Disabilità e sistema fiscale

Uno dei corto circuiti che riguarda il sistema fiscale italiano in relazione ai disabili è posto in essere dal decreto legge 112 del 2008.
In sintesi, quando ministro per la Pubblica Amministrazione era Renato Brunetta, fu stabilito che anche i disabili lavoratori devono versare una trattenuta sui giorni di malattia.
Poi, quando il decreto fu trasformato in legge, si ritenne opportuno tenere fuori dalla decurtazione per malattia una serie di categorie più esposte al rischio malattia, come i Vigili del Fuoco. Ma non i disabili.
Ora, come ha giustamente sottolineato anche l’ex campione italiano di nuoto paralimpico, Gianluca Attanasio, su Il Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/24/disabili-pubblico-impiego-trattati-stregua-fannulloni/1433739/), nessun politico ostacolò la decisione di non tenere fuori anche i disabili, in quanto dovrebbe essere evidente che coloro i quali patiscono una condizione di handicap possono contrarre malattie in maniera più “semplice” rispetto ai normodotati.
A distanza di sette anni, nulla è naturalmente cambiato e, in questo clima di riforma generale, non sarebbe affatto male se l’attuale governo rivedesse quella scellerata decisione, soprattutto per una condizione di equità sociale e di adeguamento a ciò che avviene negli altri Paesi dell’Unione Europea.
Sì, sarebbe opportuno e doveroso escludere dalla decurtazione per malattia coloro che hanno un’invalidità almeno del 50%. Ma esiste a Roma un politico che prenda a cuore questa battaglia che non è solo fiscale ma soprattutto economica?
Fonte: http://lavocedeltrentino.it

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