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07 marzo 2015

Francia, obbliga Google a rimuovere i contenuti pedopornografici

La Francia fa sul serio e contro la pedopornografia online obbliga alcuni dei più famosi motori di ricerca mondiali, a rimuovere dalle loro ricerche, i contenuti pedopornografici. Da oggi Google, Bing o Yahoo! saranno obbligati dalla Polizia Francese a rimuovere quei siti internet che contengono materiale pedopornografico,  foto e video ma anche annunci, che vedono per protagonisti dei bambini o dei minori. Secondo le disposizioni pubblicate sulla gazzetta ufficiale francese, i motori di ricerca online avranno 48 ore di tempo per rispettare la nuova direttiva. La polizia francese farà dei controlli ogni tre mesi, per verificare l'effettiva scomparsa dei contenuti precedentemente segnalati. A quando il turno dell'Italia?

21 settembre 2012

Finalmente la pedofilia entra nel codice penale

Ci hanno messo una vita a farlo i nostri politici politicanti da strapazzo ma finalmente da ieri uno tra i reati più subdoli e schifosi dell'umanità entra a far parte di diritto del codice penale italiano. Stiamo parlando della pedofilia che il Senato e lo sottolineo solo alla sesta lettura, approvando il ddl apposito, ha sancito la pedofilia come reato (art. 414-bis). Nello stesso giorno sempre il Senato ha respinto una proposta della Lega Nord che parlava di castrazione chimica per chi si macchia di un reato (ora si che possiamo usare questo termine) cosi grave. Malgrado la felicità per un atto parlamentare sacrosanto, mi chiedo ancora una volta come mai i nostri politici ci abbiano messo cosi tanto ad approvare una legge cosi urgente e giusta. Io continuo a pensare male ... e voi?

05 maggio 2012

Pedofilia, Severino: uniformare norme Ue sulla circolazione delle immagini in Internet


Il Guardasigilli:«Pornografia infantile dilaga con tecnologie». Meter: Social Network nuova frontiera. In 4 mesi 386 gruppi denunciati e 2.695 siti segnalati
Proteggere i bambini dal «lupo cattivo», è «una lotta destinata alla sconfitta», se non si uniscono le forze. Questa l'opinione del ministro della Giustizia, Paola Severino, intervenuta al convegno «La dignità e i diritti dei bambini» organizzato dalla Fondazione Barbareschi alla Camera, in occasione della quarta Giornata Mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia. «Tra i ministri europei della Giustizia il tema della regolamentazione della circolazione di immagini via internet è oggetto di grande attenzione», ha detto il ministro. Ricordando che «la pornografia infantile si diffonde sempre più attraverso le nuove tecnologie», il Guardasigilli ha insistito sulla necessità di «un controllo a maglie fitte» e di una normativa uniforme, che accompagni la disciplina di tutti i Paesi. Altrimenti, ha avvertito, «la battaglia sarà persa». 
[...] In Italia, ad allarmare sono i dati segnalati dall'associazione Meter e dall'Osservatorio mondiale contro la pedofilia nel mondo, resi noti dal presidente don Fortunato Di Noto a un convegno dal titolo «Social network: la nuova frontiera»: negli ultimi quattro mesi, trecentottantasei gruppi di social network denunciati, 2.695 siti totali segnalati, 16 casi seguiti, 348 contatti al numero verde nazionale. I dati mostrano che l'incidenza dei pedofili reali e online tocca in particolare Linkbucks (204 segnalazioni, 52,85%), Grouply (89 segnalazioni pari a 23,06%; il sito non è più attivo dal 24 febbraio), Nicespace (86 con il 20,98%), il social network russo Vkontakte (6 con l'1,55%), Facebook (4 con l'1,04%) e, in coda, il belga Netlog e Yahoo.
Dei 2.695 siti totali segnalati 1.807 sono domini generici, 500 i specifici e 386 i gruppi su social network. I domini sono allocati al primo posto in Asia (314), Europa (125), America (56) e Africa (2) e Oceania (1).
Impressionanti anche i dati diffusi dal presidente di Telefono azzurro, Ernesto Caffo: secondo l'associazione nel 2011 i siti pedopornografici sono stati in tutto il mondo 71.806, il 30% degli adolescenti ammette di essere stato molestato in una chat room, il 40% delle violenze avviene su bambini al di sotto dei 5 anni e il 5% dei pedofili su internet sono italiani.
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito

27 aprile 2011

Libero il mostro condannato a 8 anni per aver violentato una bambina di 4 anni


Cari amici in questo post parliamo di giustizia, giustizia con la g minuscola però, in quanto c'è un fatto di cronaca con un finale amaro, che a mio avviso non ha avuto l'eco che meritava nei media (e ti pareva). Stiamo parlando di pedofilia, di uno dei reati più ignobili che possano esistere. La violenza, questa volta è stata consumata su una piccola bambina rumena pensate di appena 4 anni (cosi ne aveva all'epoca dei fatti). A farle violenza è stato un italiano (ecco forse il vero motivo per cui non siete a conoscenza di questo caso). L'uomo di 57 anni è stato condannato a 8 anni di reclusione con l’accusa di violenza sessuale per aver abusato di una bambina. Nonostante la condanna in primo grado però il pedofilo resterà in libertà in quanto il Tribunale di Monza non ha ritenuto necessaria la custodia cautelare. Che ve ne pare?

Leggi anche Nel DDL Intercettazioni anche una norma salva pedofili

01 dicembre 2010

Pedopornografia su Internet, Italia al 5° posto


La pedopornografia online è un settore che non conosce crisi, anzi controllando gli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno, si constata purtroppo che il volume d'affari di questi mostri cresce di anno in anno. Le vittime di questo odioso mercato internazionale sono i bambini e per molti di loro, purtroppo, non si conosce nemmeno la loro identità. L'unica cosa certa è che hanno meno di 10 anni. «Lo sfruttamento sessuale dei bambini nell'ambito della pedopornografia è stato erroneamente considerato per troppo tempo alla stregua di un crimine informatico piuttosto che, come dovrebbe essere, una vera e propria forma di riduzione in schiavitù, con la conseguente scarsa attenzione all'identificazione delle vittime, alla loro cura, al sostegno e al reinserimento sociale». Parole, amare, queste del Presidente di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena.

Alcuni dati:
  • 45.000 i siti pedopornografici rilevati in Rete nel 2010;
  • Italia al 5° posto nel mondo per consumo di pedopornografia con il 4,7% (preceduta da USA 23%, Germania 18,6%, Russia 5,7% e Regno Unito con il 5,7%). 
  • Il paese che vanta il maggior numero di provider (ovvero di quelli che ospitano siti pedopornografici) è la Germania (1.079), seguito da Usa (614), Olanda (467), Russia (240) e Thailandia (53). 
  • I provider che ospitano siti pedoprnografici segnalati nel mondo dal 1996 a oggi sono stati 322.482, con un incremento nel 2010 del 6% (2.580). 
Leggi il Rapporto Integrale di Telefono Arcobaleno in PDF (in lingua inglese)
Telefono Arcobaleno http://www.telefonoarcobaleno.org/it/index.php
Per segnalare un sito pedopornografico vai su http://www.hot114.it/