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07 marzo 2015

A Napoli un patto per il turismo “accessibile”


Un patto per il turismo “accessibile” che possa rilanciare l’ospitalità in Campania. E’ quanto emerso dal forum “progetto Garanzia Napoli”, promosso dall’Ordine dei commercialisti di Napoli, al quale hanno partecipato tutti i protagonisti del “cluster” turistico della regione. L’accoglienza delle persone a ridotta mobilità e di quelle con particolari esigenze logistiche, è una priorità assoluta per raggiungere quei livelli di ospitalità e di qualità dei servizi che consentano alla Campania di essere competitiva in Europa in un settore che potrebbe costituire il volano della ripresa economica ed occupazionale.


Per Pasquale Sommese, assessore regionale al turismo, “Napoli e la Campania devono migliorare la cultura dell’accoglienza, facendo attenzione a tutti gli ambiti del turismo. Per riuscirci, vogliamo migliorare la potenzialità delle nostre imprese: la legge regionale sul turismo, approvata dopo 31 anni di attesa, ci consente di voltare pagina, fare rete e rilanciare un settore che può diventare il volano dell’economia regionale”.

Una tesi ripresa anche da Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani, per il quale “Il turismo è la risorsa più importante della Campania e il nostro compito è rilanciare questo settore a cui non è stata dedicata sufficiente attenzione”.

I numeri relativi al turismo accessibile sono davvero interessanti come illustrato da Liliana Speranza, consigliere dell’ordine. “ Il turismo accessibile sta riscuotendo un forte interesse negli ultimi anni, confermato dai dati relativi a questo settore: 786 miliardi di euro i ricavi lordi stimati; 783 milioni di viaggi richiesti dal mercato nel 2012 e 138,6 milioni le persone interessate nel 2011 con una previsione di 154,6 milioni per il 2020”.

Per Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, ha inoltre evidenziato come sia necessario “lavorare in sinergia e su più fronti, stando bene attenti alle innovazioni e al mondo di internet. È fondamentale anche aprire le frontiere ad un turismo nuovo, che significa sviluppo del territorio e delle risorse, e quindi riqualificazione della nostra città”.



di Francesco Licastro





Articolo interamente tratto da 
http://altrimondinews.it/

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