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07 aprile 2010

Dove sono finite le scorie nucleari a La Maddalena?



Ancora emergenze: non cessa la polemica sulle bonifiche nell’ex arsenale militare. Stavolta l’allarme dall’arcipelago del G8 mancato si estende a tutta la Sardegna. Con una mozione che equivale a un esposto-denuncia circostanziato la consigliera regionale dei Rossomori Claudia Zuncheddu solleva nuovi interrogativi. Contesta le procedure di smaltimento dei veleni dichiarate dalla Protezione civile e l’idoneità dei siti dove le scorie sarebbero state collocate. Soprattutto: grazie a un pool di specialisti mette in luce le tante incongruenze delle versioni ufficiali.

«La strage senza fine legata alle patologie tumorali fra noi sardi non può continuare a consumarsi nell’indifferenza delle istituzioni e nell’inconsapevolezza della gente - dice l’esponente politica - Sono condanne a morte firmate: la vita, da noi, vale poco, come in tutte le situazioni coloniali». Il perché lo spiega subito: «Delle 62mila tonnellate di materiale dragato dai fondali della Maddalena il 21%, pari a 13.020 tonnellate, è stato considerato dalle stesse autorità competenti “speciale” e “altamente pericoloso” per la salute - sostiene - Eppure, troppe domande restano nell’aria, senza risposte. Dove sono finiti i rifiuti tossici? Hanno davvero varcato il mare per essere trattati in centri della penisola, come si afferma? O sono tuttora nascosti in Sardegna?». «Con l’aiuto di alcuni esperti abbiamo fatto i conti sui trasporti in camion e via mare, ma quei conti non tornano - incalza Zuncheddu, che è la presidente del movimento dei Rossomori - Presumibilmente, materiale nocivo non ha mai lasciato l’isola. Ecco perché, a garanzia dei sardi, chiediamo di conoscere la verità».

Finora l’inchiesta della magistratura a carico della «cricca» alla Protezione civile non ha evidenziato ipotesi di reato in questa direzione. Uno dei principali accusati, Angelo Balducci, ha sostenuto che le scorie nocive nel 2008-2009 sono state portate via dall’isola e smaltite in discariche speciali. La stessa versione, avvalorata da Guido Bertolaso, è stata riproposta in Parlamento. Ecco invece gli elementi raccolti dai Rossomori e indicati nella mozione. Dopo aver analizzato le ricostruzioni ufficiali sulla bonifica, si rileva come emergano «forti perplessità» su una serie di punti.
  1. dalle dichiarazioni delle autorità emerge che «sarebbero state raccolte 1377,77 tonnellate al giorno».
  2. «sempre dai dati ufficiali, risulta che in un periodo di 45 giorni sono state impiegate 3 navi per trasportare le 62mila tonnellate: ognuna avrebbe quindi trasportato in media 459,25 tonnellate al giorno». Ma, considerando che, sempre secondo la stessa versione, in un mese e mezzo sono stati utilizzati 2000 viaggi/autocarri per il trasporto verso la penisola, da tutto ciò deriverebbe «che ne siano stati usati circa 45 ogni giorno (esattamente: 44,4), più o meno 15 per ciascuna nave». Ogni camion avrebbe quindi trasportato 30,6 tonnellate.
  3. la bonifica a mare avrebbe comportato il dragaggio di un’area di circa diciassette ettari. Con 70mila metri cubi di sedimenti portati via in circa sette mesi.
Da tutte queste palesi incongruenze la richiesta in consiglio regionale perché si faccia definitiva chiarezza. A quali impianti si è fatto ricorso sul continente? Come sono stati trasportati davvero i rifiuti? «E se risulterà che parti di scorie sono state smaltite nell’isola», in quali centri si trovano depositate? Claudia Zuncheddu chiede inoltre che «sia resa disponibile la documentazione degli enti territoriali locali e dei tecnici del ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del mare deputati alla supervisione».

«Dobbiamo poter acquisire e prendere visione delle planimetrie con l’esatta ubicazione delle aree interessate ai lavori - sollecita l’esponente dei Rossomori - Vogliamo sapere, fra l’altro, se è vero che i sedimenti recuperati in mare siano stati seppelliti in una banchina portuale. Se la zona circostante sia stata dragata e in che misura. E infine che tipo d’intervento si è svolto nell’isola di Santo Stefano, sempre che ci sia stato, vicino all’ex approdo per i sommergibili Usa».

di Pier Giorgio Pinna


Per Approfondire

7 commenti:

Niente Barriere ha detto...

Questa faccenda m'inquieta in egual modo dell'imminente centrale nucleare che si costruirà a 25 km da casa mia ....

Danx ha detto...

Ciao, non mi piace lo sfondo grigio..cioè leggo male!

Niente Barriere ha detto...

Ciao Danx, non so che dirti, a molti è piaciuto il cambiamento, ho anche cambiato il carattere rendendolo piu visibile di quello precedente (ora è Verdana). Vorrei cambiare la formattazione del testo centrandolo di piu, diminuendo il margine sx e dx ..ma non so ancora come si fa :P

Miryam ha detto...

L'Italia è piena di misteri irrisolti.
Anch'io sono contro il nucleare... tanti altri pogetti, in materia energetica, si potrebbero sviluppare.
Ma i nostri "sgovernanti" sono occupati verso altre cose più importanti, ovviamente, per i loro interessi.
Ciao Raimondo!
Anch'io, con ritardo, ti faccio gli auguri pasquali di "buone fatte feste".
Baci!

@enio ha detto...

la radioattività è una cosa che fa paura e sopratutto se questa è in mano agli italiani; se si pensa che non sono riusciti a smaltire le scorie delle nostre vecchissime centrali... figuriamoci se ce ne impiantano di nuove.

Matteo ha detto...

Questo delle scorie è un problema gravissimo (che Saviano ha raccontato molto bene in Gomorra) e che fa comodo ai governi gestire, o sarebbe meglio dire non gestire, in questo modo.

Puoi condividere. Grazie!

Niente Barriere ha detto...

Grazie Matteo e Benvenuto :)

Enio io so che in francia, lo pubblicato qua, usano una parte delle scorie per fare strade, edifici etc ... non aggiungo altro. Inoltre ho tanta paura degli italiani che quando qualcuno strombazzerà (già stanno iniziando a farlo) ai mille venti che diminuiranno le bollette ... beh poveri illusi .. cornuti e maziati ..quando arriveranno i tumori sarà troppo tardi ..