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19 aprile 2013

Più a rischio chi fuma appena sveglio

I livelli di sostanze cancerogene sono più elevati in chi si accende la prima sigaretta entro la prima ora dal risveglio
MILANO - Fumare immediatamente dopo il risveglio aumenta l’esposizione ai carcinogeni presenti nel tabacco. La dimostrazione arriva da uno studio della Penn State University, pubblicato recentemente sulla rivista Cancer, Epidemiology, Biomarkers and Prevention, che ha valutato i dati di circa duemila fumatori americani. I ricercatori hanno analizzato i livelli nelle urine di biomarcatori specifici della presenza di carcinogeni dovuti al tabacco e hanno così scoperto che il tasso di sostanze nocive in chi fuma entro i primi cinque minuti da quando si sveglia è doppio rispetto chi aspetta almeno un’ora. Oltre ad essere un valido indicatore del livello di dipendenza da nicotina, il momento della prima sigaretta appare dunque, secondo gli studiosi, come il secondo indicatore di "nocività" del fumo subito dopo il numero di sigarette fumate nell’arco della giornata. E, come dimostrato da altri studi, accendersi la sigaretta subito dopo il risveglio aumenta anche il rischio di ammalarsi di tumore alla bocca e ai polmoni.

17 gennaio 2012

Una vita “in fumo”: più felici se si smette

Che smettere di fumare abbia positivi effetti sulla salute è cosa nota, ma che abbia anche benefici riflessi anche sulla qualità della vita è una novità recente. Uno studio americano, condotto da Megan E. Piper, dell’Università del Wisconsin, esperta nel curare le persone affette da tabagismo, e dal suo team,  ha dimostrato, dati alla mano, che chi smette di fumare ha, infatti, una vita migliore.

Lo scopo dello studio è stato quello di indagare le relazioni tra benessere psicologico percepito e l’abbandono della sigaretta, analizzando lo stato mentale di oltre 1.500 persone che hanno partecipato alla  ricerca. Durante il percorso di cura e dopo aver raggiunto l’obiettivo di dare l’addio definitivo al tabacco, sono stati somministrati appositi questionari, come il QOLI, il Quality of Life Inventory, che misura alcuni parametri quali lo stato di salute auto-percepito, la filosofia e lo standard della propria vita, la qualità delle proprie relazioni, sia amicali che sentimentali. La compilazione dei questionari è continuata fino a tre anni dal raggiungimento dell’obiettivo.

I dati raccolti dimostrano che gli ex fumatori percepiscono una maggiore qualità della propria vita e una maggiore pienezza della stessa rispetto ai fumatori, ottenendo un punteggio superiore nei campi della salute, delle relazioni con i propri cari e delle emozioni positive.

Questo studio, che per la prima volta mette in evidenza l’importante correlazione tra abbandono del tabagismo e benessere della vita, potrà essere molto importante per motivare maggiormente chi desidera smettere di fumare. Secondo quanto affermato da Megan Piper, infatti, spesso i fumatori ritengono che abbandonare il pericoloso vizio del fumo possa ridurre significativamente la qualità della propria vita, cioè ritengono che “sconvolga la routine, interferisca con le relazioni  e che la cessazione li privi di una strategia per affrontare fattori come lo stress. I nostri risultati suggeriscono che, nel lungo termine, le persone sono più felici e soddisfatte della loro vita se smettono di fumare, rispetto a quelle che non lo fanno”.

I risultati della ricerca sono pubblicati sulla rivista online Annals of Behavioral Medicine.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.buonenotizie.it/

16 dicembre 2011

Leucemia: aumenta il rischio per i bambini se il padre è un fumatore


I bambini che al momento del concepimento avevano un padre fumatore sono più a rischio di altri nello sviluppo della leucemia. A dirlo è una ricerca australiana che ha stimato come un padre con questo vizio aumenti del 15% la possibilità di far contrarre questa malattia al figlio.
La ricerca, pubblicata sul Journal of Epidemiology, ha preso in esame 300 bambini affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) e le loro famiglie. Questa tipologia è il cancro infantile più diffuso ma è comunque ancora raro: colpisce dai 3 ai 5 bambini ogni 100 mila. Facendo un incrocio tra i dati delle famiglie con bambini malati e quelle con bambini sani, circa 800, è stato messo in evidenza che le abitudini della madre non influenzano la propensione verso questa leucemia.
Lo stile di vita del padre invece è determinante: i figli con padri che al momento del loro concepimento fumavano almeno 20 sigarette al giorno, avevano il 44% in più di possibilità di contrarre la malattia. Non si può quindi escludere che il fumo e le sue sostanze tossiche provochino danni anche alle cellule che producono lo sperma. Non si può tuttavia ancora parlare di un legame certo, ma è anche vero che i dati sottolineano un possibile fattore di rischio proprio nel vizio del fumo del padre.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://attualita.tuttogratis.it/

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29 giugno 2011

Gli ex fumatori sono irresistibili.



L’Unione Europea lancia una nuova campagna antifumo: “Gli ex fumatori sono irresistibili”. Questo il titolo del progetto triennale che costerà 16 milioni di euro solo per il primo anno. Obiettivo: aiutare gli ex tabagisti a non ricadere nella trappola e i più giovani a non iniziare. Nel mirino anche i nuovi prodotti come le "sigarette senza fumo", gli aromi aggiunti e la pubblicità.

L’Unione europea lancia la nuova campagna anti-fumo. Obiettivo: aiutare gli ex fumatori a non ricadere nella trappola della sigaretta e i più giovani a non accenderla mai. Nel mirino anche i nuovi prodotti come le “sigarette senza fumo” in vendita sugli aeroplani, gli aromi aggiunti al tabacco e la pubblicità.

La Commissione europea non ha dubbi: “Gli ex fumatori sono irresistibili”. Questo è il titolo dell’ambiziosa campagna triennale portata avanti con un budget di 16 milioni di euro solo per il primo anno, che vuole assestare un duro colpo al fumo in Europa.

Le cifre. Secondo le statistiche della Commissione, circa 650mila cittadini europei muoiono ogni anno a causa del fumo sia attiva che passivo. Sempre secondo Bruxelles, circa 80mila adulti, compresi quasi 20mila non fumatori, sono morti solo nel 2002 (quando gli stati membri erano 15), a causa delle malattie dovute a un’esposizione al fumo a casa o sul luogo di lavoro. Soltanto in Italia, secondo il Centro Antifumo del Dipartimento di Pneumologia dell’Ospedale Sacco di Milano, il fumo coinvolge 11 milioni di cittadini e provoca 85mila morti l’anno.

Oggi nei 27 paesi appartenenti all’Unione circa 13 milioni di persone soffrono di una o più delle principali categorie di malattie associate al fumo (bronchiti, malattie polmonari croniche, infarto, cardiopatie, ostruzioni arteriose alle gambe, asma, cancri del polmone).

La legislazione. Il divieto totale di fumare in tutti i luoghi pubblici chiusi e nei luoghi di lavoro, compresi i bar e i ristoranti, è in vigore in Irlanda, Regno Unito, Grecia, Spagna e Ungheria. Italia, Svezia, Malta, Lettonia, Finlandia, Slovenia, Francia, Paesi Bassi, Cipro e Polonia hanno introdotto una legislazione relativa ad ambienti liberi da fumo che consente però di fumare in appositi ambienti circoscritti.

La campagna anti-fumo dell’Ue ruota attorno a una piattaforma online chiamata “iCoach”, disponibile in tutte le lingue dell’Unione, che suggerisce le varie tappe da seguire per smettere di fumare o per non ricascare nel vizio. E a dare l’esempio saranno proprio i dipendenti dell’Unione europea, invitati “caldamente” a seguire la campagna anti-fumo. La Direttrice generale del dipartimento salute della Commissione, l’italiana Paola Testori Coggi, è stata chiara: “Chiederò a tutti i miei funzionari di registrarsi all’iCoach e spero che anche gli altri dipartimenti facciano lo stesso”.

Ma non è finita qui. La nuova campagna europea si propone di allargare le maglie della legislazione sul tabacco anche alle sigarette non tradizionali, come quelle “elettroniche” in vendita sugli aerei e sulle quali si sa ancora troppo poco. E poi ci vuole più chiarezza sugli additivi aggiunti al tabacco stesso (che secondo alcuni studi favorirebbero la dipendenza), il confezionamento, la pubblicità e le modalità di vendita delle sigarette.

Testimonial indiretto della campagna è proprio il commissario europeo alla salute, il maltese John Dalli, anch’egli ex fumatore. “Posso dire per esperienza diretta che sto molto meglio adesso che non fumo più. Ho deciso di smettere quando sono stato nominato ministro a Malta, sapevo che questo mi avrebbe aiutato a lavorare meglio. La parte più dura sono le prime due settimane, poi diventa più facile”. Anche secondo Dalli è fondamentale che l’Ue allarghi la legislazione sul tabacco a settori oggi in espansione e inadeguatamente regolamentati, come la pubblicità e le modalità di vendita. Ma su questo versante, la resistenza delle lobby del tabacco si annuncia durissima.

Fonte Il Fatto Quotidiano

06 agosto 2010

Marevivo, il 7 e l’8 agosto 2010 rinnova la guerra ai mozziconi di sigaretta


Anche quest'anno Marevivo rinnova l’appuntamento con la campagna di sensibilizzazione contro i mozziconi di sigarette lasciati sulle spiagge italiane: un vero atto di inciviltà e di maleducazione. Pensate che i mozziconi di sigaretta, con il loro contenuto di catrame e nicotina, impiegano da uno a cinque anni per degradarsi interamente. Gli esperti hanno calcolato che solo con le cicche si arriva al 37 per cento dei rifiuti raccolti sulle spiagge e nelle acque del Mar Mediterraneo, una cifra pazzesca.

Per cercare di sensibilizzare i bagnanti che hanno questa brutta abitudine, il 7 e l’8 agosto in 250 spiagge italiane verranno offerti oltre 80mila posacenere tascabili nell'ambito della campagna intitolata "Ma il mare non vale una ciccca?". La consegna dei posacenere tascabili sarà l'occasione di rilasciare alla gente anche del materiale informativo come un pratico opuscolo informativo.

Secondo i promotori dell’iniziativa, gli “smoke point” rappresentano «una risposta ecologica tangibile ad un tipo di rifiuto minuscolo, ma che occupa un posto alto nella graduatoria di quelli che si moltiplicano rapidamento sul territorio». Il “gettasigarette” è dotato inoltre di un apposito “bollino rosso” che avverte quando il contenitore è pieno e deve essere svuotato.

Altre informazioni sull'iniziativa sul sito di Marevivo cliccando il link http://www.marevivo.it/comunicati_archivio.php?ID=147