Figli allontanati dalla famiglia, i genitori scrivono al ministro


Una battaglia lunga ormai quattro anni per chiedere conto ai Servizi sociali di Parabiago dell’allontanamento coatto dei due figli dal nucleo famigliare. Dal 2009 Ivana Frassetti e il marito stanno lottando contro il Comune per sapere come sia stato possibile che due ragazzi all’epoca adolescenti — oggi uno di loro ha raggiunto la maggiore età e di anni ne ha 21 — con problemi comportamentali, certo, ma non tali da pregiudicare la loro normale vita in famiglia, siano stati portati via dal Tribunale per i minorenni per essere inseriti all’interno di due comunità protette. Una delle quali addirittura in provincia di Cremona.


L’altroieri, per il padre e la madre è arrivata l’ennesima doccia fredda. La denuncia-esposto presentata alla Procura di Milano — con la quale veniva pesantemente chiamata in causa l’amministrazione municipale, e in primis il sindaco Borghi, per avere, come spiega la mamma, «avallato una relazione scritta a opera dei servizi sociali, nel 2008, che conteneva affermazioni false e utili solo a giustificare l’allontanamento dei ragazzi» — è stata archiviata dal giudice per le indagini preliminari Cristina Mannocci. Accolta, dunque, la richiesta di non procedere avanzata dal pubblico ministero Pietro Forno. La motivazione addotta? «Anche se in quella relazione, che ha poi determinato il provvedimento assunto dal Tribunale, ci fossero delle incongruenze, non sarebbe possibile accusare nessuno di aver commesso un falso ideologico o in atto pubblico».

Spiegazioni che hanno lasciato di stucco i genitori. «Mi basterebbe ricevere un decimo dell’attenzione che i magistrati hanno riservato alle vicende di Berlusconi e Ruby — dice Ivana Frassetti —. Anche qui ci sono di mezzo dei minorenni. Perché le nostre sofferenze li lasciano insensibili? Perché non siamo famosi?». A queste parole ha deciso di far seguire una mossa plateale. Quella di scrivere al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Due pagine di una lettera già arrivata al Ministero in cui sono riassunte sofferenze «e sbagli d’altri pagati sulla nostra pelle». Per chiedere al ministro d’intervenire sui giudici milanesi affinché l’inchiesta venga riaperta. «E avere così giustizia».

Fonte: ImolaOggi

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