di Paolo Piras*
Sette permessi di ricerca per risorse geotermiche, due permessi di ricerca per idrocarburi a terra, un permesso di ricerca attivo e due attualmente respinti per ricerche di idrocarburi a mare, per un totale di oltre 200mila ettari di territorio sardo da sottoporre, o in parte già sottoposti, a sondaggi geognostici.
Se negli ultimi anni sono stati i parchi
eolici e fotovoltaici la nuova frontiera della sperimentazione
energetica in Sardegna, ora sembra arrivato il momento di passare dalla
superficie alla crosta terrestre, e al posto dei pannelli solari si vede
in lontananza l’arrivo delle trivelle.
