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10 aprile 2010

Da oggi fino al 23 Maggio a Torino l'ostensione della Sindone


A 10 anni da quella del 2000, tutto è pronto a Torino per l'Ostensione della Sindone. Da oggi fino al 23 Maggio i pellegrini di tutto il mondo potranno ammirare questa celebre e misteriosa reliquia. Previsti 2 milioni di pellegrini. La visita al Duomo di Torino può essere prenotata visitando il sito www.sindone.org, oppure recandosi direttamente a Torino negli appositi spazi allestiti all'inizio del percorso dell'Ostensione. Il telo potrà essere visto anche in 3D, indossando degli occhiali molto speciali.

Ma è veramente il sudario di Cristo quello che verrà esposto oggi per 40 giorni nell'Ostensione di Torino?
La Sacra Sindone è fra le più importanti reliquie della cristianità. La tradizione vuole che questo telo di lino lungo 4 metri, sia il sudario di Gesù di Nazareth. Ed è su questo lino che il corpo di Gesù ha lasciato impresso la sua immagine, fronte e retro, proprio come un negativo fotografico.

Tutti gli storici sono d'accordo nel ritenere documentata nei testi, e con certezza l'apparizione della Sindone nella storia, intorno al XIV Secolo.
E' proprio nel XIV Secolo che la Sindone appare per la prima volta. La Sindone è di proprietà del Cavaliere Goffredo Charny, ma non è dato a sapere come Charny ne sia venuto in possesso.
Nel 1353 Goffredo dona la Sindone al capitolo dei canonici della collegiata di Lirey (che tra l'altro aveva fondato lui stesso) e nel 1357 ci fu la prima ostensione pubblica. Nel 1415 il telo passa a Margherita di Charny, discendente di Goffredo, e nel 1453 il telo viene venduto ai duchi di Savoia.
Questi la conservano a Chambery in Francia dove, nel 1532, la Sindone si salva miracolosamente da un enorme incendio, anche se rimarrà danneggiata in vari punti. Nel 1578 finalmente la Sindone approda a Torino e ci rimarrà fino ai giorni nostri.
Nel 1983 Umberto II di Savoia, ultimo re d'Italia, in punto di morte, lascia in eredità al Papa la Sindone, la quale viene lasciata in custodia all'Arcivescovo di Torino.
In tempi recenti, nel 1988, il Vaticano ha affidato la Sindone ad un gruppo di scienziati, nel tentativo di individuare con esattezza la datazione della reliquia, grazie al Carbonio 14. L'esito dell'esame ha rivelato che questo telo è stato fatto fra il 1260 ed il 1390 d.C..
Successive analisi sono giunte alla conclusione che il lino della Sindone non è riscontrabile, in quanto questo telo nel tempo è sopravvissuto a incendi, inondazioni e varie ostensioni (anche per lungo tempo) nel corso di secoli.


Nel video sottostante potrete vedere forse il vero motivo per il quale il Vaticano in questi ultimi decenni, è molto restio a proseguire con gli studi scientifici sulla Sindone. Le nuove tecnologie possono portare addirittura alla clonazione dell'uomo raffigurato nel Sacro Lino, tutto questo grazie alle numerose traccie di sangue presenti nel lino. Sangue appartenente senz'altro ad un uomo prima torturato e poi successivamente crocefisso (i segni dei chiodi alle mani e piedi lo dimostrano).
Su quest'uomo sono presenti anche tracce evidenti di una ferita al costato (ricordiamo anche i segni evidenti di una corona di spine), tesi che rafforza in tanti la tesi che la figura della Sindone sia davvero Il Cristo.


Comunque la pensiate, credenti o no, quello della Sindone è davvero un grandissimo mistero che ancora la scienza oggi, non è capace di risolvere.

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2 commenti:

Matteo ha detto...

Un mistero appassionante. L'altra sera il vespone gli ha dedicato una puntata

Niente Barriere ha detto...

Per gli amanti della contro-informazione stasera lunedì 12 Aprile c'è REBUS, alle 21.15, su Odeon. Puntata dedicata al grande mistero della Sacra Sindone. Verranno esposte tutte le teorie che riguardano il sacro Lenzuolo. Inoltre la scienza appare divisa e appare molto difficile, se non impossibile, arrivare alla verità assoluta su questa questione.

“Rebus, questioni di conoscenza” è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz.
Odeon sul digitale terrestre, canale 827 piattaforma Sky) e OdeonWeb http://www.odeontw.tw/.