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21 aprile 2013

Io la bolletta nucleare non la voglio!

Dopo le attività anti-nucleari dei nostri volontari durante il week-end, la protesta parte anche sul web. Scaricate anche voi la bolletta nucleare, scattatevi una foto e caricatela sul nostro gruppo Flickr "La bolletta nucleare non la voglio". Mettiamoci la faccia per dire No al nucleare!


Questa "bolletta nucleare" è quella che l'Enel ci presenterà nel 2020, nel caso si riuscisse a riportare il nucleare in Italia. Enel e Governo devono smetterla di prendere in giro il Paese sostenendo che il nucleare servirà ad abbassare le bollette degli italiani. In realtà le bollette schizzeranno alle stelle proprio come quelle che stiamo diffondendo.
Oltre ai costi per la realizzazione degli impianti bisogna anche tener conto degli accantonamenti per lo smantellamento dei reattori, della copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, dei costi per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio.
Partecipate anche voi alla nostra campagna anti-nucleare in tre semplici passi:

02 maggio 2011

L'Enel respinge le critiche e va avanti sul nucleare

(foto di Un Record Di Firme Per Fermare Il Nucleare PETIZIONE)

Già in passato l'Enel aveva avuto la faccia tosta di negare che le scorie nucleari fossero un grande problema. Ora a distanza di un anno, l'amministratore delegato Fulvio Conti della medesima compagnia, rilancia sul nucleare: "Proseguiamo con il progetto atomico". Una dichiarazione che toglie dunque qualsiasi dubbio sul fatto che l'Enel non voglia minimamente mollare l'osso di questo losco affare miliardario (per loro).

La dichiarazione di Conti è stata fatta ieri durante l'assemblea dei soci. Un'assemblea che si è svolta blindata. Due camionette della polizia, una dei carabinieri e una trentina di addetti alla security, a sorvegliare che tutto di svolgesse senza problemi. Infatti, davanti all'ingresso dove si svolgeva la riunione, erano presenti una cinquantina di attivisti anti-nucleare (Cobas, Greenpeace e alcuni elementi del Comitato Referendario).

Fulvio Conti al termine della riunione si è fermato a parlare con i giornalisti, e rispondendo alle domande è stato molto chiaro quando ha parlato dei problemi energetici dell'Italia, accusando senza mezzi termini  “il pregiudizio ambientalista e l’atarassia amministrativa”. 

Consigliamo a l'Enel per il futuro di farsi uno Stato tutto suo, e di chiamarlo per l'appunto Enel. Cosi finalmente la pianterà di fare il buono e il cattivo tempo, in barba ad uno Stato di Diritto e alla Democrazia espressa dal Popolo.

Quasi quasi ci viene voglia di scrivere di cambiare compagnia elettrica ....

20 aprile 2010

Nucleare, per l'Enel le scorie sono un problema trascurabile



Il nucleare non mi preoccupa. Mi baso sull’esperienza di tanti Paesi che usano da sempre questa fonte, sui fatti scientifici che ne comprovano l’assoluta sicurezza”. Così Fulvio Conti, amministratore delegato dell‘Enel, in un faccia a faccia con Giovanni Minoli per Rai Educational che andrà in onda mercoledì 21 aprile su Rai Due. “Per essere prudenti - sottolinea - la prima centrale sarà in grado di produrre energia diciamo a partire dall’ inizio del 2020“. Per quanto riguarda la localizzazione degli impianti, Conti sottolinea: “aree adatte ce ne sono e comunque teniamo conto che, anche in situazioni di estrema sismicità, come ad esempio in Giappone, è provato che le moderne centrali nucleari vengono costruite con criteri così rigorosi che possono resistere a qualsiasi tipo di scossa. Siamo in presenza di un percorso definito. Ci aspettiamo che l’Agenzia per la sicurezza, elemento fondamentale per portare avanti il programma nucleare italiano, venga costituita entro breve: all’inizio del 2011 arriverà l’approvazione del progetto; nel 2013 l’apertura del cantiere; tra il 2019 e il 2020, l’entrata in esercizio della prima centrale. E conclude: “Da quel momento ogni 18 mesi saremo in condizioni di aprire una nuova centrale. Per essere prudenti questa centrale sarà in grado di produrre energia diciamo a partire dall’inizio del 2020″. Quanto allo smaltimento delle scorie Conti lo definisce un problema “trascurabile. Una centrale come quella che vogliamo fabbricare e costruire qui in Italia - spiega - ci mette sette anni di funzionamento per riempire un container di scorie, di rifiuti potenzialmente radioattivi. E’ un problema assolutamente gestibile“. Mentre sul timore diffuso che le centrali nucleari, nel loro normale funzionamento siano un pericolo per la salute di chi vive vicino, Conti dichiara: “Depositi e centrali sono luoghi molto controllati e sorvegliati; costruiti per non avere alcun impatto sulla salute e sull’ambiente”. (Copyright APCOM)

fonte: 9online

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