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27 settembre 2011

L'uranio impoverito, il nuovo killer di massa


A cura di Federico Dal Cortivo

Con il primo bombardamento nucleare della storia effettuato nel 1945 dagli Stati Uniti sul Giappone, l’umanità è stata catapultata nell’era delle armi nucleari ,mettendo così a disposizione degli arsenali delle principali potenze un qualcosa che mai in precedenza si era visto nella storia militare, un arma capace di cancellare intere città e rendere invivibili vaste aree del pianeta a causa degli effetti collaterali della radioattività.

In precedenza altre armi, che oggi si suole chiamare  con il termine di “distruttive di massa” erano stata utilizzate sui campi di battaglia e mi riferisco alle “armi chimiche” utilizzate su larga scala per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale in Europa e che si sono evolute fino ad arrivare ai letali “gas nervini” e poi le armi batteriologiche già note fin dai tempi dell’antichità, dove si buttavano carogne di animali morti oltre le mura di città assediate per causare epidemie, oggi con l’aggressione alla Serbia nel 1999 da parte degli Usa e Nato, sono stati sparsi sul terreno coltivato parassiti al fine di distruggere i raccolti o agenti inquinanti per colpire le falde acquifere.

Ebbene se oramai si da per scontato che nel novero delle “armi distruttive di massa” entrino le bombe nucleare, i gas, i batteri e parassiti, credo sia giunto il momento di inserire un nuovo “killer” che sta mietendo vittime sia tra i militari che tra i civili e che può ben essere considerato “un arma distruttiva di massa”, mi riferisco all’Uranio Impoverito, contenuto nel munizionamento moderno di mezzi corazzati, degli aerei da attacco al suolo, nelle bombe perforanti e nei missili da crociera e che ha fatto la sua comparsa nei teatri operativi bellici a partire dalla Prima Guerra del Golfo (Agosto 1990-Febbraio 1991) e poi a seguire in Somalia (Operazione Restore Hope (dicembre 1992 –maggio 1993), Balcani Bosnia e Serbia 1995-1999, Afghanistan Enduring Freedom e per arrivare alla Seconda Guerra del Golfo contro l’Iraq, Libano e Gaza nel 2008 -2009 infine oggi in Libia. Si sospetta che tale uso sia stato fatto anche nell’invasione di Panama nel 1989 a scopo sperimentale.

Oggi a distanza di anni dal primo vero utilizzo massiccio di armi contenenti Uranio Impoverito  possiamo tracciare un primo bilancio delle vittime dirette  e indirette causate dagli effetti collaterali di questa sostanza, che vede tutt’ora i governi che ne fanno uso coprire con una cortina di silenzio qualsiasi notizia che possa mettere in discussione la  composizione dei propri arsenali militari, complice una stampa occidentale spesso al servizio di questi interessi e non della verità.

COS ‘E’ L’URANIO IMPOVERITO:

L’Uranio Impoverito non si trova in natura, ma deriva dallo scarto delle centrali nucleari e industrie di armi atomiche. L’Uranio presente in natura è formato da tre  isotopi : l’U 234 ,l’U-235  e l’U-238, dove il primo è quello più radioattivo e quindi si utilizzerà per produrr energia o armi( l’U 235) mediante separazione  isotopica,mentre gli elementi di scarto di questa lavorazione prenderanno il nome di Uranio Impoverito  l’U 238. Si pensi che solo negli Stati Uniti il materiale di scarto delle centrali è pari a circa 560.000 tonnellate stoccati in tre siti nel Kentucky, Ohio e Tennessee. L’Isotopo U 238 ha una vita di almeno 2,5 miliardi di anni.

La radioattività dell’Uranio Impoverito è considerata di basso livello, ma come vedremo di seguito la sua pericolosità è dovuta principalmente alla sua tossicità chimica, oramai accertata.

PERCHE’ VIENE UTILIZZATO IN CAMPO MILITARE?

Il suo utilizzo (anche in campo civile come per schermatura in apparecchi radiologici medici dove il suo pericolo è nullo perchè non soggetto ad esplosioni), è dovuta principalmente alla sua alta densità e basso costo. Principali produttori Stati Uniti-Francia e Gran Bretagna.

Il motivo del suo impiego di questo materiale delle,trae origine nel 1970, in piena Guerra Fredda, tra la Usa-Nato e il Unione Sovietica -Patto di Varsavia. Alla fine degli anni 50 si utilizzava come materiale principale per i proiettili perforanti  il carburo di tungsteno. Ma i sovietici stavano mettendo a punto nuove corazza spaziate che non potevano essere perforate, così l’industria bellica Usa  procedette a nuovi studi dai quali scaturì che l’UI poteva essere il materiale più adatto per perforare i mezzi corazzati avversari.

Furono messi in campo vari tipi di proiettili sperimentali e successivamente anche l’Us Air Force (con il famoso cannone Gau 8 da 30 mm dell’attuale caccia bombardiere (A 10) e l’Us Navy (con il sistema  Phalanx ) provarono munizionamento con UI.

Le sue applicazioni  militari:

Ci sono attualmente 15 -17 Nazioni che utilizzano armi contenente UI tra le quali ad esempio Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Israele, Egitto, Russia, Corea del Sud, Taiwan, ecc,  grandi produttori, come gli Stati Uniti, ma anche la  Cina o la Russia, potrebbero facilmente diventare uno dei principali distributori di munizioni all'uranio impoverito alle altre forze armate importanti nel prossimo futuro.

Proiettili ad alta energia cinetica che vengono sparati dai mezzi corazzati , munizioni denominate comunemente APFSDS da 105mm -120 mm (proiettile perforante stabilizzato da alette ad abbandono d’involucro) che è formato da un penetratore all’UI del peso di  4,76 Kg, che può essere legato anche con altri metalli come molibdeno e titanio. Questo  penetra nella corazza del mezzo avversario incendiandosi essendo molto pirofilo, raggiungendo in pochi secondi una temperatura di circa 3000°, distruggendo tutto all’interno del carro armato e provocando la morte dell’equipaggio e la sua esplosione.

Anche munizionamento da 30 (304 grammi) -25 (150 grammi) -20 mm (68 grammi) può contenere UI, come quello utilizzato dal cannone M 230 dell’elicottero da combattimento Apache- su M3 Bradley veicolo da combattimento per la fanteria-Carri armati M1A1 Abrams e M60A3

Le bombe a guida laser come le GBU 28 dette Bunker Buster concepite per colpire bersagli interrati fortemente protetti, le GBU 24 o la BLU BOMB 109.( Usa)

Le BLU 107 per la distruzione di strade e piste ( Francia)

AEREI: L’aereo più conosciuto che ha utilizzato munizionamento all’UI è sicuramente  il Republic A10 Thunderlbolt II, aereo concepito espressamente per l’attacco al suolo e la distruzione  di veicoli blindati e corazzati. Un aereo costruito attorno al cannone  a canne rotanti Gau/8 Avenger da 30mm con una cadenza di fuoco di circa 4000 colpi al minuto.

SOTTOMARINI E NAVI: Qui l’utilizzo è fatto con i missili  Cruise come il Tomahawk 109 che possono trasportare fino a 300 kg di UI.

ELICOTTERI DA COMBATTIMENTO

CORAZZE PER CARRI ARMATI: oltre all’impiego come bombe o proiettili, le caratteristiche del UI gli conferiscono la possibilità di aumentare la resistenza delle corazzature spaziate dei moderni carri da combattimento, in uso ad esempio sull’M1A2 Abrams Usa.

MUNIZIONAMENTO LEGGERO: Sono stati prodotto proiettili in calibro 5,56 e 7,62, anche se il loro uso non è stato ancora provato

COSI’ IL DIRITTO INTERNAZIONALE

L'articolo 23 della IV Convenzione di Ginevra recita: "E' proibito impiegare veleni o armi venefiche per uccidere slealmente individui appartenenti al paese o all'esercito nemico o utilizzare armi, proiettili e materiale studiato per causare sofferenze non necessarie". Inoltre il Protocollo di Ginevra del 1925 proibisce esplicitamente "gas velenosi o asfissianti, e tutti i liquidi analoghi, materiali e dispositivi". L'Uranio impoverito  e' un materiale chimicamente velenoso, causa gravi danni genetici, malattie polmonari ai reni, leucemie, cancro al seno, linfoma, tumori ossei e disabilità neurologiche.

GLI EFFETTI DELL’URANIO IMPOVERITO SULL’UOMO E L’AMBIENTE

Cerchiamo ora di capire esattamente cosa e quali sono gli effetti negativi causati dall’Uranio Impoverito sull’Uomo, e di riflesso sugli animali e l’ambiente.

Due sono i pericoli derivanti da contatto o inalazione di polvere di Uranio Impoverito, quella che si sprigiona ad altissima temperatura dopo un esplosione:

Radiologico, il UI emette particelle Alfa.Beta e Gamma. Quelle Alfa sono bloccate da un semplice foglio di carta, quelle beta possono passare la pelle umana e arrivare fino ad una profondità di 1 cm, mentre quelle Gamma passano completamente un corpo umano. Se le radiazioni provocate da un esplosione nucleare sono letali perché entrano velocemente nel corpo, quelle dell’UI sono anch’esse pericolose se entrano in contatto con la pelle, infatti a differenza di quelle Beta e Gamma che sono meno ionizzanti, quelle Alfa hanno un alta energia e i tessuti che le assorbono vedono distrutte gran parte delle cellule.

Chimico, che unito alla carica, sia pur minore rispetto all’Uranio arricchito forma una miscela letale. Se il contatto per lungo tempo con armi contenente Uranio Impoverito o blindature può essere dannoso, è nel momento in cui il proiettile o bomba giunge sul bersaglio che a causa dell’elevato potere piroforico  esplodendo raggiunge temperature elevatissime, disperdendo nell’aria un aerosol micidiale.

UN PASSAGGIO DELLA MIA RECENTE INTERVISTA AL GENERALE DI BRIGATA RIS. FERNANDO TERMENTINI, UNO DEI MASSIMI ESPERTI EUROPEI DI ORDIGNI ESPLOSIVI E BONIFICA CHE HA OPERATO IN SOMALIA E NEI BALCANI

D: Lei parla nei sui studi che più che l’elemento radioattivo in questo tipo di armi, è significativo quello tossico come possibile causa principale di morte, ci può parlare brevemente delle conseguenza ambientali che spesso sono sottaciute,ma che rivestono un importanza non inferiore a quelle dirette sui militari in quanto che colpiscono la popolazione civile .Sulla Serbia tutt’ora permane il silenzio, e poco e nulla trapela sull’Iraq ad esempio,eppure queste due nazione hanno subito attacchi aerei indiscriminati.

Confermo. All’atto dell’impatto sul bersaglio o su qualsiasi altra superficie, un proiettile al DU si polverizza producendo fra l’altro  ossidi di uranio e nanoparticelle di metalli pesanti ad elevata  tossicità chimica. E’ presumibile, anche, che nello stesso momento si abbia la produzione di radiazioni ionizzanti. Inoltre, le proprietà del DU di avere un’elevata autocombustione (pirofilia) fanno sì che all’atto dell’impatto su una superficie metallica il metallo fonde e “sublima” in particelle microscopiche di metalli pesanti molte delle quali raffreddandosi assumono forma sferica. Qualcosa di analogo avviene quando e se proiettili al DU vengono distrutti nelle operazioni di bonifica del territorio mescolati ad altro munizionamento bellico convenzionale. Inoltre, se un proiettile rimane sul suolo integro o solo si frantuma nell’urtare il terreno può spandere frammenti  di varie dimensioni di Uranio Impoverito, microemittenti radioattive, sicuramente di bassissima intensità, ma che comunque a contatto delle falde acquifere o se ingerite da animali potrebbero entrare nella catena alimentare con conseguenze tutte da accertare.

Comunque mi sia concesso un “pensiero ad alta voce”: se la normativa mondiale obbliga particolari procedure per l’eliminazione delle scorie di DU considerandolo materiale inquinante,  PROBABILMENTE SI E’ CERTI CHE  UNA DISPERSIONE INCONDIZIONATA E NON PROTETTA NELL’AMBIENTE POTREBBE ESSERE PERICOLOSA.

Qualcosa si sta muovendo?..Forse…

UN APPELLO INTERNAZIONALE CONTRO L’URANIO IMPOVERITO

Redatto da Ramsey Clark- fondatore dell’International Action Center e già Procuratore Generale Usa e collaboratore del Dipartimento della Giustizia.

Le armi all'uranio impoverito, sono una minaccia inaccettabile per la vita, una violazione del diritto internazionale e un attacco alla dignità umana. Per salvaguardare il futuro dell'umanità, chiediamo un divieto incondizionato internazionali che vietano la ricerca, produzione, collaudo, trasporto, detenzione e uso di uranio impoverito a fini militari. Inoltre, chiediamo l'immediato isolamento e contenimento di tutte le armi a DU e dei rifiuti, la riclassificazione di DU, come una sostanza radioattiva e pericolosa, la bonifica delle attuali aree contaminate da uranio impoverito, e sforzi globali per evitare l'esposizione umana e l’avvio di  cure mediche per coloro che sono stati esposti.

Sempre Clark: Durante la guerra del Golfo, le munizioni e corazze fatte con uranio impoverito sono state utilizzate per la prima volta in una azione militare. Iraq e Kuwait settentrionale vi sono stati una serie di test virtuale per-uranio impoverito -armi. Più di 940.000 proiettili da 30 mm e 14.000  colpi de calibro maggiore DU sono stati consumati nel corso dell'operazione I Guerra Golfo -Desert Storm / Desert Shield." (US Army Environmental Policy Institute)

Queste armi sono state usate in tutto l'Iraq senza alcuna preoccupazione per le conseguenze sanitarie e ambientali del loro utilizzo. Tra 300 e 800 tonnellate di particelle di uranio impoverito e la polvere sono stati sparsi per terra e l'acqua in Kuwait, Arabia Saudita e Iraq. Come risultato, centinaia di migliaia di persone, sia civili che militari, hanno subito le conseguenze dell'esposizione a queste armi radioattive.

Dei 697.000 soldati americani che hanno prestato servizio nel Golfo, più di 90.000 hanno riportato problemi di salute ( altre fonti serbe ci danno dati più impressionanti  con circa 320.000 i morti fino ad oggi). I sintomi includono problemi respiratori, del fegato e disfunzioni renali, perdita di memoria, mal di testa, febbre, bassa pressione sanguigna. Ci sono difetti alla nascita tra i loro figli. Il DU è un sospetto leader di una parte di questi disturbi. Gli effetti sulla popolazione che vive in Iraq sono di gran lunga maggiore. Sotto pressione, il Pentagono è stato costretto a riconoscere la sindrome della guerra del Golfo, ma vi è  ancora ostruzionismo.( come per l’Agente Arancione in Viet Nam).

Le armi a DU sono armi non convenzionali. Essi sono altamente tossiche, e radioattive. Tutte le leggi internazionali sulla guerra hanno cercato di limitare la violenza ai combattenti e  impedire l'uso di armi crudeli . Accordi e convenzioni internazionali hanno cercato di proteggere i civili e non combattenti dal flagello della guerra e mettere fuori legge la distruzione dell'ambiente e l'approvvigionamento alimentare al fine di salvaguardare la vita sulla terra.

Di conseguenza, le armi all'uranio impoverito violano il diritto internazionale a causa della loro crudeltà intrinseca e il non confinato effetto di morte all’istante dell’uso. Essi minacciano le popolazioni civili  per le generazioni a venire.

La Tossicità dell’UI e altri metalli pesanti-Studi italiani-

Ecco cosa ne pensa la Dott.sa Antonietta Gatti responsabile del laboratorio dei biomateriali presso il dipartimento di neuroscienze dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che è ai vertici europei in tema di ricerca sulla nano particelle o nano polveri, che rappresentano attualmente a livello mondiale tra le principali forme d’inquinamento ambientale.

“Inalate o ingerite anche mangiando alimenti contaminati,le nano polveri prodotte dalla guerra e dai poligoni militari di tiro, passano nel sangue, nello sperma."

Alla Prima Commissione d’Inchiesta Parlamentare Italiana la Dott.sa Gatti ha puntato il dito all’UI, non come killer, ma come mandante, ovvero nei tessuti dei soldati morti ad esempio nei Balcani non vi era traccia di radioattività e di UI, ma cosa peggiore vi erano nano particelle composta da tutti gli elementi che si erano fusi durante l’esplosione (3000° per proiettili all’UI), nell’impatto contro le corazze o bunker, con un fenomeno di vaporizzazione istantanea e risolidificazione dei materiali presenti nell’ambiente circostante l’esplosione.

In pratica una miscela di metalli e materiali vari fusi che divengono letali, dall’arsenico,al piombo, dall’uranio al mercurio. Un letale aerosol.

Il progetto di ricerca europeo al quale ha partecipato la dott.sa Gatti, circa la correlazione tra tumori  e nano particelle, ha individuato nel settore militare uno delle  più rischiose causa di nano patologie, dove tracce di metalli pesanti sono state riscontrate negli organismi dei militari reduci dai Balcani e dal Vicino Oriente.

Secondo studi condotti dal Medical Research Centre statunitense, organizzazione indipendente fondata nel 1997, ,quando  un proiettile all’UI colpisce un obiettivo, si sprigiona un finissimo aerosol formato nella maggior parte da ossidi di Uranio,e da particelle di 10 micron, che oltre a essere facilmente inalate, , sono sparse dal vento nell’ambiente circostante  ed anche a notevole distanza( In Puglia regione italiana di fronte ai Balcani, vi fu un aumento dei casi di leucemie proprio in concomitanza con gli attacchi Nato)

TEATRI OPERATIVI

Somalia Operazione Restore Hope 1992 -1993.

Operazione cosiddetta umanitaria , sotto mandato ONU, iniziata nel dicembre 1992  fino al maggio 1993. Nel momento di massimo sforzo vi hanno partecipato 30 mila soldato Usa,insieme a contingenti europei tra cui quello italiano per un massimo di 10 mila uomini.

Qui vi è stato l’uso di Uranio Impoverito da parte delle forze statunitensi , infatti come riporta in Italia l’On Falco Accame già Ufficiale di Marina e ora Presidente dell’Associazione Vittime Arruolati nelle Forza Armate, il Comando Logistico delle Forze Usa diramò una circolare interna nella quale erano previsti dei test sui soldati che avevano operato in Somalia in caso di esposizione prolungato al UI,cosa che invece fu ignorata dal Comando italiano. Emblematico il caso del Maresciallo Mandolini, che era stato capo della scorta del generale Loi comandante del contingente italiano in Somalia, che al ritorno dalle missione si ammalò,si curò a proprie spese in Germania,ma prima che potesse fare delle importanti dichiarazioni, fu assassinato  in circostanze poco chiare nel 1995 a Livorno.

Prima Guerra del Golfo

La prima guerra degli Stati Uniti e dei suoi Alleati contro l’Iraq che va dall’agosto 1990 al febbraio 1991, che vide impegnati circa 500 mila uomini( oltre a 100 mila soldati turchi dispiegati lungo il confine tra Turchia e Iraq) da parte della coalizione messa in piedi dagli Usa contro Saddam Huessein. Nome dell’Operazione nella fase preparativa “Instant Thunder”, poi divenuta “Desert Storm”.

In questa guerra l’uso di proiettili e bombe contenenti Uranio Impoverito fu massiccio (340 tonnellate,poco però rispetto a quello che avverrà nel 2003) e  gli effetti furono devastanti sia sulla popolazione civile irachena, sia sui militari della Coalizione Alleata, da qui venne coniato il termine di “ Sindrome del Golfo”.

Secondo studi condotti dal dott. James Howenstine, che da anni si occupa dello studio del cancro e dei vaccini,e che ha voluto fare una ricerca specifica sugli effetti della cosiddetta “ sindrome del Golfo” ecco alcuni dati: nel solo anno 2000  su un totale di 580.400 soldati impiegati nell’attacco all’Iraq nel 1991, a fronte di soli circa 7000 feriti sul campo, si hanno già 325 mila uomini disabili, ovvero il 56%,mentre già oggi si parla di oltre 320 mila morti.

Nel 2004 l’American Free Press sottolinea a titolo d’esempio che su 20 uomini impegnati in una unità in Iraq (Seconda guerra del Golfo), ben otto avevano sviluppato tumori, ovvero il 40% aveva sviluppato neoplasie in un arco di tempo di 16 mesi appena.

I figli dei veterani: si tace volutamente sulla sorte dei figli dei reduci di questa guerra. 251 soldati originari dello Stato del Mississippi, che prima della guerra avevano avuto figli normali,  hanno avuto nel 60% dei casi dopo il conflitto figli deformi e con gravi danni. Il Dipartimento della Difesa Usa nega la cosa, come per l’agente arancione in Vietnam.

A tal proposito l’allora Senatore  Usa  Paul  Wellstone dello Stato del Minnesota (morto in circostanze sospette in un incidente aereo nel 2002 durante la campagna elettorale - egli votò contro la guerra all’Iraq), rese pubblico il fatto che molti soldati dopo la guerra sono stati ridistribuiti in vari reparti, possibilmente lontani l’uno dall’altro ,in modo da impedire contatti tra di loro e possibili azioni di rivendicazione per i danni subiti.

Balcani- Bosnia-Kosovo -Serbia e Montenegro:

Qui le forze della Nato effettuarono operazioni militari su vasta scala a partire dal 1995, fino all’aggressione alla Serbia nel 1999. La Repubblica Serba fu attaccata nel 1999 con una campagna aerea che durò 78 giorni dal marzo 1999 al giugno 1999. Notevoli fuono i danni alle infrastrutture civili, l’aviazione della Nato colpì in prevalenza obiettivi civili, scuole, ospedali, ponti,ferrovie, fabbriche, utilizzando sia proiettili da 30 mm sparati dagli onnipresenti A 10, sia bombe con Uranio Impoverito.

GLI EFFETTI AMBIENTALI IN SERBIA- Guerra Chimica e Biologica

Nel mio recente viaggio in Serbia mi è stato confermato  da Dragan Mraovic – Ex Console Generale di Jugoslavia a Bari - che tale uso ha prodotto e sta producendo un aumento considerevole del numero delle leucemie tra i civili e militari, ma qui si aggiunge un elemento finora sottaciuto dalla grande stampa, la Serbia subì inoltre anche un attacco BIOLOGICO e Ambientale come vedremo in seguito.

Dei dati interessanti che  mi sono stati forniti sempre  da Dragan Mraovic:

Alla fine della guerra la Nato aveva distrutto ben 58 ponti, 76 fabbriche, 4 aeroporti civili, 2 sedi di televisioni, 17 alberghi, 54 tra chiese e monasteri, 4 cimiteri ortodossi, 31 ospedali, 90 tra scuole e facoltà universitarie di cui 53 scuole elementari, 19 asili, 25 mila abitazioni 15 parchi..oltre a strade, ferrovie, dighe, impianti elettrici, cantieri ecc. Sono state usate  oltre 37 mila bombe a grappolo( sub munizioni contenute in un involucro più grande) , vietate  dalle leggi internazionali e le bombe a sorpresa usate per uccidere i bambini, costruite a forma di giocattolo.

La tragedia dell’Uranio in Serbia:

Il Prof. Slobodan Cikaric, Presidente dell’Unione Serba per la Lotta contro il cancro afferma: Il numero di ammalati di tumore maligno nella Serbia è aumentato di circa 4 volte e mezzo rispetto all’inizio del secolo, basti pensare che solo nel 2005 sono morti 10 mila serbi. Nello stesso anno sono stati registrati circa 31.500 nuovo casi di malati di cancro e tale numero sta ancora crescendo, la causa secondo il prof. Cikaric sono le oltre 15 tonnellate di Uranio Impoverito che nel 1999 sono state lanciate contro la Serbia dalla Nato. Sempre secondo il Prof. Cikaric i malati di leucemia sono aumentati del 20%, ma gli effetti si avranno ancora per molti anni visto che l’uranio si distrugge dopo qualche miliardo di anni.

Il numero dei cancri all’utero è aumentato del 18% e l’età degli ammalati si abbassa con il trascorrere del tempo ed è sempre più alta la percentuale di donne di 30 anni ammalate, con una probabilità di sopravvivenza del 50%.

IL Prof.  Trifko Guzina, ex dirigente della Clinica urologica di Sarajevo dice:Sono un chirurgo esperto, ma non avevo mai visto le combinazioni di tumori maligni su due o tre organi indipendenti dello stesso paziente e nessuno di essi era una metastasi di uno dei tumore i maligni trovati..La causa sicuramente un fattore esterno al corpo…A mio avviso hanno usato anche il Plutonio (anche il Gen.Termentini avanza questo sospetto) sostanza altamente tossica che provoca subito la malignità…Ma a Bruxelles quando ho poetato i miei dati, la Nato non li ha presi in considerazione.

Nel Kosovo e Metohija la situazione più grave è  nella regione di Djakovoica (dove sono  stanziati i soldati italiani..considerati i probabilmente truppe coloniali) e  anche se non si hanno dati precisi  è ragionevole pensare ad una vera è propria catastrofe umanitaria considerando anche l’anclave serba di  Kosovska Mitrovica, dove i tumori sono aumentati del 200%. Tutto ciò è confermato da un grande numero di albanesi del Kosovo Metohija che vengono a curasi negli ospedali di Belgrado, dopo essere stati abbandonati dagli Usa e dall’Arabia Saudita.

Il 30 luglio 1999 , durante un convegno tenuto a Londra sull’UI e il cancro, il biologo sperimentale Roger Coghill, che dirige il Centro ricerche di Gwent in Galles,aveva  accusato il Ministero della Difesa Britannico di nascondere la verità biologica  sui danni dell’UI.

Roger Coghill  in quell’occasione aveva affermato che nelle provincia del Kosovo e  Metohija in Serbia , vi sarebbero stati 10 mila casi  in più di morti causati dal cancro e richiesto che fossero effettuati test radiologici in Serbia  ed esami per valutare la potenzialità della pericolosità dell’UI. L’UI ha colpito non solo la Serbia e i Balcani, ma anche l’Italia e l’Europa,le distanze sono brevi e la contaminazione c’è stata, anche se i governi tacciono. Il livello di radioattività è aumentato in Grecia(aumento del 25%) e Bulgaria( 8 volte maggiori del solito) e Italia, le cui coste distano appena 200 km  dalla ex Jugoslavia.

Guerra Batteriologica e Ambientale

Sempre da fonti serbe.

Lancio di parassiti come ad esempio lumache giganti di colore arancio-bruno che divorano tutto, con lo scopo ben preciso di infliggere danni all’agricoltura e quindi indurre la popolazione a piegarsi, danni che perdurano tutt’ora a distanza di anni.

Il Prof. Milovan Purenovic della divisione di Fisica  della Facoltà di Scienze Matematiche e Naturali di Nis ci dice: “ la Nato ha usato armi chimiche per modificare il clima, e rendere il cielo pulito dalle nuvole, contemporaneamente è aumentata la siccità in questi anni, la quale progredisce invece di diminuire, creando  danni notevoli alla culture”.

ECO - DISASTRO A PANCEVO conseguenze sulla salute della popolazione
Mirjan Nadrljanski, Studente di Medicina

A Pancevo, cittadina a poca distanza dalla capitale Belgrado, si è poi consumato un vero e proprio genocidio chimico. Essendo sede di importanti fabbriche petrolchimiche, Pancevo ha subito attacchi indiscriminati  24 marzo /8 giugno 1999, che hanno causato un ecatombe ambientale senza precedenti. In pochi secondi gli attacchi hanno fatto si che dal complesso petrolchimico si sprigionasse un densa nube tossica dagli effetti letali, una nebbia spessa e grigiastra contenente concentrazioni elevate di idrossido di sodio diossina.-acido cromico-acido nitrico-acido fluoridrico-cloruro di etilene che è paragonato ai gas tossici della Prima Guerra Mondiale come ad esempio il fosgene.

Nella zona sono aumentati i casi di aborti spontanei, difetti nei nascituri, leucemie e tumori vari.

Colpiti soprattutto i bambini perché i loro polmoni non sono ancora completamente sviluppati,respirano più velocemente e stanno di più all’aperto.

Il Danubio

Il Ministero delle Acque, Foreste e Tutela Ambientale della vicina Romania, ha registrato elevate concentrazioni di metalli pesanti tossici: rame, cadmio, piombo e cromo. I livelli di zinco ha raggiunto un picco a 55 volte il livello ammesso.

Afghanistan Enduring Freedom:

Iniziata nell’ottobre 2001 e ancora in corso,parallelamente alla missione ISAF a guida Nato, come risposta agli auto attentati dell’11 settembre 2001 sul suolo statunitense.

Per questi teatro operativo,che vede ogni giorno di più profilarsi lo spettro del Viet Nam per le forze Alleate, si parla di circa 1000 tonnellate di uranio impoverito che s trova disperso sul terreno afghano. I bombardamenti in quota e gli attacchi al suolo hanno visto l’impiego anche qui di bombe e proiettili all’UI.

Seconda Guerra del Golfo-2003-2010

Denominata” Iraqi Freedom” inizia il 20 marzo del 2003 con un massiccio attacco aereo e con missili da crociera Tomahawk.Un rapporto dell’Opinion Research Business del gennaio 2008 stimava in oltre 1 milione i civili uccisi, mentre l’Onu indica in circa 4 milioni gli sfollati.

Cifre impressionanti a cui non è estranea la presenza di Uranio Impoverito nella armi impiegate contro l’Iraq, dove si parla di 2000-3000  tonnellate di questo materiale pensante  presente sul suolo della nazione araba.

LIBANO 2006

L’attacco portato dalle forze sioniste al Libano nell’agosto del 2006 ,provoca gravi danni alla nazione dei cedri,anche se c’è da registrate una prima battuta d’arresto delle forse armate di Tel Aviv che subiscono gravi perdite da parte delle forze di Hezbollah.

In un indagine condotta dal quotidiano Indipendent  nel 2006 si ponevano seri interrogativi sul ritrovamento di tracce chimiche sull’uso di armi con Uranio, nelle zone di guerra di Khiam e At-Tiri, teatri di violenti combattimenti, anche se sempre nello stesso articolo il prof.Chris Bellamy, docente di scienza e dottrina militare lancia l’ipotesi che poteva trattarsi invece di Uranio Arricchito, quello cioè presente negli ordigni nucleari, una sorta di bomba sperimentale,questo nella peggiore delle ipotesi. Israele ovviamente a suo tempo negò tutto. Anche il Programma delle NU sull’ambiente stava indagando in quel periodo sull’uso di munizioni all’UI  e il segretario scientifico di allora rivelò che in alcuni campioni prelevati nel Sud del Libano vi erano presenti tracce di UI, po la cosa si fermò qui…

Gaza-Operazione Piombo Fuso-2008-2009

Durante l’attacco sionista contro Gaza a fine 2008, tutta la stampa Occidentale enfatizzò l’utilizzo da parte di Hamas di qualche missile Kassan, arma artigianale e  rozza, tacendo sulle bombe a guida laser GBU 39 con penetratore all’Uranio fornite dagli Usa all’aviazione di Tel Aviv.

Tzahal ne fece un uso indiscriminato, assieme al fosforo bianco e alle nuove bombe DIME-Dense Inert Metal Explosive, quelle che si frantumano a  1 metro  da terra e sprigionano una nube di polvere di tungsteno,che frantuma ogni ostacolo al suo passaggio, lasciando però intatti gli edifici. Particelle che sono con ogni probabilità cancerogene.

LIBIA

E’ oramai sicuro l’uso di bombe e proiettili contenenti UI oggi nell’attacco contro la Libia da parte di Francia-Gran Bretagna e Usa con il sostegno NATO. Il Ministro della difesa britannico Liam Fox ha dichiarato che gli Alleati sono liberi di usare , se lo decideranno, armi all’UI.Il quale ha ribadito che attualmente non vi sono espressi divieti internazionali o in base al Diritto umanitario. Anche gli Usa,pur negando l’utilizzo di armi al Du , si riserva la facoltà di poterle usare. Nel frattempo, il giornalista della emittente  venezuelana Radio del Sur, Bassen Tajeldine, ha riportato la notizie che  una squadra scientifica sarebbe in Libia per indagare  sui livelli di radiazioni presenti nelle zone bombardate..Oggi sappiamo che i bombardamenti indiscriminati continuano con aerei e elicotteri

CONCLUSIONE

Il bilancio come abbiamo visto è tragico e anche se la maggior parte dei mass media tacciono e i governi interessati fanno di tutto per metter il bavaglio ai militari colpiti, alle famiglie  e ai civili, la verità si sta facendo strada a piccoli passi. Credo che sia importante qui oggi chiedere la messa al bando di tutte le armi distruttive di massa, includendo l’Ui, che può figurare benissimo tra di essa oramai, senza alcuna ombra di dubbio.

Leggendo  i famoso libro la “Grande scacchiera: la supremazia americana e i suoi obiettivi geostrategici” di Brezinski,politologo e esperto di geopolitica Usa,che vede nel Vicino Oriente uno dei terreni di scontro tra la talassocrazia statunitense e le potenze euroasiatiche sorge il dubbio , così come affermato dal capitano delle Forze Speciali Usa in Viet Nam  John McCarthy ( impegnato da anni nel denunciare i crimini di guerra e le aggressioni compiute dagli Usa), che l’uso massiccio di Ui corrisponda ad una strategia pianificata a tavolino, rendere inospitale un vasto territorio  e colpire per centinaia di anni la sua popolazione.

Fonte Europeanphoenix


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