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11 marzo 2015

"Nata Scalza - Io, mamma figlia dell'Autismo" il prossimo libro di Giovanni Tommasini

Cari amici buongiorno. Nella giornata nel quale il nostro amico Giovanni Tommasini sarà a TV2000 (intorno alle ore 16:30/17:00) per presentare il suo libro "Sono Cesare ... Tutto Bene" per parlare del mondo dell'Autismo, egli ha pensato di farci un regalo, dandoci la possibilità di pubblicare la prefazione del suo prossimo libro che si intitolerà "Nata Scalza - Io, mamma figlia dell'Autismo". Vi ricordo ancora una volta che Giovanni è l'autore ma anche editore dei suoi libri, per cui per acquistarli dovete rivolgervi direttamente a lui, scrivendogli una email a giovannitommasini8@gmail.com oppure vi invito a telefonargli al numero 3481124999. Egli vi indicherà le modalità di pagamento e le spese di spedizione. Dunque ricordatevi, Giovanni Tommasini oggi su TV2000 - Canale digitale terrestre 28 - Canale Sky 801!!!

Ho letto il suo libro. Complimenti per la sensibilità, l’intelligenza, l’umanità, la capacità di individuare strategie.. io cerco disperatamente una persona sensibile come lei. Ormai da 13 anni con nessun esito. Spero prima o poi di trovarla. Sono come la mamma del suo libro, però sola con un angelo disperato al mio fianco.”
Flavia Lanteri


Questo sms mi arrivò pochi giorni dopo la presentazione del mio libro su Cesare a Sanremo.
Flavia non c’era, acquistò il libro tramite la presidentessa dell’Angsa di Imperia. Associazione nazionale genitori soggetti autistici. Nel 1990 quando iniziai il mio viaggio all’interno del mondo autistico non esisteva niente di tutto questo.

Ora le famiglie, le mamme soprattutto, di questi “angeli disperati” si parlano, associano, per far conoscere il loro autismo, che non è solo dei loro figli ma del mondo con il quale tutti i giorni si devono penosamente confrontare.
L’unica risposta all’autismo dei loro figli sembra una sorta di autismo di ritorno, un autismo della società, che pare rispondere con un “evitamento” alla comprensione e presa in carico della realtà drammatica del sistema famiglia che ha all’interno un soggetto con questa terribile patologia, un negazione generalizzata di questa realtà.
“Sono anche io di Sanremo dove c’è il nulla. Ma il comico è che ieri sera ho comprato il suo libro da una amica che per renderlo “acquistabile” anche da una mamma come me con una figlia autistica mi ha detto…”non è scritto da un genitore quindi è più leggero….” Due ore fa ho iniziato a leggerlo e non ho fatto che piangere, ha toccato tutte le mie corde più sensibili e vitali, le similitudini nel descrivere le situazioni di disagio….anch’io ho raccolto i pensieri di questo mio viaggio dalla nascita di mia figlia alla scoperta del suo autismo e tutto ciò che ne è stato della nostra vita avrei piacere fargliele leggere, un libro scritto da una mamma completerebbe la sua visuale da “educatore”..”
Questo il secondo sms di questa mamma che leggendo i miei quindici anni con Cesare si è sentita finalmente rappresentata, compresa e mai più sola.
“La mia è una splendida bambina. Si chiama Anita.”
Ci siamo conosciuti.
Mi ha raccontato i tredici anni con sua figlia. Ho rivissuto per l’ennesima volta il dramma di queste famiglie ostaggio di una disabilità.
Sono 25 anni che assisto famiglie che vivono per i loro figli, con dedizione, disperazione, sentimenti laceranti perché opposti, la consapevolezza dell’inesorabilità del tempo che condanna doppiamente.
Dopo di noi cosa sarà di loro.
Il tempo.
Con l’avvento di un figlio il tempo scorre sempre in una direzione.
Inizialmente più lentamente. I primi anni di vita di un bambino ci fanno sentire responsabili della “vita” del figlio appena nato.
Con l’entrata nella vita sociale, la scuola, si entra in un altro registro.
Ci sentiamo responsabili della loro “Crescita”.
Arriva il momento dell’emancipazione. Il tempo diventa più leggero. Faranno la loro vita e quando saremo anziani il pensiero che si occuperanno loro di noi chiude un cerchio che a tutti sembra naturale.
Con l’avvento di un figlio che non riesce, non importa per quale motivo, a crescere, autodeterminarsi, fare scelte, prendersi cura di se, il tempo di ferma.
L’incapacità ad entrare in relazione con il mondo, i primi anni “sociali” ne consacrano il fallimento, determina la nascita di un mondo nel quale il tempo scorre all’indietro.
Questo mi raccontano i genitori di quelli che oggi vengono etichettati come “disabili intellettivi e relazionali”.
Il tempo si è fermato con l’esplosione della malattia del proprio figlio.
E da un certo punto in poi ha iniziato a scorrere al contrario.
I figli avranno sempre bisogno di assistenza “vitale” e noi invecchiamo. Le forze da mettere in campo sono sempre le stesse e noi abbiamo sempre meno risorse da impiegare, fisiche, emotive, economiche.
E siamo soli, e i nostri figli rimarranno un giorno soli.
Cosa sarà di loro dopo di noi?
Flavia mi mette in mano 70 pagine in cui descrive lucidamente il suo viaggio, un percorso in solitaria nei suoi pensieri, che per una sorta di esigenza “terapeutica” ha messo su carta dalla nascita di Anita.
Un diario contraddistinto dal coraggio.
Di amare, di odiare, di soffrire, di perdersi nell’insensatezza di una nascita.
Di Anita e della propria.
Anche lei è nata assieme ad Anita.
“Sono entrata nell’autismo di Anita, non ne sono più uscita”.
Questo mi dice dopo averle lette e chiesto se disponibile a farne un libro, per far conoscere la sua storia.
In queste pagine viene descritto, con l’onesta dell’amore più coraggioso, quello della ammissione e descrizione dei propri contrastanti pensieri, sentimenti, emozioni, un viaggio iniziato con il “parto” di Anita.
Un documento prezioso e raro come tutti questi figli sono.
Come le opere d’arte esprimono direttamente tutti i più profondi e intensi sentimenti umani.
Emozioni e sofferenze alle quali siamo stati educati di stare alla larga.
Emozioni e sofferenze alle quali non veniamo educati.
Sono 25 anni che vado nei parchi, nei locali pubblici con i miei ragazzi dei centri e delle case famiglie nelle quali lavoro come educatore.
Pochi minuti e attorno a noi si crea il vuoto.
Non sono movimenti discriminatori in prima battuta.
Le emozioni e la sofferenza che come le opere d’arte i nostri “disabili intellettivi e relazionali” elicitano bruciano, esplodono nell’altro non abituato a cogliere l’occasione che il contatto con i sentimenti più profondi propone.
Conoscere se stessi e crescere.
E’ per questo motivo che Flavia e Anita vanno abbracciate e ringraziate.
In loro, nella loro storia, siamo tutti noi.
Il coraggio di una mamma, la passione per una figlia “autistica”, il regalo di rendere pubblica la loro storia, per farlo sapere: non siamo sole noi, e il resto del mondo a essere un deserto d’umanità.
L’assordante silenzio delle non risposte, i movimenti di fuga che dalla nascita di Anita Flavia ha vissuto, in queste pagine viene descritto onestamente, perché questo e quanto.
Mai più sole, noi ci siamo e voi?

Giovanni Tommasini

Dopo aver letto queste righe, per chi non conosce l'autismo ma anche per chi sa cos'è, il minimo che si può fare e fermarsi e dedicare qualche minuto di riflessione.. ma io mi auguro anche di più ... fatelo per tutte quelle persone che in modo diretto o indiretto sono colpite dall'autismo. Penso naturalmente ai ragazzi e ragazze colpiti da questa terribile malattia, alle famiglie e agli operatori che danno una mano ad entrambi. 
Ma il mio pensiero va soprattutto alle famiglie colpite da questa tragedia. Famiglie lasciate sole dalle istituzioni e da quasi tutta la società (le testimonianze parlano chiaro).
Non nascondiamoci dietro ad un computer e diciamo le cose come stanno. 
Ma, vi è mai venuto in mente di pensare a come soffrono le famiglie che hanno un figlio/a con autismo? Beh, fatelo e soprattutto d'ora in avanti quando incontrate un ragazzo/a le autistico/a non girate la faccia. Avvicinatevi, scambiate qualche parola con lui. Provateci, ma fatelo con dolcezza. Sono dei ragazzi splendidi, desiderosi di affetto e vogliosi di scambiare  pareri su quello che più gli piace. Proprio come noi che autistici non lo siamo... (e questo è da vedere).
Tornando al libro di Giovanni, che ringrazio ancora per la fiducia, l'augurio che gli faccio è che con questo nuovo libro, si riesca ancor di più ad aprire le porte dell'autismo a tutti. Io ne sono sicuro. Giovanni ha grandi qualità: esperienza e professionalità sul campo, ma ancor di più sensibilità e una spiccata bravura (e non è da tutti) di raccontare i fatti. Sono certo che questo libro attirerà l'attenzione di tante persone che non conoscono ancora il pianeta autismo.

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