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21 febbraio 2015

Tecnologia e disabilità, parliamone

La tecnologia dovrebbe rendere più semplice la vita e non complicarla.
E, nel caso dei disabili, dovrebbe abbattere le barriere e non sollevarne delle altre. Eppure sta accadendo paradossalmente che il nuovo POS ("Point of Sale", ovvero il dispositivo che utilizziamo quando vogliamo acquistare qualcosa con bancomat o carta di credito) ha in sé una difficoltà insormontabile, come suggeritomi da una gentilissima lettrice, per gli ipovedenti e i non vedenti: è soltanto "touchscreen".

26 giugno 2013

Salute, nuovo studio collega oltre 7.000 tumori ai ripetitori di telefonia cellulare


L’esposizione alle radiazioni dei “ripetitori” (più correttamente Stazione radio base) può essere responsabile di oltre 7.000 decessi a causa di tumori? Secondo una ricerca che arriva dal Brasile, i fatti parlano da soli.

24 giugno 2013

SLA, un'app per far parlare i malati: gli impulsi diventano parole


Da oggi per i malati di SLA comunicare diventa più facile, grazie ai passi in avanti che la ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica continua a compiere. In occasione dello SLA Global Day, infatti, sono stati presentati due innovativi progetti dalla Fondazione AriSLA nel corso del suo quarto convegno annuale.

10 giugno 2013

Cellulari e rischi per la salute


Negli studi sul rapporto tra cellulari e tumori, il fattore determinante potrebbe essere quello dei condizionamenti economici. Delle grandi aziende su chi fa ricerca.

01 giugno 2013

11 maggio 2013

Sistema robotico Luvo che aiuta a camminare persone anziane e disabili


Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S.Anna di PISA – Grazie al finanziamento della “Fondazione Pisa” con la primavera 2013 via al progetto congiunto fra l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnrsu Luvo.

08 maggio 2013

Arriva anche il Codice a Barre umano – Perchè non c’è limite all’indecenza


VORRESTI UN CODICE A BARRE PER IL TUO BAMBINO?
L’impianto di microchip sta diventando una pratica ordinaria per i nostri animali domestici, ma piacciono meno quando si propone di applicarli alle persone.In un’intervista in un programma radiofonico della BBC la scrittrice di fantascienza Elizabeth Moon ha riacceso il dibattito affermando che mettere il “codice a barre” ai neonati al momento della nascita è una buona idea:

04 maggio 2013

Dalle staminali la trachea biotech: Hannah ora può respirare



Hannah non aveva la trachea. Un'equipe internazionale di chirurghi gliene ha impiantata una ottenuta con cellule staminali e la piccola sudcoreana, appena due anni, ce la farà. Si tratta del primo intervento di questo tipo a livello mondiale su un bimbo.
Hannah, è nata senza trachea e i medici hanno potuto ''fabbricare'' un organo sostitutivo utilizzando cellule staminali prelevate dal suo midollo osseo e poi coltivate in una provetta di plastica. Le cellule hanno dato origine a una nuova trachea in meno di una settimana.
Un intervento simile era stato tentato con successo l'anno scorso, in Svezia: il paziente era un malato terminale di cancro, Andemariam Beyene, ingegnere di origine eritrea. Il gruppo di medici del Karolinska Institutet di Stoccolma, guidato dall'italiano Paolo Macchiarini, aveva sostituito la parte malata con un organo costruito in laboratorio con lo stesso metodo utilizzato per Hannah.

25 aprile 2013

Arriva la mano bionica! [Video]


La Touch Bionics è un’azienda specializzata in protesi bioniche per persone che hanno perso gli arti. La protesi bionica si chiama i-limb e Patrick Kane che a 9 mesi ha perso una mano causa di una meningite ora può afferrare degli oggetti e tante altre cose, insomma ora Patrick può vivere una vita normale.

04 ottobre 2012

Henable, disabili in viaggio con un'app

L'ideatore ha saputo vincere un handicap. Il suo sogno si sta realizzando. E si chiama Henable (http://info.henable.me/), la prima app che permette di ottenere direttamente dallo smartphone le autorizzazioni necessarie alle persone diversamente abili per accedere alle Zone a traffico limitato nei comuni italiani.
L'obiettivo? «Riuscire ad abbattere le tante barriere architettoniche e burocratiche che le persone disabili devono affrontare quotidianamente». Lui lo sa, cosa vuol dire. L'ha provato sulla pelle, quando, dopo un incidente subacqueo a Sharm El Sheik nel 2004, per salvare la vita a un compagno di immersioni, è rimasto vittima di una lesione spinale che lo ha paralizzato dalla vita in giù.

22 settembre 2012

Liberi di muoversi, un’utile applicazione per conoscere i luoghi accessibili ai disabili

di Andrea Scrimieri - Liberi di muoversi è un’applicazione disponibile per iPhone ed iPad che rappresenterà un’ottima risorsa soprattutto per i disabili. Grazie ad essa infatti sarà possibile conoscere i luoghi accessibili, accompagnati anche da descrizione ed immagini.

Come già accennato nell’introduzione “Liberi di muoversi” offrirà uno strumento assolutamente utile per tutti coloro che necessitano di conoscere l’accessibilità dei luoghi in cui si recano. Troppo spesso infatti, per via di una gestione e costruzione irresponsabile dei luoghi pubblici, le strutture vengono realizzate in modo tale da rendere difficoltoso l’accesso da parte dei disabili, specialmente se muniti di sedia a rotelle.

09 gennaio 2012

La macchina per registrare i sogni ...

Vedo cosa vedono i tuoi occhi: una particolare risonanza magnetica consente di riprodurre gli impulsi visivi del nostro cervello.


Brainstorm generazione elettronica, il film con Christopher Walken e Natalie Wood che negli anni ’80 raccontava di come un sofisticato macchinario elettronico messo a punto dalla Duke University rendesse possibile vivere le esperienze degli altri vedendo attraverso i loro occhi è diventato realtà.

Lo Studio

Sull’ultimo numero di Current Biology i ricercatori dell’Università della California descrivono un meccanismo che consente alla risonanza magnetica funzionale di decodificare gli impulsi visivi del nostro cervello e poi di riprodurli in un filmato. È la prima volta che si riesce a riprodurre l’attività del cervello (la corteccia occipito-temporale) utilizzando uno speciale software che accelera i cosiddetti segnali BOLD (blood oxygen level-dependent) captati della risonanza magnetica funzionale alla quale normalmente appaiono così lenti da risultare ininterpretabili, ma che l’accelerazione rende invece apprezzabili su video.

Decodificare chi non può comunicare

La tecnica è ancora scomoda perché richiede una lunga permanenza sotto gli scanner della risonanza per ottenere immagini sfocate e confuse come i primi fotogrammi dei fratelli Lumière, ma questo sistema potrebbe diventare importantissimo per indagare l’attività cerebrale di chi non può comunicare come ad esempio chi è in coma o è stato colpito da SLA. Senza contare la possibilità di visualizzare l’attività onirica, trasformando i nostri sogni in un film...

Fonte http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/

05 ottobre 2011

Lo scova tumori che Finmeccanica non vuole più


TECNOLOGIA. Si chiama Trim Prob il dispositivo che esegue una sorta di biopsia elettronica con un piccolo campo elettromagnetico.

Un’invenzione tutta italiana. Un esame quasi immediato, non invasivo, economico: il Trim Prob è un piccolo dispositivo scova-tumori, che esegue una sorta di biopsia elettronica con un piccolo campo elettromagnetico. In pochi minuti analizza prostata e vescica, ma anche colon retto e altri organi. Uno strumento di prevenzione, dal costo di soli 40 mila euro, che risparmierebbe al Sistema Sanitario Nazionale soldi, tempo e risorse. Eppure Finmeccanica - la holding industriale italiana controllata dal Ministero del Tesoro che lo stava producendo - ha deciso di chiuderlo in un cassetto. Nel 2004 Galileo Avionica, azienda di Finmeccanica, acquisisce il brevetto dall’inventore Clarbruno Vedruccio - brillante scienziato che l’esercito non si è lasciato sfuggire - e crea una società ad hoc per distribuirlo, la Trim Probe Spa. Grande enfasi al progetto: dalla tecnologia militare un’arma per la difesa della salute.

Il “bioscanner” viene prodotto, certificato e validato dal Ministero della Salute ed entra in commercio. Ma nel 2007 Finmeccanica dice basta: il progetto non è strategico per il gruppo. Cessa la produzione della macchina. Nel 2008 Trim Probe Spa è messa in liquidazione. Da allora Clabruno Vedruccio è costretto a mantenerne gli alti costi di brevetto. Una storia paradossale. Una tecnologia rivoluzionaria viene chiusa in un cassetto dal colosso italiano a controllo pubblico. A testimoniarne l’efficacia, la presenza del Trim Prob in una cinquantina di centri. Come il Sant’Andrea di Roma, dove si paga un ticket di 40 euro per l’esame. Sono i centri che sono riusciti ad averlo prima che smettesse di essere prodotto. E’ validato per l’uso su prostata e vescica, ma potrebbe con pochi sforzi burocratici essere utilizzato per altro. Anche il leader leghista, Umberto Bossi, lo ha provato.

L’allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia lo vide a Milano, durante una presentazione. Ma perché lo stop di Finmeccanica? Ufficialmente il colosso guidato da Pierfrancesco Guarguaglini lo ha motivato col fatto che il gruppo si occupa di sistemi di difesa, non di diagnostica. Ma resta il mistero - allora - sul perché abbia iniziato a produrlo. «Era come se questa cosa dovesse rimanere soltanto in mano ad un gruppo di persone - ricorda il dott. Vedruccio - eppure Finmeccanica aveva il potere, e forse lo avrebbe ancora, per fare navigare questa tecnologia». All’’industrializzazione del Trim Prob doveva collaborare anche un’altra azienda, la Esaote. Azienda che nasce, ancora una volta, da una branca di Finmeccanica, da cui si stacca negli anni ‘90. Diventa presto leader del settore della diagnostica medica. Avrebbe dovuto distribuire il Trim Prob, dice Vedruccio, ma poi non se ne fece nulla: «è difficile far vendere un nuovo prodotto a chi produce altro, che è concorrenziale». Ora restano il brevetto mantenuto con sacrificio da Vedruccio e le trattative con altre aziende, con un pericolo: «Si potrebbe veramente creare una situazione in cui qualcuno compra il brevetto per non produrlo. Non è ciò che io desidero dopo 15 anni di studi, ricerche, esperimenti».

Pietro Battistella

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www.terranews.it/

Consiglio la lettura di questi post
Trimprob: lo scanner anti cancro che rischia di sparire
Il fisico svela tumori lascia l'Italia?
Clarbruno Vedruccio Web Site
Clarbruno Vedruccio Candidato al Nobel per la Medicina 2011

01 ottobre 2011

Sloan Churman, nata sorda, a 28 anni sente per la prima volta la sua voce (VIDEO)

Sloan Churman, una ragazza americana di 28 anni, è nata sorda. Nel bellissimo video che vi proponiamo qui sotto, vedrete il momento in cui per la prima volta nella sua vita, Sloan sente la sua voce (grazie ad un sofisticato impianto audio).

16 giugno 2011

Elettrosmog, cosa dice la scienza in Italia

Che correlazione c'è tra emissioni elettromagnetiche e disfunzioni biologiche? Qual è lo stato della ricerca scientifica? Quali gli strumenti legislativi? Se ne è parlato a un convegno organizzato da A.M.I.C.A.

Roma - Si è svolto presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini a Roma il convegno dal titolo "Telefonia mobile, Wi-Fi e Wi-Max: un pericolo per la salute?", organizzato dall'Associazione malattie da intossicazione cronica e/o ambientale (A.M.I.C.A.). Una giornata di confronto tra scienziati, avvocati, volontari ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sui rischi per la salute connessi ai dispositivi mobili e alle radiofrequenze. Una carrellata di interventi di spessore scientifico e giuridico dai quali sono emerse due conclusioni fondamentali: la necessità di continuare e incrementare gli studi indipendenti, l'urgenza che i soggetti politici affrontino seriamente e concretamente il problema.

La prima sessione di interventi, volta a scandagliare le evidenze scientifiche sul rischio connesso all'esposizione ai campi elettromagnetici delle comunicazioni wireless, ha dato spazio alla presentazione di ricerche di carattere sperimentale ed epidemiologico condotte da scienziati italiani e internazionali.

Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell'Istituto di Genetica Molecolare presso il CNR di Bologna, ha illustrato i risultati degli studi in vitro e in ambiente per evidenziare l'interazione tra WiFi, radar e telefoni mobili con la vitalità cellulare. Gli esperimenti relativi alla rete wireless hanno mostrato che l'irradiamento del sistema cellulare ha provocato la diminuzione delle cellule vitali e l'aumento di quelle cancerose a partire da un'ora di esposizione. Gli effetti biologici documentati relativi alle radiofrequenze e alle microonde hanno segnalato danni al DNA, ai cromosomi, produzione di radicali liberi, l'alterazione dei neurotrasmettitori, invecchiamento precoce, perdita di memoria e la comparsa di alcune allergie. L'indagine epidemiologica condotta nel comune di Potenza Apicena (originata dalla presenza di un'epidemiologia misconosciuta che colpiva le persone esposte a onde elettromagnetiche) ha dimostrato, evidenzia Marinelli, che l'esposizione a radar produce la devitalizzazione cellulare dopo 24-48 ore. Il ricercatore, tuttavia, ha altresì espresso l'esigenza di compiere studi più approfonditi allo scopo di osservare il nesso di causalità tra esposizione e malattie rilevate (tumore al seno, alla tiroide, autismo, leucemie ecc). Secondo Marinelli, inoltre, il Tasso di assorbimento specifico o SAR, vale a dire il sistema di misurazione utilizzato per calcolare la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano in condizioni di esposizione a un campo elettromagnetico a radiofrequenza, risulta di "un'approssimazione estrema".Dal canto suo Settimio Grimaldi, del CNR di Roma, si è impegnato a dimostrare e spiegare le basi teoriche e biologiche del danno da esposizione ai campi elettromagnetici. Secondo il biofisico, gli effetti provocati da questi ultimi sono di tipo biologico oltre che termico; in particolare, si rendono rilevanti le conseguenze nocive sul sistema nervoso centrale, le cui proteine, rese mal funzionanti, si legano al sopraggiungere di patologie quali demenza senile e schizofrenia.

La dottoressa Valeria Pacifico, dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, ha invece analizzato lo stress ossidativo in relazione alle radiazioni non ossidanti. Monitorando un campione di 541 pazienti elettrosensibili, è stato evidenziato che, a oggi, non sono ancora stati identificati i marcatori utili a definire criteri diagnostici, quindi le linee terapeutiche volte alla cura delle disfunzioni. Al momento è soltanto ipotizzato che la vicinanza e l'utilizzo di videoterminali, cellulari, telefoni cordless e altri apparecchi elettromagnetici siano la causa delle disfunzioni a livello chimico e metabolico rilevate. Il paziente, dunque, non ha altra scelta che eliminare ciò che considera essere il fattore scatenante dei propri malesseri, con un peggioramento evidente della qualità di vita.

Una dei richiami più interessanti e incalzanti della giornata è arrivato dal dottor Ernesto Burgio, presidente dell'Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente (ISDE), il quale ha espresso a gran voce la necessità di elaborare modelli biologici, genetici ed epigenetici invece che fisici per lo studio dell'elettrosensibilità, poiché il modello lineare elaborato dai fisici non ha attinenza alcuna con gli studi epidemiologici. In questo modo, sostiene Burgio, da Hiroshima a Chernobyl sarebbero rivalutati in maniera critica i numeri dei contaminati, calcolati, secondo Burgio, in modo "astratto" e "fuorviante". Entrando nel merito dello studio presentato, è stato mostrato come i danni delle radiazioni ionizzanti non si evidenziano immediatamente nel soggetto esposto, ma addirittura nei soggetti di seconda e terza generazione: ciò è indice, secondo Burgio, della necessità di modificare le linee di studio passando dal paradigma fisico a quello epigenetico.

In questo solco si colloca anche la durissima critica rivolta al mega studio Interphone, considerato da alcuni scienziati italiani fuorviante per la scelta dei fattori di rischio. Un apprezzamento, invece, per l'ultima azione della IARC che ha inserito i campi elettromagnetici nella categoria 2B ossia "potenzialmente cancerogeno per gli individui", con l'auspicio, espresso dai medici presenti, che possa presto essere considerato anche il gruppo 2A.

La plausibilità tra l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e l'alterazione del genoma è stata indagata da Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini di Bologna, il quale ha presentato i primi risultati di un grande progetto sperimentale condotto su oltre 18mila ratti e dal quale emerge che l'esposizione a bassa dose di radiazioni gamma procuri un aumento significativo dell'incidenza di tumori mammari sui topi femmina. Inoltre, sostiene Soffritti, i limiti di esposizione al campo magnetico della corrente elettrica nell'ambiente di lavoro stabiliti dall'ICNIRP devono essere rivisti.

Il panel della mattina ha ospitato come ultimo intervento il professor Olle Johansson (dell'Unità di Dermatologia Sperimentale del Karolinksa Institute in Svezia, e membro del Royal Institute of Technology di Stoccolma), considerato uno dei "campioni" della lotta all'elettrosensibilità. Johansson ha ripercorso le tappe mediche e politiche percorse verso l'adozione del principio di precauzione sancito dalla Comunità Europea e in base al quale si chiede, in particolare, di adottare un quadro di linee guida per limitare l'utilizzo di cellulari e cordless da parte dei bambini e dei gruppi vulnerabili. Johansson ha anche polemizzato con i criteri di selezione degli esperti all'interno di organismi di massima rilevanza internazionale come l'OMS, i quali, afferma il medico svedese, spesso si avvalgono di consulenti collusi con le telco.

La sessione del pomeriggio ha ospitato il confronto tra legali e rappresentanti delle istituzioni in merito agli aspetti normativi della tutela dai campi elettromagnetici. Il quadro disegnato non è stato per nulla confortante: alla sostanziale carenza e inadeguatezza della normativa vigente si aggiunge anche una sorta di crisi del diritto penale in toto, alle prese con l'intricato problema dell'accertamento causale del danno e, conseguentemente, con l'emissione del giudizio di colpevolezza.

A Lorenzo Lomabrdi, responsabile della Sezione Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico del Ministero dell'Ambiente, è spettato il compito di illustrare il contento della legge 26 del 2001 volta alla tutela degli effetti dell'esposizione agli impianti radioelettrici e alla telefonia mobile. Pur prevedendo anche degli obiettivi di qualità, si tratta di una legge quadro "monca", almeno secondo l'avvocato Matteo Ceruti, il quale non ha esitato a definire come "allarmante" lo stato delle cose. La legge quadro, infatti, risulta essere secondo l'amministrativista un provvedimento inattuato nei suoi passaggi fondamentali per la clamorosa assenza dei decreti attuativi. Oltre che per non poter irrogare le sanzioni in mancanza dell'indicazione di un'autorità preposta, la legge si presenta fallimentare per quattro motivi fondamentali: la mancata attuazione di molte sue parti, i problemi intrinseci in essa rilevati, il depotenziamento, talvolta rovesciamento dei principi e, infine, l'applicazione giurisprudenziale largamente insufficiente. A questo si aggiunge, secondo Ceruti, la mancanza dell'aggiornamento scientifico previsto dalla stessa legge.

Citando il caso di Radio Vaticana, Maria Cristina Tabano (avvocato del Codacons) prima e Nicola Bramante (penalista) dopo hanno messo in chiara luce un punto fondamentale che attiene al nesso di causalità tra danno e colpa. Data la significativa mancanza di certezze scientifiche in merito, i due legali hanno citato alcune sentenze della Corte di Cassazione secondo cui, perché possano essere determinati danno e colpevolezza sono sufficienti le leggi statistiche, anche con coefficiente medio-basso, purchè siano in grado di spiegare l'evento specifico.

Tale interpretazione riguarda un problema rilevante: è possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che certi eventi lesivi (addirittura omicidi colposi) siano ricollegabili all'elettrosmog? Come evidenziato anche dagli interventi degli esponenti del mondo della medicina, una correlazione esatta non potrà mai essere verificata. In questo senso, dunque, il massimo grado della giustizia italiana non richiede la certezza assoluta, ma una conoscenza probabilistica che, insieme alle circostanze del caso concreto, possa dimostrare l'evento.

Cristina Sciannamblo

Fonte Punto Informatico

Leggi anche:
Sensibilità Chimica Multipla, Resoconto dell'incontro del 13 Maggio 2011 alla sede centrale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di Ginevra (CH)