mozilla.org/page/s/sopa-pipa-petition
https://www.google.com/landing/takeaction/
http://americancensorship.org/
http://blacklists.eff.org/

Grazie mille, vi invitiamo a farle girare.
Lo Staff

Infine vi invitiamo a leggere l'ottimo post di Paolo Attivissimo

19 gennaio 2012

La chiesa che nega la comunione ad un bimbo down



E’ quella di Leeds. La mamma del piccolo denuncia: “Sono disgustata”.

“Suo figlio ha una concetrazione limitata”. E’ con questa giustificazione che la diocesi di Leeds ha comunicato alla signora Clare Ellarby che suo figlio Denum, 7 anni, affetto dalla sindrome di Down, non avrebbe ricevuto la Prima Comunione. Non è pronto per l’esperienza, è stato spiegato alla donna nella missiva piombata come un fulmine a ciel sereno.

“HA UNA CONCENTRAZIONE LIMITATA” – “E’ semplicemente disgustoso, mi sento veramente delusa dalla fede cattolica”, ha sentenziato la signora Ellarby alla Bbc. La diocesi non ha escluso che il bambino potrebbe ricevere la Comunione in futuro. Ma ha sottolineato come sia impossibile accedere al sacramento senza aver partecipato alla vita della Chiesa e alla preparazione precedente la Comunione e senza comprendere la fede nella Chiesa. “Ci auguriamo un cambiamento di Denum, stiamo lavorando alla con lui e con la sua famiglia per aiutarlo a raggiungere questo obiettivo”, fanno sapere i religiosi.

LA DELUSIONE DELLA MADRE - Denum frequenta la scuola elementare cattolica di Santa Maria, a Betley, citta di oltre 40mila abitanti del West Yorkshire, poco distante da Leeds. Se Denum avesse preso la Comunione si sarebbe arricchita la sua esperienza, denuncia ora la madre insoddisfatta del comportamento della diocesi. “Sono stata in quella chiesa cattolica tutta la mia vita, da bambina andavo lì ogni domenica”, ha detto la donna. “Tutta la mia famiglia è stata battezzata lì – ha continuato la signora Ellerby – lì abbiamo preso la Comunione e ricevuto la benedizione del matrimonio. Ci sentiamo davvero delusi”.

NB. Leggere questa notizia ci ha talmente disgustato che preferiamo non commentare... diremo troppe parolacce e questa volta preferiamo tacere... ci scusiamo con i lettori ... 

Borse di studio di Google per gli studenti disabili


Alcune borse di studio destinate a studenti con disabilità che seguono un corso di studio universitario nel settore delle scienze informatiche presso un’università dell’Unione Europea sono state messe in palio da Google. La borsa di studio intende aiutare ad abbattere le barriere che impediscono agli studenti con disabilità di frequentare i corsi di studio informatici, incoraggiarli ad eccellere e diventare modelli e leader nella creazione di nuove tecnologie.
I candidati devono essere al loro anno finale di un corso universitario di tre anni (laurea breve), o iscritti ad un programma di Master o PhD (o equivalente), nel 2012/2013, essere iscritti presso un’università europea, essere cittadini, residenti permanenti e studenti internazionali con disabilità. I candidati selezionati riceveranno una borsa di studio di 7000 euro per l’anno accademico 2012/2013. Nel 2012 verranno invitati nell’ufficio europeo di Google per una visita interamente a spese dell’organizzazione.

Simone Fanti

Scadenze: 1 febbraio 2012.
Maggiori informazioni su Google

La versione originale di questo articolo è presente su sito http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/

18 gennaio 2012

Destino: controllato dalle nostre cellule

Le cellule immunitarie sono comandate da una sorta di destino. Forse anche noi siamo parte di tutto questo? Pare di sì

Sorpresa! I veri controllori del nostro destino non sono situazioni astratte, magari relative alla propria religione, bensì elementi molto più concreti: le nostre cellule, quelle immunitarie per l’esattezza.
Chi mai può aver fatto un’affermazione simile? Degli immunologi ovviamente. Si tratta di ricercatori provenienti dall’australiano Walter and Eliza Hall Institute (WEHI), che sono arrivati a una simile conclusione studiando le cellule B, particolari cellule deputate alla produzione di anticorpi.
Questi ultimi, noti anche con il nome di immunoglobuline, sono una sorta di proteine che identificano e neutralizzano ospiti indesiderati come virus e batteri.

Ogni cellula B ha destini diversi. Alcune tendenzialmente si dividono, altre muoiono; altre si “trasformano” in anticorpi oppure cambiano la capacità di alcuni tipi di anticorpi già esistenti.
Tale destino viene determinato da stimoli esterni come la presenza di ormoni particolari o molecole di segnalazione cellulare. Questa, per lo meno, è la spiegazione ufficiale. Ma secondo Phil Hodgkin, Mark Dowling, Cameron Wellard e Zhou Jie, del reparto di immunologia, ciò che veramente modifica il destino cellulare sono i processi interni.

Per arrivare a tali conclusioni sono state ricreate le condizioni necessarie per permettere lo sviluppo delle cellule B in diverse situazioni cellulari. Insieme a John Markham della National Information e Communications Technology, è stato anche possibile sviluppare innovative  tecnologie e metodi di analisi accurata delle immagini.
 A detta di Hodgkin, le cellule si comportavano come se al loro interno ci fosse una sorta di “macchina” che governa i destini delle cellule. «Ognuna di queste macchine interne è come un piccolo orologio o un timer per la divisione, la morte, il tipo di anticorpi che elaborano o se diventeranno cellule secernenti ulteriori anticorpi», spiega Hodgkin.

«Ogni cellula, in un certo senso, ha istituito dentro sé un orologio che inizia a ticchettare per ciascuno dei risultati e quando l'orologio si spegne, la cellula prende la sua prima decisione. […]La cellula cerca di fare tutto, ma solo il destino vince», conclude Dowling.
Se le nostre cellule, quindi, sono parte integrante di noi, possiamo affermare che il loro destino, infine, è anche il nostro. Se noi siamo in mano a loro, però, ci sarebbe da chiedersi: chi muove il filo della vita di ogni singola cellula?
[lm&sdp]

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www3.lastampa.it/

La riforma dell’Isee potrebbe danneggiare i disabili



Le associazioni chiedono incontro urgente col ministro Fornero. “La legge somiglia molto alla riforma del sistema fiscale presentata dall’ex ministro Tremonti”. Cambia l’orchestra, ma a quanto pare la musica non è poi tanto diversa. Ancora una volta bisogna fare i conti con i tagli imposti da una manovra (in questo caso si tratta della legge “Salva-Italia”, ultima di una lunga serie) e ancora una volta le associazioni dei disabili temono che a farne le spese siano le persone più fragili. L’argomento del contendere è l’annunciata riforma dell’Isee, cioè dello strumento usato finora per stabilire l’accesso ad alcune prestazioni sociali agevolate. “La logica non può essere quella del risparmio a ogni costo” scrivono in una nota congiunta Fand (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e Fish (Federazione Italiana per il superamento dell’handicap).

“La nuova legge – spiegano le associazioni – stabilisce che l’Isee potrà essere applicato anche alle agevolazioni fiscali e alla concessione delle provvidenze assistenziali (quindi anche alle pensioni di invalidità civile e alle pensioni sociali): a chi supererà la soglia stabilita da un apposito decreto non verranno più riconosciuti benefici fiscali, servizi sociali agevolati, prestazioni assistenziali”. In particolare fa discutere l’articolo 5 della legge, in base al quale “non dovranno esserci maggiori oneri per la finanza pubblica, anzi, dovranno generarsi risparmi grazie alla nuova disciplina dell’Isee”.

Per fortuna sulla questione non è ancora stata scritta la parola fine: restano da definire criteri e ambiti di applicazione dell’”apposito decreto”. Ecco perché Fand e Fish, dopo aver espresso nelle scorse settimane la loro perplessità sulla riforma dell’Isee, ora chiedono un incontro col ministro del welfare Fornero, per evitare che l’applicazione possa tradursi in un danno per i disabili e per le loro famiglie.

Lorenzo Montanaro

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.quotidianopiemontese.it/

17 gennaio 2012

Una vita “in fumo”: più felici se si smette

Che smettere di fumare abbia positivi effetti sulla salute è cosa nota, ma che abbia anche benefici riflessi anche sulla qualità della vita è una novità recente. Uno studio americano, condotto da Megan E. Piper, dell’Università del Wisconsin, esperta nel curare le persone affette da tabagismo, e dal suo team,  ha dimostrato, dati alla mano, che chi smette di fumare ha, infatti, una vita migliore.

Lo scopo dello studio è stato quello di indagare le relazioni tra benessere psicologico percepito e l’abbandono della sigaretta, analizzando lo stato mentale di oltre 1.500 persone che hanno partecipato alla  ricerca. Durante il percorso di cura e dopo aver raggiunto l’obiettivo di dare l’addio definitivo al tabacco, sono stati somministrati appositi questionari, come il QOLI, il Quality of Life Inventory, che misura alcuni parametri quali lo stato di salute auto-percepito, la filosofia e lo standard della propria vita, la qualità delle proprie relazioni, sia amicali che sentimentali. La compilazione dei questionari è continuata fino a tre anni dal raggiungimento dell’obiettivo.

I dati raccolti dimostrano che gli ex fumatori percepiscono una maggiore qualità della propria vita e una maggiore pienezza della stessa rispetto ai fumatori, ottenendo un punteggio superiore nei campi della salute, delle relazioni con i propri cari e delle emozioni positive.

Questo studio, che per la prima volta mette in evidenza l’importante correlazione tra abbandono del tabagismo e benessere della vita, potrà essere molto importante per motivare maggiormente chi desidera smettere di fumare. Secondo quanto affermato da Megan Piper, infatti, spesso i fumatori ritengono che abbandonare il pericoloso vizio del fumo possa ridurre significativamente la qualità della propria vita, cioè ritengono che “sconvolga la routine, interferisca con le relazioni  e che la cessazione li privi di una strategia per affrontare fattori come lo stress. I nostri risultati suggeriscono che, nel lungo termine, le persone sono più felici e soddisfatte della loro vita se smettono di fumare, rispetto a quelle che non lo fanno”.

I risultati della ricerca sono pubblicati sulla rivista online Annals of Behavioral Medicine.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.buonenotizie.it/

16 gennaio 2012

Ruba cioccolato: condannato a due anni di carcere

Lo scorso 19 dicembre, rubò una barretta di cioccolato in un supermercato nel centro di Arezzo e oggi il 25enne rumeno, autore del furto, è stato condannato a due anni di carcere e dovrà pagare una multa di 600 euro per rapina impropria. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Piergiorgio Ponticelli al termine del processo per direttissima. 


Il giorno dell’accaduto il rumeno, appropriatosi della barretta di cioccolato, fu notato dal personale del negozio che subito diede l’allarme. Raggiunto da carabinieri e polizia, il giovane scappò spintonando i militari e facendone cadere uno, ma gli agenti  riuscirono a bloccarlo e ad arrestarlo.

Non è la prima volta che ad Arezzo un uomo viene processato per aver rubato merce di scarso valore. Ad ottobre del 2010, un rumeno di 61 anni fu fermato dagli addetti alla sicurezza di un supermercato per aver rubato due barrette di cioccolato, un pezzetto di formaggio e uno di pancetta, per un totale di sei euro. In quel caso il pm Bernardo Albergotti chiese la condanna a un mese e 50 giorni, ma il giudice assolse l’imputato riconoscendone lo stato di necessità.
A Trento, invece, c’è chi, per aver rubato un pacco di biscotti del valore di due euro, è stato costretto ad affrontare ben tre anni di processo tra primo grado, ricorso e Corte d’appello e ancora non si sa se l’imputato verrà condannato oppure no.

Fonte http://www.nocensura.com/

ABBANDONATO IN FASCE PERCHE' NANO: PAURA O IGNORANZA?

(fonte immagine vitadamamma.com)

Nel 2012 la disabilità è ancora un tabù, e le malattie rare troppo spesso non trovano una terapia

IL FATTO - Abbandonato in ospedale, non riconosciuto, non voluto. E' accaduto pochi giorni fa all'Ospedale Villa San Pietro a un neonato affetto da aconfroplasia, una rara malattia genetica che causa ciò che comunemente conosciamo come nanismo.
La notizia, riportata dall'Osservatorio Malattie Rare, vede una mamma che scopre la rara malattia del suo bambino alla 32esima settimana di gravidanza e decide, tutelata dalla Legge, di lasciare il bambino in ospedale perchè possa essere avviata velocemente una pratica d'adozione.

LA SCELTA - La scelta di abbandonare il proprio figlio in ospedale è certamente legittima e prevista dalle Legge, che tutela in ogni modo il nuovo nato al quale permette di trovare una nuova famiglia disposta ad accoglierlo.
L'acondroplasia colpisce circa un bambino su 15.000 ed è una rara malattia genetica caratterizzata da un mancato sviluppo armonico della carilagine di accrescimento delle ossa lunghe degli arti. Le persone affette da acondroplasia hanno un'intelligenza normale, solo sporadicamente i bambini affetti da questa patologia possono avere problemi neurologici o respiratori, perlopiù risolvibili grazie a un intervento chirurgico. Il difetto della crescita causato da questa patologia è importante, le persone che ne sono affette raggiungono una statura massima di circa 130 centimetri.

PAURA O IGNORANZA? - Probabilmente entrambe. La paura della diversità accompagna l'uomo dalla notte dei tempi, e i disabili sono sempre stati discriminati, emarginati, a volte eliminati fisicamente. Ma l'ignoranza è molto più grave. Le informazioni disponibili sulle patologie rare e disabilitanti sono sempre troppo poche, troppo spesso le istituzioni e i medici abbandonano i neogenitori a se stessi, liberi di decidere ma sprovvisti degli strumenti per una scelta davvero responsabile. Le associazioni di pazienti e familiari spesso suppliscono a questa grave mancanza, ma non sempre possono abbastanza.

In questa occasione la neonata Associazione Acondroplasia - Insieme per Crescere ha rinnovato tutto il proprio impegno a informare a aiutare i futuri genitori ad affrontare consapevolmente la scelta di crescere un figlio affetto da acondroplasia, accompagnandoli nel loro non semplice percorso.

LE MALATTIE RARE - Sono definite malattie rare le patologie che colpiscono al massimo 5 persone su 10.000. Le malattie rare conosciute e diagnosticate sono più di settemila, in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone, al 70% bambini in età pediatrica. Spesso non esiste una terapia per queste malattie, ma altrettanto spesso esiste la terapia potenziale ma le ricerche non vengono finanziate in quanto non considerate economicamente convenienti. Si parla quindi di farmaci orfani, prodotti potenzialmente utili per il trattamento di una patologia rare ma privi di un mercato sufficiente per ripagare le spese della ricerca e dello sviluppo del farmaco stesso. Se la tua malattia non costituisce mercato...probabilmente dovrai conviverci per tutta la vita.

Per info:
Associazione Acondroplasia - Insieme per Crescere

Osservatorio Malattie Rare

Letto su Uniamoci Onlus

Fonte http://www.disabili.com/aiuto/24926-abbandonato-in-fasce-perche-nano-paura-o-ignoranza

14 gennaio 2012

Francia, Easyjet condannata per aver rifiutato disabili a bordo


Multa di 70.000 euro inflitta da tribunale di Bobigny

Roma, 13 gen. (TMNews) - Il tribunale francese di Bobigny ha condannato la compagnia aerea "low cost" Easyjet a pagare 70.000 euro di multa per non aver fatto salire a bordo di un aereo tre disabili senza accompagnatori. Lo riferisce il sito del quotidiano francese "Le Parisien".

"E' una decisione che farà storia", ha commentato Patrick de la Grange, avvocato dell'Associazione dei disabili di Francia e dei tre querelanti.

I tre passeggeri sono stati costretti a rimanere a terra all'aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle, il 12 gennaio 2009, il 9 e il 19 novembre 2008. Le "ragioni di sicurezza" avanzate dalla compagnia britannica non sono state sufficienti a impedire la condanna di Easyjet inflitta da un giudice di Bobigny (Seine-Saint-Denis).

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I 5 antibiotici naturali che fanno bene alla nostra salute


Proprio alla fine di questo mese di gennaio, stando a quanto tv e media ci trasmettono, l’influenza stagionale arriverà al suo picco massimo e, dato l’aumento di batteri sempre più resistenti ad ogni tipo di medicinale, quale scelta migliore se non quella di ricorrere ai rimedi provenienti direttamente dalla natura? Non si può negare infatti, che quando si tratta di antibiotici ed antibatterici, la medicina naturale brilla davvero.

Sempre disponibili ed efficaci, per prevenire e curare ogni infezione e batterio, erbe e piante sono per la maggior parte sicure e per di più senza effetti collaterali. Preparazioni, decotti ed infusi a base di erbe, possono essere utilizzati come alternativa ai farmaci tradizionali per tutti coloro che vogliono limitare o ridurre l'uso degli antibiotici chimici.

E allora ecco nel dettaglio 5 antibiotici naturali, per affrontare senza timori raffreddori, febbri ma anche brutte bronchiti tipiche di questo freddo periodo dell’anno.

1) Origano: olio essenziale
Una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina grazie al suo particolare profumo, per arricchire il sapore di carne, pesce, verdure, zuppe, stufati ed insalate, l’origano in realtà è particolarmente prezioso anche alla nostra salute, grazie alle sue innumerevoli proprietà terapeutiche. Infatti questa pianta tipica del mediterraneo, in virtù dei suoi principi attivi quali i fenoli, le proteine, i sali minerali e le vitamine di cui è una buona fonte, è un ottimo rimedio se usato quale analgesico, antisettico e antispasmodico. In particolare, l’olio essenziale di origano è il più potente antisettico tra tutti gli olii finora conosciuti, ed è attivo contro tutte le forme virali. Alcuni recenti studi hanno dimostrato che è in grado di uccidere quasi la totalità di batteri più comuni come lo stafilococco. Proprio per questo è molto usato nell’aromaterapia per curare problemi all’apparato respiratorio, febbre, bronchite, tosse ma anche asma, mal di denti, vaginiti, reumatismi, intossicazioni alimentari e se non bastasse è anche un ottimo rimedio contro la cellulite. Ovviamente maggiore è la concentrazione, più alta è la sua efficacia quali antibiotico naturale, quindi cercate di scegliere un olio essenziale bio e soprattutto il più possibile puro.

2) Estratto di foglie d’olivo
Utilizzate già dai tempi remoti quali medicinale, l’estratto delle foglie di olivo è ancora oggi uno dei più potenti antibiotici che la natura ci offre. Non solo antibatterico, antimiotico, anti-invecchiamento, antinfiammatorio, ma il liquido estratto dalle foglie fresche dell’olivo sembra avere anche capacità antiossidanti e dunque aiuta a proteggere il corpo dai radicali liberi. Alcune ricerche sulla foglia d'olivo hanno dimostrato essere questa particolarmente efficace nel trattamento di alcuni tumori al fegato, alla prostata, al colon, della pelle e della mammella. Un estratto dunque miracoloso, usato molto dalla medicina alternativa come rimedio per combattere semplici raffreddori ma anche malattie più gravi quali i tumori, o per ridurre il colesterolo e migliorare la circolazione del sangue e dunque ridurre il rischio di infarto.

3) Aglio
Il re degli antibiotici naturali, antifungini, antivirali, l'aglio dovrebbe essere aggiunto, quotidianamente, alla dieta alimentare soprattutto in questo particolare periodo dell’anno. L’aglio infatti contiene potassio e germanio, due minerali indispensabili per una buona salute, ed in particolare l’allicina che non solo conferisce all’aglio il suo odore forte ma anche la maggior parte delle sue proprietà, che ci aiutano ad aumentare le difese immunitarie e dunque che agiscono come antibiotici naturali. Quindi anche per chi preferisce evitarlo, fate un piccolo sforzo e iniziate ad aggiungere ai vostri piatti, una bella e consistente spolverata di aglio ovviamente fresco, e sempre senza esagerare.

4) Tè verde
Utilizzato nella medicina tradizionale cinese e indiana per molte delle sue proprietà  curative, il tè verde continua ad essere venerato oggi da molti medici, ma anche ad essere spesso oggetto di studi volti a scoprire tutti i suoi effettivi benefici per la salute. Una delle proprietà  principali del tè verde è quella di essere un importante antiossidante naturale, proprio grazie alle catechine in esso contenute ed in particolare la epigallocatechina gallato (EGCG) molto efficace contro alcuni ceppi di batteri ma soprattutto in grado di aumentare le difese antiossidanti e quindi a migliorare in genere il tessuto cellulare. Vari test effettuati su bevitori regolari di tè verde, hanno dimostrato che questi hanno un rischio minore di sviluppare malattie dell’apparato cardiovascolare ma anche tumore e cancro. Inoltre bere quotidianamente tè verde aiuta a perdere peso. Questo perché grazie alle sue proprietà termogeniche promuove l’ossidazione dei grassi, nonché la stimolazione del metabolismo ma senza incidere sull’apparato cardiovascolare. Dunque bere almeno una tazza di tè verde al giorno fa’ bene alla nostra salute, ma sembrerebbe meglio godersi questa preziosa bevanda naturale, almeno senza l’aggiunta di latte (quello di soia è permesso in quanto non inibisce le proprietà del tè).

5) Zenzero
Lo zenzero, pianta officinale appartenente alla famiglia delle Zinziberacee, è originario dell'Asia orientale. Da Ippocrate a Confucio, fino ai giorni nostri, è stato usato in molte culture del mondo. Recenti studi hanno individuato nello zenzero uno dei dieci alimenti, dotati dei più alti livelli di attività anti-cancro. Esso, infatti, avrebbe una funzione protettiva contro i tumori in particolare quello del colon retto. Inoltre, è in grado di guarire numerosi disturbi comuni. A partire da raffreddori e influenza grazie al suo rizoma carnoso che contiene principi attivi quali zingiberene, gingeroli e shogaoli,resine e mucillagini in grado di sciogliere il muco e liberare i bronchi. Per usufruire degli effetti benefici dello zenzero bisognerebbe assumere una quantità compresa tra i 10 e i 30 grammi al giorno. Potete prepararvi uno sciroppo facendolo bollire fresco per 30 minuti in una tazza di acqua aggiungendo zucchero o miele, oppure gettarvi a capofitto nella preparazione di una tisana disinfettante e rinvigorente come quella a base di zenzero, cannella e chiodi di garofano su una base di tè bancha.

Gloria Mastrantonio

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13 gennaio 2012

Contro i tagli della scuola pubblica sciopero della fame "a staffetta" ad Oristano

Questo articolo è stato modificato dopo la sua prima stesura


SCIOPERO DELLA FAME
LA SCUOLA E' A DIGIUNO
NON LASCIAMOLA MORIRE DI FAME
SABATO 4 FEBBRAIO 2012
NIENTE BARRIERE ADERISCE 



Solidarietà dei Cobas al Coordinamento precari riguardo lo sciopero della fame
I Cobas Scuola Sardegna tenuto conto della gravissima situazione in cui versa la scuola italiana e la sempre maggiore precarizzazione del personale docente e ata, esprimono solidarietà e partecipazione all'iniziativa del Coordinamento precari di oristano in merito allo sciopero della fame a staffetta, che sta riscuotendo una notevole partecipazione avendo raccolto finora più di 150 adesioni. Condividiamo gli obiettivi e la lotta e invitiamo i colleghi e la società civile tutta a mobilitarsi affinchè rimanga alta l'attenzione sulla scuola soprattutto in vista futuri provvedimenti governativi che ben poco fanno sperare riguardo le sorti dei lavoratori e della scuola pubblica statale.
Fonte

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Malgrado la notizia dell'avvenuto mandato di pagamento arrivato a Maddalena Calvisi (l'insegnante Oristanese senza stipendio che, per protesta, ha dormito per qualche giorno su una tenda nel cortile della scuola) e ad altri suoi sei colleghi dell'Istituto Tecnico Atzeni, non si ferma la protesta del Coordinamento Precari Scuola di Oristano, il quale ha indetto da domani "uno sciopero della fame a staffetta" per protestare contro i continui tagli alla scuola pubblica statale.

Ecco il flyer da esibire in macchina, nel giubbotto, etc
per ribadire la propria adesione all'iniziativa.
Questa clamorosa protesta ha avuto un successo straordinario, grazie anche all'evento creato su Facebook, con numerosissime adesioni che continuano a arrivare ogni ora, non solo da tutta la Sardegna, ma anche da numerose parti d'Italia e perfino dall'estero.

Ecco infine il comunicato diffuso via Facebook dal Coordinamento Precari Scuola di Oristano:

In relazione ai recenti fatti che hanno visto protagonista la collega Maddalena Calvisi che dal mese di Ottobre non riceve lo stipendio mensile, il Coordinamento Precari Scuola Oristano indice uno sciopero della fame a staffetta per denunciare, per l'ennesima volta, la politica dei tagli inerenti l'Istruzione Pubblica Statale. Gli effetti disastrosi di tale manovra ormai sono sotto gli occhi di tutti: precariato dilagante, licenziamenti di massa, la mancata retribuzione del servizio, precarizzazione delle condizioni dei docenti di ruolo, violazione del diritto allo studio a tutti i livelli.
Chiediamo a voi tutti, genitori, studenti, lavoratori, personale della scuola, e a chiunque voglia, di aderire a tale iniziativa offrendo una giornata alla causa. La scuola è a digiuno; non lasciamola morire di fame! 


Il sottoscritto e il blog Niente Barriere aderiranno allo sciopero 
SABATO 4 FEBBRAIO 2012

Ava, la bambina sordomuta che dialoga attraverso il linguaggio dei segni


Il bellissimo video che vi invitiamo a guardare, è stato caricato in Rete dalla National Deaf Children's' Society a supporto di una petizione per chiedere al governo inglese che i genitori di bambini sordomuti possano aver accesso libero accesso a dei corsi per imparare la lingua dei segni.

fonte video nickbeese