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21 maggio 2013
Save the Children, “Allarme infanzia” in Italia: bambini privati del loro futuro
12 maggio 2013
Congo, il posto peggiore dove nascere ed essere madri
Lo afferma l'ultimo rapporto di Save The Children. Ogni anno quasi 3 milioni di bambini muoiono entro il primo mese di vita nella maggior parte dei casi per cause prevenibili.
21 novembre 2011
I bambini dimenticati. Cinque milioni senza cure
Presentato ieri a Roma da Save the children il rapporto Accesso vietato. L’allarme della Ong in occasione del rilancio della campagna “Every One” per dire basta alla mortalità infantile.
Una intera fase della vita, quella in cui si è più indifesi e vulnerabili dal punto di vista della salute, senza mai vedere un medico. Una sorte tremenda che colpisce nel mondo 350 milioni di bambini. Tanti sono quelli che nel corso dei loro primi cinque anni non verranno mai visitati da un operatore sanitario, sia esso dottore, infermiere oppure operatore di comunità. La denuncia circostanziata emerge dal rapporto Accesso vietato - Perché la grave carenza degli operatori sanitari ostacola il diritto alla salute dei bambini, presentato ieri a Roma da Save the children in occasione del rilancio della campagna “Every One” per dire basta alla mortalità infantile. Ogni anno, sottolinea l’Ong, quasi otto milioni di persone muoiono prima di compiere i cinque anni.
Le responsabilità di questo eccidio ricadono derivano soprattutto da complicazioni post parto (21 per cento), polmonite (18), malaria (16) o diarrea (15), a cui si aggiunge l’impatto della malnutrizione, concausa di un terzo dei decessi infantili, e delle emergenze umanitarie. Secondo Save the children, dove ci sono pochi operatori sanitari un bambino rischia cinque volte di più di perdere la vita prima di aver compiuto cinque anni. Non meno drammatico è il quadro del fenomeno in generale. «Un miliardo di persone non vedono un operatore sanitario nel corso della loro vita», denuncia il presidente, Claudio Tesauro. Per questo servirebbero 3,5 milioni di operatori in più di quelli attualmente impegnati sul campo, incluse 350 mila ostetriche.
Se solo ci fossero queste ultime, osserva il numero uno della Ong, «1,3 milioni di neonati potrebbero essere salvati». Per assicurare un’assistenza sanitaria di base, si stima che occorrano 23 operatori sanitari ogni 10mila persone, ma 61 paesi, di cui solo 41 in Africa, sono al di sotto di questa soglia. La maglia nera per numero di operatori e per l’impatto che questi hanno sull’assistenza ai bambini va al Ciad e alla Somalia. Brillano invece Svizzera, Finlandia, Irlanda e Norvegia. In Somalia ci sono 1,5 operatori ogni 10mila persone, in Norvegia 188 (uno ogni 53 abitanti). In Guinea, Somalia e Niger il rapporto è rispettivamente di un operatore ogni 7.143, 6.667 e 6.250 abitanti. Un quarto del peso delle malattie mondiali grava sull’Africa, ma sul continente, conclude Save the children, lavora solo il tre per cento dei dottori, delle infermiere e delle ostetriche del mondo.
Federico Tulli
06 dicembre 2010
I nomi più diffusi in Italia
L'indagine diffusa dall'ISTAT "Natalità e Fecondità" conferma l’Atlante dell’infanzia, presentato da Save the Children, e rivela dati precisi sulla diffusione dei nomi nel nostro paese. Questa classifica porta ai primi trenta nomi più frequenti in Italia e vede al primo posto, per quanto riguarda i bambini, il nome di Francesco soprattutto nelle regioni centro meridionali e Alessandro nel Nord Italia. Il nome Matteo è il più diffuso in tre regioni del Nord, e cioé Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia. In Campania e Sicilia continuano ad amare nomi come Antonio e Giuseppe, che si confermano al quarto e quinto posto della classifica nazionale. Tra le bambine il primato che va a Giulia, che si impone in ben nove regioni, seguita a breve distanza da Sofia che ne conquista altre cinque. Martina, Francesca e Sara sono nomi presenti maggiormente nelle regioni centrali e meridionali. In questa ricerca molto interessanti sono i dati che riguardano le preferenze anagrafiche dei bambini nati da genitori stranieri. L’elemento che risulta subito evidente è che si confermano gli stessi nomi di papà e mamma italiani. Giulia e Sofia con l’aggiunta di Alessia per le femmine, Matteo e Alessandro per i maschietti. Tra i nomi di origine straniera molto diffusi sono Aya, Adam, Mohammed, Rayan, Omar, Cristian, Kevin e Youssef. Sono questi simboli di un’integrazione maggiore anche in Italia. Per i quanto riguarda i nomi scelti dai genitori per i loro figli nomi come Edoardo, Nicolò e Giacomo, per i maschi, stanno avendo in questi ultimi anni una brusca battuta d’arresto, cosi come Valentina, Marta e Nicole per le bambine.
un saluto da Ray
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