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30 settembre 2012

Scuola e disabili, tra sprechi e tagli. L'Italia al 31° posto su 32 secondo l'Ocse

Da tutta Italia giungono notizie di alunni disabili delle classi dell'obbligo cui l'assistenza a scuola viene ridotta, trasformata se non addirittura cancellata. I 215.000 bambini portatori di handicap che hanno appena cominciato l'anno scolastico hanno scoperto, come risulta da un'indagine di Tutti a Scuola, che dovranno fare a meno di 65.000 insegnanti di sostegno (circa 120.000 bambini scoperti)
 

di LUCA ATTANASIO - Sarà  anche composto da tecnici, professori e personalità in gran parte provenienti dall'ambiente accademico, ma il governo non sembra darsi molta pena per l'istruzione degli italiani. Le statistiche OCSE 2 non lasciano spazio a fraintendimenti: siamo al 31° posto (su 32)  della classifica per investimenti nella scuola. Una parabola discendente che non conosce sosta, se è vero che dal già allarmante 9,8% delle spese totali destinato alla scuola del 2000, siamo passati al 9, contro il 13 della media OCSE. Una delle istituzioni più democratiche e - almeno fino a un po' di tempo fa - più funzionanti del nostro Paese, arranca svilita tra tagli e poca considerazione. E tra le sue pieghe scopre, dopo anni gloriosi che l'hanno portata a modello di inclusione in tutto il mondo, una sempre più inquietante incapacità a farsi carico degli studenti più deboli.
Disabili a scuola: solo tagli.

17 settembre 2012

Grazie ai continui tagli alla scuola alcuni bambini disabili rimarranno a casa!


Sono una mamma di Milano, mio figlio frequenta la 4 elementare in una scuola attenta, con docenti pronte all'integrazione e alla collaborazione ... in questi giorni mi sento mamma di tutti i bambini con disabilità che non hanno potuto iniziare, ancora una volta, la scuola in modo sereno ... come dovrebbe essere, come tutti i bambini senza bisogni educativi speciali.

La situazione è tragica: a Milano - per fare un esempio - nelle scuole mancano il 50-70% di insegnanti di sostegno, perchè non ancora nominati ... e spesso non corrispondono alle esigenze e richieste (fatte tramite GLHO e ratificate da GLH I) delle singole scuole ... da quest'anno nemmeno gli educatori hanno accolto i nostri ragazzi ... molte scuole cercano in tutti i modi di affrontare l'emergenza, accolgono i bimbi, seguono i più gravi con le risorse ormai al lumicino e gli altri????
... corso di sopravvivenza, oppure viene chiesto alle famiglie di tenerli a casa ... fino a data da definire!

16 settembre 2012

E' allarme per gli alunni disabili "I tagli impediscono di assisterli"

I presidi: "Non sappiamo davvero cosa fare". Palazzo Marino ha ridotto le ore degli educatori. E Colosio ha inaugurato l'anno fra le proteste dei dirigenti mancati per la vicenda del concorso.
Nei casi limite le ore sono state più che dimezzate. Ma l’allarme arriva anche dagli istituti dove il taglio è stato meno pesante: fra gli insegnanti di sostegno che mancano, le maestre ridotte all’osso e i bidelli che non bastano più per dare una mano, la situazione per i bambini disabili, in continuo aumento, ora rischia di diventare insostenibile. Dopo l’emergenza presidi -  i vincitori del concorso annullato hanno protestato durante l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico ricevendo la solidarietà del direttore regionale Giuseppe Colosio - ora è l’assistenza ai portatori di handicap a mettere a dura prova le scuole milanesi. In questi giorni sono state inviate da Palazzo Marino le lettere con cui a ogni istituto vengono comunicate le ore di disponibilità degli educatori che seguono i casi più gravi: alunni in carrozzella che hanno bisogno di qualcuno per muoversi, oltre all’insegnante di sostegno in classe. Bambini che devono essere imboccati, cambiati, seguiti in tutto. Lettere, però, che hanno scatenato le ire dei dirigenti.

21 marzo 2012

L’insegnante di sostegno arriverà solo se l’alunno è invalido per l’Inps

TORINO. A scuola viene vista come una «rivoluzione silenziosa con effetti negativi» la nuova modalità introdotta dal Miur per certificare la disabilità di un alunno e ottenere l’insegnante di sostegno. Questa modalità inserirà i bambini e i ragazzi certificati nella categoria «invalidi» e per ora riguarderà nuove richieste e passaggi da un grado di scuola all’altro.

«Una conseguenza dei furbetti all’italiana», commenta il direttore dell’Ufficio Scolastico Territoriale Alessandro Militerno. «In provincia di Torino sono 6200 gli alunni disabili, non pochi. In altre province e regioni è molto peggio», aggiunge. I docenti di sostegno sono uno ogni due allievi. E costano.

«È un risparmio immediato, certo, ma che ben presto si sentirà con conseguenze tristi», dice Lorenza Patriarca, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Tommaseo e coordinatrice dei dirigenti Uil. «Dirigenti e insegnanti hanno accolto le novità con incredulità. La scuola – prosegue Patriarca – ha sempre parlato di diversa abilità, di certificazione come fase di passaggio verso una vita adeguata alle differenti potenzialità in una visione dinamica del percorso del bambino». Il ragionamento è culturale, ma con riflessi pratici sulla vita dei futuri cittadini. «Un bambino aiutato crescerà meglio. Ma con queste norme, molte famiglie di bambini con difficoltà più leggere rinunceranno alla certificazione per non marchiare il figlio come invalido civile. Così i ritardi leggeri, i problemi relazionali, i disturbi specifici dell’apprendimento, che con il sostegno potrebbero più facilmente essere recuperati, avranno un danno. Anche perché nella scuola non c’è più modo di andare incontro a queste difficoltà: le compresenze nella primaria sono rare, alle medie sono scomparse».

Come cambia il sistema lo spiega il provveditore: «In passato bastava la certificazione dell’Asl, ora è necessaria l’integrazione della commissione con il medico Inps». Il sistema è macchinoso. «La legge prevede un primo passaggio dal medico di base che, se riconosce la necessità, invia per via telematica la richiesta di visita. E qui ci è stato segnalato un primo problema, che abbiamo sottoposto alla Regione: ci sono medici di base – e le norme lo consentono – che chiedono 60 euro».

Arrivato a casa, il genitore deve confermare, inviando un’altra richiesta. «Se non è in grado, e molti non lo sono, dovrà farsi assistere da un patronato. Solo quando ricevere anche la seconda richiesta – dice Militerno – l’Inps fissa la visita. Purtroppo, possono passare mesi». I casi «scolastici» non vengono riuniti, i bambini passano mescolati agli anziani.


«Il rischio è che i tempi non coincidano assolutamente con quelli della programmazione della scuola. Per questo dall’Ufficio Scolastico Regionale e dagli Uffici Territoriali c’è massima attenzione. A Torino abbiamo già fatto incontri con le 5 Asl e anche a livello regionale si cercano soluzioni».

Fonte http://www.oltrelabirinto.it/news.aspx?idC=120

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21 dicembre 2011

Ministero: “208.489 alunni disabili, 5% in più rispetto allo scorso anno”


ROMA – Sono stati 208.489 gli alunni con disabilita’ nelle scuole italiane nell’anno scolastico 2010/2011, con un’incidenza percentuale del 2,3% sul totale degli scolari e un incremento annuo intorno al 5%. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione che anticipa on line gli ultimi dati relativi all’integrazione scolastica degli alunni con disabilita’.

La maggiore incidenza percentuale riguarda la scuola primaria e la scuola secondaria di I grado (rispettivamente il 2,8% e il 3,4%). Il 91,9% degli alunni con disabilita’ si iscrive nella scuola statale e l’8,1% nella scuola non statale, percentuale, quest’ultima, che conferma il dato dell’anno scolastico precedente. Come gia’ emerso nella pubblicazione statistica dell’anno scolastico 2009/2010, l’incremento si conferma essere, annualmente, intorno al 5%, arrivando ad una variazione percentuale del 50,9% dall’anno scolastico 2000/2001 al 2010/2011.

Gli alunni con disabilita’ aumentano di piu’ al nord che al sud, con picchi dell’80% (Lombardia). Va sottolineato, tuttavia, che al nord aumenta anche il totale degli alunni, mentre al sud si registrano, in questo caso, importanti flessioni (-15,4% in Basilicata).

La tipologia di disabilita’ piu’ diffusa e’ quella intellettiva (69,1%), mentre percentuali molto piu’ ridotte riguardano la disabilita’ visiva (1,8%), la disabilita’ uditiva (3,1%) o quella motoria (4,5%).

Significativo il dato concernente le altre disabilita’ (per esempio, alunni con problemi psichiatrici precoci, con sindrome di iperattivita’, con disturbi specifici di apprendimento in comorbilita’ con altri disturbi), pari al 21,4% del totale degli alunni con disabilita’.

Nell’anno scolastico 2010/2011, i docenti di sostegno rappresentano il 12,1% del totale dei docenti, passando dalle 57.248 unita’ del 1998/1999 alle 94.506 unita’ del 2010/2011.

Fra il 2009/2010 e il 2010/2011, i docenti di sostegno sono aumentati del 6%.

La versione originale di questo articolo è presente sul sito http://www.asca.it/

19 novembre 2011

Sardegna, Taglio a sostegno disabili, Ministero pagherà danni


Tar Sardegna, mille euro per ogni mese senza corretto supporto.

CAGLIARI – Il Ministero della Pubblica istruzione dovra’ risarcire mille euro per ogni mese trascorso dagli studenti disabili col sostegno tagliato, senza cioe’ il corretto rapporto insegnante-alunno.
Quindici i ricorsi accolti dai giudici della Prima sezione del Tar Sardegna che hanno dato ragione ai genitori di bambini disabili che si erano visti ridimensionate le ore di sostegno a causa dei tagli.
Oltre al risarcimento dei danni il Ministero dovra’ anche rimborsare le spese processuali. Entro un mese, poi, e’ previsto il deposito di altre 30 sentenze su altrettanti ricorsi.

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www.ansa.it/

28 ottobre 2011

Cagliari, 20 insegnanti immessi in ruolo poi la beffa: "Scusate, c'è stato un errore"



IL SOGNO DI UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO È DURATO POCO PER DIECI INSEGNANTI

Beffa per venti insegnanti, assunti a settembre dall'Ufficio scolastico provinciale a tempo indeterminato: nei giorni scorsi sono stati convocati per la risoluzione del contratto "per un errore amministrativo".

Assunti a tempo indeterminato all'inizio dell'anno scolastico, ora rischiano di tornare precari. È la storia di 20 insegnanti di sostegno (16 per la provincia di Cagliari, 4 per quella di Sassari) che ieri sono stati convocati dall'Ufficio scolastico provinciale, dove gli è stato spiegato che il loro posto fisso tutto d'un tratto è diventato traballante. Alla base di tutto un pasticcio dell'Usp, che ha sbagliato il conteggio dei posti vacanti. Un errore che non ha comportato uno sforamento del numero totale dei posti, ma che ha determinato problemi nelle compensazioni per quello che riguarda le classi di concorso. Il risultato è che ci sono alcuni docenti di ruolo che potrebbero tornare a fare i precari.

Guarda l'intervista a una delle insegnanti (Fonte Videolina.it)
La versione dell'Ufficio scolastico provinciale (Fonte Videolina.it)

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.unionesarda.it/