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08 maggio 2017

Liberiamo Asia Bibi



ancora per pochi giorni puoi fare la differenza tra la libertà e l’ingiusto carcere per Asia Bibi, la donna pakistana cristiana e madre di famiglia, accusata ingiustamente di blasfemia, che rischia di essere condannata a morte.



La prossima settimana invieremo infatti a Jan Figel, rappresentante speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’Unione Europea, la petizione promossa dall’Osservatorio sulla Cristianofobia a favore della liberazione di Asia Bibi.

Sono già moltissimi quelli che hanno deciso di agire, firmando la petizione: 4.400.

Ora ti chiedo: vuoi unirti a loro e all’Osservatorio sulla cristianofobia per lottare per la libertà religiosa dei cristiani e la libertà fisica di Asia Bibi?

La mia firma e la mia voce per Asia Bibi!

Se hai già firmato la petizione, grazie!

Ma puoi fare ancora qualcosa per Asia Bibi: puoi informare di questa petizione tutti i tuoi contatti; via e-mail o condividendo il tuo gesto sui tuoi profili social di Facebook o Twitter.

Dillo ai tuoi amici!

Purtroppo avere la possibilità di professare liberamente la fede in Gesù Cristo non è scontato in molti stati, come ad esempio il Pakistan.

False accuse di blasfemia sono la scusa per eliminare minoranze religiose, ma a volte anche solo per eliminare un vicino che risulta fastidioso o un concorrente a livello lavorativo.

Questo è inaccettabile!

La mia firma e la mia voce per Asia Bibi!

Asia Bibi è uno di questi casi di grave ingiustizia e di privazione della libertà.

Ad oggi prosegue ancora il suo calvario nel braccio della morte di un carcere in Pakistan, in attesa della sentenza definitiva sul suo caso, che nel peggiore dei casi porterà alla condanna a morte.

La mia firma e la mia voce per Asia Bibi!

Unisciti anche tu alla petizione che invieremo a Jan Figèl, rappresentante speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’Unione Europea.

Insieme possiamo far sentire alle istituzioni la nostra voce e fare pressioni affinché il caso arrivi presto a una soluzione definitiva.

La mia firma e la mia voce per Asia Bibi!

Se hai già firmato la petizione, invita i tuoi amici a fare lo stesso!

Dillo ai tuoi amici!

Grida anche tu queste parole: Asia Bibi libera! Libertà per tutti i cristiani!

Un carissimo saluto,



Silvio Dalla Valle
Responsabile Campagna Osservatorio sulla Cristianofobia

Fonte Gloria TV - Utente: Fatima

21 febbraio 2015

Per interventi di guerra i soldi ci sono

Renzi stanzia 132 milioni di euro “per combattere l’Isis” e 126 milioni per l’Afghanistan Il Governo Renzi ha stanziato 132,7 milioni per i primi 9 mesi del 2015 “per la partecipazione di personale militare alle attivita’ della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terrororistica” dell’Isis. Lo si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri di ieri.
Diminuiscono, invece, i soldi per le missioni in Afghanistan: dai 183,6 milioni per gli ultimi 6 mesi del 2014 ai 126,4 milioni per i primi 9 mesi del 2015. I soldi del 2015 andranno in Afghanistan alle missioni Rsm ed Eupol. Cessa, invece, la missione Isaf.

24 gennaio 2015

Il Forum europeo sulla disabilità

Un obiettivo importante raggiunto a Strasburgo. Il "Disability Intergroup of the European Parliament" ha tenuto, infatti, in data 15 gennaio un'importante incontro, il primo dopo la sua ricostituzione.
Un momento importante che ha visto l'elezione dell'intero Ufficio di presidenza del Disability, che ad oggi si compone di quattro co-presidenti e otto vicepresidenti.
Ma cos'è il Disability Intergroup? E' un gruppo informale di deputati del Parlamento europeo (MEP) di tutte le nazionalità e di tutti i gruppi politici che sono interessati a promuovere i diritti delle persone con disabilità al Parlamento europeo, nonché a livello nazionale.
Fondato nel 1980, fin dai suoi primi anni è stato un alleato fondamentale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità in seno al Parlamento.
La nuova struttura consentirà la promozione dei diritti delle persone affette da disabilità di varia natura, all'interno del Parlamento europeo e in Europa.
L'EDF, un'organizzazione europea che rappresenta più di 37 milioni di disabili in Europa e la cui mission è quella di assicurare ai cittadini disabili un pieno accesso ai diritti umani fondamentali, sta lavorando e continuerà a lavorare in stretta collaborazione con esso.
Fine comune sarà quello di garantire la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). EDF guarda in grande e si occuperò della revisione della strategia europea sulla disabilità e su quella di Europa 2020, nonché sull'adozione della legge europea "Accessibilità e della direttiva generale anti-discriminazione".

Autore Gian Piero Robbi
Articolo interamente tratto da www.lavocedeltrentino.it
Sito Web www.robbi.org

05 luglio 2013

"Disabili discriminati sul lavoro". La Corte Ue condanna l'Italia


La Corte Europea di Giustizia ha condannato l'Italia per l'incompleta applicazione dei principi Ue in materia di diritto al lavoro per le persone disabili.

21 giugno 2013

USA, Giappone e Unione Europea contro il “diritto alla pace” nel Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU

di Pascual Serrano | da www.rebelion.org
traduzione a cura di Marx21.it


I paesi dell'Unione Europea, non dimentichiamo premiata con il Nobel della Pace, non hanno sostenuto il 13 giugno al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU, a Ginevra, la risoluzione sulla promozione del diritto alla pace, patrocinata da sedici paesi membri del Consiglio.

03 giugno 2013

L'Italia in coda all'Europa nella tutela sociale dei disabili


Modello assistenzialistico e responsabilità scaricate sulle famiglie.

Secondo il rapporto Censis sulla disabilità, mancano politiche di inserimento lavorativo e di sostegno per far sì che la disabilità sia vista come una risorsa e non un onere.

17 aprile 2013

Sentenza bomba sulle malattie croniche


Una malattia cronica è una forma di disabilità.
È quanto ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in relazione ad una causa intentata da due lavoratori danesi contro le rispettive aziende. Che li avevano licenziati per le troppe assenze dal lavoro. Causate, come ha sostenuto il sindacato danese nella linea di difesa, da un forte dolore lombare cronico. Situazione che ha obbligato i giudici nazionali a rimettere la questione a Lussemburgo. Secondo il quale, una malattia, se comporta limitazioni fisiche, mentali o psichiche che impediscono la piena e normale partecipazione all’attività professionale, è considerata una forma di disabilità. Ragione per la quale un dipendente, se affetto da una malattia cronica gravemente debilitante, ha diritto alle stesse tutele di un portatore di handicap: orari di lavoro ridotti e possibilità di prendere giorni liberi per curarsi.

Fonte: west-info.eu
Letto su signoraggio.it

27 marzo 2013

Europa: sta nascendo una dittatura. Fuggite, sciocchi!

Trovo questo bel post sul blog di Alberto Bagnai, ad opera di Alex, che così riflette:
L'unica cosa amaramente buona di questa crisi è che ho capito come nascono le dittature, che SI, è proprio vero, più che da una violenza dei padroni derivano dalla tentazione dei servi, dall'ignoranza dalla mediocrità e dall'ignavia della gente (...); e a cosa dovrebbe servire la cultura umanistica: ad insegnarti con chi hai a che fare affinché tu possa fare/ripetere meno errori possibili. Infatti è per questo che l'hanno piano piano distrutta.

09 settembre 2012

Ieri l’Unione Europea ha imposto all’Italia di permettere la coltivazione del mais Ogm

L’Unione Europea impone all’Italia di permettere la coltivazione di Ogm. E’ il succo di una sentenza pronunciata ieri dalla Corte di Giustizia dell’Ue: alla faccia dell’autodeterminazione, alla faccia dellapromessa mai attuata di concedere agli Stati il potere decidere da sè sugli Ogm e alla faccia, soprattutto, del fatto che il 61% degli europei è contrario agli Ogm (rilevazione Eurobarometro del 2010, la più recente).
Eppure, niente da fare: il meccanismo con il quale l’Unione Europea approva la coltivazione di un Ogm è un’inarrestabile, pervasiva reazione a catena innescata dal parere favorevole emanato dall’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare, anche se sulle procedure di questo parere ci sarebbe molto da ridire. E’ come un carro armato che passa su tutto e su tutti.
La sentenza di ieri (il link è in fondo) riguarda il contestatissimo mais Mon 810, ma ovviamente stabilisce un principio facilmente estendibile ad ogni varietà Ogm approvata dall’Unione Euopea.

16 aprile 2012

UE: no alle cavie animali, meglio quelle umane

Nell’Unione Europea i nascituri correranno il rischio di fare la fine dei topi. Non è una metafora, né un’iperbole ma una triste realtà. Il dottor Jürgen Hescheler dell’istituto di Neurofisiologia dell’Università di Colonia ha messo a punto un programma che si chiama “Esnats”, cioè “Nuove strategie di test alternativi basate sulle cellule staminali embrionali”. Sul sito ufficiale esnats.eu si chiarisce di che cosa si tratta: «L’obiettivo del progetto Esnats è di sviluppare una nuova piattaforma di test di tossicità all in one fondata su cellule staminali embrionali, in particolare umane, per accelerare la realizzazione di farmaci, ridurre i costi di ricerca e sviluppo e proporre una potente alternativa ai test animali», ciò in conformità ad una direttiva UE che obbliga a trovare test alternativi a quelli animali quando ci sono.
Il programma di ricerca si sviluppa intorno al principio delle “Tre R”:
  • “Replacement”: sostituzione dei metodi che prevedono l’uso di cavie animali con quelli senza l’uso di queste cavie
  • “Reduction”: se ciò non fosse possibile tentare almeno di ridurre il numero di cavie animali utilizzate
  • “Refinement”: migliorare le condizioni delle cavie e alleviare il dolore di queste il più possibile.
Questo principio è stato enucleato in una pubblicazione del 1959, vera bibbia per chi fa ricerca, a firma del zoologo W.M.S. Russell e del microbiologo R.L. Burch, dal titolo assai significativo: “La rimozione della disumanità”. A noi pare invece che sia disumano usare persone per esperimenti scientifici a posto di animali.
Insomma il programma Esnats non fa mistero – e il pudore e la vergogna vengono messe da parte – del fatto che è meglio usare gli uomini e non le cavie animali per testare i nuovi farmaci. I motivi di questa scelta? Sono i più vari. Innanzitutto dato che si usa “materiale” umano i test acquisiscono maggior validità scientifica e i farmaci sono più sicuri per i pazienti. Molto meno sicuri questi test per gli embrioni dato che a motivo di ciò verranno soppressi.
In secondo luogo si evitano inaccettabili sprechi. I curatori del progetto infatti hanno avuto la premura di precisare che, in ottemperanza delle normative europee, loro utilizzano solo embrioni soprannumerari, embrioni che definiscono “surplus”. Cioè i figli di quelle coppie che hanno già avuto il loro figlio tramite Fivet e che non sanno cosa farsene di questi altri. Alcune di queste coppie, quelle più animate da un frainteso spirito di filantropia, hanno deciso di donare la propria progenie alla scienza sacrificandoli così sull’altare delle ricerca scientifica.
Il progetto Esnats si è pure affidato non ad una qualsiasi commissione etica costituita ad hocper risolvere alcuni aspetti un po’ spinosi di tutto questo brutto affare, ma addirittura una vera e propria società di consulenza, la Edinethics Ltd. Il direttore è un certo dottor Donald Bruce, responsabile anche del progetto “Society, Religion and Technology”, idea partorita dalla Chiesa Scozzese, un’organizzazione pseudo-cristiana dedita più alla salvezza della Terra che dei suoi abitanti. In un parere della Edinethics gli esperti bioeticisti della stessa affermano con spietato candore: “Se gli embrioni non fossero stati donati alla fine sarebbero andati distrutti”. Insomma meglio uccisi dai tecnici di laboratorio che gettati nella spazzatura.
La stessa Edinethics si pone poi il quesito dello “status morale” degli embrioni, cioè a dirla in modo più corretto, se questi embrioni siano esseri umani o solo un grumo di cellule. I cervelloni della società di consulenza non ne vengono a capo e nell’incertezza cosa propongono? Meglio la sperimentazione che lasciare gli embrioni nel freezer. E così l’uomo usando di un suo simile e non degli animali diventa lui stesso bestia.
Il progetto Esnats raccoglie 27 partner tra università, centri di ricerca e organizzazioni europee. Per l’Italia c’è la società Avantea specializzata in zootecnica e biotecnologie. Gli ideatori del progetto non nascondono che possono attingere ad immense risorse provenienti dall’Unione Europea e fanno sapere che hanno a disposizione “un budget totale di 15,5 milioni di euro e un sostegno finanziario di 11,9 milioni di euro per 5 anni” soldi provenienti dal Settimo programma quadro dell'Unione europea per la ricerca e sviluppo tecnologico.
Il futuro per questi ricercatori si presenta tanto roseo quanto oscuro per gli embrioni. Infatti in una bozza di documento della Commissione per Horizon 2020 – il nuovo programma quadro per gli anni 20124-2020 che andrà a gestire complessivamente 87 miliardi di euro - si legge: «Qualsiasi ricerca sulle cellule staminali umane, allo stato adulto ed embrionale può essere finanziata». La via è spianata.
Tale fiducia nelle cellule staminali embrionali è poi senza fondamento. Infatti, anche a voler mettere da parte i rilievi di ordine morale, ad oggi i risultati ottenuti dall’uso delle staminali embrionali sono pressoché a quota zero e i pericoli connessi a queste pratiche sono molti: rigetto, tumori, etc. Le staminali adulte, il cui uso non comporta la distruzione di nessun embrione e quindi è eticamente lecito, invece hanno già curato molte persone e non presentano le controindicazioni terapeutiche delle embrionali. Ma una volta che si sono investite cifre enormi in brevetti come si fa a fare marcia indietro? Meglio tirar dritto e passare sui cadaveri di questi bambini che non vedranno mai la luce e che mai potranno protestare.
di Giovanna Arcuri
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito

08 marzo 2012

Video accusato di razzismo, Bruxelles lo ritira. Voleva trasmettere messaggio pace, ma effetto opposto.

Il video della Commissione Europea
accusato di razzismo (fonte youtube). 

BRUXELLES - Un video che nelle intenzioni di Bruxelles doveva esprimere un messaggio di “pace e armonia”, ma che finisce per essere accusato di razzismo costringendo la Commissione europea a ritirarlo in fretta e furia. E’ la fine fatta da una breve clip realizzata dall’esecutivo comunitario in cui una ragazza vestita con una tuta gialla nella stile del film di Tarantino “Kill Bill” viene affrontata da tre maestri di arti marziali: un cinese, un indiano e un brasiliano.

La donna, nonostante l’aria per niente conciliante degli avversari, riesce a mantenere la calma: chiude gli occhi per un istante e si moltiplica circondando i guerrieri di altri undici suoi “cloni”. Tutti si siedono, i guerrieri scompaiono e le donne si trasformano in dodici stelle gialle, tante quante quelle della bandiera europea. Chiude il video una breve frase: “Più siamo, più forti siamo”.

“La clip era indirizzata a un pubblico giovane e le reazioni erano state positive”, spiega in una nota il direttore generale per l’Allargamento della Commissione Ue, Stefano Sannino. Si intendeva rappresentare le abilità di maestri di alcune arti marziali – kung fu, capoeira e kalaripayattu – per poi concludere il video con un messaggio di “rispetto reciproco”. Sannino si rammarica per il fatto che l’iniziativa possa essere stata percepita come “razzista” e si scusa dunque “con tutti colori che si fossero sentiti offesi”. A causa delle polemiche, l’esecutivo comunitario “ha deciso di fermare immediatamente la campagna e ritirare il video”.

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.ansa.it/

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12 dicembre 2011

L’Ue taglia il welfare, disabili in allarme



«La vostra crisi non la paghiamo », urlano i ragazzi nelle piazze d’Europa. Al coro si è aggiunta ora anche una categoria che con il nuovo rigore rischia di perderci più di tutte, nel silenzio generale: quella dei disabili. La denuncia arriva da John Evans, attivista e fra i maggiori esperti inglesi di disabilità.
«Le misure di austerità prese per affrontare la crisi del debito in Europa hanno avuto un effetto devastante sulle persone disabili», ha denunciato ieri Evans, in una lettera aperta pubblicata dal portale EurActiv. «Posso assicurarvelo – ha chiosato l’esperto – i disabili sono terrorizzati da ciò che sta accadendo e da ciò che potrebbe accadere». Evans produce alcuni dati, non incoraggianti. In alcuni Stati Ue, il 70% degli 80 milioni di disabili sopravvive grazie a benefit e sussidi. Se fossero ridotti o eliminati, in migliaia precipiterebbero nella miseria. «Nel Regno Unito, la povertà tra i disabili è aumentata del 50%, in Belgio sono in 500mila ad essere ancora in attesa dei sussidi, in Olanda 174mila ne verranno esclusi», denuncia Evans.
E in Italia? «È rimasto ancora in sospeso il discorso dei 20 miliardi che già la finanziaria di Berlusconi tagliava nel settore sociale in modo lineare», un taglio che andrà a colpire anche i disabili ad esempio con l’indennità di accompagnamento, spiega Mario Brancati, presidente della Consulta regionale delle associazioni disabili del Fvg.
Rischio povertà? «A livello nazionale la situazione è pesante. Già Tremonti aveva azzerato i fondi per la non autosufficienza e ridotto del 30% i trasferimenti al fondo sociale dei comuni. Da noi, per merito della regione, le risorse negate dallo Stato sono state trovate, ma la situazione economica del Paese è pesante, l’area della povertà si è ampliata e il mondo della disabilità è quello più coinvolto. Immagino in che situazione siano altri parti d’Italia», conclude Brancati.
Gli fa eco Simona Bellini, presidente del Coordinamento famiglie disabili gravi e gravissimi, associazione che da 17 anni si batte, purtroppo senza successo, per il prepensionamento di chi si prende cura di familiari con gravissimi handicap. «Siamo preoccupati, tutta la fascia dei disabili potrebbe essere trascinata nella povertà, perché noi siamo già una categoria a rischio. C’è poi da considerare l’investimento a lungo termine: togliendo risorse a queste fasce, gliele dovrai comunque ridare in altro modo».

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.quotidianamente.net/

Leggi anche 
DISABILI. Primo vertice europeo con Barroso e Van Rompuy
http://nientebarriere.blogspot.com/2011/12/disabili-primo-vertice-europeo-con.html

09 dicembre 2011

DISABILI. Primo vertice europeo con Barroso e Van Rompuy.

Di Gabriella Meroni - 07 dicembre 2011 -

Nel 2012 la Commissione presenterà una legge europea sull'accessibilità per garantire che i disabili abbiano accesso su un terreno di parità con gli altri

Oggi, per la prima volta, i leader delle istituzioni dell'Unione europea si sono riuniti con il forum europeo della disabilità per discutere i problemi che si trovano a dover affrontare, secondo le stime, 80 milioni di cittadini europei disabili.

José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, si sono riuniti, insieme con Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e Commissaria UE per la Giustizia, con i rappresentanti della comunità dei disabili di tutta l'Europa. Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato: «L'Unione europea deve prestare particolare attenzione alla situazione dei disabili. La strategia europea in materia di disabilità ha stabilito un programma ambizioso per i prossimi dieci anni. La UE mantiene il proprio impegno volto ad offrire ai disabili la possibilità di esercitare tutti i loro diritti e di partecipare pienamente alla vita sociale ed economica».

Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, ha dichiarato: «Un europeo su sei deve fare i conti con una forma di disabilità. In tempi di crisi occorre raddoppiare l'impegno per sostenere le categorie vulnerabili che rischiano di essere le prime ad essere colpite. L'Europa deve garantire che le ripercussioni delle misure di austerità che si renderanno necessarie siano minime, soprattutto per i disabili. Tutti gli ostacoli materiali e immateriali alla loro piena partecipazione alla vita sociale devono essere rimossi. L'inclusione dei disabili fornirà anche un indispensabile contributo alle necessità del mercato del lavoro europeo generate nel prossimo futuro dal pensionamento di milioni di cittadini appartenenti alla generazione del baby-boom. La strategia europea in materia di disabilità apporta un contributo inestimabile in tal senso. Il Parlamento europeo è fermamente impegnato a tutelare i diritti dei cittadini con disabilità, come dimostrato dall'integrazione di tali diritti in tutta la legislazione in materia e negli statuti dei lavoratori e, non da ultimo, dalle condizioni di lavoro applicate nel Parlamento stesso».

Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha sottolineato: «L'Europa è stata all'avanguardia nella campagna per portare avanti la causa delle persone disabili. Tengo a sottolineare l'importanza dell'integrazione. Le persone con disabilità devono essere parte dell'economia sociale di mercato di domani. Anche in tempi di crisi economica, i nostri obiettivi devono continuare ad essere l'accessibilità e le pari opportunità in senso stretto, per far sì che la partecipazione dei disabili diventi una realtà. Si tratta di una questione di civiltà, si tratta di difendere i nostri valori comuni. In Europa, per società si intendono tutti i cittadini e una società moderna deve rispecchiare tutti i suoi membri».

L'anno scorso la Commissione europea ha adottato una strategia globale per creare un'Europa senza barriere per i disabili entro il 2020 (IP/10/1505). Il progetto illustra come l'UE e i governi nazionali possono far sì che i disabili esercitino i loro diritti. Il dibattito odierno è stato incentrato sui progressi compiuti finora nell'attuazione della strategia e ha cercato di analizzare quali sono i modi in cui la crisi economica colpisce i disabili.

Nell'autunno 2012 la Commissione, guidata dalla vicepresidente Viviane Reding, presenterà una legge europea sull'accessibilità per garantire che i disabili abbiano accesso su un terreno di parità con gli altri all'ambiente fisico, ai trasporti e ai servizi di informazione e comunicazione. L'accessibilità è per i disabili la condizione preliminare per poter esercitare pienamente i diritti sanciti dalla convenzione delle Nazioni Unite, dal trattato UE e dalla carta dei diritti fondamentali. La Commissione promuoverà, entro breve tempo, una consultazione pubblica sul tema dell’accessibilità che contribuirà alla preparazione dell’iniziativa.

Nell'Unione europea, una persona su sei – circa 80 milioni di cittadini – è affetta da una disabilità, da leggera a grave, mentre oltre un terzo dei cittadini oltre i 75 anni è portatore di disabilità che in qualche misura lo limitano. Queste cifre sono destinate ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione dell'UE. La maggior parte di queste persone troppo spesso non riesce a partecipare pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere fisiche o di altro tipo, ma anche di discriminazioni. Abbattere queste barriere non solo è un dovere sociale, ma può anche creare nuove opportunità di mercato. Uno studio realizzato dal Royal National Institute of the Blind del Regno Unito ha dimostrato che una catena di supermercati, dopo aver investito 35 000 sterline per rendere accessibile il proprio sito Internet, ha registrato entrate supplementari per oltre 13 milioni di sterline all'anno. In Germania, un altro studio ha dimostrato che una maggiore offerta di strutture accessibili aumenterebbe gli spostamenti dei disabili, garantendo al settore turistico tedesco un incremento del fatturato compreso tra 620 milioni e 1,9 miliardi di euro.

In tale contesto, la strategia europea in materia di disabilità sottolinea l'impegno dell'UE a migliorare la situazione dei disabili europei. La strategia integra e sostiene l'azione degli Stati membri, su cui ricade la responsabilità principale delle politiche in materia di disabilità. Il 1° e il 2 dicembre la Commissione ha organizzato un'importante conferenza nell'ambito della Giornata europea delle persone disabili in cui sono stati affrontati, tra l'altro, gli aspetti della crisi economica relativi ai diritti dei disabili.

Per ulteriori informazioni
Commissione europea - disabili

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.vita.it/

23 novembre 2011

Intervento Shock di Monti (VIDEO) - Aggiornato

(Questo post è stato modificato dopo la sua prima stesura)

Aggiornamento 24 Novembre 2011 - Com'era prevedibile ha fatto scalpore il video che ieri abbiamo pubblicato su Mario Monti. Da più parti abbiamo ricevuto critiche, colpevoli di aver dato spazio ad un video fake: un video "manipolato" da persone che lo hanno messo in Rete (l'utente youtube romaunita), nel tentativo di screditare il Presidente del Consiglio Italiano. 
Ebbene, siamo d'accordo sul fatto che quel video è stato montato ad hoc, lo noterebbe anche un profano dell'informatica. Però secondo noi pubblicare quel video è stato necessario.
In primis perchè mette in risalto l'unico motivo per cui si è sviluppata questa crisi in Europa, che ricordiamo, investe soprattutto l'Italia, e pesantemente da qualche anno. 
Inoltre quell'intervista era recente; e cosa ben più importante, alla fine il pensiero di Mario Monti non è stato manipolato! Abbiamo pubblicato quel video per informare più persone possibili sui motivi reali di questa crisi. La gente deve sapere!! Deve sapere che la crisi economica è nata soltanto grazie ai virus diffusi nei mercati dai burocrati della Comunità Europa, dunque dall'Europa (non è davvero un caso che si sia scelto di far traghettare l'Italia in questo delicatissimo periodo da un Europeista convinto come Mario Monti).
Sorridiamo quando sentiamo dalla tv o leggiamo sui giornali, che la crisi è da imputare solamente al nostro immenso debito pubblico, o al gioco sporco degli speculatori della finanza.
La verità è che siamo all'inizio di un progetto che colpirà tutte le nazioni che fanno parte dell'Unione Europea (Francia e Germania stanno incominciando a sentire già i primi spifferi di una bufera che colpirà anche loro).
Quanto durerà questa crisi? Probabilmente durerà fino a quando non si attueranno alcune riforme che come ha detto Monti, porteranno un certo giovamento all'Europa. Gli obiettivi sono ambiziosi e più volte dichiarati anche dallo stesso Monti: un Europa che abbia un'unica politica economica, finanziaria, sociale e militare. Tanto da poter guardare alla pari, aggiungo io, un gigante come gli Stati Uniti d'America.
Quindi in conclusione, qualcuno ha deciso che un'unica moneta europa ora non basta più, serve dell'altro ... 
Sottolineiamo che l''Italia, anche per l'incapacità perenne della sua classe politica nel fare delle riforme, sarà la più colpita da questo progetto. 


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23 Novembre 2011 - In queste ultime settimane si fa un gran parlare della crisi economica e dello spread che continua a salire a livelli vertiginosi. Ebbene, noi stasera vogliamo farvi vedere un video dove il nuovo Presidente del Consiglio Italiano, Mario Monti, spiega al meglio il perché di questa crisi. Vi consigliamo di non perdere neanche una battuta.

Fonte video: romaunita


Ecco cosa ha detto Mario Monti:

  • Anche l'Europa, non dobbiamo sorprenderci che anche l'Europa abbia bisogno di crisi... e di gravi crisi per fare passi in avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario.
  • E' chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni, solo quando il costo politico e psicologico del non farle, diventa superiore al costo del farle, perchè c'è una crisi in atto visibile e conclamata.
  • Abbiamo bisogno delle crisi, come il G20, come gli altri consessi internazionali per fare passi avanti.
  • Ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perchè si sono messe in opera istituzioni, leggi etc per cui non è pienamente reversibile. 

Grazie infinite Professor Monti! E' stato eccezionale! Peccato che quanto da lei riportato, non avrà le prime pagine dei giornali e i titoli dei telegiornali. Non voglia mai che la gente capisca finalmente cosa sta succedendo e ... s'incazzi sul serio con questa classe politica (europea e non solo italiana) che sta portando lentamente e progressivamente, intere generazioni alla rovina... e per che cosa? Per fare un Europa più forte? Mavaf .....!!!