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19 luglio 2011

Sai cosa c'è dentro il tuo latte? Farmaci e almeno 20 sostanze chimiche differenti


Quando beviamo un bicchiere di latte abbiamo sempre la sensazione di nutrirci con qualcosa di sano; forse perché è un alimento primario e ci accompagna fin dai primi mesi di vita, ma in realtà bere oggi un bicchiere di latte significa assumere anche tante sostanze chimiche estranee al prodotto naturale delle mucche.
È quanto emerge da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Jaen(Spagna), coordinata da Evaristo Ballesteros e pubblicata sul “Journal of Food Chemistry” secondo cui in un bicchiere di latte ci sarebbero tracce di 20 sostanze diverse, tra farmaci ed altri elementi chimici, come antibiotici, antidolorifici, acido niflumico, acido mefenamico e ketoprofene, ma anche una forma di estrogeni come l’ormone 17 beta-estradiolo.
Prima di arrivare a queste inquietanti conclusioni, il gruppo di studiosi ha raccolto i campioni di 20 varietà di latte, provenienti da mucche allevate in Spagna e Marocco, da capre e anche latte materno, hanno poi analizzato i liquidi e riscontrato tante sostanze estranee in tutti i tipi di latte.
Tra tutte le sostanze estranee riscontrate però, a prevalere sono soprattutto gli antidolorifici(acido niflumico, mefenamico e chetoprofene) gli antinfiammatori, gli ormoni sessuali ed estrogeni, e quello più contaminato è proprio il latte di mucca.
Ma c’è di più: secondo i ricercatori, ormai, le sostanze chimiche estranee sono presenti in tutta la catena alimentare e quindi, purtroppo, anche nel latte materno, considerato normalmente l’alimento più sano per eccellenza.
Ma perché tutte queste sostanze chimiche nel latte? 
Secondo il Ballesteros e i suoi colleghi, queste alterazioni sono dovute al processo a cui i bovini sono sottoposti, come ad esempio l’iniezione di ormoni impiegati per stimolare la produzione di latte.
A quanto pare però, la concentrazione di questi farmaci nel latte non dovrebbe portare danni alla nostra salute: La nostra metodologia di test è altamente sensibile – ha detto Ballesteros – e fornirà un sistema molto più efficace per determinare la presenza di questo tipo di sostanze”.
di Verdiana Amorosi
Fonte greenme.it


Per approfondire 

1 commento:

Ernest ha detto...

rivoglio la mucca!