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11 maggio 2013
M5S contesta la nomina sul «fracking» «Quel professore? Una scelta schierata»
Emilia: l'inchiesta della Regione su trivellazioni e sisma. Contestato l'esperto inglese.
M5s contesta la nomina sul«fracking» «Quel professore? Una scelta schierata»
I grillini:«Styles a favore della fratturazione. Con lui risposta già in tasca».
Geologo indiano dimissionario per il caso marò.
06 maggio 2013
Il fracking anche in Sardegna?
Come detto, non e' da scisti, ma da carbone - tramite questa tecnica del Coal Bed Methane, abbreviato in CBM, e se ne parla da anni, anni, senza che nessuno di noi abbia saputo niente.
Qui ci sono i primi che abbiamo scovato - sono quelli della Independent Resources - che vogliono fare CBM a Ribolla, in provincia di Grosseto. Sono inglesi e hanno sono gli stessi che vogliono trivellare in Emilia per lo stoccaggio di San Felice sul Panaro.
Qui invece ci sono quelli della European Gas Limited - che vogliono tirare fuori il CBM a Siena e a Grosseto. Sono australiani.
Oggi e' la volta del Sulcis.
Infatti, mi sono posta proprio questa domanda, ieri: se vogliono tirare fuori il metano dalle miniere toscane, che faranno alle miniere sarde - ben ricordando che il Sulcis e' stato un tempo la zona mineraria piu' importante d'Italia?
Non a caso Carbonia si chiama cosi!
E voila' - digiti le parole giuste su google.com e tutte le tue domande hanno risposte - CBM anche nel Sulcis!
In questo caso, i signori che propongono di fare fracking per estrarre questo CBM nel Sulcis sono quelli della "CarboSulcis Spa" che sono in possesso della Miniera di Monte Sinni. Ce ne sono diverse di presentazioni simili a quella linkata quassopra.
Ecco qui una delle prime sul destino delle miniere sarde:
Questa presentazione e' del 2007 - gia' da allora offrivono questa bella spiegazione a Cracovia - mica a Cagliari! - sulla possibilita' di estrarre CBM in Sardegna.
Fabrizio Pisanu della CarboSulcis dice
"The most significant project in Italy about exploitation of Coal Bed Methane, is developing in the coal basin of the SW of Sardinia."
"Il principale progetto in Italia per lo sfruttamento del Coal Bed Methane e' lo sviluppo del bacino di carbone nel sud-ovest della Sardegna."
In un altra presentazione del 2004 addirittura un certo Giraldi dell'ENEA dice che per questo progetto del Sulcis vogliono usare una tecnica di ECBM - Enhanced Carbon Bed Methane:
E' scritto nella freccia 1:
Main goals of the project:
"to exploit an ECBM technique throughout the Sulcis Coal Province"
"sfruttare una tecnica ECBM in tutta la provincia carbonifera del Sulcis"
e poi nella freccia 4 parlano di inieizione di anidride carbonica sottoterra e di produzione di metano.
Quindi, gia qui un po di mancanza di rispetto, da come la vedo io. Il Giraldi e il Pisanu, chiunque siano, non possono non sapere che questo CBM (o ECBM dove la E sta per "enhanced") involve pratiche di hydraulic fracturing.
Perche' hanno detto queste cose alle loro belle conferenze in giro per in mondo e non le hanno dette agli italiani? Ai sardi? In Italiano? In modo semplice?
Mistero.
Ecco invece cosa dice una coalizione di NGO-s in giro per il mondo, il 24 Aprile 2012, sul fracking per shale gas, shale oil e coal bed methane
Sono preoccupati degli impatti del fracking da gas di scisti, metano e coal bed methane a causa di effetti sui cambiamenti climatici, il risparmio di energia, l'inquinamento dell'acqua, l'uso di acqua, l'inquinamento dell'aria, del terreno, l'uso del suolo, il rumore, l'attivita' sismica, i danni alla salute delle comunita' e dei lavoratori nell'industria del gas non-convenzionale, gli effetti socio-economici sulle collettivita'.
Bastano?
Ci sono Greenpeace, che tutti conoscono in Italia, ma anche le filiali europee di Friends of the Earth and Food and Water Watch che vanno abbastanza forti qui negli USA.
Mi si dice: ma questi sono solo progetti, sono solo cose "una tantum", e' solo sulla carta. Beh, io dico che e' proprio perche' e' tutto sulla carta e che non ancora siamo nel baratro del fracking e' necessario istruire la gente e vietare queste pratiche - prima che sia troppo tardi!
Dopo non puoi piu' fare granche' - vedi Basilicata.
Sono sicura che oltre a quelli della Toscana e del Sulcis ci sono in giro mille altri che vogliono venire a trivellare l'Italia - i nostri mari, i nostri campi, i nostri parchi, i nostri boschi - e ora anche le nostre miniere!
Nel silenzio generale di una classe politica assolutamente ignorante in materia, incapace di prendere decisioni, di guardare al futuro, di avere coraggio di guardare oltre il portafoglio.
Ci piace sempre copiare dagli altri - caro Passera, caro Monti, caro Clini.
Perche' non copiamo dalla Francia e non lo banniamo anche noi il fracking, prima che sia troppo tardi?
O dobbiamo aspettare altre tragedie - che siano terremoti, inquinamento delle falde acquifere o scoppi?
Leggi Anche
04 giugno 2012
Dove finiscono i soldi degli SMS per i terremotati? In fondi per concedere prestiti
Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura
La domanda che in molti si pongono è: dove finiscono questi soldi? La risposta potrebbe non piacere a molte persone che hanno deciso di donare. In realtà,
ad essere precisi, è impossibile conoscere la destinazione d'uso di quei soldi. Si può fare riferimento al caso più recente, quello del terremoto che colpì L'Aquila nel 2009. In quel caso vennero raccolti 5 milioni di euro, una cifra impressionante che dà l'idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese.
Come sono stati impiegati? La sorpresa è che per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l'idea è connaturata alla "modalità" di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un'altra. Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in molte realtà in giro per il mondo. Per farci cosa? Concedere prestiti a "tassi agevolati" a persone ed imprese coinvolte nel sisma.
Nessun "regalo", quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano "a condizioni vantaggiosissime" si tratta per sempre di un prestito da rimborsare. Fra l'altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati "per oneri riferibili alla gestione del progetto", costi che (giurano i responsabili) sono "largamente insufficienti". Si tratta ovviamente di un'iniziativa meritoria e gestita con la massima trasparenza, ma è certamente da sottolineare che quando gli italiani inviavano SMS subito dopo il 6 aprile mai avrebbero immaginato che i loro soldi sarebbero stati utilizzati (soltanto nel 2011) come fondi per concedere prestiti.
Prodotti di credito offerti
Credito solidale per famiglie: importo massimo 10.000 euro, durata massima 60 mesi, tasso IRS di riferimento +2,5% (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria
Mutuo chirografario per imprese e cooperative: importo massimo 50.000 euro, durata massima 60 mesi, tasso IRS di riferimento +2,5% per durate superiori ai 18 mesi, Euribor a 3 mesi + 2,5% per durate inferiori ai 18 mesi (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria
Anticipazione crediti per imprese e cooperative: importo massimo 50.000 euro, tasso Euribor a 3 mesi + 2,5% (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria....leggi tutto l'articolo su http://www.etimedia.org/Microcredito-Abruzzo/News/Tutti-i-nostri-numeri-aggiornati-al-31-marzo
Succederà lo stesso con gli SMS inviati al 45500 in questi giorni? Impossibile saperlo. Anche senza pensare male bisogna dunque chiarire un punto: i soldi donati via SMS non forniscono un aiuto immediato alle popolazioni e ci sono altri modi per rendersi utili fornendo assistenza ai terremotati. Sia chiaro: meglio donare che non donare, soprattutto perché la gestione del denaro afferisce sempre alla Protezione Civile, ma i termini vanno (in realtà "andrebbero") chiariti.......vedremo.
fonte http://www.webcontro.com/2012/06/dove-finiscono-i-soldi-degli-sms-per-i.html
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La domanda che in molti si pongono è: dove finiscono questi soldi? La risposta potrebbe non piacere a molte persone che hanno deciso di donare. In realtà,
ad essere precisi, è impossibile conoscere la destinazione d'uso di quei soldi. Si può fare riferimento al caso più recente, quello del terremoto che colpì L'Aquila nel 2009. In quel caso vennero raccolti 5 milioni di euro, una cifra impressionante che dà l'idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese.
Come sono stati impiegati? La sorpresa è che per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l'idea è connaturata alla "modalità" di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un'altra. Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in molte realtà in giro per il mondo. Per farci cosa? Concedere prestiti a "tassi agevolati" a persone ed imprese coinvolte nel sisma.
Nessun "regalo", quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano "a condizioni vantaggiosissime" si tratta per sempre di un prestito da rimborsare. Fra l'altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati "per oneri riferibili alla gestione del progetto", costi che (giurano i responsabili) sono "largamente insufficienti". Si tratta ovviamente di un'iniziativa meritoria e gestita con la massima trasparenza, ma è certamente da sottolineare che quando gli italiani inviavano SMS subito dopo il 6 aprile mai avrebbero immaginato che i loro soldi sarebbero stati utilizzati (soltanto nel 2011) come fondi per concedere prestiti.
Prodotti di credito offerti
Credito solidale per famiglie: importo massimo 10.000 euro, durata massima 60 mesi, tasso IRS di riferimento +2,5% (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria
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Anticipazione crediti per imprese e cooperative: importo massimo 50.000 euro, tasso Euribor a 3 mesi + 2,5% (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria....leggi tutto l'articolo su http://www.etimedia.org/Microcredito-Abruzzo/News/Tutti-i-nostri-numeri-aggiornati-al-31-marzo
Succederà lo stesso con gli SMS inviati al 45500 in questi giorni? Impossibile saperlo. Anche senza pensare male bisogna dunque chiarire un punto: i soldi donati via SMS non forniscono un aiuto immediato alle popolazioni e ci sono altri modi per rendersi utili fornendo assistenza ai terremotati. Sia chiaro: meglio donare che non donare, soprattutto perché la gestione del denaro afferisce sempre alla Protezione Civile, ma i termini vanno (in realtà "andrebbero") chiariti.......vedremo.
fonte http://www.webcontro.com/2012/06/dove-finiscono-i-soldi-degli-sms-per-i.html
E' ora di dire Basta!! Io non darò mai più un soldo!!! Questa è l'ennesima truffa perpetrata dagli istituti di credito, dalle banche, questa volta in modo davvero meschino!! Senza contare che sto ancora aspettando di sapere che fine hanno fatto i 6 milioni di euro donato dagli italiani per l'alluvione di Genova ... Insomma, non farò mai più una donazione tramite l'sms solidale.
GUARDA IL VIDEO
Cioè la gente dona tanti soldi (AD OGGI PIU DI 8 MILIONI DI EURO), e loro (LE BANCHE) quel denaro ricevuto GRATIS... LO PRESTANO CON TASSI D'INTERESSE ... MAH SCUSATE POCO POCO, NON V'INDIGNATE ALMENO UN POCHINO???Redatto da Raimondo per Niente Barriere
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02 giugno 2012
5 Euro di commissione bancaria per bonifici solidarieta' terremoto
C’è rimasto male il dottor Francesco Baldisserotto. Non più giovanissimo ma sempre in gamba, si è fatto ieri una bella camminata per andare a versare la sua donazione per il terremoto dell’Emilia sul conto Mediafriends- Intesa San Paolo.
Per farlo aveva scelto una banca di cui non è nemmeno correntista, la banca più vicina, tre chilometri da casa sua: la Cassa di Risparmio del Veneto in via Romea, 90 a Legnaro. Non gli abbiamo chiesto la cifra che avrebbe voluto versare, poco o tanto non importa. Importa invece che lui abbia rinunciato a versare la donazione. O, meglio, che sia statocostretto a rinunciare alla donazione dopo essersi sentito chiedere dall’impiegato allo sportello una commissione bancaria di cinque-euro-cinque per il bonifico.
(...) Le banche, specie se non sono la banca di riferimento, cioè se non si tratta della banca in cui il donatore ha un conto corrente, non fanno alcuna distinzione e applicano alla lettera i loro balzelli e le loro commissioni di bonifico.
In altre parole non interessa affatto alla banca che sulla causale del bonifico ci sia scritto: terremotati o una qualsiasi altra parola che evochi generosità e solidarietà. Provate dunque a immaginare in queste ore quante persone, migliaia di persone si stanno prodigando a versare piccoli o grandi gruzzoli, e vengono puntualmente tartassate arricchendo le banche dove si recano a fare il loro bravo bonifico.
(...) Davvero - abbiamo chiesto a tre funzionari di tre banche differenti - sarebbe così difficile togliere l’odiosa commissione sui versamenti di beneficenza? «Ci vorrebbe una disposizione ufficiale, una normativa ben precisa per uniformare il comportamento di tutte le banche in questo tipo di situazioni: commissione zero o infinitesimali per donazioni di qualsiasi importo», è stata la risposta univoca.
Potrebbe pensarci l’Abi, suggeriamo timidamente noi. Quella stessa Abi tanto solerte a prendere provvedimenti come quello di dar «mandato al Comitato di presidenza e al direttore generale affinché vengano al più presto messi in atto interventi finanziari a sostegno delle famiglie e delle imprese così duramente provate dal terremoto di questi giorni, grazie al coinvolgimento delle banche che operano nei territori colpiti dal sisma».
Generosità disinteressata ovviamente, confermata dal fatto che già venerdì scorso, dopo il primo terribile sisma, funzionari dell’Abi avevano incontrato a Bologna il presidente della Regione, Vasco Errani per confermargli che le banche «hanno già messo a disposizione un plafond di 800 milioni per finanziamenti a condizioni di favore, alla quale si aggiunge un moratoria delle rate dei mutui».
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.ilgiornale.it/
letto su http://terrarealtime.blogspot.it/
NB. scusate ma sono impossibilitato a commentare .. sono inorridito
Redatto da Raimondo per Niente Barriere
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Per farlo aveva scelto una banca di cui non è nemmeno correntista, la banca più vicina, tre chilometri da casa sua: la Cassa di Risparmio del Veneto in via Romea, 90 a Legnaro. Non gli abbiamo chiesto la cifra che avrebbe voluto versare, poco o tanto non importa. Importa invece che lui abbia rinunciato a versare la donazione. O, meglio, che sia statocostretto a rinunciare alla donazione dopo essersi sentito chiedere dall’impiegato allo sportello una commissione bancaria di cinque-euro-cinque per il bonifico.
(...) Le banche, specie se non sono la banca di riferimento, cioè se non si tratta della banca in cui il donatore ha un conto corrente, non fanno alcuna distinzione e applicano alla lettera i loro balzelli e le loro commissioni di bonifico.
In altre parole non interessa affatto alla banca che sulla causale del bonifico ci sia scritto: terremotati o una qualsiasi altra parola che evochi generosità e solidarietà. Provate dunque a immaginare in queste ore quante persone, migliaia di persone si stanno prodigando a versare piccoli o grandi gruzzoli, e vengono puntualmente tartassate arricchendo le banche dove si recano a fare il loro bravo bonifico.
(...) Davvero - abbiamo chiesto a tre funzionari di tre banche differenti - sarebbe così difficile togliere l’odiosa commissione sui versamenti di beneficenza? «Ci vorrebbe una disposizione ufficiale, una normativa ben precisa per uniformare il comportamento di tutte le banche in questo tipo di situazioni: commissione zero o infinitesimali per donazioni di qualsiasi importo», è stata la risposta univoca.
Potrebbe pensarci l’Abi, suggeriamo timidamente noi. Quella stessa Abi tanto solerte a prendere provvedimenti come quello di dar «mandato al Comitato di presidenza e al direttore generale affinché vengano al più presto messi in atto interventi finanziari a sostegno delle famiglie e delle imprese così duramente provate dal terremoto di questi giorni, grazie al coinvolgimento delle banche che operano nei territori colpiti dal sisma».
Generosità disinteressata ovviamente, confermata dal fatto che già venerdì scorso, dopo il primo terribile sisma, funzionari dell’Abi avevano incontrato a Bologna il presidente della Regione, Vasco Errani per confermargli che le banche «hanno già messo a disposizione un plafond di 800 milioni per finanziamenti a condizioni di favore, alla quale si aggiunge un moratoria delle rate dei mutui».
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01 giugno 2012
Terremoto, dalla Cei 2 milioni di euro da 8 per mille destinati a emergenza
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| immagine riviera24.it |
La Cei sottolinea che "tutte le comunita' ecclesiali sono coinvolte nella colletta nazionale del prossimo 10 giugno" mentre "l'Emilia continua a tremare: decine le vittime; case, industrie e chiese crollate; e le ferite che si allargano nelle terre e nelle citta' vicine, mentre si moltiplicano le iniziative di solidarieta' nei confronti della popolazione". fonte http://it.notizie.yahoo.com/
Terremoto: Papa invia un contributo simbolico di 100 mila euro (AGI) - CdV, 26 mag. - Anche Bendetto XVI ha voluto aderire - con un contributo simbolico - alle raccolte di fondi promosse dalla Caritas Italiana per aiutare le popolazioni dell'Emilia acolpite dal sisma. "A seguito del terremoto che, nei giorni scorsi, ha colpito con particolare veemenza il territorio delle circoscrizioni ecclesiastiche di Carpi, Mantova, Modena-Nonantola e Ferrara Comacchio - ha reso noto la Sal Stampa della Santa Sede - Benedetto XVI, tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, - informa una nota - ha voluto inviare un contributo straordinario di 100 mila euro". Il contributo del Papa, informa ancora la Sala Stampa, sara' ripartito "tra quelle diocesi toccate dalla calamita', a sostegno delle attivita' di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime". "Tale somma - conclude la nota - vuole essere un' espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterna sollecitudine del Sommo Pontefice nei confronti delle persone colpite dal sisma". (AGI) fonte informazione libera
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29 maggio 2012
Cosa fare durante un terremoto – Condividi con i tuoi amici come salvarsi!
Siamo tutti scossi da quello che è successo nelle scorse ore e negli scorsi giorni. Per questo voglio dare il mio contributo fornendo informazioni utili a gestire le tre fasi che accompagnano ogni catastrofe: la precauzione, la gestione dell’evento mentre si verifica, e la gestione dei danni. In Italia abbiamo un’elevata concentrazione di zone sismiche, dunque la cosa più intelligente da fare è prepararsi al terremoto. Non potremo sapere quando arriverà, né la sua intensità, tuttavia possiamo prendere degli accorgimenti che ci saranno utili.
Preparare un Kit di Sopravvivenza:
Prevenire il terremoto vuol dire essere pronti ad abbandonare la propria casa riuscendo a sopravvivere. Ciò implica che tu abbia già pronto un Kit di Sopravvivenza e delle attrezzature che ti permettano di vivere fuori casa. Per approfondire come creare il Kit e quali attrezzature ti occorrono, ti rimando ad un altro articolo, clicca qui.
Gestire un attacco di panico:
Un altro metodo efficace per prepararsi è quello di allenarsi a non farsi prendere dal panico. Razionalmente sappiamo tutti che gridare o bloccarci non servirà a salvare la vita a nessuno, eppure molte persone avanti ad eventi catastrofici o forti emozioni si lasciano prendere da attacchi di panico. E’ indispensabile in quei momenti riconoscere ciò che sta avvenendo, guardarsi intorno, riprendere a respirare e cercare di tornare nel presente. Poi agire.
Osserva:
Generalmente gli animali avvertono prima di noi i terremoti. Quando avvenne il terremoto a l’Aquila, il mio cane sembrava impazzito, abbaiava e correva avanti e indietro, poi mi veniva vicino e mi saltava addosso. Osserva i comportamenti degli animali, saranno il tuo sismografo naturale e l’unico campanello d’allarme. Se ci sono già state scosse e vuoi controllare quelle di assestamento quando arrivano, metti un bicchiere d’acqua su una superficie immobile, quandovedi muovere l’acqua sai che sta facendo una scossa.
Cosa fare durante il terremoto:
Tralasciando i casi in cui le pareti si squarciano, e puoi trovare salvezza solo lanciandoti fuori, tieni a mente che la maggior parte delle vittime si ferisce perché scappa durante il crollo di oggetti o calcinacci.Tuttavia, segui questi accorgimenti:
- Se sei a casa e ne hai il tempo, spegni tutti gli apparecchi alimentati a gas o a fiamma
- Puoi salvarti col metodo del rotolamento che prevede di lanciarsi con la pancia e gomiti per terra, poi rotolare verso un supporto sicuro, come un tavolo ben resistente;
- Allontanati da mobili, librerie, lampadari e tutto ciò che possa cadere, anche dalle finestre o dagli oggetti di vetro che potrebbero esplodere
- Cerca le travi che compongono la struttura portante dell’edificio, oppure vai sotto i telai delle porte;
- Proteggi innanzitutto testa e collo;
- Se sei in macchina, evita zone che potrebbero franare (ponti, cavalcavia,..)
- Se sei all’aperto allontanati da lampioni, alberi e palazzi. Da cornicioni, linee telefoniche, balconi e linee elettriche;
Inoltre ti inserisco questa tecnica che ho trovato sul sito www.sopravvivenzatotale.com:
Il “triangolo della vita”:
Devi sapere che oltre alle classiche strategie che ci hanno spiegato fin da piccoli, c’è chi sostiene che il miglior metodo per sopravvivere in caso di terremoti consiste nello sfruttare il “Triangolo della Vita” Questo approccio sostiene che quando durante una scossa sismica gli edifici crollano, il peso dei soffitti che cadono sugli oggetto o i mobili schiacciandoli, si crea uno spazio vuoto immediatamente vicino a questi.
Questo spazio è chiamato il “triangolo della vita”. Più è grande e robusto l’oggetto e meno si schiaccerà. Meno l’oggetto si schiaccerà, più grande sarà il vuoto che lascerà e maggiore è la probabilità che la persona che lo usa per salvarsi rimanga illesa. Dunque accovacciarsi e coprirsi quando crolla un edificio, sotto a degli oggetti può essere pericoloso perché aumenta il rischio di rimanere schiacciati. Invece raggomitolarsi in posizione fetale affianco ad un oggetto di grandi dimensioni come un divano che sicuramente si schiaccerà ma lascerà accanto a sé uno spazio vuoto ci permetterà di sopravvivere.
Primo Soccorso
- In caso di ferite e tagli puoi bloccare la fuoriuscita di sangue e curare la ferita applicando dello zucchero o del miele (dopo averla disinfettata). Essi aumentano la pressione osmotica, riducono l’acqua extracellulare e bloccano la proliferazione dei batteri.
Pensi che sia utile? Condividilo con i tuoi amici su Facebook!
N.B.: Tutto ciò che ho indicato sono consigli che non possono garantire la sopravvivenza: la speranza è che non si debbano mai rivelare utili e che qualora dovessero servire possano aiutare le persone ad affrontare una calamità naturale come il terremoto. Ovviamente rimane d’obbligo chiamare i soccorsi e non spingersi oltre i propri limiti (non improvvisarsi medici ecc.).
La versione integrale e originale di questo articolo è presente sul sito
http://www.gianlucapistore.it/
Redatto da Raimondo per Niente Barriere
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Preparare un Kit di Sopravvivenza:
Prevenire il terremoto vuol dire essere pronti ad abbandonare la propria casa riuscendo a sopravvivere. Ciò implica che tu abbia già pronto un Kit di Sopravvivenza e delle attrezzature che ti permettano di vivere fuori casa. Per approfondire come creare il Kit e quali attrezzature ti occorrono, ti rimando ad un altro articolo, clicca qui.
Gestire un attacco di panico:
Un altro metodo efficace per prepararsi è quello di allenarsi a non farsi prendere dal panico. Razionalmente sappiamo tutti che gridare o bloccarci non servirà a salvare la vita a nessuno, eppure molte persone avanti ad eventi catastrofici o forti emozioni si lasciano prendere da attacchi di panico. E’ indispensabile in quei momenti riconoscere ciò che sta avvenendo, guardarsi intorno, riprendere a respirare e cercare di tornare nel presente. Poi agire.
Osserva:
Generalmente gli animali avvertono prima di noi i terremoti. Quando avvenne il terremoto a l’Aquila, il mio cane sembrava impazzito, abbaiava e correva avanti e indietro, poi mi veniva vicino e mi saltava addosso. Osserva i comportamenti degli animali, saranno il tuo sismografo naturale e l’unico campanello d’allarme. Se ci sono già state scosse e vuoi controllare quelle di assestamento quando arrivano, metti un bicchiere d’acqua su una superficie immobile, quandovedi muovere l’acqua sai che sta facendo una scossa.
Cosa fare durante il terremoto:
Tralasciando i casi in cui le pareti si squarciano, e puoi trovare salvezza solo lanciandoti fuori, tieni a mente che la maggior parte delle vittime si ferisce perché scappa durante il crollo di oggetti o calcinacci.Tuttavia, segui questi accorgimenti:
- Se sei a casa e ne hai il tempo, spegni tutti gli apparecchi alimentati a gas o a fiamma
- Puoi salvarti col metodo del rotolamento che prevede di lanciarsi con la pancia e gomiti per terra, poi rotolare verso un supporto sicuro, come un tavolo ben resistente;
- Allontanati da mobili, librerie, lampadari e tutto ciò che possa cadere, anche dalle finestre o dagli oggetti di vetro che potrebbero esplodere
- Cerca le travi che compongono la struttura portante dell’edificio, oppure vai sotto i telai delle porte;
- Proteggi innanzitutto testa e collo;
- Se sei in macchina, evita zone che potrebbero franare (ponti, cavalcavia,..)
- Se sei all’aperto allontanati da lampioni, alberi e palazzi. Da cornicioni, linee telefoniche, balconi e linee elettriche;
Inoltre ti inserisco questa tecnica che ho trovato sul sito www.sopravvivenzatotale.com:
Il “triangolo della vita”:
Devi sapere che oltre alle classiche strategie che ci hanno spiegato fin da piccoli, c’è chi sostiene che il miglior metodo per sopravvivere in caso di terremoti consiste nello sfruttare il “Triangolo della Vita” Questo approccio sostiene che quando durante una scossa sismica gli edifici crollano, il peso dei soffitti che cadono sugli oggetto o i mobili schiacciandoli, si crea uno spazio vuoto immediatamente vicino a questi.
Questo spazio è chiamato il “triangolo della vita”. Più è grande e robusto l’oggetto e meno si schiaccerà. Meno l’oggetto si schiaccerà, più grande sarà il vuoto che lascerà e maggiore è la probabilità che la persona che lo usa per salvarsi rimanga illesa. Dunque accovacciarsi e coprirsi quando crolla un edificio, sotto a degli oggetti può essere pericoloso perché aumenta il rischio di rimanere schiacciati. Invece raggomitolarsi in posizione fetale affianco ad un oggetto di grandi dimensioni come un divano che sicuramente si schiaccerà ma lascerà accanto a sé uno spazio vuoto ci permetterà di sopravvivere.
Primo Soccorso
- In caso di ferite e tagli puoi bloccare la fuoriuscita di sangue e curare la ferita applicando dello zucchero o del miele (dopo averla disinfettata). Essi aumentano la pressione osmotica, riducono l’acqua extracellulare e bloccano la proliferazione dei batteri.
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N.B.: Tutto ciò che ho indicato sono consigli che non possono garantire la sopravvivenza: la speranza è che non si debbano mai rivelare utili e che qualora dovessero servire possano aiutare le persone ad affrontare una calamità naturale come il terremoto. Ovviamente rimane d’obbligo chiamare i soccorsi e non spingersi oltre i propri limiti (non improvvisarsi medici ecc.).
di Gianluca Pistore
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http://www.gianlucapistore.it/
Infine lanciamo un'altra proposta (oltre a quella dell'immagine sottostante): Vogliamo assolutamente che venga cancellata la parata del 2 giugno ...e che quei soldi risparmiati, servano totalmente alla ricostruzione dell'Emilia! E non c'interessa se Napolitano stasera ha dichiarato "celebreremo memoria sisma" (fonte corriere.it). La verità è che a lui e a tutti gli altri non gli entra proprio in testa che non devono più spendere soldi inutilmente ...
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| Chiediamo URGENTEMENTE a tutti i partiti politici, che venga destinato ai terremotati dell'Emilia Romagna, il totale ammontare del cosiddetto "Rimborso Elettorale". CONDIVIDETE, GRAZIE! |
Redatto da Raimondo per Niente Barriere
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24 maggio 2012
Terremoto in Emilia: quasi 100 disabili nei centri d’accoglienza
A Finale sistemati in un’unica tendopoli, mentre a San Felice sul Panaro al piano terra delle scuole medie. Istituito un numero per segnalare i casi più gravi.
BOLOGNA – Il terremoto che domenica scorsa ha scosso l’Emilia ha colpito duramente anche le persone disabili. Si tratta di oltre «80 persone – dice Michele Camorati, responsabile della Sala operativa regionale dell’Emilia-Romagna della Croce Rossa – sparse un po’ in tutti i campi» del modenese e del ferrarese. A Finale Emilia (Modena), dove si trova la maggioranza delle persone disabili che non hanno potuto far ritorno nelle proprie case, sono state sistemate in un’unica tendopoli, mentre a San Felice sul Panaro hanno trovato ospitalità al piano terra del centro d’accoglienza allestito nelle scuole medie del paese.
PIU' ATTENZIONE ALLE FASCE DEBOLI - «Le persone disabili sono seguite da una trentina di operatori della Cri, più il personale socio-sanitario e volontario che si occupava abitualmente di loro prima del terremoto – continua Camorati –. Sono quelle che hanno ricevuto più attenzione dopo il sisma, in quanto si tratta di una fascia particolarmente debole e che va maggiormente protetta in queste situazioni. Abbiamo potenziato la nostra dotazione di 30 carrozzine, ma con l’evacuazione degli ospedali abbiamo parecchi ausili a disposizione». Anche se non manca chi contesta: «Qui a Sant'Agostino non sono preparati ad aiutare le persone disabili. Mio fratello lo è e ci hanno proposto di dormire nel Palareno, il palazzetto dello sport. Ma se c'è una scossa di terremoto come fa ad uscire?», commenta Rosina Pompili.
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ASSISTENZA SOCIALE E ASL IN AZIONE - Ma anche l’Ordine degli assistenti sociali dell’Emilia Romagna si sta dando da fare: ha attivato un numero di telefono, 333-5647158, per raccogliere le segnalazioni dei casi più difficili. La priorità è quella di non perdere il contatto con gli utenti già seguiti dai servizi e, se possibile, dare una mano anche alle altre persone. Si possono segnalare soprattutto esigenze particolari, come ad esempio bambini che hanno bisogno di un latte specifico, persone con disabilità che necessitano di ausili, anziani e famiglie in situazioni di difficoltà. E si è mossa pure l'unità di crisi che coinvolge i dirigenti delle Aziende sanitarie di Modena e Ferrara. Sono stati attivati quattro punti medici avanzati nelle zone più colpite dal terremoto, mentre i servizi di Dipendenze patologiche e Salute mentale adulti di Mirandola sono operativi nella tensostruttura verde di fronte al centro servizi di via Smerieri.
Michela Trigari
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.corriere.it/
A cura di Raimondo per Niente Barriere
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21 maggio 2012
Solidarietà ai terremotati dell'Emilia, Informazioni Utili
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| Chiediamo URGENTEMENTE a tutti i partiti politici, che venga destinato ai terremotati dell'Emilia Romagna, il totale ammontare del cosiddetto "Rimborso Elettorale". CONDIVIDETE GRAZIE! |
Post in continuo aggiornamento
Le quasi 200 scosse registrate in queste ore dai sismografi non hanno fermato la voglia di vivere delle popolazioni colpite da questa immensa tragedia. In questo post alcune piccole informazioni utili raccattate in Rete per quanti vogliono e possono dare una mano.Infine nell'immagine di questo post (presa Facebook), una piccola proposta a favore delle popolazioni colpite dal Terremoto. Noi la condividiamo e ci auguriamo che quanti leggeranno questo post ... facciano lo stesso, ci sembra buonsenso.
Informazioni Utili:
- Il Comune di Mirandola cerca professionisti (ingegneri e architetti) per aiutare i tecnici nelle verifiche agli edifici. Chi volesse proporsi può contattare la Polizia Municipale di Mirandola al 0535/611039 oppure al numero verde 800/197197.
- Proprietari di Hotel, B&B, Motel, locande o anche privati cittadini che si sentono di aiutare nella zona di Modena o Carpi o comunque limitrofa alla zone di Finale, ci sarebbe bisogno di posti per la notte. Se qualcuno fosse disponibile può contattare il Comando della Polizia Municipale di Mirandola 0535611039 che smisterà le chiamate o Comando Carabinieri di Finale Emilia 0535 91067 o qualunque istituzione della Zona di Finale Emilia.
- La Provincia di Modena ha attivato un conto corrente sul quale è possibile effettuare versamenti per raccogliere risorse che saranno interamente devolute alle persone colpite dal terremoto: codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693, indicare la causale "terremoto maggio 2012 (per maggiori info clicca qui).
- Lunedi 21 e martedi 22 presso la sede di Giovane Italia Modena in via Castellaro 13 a Modena RACCOLTA BENI ALIMENTARI DI PRIMA NECESSITÀ (PANE PASTA PELATI ACQUA ECC..) per le tendopoli della provincia di Modena!
Conto Corrente di solidarietà alle vittime del terremoto aperto dall'M5S: garantiamo noi!
IBAN: IT 76 N 02008 02460 000102085251
Il Movimento 5 Stelle è vicino alle vittime del sisma che ha colpito l'Emilia-Romagna, ed in particolare le province di Modena, Ferrara e Bologna.
Siamo solidali con la popolazione, e vogliamo dare una mano concreta per la prima emergenza e la ricostruzione: per questo abbiamo aperto un conto corrente sul quale chiunque lo desideri potrà versare una cifra, anche simbolica, a sostegno della popolazione afflitta dal terremoto. L'IBAN del conto è IT 76 N 02008 02460 000102085251. Garantiremo noi che siano spesi in modo adeguato. Il nostro gesto è sincero e concreto: abbiamo deciso di versare l'intero extra-stipendi di maggio per cominciare la raccolta: si tratta di oltre 3.000 € a testa per Andrea e Giovanni che torneranno ai cittadini, com'è giusto che sia. Chiederemo ai cittadini come ritengano sia meglio investirli, per le esigenze della popolazione, garantendo che saremo molto attenti che non vengano sprecati.
Il Movimento 5 Stelle invita tutti i cittadini a versare sul CC (IBAN: IT 76 N 02008 02460 000102085251). Per donazioni dall'Estero il BIC: UNCRITM1NT6.
Indicare "Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna" nel beneficiario e "Aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna" come causale. GRAZIE!
Tutti i membri dello staff consiliare in regione hanno già dato il proprio contributo.
fonte http://www.beppegrillo.it/
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