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05 giugno 2017

Da Torregrande al Sinis, le spiagge vietate ai disabili

Foto Unione Sarda
Un dislivello di mezzo metro dal marciapiede alla sabbia diventa un ostacolo insormontabile per chi è costretto a circolare in carrozzina. E non è sufficiente nemmeno la presenza di un accompagnatore: mancano la parte iniziale e quella finale in una delle due passerelle nella spiaggia di Torregrande; l'altra è stata sistemata dal titolare di un chiosco e non consente l'accesso al mare.
Una situazione che ha creato tanta delusione fra i disabili e i parenti che ieri mattina hanno pensato di trovare un po' di sollievo al caldo ormai estivo di queste ultime settimane. L'assessore comunale ai Lavori pubblici Efisio Sanna precisa che a giorni verrà eseguita la pulizia della spiaggia, preliminare alla sistemazione di una dozzina di passerelle: "Sarà tutto a posto entro metà giugno, così come avviene ogni anno".
LE PROTESTE - "Le ruote della carrozzina affondano nel metro abbondante di sabbia che crea un gradino" lamenta con sconforto la mamma di un giovane disabile: "È impossibile muoversi in queste condizioni". La delusione è palpabile nel racconto e nello sguardo della donna: "Con una giornata così calda abbiamo pensato di andare al mare e di buon mattino ho preparato tutto l'occorrente e l'ho caricato in macchina. Insomma tanto sacrificio per poi dover tornare a casa delusi".
Nella stessa situazione altri disabili con i loro familiari: "Non troviamo giusto dover rinunciare al mare per mancanza di strutture adeguate a noi", afferma la sorella di una donna costretta in carrozzina. "Abbiamo dovuto ripiegare su una passeggiata sul lungomare, peraltro con slalom per evitare i rifiuti dei cani lasciati dai padroni incivili. Abbiamo tentato la sosta in una panchina ma non si poteva stare a lungo perché c'era troppo caldo".
IL COMUNE DI ORISTANO - "Non avremmo certo potuto prevedere che quest'anno la stagione calda esplodesse così in anticipo", precisa l'assessore Sanna. "E comunque, tenendo conto proprio di questo, ho chiesto ai dirigenti che facessero il possibile per accelerare la procedura legata alla pulizia della spiaggia con mezzi meccanici. Subito dopo verranno sistemate le passerelle, quest'anno ne abbiamo prevista una anche nella zona riservata ai cani".
SINIS - Nel litorale cabrarese al momento c'è una passerella a San Giovanni di Sinis ma a giorni, aveva annunciato il sindaco Cristiano Carrus, sarà montata una anche a Is Arutas: in questo caso, però, non arriverà fino alla battigia ma coprirà solo metà spiaggia per difficoltà legate al tipo di sabbia.
Stessa situazione nelle spiagge di San Vero Milis, dove entro metà giugno o al massimo entro fine mese, verrà sistemata una passerella a Putzu Idu. Identico copione a Santa Giusta: il sindaco Antonello Figus aveva assicurato che entro la fine di questo mese a Abarossa sarebbe sorta una struttura per consentire l'accesso al mare ai disabili. Che nel frattempo dovranno rinunciare al mare.

Patrizia Mocci


Personalmente mi spiace continuare a leggere questi articoli nel giornale. Vuol dire che tutto il lavoro di sensibilizzazione che è stato fatto in questi anni per far capire che l'accessibilità conviene davvero a tutti, e gli enormi vantaggi (economici) che si possono ottenere con la piena accessibilità anche per le persone portatrici di handicap, vanno a farsi benedire di fronte all'incuranza e l'ignoranza delle amministrazioni comunali che gestiscono beni comuni. Purtroppo la strada da percorrere è ancora tanta ... ma noi non ci arrendiamo. (Raimondo)

19 ottobre 2016

Surf for Adaptive People, la sfida di Fabio Secci

Fabio Secci ha 34 anni, sardo nato a Villacidro, vive e lavora a Londra. La sua vita è sempre stata una continua sfida: fin da quando a nove mesi ha iniziato a camminare con una staffa (una sorta di tutore formato da due stecche di legno), sostituita poi da una protesi. I 17 cm in meno alla gamba sinistra non gli hanno impedito di godere delle energie del mare e della natura nella sua Sardegna.

08 maggio 2015

8 Maggio Giornata Mondiale della Talassemia

Credit Photo www.skuola.net
Cari amici oggi 8 Maggio 2015 è la giornata mondiale della talassemia (una malattia ereditaria che comporta anemia, cioè una diminuzione della presenza di emoglobina utile al trasporto dell'ossigeno nel sangue. fonte Wikipedia).
Per far fronte a questa malattia molto diffusa in Sardegna servono delle urgenti trasfusioni di sangue. Sangue che purtroppo, soprattutto nella mia Regione manca da molto tempo. Per cui vi invito, chi può, per favore a donare il sangue. Un piccolo, grande gesto che salva per davvero una vita umana.
A tal riguardo pubblico un appello pubblicato su Facebook da Ivano Argiolas presidente dell’associazione “Thalassa Azione”, da lui fondata nel 2011, di cui questo Blog si è già occupato in passato (vedi http://nientebarriere.blogspot.it/2013/04/talassemia-una-cura-rivoluzionaria-new.html).

07 maggio 2015

Un percorso per disabili nell’area archeologica di Tamuli

Mercoledì 19 maggio sarà inaugurato il percorso per disabili visivi realizzato nel complesso archeologico di Tamuli dalla Fondazione Promotea alla quale il comune di Macomer ha affidato la gestione dei siti archeologici e museali. Il percorso è stato realizzato nell’ambito del progetto “Tamuli in ogni senso”, un progetto sostenuto dall’assessorato regionale alla Cultura e dalla Soprintendenza ai beni archeologici, finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna e cofinanziato dall’Unione dei Comuni del Marghine.

17 febbraio 2015

Torregrande(OR), spiaggia a misura di disabile

Otto passerelle e quattro 'sedie job' messe a disposizione dal comune di Oristano per favorire l'ingresso in acqua dei disabili. L’Assessore ai servizi sociali Maria Obinu: “Sono misure che stiamo attuando per favorire un turismo pienamente accessibile".
Il Comune di Oristano mette a disposizione alcuni aiuti per favorire l’ingresso in acqua dei disabili nella spiaggia di Torregrande. Otto passerelle in legno per arrivare sino all’arenile e quattro sedie job (sedie da mare dotate di ruote che consentono lo spostamento anche sulla sabbia e in acqua) saranno a disposizione per tutta l'estate.

21 gennaio 2015

Una Sardegna da scoprire

Hai mai pensato ad una Sardegna Diversa ed Autentica? Questo è un Percorso Accessibile e Sostenibile adatto in particolare alle persone affette da disabilità intellettiva e relazionale ma anche alle famiglie.  
"Una settimana in giro per il Sinis/Montiferru per scoprire le meraviglie della Costa Occidentale della Sardegna”.

Primo giorno:
Pomeriggio con l’asinello sardo  nell’area Marina Protetta del Sinis. L’area marina nasce per la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali, chimiche, fisiche e della biodiversità marina e costiera, con particolare attenzione alla Posidonia oceanica, anche attraverso interventi di recupero ambientale. E’ un percorso speciale con vista mozzafiato a Torre Seu (Oasi protetta dal WWF) per arrivare a toccare con mano la caratteristica sabbia bianca a forma di riso che va a perdersi nelle acque cristalline. Sarà un esperienza unica trovarsi in posti così rari affiancati dall'asinello silenzioso e paziente.. (Durata 2 h)

Secondo giorno:
Un viaggio nell’archeologia del Sinis + Area Archeologica di Tharros. Con la Cooperativa del Sinis che gestisce l’area archeologica di Tharros, scopriremo i segreti di questa antica civiltà, nello stupendo scenario di San Giovanni di Sinis, una delle località più suggestive della Sardegna, a pochi passi da spiagge stupende come Is Aruttas, famosa per i quarzi bianchi che caratterizzano la sabbia.
Ore 09:30 Appuntamento con il nostro Operatore davanti al Museo Civico di Cabras. A seguire visita nelle sue sale espositive dedicate al sito prenuragico di Cuccuru is arrius, a Tharros, al relitto di Mal di Ventre e alle collezioni Sulis e Pulix. Scopriremo anche i Giganti di Monte Prama.
Ore 10:45 Passeggiata lungo le sponde dello Stagno di Mar e Pontis, in località Scaiu, per osservare la tipica flora e fauna palustre.
Ore 11:30 Visita alle antiche strutture della Peschiera Pontis.
Ore 12:00 Visita all’Ipogeo di San Salvatore.

Terzo Giorno:
Ore 09:30 Appuntamento  a  San Giovanni di Sinis, nella piazza del parcheggio, con il Trenino Turistico, per fare un emozionante giro panoramico sino a Capo San Marco. (Durata del percorso 30 min.)
Ore 10:30 Visita Guidata all’Area Archeologica di Tharros. (Durata 1 ora)

Quarto giorno:
Nordick Walking di sui tratti più belli della costa ovest della Sardegna: Torre di Columbargia-Porto Alabe – Tresnuraghes (OR). La partenza e l’arrivo sono previsti dalla Spiaggia di Porto Alabe con arrivo fino alla Torre di Columbargia attraverso un percorso dal quale è possibile ammirare parte della costa centro-occidentale della Sardegna.
La torre di Columbargia, o Pesquellas, è la più antica delle tre (è già esistente nel 1572); edificata su di un promontorio a protezione di due cale e della rada di Porto Alabe. Nel 1729 vi stazionavano un Alcaide e due soldati, pagati dai villaggi della Planargia. Rimase in attività fino al 1842.
Dettagli percorso
Difficoltà percorso: intermedio
Distanza: 8,6 Km
Dislivello +/-: 150 mt
Terreno: strada sterrata e, a tratti, fondo sabbioso
Tempo stimato di percorrenza: 2 ore
Pranzo a S’archittu, località marina.

Quinto giorno:
Partenza per Putzu Idu(OR). Passeggiata a cavallo attraverso la campagna del Sinis. Si raggiunge il faro e Torre Sa Mora, passando per la scogliera si raggiunge la torre di Capo Mannu dove ammirare il bellissimo paesaggio. Si scenderà per la spiaggia di Sa Mesa Longa su per le dune di sabbia fino a costeggiare lo stagno dove si possono ammirare i fenicotteri rosa. Al rientro presso il Circolo Ippico, ci aspetta un’ottima vernaccia prima dei saluti. (Durata: 2h)

Sesto giorno:
Pranzo nella montagna di Seneghe(OR) - Città dell’Olio, paese ricco di cultura e tradizione, immersi nei boschi di leccio che lo caratterizzano. Servizio Catering a base di carni del Bue Rosso, presidi Slow Food e saluti

Maggiori Info: www.viaggiperdisabili.blogspot.it

Nell’ovest della Sardegna tra fenicotteri e laboratori artigianali

Credit Photo gopixpic.com
Tour adatto anche alle persone con disabilità motoria. Nel cuore della Sardegna occidentale andremo alla scoperta del sistema lagunare del Sinis settentrionale osservando i fenicotteri con un ecologo marino e archeologo. Entreremo inoltre in un antico villaggio sulle sponde dello stagno di Cabras, a pochi passi da Tharros e dalle spiagge più belle della costa. Qui e a Seneghe(OR) potremo sperimentare laboratori artigianali, dalla ceramica, litica e osso, all’ocra, scavo simulato, panificazione, pittura, lavorazione del vetro e altre arti tipiche della zona.

Attraverso i sensi, nella Sardegna occidentale



San_Giovanni_di_SinisTour adatto per persone sorde e con disabilità intellettive e relazionali.
Utilizzare le mani per manipolare la ceramica, le pietre, il proprio olfatto per cogliere profumi ed essenze dei luoghi… un viaggio alla scoperta della Sardegna occidentale tra costa ed entroterra. Partendo da Santulussurgiu(OR) sperimenteremo con dei laboratori a Seneghe(OR), la tipica lavorazione della ceramica e delle pietre, per trasferirci poi verso la penisola del Sinis(OR) alla scoperta dell’antica civiltà di Tharros, con il relitto di Mal di Ventre. Passeggeremo lungo le sponde dello Stagno di Mar e Pontis, mentre a Sa Ruda ci addentreremo nel villaggio neolitico situato all’interno dell’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis – Isola Mal di Ventre” fino a vivere un’esperienza guidata di conoscenza delle specie marine e del litorale a Putzu Idu.


Altre info su www.turismoaccessibileitalia.it

05 giugno 2013

Il silenzio dei sardi sui propri bambini avvelenati.

(Sarroch, raffineria gruppo Saras)

Anche su Il Manifesto Sardo (“Il silenzio dei sardi sui bambini avvelenati“), n. 147, 1 giugno 2013

Eccola, la Sardegna.
E’ l’isola del sole, del mare e delle vacanze, dove si respira aria buona, ricca di iodio. L’isola della buona tavola, dei banditi e dei nuraghi. Magari i trasporti sono costosi e difficili, ma è un paradiso.
Questo pensano moltissimi continentali, italiani e stranieri, della nostra Isola, lì nel mezzo del Mediterraneo.
Luoghi comuni, ma anche mezze verità.
Però in Sardegna avvengono cose che altrove avrebbero provocato quasi certamente reazioni molto dure e determinate.
Qui, invece, il silenzio di quasi tutti.

09 maggio 2013

Petrolio, Gas, Geotermico e Fracking, l'INGV comunica che ....

In questi giorni in questo Blog abbiamo dato spazio alle novità in campo energetico che stanno interessando l'Italia. Come vedrete non c'è da star sereni. Abbiamo visto che tra l'abbondanza di parchi fotovoltaici, parchi eolici (che in Italia iniziano ad abbondare), pozzi per accaparrarsi gas naturale e petrolio, in questi ultimi tempi si sono avviate numerose e, a nostro parere, pericolose sperimentazioni geotermiche e geofisiche che stanno allarmando, non poco, le popolazioni delle aree interessate dalla ricerca.

06 maggio 2013

Il fracking anche in Sardegna?

Continuo a scovare progetti su progetti per fare fracking in Italia.

Come detto, non e' da scisti, ma da carbone - tramite questa tecnica del Coal Bed Methane, abbreviato in  CBM, e se ne parla da anni, anni, senza che nessuno di noi abbia saputo niente.

Qui ci sono i primi che abbiamo scovato - sono quelli della Independent Resources - che vogliono fare CBM a Ribolla, in provincia di  Grosseto. Sono inglesi e hanno sono gli stessi che vogliono trivellare in Emilia per lo stoccaggio di San Felice sul Panaro.

Qui invece ci sono quelli della European Gas Limited - che vogliono tirare fuori il CBM a Siena e a Grosseto. Sono australiani.

Oggi e' la volta del Sulcis.

Infatti, mi sono posta proprio questa domanda, ieri: se vogliono tirare fuori il metano dalle miniere toscane, che faranno alle miniere sarde - ben ricordando che il Sulcis e' stato un tempo la zona mineraria piu' importante d'Italia?

Non a caso Carbonia si chiama cosi!

E voila' - digiti le parole giuste su google.com e tutte le tue domande hanno risposte - CBM anche nel Sulcis!

In questo caso, i signori che propongono di fare fracking per estrarre questo CBM nel Sulcis sono quelli della "CarboSulcis Spa" che sono in possesso della Miniera di Monte Sinni. Ce ne sono diverse di presentazioni simili a quella linkata quassopra.

Ecco qui una delle prime sul destino delle miniere sarde:



Questa presentazione e' del 2007 - gia' da allora offrivono questa bella spiegazione a Cracovia - mica a Cagliari! - sulla possibilita' di estrarre CBM in Sardegna.

Fabrizio Pisanu della CarboSulcis dice

"The most significant project in Italy about exploitation of Coal Bed Methane, is developing in the coal basin of the SW of Sardinia."

"Il principale progetto in Italia per lo sfruttamento del Coal Bed Methane e' lo sviluppo del bacino di carbone nel sud-ovest della Sardegna."

In un altra presentazione del 2004 addirittura un certo Giraldi dell'ENEA dice che per questo progetto del Sulcis vogliono usare una tecnica di ECBM - Enhanced Carbon Bed Methane:




E' scritto nella freccia 1:

Main goals of the project:

"to exploit an ECBM technique throughout the Sulcis Coal Province"

"sfruttare una tecnica ECBM in tutta la provincia carbonifera del Sulcis"

e poi nella freccia 4 parlano di inieizione di anidride carbonica sottoterra e di produzione di metano.

Quindi, gia qui un po di mancanza di rispetto, da come la vedo io. Il Giraldi e il Pisanu, chiunque siano, non possono non sapere che questo CBM  (o ECBM dove la E sta per "enhanced") involve pratiche di hydraulic fracturing.

Perche' hanno detto queste cose alle loro belle conferenze in giro per in mondo e non le hanno dette agli italiani? Ai sardi? In Italiano? In modo semplice?

Mistero.

Ecco invece cosa dice una coalizione di NGO-s in giro per il mondo, il 24 Aprile 2012, sul fracking per shale gas, shale oil e coal bed methane


Sono preoccupati degli impatti del fracking da gas di scisti, metano e coal bed methane a causa di effetti sui cambiamenti climatici, il risparmio di energia, l'inquinamento dell'acqua, l'uso di acqua, l'inquinamento dell'aria, del terreno, l'uso del suolo, il rumore, l'attivita' sismica, i danni alla salute delle comunita' e dei lavoratori nell'industria del gas non-convenzionale, gli effetti socio-economici sulle collettivita'.

Bastano?

Ci sono Greenpeace, che tutti conoscono in Italia, ma anche le filiali europee di Friends of the Earth and Food and Water Watch che vanno abbastanza forti qui negli USA.

Mi si dice: ma questi sono solo progetti, sono solo cose "una tantum", e' solo sulla carta. Beh, io dico che e' proprio perche' e' tutto sulla carta e che non ancora siamo nel baratro del fracking e' necessario istruire la gente e vietare queste pratiche - prima che sia troppo tardi!

Dopo non puoi piu' fare granche' - vedi Basilicata.
Sono sicura che oltre a quelli della Toscana e del Sulcis ci sono in giro mille altri che vogliono venire a trivellare l'Italia - i nostri mari, i nostri campi, i nostri parchi, i nostri boschi - e ora anche le nostre miniere!

Nel silenzio generale di una classe politica assolutamente ignorante in materia, incapace di prendere decisioni, di guardare al futuro, di avere coraggio di guardare oltre il portafoglio.

Ci piace sempre copiare dagli altri - caro Passera, caro Monti, caro Clini.

Perche' non copiamo dalla Francia e non lo banniamo anche noi il fracking, prima che sia troppo tardi?

O dobbiamo aspettare altre tragedie - che siano terremoti, inquinamento delle falde acquifere o scoppi?

Fonte No all'Italia petrolizzata

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05 maggio 2013

Trivellazioni: nuova frontiera della speculazione energetica in Sardegna


di Paolo Piras*
Sette permessi di ricerca per risorse geotermiche, due permessi di ricerca per idrocarburi a terra, un permesso di ricerca attivo e due attualmente respinti per ricerche di idrocarburi a mare, per un totale di oltre 200mila ettari di territorio sardo da sottoporre, o in parte già sottoposti, a sondaggi geognostici.
Se negli ultimi anni sono stati i parchi eolici e fotovoltaici la nuova frontiera della sperimentazione energetica in Sardegna, ora sembra arrivato il momento di passare dalla superficie alla crosta terrestre, e al posto dei pannelli solari si vede in lontananza l’arrivo delle trivelle.

08 maggio 2012

Cittadinanzattiva "Acqua, in Sardegna in cinque anni prezzo cresciuto del 22%"

Cittadinanzattiva: "Acqua cara nell'Isola. In cinque anni prezzo cresciuto del 22%"
In Sardegna acqua sempre più cara negli ultimi cinque anni: +22,8%, mentre la dispersione della rete si attesta sul 44%.
Sono alcuni dei dati diffusi dall'annuale indagine dell'Osservatorio Prezzi&Tariffe di Cittadinanzattiva sui costi dei servizio idrico. In particolare sono stati rilevati aumenti importanti nel 2011 rispetto al 2010, infatti le tariffe sono cresciute su base nazionale in media del 5,8% mentre in Sardegna del 6,7%. Nei capoluoghi dell'isola l'acqua per uso domestico costa 285 euro per un consumo medio, cioè 175 euro in più di quanto la si paghi a Isernia, città in cui il servizio costa meno a livello nazionale. L'indagine, anche on line su www.cittadinanzattiva.it, è stata realizzata in tutti i capoluoghi di provincia. L'attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (o ex nolo contatori). I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua, e sono comprensivi di Iva al 10%.


Per approfondire

19 novembre 2011

Sardegna, Taglio a sostegno disabili, Ministero pagherà danni


Tar Sardegna, mille euro per ogni mese senza corretto supporto.

CAGLIARI – Il Ministero della Pubblica istruzione dovra’ risarcire mille euro per ogni mese trascorso dagli studenti disabili col sostegno tagliato, senza cioe’ il corretto rapporto insegnante-alunno.
Quindici i ricorsi accolti dai giudici della Prima sezione del Tar Sardegna che hanno dato ragione ai genitori di bambini disabili che si erano visti ridimensionate le ore di sostegno a causa dei tagli.
Oltre al risarcimento dei danni il Ministero dovra’ anche rimborsare le spese processuali. Entro un mese, poi, e’ previsto il deposito di altre 30 sentenze su altrettanti ricorsi.

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www.ansa.it/

22 settembre 2011

La Sardegna è la Regione più solidale d'Italia



Numeri da primato, organizzazione, formazione e competenza. Attività in tutti i settori. Oltre dieci milioni di ore di lavoro regalate alla comunità.

La Sardegna è in testa nella classifica nazionale della solidarietà: centomila volontari e 1612 associazioni, una ogni mille abitanti. Isola da record per quantità ma anche per qualità. Superata la malattia infantile dello spontaneismo, in oltre trent'anni, la generosità si è fatta sistema, organizzato, attrezzato, competente.
Sono mille le palestre in cui si allena il buon cuore. Davanti al grande pubblico si materializza soprattutto l'impegno nelle tragedie, quando televisioni e giornali raccontano di colonne di mezzi e centinaia di uomini e donne che partono per dare una mano a terremotati, alluvionati, senzatetto con le case distrutte dall'ennesima frana nell'Italia che si sfalda sotto il peso della cementificazione selvaggia. Oppure le facce stravolte nella guerra agli incendiari, tra lingue di fuoco e nubi di fumo. Rischiano, i volontari, e lo fanno gratis. Ovviamente. Così come gli operatori del soccorso, pronti a intervenire con le ambulanze. O quelli che camminano per ore nei boschi alla ricerca di turisti poco avveduti che l'imprudenza trasforma in dispersi. Altri si calano nelle viscere della terra per riportare in superficie appassionati di speleologia, spesso ricchi di interesse ma poveri di esperienza, rimasti intrappolati in grotte o cunicoli sotterranei.

Tanti, forse la maggioranza, però, si danno da fare giorno dopo giorno, con una devozione che non accende i riflettori, non fa notizia. Sono quelli che si prendono cura di anziani soli, di emarginati, di migranti, di disabili, di minorenni allo sbando. Sfamano gli affamati, mitigano disagi, materiali, morali, mentali. Non rimuovono macerie ma solitudini, non accendono sirene ma speranze. Confortano, sostengono, indicano una via, un percorso a chi ha perso l'orientamento nel labirinto della vita.
Degli altri ci si può occupare in tanti modi. C'è spazio per tutti. La gamma delle opportunità la raccontano anche le statistiche. I volontari attivi costantemente sono quarantamila. A loro si aggiungono sessantamila occasionali. Gente che fa quel che può e quando può. Perché non se la sente di essere totalmente assorbito, magari deve badare di più alla famiglia, oppure il lavoro gli concede pochi momenti liberi. Alle schiere a tempo pieno e a tempo parziale si sommano novantamila soci sostenitori. Persone che non operano ma contribuiscono finanziariamente alla vita delle associazioni. Importanti e molto: senza soldi l'entusiasmo si spegne nell'impotenza. Grazie ai sostenitori e ai finanziamenti pubblici, chi sta sul campo regala alla collettività circa dieci milioni di ore. I settori di intervento vanno dal sociale, in senso ampio o strettamente assistenziale e sanitario, all'ambiente e alla protezione civile. Ma prestazioni gratuite contribuiscono a tenere in piedi anche il sistema dei beni e delle attività culturali. Ci sono poi le battaglie per i diritti civili e il cosiddetto advocacy , cioè il farsi carico di una giusta causa, sostenerla direttamente per tutelare qualcuno o qualcosa.
Cosa spinge le persone a riunirsi in un'associazione di volontariato? Le motivazioni sono più di una e sono cambiate nell'ultimo quarto di secolo. Stando a una ricerca a campione di Sardegna Solidale, la ragione principale (53,1 per cento, 58,1 nei capoluoghi) è affrontare una problematica sociale che riguarda persone o gruppi svantaggiati o ai margini . Il 34,6 per cento (24,8 nei capoluoghi e 42,7 negli altri comuni) è spinto invece dal voler migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini . La percentuale più bassa (12,3 di media ma 17,1 nei capoluoghi e 8,4 negli altri centri) è quella di chi vuole trarre un qualche vantaggio diretto e perciò intende affrontare una problematica sociale che riguarda direttamente i fondatori . Non si tratta di egoisti ma persone che, il più delle volte, condividono un problema, frequentemente devastante, di cui dovrebbe farsi carico la collettività. Pensiamo al calvario delle famiglie dei malati psichici, dei portatori di handicap o, in generale, di chi non riesce a dare ai propri cari l'assistenza di cui avrebbero bisogno.
La prevalenza delle motivazioni muta rispetto all'anzianità delle associazioni. Per quelle nate fino al 1987 è più elevata (62,2 per cento) l'aspirazione ad occuparsi delle fasce sociali deboli. Appena il 4,9 per cento intende invece intervenire su questioni che coinvolgevano i fondatori. Nelle associazioni sorte dopo il 1996 l'attenzione agli svantaggiati si riduce al 49,5 mentre sale, dal 32,9 al 34,1, la disponibilità per migliorare qualità della vita e sicurezza e lievita (dal 4,9 al 16,5) la determinazione ad agire su aspetti sociali che toccano direttamente gli appartenenti al gruppo. [...]

Dall' Unione Sarda 20 settembre 2011

24 agosto 2011

Sardegna, 2 milioni di euro per disabili e poveri.



Sardegna, soldi per povertà e disabilità. La Giunta stanzia due milioni di euro.
Oltre due milioni di euro a favore delle persone in difficoltà a causa del disagio economico o disabilità sono stati stanziati dalla Giunta regionale con due distinte delibere, approvata oggi dall'esecutivo.

Con il primo provvedimento vengono resi disponibili 1,250 milioni di euro, per finanziare una serie di azioni di contrasto della povertà, con interventi per gestire emergenze umanitarie e servizi di accoglienza e integrazione per le persone senza fissa dimora. Il finanziamento è destinato a progetti di Enti (gestori dei Comuni in ambito Plus) che hanno organizzato servizi di accoglienza (notturna e mensa). Sarà assegnato secondo criteri percentuali che tengono conto della popolazione, della presenza di stranieri e della capacità offerta di servizi rilevati attraverso una scheda di monitoraggio. "Le povertà estreme - osserva l'assessore della Sanità, Simona De Francisci - sono purtroppo in aumento anche in Sardegna e sono sotto gli occhi di tutti nuovi modelli di marginalità sociale ed economica, che coinvolgono gruppi o persone molto fragili,con complesse problematiche come tossicodipendenze, esperienze carcerarie, alcolismo o disoccupazione". La seconda delibera, da un milione di euro, rientra nel programma sperimentale di interventi a favore di persone che si trovano in condizioni di disabilità grave, improvvisa o rapidamente progressiva, a causa di malattie o traumi o si trovano in fase terminale (pazienti in ventilazione assistita, sottoposti a cure palliative per patologie terminali o in stato di improvvisa non autosufficienza).

Giovedì 18 agosto 2011
Fonte Unione Sarda

09 agosto 2011

Barumini, visite al nuraghe anche per i disabili


La Giunta Comunale ha approvato il progetto di allestimento dell’unità didascalica finalizzato alla fruizione del sito Su Nuraxi da parte dei portatori di handicap. L’iniziativa degli amministratori comunali, avviene tramite il bando regionale Po Fesr sulla promozione d’itinerari tematici che valorizzano il patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale sardo, con l’obiettivo di innescare e sviluppare processi d’integrazione creando reti e sinergie tra risorse ambientali, culturali e settori economici. Un’esigenza di primaria importanza, considerando il numero sempre più elevato di visitatori portatori di handicap, che si recano ogni anno alla Reggia nuragica. La spesa prevista è di 60 mila euro compreso il finanziamento della Regione.

Fonte: Unione Sarda, Venerdì 18 febbraio 2011

20 giugno 2011

Acqua: dopo il referendum la Regione Sarda decide il futuro di Abbanoa


Dopo il referendum la Regione decide il futuro di Abbanoa.
Con il referendum abrogativo è stata scongiurata la privatizzazione, ma il problema resta il debito della società.
La guerra dell'acqua in Sardegna non ci sarà: dopo il plebiscito nel referendum di domenica scorsa, Abbanoa continuerà a essere pubblica. Scongiurato il pericolo di un altro terremoto nella società sarda, nata sulle ceneri di una settantina di enti che gestivano ambiti territoriali, resta però da risolvere il problema di un'azienda, per qualcuno addirittura un «carrozzone politico», nata con un ingente debito addosso.
Il commissario dell'Autorità d'ambito, Francesco Lippi, ripone grande ottimismo nell'azione del Consiglio regionale che deve affrontare in questi giorni la ricapitalizzazione di Abbanoa: c'era un emendamento della Giunta che con 50 milioni di euro intendeva costituire un Fondo di garanzia da assegnare alla Sfirs per ripianare il debito di Abbanoa. Ma in realtà solo le banche creditrici ne chiedono almeno 80 e occorreranno circa duecento milioni.
Spiega Lippi: «Il sì al referendum significa solo una cosa che da adesso, con maggiore responsabilità per via del voto popolare, si deve rafforzare la posizione pubblica di Abbanoa che, peraltro, sarebbe rimasta sempre in mano pubblica. Ora gli azionisti dovranno valutare le condizioni più opportune per ricapitalizzare la società e metterla nella condizione di ottimizzare risultati e servizi». E la parola spetta al Consiglio regionale che solo qualche giorno fa aveva «stralciato» il caso Abbanoa per cercare di trovare le risorse indispensabili per rimettere l'azienda in sesto e non pregiudicare lo stato di salute delle imprese d'appalto. L'Ato - ha spiegato Francesco Lippi - ha atteso l'esito del referendum, rispettando la mozione che fu approvata dall'assemblea regionale contro ogni ipotesi di privatizzazione dell'acqua in Sardegna. «C'è la necessità davvero impellente», afferma Lippi, «di riprendere un ragionamento sul servizio idrico integrato. Anche perché una volta che viene meno la remunerazione del capitale al sette per cento qualsiasi privato avrebbe difficoltà anche a prendere una quota di minoranza nella società di gestione.
È un problema da manuale di economia, in realtà un po' datato: le teorie che vedono in campo solo lo Stato o il mercato, di chi concepisci solo una gestione pubblica o una privata. La grande vittoria referendaria dei Sì rafforza la tesi della «terza via» che vede la diretta partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche. Un modo perseguibile anche grazie alle nuove tecnologie e al social networking.
«Sono ottimista sulle decisioni che prenderà il Consiglio regionale», afferma Lippi. La realtà, però, è più sfaccettata come ha denunciato in aula il presidente della Commissione Bilancio, Paolo Maninchedda: «Mancano 300 milioni che avrebbero dovuto sostenere la gestione e gli investimenti del periodo 2005-2010. Il sistema precedente (sino al 2005 con Esaf, Govossai, Sim, Siinos e i Comuni) era sostenuto con circa 75 milioni di euro l'anno per la copertura delle perdite di esercizio». Senza considerare i debiti con il sistema bancario che vantando un credito di 130 milioni è il vero padrone di Abbanoa.
di Alfredo Franchini
Fonte La Nuova Sardegna
Quello che vi ho fatto leggere dimostra che ancora una volta che la politica dimostra di voler scavalcare il parere democratico dei cittadini. I cittadini italiani, non solo sardi, hanno chiesto a gran voce col Referendum del 12 e 13 Giugno, che l'Acqua venga gestita dagli enti locali, dai comuni in particolare, e non dalla solita cozzaglia di faccendieri intrallazzati con la finanza, i partiti e le multinazionali. L'acqua è un bene di tutti e deve essere pubblica e non trattata come una qualsiasi altra merce.

Mi augurio che nei prossimi giorni rinasca quell'informazione dal basso che ha portato alla grande partecipazione popolare che ha sconfitto chi vuol fare grandi profitti sull'acqua in Italia. Acqua pagata a peso d'oro dai cittadini che provvedono a saldare i vari costi di gestione e i debiti, mentre i profitti, gli utili, vanno a tutto vantaggio dei personaggi già citati.

Impegniamoci ancora una volta per finire il lavoro iniziato con i Referendum, e rompiamo loro il giochino (che ricorda quanto fatto con l'Alitalia).

Leggi anche: I trionfatori invisibili (PDF) da domenicofiniguerra.it

04 giugno 2011

Casa venduta all'asta per colpa di una grave malattia

(foto da ilMinuto.info)

Cari amici oggi vi faccio leggere una storia assurda, realmente accaduta in Sardegna, nel Sulcis. Il protagonista di questa vicenda è un uomo, Natalino Nassiti, che a causa della crescente crisi economica, ma soprattutto con l'arrivo in contemporanea di una grave malattia che lo ha reso invalido, ha perso tutto e cosa ancora più grave, è stato lasciato solo in una battaglia contro dei giganti che amo definire i tristemente noti usurai legalizzati, ovvero le banche. Una storia vergognosa, inconcepibile, con un finale triste e amaro che grida vendetta.

MALEDETTA CRISI: La mia casa è stata venduta all'asta mentre combattevo con una malattia terribile.
«Quando la mia casa è stata venduta all'asta stavo combattendo con un male terribile a causa del quale mi è stata amputata una gamba». Natalino Nassitti non riesce a nascondere le lacrime quando la gente gli chiede come sia stato possibile arrivare tardi davanti al giudice quel giorno in cui la sua casa è stata comprata per poco più di 60 mila euro: «Non avrei mai permesso che avvenisse se la mia mente non fosse stata presa da questo terribile male - racconta - non saremmo mai arrivati a questo punto».

Ovvero al punto di vedersi notificare uno sfratto da chi oggi è il nuovo proprietario della casa che Natalino ha costruito con una vita di sacrifici e che ha ipotecato per acquistare un ristorante con il quale avrebbe voluto dare un futuro sicuro ai suoi figli. «Non avevo previsto questa crisi che ha devastato il Sulcis - racconta - invece ho chiesto 110 milioni di lire alla banca per dare quel maledetto anticipo e quando ne avevo restituito poco meno di 50 le cose sono precipitate.

Ho provato a restare in regola con i pagamenti, non ce l'ho fatta». Pian piano ha visto svanire ogni sogno, oggi vive nell'incubo di una casa svenduta all'asta i cui proventi non basteranno nemmeno a ripagare il debito con la banca, e di un ristorante -albergo con le saracinesche chiuse che rischia di fare la stessa fine. «Ho provato a ricomprare la casa - dice - mi hanno chiesto 180 mila euro»

Ieri per “difenderlo” dallo sfratto esecutivo sono arrivati in centinaia chiamati dal movimento Sulcis artigiani e commercianti liberi. Non mancavano il Movimento pastori sardi, i rappresentanti di Irs e non mancavano nemmeno i Sairu, la famiglia di Terra Segada che in queste settimane vive lo stesso incubo.

Tanti i momenti di tensione all'arrivo del nuovo proprietario: è stato circondato dalla folla e ha potuto allontanarsi solo a bordo dell'auto dei carabinieri. «Non è stato ancora notificata alcun provvedimento - ha detto Andrea Impera del movimento artigiani - ma ad ogni rinvio noi saremo accanto a Natalino Nassitti: è necessario che si trovi un accordo».
Stefania Piredda

Da L'Unione Sarda del 31 maggio 2011