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20 gennaio 2010

Mr. President, help Internet in Italy

In Italia non passa giorno che non vengano diffuse notizie, leggi, o proposte di legge, che in qualche modo servono per imbavagliare e ostacolare la Rete, in particolare la parte più sana, ovvero quella che racconta e commenta i fatti, attraverso i Blog e i siti d'informazione libera e indipendente.

E' una vera isteria non di massa, una pandemia che colpisce soltanto chi vive grazie ai privilegi e gli sfarzi del sistema politico/mediatico direbbe Piero Angela. E' come essere invitati ad un ballo in un Castello da un Re o un Principe ricchissimo, e per quanti non ottengano l'invito, ecco cadere la scure che porta ad essere paragonato a un delerito, un diseredato, un soggetto che per Legge non è capace di intendere e volere, un soggetto pericoloso che non può entrare a palazzo.

Più il soggetto parla e si agita, e riesce ad ottenere consenso tra la gente, più ottiene maggiori restrizioni, costi e sanzioni. Naturalmente queste ultime nel silenzio assoluto dei media, tutt'al più qualche trafiletto sui giornali, tanto per far avere 5 minuti di gloria al politico di turno, che ci spiegherà quando siano buone e sensate i cavilli che si sono apportati per far tacere questi insolenti che non si piegano ai loro voleri. Una situazione insostenibile che bisogna cercare di divulgare via internet alle altre nazioni, sperando che il buon senso, specie quello civico e democratico, che non manca certo oltre il nostro confine, possa aiutarci.

Questi sono i motivi che mi ha fatto prendere la decisione di condividere e diffondere un bella iniziativa, lanciata in Rete da 2 giornalisti che stimo e che leggo sempre attraverso i loro Blog: Mr. President, help internet in Italy - un'idea di Claudio Messora e Enzo di Frenna

Io voglio vivere in una Nazione dove:
  • Nessun Sito o Blog può essere censurato o minacciato di chiusura, soltanto perché ritenuto colpevole di esserci all'interno qualcosa che al politico di turno non piace. Questo vale anche per i Gruppi di Facebook (ovviamente rimane, ed è giusto, a seconda del caso il reato di diffamazione);
  • Il Presidente della mia Nazione (qualunque esso sia) quando parla in Rete, ad esempio suYoutube, non disabiliti i commenti di chi vede il video (perché tutti i cittadini italiani abbiamo il diritto di esporre il nostro pensiero, con educazione certo);
  • Tutti i cittadini italiani possano ricevere se vogliono, attraverso i Social Network Twitter o Facebook, giorno per giorno, i resoconti sul lavoro svolto di ciascun Parlamentare.
  • Tutti i Parlamentari, e in particolare tutti i Ministri, abbiano un Blog in Rete per discutere del loro operato assieme ai cittadini, senza anche qua disabilitare i commenti;
  • Internet e la Banda Larga venga portata finalmente nelle case di tutti gli Italiani, e che questo sia sancito con un Atto Costituzionale;
  • Tutti gli Italiani possano avere libero accesso alla Rete e, se vogliono, possono informarsi tranquillamente in Rete, abbandonando finalmente gli organi d'informazione tradizionali (giornali e telegiornali), spegnendo finalmente, il più possibile, la televisione (strumento che serve soltanto per drogare le coscienze e dove, grazie un servizio solamente servile e fazioso, l'informazione è lontana anni luce dalla realtà);
per questo io, voi, noi tutti andremo davanti all'ambasciata americana, a piedi nudi, incatenati, battendo i piedi per terra al suono dei tamburi, a passo di schiavo, reggendo tutti insieme un unico enorme striscione:
Mr. President, help internet in Italy



Per approfondire
da Niente Barriere: Chi ha paura della Rete?
di Enzo di Frenna: I Corsari della Rete
da PeaceReporter: I pirati della Rete

10 gennaio 2010

Chi ha paura della Rete?

Oramai è sicuro, e da tanto tempo. In Italia il sistema ha paura della Rete. Dal primo VDay di Beppe Grillo, quando il popolo della Rete è uscito allo scoperto, non passa giorno che in tutti i media tradizionali, ci propinano notizie allarmanti sull'uso e sul pericolo di internet. Tutti ad oscurare i benefici che potrebbe portare, e lo porta di sicuro, un buon uso della Rete nella vita di tutti i giorni, nella società civile.

Le parole d'ordine sono CONTROLLARE, REGOLAMENTARE e RIMUOVERE ogni piccola parola, o commento, che possa disturbare la quiete e i sogni dorati dei nostri politici, e di tutto il sistema che gira tutto attorno a loro. Tutto questo, stando attenti a non pronunciare la scomodissima parola che si chiama CENSURA.

Di strada in questo campo ne è stata fatta tantissima. Facciamo un piccolo riepilogo.
Incominciamo col Decreto Pisanu, che ha chiuso i rubinetti per l'uso pubblico della Rete in Italia; per passare poi al tentativo del sottosegretario del Governo Prodi, Ricardo Levi, che tentò, non riuscendoci, un primo controllo dei Blogger, attraverso l'obbligo di iscrizione di essi, ad un registro speciale dell'Agcom.

Successivamente ancora un successo per il sistema, solo grazie però alla collaborazione di qualche giudice, che condannò per diffamazione ( usando nella sentenza il termine STAMPA CLANDESTINA ), oscurandone poi il sito del giornalista Carlo Ruta, reo di aver messo in Rete le sue scomodissime inchieste.
Lo spavento e il rumore per questo fatto fù enorme, tanto che ancora oggi tutti i Blogger, e anche io lo faccio, usano inserire la dicitura "questo blog non può dunque considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/01 ....."
In seguito tanti altri tentativi "bipartisan" di bavaglio alla Rete, e concludo, con la ciliegina sulla torta.

Ovvero l'episodio dell'aggressione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ad opera di Massimo Tartaglia a Milano. Dopo questo fatto, tutto il sistema politico e mediatico sputò fango su internet, colpevole secondo loro, di aver minato e armato la mano di Tartaglia... non tralascio le infinite polemiche suscitate per colpa di alcuni idioti, che si son poi messi ad inneggiare a favore di quel gesto su Facebook...
Quel fatto, per fortuna, si concluse con buon senso e le sanzioni, e restrizioni, verso gli utenti di internet, ritornarono nel cassetto, grazie anche alla collaborazione dei provider (facebook in primis).

Ora sembra tutto tranquillo ma ne sono certo, la prossima polemica creata ad hoc non tarderà ad arrivare.... In conclusione di questo post vi faccio vedere il contributo video messo in Rete dall'utente di YouTube robinraz, che ha intervistato sull'argomento il bravissimo Video-Blogger Claudio Messora, gestore del sito Byoblu.


Sono perfettamente d'accordo con Claudio, .... loro non hanno minimamente capito con chi, e con cosa hanno a che fare ....

Buona Domenica a tutti, Ciao!