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30 agosto 2011

Il Ministro Fazio "Curiamo i malati di Internet" (soprattutto di facebook)




Il ministro Fazio lancia l’allarme sulla dipendenza social network: come la droga o il gioco l’azzardo

Il piano per il nuovo anno sanitario 2011/2013 potrebbe contenere un intervento straordinario per la lotta ad un nuovo tipo di dipendenza, quella da sovraesposizione da internet. Una forma che in casi di abuso porta a ”sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza patologica e perdita di contatti reali”. Con queste parole il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha risposto alla Camera all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Pdl Giorgio Jannone che chiedeva “provvedimenti per aiutare le persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social network e le loro famiglie”.

Dito puntato contro i social network quindi ma non solo. La dipendenza da internet o “internet addiction” è in realtà un termine piuttosto generico che copre una vasta gamma di comportamenti patologici – dalla dipendenza sessuale al cosiddetto “sovraccarico cognitivo”, una forma di sovraesposizione alle migliaia di informazioni presenti nella rete – tutti accomunati però dall’incapacità di staccarsi dal computer.

“La dipendenza da internet – ha continuato il Ministro – si esprime con sintomatologie simili a quelle che si osservano in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive”. Una droga senza sostanza dunque ma con le stesse complicazioni che possono essere provocate dagli stupefacenti. Come uscire da questa malattia dunque? “La cura è sostanzialmente la stessa che si adotta per altri tipi di dipendenza: si ricorre alle strutture socio-riabilitative che trattano i disturbi mentali”.

La realtà però sembra essere più complessa e contraddittoria: esiste infatti un dibattito scientifico al riguardo e che nel nostro paese ha preso piede a partire dalla fine degli anni novanta ed è tuttora oggetto di discussione. Sul ricorso al “trattamento farmacologico” ad esempio – definito nel testo dell’interrogazione per sottolineare la possibilità di contrarre vere e proprie forme depressive – il parere del mondo scientifico non è unanime. Molti studiosi infatti non ritengono che la dipendenza da internet possa essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico ma un sintomo psicologico.

Le dimensioni di questo fenomeno sono state definite “allarmanti” dal titolare della Sanità che ha quindi annunciato “azioni concrete e mirate, per ridurre il rischio di dipendenza da web soprattutto nella popolazione giovanile” che potrebbero essere inserite già nel piano del nuovo anno sanitario in fase di adozione. L’iniziativa in realtà non sarebbe una novità visto che alcune strutture ospedaliere locali si sono già dotate da qualche anno di osservatori specializzati nello studio delle nuove dipendenze. Da novembre 2009 all’Ospedale Policlinico Gemelli di Roma è stato aperto il primo ambulatorio ospedaliero specializzato nella dipendenza da Internet e la regione Lazio ha finanziato con quasi un milione di euro un’apposita campagna di prevenzione inserita nel bando per la lotta alla droga 2010/2012.

E chissà, forse e stato proprio per tutelarne la salute e dare il buon esempio che la stessa regione un anno fa ha vietato di utilizzare di facebook a tutti i tremila dipendenti con precisa circolare della presidentessa Polverini. Lei però sulla sua pagina ha oltre 12mila amici.

di CARLO DI FOGGIA
05 agosto 2011

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito:   http://www3.lastampa.it/

18 maggio 2011

SM e CCSVI, ecco i motivi della nostra protesta! Roma, 31 Maggio 2011

In queste ore ci è giunto un appello che non esitiamo a pubblicare. Gli ammalati di Sclerosi Multipla e CCSVI sono stanchi. Sono stanchi di essere presi in giro, in primis da quelle persone o istituzioni che invece dovrebbero tutelarli. Una situazione inammissibile, che ha portato tanta gente a dire basta e a mobilitarsi, scendendo in Piazza. Lo faranno in tanti, Martedì 31 Maggio 2011 a Roma, per chiedere risposte chiare a chi di dovere.
Siamo con Voi e rimaniamo a vostra più completa disposizione.
Non mollate!
Grazie Stefania!

(La Sclerosi Multipla si può fermare con un piccolo intervento, informati ccsvi-sm.org)

Caro mondo di mondo questo messaggio è per voi !!….c'è un mondo parallelo al vostro: chiamato SCLEROSI MULTIPLA. . . NOI MALATI ….Viviamo INSIEME A VOI. . . c'è chi sta bene e chi NO....c'è chi cammina e chi non riesce neanche a respirare . . . .
Siamo stanchi.. vedendo che il nostro URLO non viene ascoltato dalle Istituzioni . Abbiamo deciso di chiedere il vostro AIUTO anche se, da diversi mesi avete contribuito anche voi alla diffusione di notizie e informazioni condividendo tutto ciò che veniva pubblicato mettendo a conoscenza tanti malati e non, della scoperta del PROF.ZAMBONI la CCSVI nella SM  (La CCSVI consiste nel restringimento di alcune vene del collo e del torace che hanno la funzione di drenare il sangue dal cervello al cuore.Questa malattia si associa altamente con la sclerosi multipla e in Italia si sta avviando uno studio per valutare se aprendo queste vene il decorso della sclerosi multipla cambia. Da uno studio pilota compiuto fra il 2007 e il 2009, i cui esiti vengono aggiornati tutt'ora, si è visto che gran parte dei pazienti trattati ha avuto un beneficio nella qualità della vita e nella riduzione ) ..chiediamo solo di fare delle fotocopie di questo messaggio e lasciarle dove volete,nel vostro condominio al ristorante al bar in ufficio dalla fioraia in palestra a scuola sopra le panchine dei giardinetti nella buca dei vicini in qualsiasi posto riterrete opportuno. Tutti devono sapere che c'è una speranza ... Le nostre Istituzioni devono permettere a tutti i malati di SM di fare tramite il SSN  I malati di sclerosi multipla non possono e non vogliono aspettare!

Ormai da mesi in Italia è NON possibile effettuare QUASI PIU' la diagnosi Eco-Color-Doppler per la CCSVI E  LA PTA E' FERMA, via SSN in pochi Ospedali pubblici e a pagamento presso alcuni centri privati PERCHE' IL MINISTRO FAZIO ha :

  • il 27 ottobre 2010 il Ministero ha inviato una nota alle Regioni con la quale consentiva, sotto la responsabilità del medico, di erogare le prestazioni per diagnosticare e correggere le anomalie della CCSVI;
  • il 4 marzo 2011 lo stesso  Ministero della Salute ha inoltrato una circolare alle Regioni, con la quale esprime un nuovo parere del Consiglio Superiore di Sanità, questa volta molto restrittivo, riguardo alla diagnosi e alla cura della CCSVI, sia in ambito pubblico che privato, riportando di fatto la situazione al tempo dei viaggi della speranza  all'estero;
  • a seguito della suddetta circolare il 4 aprile 2011 la SIAPAV, Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare, ha preso autorevolmente posizione di dissenso  riguardo alla circolare del 4 marzo, con una lettera aperta al Ministro;
  • che i diretti interessati in quanto malati di sclerosi multipla, loro familiari e conoscenti, sottoscrivono in pieno il contenuto della lettera indirizzata dalla SIAPAV  al Consiglio Superiore di Sanità;
  • che noi malati di sclerosi multipla non possosiamo e non vogliamo più aspettare;
  • che chiediamo di ripristinare la posizione esplicitata nella nota del Ministero agli Assessori Regionali alla Sanità del 27 ottobre 2010 che consentiva, sotto la responsabilità del medico, di erogare le prestazioni per diagnosticare e correggere le anomalie
  • che vogliamo anche ribadire, in accordo con quanto espresso dalla Società di Angiologia e Patologia Vascolare e più volte richiesto dall'Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla,  che tale posizione sia integrata dall’individuazione da parte di Ministero e Regioni e nell’ambito della sanità pubblica di strutture idonee a soddisfare le esigenze diagnostiche e terapeutiche dei pazienti, anche al di fuori di studi randomizzati.
E PER QUESTO SCENDIAMO IN CAMPO...
TUTTI A ROMA A MANIFESTARE PER UN NOSTRO DIRITTO
IL DIRITTO DI CURA, ART.32, CHIDENDO:
  1. È la Commissione al corrente dello studio del prof. Zamboni?
  2. Nell’ambito del Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, soltanto due progetti sono stati finanziati per circa 6 milioni di euro. Può la Commissione dire se il progetto Brave Dreams potrebbe essere ammissibile?
  3. Può la Commissione elencare tutti i centri italiani dove si svolge la sperimentazione della cura con fondi europei, pubblici o privati dato che il ministero italiano non è stato in grado di rispondere su questo?
  4. ECD SUBITO IN OGNI OSPEDALE QUALIFICATO
  5. PTA SUBITO IN OGNI OSPEDALE QUALIFICATO

Stefania Ajò M.