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29 aprile 2015

"L'Autismo secondo me" di Giovanni Tommasini

Cari amici, sono lieto di ritornar ad ospitare in questo spazio un nuovo articolo del nostro Giovanni Tommasini. Per chi non lo conoscesse, Giovanni lavora da oltre 25 anni a contatto con dei ragazzi colpiti da Autismo (Disabili Intellettivi e Relazionali). Malattia questa che porta spesso solitudine e disperazione non solo nelle persone colpite da questa disabilità ma anche e soprattutto alle loro famiglie, le quali purtroppo, con l'andar del tempo, non riescono più a seguire i loro cari.
Figure professionali e strutture dove lavora Giovanni sono dunque fondamentali per chi è costretto a vivere il "sistema" autismo. La grande esperienza professionale del nostro amico, l'ha portato in questo ultimo periodo a condividere alcuni momenti della sua vita professionale, grazie alla stesura di alcuni libri che lo stesso Giovanni scrive e commercializza come editore di se stesso.
"Sono Cesare ...Tutto Bene" e "Nata Scalza - Io, mamma figlia dell'Autismo" sono diventati in breve tempo dei veri e propri saggi e guide per quanti vogliono avvicinarsi nel modo giusto al mondo dell'AUTISMO. Una patologia poco conosciuta, fattore però di forte discriminazione della nostra società verso quanti vivono sulla propria pelle il "sistema" Autismo. 
Vi ricordo infine che, per quanti volessero acquistare una copia dei libri di Giovanni Tommasini, possono mandargli un email (giovannitommasini8@gmail.com) o telefonarlo al numero 348/1124999.

Raimondo

L'AUTISMO SECONDO ME
Questo mio contributo alla conoscenza
Condizione umana ESTREMA, vissuto spaziotemporale che va facilmente in frantumi, i pezzi della realtà ricomponendosi in un mosaicismo labirintico in cui il soggetto autistico e i familiari coinvolti vengono rapiti.
Vite in ostaggio dell'autismo.
Regaliamo accoglienza, attenzione, ascolto, presa in carico di questa drammatica esperienza per creare sortie di secours, uscite di sicurezza per i membri del sistema famiglia coinvolti in questa drammatica quotidianità.

12 marzo 2015

"Non è in grado di capirne il significato" Niente Comunione al bambino autistico

Sta scoppiando un putiferio in Veneto per la decisione di un parroco di una località della provincia di Venezia, di escludere dalla Comunione un ragazzino affetto da Autismo. La notizia è stata riportata dal quotidiano locale Il Gazzettino che, per tutelare il minore, non ha voluto diffondere l'identità dei protagonisti (anche del Parroco).
Il bimbo ha frequentato regolarmente il catechismo ma alla vigilia del Sacramento il sacerdote della parrocchia lo ha escluso, ritenendolo "non idoneo", motivando la sua decisione a causa dei suoi gravi "problemi", dunque per lui il bambino non sarebbe in grado di capire il significato della Comunione. 
Sempre dal Gazzettino si è appreso che la madre del bambino si è rivolta ad un'altra parrocchia confinante, la quale ha accolto il bambino e gli farà fare il Sacramento della Comunione.
Al sacerdote veneto, ministro (minuscolo solo per lui) di Cristo, consigliamo di leggere il Vangelo di Matteo al Capitolo 19, versetto 14:  Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». E tanti saluti ... 
NB. Don, non se la prenda. Siamo tutti peccatori, e forse quel passo del Vangelo se lo è dimenticato. Una ripassatina ogni tanto le farà bene.

fonte articolo http://www.ilgazzettino.it/

11 marzo 2015

"Nata Scalza - Io, mamma figlia dell'Autismo" il prossimo libro di Giovanni Tommasini

Cari amici buongiorno. Nella giornata nel quale il nostro amico Giovanni Tommasini sarà a TV2000 (intorno alle ore 16:30/17:00) per presentare il suo libro "Sono Cesare ... Tutto Bene" per parlare del mondo dell'Autismo, egli ha pensato di farci un regalo, dandoci la possibilità di pubblicare la prefazione del suo prossimo libro che si intitolerà "Nata Scalza - Io, mamma figlia dell'Autismo". Vi ricordo ancora una volta che Giovanni è l'autore ma anche editore dei suoi libri, per cui per acquistarli dovete rivolgervi direttamente a lui, scrivendogli una email a giovannitommasini8@gmail.com oppure vi invito a telefonargli al numero 3481124999. Egli vi indicherà le modalità di pagamento e le spese di spedizione. Dunque ricordatevi, Giovanni Tommasini oggi su TV2000 - Canale digitale terrestre 28 - Canale Sky 801!!!

Ho letto il suo libro. Complimenti per la sensibilità, l’intelligenza, l’umanità, la capacità di individuare strategie.. io cerco disperatamente una persona sensibile come lei. Ormai da 13 anni con nessun esito. Spero prima o poi di trovarla. Sono come la mamma del suo libro, però sola con un angelo disperato al mio fianco.”
Flavia Lanteri


Questo sms mi arrivò pochi giorni dopo la presentazione del mio libro su Cesare a Sanremo.
Flavia non c’era, acquistò il libro tramite la presidentessa dell’Angsa di Imperia. Associazione nazionale genitori soggetti autistici. Nel 1990 quando iniziai il mio viaggio all’interno del mondo autistico non esisteva niente di tutto questo.

26 febbraio 2015

Disabili Intellettivi e Relazionali vs Abili Intellettivi e Relazionali di Giovanni Tommasini

Cari amici oggi vi proponiamo un articolo scritto per noi dall'amico Giovanni Tommasini, scrittore e autore del libro "Sono Cesare ... Tutto Bene". Un libro che racconta una bella amicizia nata quasi per caso, grazie al suo lavoro. Giovanni lavora in una casa famiglia dove trovano ospitalità 16 persone con problemi intellettivi e disturbi relazionali, a cui le loro famiglie di appartenenza non riescono più farsi carico. Giovanni tanti anni fa incontra Cesare, un ragazzo autistico. Doveva essere un lavoro di breve periodo, di prova, e invece nasce una bella amicizia che dura oramai da tanti anni. Ed è anche grazie a Cesare che Giovanni scopre un mondo "nuovo". Bello, semplice e bisognoso di tanto affetto. Migliore del "nostro".
Ringraziamo Giovanni per la sua disponibilità, per la sua sensibilità e per la sua testimonianza di educatore. La sua grande esperienza l'ha portato a conoscere al meglio il mondo della disabilità. Il quale troppo spesso questa società apostrofa con la terminologia di "Diversamente Abili", a volte per farci un favore, per educazione, dimenticando che prima di tutto noi siamo delle "Persone".
Carissimi amici di Niente Barriere, sono appena tornato dal mio turno notturno. Lavoro in una casa famiglia sulle alture di Genova, bellissima, di fronte alla quale si può godere una vista incantevole, tutta la Liguria ai nostri piedi.
Vengono qui ospitati 16 "disabili intellettivi e relazionali" che non hanno più la possibilità di essere seguiti dalla loro famiglia.
Iniziai a fare questo lavoro nel 1990.
Ricordo che queste bellissime persone che non riescono a rispondere alle richieste della nostra "società prestazionale" venivano definite, con una parola "orribile" , "subnormali ".

11 febbraio 2015

Autismo, "Sono Cesare ... Tutto Bene" il libro di Giovanni Tommasini

La vera storia di una relazione intensamente vissuta tra un educatore e un bambino autistico si rivela un'occasione di crescita per entrambi. 


La vera storia di una relazione d'aiuto reciprocamente e intensamente vissuta tra un educatore e un bambino autistico. Cesare e Giovanni si conoscono nell'ambulatorio di un consultorio di quartiere di Genova. La proposta di provare per tre mesi un tentativo di assistenza domiciliare si rivela un'occasione per mettere in contatto due personalità in piena crescita, mutamento, che entrano in sintonia e vivranno 15 anni indimenticabili. E niente fu più come prima....
Giovanni Tommasini

10 giugno 2013

Fabrizio, 11 anni, il parroco gli nega la prima comunione: "É AUTISTICO"


Fabrizio, 11 anni, affetto da una forma di autismo, voleva fare la comunione con tutti i suoi compagni di classe. Un appuntamento - spiega Elda, la mamma - che aspettava da anni.

28 aprile 2013

"Autistico a Bordo!"


di Maurizio Bocca - 

Certamente è difficile immaginare una persona con autismo alla guida di un veicolo, ma come passeggero certo le occasioni saranno infinite, direi al pari di ogni altro individuo. L'automobile rappresenta per la famiglia italiana la spesa più importante dopo l'acquisto dell'abitazione, quindi merita un approfondimento l'analisi delle possibilità per ottenere le agevolazione economiche che le Pubbliche Amministrazioni mettono a disposizione alle persone disabili in genere, autistiche nel nostro specifico caso. 

26 aprile 2013

Rosy Bindi e la gaffe sull’autismo. Un insulto ad Andrea e a chi combatte contro i pregiudizi sulla malattia



Una volta si sarebbe detto, “sei un ritardato”, “un mongoloide”, “un handicappato”. Oggi la più becera delle offese è diventata “sei autistico”, il modo più violento e triste per colpire l’altro con un’immagine di demenza, rigidità mentale, incapacità di esprimersi e di comunicare. Un’arma che se usata in politica, e per di più da un’ex ministro della Salute come Rosy Bindi, suona ancor più raccapricciante, ingiusta, ai limiti del razzismo culturale: lo stesso che lei ha invocato quando qualcuno, in tono irridente, le ha dato della racchia. «C’è stata una autoreferenzialità quasi autistica da parte del gruppo dirigente», ha detto l’ex presidente del Pd ieri per commentare le ultime disastrose vicende del suo partito.

12 ottobre 2012

Autismo: lettera di un padre

ALLA CORTESE ATTENZIONE DEI MEZZI D'INFORMAZIONE

NON SONO " DIEGO DELLA VALLE"  CHE SI PUO' PERMETTERE DI ACQUISTARE UNA PAGINA DI UN GIORNALE E SCRIVERE QUEL CHE  VUOLE, TUTTAVIA VI CHIEDO DI PUBBLICARE QUESTA LETTERA AFFINCHE' POSSA ARRIVARE DOVE IL BUON SENSO NON ARRIVA.

Immedesimarsi in una persona con Autismo... è praticamente impossibile,  ma anche la più amara delle giornate può avere un altro sapore. Questo vorrei dire a quelle madri e padri che hanno un figlio disabile.

01 ottobre 2012

Una delle più imperdonabili rivelazioni sui vaccini…

di Dott. Massimo Pandiani - L’ex direttore di una compagnia farmaceutica, Helen Ratajczak recentemente ha creato una tempesta sul problema vaccino-autismo quando ha pubblicato la sua revisione globale della ricerca sull’autismo. Si tratta di un importante e massiccio studio, per più di un motivo. Un elemento messo in luce, che era riuscito a rimanere nascosto, è l’uso di cellule embrionali da aborti nella produzione dei vaccini. CBS News ha recentemente riportato: ”Ratajczak afferma che nello stesso tempo in cui i produttori di vaccini hanno ridotto l’uso di thimerosal nella maggioranza dei vaccini (con l’eccezione dei vaccini contro l’influenza usati in USA che ancora ampiamente contengono thimerosal), hanno cominciato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani.

14 dicembre 2011

Il mondo a parte di Ninni


Cominciamo dalla fine. Da quando Ninni, alla fine dell’anno, riceve in dono dai compagni di terza media un foglio arrotolato. “Caro Ninni, grazie per averci dato la tua amicizia, in tutto questo tempo ci hai insegnato tanto…”.

Ninni è un ragazzo con una forma grave di autismo. E “Un mondo a parte” di Bruno Furkas (Arkadia, euro 15) racconta la sua straordinaria-ordinaria avventura nel mondo della scuola. Abbiamo conosciuto un altro lavoro di Furkas, un libro in forma di favola sulla malattia e sulla possibilità di combatterla con il lavoro e la fantasia.

“Un mondo a parte” è un racconto struggente sulla vita di Ninni e sulla possibilità per i disabili intellettivi di entrare in contatto con il mondo dei “normali”. E sulla capacità dei “normali” di entrare in empatia con chi ha disabilità.

La scuola (pubblica) italiana è piena di questi esempi. E’ un patrimonio enorme del nostro Paese che in questi anni è stato svilito dalla logica dei tagli orizzontali che non hanno combattuto le sacche pure esistenti di inefficienza, ma hanno falciato l’erba buona (questo è certo) e quella cattiva (non saprei).

Consiglio questo romanzo che parla di rispetto e amore per la vita, con la storia di un ragazzo che sembra irrimediabilmente messo ai margini quando viene iscritto alla prima media, ma che riesce al termine della sua esperienza a trovare un senso e a farlo scoprire a quanti gli sono stati intorno.

di Carlo Chianura

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://chianura.blogautore.repubblica.it/

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12 novembre 2011

Autismo, in 20 anni casi decuplicati, oggi un bimbo ogni 200


AUTISMO: IN 20 ANNI CASI DECUPLICATI, OGGI UN BIMBO OGNI 200
(AGI) - Roma, 12 nov. - I casi di autismo sono sempre piu’ frequenti nel nostro paese: se venti anni fa la patologia colpiva un bambino ogni 2.000, oggi colpisce un bambino ogni 200, con i casi che quindi in due decenni sono addirittura decuplicati. Una crescita esponenziale di un disturbo, segnalano gli esperti, che ancora oggi viene troppo spesso diagnosticato in ritardo e affrontato con terapie non idonee. Eppure la possibilita’ di migliorare la qualita’ di vita di questi bambini autistici e delle loro famiglie dipende in maniera diretta dal tempismo con il quale si riesce ad effettuare una valutazione e, di conseguenza, dall’adozione di terapie mirate al singolo caso. “Un unico metodo non funziona per tutti”, osservano Federico Bianchi di Castelbianco e Magda Di Renzo, rispettivamente direttore e responsabile del servizio Terapia dell’Istituto di Ortofonologia che di fatto propongono due progetti distinti - uno relativo all’individuazione del disturbo, l’altro alla terapia - evidenziando che circa il 70% dei bambini in cura ha migliorato la propria diagnosi passando da una situazione di autismo ad una di spettro autistico, mentre il 24% e’ addirittura uscito dall’autismo a dimostrazione che questo disturbo e’ una gabbia da cui si puo’ anche uscire. Nate e promosse dall’IdO, le due iniziative, dal carattere “innovativo”, sono al centro del convegno scientifico dal tema “Autismo Infantile. La centralita’ della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato”, presentato oggi al convegno ‘Direfuturo-Il Festival delle giovani idee’ e promosso dallo stesso Istituto, in collaborazione con la Fondazione Telecom Italia e la casa editrice Magi Edizioni. Il primo obiettivo raggiunto dall’istituto, e’ stato quello di distinguere all’interno della “disomogenea categoria dei bambini con disturbi autistici” due sottogruppi definiti con sintomatologia lieve e severa in base alla gravita’ dei punteggi ottenuti con le scale standardizzate: Autism diagnostic observation schedule Generic (Ados-G) e Childhood autism rating scale (Cars). Cio’ che e’ emerso in modo sorprendente e’ stata la presenza di intenzionalita’ nel sottogruppo con sintomatologia lieve, ovvero il fatto che esista la possibilita’ che il bambino possa comprendere le intenzioni dell’altro. Si tratta di una scoperta che ha messo “in discussione la ‘teoria della mente’ come spiegazione della maggior parte delle bizzarrie del bambino con autismo”, spiega Di Renzo nel sottolineare che “l’esperienza clinica ha evidenziato che lo sviluppo del bambino autistico segue le stesse linee di quello normodotato ma con tempi molto piu’ lenti”. (AGI)

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.disabili-oggi.it/

10 luglio 2011

Vincere la solitudine delle disabilità.


Un insegnante di sostegno chiuso a chiave dalla preside col suo alunno affetto da autismo, in un’aula diversa da quella destinata alla classe di appartenenza. Una madre di una bambina disabile minacciata dai vicini che aveva segnalato alle autorità, perchè occupavano abusivamente il suo posto macchina riservato agli invalidi. Un ragazzo con gravi menomazioni psichiche imprigionato in garage dal padre, che poteva così starsene in santa pace al bar con gli amici. Sono solo gli ultimissimi episodi di ordinaria intolleranza, perpetrati da individui "diversamente stupidi" ai danni di soggetti sempre più ai margini della nostra cinica e ingiusta società.

Cominciamo dal primo caso, avvenuto a Bari e denunciato alla stampa locale dal provveditore agli studi dopo esserne stato informato dal docente di sostegno in questione. La vittima è un giovane autistico che frequenta un istito superiore, relegato all'interno di un locale privo di arredi, serrato a chiave assieme al suo insegnante affinchè non arrecasse disturbo al normale svolgimento delle lezioni. All’insegnante sarebbe stato imposto anche di provvedere all’assistenza e alla pulizia personale dell’alunno, affetto pure da problemi di incontinenza. In base a un accordo siglato fra la scuola e i genitori, inoltre, l’insegnante ha dovuto trascorrere del tempo col ragazzo anche in orario extracurriculare, accompagnandolo in un centro commerciale e ai giardini pubblici.

Un modo davvero originale di affrontare il tema delicato dell'integrazione in un'istituzione peraltro deputata all'educazione, non solo culturale, dei nostri giovani. L’insegnante di sostegno, per legge, è assegnato alla classe e non direttamente all'alunno diversamente abile. E lo studente deve restare insieme ai suoi compagni proprio per favorirne l’integrazione. Ma, ora che il "fattaccio" è stato appurato, che fine farà quella preside? Continuerà a rimanere al suo posto? Il provveditore non esclude la possibilità di richiamarla ufficialmente sul piano "disciplinare", un aggettivo che troppo spesso prelude a conclusioni in tipico "italian style": a tarallucci e vino! In verità, al di là delle palesi violazioni contrattuali, nella fattispecie si può parlare di vera e propria sottrazione di incapace, se non addirittura di sequestro di persona. Pertanto, da forcaiolo spiccio quale sono, io non mi accontenterei affatto del semplice licenziamento.

L'altra storia, quella della madre minacciata dai vicini, si è consumata a Milano. Il Corriere l'ha raccontata in maniera efficace e strappalacrime: "Via Stoppani 15. I copertoni tagliati, due gomme a terra. Niente asilo oggi. Rebecca non perde il sorriso, gira la sua Pegasus, la carrozzina elettrica rosa fucsia che guida con un joystick pieno di «appiccichini», e punta al portone di casa. Ormai sa come va a finire in questi casi. È la quarta volta che succede in pochi mesi. Mamma trova occupato il «suo» posto invalidi numerato, è costretta a chiamare i vigili e il carro attrezzi per farlo liberare, e il giorno dopo l'incredibile vendetta. Gomme a terra, auto rigata sulle due fiancate. Rebecca bloccata a casa. Giornata persa anche per la mamma. Oltre alla spesa e al tempo necessari per la riparazione".

Rebecca è la piccola a cui è stata riservata tanta codarda cattiveria. Una cattiveria che ha dovuto scoprire, assieme alla madre, proprio con la sua malattia. "La gente ha paura della sofferenza - si sfoga la donna coi giornalisti - e se ne frega degli altri. Milano è intollerante. Oltre che poco attrezzata per i disabili". Frasi piene di rabbia pronunciate sotto lo sguardo attento e dolcissimo della sua bimba, un esserino speciale dotato di tanta grinta. Rebecca è nata perfettamente sana, ha sgambettato fino a cinque mesi per poi improvvisamente impigrirsi. La diagnosi maledetta non ha tardato a farsi viva: "sma2", atrofia muscolare spinale. Una malattia genetica molto grave e rara, che blocca i movimenti.

Oggi Rebecca ha cinque anni e si sforza di vivere la stessa vita dei suoi coetanei, con l'unica eccezione della fisioterapia ogni mercoledì. Dopo che è venuto a galla l'incivile episodio che ha coinvolto la madre, è stata ospitata dalla redazione del Corsera, invitata dal nuovo sindaco Pisapia. E lei, tenendo ben stretto il microfono, gli ha domandato: "cosa intendi fare per superare il problema delle barriere architettoniche, non solo per me ma per tutti i bambini in carrozzella?". Questo gli ha chiesto, solo di aiutare le persone come lei a non vivere la propria disabilità come una colpa, come una ragione di conflitto sociale anche nel piccolo di un condominio. E lui si è ovviamente impegnato. Ma, pure in questo caso, la domanda più cruda la rivolgo io: quei vicini di casa balordi, quegli idioti allo stato puro, possono cavarsela solo con una multa?

L'ultimo episodio è forse quello più incredibile e paradossale, essendosi consumato all'interno dello stesso nucleo familiare. Un uomo di 56 anni, nei pressi di Roma, ha a lungo maltrattato il proprio figlio disabile poco più che ventenne. Il ragazzo, affetto da gravi disturbi mentali, finiva spesso recluso in garage, abbandonato su un materasso da un genitore degenere che aveva bisogno di liberarsene per poter correre al bar. La rimessa, acconciata ad abitazione, è stata trovata in pessime condizioni igieniche considerata pure la presenza di un enorme cane e dei suoi escrementi. Sono stati i vicini di casa, stavolta con ben altra premura rispetto a quelli della piccola Rebecca, ad avvertire i carabinieri perchè preoccupati dai forti rumori provenienti dal garage.

Adesso il ragazzo è stato affidato alla madre, da tempo separata dall'uomo che è invece finito in carcere. Sperando che ci resti a lungo, almeno il tempo necessario a comprendere come deve aver vissuto il suo povero figliuolo. Certo, ogni forma di violenza e di segregazione, specialmente se ispirate a un desiderio punitivo e di rivalsa, andrebbero condannati senza se e senza ma. Ma quando le vessazioni vengono commesse su persone inermi ed indifese, è davvero dura fingersi tolleranti ed evangelici. La violenza sui soggetti più deboli - siano essi disabili, donne o bambini - va sempre punita. Punto.

Fin qui la cronaca nera. Purtroppo, però, la situazione dei diritti e delle opportunità dei soggetti diversamente abili nel nostro Paese difetta anche per interventi istituzionali. Se si leggono i dati che riguardano l'Italia contenuti nell'ultimo rapporto sull’implementazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone disabili, spicca la discordanza tra le intenzioni politiche e la realtà dei fatti, soprattutto per ciò che concerne l’inclusione lavorativa. Diverse misure adottate o proposte dal governo, infatti, hanno fortemente minato i diritti garantiti ai disabili dalla Legge n. 68/99. Si ricordi, ad esempio, il cosiddetto Decreto Sviluppo che modifica in parte l’articolo 17 della suddetta legge, oppure il tentativo di limitare la quota di riserva alla disabilità nei posti di lavoro pubblici. Ma pure nel privato permangono grossi problemi, in spregio proprio agli impegni che derivano dalla ratifica della Convenzione ONU.

Una recente indagine dell'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel promuovere la giustizia sociale e i diritti umani con particolare riferimento a quelli riguardanti il lavoro, ha mostrato inoltre come la crisi economica e finanziaria che ancora stiamo attraversando abbia prodotto un aumento dei tassi di disoccupazione con reali rischi di discriminazione per determinate categorie di lavoratori: donne, giovani, migranti, omosessuali e, ovviamente, disabili.

Del resto, come dissentire dai severi giudizi formulati da tali qualificati punti di osservazione internazionale, se un comma dell'ultima manovra economica stabilisce l'invio di ispettori dell'Inps nelle scuole per certificare l'effettiva sussistenza dell'handicap dei bambini disabili, pena la perdita del diritto al sostegno? Quello italiano è un limite evidentemente culturale, che influenza negativamente anche il fondamentale requisito di "umanità" necessario nell'esercizio della funzione politica. Le risorse destinate a simili commissioni di controllo e verifica, che ricordano tanto le congregazioni della santa inquisizione, sarebbero state utili a incrementare il fondo del sostegno e invece rappresentano uno spreco, insensato per di più. Come è insensato e ingiusto mantenere in vita le province e tutti gli altri strumenti di autoconservazione in mano alla "casta". Perchè non intervenire lì? Perchè accanirsi ai limiti dell'umiliazione su bambini e ragazzi già in possesso di un certificato che ne comprova lo stato di invalidità? Su persone diversamente abili ma "specialmente determinate", che spesso dimenticano perfino di possederlo quel certificato cercando con ogni mezzo di essere come i loro compagni normodotati?

La disabilità è ancora una questione invisibile nell'agenda istituzionale, mentre i problemi continuano drammaticamente a gravare sulle famiglie, lasciate sempre più sole nei compiti di cura e assistenza o supportate solo dalle organizzazioni del privato sociale. E' quanto denuncia il Censis, che a seguito del progetto pluriennale "Centralità della persona e della famiglia: realtà o obiettivo da raggiungere?", avviato assieme alla Fondazione Cesare Serono, ha realizzato due indagini coinvolgendo direttamente le persone con disabilità e le rispettive famiglie, per approfondire la loro esperienza diretta. I risultati emersi, che saranno presentati in occasione di un convegno in programma a Roma il prossimo 12 luglio, dicono che qualche pur minimo progresso è stato coseguito negli ultimi anni, ma la strada da percorrere verso la piena efficienza delle reti preposte alla cura e all’assistenza delle persone con disabilità è ancora tanta, soprattutto se lo Stato latita. L'importante, in ogni caso, è non rimuovere il problema dal dibattito pubblico e dai mezzi di informazione. Bisogna continuare a parlarne per sensibilizzare l'opinione pubblica e per far sentire alle persone con disabilità che la solitudine si può vincere.
 http://www.agoravox.it

da AUTISMO....impariamo a conoscerlo